La Piazza

Addio, Ambrogio!
Messaggio del 26-08-2005 alle ore 11:47:02
moro sei un asino xchè ragli con la pancia piena!!! sarei troppo cattivo ad augurarti quello che ha passato quel povero uomo!! tu nè sei degno di nominarlo e nè tantomeno ti puoi avvicinare a quello che ha fatto lui per l'italia nel mondo quindi ripeto ancora asino e VERGOGNATI!!!!
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Editato da Azzurrissimo il 26/08/2005 alle 12:00:43
Messaggio del 26-08-2005 alle ore 00:41:07
quando ero piccola era un mito per me. vedevo il suo programma e pendevo dalle sue labbra.
Quando l'ho rivisto dopo l'incidente in una intervista, ingrassato e paralizzato, sono rimasta sconvolta.
Era un mito e perme lo rimarrà sempre.
Messaggio del 26-08-2005 alle ore 00:19:12
Moro,io non ti odio,vorrei tanto ucciderti,ma non ti odio...........
Messaggio del 25-08-2005 alle ore 01:10:35
era davvero un mito...e lo rimarrà
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 21:33:20
onore a un grande uomo.

in quanto al resto, credo che una zitella bisbetica che viene a sgallettare su un post dedicato a un morto, non possa meritare altro che sputi in bocca, e schiaffetti ripetuti dietro la testa, nell'attesa e nella speranza che raggiunga al più presto anche lei il suo posto, sotto due metri di terra.

ciao fufi! ...
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 20:33:32
bravo skin, accuscì si fà...
e forza Inter (dopo l'Udinese, naturalmente!)
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 18:41:29
era uno dei pochi ad avere veramente vissuto la sua vita...
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 18:37:06
meno male si è chiuso questo sipario... buonanotte a tutti
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 18:33:59
no, è mio!

Messaggio del 24-08-2005 alle ore 18:32:59
Samu, non me ne frega un cazzo chi è, non lo nominate più, please
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 18:30:38
moro è un mio clone
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 18:30:34
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 18:28:13
samu 80 è qualcosa meno di un mio "clone" (nel senso delle lettere coinvolte ... eh eh eh)
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 18:28:08

Il navigatore: volevo morire, ho imparato a non farmi schiacciare dai ricordi

Ambrogio Fogar, 63 anni, nella sua casa di Lambrate a Milano (Perrucci)
MILANO - Ambrogio Fogar guarda un soffitto con le nuvole che non si muovono mai. Gli hanno dipinto il cielo in una stanza, sogna la luna e il mare inchiodato in un letto, le gambe sono rigide, come le braccia e la schiena, la faccia si è gonfiata e i suoi occhi ogni tanto chiedono aiuto: se vuole piangere, qualcuno deve asciugargli le lacrime, se legge, non volta mai pagina da solo. Respira con una macchina che ogni sei secondi manda un segnale al suo diaframma, così ha ripreso a parlare e a dare impulsi vocali anche a un computer. «Prima di dormire prego - sussurra - e questo mi aiuta a resistere».

Resistere è l’impresa più difficile della sua vita, quella nuova, che dura da 12 anni. Deve resistere alle cure, alla sedentarietà forzata, allo strazio, alle notti insonni, alle rinunce, alle emozioni perdute, al senso di sfiducia che gli fa dire ogni tanto «che cosa ci faccio qui». L’uomo che girava il mondo in barca a vela e voleva raggiungere il Polo Nord con il cane Armaduk, è aggrappato a un filo che a volte sembra invisibile.

La sua solitudine non è più quella del navigatore che scruta l’orizzonte a bordo del «Surprise», la mitica barca affondata da un’orca, dei settantaquattro giorni di naufragio con la morte dell’amico Mauro Mancini: del freddo di coperta, che gela la faccia in mezzo all’oceano, il suo corpo non sente più nemmeno i brividi. La solitudine di Fogar è quella di un tetraplegico che dalla testa in giù non segue i comandi del cervello, dipendente per tutto dall’amore e dall’affetto di qualcuno, dalle tecnologie che aiutano a non essere tagliato fuori dal mondo, dai sanitari che devono incoraggiarlo a non lasciarsi andare.

Dal settembre del ’92, quando la sua jeep si ribaltò sulla pista del raid Parigi- Mosca-Pechino, nel deserto del Turkmenistan, Fogar è imprigionato in un corpo immobile, deve essere assistito, lavato, vestito, pettinato e imboccato; la lesione al midollo spinale per ora non è una patologia curabile, l’unica terapia è accettarsi, lottare, evitare il peso dei ricordi e la disperazione per qualche abbandono. È dura immaginarsi così, passare dalla normalità alla dipendenza assoluta. Fogar ha imparato a guardarsi dentro, a contenere la sofferenza. Da anni può parlare con uno stimolatore frenico, una specie di pacemaker che attiva con una scossa la sua voce. Nella disperazione, è stato un grande salto di qualità. «All’inizio ho pensato molte volte di morire, ho pregato le mie sorelle di portarmi in Olanda per farla finita. È difficile accettarsi quando non sei più quello di prima: ogni impulso è una frustata, ogni desiderio una ferita, nelle mie condizioni devi chiedere aiuto anche per grattarti il naso».

Il giorno dell’incidente Fogar aveva 51 anni: lesione midollare con frattura composta del dente dell’epistrofeo, ricoveri al San Raffaele, in Svizzera, in Francia, a Legnano, al neurologico Besta, bollettini simili, verdetti che annientano. Oggi, a 63 anni, è un miracolo umano, un sopravvissuto che può insegnare la speranza ai duemila sfortunati vittime di lesioni midollari all’anno in Italia, un caso clinico che dimostra come si può convivere con un handicap gravissimo. «È la forza della vita che ti insegna a non mollare mai, anche quando sei sul punto di dire basta - spiega -. Ci sono cose che si scelgono e altre che si subiscono. Nell’oceano ero io a scegliere, e la solitudine diventava una compagnia. In questo letto sono costretto a subire, ma ho imparato a gestire le emozioni e non mi faccio più schiacciare dai ricordi. Non mi arrendo, non voglio perdere...».

È il bicchiere mezzo pieno che Fogar vuole vedere nonostante la paralisi, «perché c’è una vita che continua e non posso dire che la mia sia noiosa o monotona». Da uomo che ha vissuto due volte detta memorie, collabora con la vecchia squadra di documentaristi, aiuta la raccolta di fondi per l’associazione mielolesi, fa il testimonial per Greenpeace contro la caccia alle balene, risponde alle lettere degli amici e sogna, sogna «di tornare a correre al campo Giuriati, quello della mia infanzia a Milano», o di ripetere il giro d’Italia su una barca a vela, «l’ho fatto già una volta, sei anni fa, con una sedia a rotelle basculante, ed è stato bellissimo». Racconta di sensazioni nuove, «mi piace quando mi accarezzano con gli occhi», e di come è riuscito a trovare un equilibrio dopo i momenti di depressione, «le mie sorelle, i miei collaboratori, i medici, non mi hanno mai fatto mancare il loro aiuto».

«La medicina e la tecnologia oggi possono dare una grossa mano - spiega Dario Caldiroli dell’istituto Besta, che segue Fogar da anni, esperto in riabilitazione respiratoria e home care, l’ospedalizzazione a domicilio - ma se manca la famiglia pochi riescono a farcela. Dopo le cure in ospedale la terapia si sposta a domicilio e qui non ci sono alternative: per questi malati il carico assistenziale è pesantissimo. Per quanto in Lombardia ci sia un buon supporto di assistenza, i parenti devono inventarsi un nuovo ruolo. Ci vuole uno sforzo eccezionale, un grande affetto e tanta umanità per evitare il crollo».
Fogar ha metabolizzato l’addio di persone care, come l’ultima compagna, e la depressione dei primi mesi fuori dalla rianimazione, ma, sostiene, non gli è servito il suo coraggio da trapper nel viaggio più lungo della sua vita. «Quando sei così, non hai alternative. Più del coraggio serve la speranza, la fede in Dio, la forza che ti dà una persona amica». Un giorno disse pubblicamente «se potete, non dimenticatemi» e questo slogan potrebbe essere una campagna del ministero della Sanità per i tanti costretti a vivere immobilizzati come lui. «Una lettera, una e mail , una visita, sono l’antidoto più efficace alla voglia di lasciarsi andare», conferma il professor Caldiroli.

C’è tanta tristezza in un dramma che cambia un percorso di vita e per Fogar questa è una sorta di nemesi: «Da bambino sfondavo i muri di casa con la fantasia, vedevo l’oceano e in mezzo c’ero io che navigavo». Un grande viaggiatore, avventuroso, spavaldo, guascone e controverso, costretto a restare fermo, immobile in un letto. Se non c’è l’evento, si finisce per dimenticarlo, perchè l’assenza porta a rimuovere una storia, una persona. E i tetraplegici che combattono per recuperare un corpo assente rischiano di diventare fantasmi nella società che non ammette stop. «Aiutateci a non dimenticare, a migliorare l’assistenza e a costruire una speranza per tutti», è l’appello di Fogar. «Io resisto perché spero un giorno di riprendere a camminare, di alzarmi da questo letto con le mie gambe e di guardare il cielo».

Dalla scienza arrivano buone notizie. Le cellule staminali danno qualche chance . Si sperimentano per la sclerosi multipla, poi, forse, per le lesioni midollari. Fogar cerca con lo sguardo la complicità della sorella che lo assiste. «Sono pronto a fare da cavia. Bisogna avere fiducia, anche se sono cosciente dei miei limiti». Nella casa di via Crescenzago, a Lambrate, la sorella lo sfiora con una carezza. «La positività di Ambrogio mi dà una grande forza», dice. Fuori è buio e ci sono le stelle. Una porta il suo nome: Ambrofogar Minor Planet 25301. Gliel’hanno dedicata gli astronomi che l’hanno scoperta. È piccola, ma aiuta a sognare ancora un po’.

Messaggio del 24-08-2005 alle ore 18:26:10
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 18:22:46
moro è un mio clone
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 18:19:00
E CHI SE NE FREGA (non di quello che dice tale nick asessuato quale SAMU 80 )
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Editato da Moro il 24/08/2005 alle 18:24:20
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 18:18:05
moro è un mio clone
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 18:15:17
Lo straniero ha sempre ragione, ma io mi domando sempre perchè cazzo rispondo. E' meglio chiudere, non vorrei passare alla storia virtuale del sito con sta storia del panino.

Torniamo invece a questo grande personaggio


MILANO - È morto questa notte, nella sua casa di Milano, Ambrogio Fogar. Il decesso è avvenuto poco prima delle due di notte, nell'appartamento di via Crescenzago per arresto cardiocircolatorio.
Il 64enne esploratore era paralizzato dal 1992, a causa di un incidente automobilistico avvenuto nel deserto del Turkmenistan durante il raid Parigi-Mosca-Pechino: gli costò la seconda vertebra cervicale spezzata e il midollo spinale tranciato. Da quasi tredici anni era bloccato in un letto e respirava e parlava solo grazie alle macchine. Uomo di grande coraggio, Fogar era pronto a partire per la Cina, per sottoporsi alle cure con cellule fetali del neurochirurgo Huang Hongyun. Si era offerto come cavia dalle pagine di «Controvento, la mia avventura più grande», un libro scritto assieme a Giangiacomo Schiavi, del Corriere della Sera, uscito solo due mesi fa.

LE SUE AVVENTURE - Fogar era divenuto famoso all'inizio degli anni 70 per le sue spedizioni, come il giro del mondo in barca a vela in solitario da est verso ovest, contro il senso dei venti e delle correnti. Nel 1978 restò alla deriva per oltre due mesi su una zattera, dopo che al largo delle Falkland un'orca aveva affondato la barca con cui cercava di raggiungere l'Antartide insieme a un amico, morto nella spedizione. Altra impresa famosa, il viaggio in slitta verso il Polo Nord, in compagnia del cane Armaduk. E' stato anche un personaggio tv -- per sette anni ha presentato la trasmissione «Jonathan Dimensione Avventura» -- e ha scritto numerosi libri.

LA RICERCA -Nonostante la situazione, Fogar non aveva mai perso la voglia di lottare. Il 13 agosto aveva compiuto 64 anni e ora stava preparandosi a partire per la Cina. Scopo del viaggio: sottoporsi a nuove terapie realizzate con lo sviluppo delle cellule staminali. In pratica, voleva fare da cavia per una ricerca che può dare speranze a quanti, ora e in futuro, si trovino nelle sue condizioni. Ma l'arresto cardiocircolatorio, avvenuto all'1.30 di questa notte, quando i familiari hanno allertato i sanitari del 118 perchè lo avevano trovato incosciente, gli ha tolto quest'ultima speranza. Una speranza cui aveva dato voce anche nell'intervista uscita lo scorso anno sul Corriere della Sera, cui ha fatto seguito, su Corriere.it uno speciale a lui dedicato, con una bacheca aperta ai lettori che gli hanno inviato centinaia di mail.

FORZA DI VOLONTA' - Nel libro «Solo - La forza di vivere» Fogar aveva scritto: «È strano scoprire l'intensità che l'uomo ha nei confronti della voglia di vivere: basta una bolla d'aria rubata da una grotta ideale, sommersa dal mare, per dare la forza di continuare quella lotta basata su un solo nome: speranza». «Ecco, se leggendo queste pagine qualcuno sentirà la rinnovata voglia di sperare - si legge ancora - avrò assolto il mio impegno, e un altro momento di questa vita così affascinante, così travagliata e così punita si sarà compiuto. Una cosa è certa: nonostante le mie funzioni non siano più quelle di una volta, sono fiero di poter dire che sono ancora un uomo». Nonostante la gravità della malattia, Fogar negli ultimi anni ha partecipato a varie iniziative a scopo umanitario, ha aiutato la raccolta di fondi per l'associazione mielolesi, è stato testimonial per Greenpeace contro la caccia alle balene, ha collaborato con «La Gazzetta dello Sport» e «No Limits world».

Messaggio del 24-08-2005 alle ore 18:03:51
ah ecco ... sentiamo quest'altro associato... perchè non fate un circolo di liberi pensatori del consorzio di lanciano sant'eusanio e santa maria imbaro... magari riuscite a spuntare qualche finanziamento da qualche Onlus... tipo Terre des Hommes... oppure Emergency...

questo era un ennesimo invito ...
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 17:57:36
moro è un mio clone
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 17:54:01
mi associo all'intervento de IL RE!!!

x Ambrogio:
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 17:51:28
MIDA 29... se solo portassi delle lenti graduate... comincio a dubitare del fatto che tu sia capace di attribuire alle parole scritte il significato logico che hanno... mi dispiace aver perso tempo con te... non meritavi alcuna considerazione dall'inizio...

Ti invito pertanto a tornare da dove sei venuto... e ad andare dove ti porta il cuore (per utilizzare un'espressione sciocca sicuramente tanto cara)

ciao bello con simpatia infinita...
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 17:37:46
moro, la tua presunzione e la tua arroganza ti porteranno lontano.molto lontano!

mi congeda!!!
ma la smetti di dare consigli a tutti??????mo pure allo straniero!!!!
rivattene da dove sei venuto.
con simpatia!
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 17:06:29
MIDA 29... ti congedo... rispondendoti ti sopravvaluterei...

per quanto riguarda LO STRANIERO... per le sciocchezze che ha scritto quello che non ha niente da fare è lui... ed è solo per correttezza che cito il suo nick dato che quello che scrive è privo di ogni significato logico... un polpettone da quattro soldi... quindi ti invito a continuare ad occuparti di calcetto... 

riguardo a MUR apprezzo la tua risposta. Ha chiarito molte cose che non sapevo e quindi ti chiedo venia limitatamente per il fatto di non aver compreso lo spirito del Post.

un caro saluto a tutti.

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Editato da Moro il 24/08/2005 alle 17:09:50
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 16:55:20
moro,non v'è necessità alcuna che tu mi conceda di fare ciò che voglio.
la logica elementare la ripasso o la studio quando tu imparerai le concordanze.
strizzavo l'occhio a skin perchè mi aveva fatto ridere la battuta della brioche. di infantile c'è solo la tua polemica sterile e le tue repliche prive di sostanza.


Messaggio del 24-08-2005 alle ore 16:49:54
Non mi capita spesso di poter dare un’occhiata un po’ più approfondita ai vari post: lo faccio solo per iscrivermi ai tornei di calcetto o se l’argomento mi incuriosce. Nel caso specifico, non essendo ancora a conoscenza della scomparsa di Fogar, ho aperto il post di skin (che ritengo tra i frequentatori più propositivi del sito, ma questa è ovviamente una mia personalissima opinione) per sapere chi fosse questo ambrogio. Ho letto i vari interventi e non avevo alcuna intenzione di scrivere, per non dare importanza al brillante autore (non voglio nemmeno citarlo perché non ne vale la pena….) del terzo intervento (in ordine cronologico). Però ho visto gli altri commenti, ed in particolare quello di Mur – “non si comprende è il perchè tu lo debba scrivere su un post commemorativo. Se non te ne frega niente, non intervenivi”. Il fatto, peraltro ciclico, visto che è già successo altre volte ed altrettante volte succederà, è che l’intervento del “nostro” era specificamente volto ad aizzare gli animi, come da sempre fanno certi personaggi (cloni e non) che non avendo probabilmente niente da fare (beati loro che possono permettterselo…) o da dire, lanciano l’esca aspettando che gli altri abbocchino, Capisco che non è facile, a volte, trattenersi, astenendosi dal commentare certe frasi, ma come ho fatto già in passato, continuo ad essere convinto che la soluzione migliore sia quella di ignorare totalmente certi interventi. Lui dice di fregarsene della morte di Fogar? E voi non gli badate: continuate a commentare il post di skin come se il personaggio di cui sopra non esistesse. Vedrete che dopo un po’ (e dopo aver fatto sicuramente lo stesso in qualche altro post) si stuferà. In caso contrario, del resto, c’è la triade, sempre pronta a bannare i soggetti indesiderati…
Ovviamente il mio è solo un suggerimento, dettato dalla constatazione che alla fin fine, quelli che più ci si arrabbiano sono proprio gli intervenuti, e non certo “l’appicciafoco” nascosto dietro una tastiera ed un nick fittizio.

PS: Antonì, ngi perde lu tempe nghe cussù (o chissè). E’ tutto fiato sprecato!! Pensa all’Inter, piuttosto…

Messaggio del 24-08-2005 alle ore 16:44:41
Ho parlato al singolare e le frasi al plurale erano incisive appunto perchè anche se dagli interventi finora espressi avevo dedotto una identità di vedute non posso essere certo dell'altrui pensiero.

Nei post commemorativi si mette sempre Addio avanti è consuetudine nella maggioranza delle newsgroup compreso questa. Se dal titolo cmq non l'hai desunto bastava leggere l'articolo per capirne le finalità commemorative e se ancora non l'avevi capito sia Skin che io te lo abbiamo fatto notare ma evidentemente, non sei un frequentatore di newsgroup, non hai capito il tono dell'articolo, non hai voluto prestare occhio ed orecchie al nostro richiamo, ti sei limitato solo, come affermi tu stesso, "a controbbattere e a difendermi".

Dipenderà dal fatto che al contrario di te non ho bisogno di un necrologio o di un manifesto per sapere quando e come ci si comporta in modo rispettoso per la scomparsa di un uomo (qualsiasi esso sia).

Mi hai posto una domanda lascia che ora ti risponda con un secco: No, non concordo con te.

Questo è quanto...

PS Se "esigi" modestia prima mostrala
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 16:33:31
MIDA 29 scusami ma tu leggi quello che vuoi e "quoti" in maniera disonesta sul piano intellettuale.

Skin mi invitava a mangiare un panino
Mur parlava di "sarcasmo" (dove?) di cattivo gusto...

Mida dei miei consigli puoi farne quello che vuoi...

era solo per il tuo bene... infantile cercare alleanze e strizzare l'occhio ad altri del forum (quando dici vero Skin?)...

Ciao bello ... ripassa la logica elementare... quella delle proposizioni vere e false... oppure studiala...
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 16:25:37
Ma lasciatelo perdere sto poveretto...
La sua presenza su questo post é servita solo a rovinarlo, e conferma ancor di piu' la regola dei "gran leoni da tastiera"

Tornando al grande Ambrogio, sicuramente é stato uno dei piu' grandi avventurieri del nostro secolo, e chi ha potuto seguire almeno un po' le sue imprese, lo ha sicuramente saputo apprezzare con un filo anche di invidia per tutto cio' che é riuscito a fare...
Ora sicuramente sara' piu' felice, visto che dopo tanti anni é finalmente tornato libero . . . Ciao Ambrogio

IL RE
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 16:21:56
Mur ... dato che parli al plurale devo capire che ti senti investito di rispondere anche a nome di altri quale interprete autentico dei pensieri molteplici di chi ha risposto.

l'argomento era ADDIO AMBROGIO ... non era il necrologio affisso su un muro stampato da MARINELLI E GIUSTI ... era un argomento di conversazione qualsiasi e io mi sono limitato a dire la mia... chi è stato aggredito sono stato io ... e mi sono limitato a controbbattere e a difendermi...

concorderai con me vero?

Secondo me qui c'è gente che si prende troppo sul serio...

questo è quanto...

poi non venitemi a parlare di culto dei morti e grado di civiltà... per favore su su un minimo di modestia... questo si l'esigo da parte vostra...
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 16:15:43

Moro, può non fregartene ma è un personaggio che ho sempre ammirato, senza contare che rimane impresso nella memoria di coloro che vedevano il programma "Jonathan"


era skin dopo il tuo chi se ne frega

Moro se non te ne fregava niente poteva risparmiarci il tuo sarcasmo, se lo vuoi fare cmq liberissimo ma IMHO è di cattivo gusto


mur subito dopo
tu invece hai subito usato espressioni tipo "meglio il mio intervento che il tuo vago e dozzinale" andando subito sul pesante e sull'antipatico.
dei tuoi consigli farei volentieri oggetto di minzione.
la brioche però fa effetto, vero skin
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 16:10:59
X Moro

Se volevi commentare la notizia di cronoca aprivi un post non celebrativo e la commentavi la notizia di cronaca e nessuno ti diceva niente.
Non ho (abbiamo) bisogno che tu mi (ci) ricordi chi è morto lo so (sappiamo) benissimo.
Io sicuramente (ma sono sicuro anche gli altri) so e comprendo benissimo che a te non possa fregartene nulla della morte di Ambrogio Fogar. Sei anche legittimato a dirlo naturalmente, ma quello che non si comprende è il perchè tu lo debba scrivere su un post commemorativo. Se non te ne frega niente, non intervenivi. Se vedo un funerale per la strada non fermo una persona del corteo per chiedergli chi è morto per poi, una volta ricevuta risposta, dirgli che non me ne frega niente del tizio morto. Lo trovi tanto strano? E' una questione di educazione base e di rispetto.
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 16:05:01
un grande uomo e una grande anima
citando skysport: questo non sarà di certo il suo ultimo viaggio-Taz-
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Editato da Taz il 24/08/2005 alle 18:00:15
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 16:01:13
oddio eccone un altro:

indisponente io? ma hai letto il tono delle risposte altrui?
saccente io? ma cosa dici? altri hanno tirato in ballo il culto dei morti ed il grado di civiltà?
aggressivo? io mi sono limitato a dire CHI SE NE FREGA
stizzito? io mi sono limitato a replicare
borioso? ma senti chi parla ... uno che dice VIEPPIU... ma fammi il piacere... su su...

Mida 29 ... ti do lo stesso consiglio che ho dato a Skin... Pastiglie di Mirtillo e Pesce ...


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Editato da Moro il 24/08/2005 alle 16:11:56
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 15:56:32
moro tu nn rischi di essere stucchevole.

tu lo sei.
ma non avevi detto che dopo l'intervento di nivana potevi chiudere l'argomento e che ti stavi vieppù annoiando?
ebbene,sei anche poco credibile, quindi, visto che hai replicato.naturalmente con tono stizzito e borioso.
a prescindere dal tuo intervento di merito nel post ("e chi se ne frega") del quale in effetti me ne infischio, la cosa che voglio dirti è che sei immediatamente apparso indisponente, saccente e piuttosto aggressivo. in maniera del tutto gratuita, in più.
passo e chiudo anche io.
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 15:24:01
per Albertone... e per tutti... ma vi chiedo... cosa c'entra il rispetto per i morti col fatto lecito e normalissimo che una persona possa fregarsene di una notizia di cronaca? Ma voi vi rattristate ad ogni notizia di cronaca afferente morti piu o meno illustri? Voglio sperare stiate scherzando e non siate così bigotti... Poi voglio dire... era una persona che aveva un piede nella fossa da anni! Eh la madonna! non è mica morto un adolescente nel fiore dei suoi anni! Posso capire che abbiate seguito le sue trasmissioni ma sta a voi capire anche chi, relativamente a questo fatto, possa non fregargliene un fico secco!

per Skin: se c'è un alimento velenoso quello è proprio la brioche ... poi non sono affetto da nervosismo mattutino. Chiedo venia per non aver colto l'ironia... non mi era mai capitato che mi invitassero ad andare a mangiare un panino... d'ora in poi ne terrò conto... se questa espressione appartiene al tuo lessico ora ne conosco il significato.

inutile ribadire con simpatia... rischio di essere stucchevole e poco credibile.
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Editato da Moro il 24/08/2005 alle 15:33:48
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 13:47:12
Moro, la mia prima risposta è stata fin troppo civile, la seconda non nasconde alcuna volgarità, era semplicemente un consiglio ironico a riempirti lo stomaco(poteva trattarsi anche di una brioche), visto che il nervosismo mattutino spesso è dovuto al digiuno.
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 13:26:29
Addio,Ambrogio! ......ci mancherai,come dimenticare la mitica trasmissione "Jonathan dimensione avventura",la domenica mattina la vedevo sempre


X MORO: stiamo parlando di un morto,i morti vanno sempre rispettati


GRAZIE!
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 13:15:52
mio malgrado do ragione a Moro (per quanto riguarda l'intervneto di pizzacalla ovviamente)
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 13:13:57
Dopo l l'intervento di rara intelligenza di Nirvana e l'acume che lo distingue possiamo davvero chiudere l'argomento.
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 13:11:18
quanto è scaduto questo forum,ora si fa del sarcarsmo anche sui morti...
ma vergognatevi.
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 13:01:53
Per Mur scusami pensavo fossi una ragazza... mi ero lasciato ingannare dall'icona del tuo nick...

senti lasciamo perdere ... non ci capiamo... e poi lascia stare i funerali dei nonni e l'espressione bigotta NON SIA MAI...

stammi bene ciao ... continua a professare le tue idee con accanimento... meglio avere poche idee e chiare che tante e confuse...

buona continuazione passo e chiudo (francamente mi sto annoiando)

Messaggio del 24-08-2005 alle ore 12:51:35
X Moro

Forse non lo sai Moro ma c'è gente che scrive senza copiare frasi fatte. Ho letto almeno due libri di fogar e in più ricordo benissimo la sua vitalità che mi è sempre piaciuta. Ho scritto dunque quello che pensavo.

Tu scrivi:
"Non ti ho chiesto di vivere in funzione delle mie opinioni (me ne guardo bene)"

Ci mancherebbe :-)

Scrivi anche:
"Cosa c'entra il rispetto dei propri morti? Ma qui siamo al delirio... cosa c'entra il culto dei (PROPRI) morti con la notizia di cronaca della morte di un personaggio popolare?"

Questo post è stato aperto per dedicare pensieri ad un personaggio. Scrivere cose come - e chi se ne frega - è, come ti ho già detto, un segno di mancanza di rispetto per una persona morta. Lo diresti al funerale di tua nonna (che non possa mai capitare)? Oltretutto è anche OT, quindi ti avevo invitato ad astenerti da simili commenti per civiltà ed educazione. Non lo vuoi fare? Bene, pazienza sapremo chi tu sia stato in questa occasione.

Ancora affermi:
"Scusa Mur ma credo che tu sia affetta da manie di grandezza e da velleitarismo mediatico... (a mio modestissimo avviso)."

A parte che semmai sarò affettO e poi cosa c'entrano le mania di grandezza? Cosa c'entra il velleitarismo mediatico? Mah
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 12:50:20
Bravo Phar Lap... hai colto nel segno...

per skin

Ti rigiro il consiglio dato che le tue reazioni sono state dall'inizio stizzite e arroganti (mi riferisco all'invito a mangiare il panino... chissà perchè poi il panino... mah...)

ribadisco...con autentica simpatia

... senza uso di ipocrite faccine che sono il passaporto edulcorante degli insulti più efferati...

vedi tu skin...



Messaggio del 24-08-2005 alle ore 12:27:43
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 12:26:59
Vi giuro avevo pensato a quello dei rocher
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 12:03:12
Ne terrò conto, moro, anzi mo vado subito in farmacia. Tu però la notte fatti una bella trombata, che la mattina ti svegli acido :asd.
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 11:57:43
menomale che hai ce lo hai specificato tu stesso "con simpatia", perchè francamente non s'era capito!

Messaggio del 24-08-2005 alle ore 11:54:02
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 11:37:24
Per SKIN... grazie per l'invito a mangiare un panino... non mi piacciono. Leggi bene quello che ho scritto... da parte mia ti invito a fare una cura di pastiglie al mirtillo (aiutano la vista) e di pesce (fosforo) per intelligere le risposte.

con altrettanta simpatia
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Editato da Moro il 24/08/2005 alle 11:39:00
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 11:33:52
per MUR
Credo che a meno che uno scopiazzi e incolla cose dette, o meglio scritte, da altri sia superfluo specificare che quello che si dice corrisponda a quello che personalmente si pensa...

Non ti ho chiesto di vivere in funzione delle mie opinioni (me ne guardo bene)

Cosa c'entra il rispetto dei propri morti? Ma qui siamo al delirio... cosa c'entra il culto dei (PROPRI) morti con la notizia di cronaca della morte di un personaggio popolare?

Scusa Mur ma credo che tu sia affetta da manie di grandezza e da velleitarismo mediatico... (a mio modestissimo avviso).

con simpatia


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Editato da Moro il 24/08/2005 alle 11:41:49
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Editato da Moro il 24/08/2005 alle 11:44:47
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 11:24:58
X Moro

Hai ragione è un epitaffio, sai dove si usa l'epitaffio vero? Per la tua opinione sul contenuto dello stesso rispetto la tua opinione, ne prendo atto ma non vivo in funzione di esso.

IMHO è un'abbreviazione utilizzata spesso sui forum e sui newsgroup.
Deriva dall'inglese in my humble opinion, e significa letteralmente "per mio modesto parere", "per quanto mi riguarda", etc.
Se si inserisce un messaggio in un newsgroup parlando del proprio parere, è bene specificare sempre che si tratta di una opinione personale.

La civiltà di un popolo si misura con il rispetto che questo ha per i propri morti.
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 11:08:31
Eh si, ora x aprire un post occorre prevedere il numero di risposte... Moro, mangiati 1 panino va, poi abbi rispetto x i morti.
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 10:56:04
per MUR
che significa IMHO?
Ho detto solo quello che pensavo... il sarcasmo è un'altra cosa...

comunque data l'affluenza delle risposte all'argomento credo che quanto ho detto sia abbastanza condiviso e in ogni caso meglio (credo) la sintesi che ho usato che la vacua e dozzinale retorica da epitaffio che hai usato tu.

Messaggio del 24-08-2005 alle ore 10:43:16
Addio, spero che tu possa navigare nella vastità dei mondi.

X Moro

Moro se non te ne fregava niente poteva risparmiarci il tuo sarcasmo, se lo vuoi fare cmq liberissimo ma IMHO è di cattivo gusto
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 10:40:02
Moro, può non fregartene ma è un personaggio che ho sempre ammirato, senza contare che rimane impresso nella memoria di coloro che vedevano il programma "Jonathan"
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 10:23:40
ma chi se ne frega
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 10:20:04
Messaggio del 24-08-2005 alle ore 10:18:43

MILANO - E' morto stanotte, nella sua casa di Milano, l'esploratore Ambrogio Fogar. Sessantaquattro anni compiuti il 13 agosto, dal 1992 era paralizzato, a seguito di un incidente automobilistico avvenuto nel deserto del Turkmenistan, durante il raid Parigi-Mosca-Pechino. Bloccato in un letto, respirava e parlava solo grazie alle macchine, e da tempo le sue condizioni di salute erano peggiorate. Il decesso, provocato da arresto cardiocircolatorio, è avvenuto nell'abitazione di via Crescenzago, poco prima delle 2. Due mesi fa, in occasione dell'uscita del suo ultimo libro, Controvento, anche se sconsigliato da molti aveva manifestato il desiderio di recarsi in Cina, per sottoporsi alle cure del neurochirurgo Huang Hongyun, che sperimenta l'utilizzo delle cellule fetali.

Nella vita del giovane Fogar, la passione per l'avventura e per i viaggi si manifesta presto. Ha solo 18 anni quando attraversa due volte le Alpi con gli sci, poi si dedica al paracadutismo e durante un lancio resta vittima di un grave incidente. Però si salva, miracolosamente. E non si ferma: prende il brevetto di pilota per piccoli aerei acrobatici.

Negli anni successivi inizia a coltivare l'amore per il mare, nel 1972 attraversa l'Atlantico in solitaria, l'anno dopo partecipa alla regata Città del Capo-Rio de Janeiro. Dal primo novembre del 1973 al 7 dicembre del 1974 compie il giro del mondo in barca a vela, in solitaria, da Est verso Ovest, contro le correnti e il senso dei venti. Nel 1978 la drammatica avventura della "Surprise", la sua barca, affondata da un'orca al largo delle Falkland mentre l'esploratore sta tentando la circumnavigazione dell'Antartide: Fogar va alla deriva su una zattera per 74 giorni insieme al giornalista Mauro Mancini. Quest'ultimo perde la vita, lui viene tratto in salvo per pura coincidenza.

Poi, ci sono i due mesi intensi e impegnativi in Alaska per imparare a guidare i cani da slitta, il trasferimento nella zona dell'Himalaya e in seguito in Groenlandia: il suo obiettivo è quello di preparare un viaggio in solitaria, a piedi, al Polo Nord. Unica compagnia, il suo fedele cane Armaduk.

Agli anni successivi risale l'approdo in televisione, con la trasmissione "Jonathan, dimensione avventura": per sette anni Fogar gira il mondo con la sua troupe, realizzando immagini di rara bellezza e spesso in condizioni di estremo pericolo.

E' l'attrazione per il deserto a essergli fatale. Tra le sue avventure, tre edizioni della Parigi-Dakar e tre Rally dei Faraoni. Ma il 12 settembre 1992, durante il raid Parigi-Mosca-Pechino, la macchina su cui viaggia si capovolge, e Fogar si ritrova con la seconda vertebra cervicale spezzata e il midollo spinale tranciato. L'incidente gli provoca l'immobilità assoluta e permanente, con l'impossibilità di respirare autonomamente.

La malattia, però, non lo ferma. Nell'estate del 1997 compie un giro d'Italia in barca a vela su una sedia a rotelle basculante. Battezzato "Operazione Speranza", il giro promuove, nei porti in cui fa tappa, una campagna di sensibilizzazione nei confronti delle persone disabili, destinate a vivere su una carrozzella.

Diversi i libri scritti da Fogar, due dei quali, Il mio Atlantico e La zattera, hanno vinto il Premio Bancarella Sport. Tra gli altri titoli, Quattrocento giorni intorno al mondo, Il Triangolo delle Bermude, Messaggi in bottiglia, L'ultima leggenda, Verso il Polo con Armaduk, Sulle tracce di Marco Polo e Solo - La forza di vivere. Fogar era stato nominato commendatore della Repubblica Italiana e aveva ricevuto la medaglia d'oro al valore marinaro, e negli ultimi anni era stato testimonial per la raccolta di fondi per l'associazione miolesi e per la campagna di Greepeace contro la caccia alle balene.

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Addio, Ambrogio!

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