La Piazza
tradizioni di lanciano
Messaggio del 18-09-2004 alle ore 00:36:41
anche da noi si pratica lo stesso rito, il 13 dicembre, è la festa di SANTA GEMMA, si fanno grandi focolari, ci si bagna, con un acqua benedetta precedentemente in chiesa, prima la fronte, poi i capelli, ci si fa il segno della croce e si devono dire delle parole che conosco solo quelli che saltano, 3 passi e un balzo in mezzo al fuoco... mio ZIO una decina di anni fa ha inciampato, (segno di malasorte) porta ancora i segni delle ustioni sul viso. peccato che la tradizione va morendo negli anni
anche da noi si pratica lo stesso rito, il 13 dicembre, è la festa di SANTA GEMMA, si fanno grandi focolari, ci si bagna, con un acqua benedetta precedentemente in chiesa, prima la fronte, poi i capelli, ci si fa il segno della croce e si devono dire delle parole che conosco solo quelli che saltano, 3 passi e un balzo in mezzo al fuoco... mio ZIO una decina di anni fa ha inciampato, (segno di malasorte) porta ancora i segni delle ustioni sul viso. peccato che la tradizione va morendo negli anni
Messaggio del 17-09-2004 alle ore 17:34:19
A me sembra molto più plausibile l'accostamento del rito del fuoco descritto da Bartam alla tradizione, peraltro non solo lancianese, del falò che si tiene l'8 dicembra in onore della madonna. Voler vedere nel focolare domestico il simbolo del falò del 23 o 24 dicembre mi pare decisamente forzato. Non tutti i gesti si compiono in ricordo di.... Riunirsi accanto al focolare che fino a non moltissimi anni fa era l'unica fonte di riscaldamento e frequentemente anche di luce in una casa mi sembra una soluzione ovvia e molto, molto pratica più che esoterica. Ciò non toglie che nelle nostre tradizioni cristiane e non ricorrono simboli e riti appartenenti anche ad altre culture precedenti e riadattate. Ciò non toglie nulla però al valore della ritualità in quanto tale, poichè come molti studiosi di esoterismo sanno ciò che conta veramente è lo spirito con cui si fanno le cose non cosa si fa. PS Personalmente non sono del tutto d'accordo con l'ultima idea espressa ma nell'esoterismo di ultima concezione è la teoria dominante
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A me sembra molto più plausibile l'accostamento del rito del fuoco descritto da Bartam alla tradizione, peraltro non solo lancianese, del falò che si tiene l'8 dicembra in onore della madonna. Voler vedere nel focolare domestico il simbolo del falò del 23 o 24 dicembre mi pare decisamente forzato. Non tutti i gesti si compiono in ricordo di.... Riunirsi accanto al focolare che fino a non moltissimi anni fa era l'unica fonte di riscaldamento e frequentemente anche di luce in una casa mi sembra una soluzione ovvia e molto, molto pratica più che esoterica. Ciò non toglie che nelle nostre tradizioni cristiane e non ricorrono simboli e riti appartenenti anche ad altre culture precedenti e riadattate. Ciò non toglie nulla però al valore della ritualità in quanto tale, poichè come molti studiosi di esoterismo sanno ciò che conta veramente è lo spirito con cui si fanno le cose non cosa si fa. PS Personalmente non sono del tutto d'accordo con l'ultima idea espressa ma nell'esoterismo di ultima concezione è la teoria dominante
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Messaggio del 17-09-2004 alle ore 17:32:17
Editata perchè inviata 2 volte
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Editato il 17:37:02 17/09/2004 da Mur
Editata perchè inviata 2 volte

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Editato il 17:37:02 17/09/2004 da Mur
Messaggio del 17-09-2004 alle ore 17:01:11
bruce wayne, visiterete anche zone sotterranee?
bruce wayne, visiterete anche zone sotterranee?
Messaggio del 17-09-2004 alle ore 16:24:00
deve piovere....
ed è piovuto
deve piovere....
ed è piovuto
Messaggio del 17-09-2004 alle ore 16:23:47
Lo stesso Natale è di origine pagana.
Nell’emisfero nord, nei giorni 22-23-24 dicembre il Sole sembra fermarsi in cielo (più si è vicini all’equatore più il fenomeno è evidente): è il Solstitium (Sole fermo). In astronomia sono quei giorni in cui il sole si ferma per invertire il proprio moto nel senso della DECLINAZIONE; è cioè il punto dove il Sole raggiunge la massima distanza dal piano equatoriale. Il buio della notte raggiunge la massima estensione e la luce del giorno la minima. Abbiamo la notte più lunga ed il giorno più corto dell’anno. Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare ed il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, a giugno quando avremo il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta. Convenzionalmente il solstizio cade il giorno 21, ma per l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo/quarto giorno successivo.
In poche parole il solstizio d’inverno ai tempi significava che il Sole, giunto nella fase più debole come luce e calore, non sprofondava nelle tenebre dove sembrava precipitare, ma diventava con la sua vitalità “invincibile” (invictus) sulle stesse tenebre, il Sole “rinasceva”, aveva un nuovo “natale”. Appunto il “Natale del Sole Invincibile” (Sol Invictus).
Le popolazioni antiche ben conoscevano questo fenomeno del solstizio e lo trasformarono in occasione di festa. Questa interpretazione astronomica spiega perché il 25 dicembre (e giorni adiacenti) sia una data presente in culture e paesi molto distanti tra loro, dall’India al Messico, dal nord Europa all’Etiopia.
P.S. nn ditelo a cicciolone però, altrimenti inizia a sparlare del diavolo, dei demoni e della pantafica...
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Editato il 16:36:29 17/09/2004 da animamundi
Lo stesso Natale è di origine pagana.
Nell’emisfero nord, nei giorni 22-23-24 dicembre il Sole sembra fermarsi in cielo (più si è vicini all’equatore più il fenomeno è evidente): è il Solstitium (Sole fermo). In astronomia sono quei giorni in cui il sole si ferma per invertire il proprio moto nel senso della DECLINAZIONE; è cioè il punto dove il Sole raggiunge la massima distanza dal piano equatoriale. Il buio della notte raggiunge la massima estensione e la luce del giorno la minima. Abbiamo la notte più lunga ed il giorno più corto dell’anno. Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare ed il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, a giugno quando avremo il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta. Convenzionalmente il solstizio cade il giorno 21, ma per l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo/quarto giorno successivo.
In poche parole il solstizio d’inverno ai tempi significava che il Sole, giunto nella fase più debole come luce e calore, non sprofondava nelle tenebre dove sembrava precipitare, ma diventava con la sua vitalità “invincibile” (invictus) sulle stesse tenebre, il Sole “rinasceva”, aveva un nuovo “natale”. Appunto il “Natale del Sole Invincibile” (Sol Invictus).
Le popolazioni antiche ben conoscevano questo fenomeno del solstizio e lo trasformarono in occasione di festa. Questa interpretazione astronomica spiega perché il 25 dicembre (e giorni adiacenti) sia una data presente in culture e paesi molto distanti tra loro, dall’India al Messico, dal nord Europa all’Etiopia.
P.S. nn ditelo a cicciolone però, altrimenti inizia a sparlare del diavolo, dei demoni e della pantafica...
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Editato il 16:36:29 17/09/2004 da animamundi
Messaggio del 17-09-2004 alle ore 15:49:09
Penso che la testimonianza di bartam, preziosissima, sia la migliore risposta ai dubbi di Mur. Il perpetuarsi di antiche tradizioni è giunta fino ai nostri tempi, anche se magari non se ne comprendono più i significati. Bartam tende ad accostare il rito ad una sorta di iniziazione quando è evidente che la presenza del fuoco è proprio legata alla mancanza della luce. Dunque i membri più giovani del clan vengono "avvicinati" al fuoco, al calore e alla luce. D'altronde secondo la tradizione fu proprio nel VI sec d.C. che i Lancianesi si sarebbero convertiti al Cristianesimo erigendo la prima chiesa dedicata a San Maurizio. Cmq questo è leggenda.Chi volesse sapere altro venga questa sera alle 22.00 davanti alla Cattedrale per il Giro di LANCIANO ESOTERICA. Ah... è gratis!!
Penso che la testimonianza di bartam, preziosissima, sia la migliore risposta ai dubbi di Mur. Il perpetuarsi di antiche tradizioni è giunta fino ai nostri tempi, anche se magari non se ne comprendono più i significati. Bartam tende ad accostare il rito ad una sorta di iniziazione quando è evidente che la presenza del fuoco è proprio legata alla mancanza della luce. Dunque i membri più giovani del clan vengono "avvicinati" al fuoco, al calore e alla luce. D'altronde secondo la tradizione fu proprio nel VI sec d.C. che i Lancianesi si sarebbero convertiti al Cristianesimo erigendo la prima chiesa dedicata a San Maurizio. Cmq questo è leggenda.Chi volesse sapere altro venga questa sera alle 22.00 davanti alla Cattedrale per il Giro di LANCIANO ESOTERICA. Ah... è gratis!!
Messaggio del 17-09-2004 alle ore 15:02:57
qualche anno fa un'emittente locale ha trasmesso alcune riprese dell'evento, effettuate presso l'"ara" dell'attuale agriturismo "Caniloro" presso Villa Elce. naturalmente la tradizione va perdendosi, e quindi, la sua rievocazione è più che altro casuale.
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Editato il 15:05:14 17/09/2004 da bartam
qualche anno fa un'emittente locale ha trasmesso alcune riprese dell'evento, effettuate presso l'"ara" dell'attuale agriturismo "Caniloro" presso Villa Elce. naturalmente la tradizione va perdendosi, e quindi, la sua rievocazione è più che altro casuale.
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Editato il 15:05:14 17/09/2004 da bartam
Messaggio del 17-09-2004 alle ore 14:31:14
Bartam, una tradizione così non l'avevo mai sentita... sicuro di abitare a villa pasquini?

Bartam, una tradizione così non l'avevo mai sentita... sicuro di abitare a villa pasquini?


Messaggio del 17-09-2004 alle ore 04:30:34
Caro Bruce Wayne, premesso che non sono uno storico delle tradizioni nostrane, mi sembra di intravvedere, cosa assai strana, una contraddizione nella tua esposizione. Tu affermi che la festa aveva sapore pagano e che monsignor Tasso abbia inventato il suo pellegrinagio per estirpare l'antica costumanza pagana. Ma tra il 1588 e il 1607, gli anni in cui la tradizione pellegrina si affermò e gli anni del culto pagano, che volendo essere generosi continuarono fino al VI secolo, passano 1000 anni. Ordunque ti sembra vi fosse, da parte del Vescovo, necessità di eradicare ciò che già non era più ne sentito ne praticato?
Caro Bruce Wayne, premesso che non sono uno storico delle tradizioni nostrane, mi sembra di intravvedere, cosa assai strana, una contraddizione nella tua esposizione. Tu affermi che la festa aveva sapore pagano e che monsignor Tasso abbia inventato il suo pellegrinagio per estirpare l'antica costumanza pagana. Ma tra il 1588 e il 1607, gli anni in cui la tradizione pellegrina si affermò e gli anni del culto pagano, che volendo essere generosi continuarono fino al VI secolo, passano 1000 anni. Ordunque ti sembra vi fosse, da parte del Vescovo, necessità di eradicare ciò che già non era più ne sentito ne praticato?
Messaggio del 17-09-2004 alle ore 04:27:49
è una tradizione che non mi appartiene. noi, qui giù in campagna, alla vigilia del natale, ci riuniamo in cerchio, presso un' "ara" (quella che voi cittadini chiamate piazza...), ed un anziano appicca un gran fuoco..i più giovani di tutte le famiglie, a turno, saltano sulla fiamma in segno di sfida del pericolo..il significato dell'attraversamento del fuoco è comunque permeato di simbologie arcaiche. sembra che tale "passaggio" esorcizzi le impurità e le presenze maligne che infestano la comunità...quindi ci si riunisce all'interno di un'abitazione, dinnanzi ad un camino acceso, e dopo abbondante consumo di dolci e vino, il più anziano della contrada si reca da solo fuori casa, depone un tizzone ardente nel mezzo dell'"ara", e recita alcuni versi in una sorta di idioma molto vicino al nostro dialetto, tramandati oralmente ed il cui significato almeno per me resta ancora un mistero.
Edito perchè avevo intenzione di scrivere un passaqggio della frase ma c'ho ripensato..
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Editato il 04:39:41 17/09/2004 da bartam
è una tradizione che non mi appartiene. noi, qui giù in campagna, alla vigilia del natale, ci riuniamo in cerchio, presso un' "ara" (quella che voi cittadini chiamate piazza...), ed un anziano appicca un gran fuoco..i più giovani di tutte le famiglie, a turno, saltano sulla fiamma in segno di sfida del pericolo..il significato dell'attraversamento del fuoco è comunque permeato di simbologie arcaiche. sembra che tale "passaggio" esorcizzi le impurità e le presenze maligne che infestano la comunità...quindi ci si riunisce all'interno di un'abitazione, dinnanzi ad un camino acceso, e dopo abbondante consumo di dolci e vino, il più anziano della contrada si reca da solo fuori casa, depone un tizzone ardente nel mezzo dell'"ara", e recita alcuni versi in una sorta di idioma molto vicino al nostro dialetto, tramandati oralmente ed il cui significato almeno per me resta ancora un mistero.
Edito perchè avevo intenzione di scrivere un passaqggio della frase ma c'ho ripensato..
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Editato il 04:39:41 17/09/2004 da bartam
Messaggio del 17-09-2004 alle ore 03:47:21
Messaggio del 17-09-2004 alle ore 00:58:52
Ah dimenticavo! La campana non è più quella antica, venne rifusa negli anni 20 dell'800.
Ah dimenticavo! La campana non è più quella antica, venne rifusa negli anni 20 dell'800.
Messaggio del 17-09-2004 alle ore 00:57:01
Aridaje!!! Di nuovo con ste tradizioni trite e ritrite!
LA VERITA' SULLA SQUILLA
La squilla di natale contempla in se due tradizioni diverse. La prima è la tradizione privata e familiare, la seconda quella religiosa e pubblica.
Il rito familiare è certamente il più antico e riprende gli antichi culti del Sole. In un società agricola il trovarsi ad un certo punto dell'anno con la notte che occupava la maggior parte della giornata costituiva un momento di crisi per cui la comunità del clan (insieme di famiglie legate da vincoli di parentela) si riuniva intorno al mebro più anziano che era la testimonianza tangibile della discendenza da un comune antenato e nel rendergli omaggio si riconosceva la parità tra i membri che componevano il clan. Il capoclan da parte sua nel fare doni ai mebri più giovani faceva loro l'augurio della fecondità e dunque della prosecuzione della stirpe. Questo doveva avvenire la notte più lunga dell'anno, nel momento in cui le tenebre e dunque le forze del male sembravano avere il sopravvento. Secondo il calendario giuliano ciò avveniva il 13 dicembre, che infatti coincide con la festa di santa lucia, santa della luce e della vista. Nel 1582, proprio a ridosso dell'episcopato di monsignor Tasso, il calendario venne riformato e vennero saltati 10 giorni (13 + 10 = 23). La squilla comunque si svolgeva quando per gli antichi era già il 24. Infatti per le stesse ragioni esposte per quanto riguarda sant'egidio, dalle 18.00 alle 19.00 era la prima ora del 24 dicembre.
E' lecito dunque pensare che Mons Tasso abbia inventato il suo personale pellegrinaggio fino all'Iconicella per distogliere, senza esito, i lancianesi da un'usanza pagana, la celebrazione dell'antico dies natalis. Infatti oggi si è costretti a compiere il pellegrinaggio un'ora prima in modo da poter permettere alla gente di tornare a casa per le 18.00. Spero di aver soddisfatto le vostre curiosità.
Aridaje!!! Di nuovo con ste tradizioni trite e ritrite!
LA VERITA' SULLA SQUILLA
La squilla di natale contempla in se due tradizioni diverse. La prima è la tradizione privata e familiare, la seconda quella religiosa e pubblica.
Il rito familiare è certamente il più antico e riprende gli antichi culti del Sole. In un società agricola il trovarsi ad un certo punto dell'anno con la notte che occupava la maggior parte della giornata costituiva un momento di crisi per cui la comunità del clan (insieme di famiglie legate da vincoli di parentela) si riuniva intorno al mebro più anziano che era la testimonianza tangibile della discendenza da un comune antenato e nel rendergli omaggio si riconosceva la parità tra i membri che componevano il clan. Il capoclan da parte sua nel fare doni ai mebri più giovani faceva loro l'augurio della fecondità e dunque della prosecuzione della stirpe. Questo doveva avvenire la notte più lunga dell'anno, nel momento in cui le tenebre e dunque le forze del male sembravano avere il sopravvento. Secondo il calendario giuliano ciò avveniva il 13 dicembre, che infatti coincide con la festa di santa lucia, santa della luce e della vista. Nel 1582, proprio a ridosso dell'episcopato di monsignor Tasso, il calendario venne riformato e vennero saltati 10 giorni (13 + 10 = 23). La squilla comunque si svolgeva quando per gli antichi era già il 24. Infatti per le stesse ragioni esposte per quanto riguarda sant'egidio, dalle 18.00 alle 19.00 era la prima ora del 24 dicembre.
E' lecito dunque pensare che Mons Tasso abbia inventato il suo personale pellegrinaggio fino all'Iconicella per distogliere, senza esito, i lancianesi da un'usanza pagana, la celebrazione dell'antico dies natalis. Infatti oggi si è costretti a compiere il pellegrinaggio un'ora prima in modo da poter permettere alla gente di tornare a casa per le 18.00. Spero di aver soddisfatto le vostre curiosità.
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 21:10:56
"La Squilla di Lanciano vuole essere un preludio del Natale. Essa con il passare degli anni conserva il primordiale significato religioso sommato inevitabilmente a quello folcloristico.
Questa tradizione non è più la stessa osservata e descritta dai grandi folcloristi abruzzesi del secolo scorso ed è diversa persino da quella in uso venti, trent'anni fa. La ricorrenza non appare più una robusta e ben medicata costumanza rispettata da tutti, ma appare sempre più la festa di un ristretto numero di famiglie ancora fortemente legate alle vecchie consuetudini. Ciascun lancianese, appartenente ad una famiglia profondamente legata alle tradizioni, vive la festività come se facesse parte della personale esperienza, come ricordo della sua infanzia.
Il 23 dicembre è un giorno speciale per chi è nato e continua a vivere a Lanciano, il dolce e ripetuto rintocco di una campana della torre civica, che suona dalle ore 18,00 alle ore 19,00, ricorda ad ognuno di pregare e perdonare. Tutti tornano nelle proprie case per scambiarsi auguri e regali, in un rituale di pace e di concordia che continua a conservare tutta la caratteristica di un'usanza antica.
Secondo la tradizione, la squilla ricorda il viaggio che un arcivescovo di Lanciano, Tasso, compiva ogni anno dal 1588 al 1607, a piedi scalzi dal suo palazzo alla chiesetta dell' Iconicella, distante circa 3 Km, in segno di penitenza e per ricordare il viaggio dei pastori verso la grotta di Betlemme; molti fedeli lo accompagnavano per ascoltare la sua breve predica di pace. Durante il pellegrinaggio la campanella suonava senza mai fermarsi, si fermava soltanto al rientro del vescovo nel suo palazzo.
Il ventitré dicembre 1984 si è svolta la prima riedizione di tale consuetudine; ora ogni anno si può assistere al pellegrinaggio dal centro città alla chiesetta dell'Iconicella. Ciascun fedele porta in mano una candela, le fiammelle delle decine e decine di candele illuminano il corteo che avanza avendo come sottofondo il suono della magica campana. Chi non partecipa al corteo può accendere una candela nella propria abitazione. La Squilla si potrebbe definire come la festa della famiglia a Lanciano; difatti, forse, in nessun altro giorno dell'anno il legame familiare è cosi tenacemente sentito: la campanella è il segno della pace.
Due poesie, una del poeta Cesare Fagiani e l'altra di Luigi Brasile trattano entrambe di questo rito prenatalizio, sentimento comune a queste due poesie è la nostalgia: dell'infanzia e dei suoi ricordi per il Fagiani, dell'infanzia e del suono stesso della campanella per il Brasile, il sentimento della nostalgia, del rimpianto della fanciullezza, è il "leit motiv" ispiratore di entrambe le poesie. La motivazione più profonda che fa perpetuare l'usanza dell'intimità delle proprie famiglie è per tutti, il ricordo e l'illusione sia pure per un attimo di ritornare bambini:
La Squije di Natale dure n'ora
eppure quanta bbene ti sumente!
Tè na vucetta fine, e gna li sente
pure lu lancianese che sta fore!
Ti vùsciche di botte entr'a lu core
nu monne ch'à passate, entr'à la mente
ti squaije nu penzere malamente
nche nu ndu-lin-da-li che sa d'amore.
Ve da na campanelle chiù cumune
eppure ti rifà gne nu quatrale,
ti fa pregà di core,'n ginucchiune.
Ugne matine sone ma nen vale
la voce de lu ciele, pé ugnune,
chi sa pecché! ... le té sole a Natale!"
"La Squilla di Lanciano vuole essere un preludio del Natale. Essa con il passare degli anni conserva il primordiale significato religioso sommato inevitabilmente a quello folcloristico.
Questa tradizione non è più la stessa osservata e descritta dai grandi folcloristi abruzzesi del secolo scorso ed è diversa persino da quella in uso venti, trent'anni fa. La ricorrenza non appare più una robusta e ben medicata costumanza rispettata da tutti, ma appare sempre più la festa di un ristretto numero di famiglie ancora fortemente legate alle vecchie consuetudini. Ciascun lancianese, appartenente ad una famiglia profondamente legata alle tradizioni, vive la festività come se facesse parte della personale esperienza, come ricordo della sua infanzia.
Il 23 dicembre è un giorno speciale per chi è nato e continua a vivere a Lanciano, il dolce e ripetuto rintocco di una campana della torre civica, che suona dalle ore 18,00 alle ore 19,00, ricorda ad ognuno di pregare e perdonare. Tutti tornano nelle proprie case per scambiarsi auguri e regali, in un rituale di pace e di concordia che continua a conservare tutta la caratteristica di un'usanza antica.
Secondo la tradizione, la squilla ricorda il viaggio che un arcivescovo di Lanciano, Tasso, compiva ogni anno dal 1588 al 1607, a piedi scalzi dal suo palazzo alla chiesetta dell' Iconicella, distante circa 3 Km, in segno di penitenza e per ricordare il viaggio dei pastori verso la grotta di Betlemme; molti fedeli lo accompagnavano per ascoltare la sua breve predica di pace. Durante il pellegrinaggio la campanella suonava senza mai fermarsi, si fermava soltanto al rientro del vescovo nel suo palazzo.
Il ventitré dicembre 1984 si è svolta la prima riedizione di tale consuetudine; ora ogni anno si può assistere al pellegrinaggio dal centro città alla chiesetta dell'Iconicella. Ciascun fedele porta in mano una candela, le fiammelle delle decine e decine di candele illuminano il corteo che avanza avendo come sottofondo il suono della magica campana. Chi non partecipa al corteo può accendere una candela nella propria abitazione. La Squilla si potrebbe definire come la festa della famiglia a Lanciano; difatti, forse, in nessun altro giorno dell'anno il legame familiare è cosi tenacemente sentito: la campanella è il segno della pace.
Due poesie, una del poeta Cesare Fagiani e l'altra di Luigi Brasile trattano entrambe di questo rito prenatalizio, sentimento comune a queste due poesie è la nostalgia: dell'infanzia e dei suoi ricordi per il Fagiani, dell'infanzia e del suono stesso della campanella per il Brasile, il sentimento della nostalgia, del rimpianto della fanciullezza, è il "leit motiv" ispiratore di entrambe le poesie. La motivazione più profonda che fa perpetuare l'usanza dell'intimità delle proprie famiglie è per tutti, il ricordo e l'illusione sia pure per un attimo di ritornare bambini:
La Squije di Natale dure n'ora
eppure quanta bbene ti sumente!
Tè na vucetta fine, e gna li sente
pure lu lancianese che sta fore!
Ti vùsciche di botte entr'a lu core
nu monne ch'à passate, entr'à la mente
ti squaije nu penzere malamente
nche nu ndu-lin-da-li che sa d'amore.
Ve da na campanelle chiù cumune
eppure ti rifà gne nu quatrale,
ti fa pregà di core,'n ginucchiune.
Ugne matine sone ma nen vale
la voce de lu ciele, pé ugnune,
chi sa pecché! ... le té sole a Natale!"
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 21:01:03
pharlap, su sant'egidio ha risposto adeguatamente bruce waine, e prendo atto di una cosa che ignoravo. poi non metto in dubbio che di feste alle 4 del mattino sia pieno il mondo, ma io non conosco altre realtà dove a quell'ora si effettuano fuochi pirotecnici, e se comunque succede altrove possiamo parlare di rarità, ma io credo che si tratti di unicità!! sulla nascita del Bambino il 23, non insisto, ma ricordo un rito bellissimo che si faceva a casa della citata vecchia fiamma. o meglio a casa dei nonni. si ritrovavano ad una certa ora tutti i parenti, si scambiavano gli auguri, poi il più piccolo, nello specifico un cuginetto, deponeva il Bambino al presepe e recitava una poesia. ma non escludo che la vera tradizione non sia questa, anche se quella famiglia era lancianese doc. comunque era un momento bellissimo!!
pharlap, su sant'egidio ha risposto adeguatamente bruce waine, e prendo atto di una cosa che ignoravo. poi non metto in dubbio che di feste alle 4 del mattino sia pieno il mondo, ma io non conosco altre realtà dove a quell'ora si effettuano fuochi pirotecnici, e se comunque succede altrove possiamo parlare di rarità, ma io credo che si tratti di unicità!! sulla nascita del Bambino il 23, non insisto, ma ricordo un rito bellissimo che si faceva a casa della citata vecchia fiamma. o meglio a casa dei nonni. si ritrovavano ad una certa ora tutti i parenti, si scambiavano gli auguri, poi il più piccolo, nello specifico un cuginetto, deponeva il Bambino al presepe e recitava una poesia. ma non escludo che la vera tradizione non sia questa, anche se quella famiglia era lancianese doc. comunque era un momento bellissimo!!
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 20:46:56
Dean,raccontala allora,e io ti dico precisamente,perchè le campane della chiesa dell'iconicella continuarono a suonare negli anni seguenti,l'apertura alle 4 sai perchè?Spero di si
Dean,raccontala allora,e io ti dico precisamente,perchè le campane della chiesa dell'iconicella continuarono a suonare negli anni seguenti,l'apertura alle 4 sai perchè?Spero di si
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 17:21:35
Quante scemenze mi tocca leggere. Allora Sant'Egidio si festeggia il 31 perchè una volta, fino all'anno 1900 il cambio di data avveniva la tramonto anzichè a mezzanotte. Ne consegue che alle 18.00 del 31 agosto, cioè ai vespri, era l'inizio del 1 settembre. è per questa ragione che alle 15 le campane battono 21 colpi perchè era appunto "ventunora" cioè mancavano 3 ore al tramonto. Qualcuno vuole saper altro?
Quante scemenze mi tocca leggere. Allora Sant'Egidio si festeggia il 31 perchè una volta, fino all'anno 1900 il cambio di data avveniva la tramonto anzichè a mezzanotte. Ne consegue che alle 18.00 del 31 agosto, cioè ai vespri, era l'inizio del 1 settembre. è per questa ragione che alle 15 le campane battono 21 colpi perchè era appunto "ventunora" cioè mancavano 3 ore al tramonto. Qualcuno vuole saper altro?
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 15:01:42
farlappp nn tenerci sulle spine

farlappp nn tenerci sulle spine


Messaggio del 16-09-2004 alle ore 14:57:22
certo che la so...ma i risvolti pharlappiani potrebbero rivelarci qualche colpo di scena...
certo che la so...ma i risvolti pharlappiani potrebbero rivelarci qualche colpo di scena...
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 14:52:19
Ma come racconta? ma non sapete la storia della squilla?
e pure 
Ma come racconta? ma non sapete la storia della squilla?
e pure 
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 14:42:27
raccontaaaaaaa
raccontaaaaaaa
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 12:55:38
racconta racconta
racconta racconta
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 12:51:55
quante cose sa sto phar lap: pensavo si occupasse solo di cavalli e politichese
quante cose sa sto phar lap: pensavo si occupasse solo di cavalli e politichese
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 12:41:26
...bhà io sapevo che la squilla era un modo x metter pace fra le famiglie...
...e se x questo i fuochi alle4 ce li hanno copiati anche i casolani...
...bhà io sapevo che la squilla era un modo x metter pace fra le famiglie...
...e se x questo i fuochi alle4 ce li hanno copiati anche i casolani...
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 12:39:26
racconta racconta
racconta racconta
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 12:38:00
Hobbit che cazze ti dire,di feste alle 4 di notte è pieno il mondo,Sant'Egidio non viene anticipato di niente,quella a Lanciano è la festa del giocattolo,e la squilla non è la nascita di Gesù Bambino,ma tutta un'altra storia,che non mi va di raccontare,cmq diciamo che era un richiamo per i briganti,quelli che oggi vengono comunemente chiamati latitanti.
Hobbit che cazze ti dire,di feste alle 4 di notte è pieno il mondo,Sant'Egidio non viene anticipato di niente,quella a Lanciano è la festa del giocattolo,e la squilla non è la nascita di Gesù Bambino,ma tutta un'altra storia,che non mi va di raccontare,cmq diciamo che era un richiamo per i briganti,quelli che oggi vengono comunemente chiamati latitanti.
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 12:34:42
e ieri c'era pure romano mussolini a suonare

e ieri c'era pure romano mussolini a suonare


Messaggio del 16-09-2004 alle ore 12:33:07
Che dire... siamo "avanti"...
Che dire... siamo "avanti"...
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 11:53:30
Messaggio del 16-09-2004 alle ore 11:45:56
sicuramente ci saranno logiche spiegazioni all'origine delle tradizioni di lanciano, e qualcosa mi aveva accennato una mia vecchia fiamma vostra concittadina, ma ammetterete che sono a dir poco singolari!! l'apertura delle feste patronali con un fuoco pirotecnico alle 4 del mattino credo che non abbia riscontri al mondo, una festa in onore di sant'egidio anticipata di un giorno sul calendario, e, addirittura, festeggiare la nascita di Gesù Bambino il 23.......
sicuramente ci saranno logiche spiegazioni all'origine delle tradizioni di lanciano, e qualcosa mi aveva accennato una mia vecchia fiamma vostra concittadina, ma ammetterete che sono a dir poco singolari!! l'apertura delle feste patronali con un fuoco pirotecnico alle 4 del mattino credo che non abbia riscontri al mondo, una festa in onore di sant'egidio anticipata di un giorno sul calendario, e, addirittura, festeggiare la nascita di Gesù Bambino il 23.......
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tradizioni di lanciano
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