La Piazza

SFIGATELLA
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 12:44:22
Ormai la curiosità lo divorava, erano mesi che la osservava, la incuriosiva quella ragazzina che si ostinava ad apparire così sfigata, perché ormai aveva capito quanto non lo fosse; nonostante l’apparenza.
Nonostante il maglione di lana grezza bianco sporco, con le renne e i fiocchi di neve lungo il collo e le spalle, almeno troppo grande di almeno tre taglie; nonostante i pantaloni di fustagno color marroncino così sformati da sembrare uscito da un quadro di Botero; nonostante un fantascientifico chiappo rosso con l’impugnatura a conchiglia .
Nonostante l’aria dimessa goffa e le spalle ricurve da adolescente complessata per un seno esuberante sbocciato troppo precocemente che la rendeva eccitante quanto un vecchio manoscritto di poesie da restaurare.
Aveva il vezzo di tirar su gli occhiali grandi e tonti che incastonavano un visino pulito mettevano in risalto occhi verdi come smeraldi, ma la tempo stesso caldi ed intelligenti.
Già perché lei era intelligente, i bellocci e le fighe di legno che normalmente la prendevano in giro e la disprezzavano, ammutolivano confusi ogni volta che lei apriva bocca e benché non l’avessero mai invitata ad una loro festa, facevano a gara a chiederle spiegazioni ogni volta che si avvicinava un esame.
Lei si limitava a sorridere timida e a rendere accessibile a quelle zucche vuote i più complessi segreti della filosofia del diritto, che ovviamente non capivano e lei pazientemente ripeteva fino alla noia, per poi vederli andar via sghignazzanti e sentirli rivolgerle una cattiveria gratuita appena girato l’angolo, lei non sembrava neanche accorgersene e si rimetteva curva e serena sul suo libro.
Avevano parlato diverse volte di libri antichi e pergamene da grattare e lei era rimasta ad ascoltarlo rapita per ore, aprendo la bocca raramente, ma sempre con interventi pertinenti ed acuti.
Il giorno prima l’aveva vista agitatissima, diverse volte gli si era avvicinato, per poi eseguire una goffa piroetta e tornare indietro, investendo immancabilmente qualcuno o facendo cadere a terra qualche libro e se aveva la sfortuna che fosse di una oca giuliva che si era messa in testa di passare per intellettuale, si beccava uno sguardo carico di veleno.
Alla fine della giornata era stato lui ad avvicinarsi e chiederle se aveva bisogno di qualcosa e lei più ingobbita e goffa che mai aveva farfugliato frasi incomprensibili, gli aveva quasi scagliato addosso un plico rilegato con una spirale rossa ed era fuggita via, incespicando in uno scalino quasi ammazzandosi, aveva ovviamente seminato il pavimento del contenuto della sua borsa, che aveva raccattato in fretta e furia, dimenticando però qualcosa.
Lui dopo aver guardato la scena interdetto si avvicinò e la raccolse, si accorse che si tratta del badge di accesso ad internet con la password scritta dietro su un pezzo di scotch da pacchi, se la rigirò in mano, poi la infilò nel taschino della giacca e andò via con il plico che lei gli aveva lasciato.
La notte l’aveva trascorsa in preda ad una sorta di febbre, il plico di settantotto pagine rilegato male era risultato un racconto, dove malinconia e tristezza si mischiavano a profondità e candore, venato di un erotismo impalpabile quanto conturbante; il tutto in uno stile maturo e scarno.
Ora doveva approfondire la cosa, nonostante il rischio di licenziamento la mattina stessa aveva inserito il badge nel lettore ed aveva digitato la password, era entrato nella mailbox e l’aveva trovato, poi si scollegò senza ovviamente leggere la posta.
Ormai era quasi ora di chiusura e l’ultimo sole del pomeriggio di fine autunno lasciava la sala lettura ormai semi vuota una atmosfera sospesa e senza tempo di uno scriptorium di un’abbazia medioevale, lui faceva finta di lavorare al catalogo, ma in realtà la teneva d’occhio e quando si accorse che stava per alzarsi e già indossava il pesante cappotto ormai fuori moda, lui si mosse, si avvicinò e le si rivolse con voce bassa ma chiara
“Aspetta un attimo, Margherita”
Lei alzò gli occhi e rimase a guardarlo impietrita con la bocca aperta e l’espressione più stupida ed inebetita che si possa immaginare, mentre il suo nome le rimbombava fortissimo in testa.
Lui non ci prestò attenzione e con un ampio sorriso, che in teoria avrebbe dovuto tranquillizzarla, ma in realtà la scombussolava ancor di più continuò
“Ho due cose per te”
Lei non rispose,
“Andiamo di la, le ho in ufficio”




CONTINUA
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 12:52:21
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 12:54:03
ma alla fine trombano???
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 12:56:07
buona domanda deleuze ne sto appunto discutendo con Lunabo
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 12:59:47
falla trombare la sfigatella
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 13:02:17
niente da fare Lunabo dice di no
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 13:03:03
di a luna di andare a farsi fottere
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 13:07:44
belo veramente bello e solo che nn sopporto i finali con la scritta "CONTINUA"
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 13:11:31
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 13:12:55
no no astinenza ad oltranza
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 13:13:35
ernè ma nell'acqua di trento ci mettono il bromuro?
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 13:18:08
mi sa di sci
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:15:04
Non era la prima volta che lui la portava nel suo ufficio e per lei era sempre una grande emozione, libri antichi e pergamene per nutrire la sua mente e quel 40enne brizzolato, dolce ed affascinante per nutrire il suo cuore se non…il suo corpo; ma questa volta era diverso, sentiva il cuore scapparle via dal petto e poi c’era la voce di lui che ripeteva il suo nome che le martellava le tempie.
Attraversò i bui corridoi della biblioteca trattenendo il fiato, un paio di passi dietro di lui, con gli occhi bassi sulla mano dell’uomo e con una voglia matta di prendergliela e farsi condurre da lui.
Lui aprì la porta a vetri e nella penombra lei si gustò quell’angolino di cultura che tanto le piaceva, con il suo artistico disordine, il grande tavolo di noce completamente sommerso di libri antichi e preziosi, qualcuno forse unico; la poltrona in pelle su cui lui la faceva sempre sedere quando la portava li per le loro discussioni, l’armadio in faggio scuro dove si allineavano centinaia di libri, alcuni dei quali antecedenti la scoperta dell’America.
Lui accese la luce e lei ricominciò a respirare, ma l’emozione era ancora grandissima e il suo sguardo continuava a vagare per la stanza fino a quando non fu lui ad attirare la sua attenzione, con qualcosa che teneva tra le mani, lei aguzzo gli occhi miopi dietro le grandi lenti tonde per mettere a fuoco e dopo un paio di secondi riconobbe il suo badge.
“Hai perso qualcosa ieri mentre scappavi dall’incendio” la canzonò lui
Lei abbassò lo sguardo molto più del solito e arrossì così violentemente che lui preferì non continuare a prenderla in giro; si avvicinò le prese il portafogli da dentro la borsa lasciata come al solito aperta , sistemo il badge nel porta documenti, rimise il portafogli nella borsa, chiudendola con cura; mentre lei si guardava le scarpe.
Poi pensò di morire mentre sentiva l’indice ed il pollice di lui sotto il proprio mento che con dolcezza le alzavano la testa, fino a fargli incrociare gli sguardi; lei sentiva l’alito caldo di lui a pochi centimetri dalla sua bocca e questo le provocò un fremito lungo la schiena.
Purtroppo le fecero anche appannare gli occhiali e lei si ritrovò praticamente al buio, fino a quando non sentì le stanghette staccarsi dalle orecchie e lui che le chiudeva e poggiava gli occhiali sul tavolo, mentre continua va a guardarla negli occhi con un sorriso dolce, ma la vista le si annebbiò di nuovo, questa volta per colpa delle lacrime che le riempivano gli occhi, sentì il pollice di lui asciugargliele con dolcezza e poi accarezzarle il viso facendola perdere in un deliquio da cui lei era sempre stata convinta di essere esclusa.
“Ma perché?” fece lui
dopo alcuni secondi di silenzio irreale ritmato dalla pioggia che iniziava a picchiettare sulle imposte
“ma perché” ripetè lui “Una come te, che scrive cose come quelle si ostina a negare i suoi occhi stupendi agli altri? E’ un crimine!”



CONTINUA
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:19:22
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:22:38
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:24:19
e poi e poi???
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:26:39
Dean...
cmq ascolta me...ovvio che nn puoi fare una cosa stile cenerentola che arriva la fatina e fa diventare lei strafighissima ecc: stiamo pur sempre parlando di una ragazza che si chiama sfigatella
secondo me xò una trombata può uscirci lo stesso(fai quest'opera buona x sta povera figlia ) e nn è affatto scontato che ci sia l'happy end...infatti alla fine lui potrà dirle tipo "ti chiamo domani" e invece sparire nel nulla...con quel tocco di realtà che ci starebbe proprio bene
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:28:32
Ciusi io sono sempre favorevole a questo opere buone, ma le solite femmine acide ed invidiose si oppongono
cmq stiamo lavorando per voi
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:35:30
Deaaaaannnnnnnnn t'avevo detto di levare di torno quella brossura!
e poi...scusa ma quello cs'è non vede figa dal 1200 è allupato come un canguro tibetano!!!
Ernesto...ti prego convincilo anche tu!Niente paspate, niente limonate..un gelato insieme e poi ognuno per la sua strada PKPPTT!!!

sennò qui si sconfina nel surreale!
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:37:12
Tu sei una rompiballe
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:40:09
LunaBo...hai visto mai che un uomo si faccia problemi?
va bene tutto..solo che agli amici questa con sfigatella nn la racconterà di sicuro
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:41:52
cazzo siamo a cinico Tv
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:51:32
CMQ dean sei un onanista malato di eros...i tuoi personaggi resistono al trombamento in maniera cinica...non ce la fanno...non ce la fanno...
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:52:37
io sono cinicissima
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:52:54
ma che cazzo dici? ti sei scordato Marika e il nero?
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:56:24
Ciusi tu nen fa gnè lu perdenesemele ca stì mmezze a tutte le vije
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:58:45

Delè
si contano sulla punta delle dita le volte che scrivo...solo ultimamente sono un po' più prolifica
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 14:59:01
...non fatela trombare please...adesso apro una raccolta firme
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:06:46
LunaBo...in questo forum c'è la Gnocca Freedom...e le conseguenze son le stesse che si hanno in Italia avendo il Vaticano
la tua proposta di legge nn passerà mai
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:16:23
lei non capì era convinta che lui la stesse rimproverando e si fece piccola piccola e nel contempo di strinse a lui in cerca di protezione.
Rimasero stretti per un tempo che a lei sembrò lunghissimo, poi sentì lui iniziarla baciare dietro l’orecchio, con baci leggeri e ritmati, lei non seppe far altro che un profondo sospiro e lasciarlo continuare; lo sentì spostarsi sulla guancia ed in breve sulle labbra dove continuava la danza ritmata di baci infantili.
Poi fece qualcosa che neanche lei si sarebbe mai immaginata di poter fare, aprì leggermente le labbra, sentì lui fermarsi e fu colta dal terrore di aver fatto una gaffe e che lui la considerasse una poco di buono, ma subito dopo sentì il labbro inferiore stretto dolcemente tra le labbra di lui, che iniziò a succhiare avidamente.
Lei chiuse gli occhi e lasciò fare, ma presto si ritrovò a restituire il piacere al labbro superiore di lui e sentì le sue mani prenderla per la vita, sollevarla, girarla sul proprio asse e farla sedere sul tavolo.
Sentì la lingua di lui accarezzarle le labbra e poi penetrarle con dolcezza, ma anche con decisione, continuando a farla rabbrividire.
Sentì la mano di lui poggiarsi sulla sua coscia, sui pantaloni di fustagno che le apparvero in tutto il loro orrore, ma fu questione di un secondo, poi quando sentì la punta della lingua accarezzarle il palato le venne voglia di scappar via; voglia che le passò in un secondo appena sentì che lui aveva di nuovo cambiato obiettivo ed ora cercava con insistenza la sua lingua e lei decise che non c’era motivo per negargliela, iniziando così la danza rituale che la rendeva sempre più sicura di se, tanto da trasferire la tenzone in campo avverso.
Poi sentì il corpo di lui pesarle addosso e lei lo assecondò sdraiandosi sul tavolo, con il profumo della carta, della pelle delle rilegature e degli inchiostri salirle tra le narici ed inebriarla, lui intanto le aveva sollevato il maglione informe ora la accarezzava intorno all’ombelico, su un ventre piatto ed insospettabilmente sexy, lei gli prese la testa tra le mani e accarezzandogli i capelli lo baciò ancora con più passione, dandosi mentalmente della pazza.
Improvvisamente lui si sollevò la guardò negli occhi e poi lei lo sentì scendere sull’ombelico che iniziò a baciare con voluttà, lei piegò la testa sul lato convinta di non essere lei a vivere quell’esperienza, ma il suo sguardo fu attratto dalla pesante rilegatura in cui si leggeva una data MCDXCIV ed una firma Guttemberg e questo le diede un senso di vertigine.
Sentì il maglione salire su e fu ben felice di alzare le braccia e lasciarselo sfilare, trovando lo assolutamente insopportabile, lo sentì sollevarsi e lo vide ammirare lo spettacolo del decolletè incorniciato da uno reggiseno bianco questo incredibilmente non da sfigate.
Si sentì terribilmente stupida a scoprirsi compiacere della cosa, ma lui non le diede il tempo di razionalizzare la cosa, iniziando a baciarle la carne lasciata libera dal reggiseno, lei emise un mugolio, portando le braccia dietro la testa ed aggrappandosi a qualcosa, sentì la sua lingua passarle sulla carne bianca e la saliva le sembrava cera bollente ed ad ogni bacio stringeva più forte la cosa a cui si era aggrappata, fino quando non la sentì traballare, ma fu lui a fermarsi e a guardare in alto, per poi dirle con calma
“ti conviene lasciar stare l’armadio visto che sta per caderti in testa un erbario miniato del milleduecento”
e scoppio a ridere, seguito da lei che tra il mortificato e il felice rispose
“Sono davvero un disastro”
“Sei bellissima” fece lui dandole un bacio
“Ma per favore basta con queste casacche maoiste”
Lei annuì con la testa come una bimba, si alzò, si rivestì, e fece per andarsene, quando lui la chiamò
“Ci vediamo domani, magari ti porto a cena”.


FINE
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:19:27
sei troppo romantico..e poi gli erbari miniati..e del 1200.... sei evole!!!
VOGLIO IL 2 DI PICCHE!
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:21:57
Deannnn
e trombarono felici e contentiiiiii
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:22:09
le 2 picche te lo do io, ma in testa!!!!!!!!!!!!!!!
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:22:54
ma vid tu...
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:23:22
postilla: non è un erbario ma un trattato di botanica
MA CHI SE NE FREGA TUFELLANTEEEEEEEEEEEEEEEEEE
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:24:22
a morte dean corso
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:24:54
chi vu imperatucolo
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:25:03
la mia donna preferita( jun )mi ha contagiata
...cmq voglio il 2 di picche ripeto
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:25:43
prima o poi lo scrivo un racconto su voi due
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:27:12
sei un guardone cronico tu...ti piacess!
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:29:22
uno scrittore deve essere per forza un guardone
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:30:35
anche un fotografo
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:31:22

di ca no
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:34:16
una camomilla la vuoi??
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:35:17
...che cavolo..lasciate stare me e Jun..o vi corchiamo di mazzate
VOGLIO IL 2 DI PICCHE!!!!
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:35:33
Sogni d'oro
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:37:40

Fammi il finale col 2 di picche...!!!!!!
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:39:32
ti stai impiombando
il finale è mio e lo gestisco io
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:49:55
bravo dean, senza inzaccata finale accuscì, poi quel "magari" finale che lascia presagire un "jobba" detto dopo sennò se nzaccava pure era clamoroso, avessà appiccià un cero alla madonna già per la pomiciata in stile scuola-media-fonzies-cocacola. serie a, anche se la castità ad oltranza sine baci pure era una figata. non a caso è sfigatella.
oh fa pure un personaggio maschile così e chiamalo ernesto se vuoi
ah, nel caso fai il racconto a due lunabo-jun se ci vuoi mettere un terzo, pisello però, rispondo all'appello
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:54:17
Ernè finale aperto, il mio marchio di fabbrica.
Lo chiamo l'importanza di chiamarsi ernesto
Ernè se le 2 belve leggono sto commento di spellano vivo
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:55:16
fuss' l'iddie l'importanza di chiaVarsi ernesto
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:55:44
Ate..da te non mi sarei attesa questa vena da guardone impenitente..e io come faccio a fare un figlio con te???
Cmq viva Ralph lui si che era sfigatello
..e cmq...io abolisco pure la paspata!!!..e che è..prima la fai annusare poi levi la fetta di salame????
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 15:57:57
no no guardone no, io parlavo di un ruolo da protagonista
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 17:18:41
dean mi stupisci
Messaggio del 04-01-2006 alle ore 17:19:35
grande
il finale mi è piaciuto assaIe
Messaggio del 05-01-2006 alle ore 09:38:34
scusa dean se non c'entra praticamente nulla con la cara sfigatella.

Alla fine era sempre la solita serata, devi uscire perché devi, sennò i tuoi amici ti dicono male. Ed esci, solito posto, solita ora, stesse persone. Stessa birra da quando avevo sedici anni, stesso sapore e odore di rutto. Predigerito. Due chiacchiere, è finito forse il romanzo italiano, mi scappa di dire, lo dico a chi lo capisce, a chi vuole sentirselo dire e che soprattutto ti darà una risposta, ti guarderà negli occhi e per un attimo, solo uno, ti amerà, perché hai detto un qualcosa che pensava anche lei. O lui. In piedi, le sedie sono occupate. Flash rapidi sotto gli occhi, si fanno foto, si esalta una sessualità sfrenata e visibile, manifesta e fruibile. Fa bene, ci fa bene, mi fa bene. Alla mente ho un film che ho lasciato a metà, poliziotti e sbirri, puttane e soldi facili: quando le mani erano davvero armate insomma, mi guardo le mie di mani, vedo i segni di centinaia di lavoretti che hanno dato immortalità al mio gesto, producendo qualcosa. Due risate, sono calli dico, e mi creo il personaggio, ho voglia di parlare. Sì, ne ho voglia. Lo scrivere è una forma elegante di silenzio, sì lo so, scrivo quando posso, sì. E testimonio il mio silenzio, che è bello. È bello perché me lo faccio piacere, forse. Ho bisogno di scrivere perché le parole non voglio che si perdano nella testa, nell’aria, ma voglio che il peso di questo silenzio a ventidue anni abbia almeno il buon senso di restare scolpito su un foglio bianco, svergino il candore per pura vanità personale. Sei un vanesio saccente, mi hanno detto una volta, sì. Non voglio esserlo, mi piace parlare lo so, mi piace sentirmi dire sì cazzo hai ragione, ma mi piace ascoltare. Mi vieni incontro te, ti conosco, mi conosci, ciao come stai? Stai a trieste no?! No trento, vabè, ah sì vero scusa, come stai lì, bene? Sì sì vita intellettualmente attiva sto bene grazie, ma … cavolo mentalmente mi costruisco, non ricordo il suo nome, ma il tuo nick solo, cavolo, vabè no problema, le parole non hanno bisogno di oggettivare il ricevente, restano prodotti e frecce per il vento e la storia delle relazioni umane. Una sorta di isolazionismo paraintellettuale che se ne va a puttane, cavolo sì, faccio dialogo. Di cosa però parlo? Sì faccio silenzio e scrivo di tutto, taccio pensando su molto, ma devo anche parlare, e faccio proseliti di pensieri già miei, cerco di coinvolgerti, non puoi renderti conto o ragazza di cui non conosco il nome ma apprezzo il corpo, ti quanto le tue parole e il tuo essere confessionale a tre teste mi faccia stare meglio, hai davvero un bel corpo, mi piace parlare e guardarti. In passato avrebbero ucciso per un fisico come il tuo, mi saluti con due labbra grandi e calde, sì, pensavo esistessero solo nei film tali aggettivi per delle labbra, e invece. E invece sento il calore del tuo corpo trasmesso con quel bacio a destra della mia bocca, poi a sinistra, la convenzionalità del saluto che diventa trasmissione di calore per te e simbolo di passione per me, cavolo, non l’avrei mai detto, rubo ogni tuo sguardo, pensiero e parola che volente o nolente rivolgi a me, anche se so per certo che il mio nome non lo ricordi, fa nulla, guardami così e il nome non è un problema. Parlare ti va seccare le labbra, le nutri di una saliva tanto tua quanto clorofillica, sì, sangue di vita per chi già c’era prima dell’uomo. Ti chiamano, ti reclamano per il thè che hai ordinato prima, fa nulla dico io, vai, ma non ti vorrei allontanare cazzo, le tue parole mi stanno dando un po’ di vita, e mi danno un sogno per stanotte, ma fa nulla vai, ci mancherebbe, mai si dicesse che, …e vai, forse un po’ dispiaciuta anche te, la conversazione non era malaccio vero?!se voglio so relazionarmi, se voglio però sì, ma non so pensare all’amore fisico, non mi ci vedo con lei, con nessuna, se non colei che fu, perché?la fisicità se n’è andata, almeno lei, a puttane, e dalla lunga assenza, direi che le piaccion pure le donne dall’affetto negoziabile, fosse uscita per le sigarette almeno, ma no, cazzo. Ti allontani, ma almeno mi dai di nuovo quel saluto convenzionale che sa tanto di calore, di passione, di tutto, per quell’attimo forse ti ho amato e ti avrei voluto, nel modo più decontestualizzato possibile però. Poi mi sono girato, te sorseggiavi già, mi sono girato, una combriccola di piselli al dialogo allegro e traboccante di sesso fatto, ma sticazzi, vada così, male che va esce a risate.
Messaggio del 05-01-2006 alle ore 12:50:54
finale aperto anche x Atelkin....e anche qui nessuno che tromba ma che son sicura tromberàààààààààà (e senza bisogno del "magari ti porto a cena" )
Messaggio del 05-01-2006 alle ore 17:08:25
bello bello bravo driiinnnnn


Ernè..e sta cosa???
Messaggio del 06-01-2006 alle ore 16:35:03
Scusa se non ho letto e commentato finora ma come sapevi ho passato un paio di giorni occupata ad incassare calci in culo. Allora vediamo:

Sì, caruccio. Ma c'è della roba inverosimile, tipo:
- lei che mentre sta lì con la prima lingua della sua vita si mette ad eccitarsi alla vista del Gutemberg;
- inoltre una vera sfigata, essendo inverno e portando il maglione e non prevedendo assolutamente di spogliarsi in nessun caso, non si depila le ascelle. Sappilo. Quindi anche se lui dovesse toglierle il maglione, lei farebbe di tutto poi per tenere giù le braccia, e non le butterebbe mai indietro ad aggrappare l'armadio.
- sti due infuocati di voluttà se ne escono a tarallucci e vino sull'Erbario del 200??? gisù.
- lui è un satiro, tiene quarant'anni e rompe il ca22o alle studentesse.
- Se c'è una cosa che non sopporto sono le scene di sesso incompiute, sono innaturali o tutto o niente, che diamine!
- questa qua è così sfigata da pensare che se socchiude le labbra lui la penserà una poco di buono? Ma esistono ancora ragazze che la pensano così al di sopra dei quattordici anni?
- le sfigate indossano reggiseni di EmmeGross (per dirne una, poi non sono neanche male )
- qua e là sei vomitevolmente retorico e se qualcuno mi dicesse, togliendomi gli occhiali "“ma perché” ripetè lui “Una come te, che scrive cose come quelle si ostina a negare i suoi occhi stupendi agli altri? E’ un crimine!” io prima burperei in un angolo e poi gli riderei in faccia

ho detto

(lo sai che ti voglio bene )
Messaggio del 06-01-2006 alle ore 16:44:08
ad Atelkin faccio solo un inchino e tanto di cappello
Messaggio del 06-01-2006 alle ore 20:43:36
tu la tufellanza ce l'hai dentro.

Chissè si eccita con Guttemberg, non sono cazzi tuoi
Questa della depilazione in effetti mi era sfuggita
sono d'accordo con te ma la tua collega rompicoglioni ha messo il veto sull'amplesso
In quanto sfigata è paranoica ed in una situazione del genere una paranoica può pensare di tutto
Sarò retorico ma quella è la parte che ha riscosso maggior successo

Sei insopportabile
Esse te 40 l'altra 20 problemi?
Messaggio del 10-01-2006 alle ore 11:37:07
up
Messaggio del 10-01-2006 alle ore 12:30:33
jun, le tue parole sono per me motivo d'orgoglio, lo sai grazie.
Messaggio del 10-01-2006 alle ore 12:34:25
Dicci la verità, Dean... alla fine ti sei toccato il perno, vero?
Comunque, sto contattando un agente della harmony per te...
Messaggio del 10-01-2006 alle ore 14:01:18
home sempre editore è

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