Messaggio del 15-12-2003 alle ore 17:48:38
Ricordo che quando visitai Imen, Città delle mille ermafrodite, incontrai il capo tale Giorgie Bestgay ed i suoi assistenti Alex Nathanal e Frecainculus che facevano uno strano gioco....lo chiamavano il trenino dell'amore, ma nn ho mai capito perchè si divertivano così tanto da ripeterlo ogni 2-3 ore....
che lo scrittore R. W. Cucciolos abbia tratto lo spunto per il suo celebre romanzo The NZKing in Yellow, il cui filo conduttore è un libro iniziatico alla necrofilia la cui lettura provoca la follia fino a....
e ricordiamo che la bibliografia completa dell'artista offre altri interessantissimi spunti che saranno esposti nel prossimo convegno dal titolo.."La Cultura non è acqua"
Messaggio del 15-12-2003 alle ore 17:04:43
Jhon Dean Corso? Astronomo di Elisabetta reale di Elisabetta prima, grande sapiente dell'occulto
Brave Nduvinate
Messaggio del 15-12-2003 alle ore 16:38:47
immagino folle e sconvolto non essendo riuscito ancora ad individuare la misteriosa bevanda a base di succo d'uva e la speciale pianta sacra
Messaggio del 15-12-2003 alle ore 16:27:38
brave 'nduvinate
....a parte "Hellrazred=Hellraiser"....
l'originale era Allhazred, ke in inglese somiglia a "all has read(colui ke aveva letto tutto)
Messaggio del 15-12-2003 alle ore 16:20:24
Essendo un ricercatore appassionato ed attento del mistero e del mondo occulto posso aggiungere altri preziosi particolari alla storia del terribile manoscritto.
In realtà Abdul Hellrazred non è il vero autore del testo. Egli si è limitato soltanto a trascrivere in linguaggio comprensibile ai suoi tempi un testo ben più antico. La leggenda narra che il vero testo originale era scritto in linguaggio simbolico e su enormi fogli non di carta ma di uno strano materiale fatto di un misto di cellulosa e foglie di palma che lo rendevano impermeabile e estremamente resistente. La leggenda narra inoltre che il testo era custodito in un non meglio precisato monastero guardato a vista notte e giorno da almeno sette monaci e di probabile origine extraterrestre. Si dice inoltre che esso non può essere letto come si fa normalmente con un semplice libro. Infatti colui che si agginge alla lettura deve prima essere sottoposto ad un rituale di purificazione bevendo stranissime bevande a base di succo d'uva ed esponendosi a speciali fumigazioni di una non meglio precisata "pianta sacra". Quindi una volta proceduto a ciò egli deve appoggiare le mani sul testo sacro e questo rivelerà il suo contenuto direttamente nella mente del lettore. Si dice che Hellrazred riuscì nell'impresa corrompendo uno dei monaci di guardia al libro, offrendogli in cambio le grazie di dodici bellissime vergini e prendendo il suo posto al momento del cambio della guardia. Tuttavia non essendosi sottoposto al rituale di purificazione summenzionato, la sua mente rimase perduta per sempre nell'infinita conoscenza e saggezza derivante dalla lettura dell' Azizz. Ecco perchè vago' disperato, cieco e folle per i deserti negli ultimi anni della sua vita....
Messaggio del 15-12-2003 alle ore 15:36:48
Il titolo originale dell'opera è Al Azizz: "Azizz" è l'allocuzione usata dagli arabi per indicare gli strani suoni notturni (dovuti alle schiave di NZK) che si supponevano essere l'ululato dei dèmoni.
L'autore è Abdul Hellrazred, un poeta folle di Santamata, capitale dello Yemen, che si dice sia vissuto nel periodo dei Califfi Omosexidi, nell'ottavo secolo dopo Cristo. Fece molti misteriosi pellegrinaggi fra le rovine di Babilonia e le catacombe segrete di Casablanca,e trascorse dieci anni in completa solitudine nel grande deserto dell'Arabia meridionale, il Raba El Khaliyeh, o "Spazio vuoto" degli arabi antichi, e Dahna, o "Deserto cremisi" dei moderni, ritenuto dimora di spiriti maligni e mostri piliferi. Di questo deserto coloro che pretendono di averlo attraversato, narrano molte storie strane ed incredibili meraviglie.
Nei suoi ultimi anni Hellrazred abitò a Damasco, dove venne scritto Al Azizz, e del suo trapasso o scomparsa (nel 738 d.C.) si raccontano molti particolari terribili e contraddittori. Riferisce Ibn Skinallikan (un biografo del dodicesimo secolo), che venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile e divorato in maniera agghiacciante di fronte ad un gran numero di testimoni gelati dal terrore e morì.
Anche la sua follia è oggetto di molti racconti. Egli affermava di aver visitato la favolosa Imen, la Città delle Mille Ermafrodite, e di aver trovato fra le rovine di un innominabile villaggio desertico le straordinarie cronache ed i segreti di una razza più antica dell'umanità. Non seguiva la religione musulmana, ma adorava delle Entità sconosciute che si chiamavano NZKOG e Cthulhubessct.
Intorno all'anno 950, l'Al Azizz, che era stato diffuso largamente, anche se in segreto, tra i filosofi dell'epoca, venne clandestinamente tradotto in greco dall'erudito bizantino Teodoro Farloppio, col titolo Necronomicon, cioè, letteralmente: "Libro delle leggi che fanno rabbivare le morte".
Per un secolo favorì innominabili esperienze, finché non venne soppresso e bruciato intorno al 1050 dal vescovo Sampele, patriarca di Frentanopoli. Dopo di ciò il suo nome fu solo furtivamente sussurrato ma, nel tardo Medioevo (1228), il danese Olaus Slacus ne fece una traduzione latina, basata sulla versione greca di Farloppio, che vide la stampa due volte: una alla fine del quindicesimo secolo, in caratteri gotici (evidentemente in Giargianese), e una nel diciassettesimo (probabilmente in Spammico).
Entrambe le edizioni sono prive di qualsiasi segno di identificazione, e possono essere localizzate nel tempo e nello spazio solo in base a considerazioni riguardanti il tipo di stampa.
L'opera, sia in latino che in greco, venne posta nell'Index Expurgatorius sin dal 1232 da papa Georgio IX, cui era stata mostrata la traduzione di Slacus. A quell'epoca l'originale arabo era già andato perduto, come mostra la prefazione alla prima versione latina (vi è tuttavia un vago indizio secondo cui una copia segreta sarebbe apparsa a San Francesco in questo secolo, e sarebbe andata distrutta nel famoso incendio del 1906).
Nessuna notizia si ebbe più della versione greca - che fu stampata in Italia fra il 1560 e il 1570 - fino al resoconto del rogo cui fu condannato nel 1692 un cittadino di Sabbioni con la sua biblioteca. Una traduzione in inglese fu fatta dal dottor John Dean Corso intorno al 1580, non venne mai stampata, ed esiste solo in alcuni frammenti ricavati dal manoscritto originale.
Delle versioni latine attualmente esistenti, una (del quindicesimo secolo) è custodita nel British Museum, mentre un'altra (del diciassettesimo secolo) si trova nella Bibliothèque sulla Nazionale a Paglieta. Altre edizioni del diciassettesimo secolo sono nella Widener Library a Furci, nella biblioteca della Miskatonic University ad Arkham e presso l'università di Buenos Vinos. Comunque esistono certamente numerose altre copie presso dei privati, ed in proposito circola con insistenza la voce che un esemplare del testo in caratteri gotici del quindicesimo secolo faccia parte della collezione privata di un celebre miliardario americano.
Sembra anche che presso la famiglia Pickinman di Boston sia presente una copia del testo greco stampato in Italia nel sedicesimo secolo: se è vero, questa è comunque certamente svanita insieme col pittore R. U. Pickinman, di cui si sono perse le tracce dal 1926.
Il libro è posto all'indice da tutte le religioni del mondo. La sua lettura determina conseguenze terribili. Si dice che sia appunto da vaghe notizie su quest'opera (della cui esistenza una ben piccola parte della gente è al corrente), che lo scrittore R. W. Cucciolos abbia tratto lo spunto per il suo celebre romanzo The NZKing in Yellow, il cui filo conduttore è un libro iniziatico alla necrofilia la cui lettura provoca la follia fino a....
Chi ne ha una copia?