La Piazza
Gli antichi Greci...
pà thei mà thos
come diceva gibran la sofferenza e la gioia vanno di pari passo l'una non potrebbe esistere senza l'altra e io la penso esattamente cosi.. la sofferenza ci da lo stimolo per tornare a vivere e per tornare ad essere felici..ci mette davanti ad un bivio dove non sai se scegliere di andare avanti o mollare tutto...ma cosi cominci a pensare..a tutto quello che di bello la vita ti ha potuto offrire.. ho imparato molto dalla sofferenza..mi ha fatto crescere e capire cosa conta davvero nella vita..come la famiglia.. io prima non riuscivo ad avere la concezione di famiglia..ero sempre fuori casa e piu ne stavo fuori e piu mi sentivo meglio..ma poi è successo qualcosa che mi ha stravolto... e ho capito grazie a lei cosa veramente contava..la gioia è il premioo che la vita ci da per aver accettato di non essere stati felici per un tratto della nostra vita!!
Lo uppo..magari a qualcuno può sempre servire
NOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!
ho visto gente che ti fotografava col telefonino

ho visto gente che ti fotografava col telefonino
Kabu TI ODIO!

..cmq a qnt pare non ci sono prove fotografiche
..menomale
Certo Dimas la sofferenza fa parte della vita!
è proprio attraverso i travgli piu' profondi ke si matura e ci si fortifica...almeno cosi' dovrebbe essere
ovviamente tutto dipende dalla sensibilta', o meglio dalla capacita'di reagire allo stato di "depressione", per riuscire vittoriosi dalle continue battaglie a cui il nostro IO è sottoposto! Vivere significa proprio questo, cadere e rialzarsi...è un moto perpetuo...nn c'è scampo! La cosa piu' importante, secondo me, è rialzarsi sempre piu' fortificati cosicchè, quando si cade nuovamente, la velocita' di risalita è piu' rapida
Come si fa a risalire la china senza troppe ferite?
forse non chiedersi troppi perchè ...del tipo : perchè proprio a me? ma non è giusto, perchè è andata cosi'? eccetera eccetera... Non per tutto c'è una risposta....per quanto mi riguarda ho imparato ad essere fatalista...se accade un qualcosa a cui n so dare spiegazione dico a me stessa: pazienza, nn posso farci niente, purtroppo... evidentemente doveva andare cosi'
Quando attraverso dei momenti no, ad esempio come questo che sto vivendo 
dico : panta rei, cioe' tutto scorre....come disse Eraclito
nulla resta uguale a se stesso...infatti è proprio cosi'
tutto è in continua evoluzione, è un continuo trascorrere, cosi' come il nostro pensiero, il nostro IO , gli eventi in generale sono in continuo divenire!.........piuttosto direi, come rendere piu' bella questa eta' che nn ci dara' piu' nessuno?? rivalutare l'affetto disinteressato dei nostri genitori ke la maggior parte delle volte dimentichiamo!!!...gia' questa cosa dovrebbe darci piu' forza e sicurezza
.... trovare una valvola di sfogo in grado di far uscire il nostro IO sofferente, magari attraverso le arti: la musica, la danza, la poesia... oddio
forse mi sto dilungando un pochino


si potrebbero dire tante altre cose 
...meglio di no...senno' rischio un linciaggio

cmq sia, sappi che questo discorso lo faccio anche per me


baci

dimas, quando ti ho visto a petto nudo in caffetteria ho pensato subito a questo 3D

Volevo upparlo per un'amica

..spero sia d'aiuto..per te e le persone che stanno giù in questo periodo
Meno letteralmente: "La nostra ricchezza non è quella che la gente comune chiama ricchezza".
Era il motto degli alchimisti.
Grazie MENE
beh hai perfettamente ragione BRUCE
il nostro oro non è l'oro del popolo
BRUCE puoi tradurmi?..ho fatto la Ragioneria quindi nn sò il latino
Aurum Nostrum Non Est Aurum Vulgi
Ma che belle parole! Si potrebbe parlare di questo argomento per ore e invece eccolo qui solo, povero e derelitto.
BRUCE ke vuoi farci..ormai qst forum è adatto solo x le cazzatelle..poki sono i post considerevoli di uno sguardo..infatti mi sto stancando..
..e pensare ke ci ho messo un bel pò di impegno x qst post
come si dice PERLE AI PORCI..a qst punto le tengo x me..o svicolo su altri FORUM
Concordo con MENESTRELLO!
..volevo aggiungere ke le persone ke soffrono di +..sono le persone speciali..
..x il semplice fatto ke altrimenti non potrebbero soffrire in quel modo..
Lo stesso Siddharta arriva alla concezione del mondo solo dopo avere visto la sofferenza di un vecchio. Nel palazzo reale queste cose gli erano nascoste e quindi sembrava tutto perfetto.
Certo, vorrei sapere perché al mondo ci sono esperti di tale materia ed altri totalmente ignoranti
BELLISSIMA ANIMAMUNDI!!
è lo spasimo della separazione che si spande per tutto il mondo e dà vita a innumerevoli forme nel cielo infinito. E' questo dolore della separazione che fissa in silenzio tutta la notte di stella in stella e diventa canto tra le foglie che stormiscono nell'oscurità piovosa di luglio. E' questa pena diffusa che scava più a fondo in amori e desideri, in sofferenze e gioie nelle case degli uomini; ed è questa che si fonde e scorre in canti nel cuore di poeta.
D'accordo su quanto esposto e commentato da Dimas...
Vorrei approfittare, legandomi al discorso, per esprimere il mio parere sulla tanto "anelata" vita di sacrifici!
"Bisogna fare i sacrifici", recita il motto popolare! Diciamoci subito che la Chiesa, in quanto a marketing, ne sa una più del diavolo! Infatti ha, da sempre, promesso la salvezza in cambio di poche e semplici pratiche, comuni e di facile attuazione per chiunque, ricco o povero che sia: il pentimento, la preghiera ed il sacrificio. Per secoli e secoli le persone hanno vissuto il loro sacrificio personale (fame, povertà , ignoranza ecc) come elemento di redenzione!
La logica del sacrificio è ancora viva e profondamente radicata! basta ascoltare i nostri genitori e/o nonni che bacchettano ogni nostro tentativo di fuga dalla via sacrificale!
Devi lavorare! devi fare i sacrifici! ma dove vai? ma dove devi viaggiare? devi fare i sacrifici!
Io dico: "Se tanto vi piaciono i sacrifici di redenzione... fateveli voi! Io, personalmente, ne faccio e ne farò in numero tale che ad ognuno di essi corrisponda un certo guadagno! Se non c'è guadagno (e non parlo solo di pecunia) non c'è sacrificio: "No martini!? No party!"
..de nada Bambinocattivo..
..ho passato qst momento e mi sembrava giusto condividere la ia esperienza e metterla al servizio degli altri..
..su qst cose credo serva il forum..mi son stufato dei post inutili di cui ormai è prettamente composto..
complimenti DImas: hai fotografato il mio stato attuale! e anche tu Bruce, soprattutto condivido la parte LAICA del tuo discorso: sui cristi e le madonne sono piu' scettico, anche se spesso nei momenti BUI ci si rifugia o nel ventre materno o in quello della fede o. se si e' piu' fortunati .... in qualche altro ventre
ognuno hà le sue croci
Ma che belle parole! Si potrebbe parlare di questo argomento per ore e invece eccolo qui solo, povero e derelitto. Parlo spesso dell'accettazione della sofferenza durante le visite al museo. Anche se oggi non ci fa più caso nessuno l'accettazione della sofferenza è uno dei pilastri del cristianesimo, da Cristo che accetta di essere crocifisso senza colpa (e accetta in silenzio), alla Madonna che accetta di essere la madre di Dio, ma di un Dio che dovrà vedere percosso e crocifisso. Nel momento in cui accetta lei sa già che accenttando accetterà anche il bagagio di dolore che quell'accettazione comporta. Così il perfetto cristiano è colui che accetta la sua croce, l'imitazione di Cristo è anche questo.
PASSIAMO AL DISCORSO LAICO. Accettare la sofferenza vuol dire accettare dia ver bisogno degli altri e questo forse sopra ogni altra cosa la nostra società rifiuta: il bisogno degli altri. Uno dei bisogni più antichi e più veri.
Avere un sistema relazionale è indispensabile, invece oggi è considerato quialcosa di superfluo. Avere una famiglia, amici, affetti coi quali affrontare i momenti della sofferenza, che arrivano prima o poi per tutti, dovrebbe essere uno degli scopi principali della nostra esistenza e invece spesso ci si avccorge di non avergli dedicato abbastanza energie quando ormai è troppo tardi.
Il dubbio è un omaggio alla speranza ISIDORE DE LAUTREMONT
Non siete sicuri ke la strada ke state percorrendo è quella giusta?
Non siete sicuri del vostro modo di vivere?
Non siete sicuri di quello ke siete?
Non siete soddisfatti di voi stessi?
BEH tirate un bel sospiro di sollievo xkè vuol dire ke siete ancora VIVI!
..vuol dire ke sotto la cenere ke avvoge il vostro essere insoddisfatto,c'è ancora brace ke arde e ke aspetta solo ke voi la alimentiate x diventare fiamma e luce.
L'ora più buia è sempre quella che precede il sorgere del sole PROVERBIO CINESE
Le persone oggigiorno ke vengono idealizzate dalla cultura dell'affermazione,sembrano non avere nessun lato negativo.
L'immagine da seguire è rappresentata da uomini e donne sempre sorridenti,sempre sicuri,determinati,eleganti,motivati,efficienti e capaci di fare bene qualunque cosa.
Crisi,travagli interiori,sofferenze,problemi,sembrano appartenere ad un altro genere di persone
ersone deboli,non all'altezza della situazione.Se 6 triste,vergognati.Se hai dei dubbi,6 un perdente.Se provi sofferenza,6 un debole.
Sorridi,sorridi! la gente vuole quello!..e poi succede come a quel politico a cui dovettero ricordare:"Onorevole,siamo ad un funerale..."
Nella cultura dell'affermazione ad ogni costo e non importa come,il negativo deve essere bandito,evitato,con qualunque mezzo:lavaggio del cervello,farmaci,stregoni o maghi ciarlatani..
Bisogna essere sempre positivi,su di giri,e stroncare sul nascere qualunque influsso emozionale negativo.
Tutti le emozioni e gli stati d'animo.anke quelli negativi,secondo me hanno invece una loro funzione utile nei processi di crescita personale consapevole.
Anzi,quasi sempre,sono proprio gli stati d'animo ke consideriamo negativi ad aprire la porta ke conduce ad una nuova consapevolezza di sè.
E' dalla crisi esistenziale,dalla sofferenza interiore ke nasce solitamente nuova luce.
La crisi è una fase inevitabile di ogni processo di crscita
Solo a seguito di una crisi l'individuo può prendere consapevolezza della sua insoddisfazione, dei lamenti e bisogni della sua anima..
Solo grazie alla sofferenza di una crisi le persone accettano di mettersi in discussione..
Solo il dilagare delle emozioni riesce ad aprire un varco nella corazza dell'IO,nelle rigidi abitudini e nei meccanismi dentro e attorno a sè.
E' solo a qst punto ke l'individuo è davvero pronto ad intraprendere un percorso di auto-conoscenza,di cambiamento e di crescita,e oggi la crisi è diventata un fenomeno assai diffuso,molti sono gli individui pronti al cambiamento.
Molte volte,dunque, il negativo nella vita, la stessa funzione del negativo della fotografia:senza non riusciremmo mai a sviluppare le foto a colori dei nostri momenti più belli.
Certo, x fare in modo ke il negativo possa svolgere la sua funzione generatrice occorre accettarlo.Occorre lasciarlo agire.Senza resistere.
Più opponiamo resistenza,più alziamo barricate,più ostacoliamo la sua azione,più blocchiamo il processo di germogliazione del nuovo.
La non accettazione della sofferenza,infatti,provoca spesso la stagnazione in un limbo di dolore ke allunga,in maniera anomala,i tempi della crisi.
Quando arriva la crisi, accettala.
Quando arriva il dolore, cedi.
Quando arriva il negativo, lascialo entrare.
Accettando il negativo si accetta il principio della vita che è fatta di negativo e positivo.Come la corrente elettrica.se manca il negativo non si sviluppa energia.
Ogni situazione difficile racchiude in sè un valore potenziale:credici e comincia a cercarlo.
Nuova reply all'argomento:
La necessit� della sofferenza
Registrati
Mi so scurdate la password
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui












