Messaggio del 04-05-2004 alle ore 23:15:01
Oramai si è detto quasi tutto su questo nuovo Vietnam, su questa sporca guerra che nn finisce mai di mietere vittime, da 1 parte all’altra.
Su questo forum, naturalmente, c’è ki si schiera apertamente contro(compreso io), ki invece continua a fare della demagogia sul cosiddetto rispetto dei principi democratici.
Ma mi hanno molto colpito le parole di bobrock, secondo le quali si continua a parlare e parlare, quando alla fine ognuno di noi pensa a spalmare il proprio panino con la nutella.
Io credo ke bobrock ha qui ragione e torto allo stesso tempo: è vero quello ke dice, ma ignora(come gran parte di noi) quella ke è la vera arma ke tutti noi abbiamo a disposizione per far valere i nostri diritti.
In effetti, stupisce leggere ke più del 50% degli americani, e anke degli italiani, sono contro questa guerra, quando sia gli USA ke l’ITALIA sono scese in campo con 1 certa determinazione. Ormai aumentano sempre di più i soldati americani che fuggono all’estero, pur di uscire da questo gioco al massacro.
Ma colpisce ancora di più vedere persone fortemente democratiche, o altre ke contestano il nostro regime, disertare le urne.
Se nn sbaglio, democrazia significa “potere del popolo”, potere ke tutti noi possiamo esercitare attraverso il VOTO. Se nn si va a votare, è logico ke ci sarà sempre ki farà il comodo suo.
E allora, perkè sono sempre di più le persone ke disertano le urne? Ke senso ha contestare 1 governo se nn si va a votare? Ancora, nn è una contraddizione appoggiare la presunta causa democratica di questa guerra, per poi infischiarsene apertamente della vita politica?
Certo, mi aspetto già le prime risposte: i politici sono tutti uguali, pensano tutti a riempirsi le tasche.
Io invece ritengo ke il suddetto assioma sia del tutto sbagliato: esistono almeno 2 categorie di politici: quelli ke fanno danno, e quelli ke nn fanno assolutamente nulla.
E allora, perkè nn cercare di scalzare i primi? Nn sarebbe 1 primo passo fondamentale per migliorare lo stato delle cose?
Purtroppo queste cose nn vengono mai recepite, e ci sarà sempre chi continuerà a scrivere Forza Lanciano sulla scheda elettorale, a votare Topo Gigio o il primo da leccargli i piedi.
Nn si spiegherebbe altrimenti il grande successo ke riscuotono i referendum in Italia: si tratta di partecipare direttamente all’approvazione/abrogazione di una legge, ma finchè nn ci sono piedi da leccare o favori da ricambiare, ki è ke va a votare?
Nel frattempo, dovrebbe arrivare 1 referendum sulla fecondazione artificiale, tema ke pochi conoscono ma ke risulta importantissimo, visto ke in caso di mancata abrogazione della legge torneremo indietro di 50 anni.
Spero ke ci sarà più partecipazione, ma dubito fortemente. Perkè forse una democrazia noi italiani nn ce la meritiamo affatto. Anzi, siamo noi stessi i veri nemici della democrazia.
Messaggio del 04-05-2004 alle ore 23:34:30
se qualcuno si desse pena di leggere e di capire cambierebbe atteggiamento verso il voto
ma chi si darà pena di leggere credo sarà solo qualcuno ke nn ne ha bisogno
Skin sindaco! ------------------------------------------------- Editato il 23:39:10 04/05/2004 da bakunin
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 01:00:25
Caro Skin.... votare é importante.....
ma alla fine,triste ma vero,cambia poco quanto niente,
ti verrá lavata la faccia ogni tanto,con qualche striscia pedonale riverniciata e due Illuminazioni stradali cambiate ( es. banali),ma alla fine i nostri cari politci ( tutti) hanno fatto,fanno e faranno quello che vogliono loro e non il popolo....andiamo a votare,almeno lo facciamo per il nostro ideale....ma alla fine non cambia niente....niente!
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 01:06:33
SKin la domanda é :
Siamo diventati menefreghisti oppure é passata la voglia di votare visto..... la "nostra" democrazia?
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 01:07:04
mio caro aerraib......sull'altro post si scherzava e sono stato il primo.......qui c'è poco da scherzare.....
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 01:07:05
puo' essere, ma perche' sentirsi sconfitti in partenza?
meglio votare con la speranza di essere utili a un cambiamento, piuttosto che ritenersi inutili e non andare.
E' un diritto che non vorrei mi fosse mai negato. Percio' non potrei mai snobbarlo.
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 01:10:30
giusto almond!
....le donne solo poco tempo fa hanno avuto questo privilegio......sono sicuro che lo vogliono conservare così come lo voglio io del resto!!!....spero che molti, durante le elezioni, la pensino così! ------------------------------------------------- Editato il 01:32:37 05/05/2004 da rins
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 01:16:02
Mat...ji almene vote pé nu paese ca té NA DEMOCRAZIA...
tengo a precisare ai saputoni del forum...che era una battuta per Mat ...visto che ho la cittadinanza "jitagliana" e non posso votare qui,altrimenti giá l´avisse fatte ´AMEN
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 01:31:12
bob, per avere 1 democrazia, bisogna essere democratici. Stiamo in mano a Cristo? Se nn si va a votare, magari 1 giorno nn potremo nemmeno più farlo. Nn ti pare? ------------------------------------------------- Editato il 01:31:51 05/05/2004 da skin
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 01:34:27
ripeto Skin....andiamo a votare cosi´come cittadino hai fatto il tuo dovere per la democrazia...poi cosa ne esce fuori é un´altra cosa.......
Mat....é inutile che inzummi....come se n´n ti cunuscesse oramaje ------------------------------------------------- Editato il 01:35:24 05/05/2004 da Bobrock
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 01:40:26
ma pensa se tutti(o quasi) facessero la stessa cosa. Qualcosa nn cambierebbe?
Bisogna votare, ma usare anche bene il voto(al di la delle ideologie, sapere ki è nemico o meno della democrazia).
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 01:47:48
VOTA ANTONINO! UN IMPEGNO CONCRETO: PIù GNOCCA PER TUTTI ANCHE PER CHI CE L'HA GIà!
Bobrock, il fatto che mi conosci non cambia l'inzummo
Mo ti si rompe la botte son tutto il cerchio a furia di dare sti colpi!
Com'è che non puoi votare in Italia?
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 01:51:38
VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO!
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 02:07:28
sapientone dei miei Stivali .....per votare ho dietro casa mia a 200 m il Consolato Italiano e posso andarci quando voglio...se voglio....
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 08:31:15
Caro Bob, sarà pur vero che (forse) non cambierà nulla e che i politici sono sempre uguali, ma non andare a votare seguendo il becero lassismo del "io me ne vado al mare" non è che aiuti poi molto di più.
Democrazia per me significa soprattutto partecipazione. la democrazia non è soltanto una formula politica, è la possibilità di parlare, discutere, proporre, bocciare, riflettere, capire, giudicare ed infine VOTARE.
In passato uomini e donne si sono sacrificati in lotte serratissime per garantirci il suffragio universale e votare è anche un atto di rispetto a tutti coloro che sono morti in nome di un ideale. Sensa ideali (per quanto banali ed ingenui possano sembrare) la nostra vita ci darà sempre quella sensazione di vuoto e di triste rassegnazione.
IJETE A VOTA' e A'RIMANNEML A LA CAS !!!
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 08:48:05
ho letto tutto, l'unica fraseke un po' mi ha convinto è quella di skin
quote:
esistono almeno 2 categorie di politici: quelli ke fanno danno, e quelli ke nn fanno assolutamente nulla.
per quanto riguarda il referendum andrò sicuramente
ma non aspettiamoci nulla...da nessuno, non parto sconfitta in partenza, nemmeno rassegnata, son realista, nella vita di tutti i giorni, non mi fido di NESSUNO (se non dei miei genitori) e non mi aspetto + nulla da NESSUNO
per il resto vota antonino ma JAMAICA ARRIVO sulle skede elettorali mi piace assai
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 09:22:09
Dean, la realtà è quella ke dici tu, indubbiamente. Nn sto scrivendo le favolette, ho solo voluto enfatizzare come coloro ke vogliono imporre la democrazia in un altro paese, a loro volta nn conoscono il significato della stessa.
Inoltre, se nessuno va più a votare si potrebbe finire, a lungo andare, in un punto di nn ritorno(=dittatura). Nn ti pare? ------------------------------------------------- Editato il 09:23:49 05/05/2004 da skin
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 09:26:05
dunque... aspè, ricapitoliamo:
-se credi nella democrazia fai DEMAGOGIA
-se non ci credi sei FASCISTA
-se credi negli ideali sei MAMMOCCIO
-se non ci credi sei uno STRONZO
-se vuoi andare a votare per mandare berluska & co. a casa sei COMUNISTA
-se non vai a votare sei MENEFREGHISTA
-se non credi alla trelevisione sei un ROMPIPALLE
-se ci credi sei un REALISTA
ultima cosa: complimenti davvero a tutti quelli che dicono "so' tutti uguali, solo io e la mia famiglia siamo diversi..." geniale davvero
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 09:30:05
Ma guarda skin che la nostra è una democrazia rappresentativa, tu faresti decidere tutto al popolo?
Di fideresti del giudizio a caldo su una questione di politica economica o di politica estera?
Cosa sarebbe successo se Bush avesse chiesto agli americani cosa fare il 12 settembre tramite un televoto?
Secondo me una decina di capiatli del medioriente sarebbero state cancellate con le bombe atomiche.
Sto parlando in generale, se fossimo in Francia, io sarei contro la posizione del governo (forse no visto che infondo Chirac sta difendendo gli interessi francesi), ma non mi sognerei di chiedere un referendum per far intervenire la Francia in Iraq, è un esempio e zoppica anche un po spero che abbia fatto capire cosa intendo dire
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 09:36:17
Io sono sempre cinico
Io credo nella democrazia perchè come diceva Churchill è il peggior sistema di governo mai inventato esclusi tutti gli altri.
Ma la democrazia è rappresentativa, i peggiori dittatori sono andati al potere in nome del generico POPOLO, utilizzando i referendum ed i plebisciti per imporre la propria volontà, da Robespierre a Napoleone III, allo stesso Hitler
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 09:38:35
cmq giusto Bel post davvero, si passa da un aspetto singolo ad uno più generale che è la vera essenza della questione
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 10:23:13
Dean mi sa ke tu mi hai un po frainteso. Io nn ho mica detto ke deve decidere il popolo(siamo pazzi??? Si finirebbe nell'anarkia!!!) ed è giusto quello ke dici tu. Il popolo sceglie ki deve prendere le decisioni, è naturale, ma il problema si pone quando il popolo nn intende più scegliere. ------------------------------------------------- Editato il 10:25:14 05/05/2004 da skin
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 10:26:52
mah..secondo me skin ha ragione in pieno
innanzitutto il voto non è un dovere ma un DIRITTO, e poi la partecipazione non si deve limitare al voto ke delega, caro dean..sai benissimo ke il segreto delle democrazie + stabili risiede nel costante controllo dell'opinione pubblica sugli atti del governo...alla fine il livello di moralità medio dell'elettorato determina la qualità degli eletti, ke nn vengono da Marte ma dalla società ke li sceglie...quindi in danimarca vieni cacciato se rubi un francobollo, mentre da noi un losco figuro, di cui nn si sa da dove provenga la ricchezza, e che elude sistematicamente lke leggi viene portato in palma di mano...siamo il peggio d'Europa, altro ke tante celebrazioni sul genio italico
poi sulla questione ke col voto tanto nn cambia niente, fette di mortadella, scritte goliardiche, penso tutto il male possibile, perkè sono atteggiamenti del genere, ke svalutano la democrazia, a rinforzare le tendenze ladresche, ke si giovano del disinteresse della gente...bisogna votare, controllare e protestare quando serve, ecco tutto. Altrimrnti ci meritiamo quello ke abbiamo
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 10:34:31
infatti:ma vedasi post sul difensore civico: 12 interventi...i lancianesi sono solo buoni a fare del vittimismo, ma in quanto a impegno, nada
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 10:35:13
Evidentemente ti ho frainteso.
Bak senza dubbio, l'opinione pubblica ha un ruolo fondamentale di controllo, non è un caso che più un paese è civile e democraticamente stabile, più sono i giornali.
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 10:39:13
non tocchiamo il tasto giornali...siamo in zona retrocessione...i giornali + vendutoi fanno 5-600.000 copia x 55 milioni di abitanti
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 10:45:45
apro una parentesi...perchè forse la mia coda di paglia allunga la memoria e l'orgoglio e ottenebra le facoltà mentali di comprensione ma x animamundi: fidarsi di qlcn deriva per me da legami affettivi molto solidi e sicuramete non dall'esser diversi o migliori di altri...se non capisci il cncetto mi dispiace per te...il voto è un diritto ok...si deve votare...ok...MA...non mi avete ancora convinto, mi sento costantemente manipolata, non so a ki o cosa credere...non so perchè crederci...ma forse il mio problema deriva dal cromosoma o semplicemente da scarso numero di neuroni, io mi sento un po' allo sbando...non riesco a farmi idee precisi, solo ideali su cui son + ke ferma ma ke son fermamente convinta non servono nella realtà...bak dovrebe conoscermi...
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 10:49:16
vi sottopongo questo articolo di I.Diamanti uscito oggi su Repubblica.Non si tratta di un articolo fazioso,quindi...invito anche i filo-berlusconiani a leggerlo.per di più l'autore è famoso per il suo stile atipico e per l'uso originale della punteggiatura.
La legge del contrappasso colpisce il gran seduttore
di ILVO DIAMANTI
UN'ESPERIENZA lunga 1060 giorni. Un altro miracolo italiano, di cui è artefice Silvio Berlusconi. Imprenditore mediatico di successo, una carriera politica di successo. Cresciuta sulle macerie della prima Repubblica. E oggi sancita dal calendario. Perché da oggi Berlusconi supera l'antico amico e sostenitore, Bettino Craxi. Quasi tre anni alla guida del Paese. Un'eternità, rispetto alle tradizioni di questo paese instabile.
Non solo nel corso della sussultoria prima Repubblica (cinquanta governi, dal 1946). Anche nello scorcio successivo. Dal 1994 ad oggi: sette governi e cinque presidenti del Consiglio. E quattro governi e tre premier nel solo quinquennio del centrosinistra, fra il 1996 e il 2001. Prima del ritorno di Berlusconi, a sette anni di distanza dalla prima esperienza di governo. Brevissima. Mentre il Berlusconi II costituisce un caso eccezionale di durata. Affrontato in condizioni estreme. Fra mille avversità, mille ostacoli, mille temperie. Interne ed esterne.
Tre anni, o quasi, vissuti pericolosamente. Fra guerre globali e conflitti sociali, crisi economiche e dissesti finanziari. Tra continue, aperte, sfide alla sinistra, ai comunisti, ai sindacati, ai giornalisti, ai magistrati. Onnipresente sui media. In una tivù senza più controlli, né garanti. Insofferente verso ogni confronto diretto. Un premier senza opposizione perché tiene l'opposizione lontana.
Preferisce non confondersi con i "politici" di professione. Frequenta i telesalotti. Dà del tu ai potenti del mondo, ai "suoi" calciatori, ai "suoi" allenatori. Canta. Racconta barzellette. Fa il simpatico. Telefona in diretta alla "Domenica sportiva" e a "Mondo camion". Il premier più informale, più protagonista, più ricco - più solo - del dopoguerra.
E il più longevo. Da tre anni al governo, dopo aver vinto suscitando grandi aspettative. Il premier della svolta. A cui la maggioranza degli italiani ha affidato il compito - la missione - di "cambiare l'Italia". Di inverare i sogni. Di fare "i miracoli". Dopo anni di sacrifici, un po' di meritato benessere. Silvio Berlusconi. Le ha deluse quasi tutte, quelle attese. Li ha infranti tutti, o quasi, quei sogni. E l'unico miracolo che gli sia veramente riuscito, fino ad oggi, è proprio quello della durata.
Così gli italiani, gran parte di essi, non ci credono più. Oggi. Visto che solo il 25% dei cittadini, secondo il sondaggio di Demos-Eurisko, pensano che "il governo Berlusconi abbia mantenuto le promesse ". D'altronde, era così anche due anni fa. Un anno dopo la vittoria. Disillusi, disincantati, gli italiani. Già allora. Oggi lo sono di più. Il che rivela un altro miracolo. Governare così a lungo senza fiducia.
Una sfiducia che sconta, almeno in parte, le attese coltivate. L'entusiasmo suscitato. Un clima d'opinione caldo, all'indomani dell'investitura, nel 2001. Oggi, raffreddato. Tanto che, fra i cittadini, l'unica vera riforma considerata "rivoluzionaria", che, per questo, gode di consensi quasi unanimi, è quella del codice stradale. Mentre, riforme-simbolo, come la legge Gasparri, sul riordino del sistema radio-televisivo, o la devolution, imposta dalla Lega Nord, non racimolano neppure il 30% dei consensi, fra gli italiani. E poco più fra gli stessi elettori del centrodestra.
Tre anni di governo e almeno due anni, ma forse più, di sfiducia, prima latente, poi palese. Poi esplicita. Riconosciuta pubblicamente, dagli stessi esponenti della maggioranza. E attribuita, perlopiù, alla degenerazione dello scenario "globale". Ma alimentata, sicuramente, dall'azione del governo stesso. Che si è caratterizzato, in questi anni, per aver aperto - o subìto: ma comunque suscitato - conflitti in ogni versante.
Nel lavoro, nelle scuole, fra i giovani e gli anziani, fra le casalinghe e i pensionati, fra gli operai e gli insegnanti. Oggi perfino fra gli imprenditori: bacino naturale dei consensi del governo. Tre anni di governo, traversati, scossi dai più alti tassi di mobilitazione e di scioperi conosciuti negli ultimi vent'anni. Seguiti a un decennio di pace sociale.
Tre anni, durante i quali, va detto, il premier ha sfidato l'opinione pubblica in più occasioni. La guerra e le pensioni, ad esempio. Lui, che ascolta l'opinione pubblica più di qualsiasi consigliere ed esperto. E' perfino singolare, tanta sfiducia, per un leader che cerca, coltiva la fiducia, più di ogni altro riconoscimento. Che ama essere amato. Che non tollera essere criticato. Né consigliato. Se non dai pari. Cioè, ai suoi occhi, in Italia, nessuno.
Questa sfiducia, respirata a pieni polmoni dai cittadini. Anche dai suoi elettori. Da coloro che avevano votato per la "sua" Casa delle Libertà, tre anni fa. Dei quali, quattro su dieci (circa) oggi si dicono pentiti e comunque delusi, di quel voto. E confessano, nei sondaggi, la loro difficoltà a confermare la scelta di allora. Magari senza tradire. Visto che, piuttosto che scegliere un'altra coalizione, preferirebbero non votare.
Il che induce molti, osservatori e attori politici, a preconizzarne la sconfitta, in occasione della tornata di elezioni, europee e amministrative, che si svolgeranno in giugno. Lo suggeriscono i sondaggi. E lo profetizzano i suoi oppositori. Il centrosinistra. In modo aperto. E con grande sicurezza. Dovrebbero evitarlo con cura. Perché porta male, visti i precedenti europei degli ultimi anni e mesi. Schroeder in Germania. E, più di recente, Zapatero in Spagna e Hollande in Francia.
Sconfitti inesorabilmente dai sondaggi, in alcuni casi (Francia e Spagna) fino alla vigilia del voto. E poi vincitori, alle elezioni vere. Per cui, un po' di cautela non guasterebbe. Magari solo per scaramanzia. Ma anche perché siamo in tempi di "democrazia fluida". I rapporti di forza tra coalizioni subiscono fluttuazioni rapide e sostanziose. Spinte dalla delusione e dall'astensione, più che da conversioni radicali.
D'altronde, questo stesso sondaggio, mentre esplicita la cattiva reputazione del governo, fra i cittadini, rivela come l'orientamento sociale verso l'opposizione non sia migliore. Tanto che i principali oppositori del governo, secondo gli stessi elettori del centrosinistra, allignano dentro la maggioranza. Sono i ministri incapaci, le fazioni rissose che si sfidano quotidianamente nella CdL.
Poi, se anche perdesse, il centrodestra, mancherebbero due anni ancora alle elezioni politiche. E se è vero che questa maggioranza ha subito fratture e sommovimenti tellurici solo per essere stata sconfitta, alle elezioni amministrative degli anni scorsi, a Verona o in Friuli Venezia Giulia, è altrettanto vero che, comunque, ha continuato a governare.
Navigando a vista, nel mare grigio della sfiducia. Vale, a questo proposito, la felice formula di Edmondo Berselli: "La Casa crolla, ma non cade". Perché, se cadesse, come si salverebbero gli inquilini e l'unico proprietario? Per cui, può darsi che continui allo stesso modo. Anche se il verdetto del voto confermasse le previsioni negative, per il centrodestra.
Così la pensa, d'altronde, la maggioranza degli italiani. Sei su dieci (e poco più della metà, fra gli elettori di centrosinistra). Che arriverà fino in fondo, Berlusconi. Realizzando un altro miracolo. Un altro record. Difficilmente superabile. Cinque anni di sfiducia.
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 11:07:27
x ariel: nulla di personale ariel (ci mancherebbe).
La mia era una provocazione ironica.
Se leggi il mio post, intendevo sbeffeggiare (con scarsi risultati a quanto pare) il lassismo inconsapevole di molti.
E' sempre facile banalizzare tutto a semplici formule e dire "io me ne frego". Ma purtroppo questa è anche la starda maestra che porta allo sfascio. Ce ne DEVE FREGARE, altrochè. se poi si è confusi o non si sa che pesci prendere, bhe questo è un problema personale su cui non intendo minimamente entrare. Personalmente credo negli ideali (non solo politici) come "guide", fonti d'ispirazione per evitare il pantano del dubbio e della confusione. Ovviamente questo vale per me, ma mi piace interagire e confrontarmi con gli altri poichè nessuno di noi è in possesso della verità assoulta, ma ognuno di noi ne possiede un pezzetto. Hai visto mai che mettendo insieme i vari pezzetti...
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 12:23:55
A parte il disinteresse,credo che il disertare le urne dipenda anche dall'attuale sistema maggioritario.Puo' accadere infatti che una persona si trova costretto a votare un candidato che non e' el suo partito.Io personalmente voto sempre e solo al proporzionale,tranne una volta,nel 1994,quando votai un diessino,che aveva fatto finta di essere proibizionista.Il fatto poi che ci siano politici che "fanno" e altri che non "fanno",questo riguarda tutti gli schieramenti,non credo che i piu' dinamici stiano da una parte sola.
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 13:17:52
è già stato detto molto, rischierei di ripetere quello che ho appena letto xchè mi trovo completamente d'accordo con Skin....nn riesco a concepire come si possa rinunciare al proprio diritto di voto "xchè tanto nn cambierà mai niente"!sarò pure scontata e demagoga ma...almeno proviamoci!!!
e se partiamo dal presupposto che tutta la politica è una merda e ce ne stiamo con le mani in mano allora nn dobbiamo nemmeno lamentarci di avere un sistema politico e un governo che ci fanno schifo!
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 21:18:55
vai skinnoloooooooooooooo!!!
e vai soprattutto gatta neraaaaaaaaaaaa!!!
il guaio, in italia, del sistema maggioritario...è quello di creare forze di governo più forti dello stesso consenso elettorale espresso solo pochi anni prima...
è auspicabile un'alternanza concreta per il centro destra e centro sinistra...visto che chiunque va al governo ci è antipatico...cambiamoli radicalmente ad ogni legislatura...
Messaggio del 05-05-2004 alle ore 21:30:13
si Cucciolo,anche perche' trovi gente,come Buttiglione,che cambia schieramento,come una camicia,a seconda di chi vince le elezioni o di chi,secondo lui puo' vincerle.