La Piazza

Espatrio
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 14:00:28
se partisse libero tu ti suicideresti
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 13:44:52
qua non c'e' trippa per gatti



viaaaa!
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Editato da Tuttobene il 23/09/2005 alle 13:45:18
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 13:38:10
Skin tornando la tema del post
Espatria e portati dietro pure libero
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 13:30:42
non a caso è stata proprio la toyota a introdurre i flexible manufacturing systems...
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:51:27
l'eccellenza della toyota è il markio lexus..nn a caso qui nn se ne vendono (perkè il cafone compra mercedes bmw e alfa romeo )
mentre in USA è pieno

il bello è ke pur essendo superiore a tt la concorrenza, costa pure di meno
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:50:47
è vero...il mio specchietto della renault ha rotto il paraurti di camion iveco

(poi alla curva dopo l'ho rotto contro un paletto e mi è costato 28 euri solo il vetro ) però lo specchietto della panda rimasto incastrato nella borsa di mia madre (sic!) è costato mooooolto di più
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:49:57
Skin il distretto di Rimini/Pesaro è il più importante al mondo per la realizzazione di macchine per la lavorazione del legno, la confindustria locale ha organizzato insieme alle facoltà di Agraria ed ingegneria di Bologna un corso di laurea ad hoc
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:47:28
bak la toyota utilizza gli stessi motori su tutte le tipologie di vetture il VTT1 è lo stesso su yaris corolla e sui fuoristrada ed è eccezionale e poi vogliamo mettere i materiali? 2 volte (e mai per colpa mia) ho subito uno specchietto contro specchietto con una punto, beh il mio a mala pena si è fraggiato quello della punto sembrava lo shuttle hanno ritrovato i pezzi su un'area di 2000 km quadrati
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:44:16
si ma io parlo dell'eccellenza, dove si applicano le soluzioni + avanzate..la toyota stà studiando dfa anni un motore diesel, finkè nn sarà perfetto nn lo tirano fuori , capì? quelli studiano e investono..noi rubiamo e scappiamo
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:44:05
e una yaris costa più di una stilo e viene venduta di più in italia
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:43:49
Tempo fa lessi un articolo di un imprenditore tessile del pratese, parliamo dunque di un settore tradizionale su cui c'è poco da investire. Ebbene, questo imprenditore si è messo d'accordo con altri del distretto per finanziare un nuovo corso universitario al politecnico di torino, nella prospettiva di creare una tecnopoli che utilizzi i risultati della ricerca per creare tessuti più innovativi, perchè è ovvio che se non innovi 6 sempre meno competitivo di chi produce a costo ridotto. Sono queste le risposte!
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:41:25
bak anche le utilitarie (settore di punta della Fiat) della Toyota sono decisamente superiori alla media
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:40:35
te lo dico molto facilmente..perkè negli stati uniti la stilo nn la fanno nemmeno entrare (fiat sta x Fix it Again Tony, cioè aggiustala ancora Tony)

invece le automobili della toyota (specie il marchio Lexus) sono state valutate dalle potentissime associazioni consumatori americane le auto + sicure e affidabili, superando persino volvo, saab, mercedes e bmw
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:39:37
Il nazionalismo economico alla fazio è una CAGATA PAZZESCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:36:41
Perchè una yaris vale 50 Stilo, visto che la fiat per 10 anni non ha fatto ricerca e sviluppo
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:33:47
Poi su ruote e motori mi spieghi perchè la stilo sta 10 anni dietro alla toyota
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Editato da Negroni il 23/09/2005 alle 12:34:30
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:32:10
Dean, infatti io nn parlavo della precarietà ma dell'assetto strutturale, che poi è la cosa che ostacola la flessibilità(e lo sai benissimo)
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Editato da Skin il 23/09/2005 alle 12:34:46
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:30:38
luoghi comuni?
negroni hai mai letto i giornali negli ultimi anni? soprattutto la pagina delle lettere o il forum del CDS (noto foglio di rifonazione comunista)

l'attuale fase dell'economia italiana si può riassumere in
1) ladrocinio continuato e aggravato
2) impoverimento della borghesia impiegatizia...a parte i contratti insulto a 500 euro, devo ancora capire come un ingegnere possa vivere dignitosamente a milano con 1500 euro al mese..lo stesso prenderebbe il doppio almeno in tt europa...negli usa uno stipendio abnnuale d'ingresso sta sui 60/70.000 $ dollari l'anno, + benefits x 10/15000

eppoi il problema della mancanza di lavoro è colpa principalmente dello stato ke nn ha nessun organismo ke indirizzi gli studenti...in svizzera vai a scuola pure per vendere biankeria intima, per capirci...

poi nn è vero nulla ke im italia il costo del lavoro sia alto...in germania lo è molto di + (kiedere a bobrock quanto prende un operaio) con un costo della vita anke inferiore al nostro...eppure le esportazioni tedeske sono al top

il problema invece è ke il sistema italia è malato..i politici nn governano (lunabo quanto hai ragione) e gli imprenditori sfruttano e nninvestono ( perkè, negroni, dovrei comprare la stilo ke rispetto a una toyota sta 10 anni indietro?)

in ultima analisi il luogo comune si è concretizzato come giustamente dice luna
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:27:00
Partiamo dall'inizio:
Skin chiedeva se il trasferirsi all'estero è un fatto positivo o meno.
Naturalmente come tutte le domande intelligenti ( )
ha molteplici sfaccettature.
I motivi per cui si è tentati dall'esperienza all'estero sono molti e la maggior parte li avete evidenziati, personalmente ritengo che andare oltre il proprio orticello sia cmq positivo.
Quello che mi perplime sono affermazioni del tipo si espatria perchè da noi il lavoro è precario, ma perchè in Spagna (mitico Aznar), Gran Bretagna (Blair io ti amo) e in Irlanda, nuovo eldorado d'Europa non esiste la flessibilità?
In questi paesi soprattutto in quelli anglosassoni la flessibilità è totale, in Gran Bretagna il posto fisso lo ha scardinato a manganellate la divina Margharet 20 anni fa.
Ed è proprio questo a fare la differenza, il problema non è la flessibilità, ma come essa viene intesa nel nostro paese. Skin diceva:
"Gli imprenditori ci marciano"
esatto gli imprenditori, quelli alla ventricina, ci marciano, utilizzano i contratti a tempo determinato per abbassare il costo del lavoro, come ricordato insopportabilmente alto.
La malfede viene dimostrata dal fatto che la maggior parte dei contratti sono a brevissima scadenza, pochi mesi.
Nei Paesi anglosassoni, dove anni fa esistevano contratti anche di 1 solo giorno, si sono resi conto che contratti così brevi sono deleteri per la produttività, ma in Italia della produttività delle aziende normalmente se ne fottono gli stessi imprenditori, troppo impegnati ad emulare George Soros sui mercati finanziari e a sfruttare le traballanti condizioni delle proprie aziende per piangere miseria ed ottenere sussidi.
In una situazione del genere parlare di ricerca e sviluppo è pura utopia, nessuno è invogliato ad investire somme ingenti che daranno profitti a lungo termine, preferendo di gran lunga investire o in attività finanziarie o in attività in cui esistono protezioni e barriere (Banche, telecomunicazioni) o che forniscono potere da poter poi poggiare sul piatto della politica (Editoria).
Poi c'è la controparte, un mondo sindacale ancora ancorato ad una visione da anni 70 e da statuto dei lavoratori, il mondo è cambiato e loro continuano la loro politica di retroguardia.
Alcuni accordi sono stati fatti, ma solo perchè costretti e non perchè convinti e quindi senza un'organica proposta per passare da una visione di protezione del lavoratore ad una di protezione dle cittadino, in parole povere sono fermi alla cassa integrazione che protegge chi il lavoro ce l'ha già invece che pensare ad esempio ad un sussidio di disoccupazione in stile anglosassone che protegge chiunque il lavoro non ce l'ha proprio e che risulta indispensabile in un regime di flessibilità del mondo del lavoro.
Preferiscono strepitare contro la precarizzazione invece che adoperarsi per evitare i disagi che la flessibilità inevitabilmente procura e che poi sono la vera precarizzazione, come ad esempio l'impossibilità per chi ha contratti a tempo determinato di richiedere mutui in banca, perchè non pensare a prestiti d'onore garantiti dallo stato?
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Editato da Dean Corso il 23/09/2005 alle 12:35:50
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:19:02
Vabbè, ma l'arrosto quando esce?
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:16:20
ma perchè budeano fuma???
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:15:00
mi sa ca ce ne 3-4 di sigarett
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:14:18

alla fine...l'Italia è un luogo comune...


ciao!! anche tu qui!?
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:13:30
Aspì ca mo m'appicc na sigarett
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:10:32
e jamà
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:09:37
Qui un DeanPapiro ci casca a fagiUolo, visto che sono reduce da una lezione di economia, in cui ho trattato nell'ordine:
Rivoluzione industriale;
Utilità marginale decrescente;
Marxismo;
Rivoluzione russa;
Casi Olivetti, Cirio, Parmalat.
Stakeholders e Stokeholders;
Riforma Biagi;
Flessbilità dei contratti nei paesi anglosassoni

Messaggio del 23-09-2005 alle ore 12:00:52
L'investimento qui è l'acquisto di 35874637848473 partecipazioni azionarie con un pezzo di pane, in alternativa ci sono sempre la banca o addirittura il materasso
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:54:14
eh sì luky one, poveri imprenditori!
quoto al 100% skin a questo proposito! che si rimboccassero le maniche, che investissero in innovazione,in formazione ecc...nn vedo perchè dovrebbe essere sempre l'impegato o l'operaio che devono
fare sacrifici (tipo aspettare da mesi lo stipendio) e mai l'imprendidore che dà solo colpa alle tasse.
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:54:12
Appunto Negroni...vedi..alla fine...l'Italia è un luogo comune...purtroppo!
...una volta ho provato a proporre un progetto di collaborazione europea con altre strutture...mi hanno riso in faccia dicendomi :"Ma sei matta..sai quanta fatica!"..dai...
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:50:30
Luna...guarda che è quello che ho detto io


immagino che tutti coloro che non si sono presi la briga di lavorare al progetto avevano altro da fare, tipo lamentarsi che nessuno si preoccupava di mettere su un gruppo di lavoro



con questo intendevo che chi deve prendere queste decisioni sta già bene di suo e se ne frega degli altri; per poi dire che qualcun altro dello schieramento politico opposto non ha fatto niente.
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:49:01
lunabo sacrosanto....
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:47:46

mò apro una partita iva...divento imprenditrice di me stessa
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:47:00
effettivamente devo dire che oggi sto abbastanza molesto

Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:46:52
Negroni...non è vero..sai che se avessero voluto avrebbero potuto dare da lavorare almeno a 50 neolaureati in diverse materia (i gruppi per quelle cose sono formati da ecologi, ingegneri, biologi, geologi, microbiologi, comunicatori..ecc...ecc.) per ogni dannata provincia..fatti due conti..quanti laureati avrebbero assorbito?
...chi non lo ha fatto ..sai cosa stava facendo??...pensava a come rimanere col culo incollato alle poltrone di provincia e ARPA varie facendo meno fatica possibile pubblicando un articolo all'anno scritto dagli schiavi personali...dai...io ci lavoro in questa monnezza....lo so fin troppo bene come funziona!
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:46:13
Gli imprenditori ovviamente si lamentano della tassazione eccessiva, poi vanno da Ciampi per parlargli della sagra della ventricina.
Io ho un lontano parente che è imprenditore milanese, non assume più a contratto a tempo indeterminato, mi ha fatto capire che i datori di lavoro ci marciano su sta cosa(se un mese si produce meno posso cacciare tranquillamente una decina di operai). Lui stesso mi ha detto che, oggi come oggi, l'unica professione senza rischio è quella del libero professionista.
Se gli imprenditori investissero di più qualcosa cambierebbe, come hanno già ricordato a Montezemolo. C'è addirittura chi si lamenta della salute della propria azienda quando continua a produrre televisori a tubo catodico.
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:44:30
miiiiiiiiiiiiiiiiii negrò ti sei mangiato uno yogurt scaduto???

cmq negrò sei stato cinico nella tua osservazione...ma nn hai tutti i torti!
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:42:12
provare a pensare che ho menzionato economia e commercio per fare un esempio?
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:39:51
cmq sono pienamente d'accordo (a metà) con negroni.
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:38:53
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:38:51
vi aspetto tutti ad Hazzard, dove per fare il meccanico ci vuole la laurea e per fare lo sceriffo basta la quinta elementare!
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:38:06
Lunabo, come fai a dire che il problema non è il numero?
Se hai una botte da 20 litri e tu compri 50 litri di vino, 30 litri ti rimarranno fuori e sarebbe stupido da parte tua comprare quei 30 litri in esubero (a meno che tu non viva con il primo che farà la battuta "i 30 litri rimanenti me li bevo io").
Per quanto riguarda i fondi europei a cui fai riferimento, immagino che tutti coloro che non si sono presi la briga di lavorare al progetto avevano altro da fare, tipo lamentarsi che nessuno si preoccupava di mettere su un gruppo di lavoro
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:36:29
Negroni, ma che cazzo stai a dire? A parte il fatto che la laurea da te citata è ancora quella che garantisce più posti di lavoro, poi ti ho parlato addirittura di ingegneri.
E cosa possiamo dire delle lauree scientifiche che qui non servono a un cazzo? E' un dato di fatto che l'Italia è il 27^ paese al mondo che investe in ricerca&sviluppo, ci stanno superando perfino il Portogallo e la Grecia. Come si fanno a creare posti lavoro se poi la ricerca viene ostacolata perfino dai politici?
Qui abbiamo grossi problemi strutturali, c'è davvero il rischio che faremo la fine dell'Argentina. Ho sentito anche un manager(non un operaio o un impiegato) e il suo quadro è davvero drammatico.
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:36:22
lunabo ha colto nel segno, secondo me!!
c'è poca propensione al nuovo, all'innovazione. nn si sa quanti soldi la maggior parte delle regioni ridà indietro alla comunità europea che li aveva stanziati, per mancata utilizazione degli stessi per il finanziamento di cose nuove...
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:34:51

Si torna sempre al solito discorso del mal funzionamento delle nostre università che non sanno essere da "ponte" tra i laureati e le professioni che potrebbero svolgere...



Ma che ponte dovrebbe esserci?
Il problema è che in Italia le aziende non possono più assumere... non se lo possono permettere! Mantenere un azienda costa troppo, lo stato si prende tutto.
Il prodotto italiano non è competitivo... ci credo! Un dipendente in italia costa troppo... ma non per lo stipendio che gli tocca.. per tutte le tasse che stanno sullo stipendio!!
I grandi imprenditori sono i primi, e fanno bene, a spostare le aziende all'estero! Nei paesi che si stanno sviluppando ora dove la gente vuole fare!
Io penso che oltre allo stato, siamo anche noi che ci siamo adagiati. E meglio di questo che sta accadendo non ci si può aspettare!
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:32:27
skin i master saranno anche una fregatura, ma con alcuni di loro, ti compri un bel lavoro!
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:32:24
Negroni...il problema non è il numero...il problema è che l?italia...non è in grado di sfruttare le occasioni...nel mio campo (l'ecologia) è una cosa plaese e allarmante...i fondi eurpei per la legge quadro sulle acque ce li siamo persi...e sai perchè???..perchè nessuno si è preso la briga di formare un gruppo adibito a questo....ma ti pare normale???
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:31:40
e ci son avvocati con lo studio avviato dal padre
ingegneri con lo studio avviato dal padre
che si lamentano o cazzeggiano
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:30:38
si skin tu c'hai ragione, ma se 20 milioni di persone si iscrivono e si laureano in giurisprudenza, per dire, tu dimmi a me come faranno tutte a trovare un impego attinente al loro percorso formativo?
il problema forse sta a monte: in Italia molti (specialmente i residenti al sud) si iscrivono all'università per ritardare il più possibile lo stato di disoccupati che inesorabilmente li attende...l'univesità diventa spesso un sorta di parcheggio a lungo termine!
E' quindi anche "colpa" dei neodiplomati che nn fanno una scelta giusta, mirata e ben studiata del loro futuro professsionale. è anche vero che nn esiste nessun centro di orientamento o cose simili che indirizzino i ragazzi e che sappiano indicare o segnalare percorsi lavorativi di cui magari si ignora persinio l'esistenza.
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:29:34
lasciamo perdere i master, sono la più grande fregatura del decennio
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:27:26
3-capisco le aspirazioni e i sogni di tutti, per l'amor di Dio, ma penso che se in Italia decidono in 30.000.000 di laurearsi in economia e commercio, forse qualcuno rischia di non lavorare
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:23:20

a quel punto ci vuole pur eun po' di coccia nello scegliere il percorso formativo ma:
1-non tutti possono mandare i figli a vivere fuori per seguire le aspirazioni e anche il mercato...e quello che offre la zona di origine non coincide sempre con quello che è + giusto fare
2-si rischia di mandare a pu....ne l'amore per lo studio...
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:20:38
Un mio amico-parente si è lauerato in ingegneria civile e si è trasferito in Spagna, proprio non ne vuole sapere di tornare qui.
La sorella di un mio amico si è lauereata in ingegneria delle telecomunicazioni, qui non trovava niente e con un curriculum spedito in rete si è subito trovata un'occupazione decente.
Un mio amico laureato in lettere ha lavorato x anni come impiegato fuori lanciano, ora solo grazie alle conoscenze occupa un bell'impiego che però non c'entra un cazzo con la propria istruzione, a discapito di altri che sarebbero più indicati.
Non dico che il lavoro non si trova, per esempio è facile trovarsi un lavoro come muratore, con cui uno si farebbe un centinaio di euro al giorno. Ma il problema da me evidenziato è proprio la specularità tra il tipo di impiego e il tipo di formazione.
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:18:52
Siccome studiare costa poco, dalle elementari all'università, ovviamente servono i master costati fior di milioni per lavorare....
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:17:17
se in Italia la situazione lavorativa è precaria e poco confortante, qui dalle nostre parti è addirittura avvilente! Non dico che cose spiacevoli capitate all'ingegnere amico di ariel nn capitino anche altrove, però qui da noi è la regola!
Poi: il fatto che molti neolaureati si traferiscano all'estero, skin, è ovvio che nn è un bel segnale per il nostro paese. Si torna sempre al solito discorso del mal funzionamento delle nostre università che non sanno essere da "ponte" tra i laureati e le professioni che potrebbero svolgere...
molti dei miei amici che hanno un lavoro interessante e in linea con le loro ambizioni/aspirazioni/attinenza con gli studi seguiti sono quelli che hanno avuto la possibilità di fare dei master post laurea costati fior di milioni...................
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:13:50
anche menestrello, alureato in lingue lavora in banca
la mia amica in america non vede l'ora di tornare in italia...per la sanità, per la scuola, perchè quelli pensanop solo a alvorare
io credo che sia sbagliato proprio alla base, ci son sempre meno soldi perchè i potenti ne hanno sempre di +
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:08:48
Negrò, ho editato perchè pensavo che tu stessi dicendo sul serio. Cmq ribadisco, le cose nn me le sono inventate, il problema è reale, quindi farei volentieri a meno di luoghi comuni e contro-luoghi comuni
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:04:40
togliete l'alcool a quest'uomo


grande negroni!
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:04:14
eh no cazzo, skin
non puoi editarmi il messaggio dopo che ci ho messo 1 ora per scrivere il mio

scherzo ovviamente
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 11:03:29
No, non li evito i contro-luoghi comuni, perchè mi sono rotto che ogni volta che devo parlare con qualcuno devo sentir dire
qua in Italia fa schifo questo, qua in Italia fa schifo quest'altro
qua mica è come la Germania, là sì che...
mica è come la Spagna, là sì che...
mica è come l'America là sì che..."
Là sì che cosa
Tutti, dal primo all'ultimo, siamo buoni solo a criticare. E infatti siamo forse l'unico Paese al mondo dove non conosciamo nemmeno l'inno nazionale.
Tanto per fare un esempio...si vendono più macchine con marchio italiano all'estero che in Italia perchè secondo l'italiano la macchina made in Italy è un cesso.
La Fiat rischia il fallimento e gli operai fanno i blocchi con le Golf...e bravi.
La medicina in Italia è tutta na purcaria. Infatti all'estero non succede mai niente.E' tutto come nei film. All'estero riescono a salvare anche i malati terminali di cancro.
Ma pippiacere...arisvijeteve nuccone. N'n diche tante, n'uccone.

Prima regola della vita: credere in se stessi.
Non può valere per la nazione in cui vivete?

Ho finito.
Scusate il papiro, scusate lo sfogo.
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:54:06
KAbuto ( Pardon a moi per la dislessia )...appunto 10...su un totale di quanti neolaureati capaci e non!?...non è questione che voglio parlare per luoghi comuni è solo che l'Italia purtroppo i luoghi comuni li realizza appieno!
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:51:57

 


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Editato da Skin il 23/09/2005 alle 11:21:14
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:48:34
e lasciami in pace oggi uffa .asd:
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:47:57
ariel...SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
era provocatoria la cosa
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:46:13
non esageriamo...
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:45:47
cmq sia, andiamo tutti all'estero, che all'estero sono sempre più fregni di noi
in qualunque campo
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:45:01
ke fa mi denuncia per una cosa ke lui ha fatto?
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:44:14
ariel...non si fanno nomi in casi del genere
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:43:10
io preferisco farmi il mazzo...per una passione che tutti gli altri che hanno la "testa sulle spalle" hanno sempre denigrato...ma quando mi guardo intorno c'è uno schifo
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:41:49
io spero di trovare una donna ricca e famosa che s'innamori follemente di me...

possibilmente di lanciano e dintorni
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:40:33
no, io ho 10 amici bravi che si sono fatti il mazzo e tutti e 10 lavorano in bei posti.
e poi mi chiamo kAbuto
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:39:21
skin affacciati alla finestra e chiedi all'ingegnere di fronte cosa sta facendo, cosa pensa di fare per il futuro

chiedigli che fine ha fatto il tipo che gli ha offerto il lavoro gli ha mandato il contratto, che non corrispondeva affattoa quanto concordato e poi non l'ha + chiamato...la ditta si chiama TAUMAT...SI TAUMAT...chiama, colloquio, contratto, anzi no, stage formativo con rimborso spese...part time di 5 ore (se full time significa 8 ore, part time metà...8:2=4...invece lui ne doveva fare 5 per 500 euro mensili che erano anche un lusso considerandolo un rimborso spese) ti chiamo in settimana...il nulla
bella tattica complimenti al signore
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:36:19
Kebuto...asp...l'Italia funziona a meritocrazia solo nel 10% dei casi...una percentuale statisticamente insignificante...in ogni cosa..se sei bravo...punta in alto e scappa dall'Italia!
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:34:12
per chi si laurea in materie scientifiche è normale, visto che l'ultimo stanziamento per la ricerca in Italia è di poco superiore ai 3 euro che ho trovato per terra stamattina.

per chi si laurea in legge, scienze politiche, etc,... non credo sia significativo.
se non si è bravi si finisce a fare, come si farebbe in italia, un lavoro che non c'entra una mazza col proprio percorso formativo.
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:32:13
Skin..Trento ti pare che sia Italia?
Cmq, io appartengo alla categoria di persone che hanno fatto l'università per passione e che il loro lavoro lo amano. Se in Italia è impossibile esercitare dignitosamente la mia professione, prendo l'aereo e parto per qualsiasi destinazione.
Pensa che l'università di daar Salam (Tanzania!) prende ragazzi neolaureati per lavorare sul Kilimangiaro...e li paga quanto io vengo pagata qui!!!...c'è un ragazzo di 28 che è qui per uno stage e li guadagna due volte quello che guadagno io...e insegna già come associato!....la situazione in Italia in proposito è a dir poco scandaloso...l'università sta diventando una succursale della geriatria!!
Bak mi direbbe che bisogna rimanere e combattere...ma contro i Mulini a vento nulla si può fare (vedi ultimo convegno di biologia della riproduzione a Bologna!) per cui non mi arrendo a chinare il capo a volontà altrui. Ognuno di noi è nato per fare qualcosa su questo terra, io sono nata per stare coi piedi nell'acqua e studiare i miei fiumi...dove...non importa!

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Editato da Lunabo il 23/09/2005 alle 10:41:54
Messaggio del 23-09-2005 alle ore 10:22:17
Sempre più spesso sento di giovani neolaureati che, alla ricerca di un lavoro attinente al proprio percorso formativo, decidono di trasferirsi all'estero, dove trovano maggiori opportunità. Tutto questo è un segnale positivo x il Paese? Quanti di voi sono disposti a compiere questo grande passo?

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