La Piazza

ALESSANDRO BARICCO
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 13:16:57
..Castelli di rabbia..Oceano mare..Seta..Novecento..City..Senza sangue..i suoi capolavori..senza dubbio per me il migliore scrittore italiano vivente..chi come me ha la passione per i suoi romanzi ed il suo modo di scrivere..e vuole dire la sua..io aspetto impaziente..x chi non lo conosce un modo per scprirlo..e poi amarlo..ne sono convinto..
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 14:01:35
Mi ha detto Mr.Home che Senza Sangue è copiato uguale uguale da una storia di Tex. Se si collega poi ti spiega meglio lui. Personalmente non ancora leggo niente di suo
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 14:21:23
io Baricco me lo sposerei pure adesso!!!
in effetti senza sangue nn è nulla di speciale....ma city, oceano mare e castelli di rabbia sono immensi!
giusto jun?????
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 14:23:58
strano che con la sua "scrittura creativa" nn sia riuscito a creare una classe di lettori consapevoli...
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 14:42:24
Detesto Baricco nonostante gli Air, detesto i lab da 10milamilioni di idee da versare per pagarsi il diritto di essere chiamati scrittori.
Più che il "miglior scrittore italiano vivente" è quello che è arrivato prima. E spaccia i suoi canovacci senza pensieri come libri.
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 14:59:27
x rosadirame
la letteratura è un'altra cosa

e cmq
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 15:45:31
la letteratura è davvero un'altra cosa, che non si costruisce con prolissità e artifizi stilistici belli solo a vedersi...
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 15:53:05
la letteratura sarà pure altra cosa; nn si è detto,comunque, che baricco ne sia il padre.

se poi vi piace (e quindi leggete)esclusivamente ciò che può definirsi la pietra miliare della letteratura, liberissimi, per carità!
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 16:21:55
ma infatti, mida: de gustibus nn disputandum
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 16:33:52
E che cos'è la letteratura?
Deve per forza portare un cazzo di messaggio?
L'artificio stilistico, figlio della retorica e della metrica, cioè l'arte del dire e del versificare, è proprio l'elemento caratterizzante l'opera letteraria....
Saper cogliere la correlazione fra connotazione e denotazione (intesi come termini tecnici linguistici...) è, come definisce David Lodge, l'abito d'attesa da indossare per leggere un opera letteraria...che non sia un saggio o un manuale di Linux!
Baricco può piacere o meno....ma la scrittura la conosce!
A me...non piace! Ma non è per questo che lo ritengo uno scrittore di poco conto...
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 16:36:49
X IMPERATOR
essebndo amante dei virtuosisismi, sn amante d tutto quello ke ha scritto Baricco, come dici tu IMPERATOR sn proprio "prolissità e artifizi stilistici" a rendermi piacevole la sua lettura!!!!
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 16:44:14
la letteratura nn è solo contenuto, ma nn è nemmeno solo stile...
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 17:00:31
Non è letteratura il mero esercizio di stile e di retorica.
Non è letteratura lo scrivere elitario.
Non è letteratura solo l’antiaulico “dei limoni” di Montale.
Letteratura è il significante della parola che si riempie di senso attraverso il significato del pensare. Lo scrittore riesce a dire e trasmettere se stesso in maniera universale unendo magari al carattere standard delle edizioni Einaudi, il parlare. Riesce a far pensare, riesce ad emozionare. Universalmente.
Ma Baricco, sinceramente, è esasperante, antiaulico e saccente.
Lo scrittore migliore, è quello che deve ancora pubblicare.
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 17:07:47
Su questo, bak, si discute da sempre....
Io sono dell'opinione che la correlazione fra contenuto e forma, tra storia e discorso, appartieneo a una certa letteratura, quella amiamo un po' tutti. C'è però anche una letteratura che gioca sulle forme e sull'evocatività delle parole: pensa, ad esempio, alla poesia transmentale o al surrealismo letterario....oppure agli sperimentalismi lingustici degli anni '60: il gruppo degli "squisiti cadaveri", ad esempio...
Che poi possa non piacere, beh, è normale!

Messaggio del 22-04-2004 alle ore 17:12:04
Il fatto è, Rosadimare, che forse reputi "letteratura" solo quella che piace a te....
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 17:22:28
interessante questione...
dunque, baricco è un romanziere..perkè nn lo ritengo adeguato? perkè il romanzo è un'esplorazione delle possibilità dell'Umano...è l'espressione di qualcosa ke nn si può dire in nessun altro modo...il romanzo deve dirci qualcosa di nuovo su di noi, come fece cervantes, come fece joyce, come fece proust...dal contenuto deriva spesso la forma innovativa : ( rem tene verba sequentur!) ... baricco è quindi, per me, un tecnico eccellente della scrittura, ma nulla di +
Messaggio del 22-04-2004 alle ore 17:45:20
Nel corso del tempo, il termine "romanzo" si è plasmato alle epoche...
Il romantico asseriva che doveva essere così, De sanctis colà, gli strutturalisti coquì...e compagnia cantante(do)!
Ogni epoca ha avuto il suo "romanzo" tipo!
Sono d'accordo con te, però, sul fatto che l'analisi di un testo non può essere il solo frutto di un computo metrico o retorico: un atteggiamento estremamente analitico porta ad una mancanza di coinvolgimento emotivo....e quindi ci nega il piacere della lettura!
Messaggio del 23-04-2004 alle ore 16:02:45
..grazie x i vostri commenti..xsonalmente amo qst autore xkè è capace di emozionarmi..io amo le cose semplici..ke riescano a coniugarsi cn una raffinatezza tenue..qsi celata..ma evidentemente pregna di significati..le sue storie sn costruite cn un linguaggio è uno stile inconfondibile e i suoi xsonaggi fanno parte di me..di qlla parte sognante e delicata dell'animo..baricco rende la mia vita un pò - dura..vorrei amare la vta..cm amo i suoi libri..
Messaggio del 23-04-2004 alle ore 19:12:58
Forza altri commenti!!!!!
Messaggio del 24-04-2004 alle ore 17:46:18
Bravo dimas ho letto e sto studiano 900 di Alessandro Baricco troppo avanti!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Messaggio del 24-04-2004 alle ore 17:46:27
Bravo dimas ho letto e sto studiano 900 di Alessandro Baricco troppo avanti!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Messaggio del 24-04-2004 alle ore 18:28:05
..BARICCO FA PAURA!!!!!!!!!!!
Messaggio del 25-04-2004 alle ore 14:34:12
OCEANO MARE
..Molti anni fà,nel mezzo di qualche oceano,una fregata della marina francese fece naufragio.147 uomini cercarono di salvarsi salendo su un'enorme zattera e affidandosi al mare.Un orrore che durò giorni e giorni.Un formidabile palcoscenico su cui si esibirono la peggior ferocia e la più dolce pietà.
Molti anni fà,sulla riva di un qualche oceano,arrivò un uomo.L'aveva portato lì una promessa.La locandain cui si fermò si chiamava Almayer.Sette stanze.Degli strani bambini,un pittore,una donna bellissima,un professore dal nome strano,un uomo misterioso,una ragazza che non voleva morire,un prete buffo.Tutti lì,a cercare qualcosa,in bilico sull' oceano.
Molti anni fà,questi e altri destini incontrarono il mare e ne tornarono segnati.Questo libro li racconta perchè,ad ascoltarli,si sente la voce del mare.Lo si può leggere come un racconto a suspense,come un poema in prosa,unconte philosophique,un romanzo d'avventure.In ogni caso,vi domina la gioia rapinosa di raccontare storie attraverso una scrittura e una tecnica narrativa senza modelli nè antecedenti nè maestri.Il timbro di Oceano mare non ha infatti riscontri nella nostra narrativa,anche per l'accensione fantastica che non conosce pause,per la gamma emotiva scirinata:si và infatti dall'ironia più sfaccettata alla melanconia più fonda,dalla comicità più sanguigna al pathos più coinvolgente e meno patetico.
OCEANO MARE,il secondo romanzo di Alessandro Baricco,è l'indiscutibile conferma di un talento originale,capace di insolite sapienze letterarie e di inediti abbandoni.
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 02:44:54
SETA
Questo non è un romanzo.E neppure un racconto.Questa è una storia.Inizia con un uomo che attraversa il mondo,e finisce con un lago che se ne sta lì,in una giornata di vento.L'uomo si chiama Hervè Joncour.Il lago non si sà.
Si potrebbe dire che è una storia d'amore.Ma sefosse soltanto quello,non sarebbe valsa la pena raccontarla.ci sono di mezzo dei desideri,e dei dolori,che sai benissimo cosa sono,ma un nome vero,per dirli,non ce l'hai..E comunque non è amore.(Questa è una cosa antica.Quando non hai un nome per dire le cose,allora usi delle storie.Funziona così.Da secoli.)
Tutte le storie hanno una loro musica.Questa ha una musica bianca.E' importante dirlo perchè la musica bianca è una musica strana,a volte ti sconcerta:si suona piano,e si balla adagio.Quando la suonano bene è come sentir suonare il silenzio,e quelli che la ballano da Dio li guardi e sembrano immobili.
E' una cosa maledettamente difficile,la musica bianca.
Molto altro da aggiungere non c'è.Forse è meglio chiarire che si tratta di una storia ottocentesca:giusto perchè nessuno si aspetti aerei,lavatrici,e psicoanalisti.Non ci sono.Magari un'altra volta.
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 02:56:24
Che ci sia una lieve involuzione dal primo all' ultimo nei romanzi di Baricco forse è vero...ma da quì a non considerarlo un romanziere...ci vuole un barbaro coraggio!!
se qualcuno può o non può essere un romanziere questo lo decide solo la persona stessa, poichè è un mestiere tanto rischioso quanto gratificante, non voglio annoiare nessuno riprendendo definizioni su cos' è un romanzo o facendo auliche citazioni, o storiche sulle sue origini.
Per un romanziere è colui che ha voglia di raccontare qualcosa, e lo fà senza aver paura di esprimersi nel modo che più gli aggrada. Sia esso prosa o poesia o qualsiasi altra cosa, io sono dell' idea che un romanzo possa anche essere un inseme di poesie connesse tra loro da un filo logico, cronologico e sematico.

Per Bak e Mr. Home, provate a farvi una pippa prima di leggere un libro, state più rilassati e lo leggete in maniera molto meno critica...(non vorrei offendere nessuno era una battuta)
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 08:32:29
...di solito mi infilo un dito nel culo e grido tre volte "Savoia!": lo trovo propedeutico alla lettura!
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 10:52:10
Statt' attent ca tra cacche iorn t'attocc a gridà:"Berlusconi!!!"
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 12:55:02
Mai conosciuto un talento, perchè il primo punto fermo per ora è questo: di talento stiamo parlando, un talento, dicevo, così osannato e vituperato, amato e odiato, lodato e criticato, che abbia saputo dividere la schiera dei lettori o dei critici letterari, come ha saputo fare, involontariamente, lo scrittore torinese.

Ed ecco il secondo punto fermo: Baricco, o Alessandro se preferite, non può risultare indifferente, passare inosservato, sembra appartenere a quella schiera di persone che una volta conosciute o si amano o si odiano, anzi a volte ancor prima di conoscerle, di leggere ciò che scrivono, ispirano già un sentimento, e questo è il primo indice di successo.
Il suo linguaggio, sicuramente originale, fà sì che quando leggi i suoi romanzi ti sembra di vederli al di là di un vetro, o attraverso un alone nebuloso che conferisce loro la dimensione del sogno, dimensione che ho ritrovato anche negli articoli, che poi sono racconti, dei due Barnum. Anche qui, capisci che non è che tu stia leggendo la cronaca di un avvenimento, ma piuttosto di osservarlo attraverso una struttura trasparente costruitale attorno dallo scrittore che li illumina di riflessi impensati.


Messaggio del 28-04-2004 alle ore 12:58:49

Pag 256
Editore Rizzoli
£ 24.000




C'era una volta in un paese che non c'è una cittadina di nome Quinnipak. Vi abitavano personaggi singolari, con la mente piena di sogni. Il signor Pekisch, per esempio, che cercava il suono dell'infinito; o l'architetto Horeau, che progettava città trasparenti; o i coniugi Rail, inquieti proprietari di una vetreria. Bella, Jun Rail, tanto che i cittadini si specchiavano in lei. Ma anche sola, Jun Rail, per le lunghe assenze dei marito. Dove andasse il signor Rail, nessuno lo sapeva. Ma ogni volta, prima di ritornare, mandava alla moglie un gioiello. Segno d'amore o richiesta di perdono? si domandava il paese. Finché un giorno, invece dei gioiello, arrivò una locomotiva. Un mostro di ferro e di bellezza destinato a rimane incongruamente fermo quando Jun, stanca di aspettare se ne andò.


Messaggio del 28-04-2004 alle ore 13:00:59
Novecento


Pag 62
Editore Feltrinelli
£ 7.000


l libro racchiude la storia, raccontata dall'amico suonatore di tromba, sotto forma di monologo, di Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento, pianista sul transatlantico Virginian. Abbandonato sulla nave da emigranti, viene allevato da uno dei componenti dell'orchestra. I suoi elementi naturali divengono il transatlantico, il mare e la musica. Non è mai sceso a terra e vive ed esiste solo sul Virginian dove presto diventa un pianista di successo. Anche se non ha mai visto che mare e porti, viaggia moltissimo, con la fantasia, carpendo le notizie dai passeggeri che incontra. A 32 anni decide di scendere a terra, ma all'ultimo momento Novecento ci ripensa e corre a rifugiarsi nuovamente nell'antro della nave.

Dal romanzo, Novecento, che in realtà è, o dovrebbe essere un monologo teatrale, è stato tratto un film di successo con la regia di Giuseppe Tornatore.

Messaggio del 28-04-2004 alle ore 13:16:03
Alessandro Baricco
CITY
Edizione rilegata - pag 324 - euro 14,46
Edizione tascabile - pag.324 - euro 8


TUTTO QUELLO CHE HO DA DIRE SU CITY.

Intanto, il titolo. Il mio ultimo libro l’ho intitolato City. Mi rendo conto che non è una grande idea per uno che, il libro precedente, l’ha intitolato Seta. Immagino che adesso mi toccherà scrivere Sete (pensavo alla storia di una cittadina, nell’Idaho, dove una mattina tutti si svegliano e il fiume si è seccato, la Coca Cola è finita, i radiatori delle macchine sono vuoti, i bambini piangono senza lacrime, le vaschette dei cessi sono a secco e così via. Fatti i conti, l’unica cosa che rimane, liquida e bevibile, in tutta la città, è roba alcoolica. E tutti lì, con una sete pazzesca. Il finale però non mi è venuto ancora in mente). Insomma, non è stata una grande idea. Però ci tenevo, a City, perché dice cosa questo libro è sempre stato, nella mia testa. Una città. Non una città precisa. L’impronta di una città qualsiasi, piuttosto. Il suo scheletro. Pensavo alle storie che avevo in mente come a dei quartieri. E immaginavo personaggi che erano strade, e alle volte iniziavano e morivano in un quartiere, altre attraversavano la città intera, infilzando quartieri e mondi che non c’entravano niente uno con l’altro e che pure erano la stessa città. City.

1 Pensavo a quando vai in una città, e poi quando torni ti chiedono se l’hai vista, quella città, e tu dici di sì, ma è evidente che non l’hai vista, veramente, ne hai viste porzioni irregolari e casuali, ma dici che sì, l’hai vista. City. Volevo scrivere un libro che si muovesse come uno che si perde in una città. Poi, tornato a casa, gli chiedevano cosa aveva visto. Ho visto City.
L’ho scritto - il libro - e poi l’ho intitolato City. Mi sembrava la cosa giusta da fare.
I personaggi - le strade - sono tanti. C’è un barbiere che il giovedì taglia i capelli gratis, uno che è un gigante, un altro che è muto. C’è un ragazzino che si chiama Gould, e una ragazza che si chiama Shatzy Shell (niente a che vedere con quello della benzina). Ci sono dei professori, della gente che gioca a calcio, un bambino nero che tira a canestro e ci becca sempre, e c’è anche un generale dell’esercito. Gente. Strade. Si prendono le strade e si va.
Per la prima volta, ho fatto questa cosa strana di raccontare storie che accadono ai giorni nostri, e non in qualche immaginario passato. Me l’ero promesso. Così l’ho fatto. Mi son messo di impegno: per dire: il libro inizia con una telefonata. Roba moderna.

2

Messaggio del 28-04-2004 alle ore 13:54:16
Ok, abbiamo scoperta che Dimas è l'agente di Baricco
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 13:59:01
dubbio amletico: è la forma a dare contenuto oppure il contenuto deve essere sempre e comunque presente al di là della forma?

personalmente apprezzo i tentativi di rinnovamento stilistici (in qualsiasi campo) ma sempre però avendo un occhio al contenuto, vero scopo ultimo a mio personalissimo parere, dell'arte in quanto tale. Se ciò non fosse l'artista sarebbe soltanto un eccellente artigiano
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 14:06:03
il fatto ke un libro sia molto venduto nn significa nulla a proposito della sua importanza...autori come Gombrowicz e Broch nn li conosce nessuno, eppure sono molto importanti per la storia del romanzo...
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 14:57:57
..io amo le cose ke mi commuovono..ke toccano l'animo..semplici ma nn banali..e poetike..nn pensiamo ke coniugare la semplicità sia facile..anzi è complicato..ke sia venduto poi nn m'interessa..ma mi piace far scoprire le cose ke amo agli altri..nn siamo tt intellettualoidi..o cn una conoscenza letteraria complessa..credo sia alla portata di tutti..anke se il vero significato nn lo è in fondo..
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 15:47:48
A me non piacciono molto i libri che vai avanti perché vuoi vedere come va a finire. Mi piacciono quelli in cui, potendo, staresti lì, senza andare avanti. Quielli che sono un paesaggio, e non una strada. Per cui anche quando scrivo libri che sono strade (Seta, ad esempio, lo era) li scrivo come uno che costantemente si lascia distrarre dal paesaggio, e perde tempo per strada, e alla fine si siede sotto un albero e guarda quello che c'è intorno, e parte con la fantasia.

Messaggio del 28-04-2004 alle ore 17:34:16
premesso ke nn con testo i tuoi gusti, Dimas, hai kiesto dei pareri e ti ho dato il mio: Baricco nn comparirà nei libri della storia della letteratura..
fermo restando ke ki ha gusti diversi dai tuoi nn è necessariamente un "intellettualoide"
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 18:43:47
vedi bakunin, il fatto che "baricco nn comparirà mai nei libri della storia della letteratura" sembra quasi che sia per te il motivo principale che ti fa nn apprezzare baricco!
come ho detto all'inizio: ti piace solo il libro che si può annoverare tra quelli che hanno segnato una svolta, un genere o che in qualche modo, in qualche misura, qualcuno ha ha detto che "sono letteratura"?e per il solo fatto che "sono letteratura"? se sì, ripeto, niente da dire, ma mi sembrerebbe riduttivo affermare che un libro è brutto perchè "nn è letteratura". se mi dici che nn ti piace perchè PERSONALMENTE nn gradisci il genere...è un'altra cosa. e secondo me più accettabile!
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 19:28:20
A me
piace da morire!!city un capolavoro!non aggiungo altro..
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 19:45:37
ma mida! è evidente ke siamo nel regno dell'opinabile! va da sé che nn pretendo di rivelare l'aletheia al mondo intero e ke esprimo solo delle opinioni, ke tra l'altro nn sono affatto originali, visto ke sono quasi integralmente copiate da Milan Kundera (nn su Baricco, kiaramente, ma sulla valutazione dell'arte del romanzo)...
per la mia sensibilità e gusto, Baricco insieme alla Tamaro, rappresenta l'apoteosi del kitsch, inteso nel suo senso profondo e vero ke nn è quello del semplice cattivo gusto, bensì quello della negazione programmatica della merda, come è stato detto:

"E' questa una parola tedesca nata nella metà del sentimentale diciannovesimo secolo e poi propagatasi in tutte le lingue.
A furia di usarla, però, si è cancellato il suo significato metafisico originario: il Kitsch è la negazione assoluta della merda, in senso tanto letterale quanto figurato: il Kitsch elimina dal proprio campo visivo tutto ciò che nell'esistenza umana è essenzialmente inaccettabile.(…) I sentimenti suscitati dal Kitsch devono essere ovviamente tali da poter essere condivisi da una grande quantità di persone.
Per questo il Kitsch non può dipendere da una situazione insolita, ma è collegato invece alle immagini fondamentali che le persone hanno inculcate nella memoria: la figlia ingrata, il padre abbandonato, i bambini che corrono sul prato, la patria tradita, il ricordo del primo amore. (…)
Il Kitsch fa spuntare una dietro l'altra due lacrime di commozione.
La prima lacrima dice: Come sono belli i bambini che corrono sul prato! La seconda lacrima dice: Com'è bello essere commossi insieme a tutta l'umanità alla vista dei bambini che corrono sul prato!
E' soltanto la seconda lacrima a fare del Kitsch il Kitsch."

per cui Baricco nn mi piace anzi casomai mi atterrisce, soprattutto quando fa sentire coloro ke sono colpiti da qs lettura persone particolarmente sensibili e poetiche, facendole indugiare in un patetioco sentimentalismo...invece, per quanto mi riguarda c'è + poesia in una pagina maledetta di Miller ke in tutta l'opera del Nostro.

Spero con questo di nn aver offeso nessuno, anzi, è molto stimolante scambiare opinioni con te , mida



Messaggio del 28-04-2004 alle ore 20:33:23
x risponderti sul fatto del kitsch faccio pervanire le parole di Baricco interpellato su qst..

Senza sangue Kitsch
Qualcuno ha definito Senza sangue un racconto Kitsch . Come rispondi?


Quella del kitsch è una faccenda complicata. Io non credo che esistano veramente cose che sono kitsch in sè e per sè: lo diventano se il mondo in cui le collochi non è in linea con loro. La pettinatura di Moira Orfei non è kitsch se ce l'ha lei in testa: lo è se se la mette sulla testa mia madre. Così, ci sono molte cose, nei libri, che appaiono kitsch a chi non riesce a entrare nel mondo di quel libro. Dato che in genere in critici letterari non riecono a entrare nel mondo dei miei libri, ci vedono dentro delle cose kitsch.

Grazie Mida29 concordo con te
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 21:11:23
la domanda verte kiaramente sull'interpretazione errata del termine kitsch...abbi la pazienza di leggere bene quello ke ho copiaincollato, e vedrai ke la risposta è incongua
Messaggio del 28-04-2004 alle ore 21:54:19
X Bakunin: mi fà piacere ke ti dia da fare x criticare A.B...è noto ke scrittori come lui o si amano o si odiano..nn prendertela xkè nn è un offesa..ma qnd ti considero un "intellettualoide" nn è x sminuirti anzi..ma xkè 6 sicuramente + preparato/a di me in materia..forse mi piace di + qnd viene criticato da un certo tipo di lettori..alternativi o giù di lì..sn 1 xsona complessa di mio..ma adoro la semplicità..in tutto..
Messaggio del 30-04-2004 alle ore 01:57:38
..dov'è finita la mia jun?!
Messaggio del 30-04-2004 alle ore 12:29:17
dimas, nn è ke mi accanisca a criticare baricco, lo ritengo sopravvalutato, e questo è quanto...
in secondo luogo "intellettualoide" è spregiativo..te lo segnalo nel caso volessi definire con qs termine qualcuno ke a tempo perso fa del pugilato o qualke arte marziale, e ke nn abbia un eccessivo aplomb
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Editato il 12:30:18 30/04/2004 da bakunin
Messaggio del 30-04-2004 alle ore 12:33:40
io non ho letto manco mezza pagina di baricco...quando lo farò vi illuminerò...
Messaggio del 30-04-2004 alle ore 12:36:47
Ma jame bakunì....si sembre lette li scundrine de lu macellare e mo ti ffa lu n'denditore di letterature!
Messaggio del 30-04-2004 alle ore 12:37:40
e fino a quel momento noi vivremo nell'attesa fremente di essere illuminati
Messaggio del 30-04-2004 alle ore 12:39:36
mr home...iè pur poc temp ca li sacc legg lu scuntrine...
Messaggio del 30-04-2004 alle ore 12:58:16
..grazie del consiglio Bakunin..
..aspetto tuoi commenti Cucciolo..
..io continuerò a leggere i suoi romanzi..
..nn è un bel modo di vivere..o morire?
..BY una particella dell'oceano mare..
Messaggio del 30-04-2004 alle ore 14:56:11
....cmq ho letto tutti i 'romanzi' di baricco tutti tranne i saggi,gli articoli e i testi teatrali e li ho letti per esperimento uno dopo l'altro in ordine cronologico...e se cmq li ho letti è perchè i suoi libri mi sono piaciuti, ma ammetto che qualcosa non lo digerisco
ad esempio senza sangue è davvero come dice pekorino un'involuzione per a.b....oltre a chiamarsi senza sangue dovrebbe aggiungere anke senza un soldo dato che il libro costa quasi 10 centesimi a pagina (scelta editoriale pessima e sicuramente incoerente con i suoi ideali letterari...mi dissero che ne era nato quasi un caso per sta storia)
la cosa che cmq mi da + fastidio è che i suoi personaggi sono troppo suerreali inqualsiasi libro di baricco non c'è mai una persona banale, ma sono stati tutti in qualche modo baciati dalla vita o dalla morte, strano modo per vedere anke l'irrealtà, fatta nel suo caso solo di bianchi e di neri e totalmente assente di grigi

cmq se vi interessano autori interessati italiani vi consiglio sicuramente aldo nove
ma se volete leggere un libro che vi lascia il segno leggete "io sono leggenda" richiard matheson, un libro che parla al cuore...non vi soffermate sull'argomento ma leggetelo
Messaggio del 30-04-2004 alle ore 15:08:50
..grazie Lecter correrò sicuramente a procurarmi i tuoi consigliati autori..
..kiunque ha da suggerire è benvenuto..
..penso ke i personaggi di A.B. siano veramente quasi irreali..anzi sicuramente..
..ma non è questa poesia celata dietro loro o semplicemente il modo di essere fatti di pasta sognante a renderli leggeri come un vento nel cuore a indimenticabili..?
Messaggio del 30-04-2004 alle ore 15:41:52
Lecter, di Aldo Nove mi è piaciuto molto "puerto Plata Market", molto meno "amore mio infinito" che è stukkevole per lo + ... tu ke dici?
Messaggio del 12-06-2004 alle ore 15:05:02
..se qualcuno ha qualche sito da propormi oltre quelli ufficiali..o sue notizie mi illumini
Messaggio del 13-06-2004 alle ore 02:48:30
www.enel.it
Messaggio del 14-06-2004 alle ore 07:14:47
Mi dispiace ma secondo me Baricco è troppo accademico con tutto qul "labor limae"...vorrebbe riportare in auge un aulico che secondo me è troppo anacronistico. Il suo modo di scrivere, per quanto mi riguarda, è troppo focalizzato sulla ricerca della forma perfetta: sembra quasi una mera esercitazione da salottino francese di fine '700...preferisco una scrittura più sofferta, più sentita, più disordinata e graffiante. Diciamo pure che per quelli che come me amano la corrente del flusso di coscienza, Baricco potrebbe risultare solo un professorino dalla penna perfetta con tutta la borìa che la cosa comporta. Nulla togliendo alla sua maestria ovviamente...riconosco che ci sa fare ma non è il mio genere...
Messaggio del 14-06-2004 alle ore 11:39:01

"...vorrebbe riportare in auge un aulico che secondo me è troppo anacronistico.



..vuole solo creare e mettere in risalto il suo stile caratteristico..

..ineguagliabile..
Messaggio del 14-06-2004 alle ore 11:57:39
i suoi scritti lasciano grande spazio alla fantasia...ci lascia immaginare...credo che la sua bravura sia proprio riferita alla sua astrattezza!!..poi per non parlare della sua opera teatrale con gli AIR..bellissima!!
Messaggio del 14-06-2004 alle ore 12:31:56
Scusa Lecter, ma la caratterizzazione dei personaggi non deve per forza rientrare nell'universalmente ed oggettivamente riconosciuto! L'arte non è chiusa nel recinto dell'oggettività...
E' come dire, per assurdo, che Magritte era un cretino solo perchè è stato un surrealista! L'evasione nel surreale è anch'essa una forma di comunicazione, anche se a volte può risultare troppo criptica, eccessivamente simbolica ecc.
A me piace il surrealismo, lo trovo eccitante! e trovo eccitante la possibilità di fuga "trasfigurativa" offerta dal surrealismo!
Insomma, ci è concesso di sognare almeno sui libri o davanti ad uno schermo?
Messaggio del 14-06-2004 alle ore 15:16:57

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Editato il 15:23:38 14/06/2004 da aika
Messaggio del 14-06-2004 alle ore 15:17:59
per il momento ho letto solo Seta ma mi è piaciuto così tanto che l'ho letto 3 volte di seguito!!..penso che sia uno scrittore molto bravo..riesce a farti entrare perfettamente nella storia e nel personaggio..
Messaggio del 14-06-2004 alle ore 15:18:53

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Editato il 15:19:58 14/06/2004 da aika
Messaggio del 14-06-2004 alle ore 15:20:10
per il momento ho letto solo Seta ma mi è piaciuto così tanto che l'ho letto 3 volte di seguito!!..penso che sia uno scrittore molto bravo..riesce a farti entrare perfettamente nella storia e nel personaggio..
Messaggio del 14-06-2004 alle ore 15:20:41
..brava Aika!!

..io credo di essere alla 3o4 esima volta..!!

..lacrime comprese!!
Messaggio del 14-06-2004 alle ore 15:20:47
io una volta ho letto 3 volte Diritto Privato...

ma non sono entrato tanto nella storia...e manco nei personaggi!
Messaggio del 14-06-2004 alle ore 15:23:46
per il momento ho letto solo Seta ma mi è piaciuto così tanto che l'ho letto 3 volte di seguito!!..penso che sia uno scrittore molto bravo..riesce a farti entrare perfettamente nella storia e nel personaggio..
Messaggio del 14-06-2004 alle ore 15:25:23
ops..scusate ho fatto un casino..
Messaggio del 14-06-2004 alle ore 17:18:59
anche a distanza di settimane noto con piacere che questo post resiste!
Devo dire che tutti i commenti fatti fin qui sono, secondo me, degni di considerazione! a me, sono ripetitiva lo so, continua a piacermi baricco! d'altra parte, lo confesso, sono decisamente attratta dalla forma, dallo stile e dai virtuosismi. anche fine a loro stessi...

grazie Bak! altrettanto!
Messaggio del 15-06-2004 alle ore 01:03:41
...ma quale stile! Bravura sì ma stile proprio no! Catullo ci aveva pensato un'infinità di secoli prima a crearlo lo stile che Baricco esprime nella forma dei suoi scritti.. A me non piace ma proprio perchè magari ho gusti diversi...tutto qui...
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Editato il 01:05:17 15/06/2004 da Ejacri
Messaggio del 15-06-2004 alle ore 01:05:33
...ma quale stile! Bravura sì ma stile proprio no! Catullo ci aveva pensato un'infinità di secoli prima a crearlo lo stile di Baricco esprime nella forma dei suoi scritti.. A me non piace ma proprio perchè magari ho gusti diversi...tutto qui...
Messaggio del 15-06-2004 alle ore 01:09:00
..la scrittura ddi A.B. è molto vicino alla forma poetica..

..aulica..sognante..originale..

..siamo tutti piccole particelle di un Oceanomare!!
Messaggio del 15-06-2004 alle ore 01:12:23
tu non sei manco la particella di acqua lete!
Messaggio del 15-06-2004 alle ore 19:53:08
home io sono di quelli che ha sempre preferito kubrick a spielberg.... su nagritte sono d'accordo con te ma per me i personaggi di baricco è sono troppo artefatti (per me)
baku' di aldonove ho letto superwoobinda è un libro incredibile (tral'altro nove è diametralmente opposto a baricco)
mentre ho appena finito un libro di Witold Gombrowicz "Cosmo" l'ho preso a caso in un giorno di noia e guarda caso parla di noia, ma è di una confusione unica, non so se dire che è bello ma di certo valido
Messaggio del 15-06-2004 alle ore 22:25:42
a proposito di Gombrowicz: una breve presentazione del suo libro + importante



Il libro
Witold Gombrowicz presenta la sua feroce satira dell’infantilismo contemporaneo: la storia di un trentenne che una mattina, come in un incubo, si ritrova sbalzato in una classe scolastica, attorniato da una banda di ex adulti rimbambocciti. All’inizio si ribella, ma poi si accorge che essere di nuovo un ragazzino non è poi tanto male…
"Questo libro mette in scena il conflitto dell’uomo con l’uomo e il suo ambiente, così come il conflitto dell’uomo con la sua propria immaturità, con ciò che resta in lui di epoche quasi antidiluviane. Si propone di mostrare l’aspetto tragico dell’evoluzione. Prova a esprimere il conflitto eterno tra l’uomo e la sua forma, conflitto tanto doloroso oggi come nel corso dei secoli. C’è un vero e proprio odio, e paura e vergogna, dell’uomo nei confronti dell’informe e dell’anarchia. Non si tratta a rigor di termine di un pamphlet, di una polemica, di una critica, ma più semplicemente del lamento di un individuo che si difende dalla dissoluzione, che reclama spasmodicamente una gerarchia e una forma, e allo stesso tempo si rende conto che qualsiasi forma lo sminuisce e lo limita: si difende dall’imperfezione degli altri, perfettamente cosciente della propria."
Witold Gombrowicz

"Considero Ferdydurke uno dei tre o quattro più grandi romanzi scritti dopo la morte di Proust."
Milan Kundera
Messaggio del 15-06-2004 alle ore 22:29:36
..io invece vi consiglio i brani audio di Baricco..

..x i suoi ammiratori:sono bellissimi..poi la sua voce li esalta!!

..sono raccontini inediti!!

..buon ascolto!!
Messaggio del 15-06-2004 alle ore 22:41:38
qui ti do ragione, Baricco è un grande comunicatore; ricordo ancora certe trasmissioni condotte da lui (se non sbaglio "il circolo Pickwick" e un'altra divulgativa sulle grandi opere liriche)che quando finivano ti restava l'amaro in bocca perchè erano troppo interessanti e lui quando parla è davvero un incantatore di serpenti, non puoi smettere di ascoltarlo, ti ipnotizza...
quello che ho letto di suo mi è piaciuto ma forse, come ha detto una grande scrittrice italiana lui e De Carlo sono troppo dei "bravi ragazzi" della letteratura.
Penso che in Italia abbiamo bisogno di + Isabelle Santacroce,del Brizzi incazzato di "Bastogne",di un Boris Vian italiano che non è mai nato e tanti altri che ora non mi vengono in mente ,insomma di altri scapigliati della letteratura, qualcuno che ci sconvolga di nuovo un pò, per ridare alla gente la voglia di leggere.
Messaggio del 15-06-2004 alle ore 22:44:41
Per la cronaca se volete leggere qualcosa di davvero bello vi consiglio il mio scrittore preferito: Haruki Murakami.
Soprattutto: "Tokyo blues/Norvegian wood" e (magnifico)"L'uccello che girava le viti del mondo"
e comunque tutti gli altri suoi libri...
Messaggio del 16-06-2004 alle ore 13:57:14
ejacrì, io nn voglio contestare i tuoi gusti, nè quelli di nessuno. però spiegami che c'entra dire che "catullo ci ha pensato un'inifinità di secoli prima". se avesse ragionato così shakepaire (oddio...spero l'abbia scritto giusto! )nn avrebbe scritto tragedie o commedie, visto che ci avevano già pensato prima Aristofane e Plauto! con questo nn voglio paragonare baricco a nessuno dei geni sopra citati, chiaro. però argomentare così, cioè dire baricco è un cesso perchè nn si è inventato niente, mi sembra concettualmente errato. tutto qui.
Messaggio del 16-06-2004 alle ore 14:06:22
Mida hai notizie su nuovi lavori o qualche sito da propormi di A.B.???
Messaggio del 16-06-2004 alle ore 14:43:57
Bella mico...è anche il mio scrittore preferito!!dance dance dance..tokyo blues...bellissimi.!!
Messaggio del 16-06-2004 alle ore 19:49:23
Leggete Alistar McLoud
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