Cultura & Attualità
" Se Stavrogin crede di credere, non crede di credere. Se Stavrogin non crede di credere, non crede di non credere".
Non temere! Se uno è scemo lo è per sempre

Ki,il mio maestro segreto,che dopo non è un maestro,e uno a cui ogni tanto,quando mi capita di incontrarlo faccio qualche domanda,mi risponde sempre alla stessa maniera,risatella " Va bo si tu si nu scemo"

Quindi che fa m'avessa abbuscà l'ennesimo scemo per colpa tua?
Quote:
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Dio, colui che ha creato il mondo e tutto può, ha scelto che le cose andassero così, che alcuni avessero più diritti rispetto al altri,
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Ki,io non sono un teologo,anzi,so proprio ignorante,ma caccose di sfuggite l'ho sentito,quesse non l'ha scelto Dio,l'ha scelto uomo,zucca vuota
Farlappe, ronzinante, leggi bene il conteso della frase...io ho scritto l'esatto contrario....fatti spiegare dal tuo "Maestro" segreto


Contraccambio con te, Deleuze, la stima e l'onesta di vedute.
...e' quello di avere la certezza, a differenza di tutti gli altri, di sapere esattamente chi o cosa sia Dio e, conseguentemente, ritenere in errore tutti gli altri.
credere in un dio puo equivalere a credere in qualcosa di indefinito e migliore? chi lo chiama dio e chi la chiama speranza...per me sono cose molto simili
PERCHE' non intervieni mai in questo tipo di discussione?Parlo di interventi seri,naturalmente, e mi riferisco ad una delle menti più brillanti di questo sito,ADONAI.
Dio, colui che ha creato il mondo e tutto può, ha scelto che le cose andassero così, che alcuni avessero più diritti rispetto al altri,
Ki,io non sono un teologo,anzi,so proprio ignorante,ma caccose di sfuggite l'ho sentito,quesse non l'ha scelto Dio,l'ha scelto uomo,zucca vuota

dott. Deleuze, i komunisti, dovrebbe saperlo, odiano la proprietà privata, anke quella delle idee... il Suo ateismo privato li irrita, per questo cerkano, kon un esproprio proletario, di farne una questione di popolo...
Caro compagno Deleuze, non credi di essere un pochettino pretenzioso...nel tuo postulato?...
rispondo a aledimat

no no quale offese..tutt'altro...da un pò di tempo a questa parte su questo forum è sempre più difficile fare discorsi + o - seri senza che di lì a poco non si scada nelle offese personali...
discutere con te è comunque piacevole perchè ci si scambiano vedute...e non offese...
alla prossima
firmete compagno
ce vo lu curagge a esse cumbagne a me
penso di essermi spiegato bene...io parlo dal punto di vista del singolo non credente...il popolo e tutte ssè minkiate mi riguardano poco...parlo per me e affermo la mia completezza umana e morale come persona...e non mezza scimmia perchè non ho la scintilla dela fede dentro me che aspetta solo di trasformarsi in fuoco...
a me interessa rettificare un errore di valutazione in cui i credenti spesso incorrono (non sempre per fortuna)...
i vari motivi per cui si suppone che l'uomo creda o meno non sono l'argomento di questo post...
PS:
Dopo cinquanta interventi...
Caro compagno Deleuze...allora dovresti spiegarti meglio!...
E te pareva?







secondo me Ki e ramblert non hanno capito un cazzo il senso del post...
scusate se ve lo dico...
Quoto il compagno Ki!!!
E marxianamente il popolo, sfinito ed esasperato dalle ingiustizie e dalle sofferenze, può anche essere rincuorato dall'idea di una vita futura caratterizzata dalla beatitudine e dall'uguaglianza, così come può far comodo ai potenti che il popolo creda in ciò...
Caro compagno Ki, solo una cosa ti perde...
La condotta di partito!!!...
Da sempre soggiogato in maniera più o meno evidente alla volontà dei potenti, i quali giustificano la propria 'superiorità' appellandosi ad un misterioso volere divino: Dio, colui che ha creato il mondo e tutto può, ha scelto che le cose andassero così, che alcuni avessero più diritti rispetto al altri, ma che nel presunto aldilà regnerà l'uguaglianza e chi si sarà comportato bene, non nuocendo ai potenti e non sovvertendo la situazione vigente, potrà godere di una vita beata.
Sarebbe stato vantaggioso, o per lo meno meno dannoso, ravvisare un dio nell'universo stesso, portando ad un livello divino ogni singolo atomo del mondo: questo se non altro avrebbe impedito quella che per me é la più grande tragedia religiosa, ossia l'abbandono e la sfiducia totale nel nostro mondo, in ciò che quotidianamente ci circonda, visto come un qualcosa di passeggero, come la copia di qualcosa di più perfetto presente in un'altra dimensione; la nostra vita stessa su questo mondo é diventata una vita di passaggio, che va vissuta nel timore di una futura punizione divina e nella speranza di un'esistenza beata ed eterna nel 'vero' mondo.
Questa terrificante impostura che serpeggia negli animi di milioni di persone, non fa altro che gettar discredito sul nostro mondo, che perde inevitabilmente valore in quanto solo realtà passeggera e non meta ultima: 'e fu così che il nostro mondo divenne una favola' asserisce Nietzsche riferendosi alla perdita di valore del nostro mondo causata dalla convinzione che ve ne fosse un altro, un 'mondo dietro il mondo'.
E marxianamente il popolo, sfinito ed esasperato dalle ingiustizie e dalle sofferenze, può anche essere rincuorato dall'idea di una vita futura caratterizzata dalla beatitudine e dall'uguaglianza, così come può far comodo ai potenti che il popolo creda in ciò.

missunderstandig

Scusa, non lo faccio a posta a riprenderti, e mi spiace che ci sei capitata tu 2 volte... ma questa era troppo divertente
Penso, caro Deleuze (
) che il Cattolico Credente vero o presunto, non sottilizzo che tanto è solo una frecciata inutile, non possa semplicemnte concepire la possibilità che un essere umano riesca a viere senza Credere in nulla o nessuno poichè ho visto spesso identificare il credere come una panacea, una risposta ad alcune esigenze morali e private.Magari mi sbaglio..ma il nocciolo del missunderstandig possa essere ridotto all'osso in codesto modo.
Poi...da atea dico che non sento proprio la necessità di credere a qualcosa o qualcuno che non sia me stesso, quel che faccio...e come lo faccio..la mia capacità o meno di agire.
P.S....eh di solito alla fine di discussioni come questa mi tocca sentirmi dire da chi crede finisce "Eh...ma tu non hai il concetto di misericordia!!"
...
....ecco un'altra di quelle sentenze irritanti tipiche del credente! Caro Deleuze,
mi spiace per te ma in nessun caso si parla di superiorità: il mio vuole essere un contributo per conoscere meglio i nostri orizzonti, quelli della ragione e quelli della fede-ragione. Si scrive per condividere, per fare comunione, nè per insultare (come potrebbe capitare). Ciascuno parla della sua esperienza come di un dono prezioso che ha a cuore. Grazie in ogni caso per il tuo contributo molto chiaro.
Teorie religiose, teologie a parte, credo che ciò che porta una persona a credere o meno in un Dio (Budda, Geù, Pinco Pallino) siano, principalmente, le esperienze che un uomo fa nella sua vita.
Io credo in un Dio, ma certamente non sto qui a spiegare a voi il perchè di questa mia convinzione. Diverse esperienza fatte, situazioni reali da me vissute in prima persona, mi hanno portato a crederlo.
Stupidità, ingenuità, il non esser riuscito a trovare una spiegazione razionale a certi avvenimenti. Può essere.
Se sbaglio, pazienza, ne ho fatti tanti di errori, uno più uno meno...
Ma credere in lui vale lo stesso?

Ale,si arrivate tu,Deleuze t'ha risposto,io nin ci raccapezze chiu niente
ecco...vedasi il tipico ragionamento...
il senza-dio è colui che non vuole riconoscere che oltre la ragione (io la chiamerei IMMANENZA...sotto il termine RAGIONE sono da comprendere TROPPI errori del pensiero occidentale) vi debba necessariamente essere un orizzonte divino...brutta questione quella degli orizzonti...
e come se io dicessi: nella sua passeggiata verso la trascendenza il credente non individua la menzonga sottesa...
io non sono in grado di giudicare per gli altri...tento (con molta difficoltà) di giudicare esclusivamente per me stesso...
ed anche (si legga bene) se in cuor mio posso pensare (ad esempio)che chi crede debba avere qualche problema, mai, e ripeto MAI mi sognerò di far valere la mia ragione sull'altro in modo da soverchiarlo...
e cmq non ritengo per nessun motivo di dover tacciare di incompletezza umana e morale qualcuno solo perchè ha una fede...
io personalmente tento di seguire delle logiche nei miei ragionamenti...laddove l'applicazione di queste logiche fa venire a galla delle incongruenze, decido di non adottare il pensiero che tali incongruenze ha generato, ma niente di più...
piuttosto mi viene da pensare che la superiorità di cui il credente si riveste (nei confronti del non credente) sia da addebitare al fatto che il credente ha una lunga tradizione dalla sua...ma forse che il non credente non ne abbia? (a parte la baggianata colossale rappresentata dal comunismo applicato)
E' appena il caso di ricordare che molti dei progressi (umani, scientifici e perchè no, filosofici) della nostra civiltà vengono dall'irriverenza verso la tradizione (ma quì il discorso si farebbe tropppo lungo...basti dire che la tradizione bisogna prima conoscerla per poi poterla "irriverire"...)
da ultimo...quanto questa tradizione ci consegna...e quanto ci tradisce?
ma perchè mi sforzo? del resto i credenti queste cose...già le sanno...no???
Sovente tra i non credenti capita di passeggiare tra i giardini della primavera di un Dio minore, fatto a misura della ragione che sa e sola può sapere. In questo chiuso orizzonte, in questo orticello di un Dio minore, magari che hai “calzoncini della cresima” tutto diventa troppo corto e troppo breve: è il tramonto della ragione. Quando la ragione è spinta fino in fondo, quando il coraggio dell'interrogazione è esercitato senza risparmio, non si può non giungere allo stupore della ragione, a quella ragione aperta che si ferma davanti ad un’alterità.. Lo "stupore della ragione" è l'approdo della più severa disciplina del pensiero, della filosofia spinta fino in fondo. È forse lì che la ragione meglio può avvertire il tremito di un passaggio, il fremere di una voce di silenzio: "l'ultimo Dio" (Heidegger) non viene prima, ma oltre la ragione, oltre le avventure delle suo pretese, oltre i naufragi delle sue violenze e della sua debolezza.
Qui si apre uno spazio straordinario per l'incontro con la fede.
Per questo la fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità.
in effetti il concetto di fede e' x definizione in antitesi col ragionamento...
a sto punto mi tocca quotare anche il gia quotato amico di divo....
insomma, se nn c'e rimasto nessuno da quotare vado un po' a riflettere...e poi m sparo pure un rosario va...giusto x nn sbilanciarmi troppo

ovviamente quoto anche il mio mentore deleuze ora e sempre....^^'
cavolo che bel post...! a parte quotare phar lap
sparo la mia cazzata non puoi decidere di essere ateo o credente, ma e' la vita che sceglie x te, a meno che uno nn sia l'una o l'altra cosa x partito preso...
io son qui che aspetto , magari nn avro mai la mia risposta ma x ora nn so se credo o no...contorto....lo so
e non dico che debba succedere qualcosa di strano una visione un miracolo, o nulla x farmi decidere una cosa o l'altra, qua nn si tratta di votare la destra o la sinistra, aspetto nn so cosa 
magari chi crede oe allo stesso modo chi no avra avuto gia la sua rivelazione?
stasera a cena una persona colta, no un ignorante gne me, mi ha detto "cos'è la fede? è la rinuncia alla ragione!"
impossibile dargli torto...
Bak,io so solo una cosa,che quanda sti lisce a magnà nin ti li da ne il buddismo, ne il dio dei cattolici,degli islamici o di qualunque altra religione,e senza magna ti mure,almeno il corpo muore sicuro
che tha trascinato R.Baggio?
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pe l'amore di die
quello di baggio mica è il buddismo serio
è una setta ke si kiama soka gakkai...il buddismo vero non è una religione in senso stretto, ma una filosofia ...il buddismo serio è il mahayana soprattutto nella variante dyana - ch'an - zen ... ma x gli occidentali abituati al papa, e a certe forme cerimoniali fa + sangue il buddismo tibetano, oppure le sette come ql di baggio
Buon per loro!!!...
i lancianesi hanno una grande fede in comune: la porchetta
Caro Gipsy, mah è proprio questo il fondamento...la ricerca della verità è troppo scomoda...forse nemmeno a misura d'uomo!...
Tanto al fin dei conti,(la nostra relicione cattolica) è amministrata come una SPA!!!...
L'importante è che ancora ci siano quelli ci credono, senza farsi troppe domande...quelli che credono a tutti i dogmi (accomodandoli a modo loro...)
come più gli piace...anche questo è parte delle nostre religione (monoteiste)...
L'importante e non farsi troppe domande...
Arrivate pure Bakunin con le sue citazioni da villa pini
mo seme al completo
Bak,tu ti ni si scite appresse a Buddha
che tha trascinato R.Baggio?
Deleuze,sai picchè mi so incazzate?quando uno dice,io non credo infatti dice marx etc,,etc,, o un altro dice io credo,infatti dice Sant Agostino etc,,etc,, uno o crede o non crede,non è dimostrabile,e non c'è niente da dimostrare

mi ha detto un teologo,quello è il bello, che non si deve dimostrare,e sai che io non che non credo,ma mo credo, mo non credo,a seconda da come mi rigira
quindi quando si aprono post sull'esistenza di Dio,non cercate di argomentare,sia i non credenti,e specialmente i credenti,picchè facete solo la figura dei cretini ignoranti che siete
va bo,tranne tu e KI
P.S. rispondevo a ramblert...
Appunto ma se non lo puoi capire... che cazzo ti arrovelli a fa'... mo ci vo, pinz a la salut' (scusa la caduta di stile)
Se invece ti interroghi è perchè una risposta la vuoi (io per mo sto bene accuscì)
E la cosa che mi fa incazzare di più sono dogmi e fede, mi sembrano il "perchè si" che si risponde ai bambini... mentre io le cose le voglio capire.
Posso capire il messaggio di Cristo che voleva alleviare l'animo all'uomo.
Posso capire le idee su cui si basa il buddhismo, molto personale come percezione del divino.
Ma il cattolicesimo... mah. Non capisco neanche come faccia ad esistere ancora. Forse questo è il mistero della fede che ricordano sempre nelle funzioni.
Di nuovo, scusate se ho offeso qualcuno, ma io la penso così
la citazione la metto alla fine del discorso, come chiosa, come chiave di lettura
Proprio un tipico errore.
ecco la mia visione del problema
Il Buddha sedeva nel parco quando s'avvicinò il giovane Malunkyaputta, che aveva di recente lasciato la vita laica e non riusciva a capire come mai il Buddha lasciasse inspiegati così tanti problemi filosofici: il mondo è eterno oppure no? L'anima è separata dal corpo oppure no? Un risvegliato esiste dopo la morte oppure no? Pensava tra sé: "Se il Buddha non mi dà queste spiegazioni, io rinuncerò allo stato monacale e ritornerò alla vita laica".
Quando pose le domande al Buddha, questi rispose, "Ti ho mai promesso che se avessi abbracciato la vita religiosa avresti capito queste cose? È come se un uomo fosse stato ferito da una freccia avvelenata e i suoi amici, parenti e compagni volessero chiamare un chirurgo per guarirlo e lui dicesse: 'Non mi farò estrarre questa freccia finché non saprò chi mi ha ferito, di che casta sia, quale sia il suo nome, se è alto, basso o di altezza media, di che colore sia la sua pelle, da dove sia venuto; e poi, con che genere di arco io sia stato ferito, di che cosa sia fatto, se la freccia è stata confezionata con piume di avvoltoio, oppure d'airone o di falco'".
"Che tu creda che il mondo sia eterno oppure no, Malunkyaputta, non cambia il fatto che tutti gli esseri sono soggetti a nascita, vecchiaia, morte, dolore, sofferenza, dispiacere e disperazione, tutte cose che possono essere estinte in questa stessa vita! Io non ho spiegato queste altre cose perché non sono utili, non portano alla tranquillità e alla cessazione della sete di sensazioni. Quel che io ho spiegato è, invece, il dolore, la causa del dolore, la cessazione del dolore ed il percorso che porta alla cessazione del dolore. Perché questo è utile, porta al non-attaccamento, all'assenza di passione, alla conoscenza perfetta."
phar lap

scherzi a parte, io credo che ci siano modi e modi di citare...io in genere la citazione la metto alla fine del discorso, come chiosa, come chiave di lettura...tento di non fare la semplice citazione erudita (nen me ne pò frecà de mene...)
dì la verità
ti si ngazzate pekkè nen so cetate a te
Gipsy,penso che le tre grandi religioni monoteiste, fondino le sue radici (SOPRATUTTO!!!) nel timore di Dio!...
Dio non deve essere buono e contemplativo con rispetto all'uomo,senno deve essere un Dio punitivo e inflessibile...e un Dio così in fondo, non mi sembra il massimo di Giustizia e Bontà!!!!...in realtà sono fondate nella "non comprensione" di Dio da parte dell'uomo...
Deleuze io non mi permetto di intromettermi in questi discorsi,perchè nonn ci capisco,ma una cosa la devo dire,sopesso citate Nice( scritto facile)
o marx,o kant etc,,etc,, questi sono indubbiamente grandi filosofi,almeno così ho sempre sentito dire,ma mica sono i doepositatri della verità assoluta,pure perchè, penso,anzi ne sono certo,che ci sono altrettanti filosofi famosi,che su un sacco di cose la vedono proprio all'opposto di su sifildato e pazzo di Nice
o di marx etc,,etc,, quindi ni rumpete chiu lu kazzo con ha detto pingo e ha deto pallino,ca nin ci na rientre niente
dite quello che pensate voi,come faccio io,aecche si ci sta un filosofo,mi sa ca sono io
Io credo una cosa forse molto stupida, ma forse no:
Non abbiamo un livello di coscienza sufficiente per comprendere.
Nel senso: pur postulando un' eventuale esistenza di Dio, non potremo mai arrivare a percepirlo, il che lascia le cose esattamente come sono, ovvero come se dio non esistesse.
Credo inoltre, sulla stessa corrente di pensiero che la causa involontaria di tutto ciò sia un eventuale dio stesso. Ovvero come l'uomo non riesce ad inventare e produrre entità che abbiano il suo livello di coscienza, neanche l'ipotetico dio ci è riuscito. Il che ridimensiona l' ONNIPOTENTE dio cattolico ad un essere limitato.
Come deve vederci un animale quando ci muoviamo all'interno di mostri meccanici, causiamo morte a distanza con dei bastoni tonanti eccetera?
Bene tale deve essere stato dio agli occhi dei profeti. Sempre continuando a postulare che non fossero semplici malati di mente.
Spero di non aver offeso nessuno col mio pensiero.
Davvero è un piacere notare come ci siano più "assoluti" in queste poche righe che in tutto il Corano, la Torah, gli Storici, i Profetici, i Sapienziali e il Nuovo Testamento messi insieme.
Con questo post potreste fondare una nuova religione, il cui nome appropriatissimo sarebbe: The Truth.
"Sovente si procede a ritroso per dimostrare che tutto ha un unico principio e che quindi tale principio non può essere che Dio (causa prima della creazione).
La domanda è scorretta infatti «se tutto deve avere una causa anche Dio deve averla. Se niente può esistere senza una causa, allora perché il mondo sì e Dio no?»
Presso gli indù esiste una credenza che racconta come il mondo sia appoggiato sopra un elefante, che a sua volta appoggia su di una tartaruga. «Alla domanda: "e la tartaruga dove poggia?" l'indù rispose: "vogliamo cambiare discorso?"»
Bertrand Russell
è proprio quella la paura dell'uomo su cui giocano tutte o quasi le religioni, cioè la paura del NON INFINITO, del nulla dopo la morte
caro aledimat...quando scrivevo "di recente" mi riferivo proprio ad un tuo intervento

intanto, carissimo, fidati, io non devo convincere nessuno della NON esistenza di un ipotetico dio...il mio pensiero mi basta...e mi sopravanza...
poi ti chiedo: a tua avviso ti sembra logico e giusto (nota bene come logica e morale si intersechino qui) dare per scontato che tutti noi dobbiamo forzatamente anelare all'infinito?
mi sembra il ragionamento del pretucolo giorgio penzo...
bah...
L'ateo non ha riferimenti metafisici, non ha divinità, non ha certezze né assolutismi.
La ragione è un sistema di pensiero, non è una "fede", a cui manca proprio l'esercizio di quel pensiero. L'ateo non rinuncia a pensare come fa il credente, anzi tiene molto a indagare, e criticamente, tutti gli spazi possibili.
Sul piano filosofico, gli atei rifiutano di essere definiti secondo la contrapposizione «Dio esiste / Dio non esiste», e affermano semplicemente di possedere una visione naturalistica del mondo, che rifiuta tutti gli approcci mistici o soprannaturali, relegandoli all'ambito della superstizione e delle credenze.
Succede perchè, come in tutte le culture, si sente il bisogno di credere in un essere superiore a noi che speghi ciò che noi non riusciamo a spiegare. Si dà per scontato.
Il faticoso lavoro per cercare di convincere gli altri che Dio non esiste
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nella mia vita nessuno ha tentato mai di convincermi che dio non esiste
preti e suore a parte, ovviamente, e non hanno faticato molto
non sono cattolica, ma per me Dio è l'armonia, è l'equilibrio tra tutte le le cose, è la natura..
Di certi vivo più io in compagnia di Dio (da agnostico) cercandolo con il mezzo del dubbio..
..piuttosto che i credenti che si adagiano sul dogma della fede..quess è poco ma sicur
Il faticoso lavoro per cercare di convincere gli altri che Dio non esiste, in realtà molto spesso non è altro che un costante ricordo di Dio. Dio resta un enigma e un problema continuo, che alla fine trova la sua soluzione in un amore travolgente o in un odio selvaggio
Ah beh, meno male che hai chiarito...
spiego perchè mi è uscita stà cosa:
ho letto diverse volte (anche molto recentemente), il concetto (espresso da illustrissimi credenti) secondo cui l'ateo o l'agnostico hanno una fede...
da buon e vecchio ateo, mi sono sentito in dovere di correggere questa malcostumanza...
dirò di più...chi fa affermazioni del genere è BEN conscio del fatto che stà dicendo una corbelleria...
punta tutto anzichenò sull'effetto PERLOCUTIVO che vuole conseguire...
sbagli a non quotare questa frase Ki...è la + sintetica ed al contempo analitica spiegazione del nichilismo...
invece che non credere, la gente preferisce credere al nulla...

Quoto tutto eccetto questa
amen
interessante.
e come dire spiegare con la logica un gesto illogico.
deleuze
come si vede che hai studiato... ...è quello di pensare che un non credente (ateo o agnostico che si voglia dire) abbia una propria fede...
fede dunque in qualcosa che o non esiste o che non si vuole conoscere...
la cosa, mi sembra, è un palese corto circuito logico...
il + grande errore che si possa fare è quello di estendere le proprie (personali) categorie morali e cognitive a tutto il genere umano...si pecca di presunzione, e ci si allontana anni luce dal comprendere l'altro da sé...
diceva Nietzsche: invece che non credere, la gente preferisce credere al nulla...
pensate prima di parlare...
Nuova reply all'argomento:
un tipico errore dei credenti...
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