Cultura & Attualità

sui solstizi
Messaggio del 20-09-2004 alle ore 20:20:12
in occasione del solstizio d'estate si accendevano i fuochi (di Beltane e poi di S.Giovanni, appunto), ma la celebrazione pagana era molto più interessante
Messaggio del 20-09-2004 alle ore 12:50:59
con un pochino di ritardo rispetto al tour "esoterico-ma-non-troppo" per le strade frentane, vorrei riproporre per tutti coloro che abbiano voglia di approfondire un tantinello alcune chiavi di interpretazione di riti e rituali.
Inizio con i SOLSTIZI.


Il solstizio d'Inverno è consacrato alla Speranza, quello d'Estate alla Riconoscenza. Con un piccolo spostamento di date, le due ricorrenze vengono fatte coincidere con le feste dei due S.Giovanni: il 27 dicembre l'Evangelista, il 24 giugno il Battista.
Entrambe le feste solstiziali hanno origini antichissime: le troviamo già migliaia di anni prima dell'era cristiana, legate a culti della fertilità nelle prime società agrarie a noi note, da quelle della valle dell'Indo a quelle accadiche, mesopotamiche e nilotiche.
Ma possiamo anche andare molto più indietro nel tempo, alle origini stesse della ritualità pre-istorica, ai culti solari legati alle stagioni. In tal senso pensiamo a Stonehenge, o alle feste di Rama.
Se la festa d'estate era quella della Riconoscenza, in cui gli agricoltori offrivano le messi copiose del raccolto agli dei generosi e benevolenti, la più misteriosa e importante delle due festività era quella invernale, perché legata alla speranza del futuro raccolto, alle ansie sul futuro del neonato, alle previsioni sulla crescita. Non a caso anche in epoca storica essa compare nelle più importanti civiltà, e persiste tuttora in tutto il mondo, attraverso il Natale cristiano. Nell'antica Persia, al solstizio d'inverno veniva fatta corrispondere la celebrazione della nascita di Mitra, o in Egitto quella di Horus, figlio di Iside ed Osiride.
A Roma corrispondeva al Natalis Solis Invictis. Nella tradizione cristiana veniva ovviamente fatto corrispondere, come già citato, alla nascita del Salvatore, fissata poi alla data del 25 dicembre da Papa Giulio I° nel 390 dopo Cristo.
In tale ricorrenza tipicamente si celebrava in antico il momento della nascita. Nel ciclo delle stagioni, l'Inverno corrisponde al passaggio del ciclo morte-rinascita. Al venir meno stagionale dell'illuminazione (il giorno giunge alla sua durata minima) e della vegetazione si fa corrispondere simbolicamente il nascondersi del principio vitale (luce, seme) che poi – nel ciclo dell'eterno ritorno – darà nuovamente origine alla Natura. Identificato anche come simbolo della lotta ciclica tra principio creatore e principio distruttore, tra bene e male, il momento del trapasso stagionale simboleggia anche un passaggio iniziatico tipico, come discesa nella caverna cosmica. Così lo spirito, dopo avere dormito, giunto al punto più basso del suo viaggio, riprende a salire alla ricerca della luce, nel silenzio invernale del raccogliersi in sé per comprendersi e rigenerarsi.



Ovviamente il discorso è del tutto privo di alcun tipo di messaggio religioso. Ognuno di noi ha una propria "visione" ed è pertanto LIBERO di pensarla come vuole in proposito.

Nuova reply all'argomento:

sui solstizi

Login




Registrati
Mi so scurdate la password
 
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui

© 2026 Lanciano.it network (Beta - Privacy & Cookies)