Cultura & Attualità
Credi, veramente, che portiamo tutti l'anello al naso?
Staresti bene con l'anello al naso

e cmq non stavo parlando di te
Ricordando Aldo Moro:«Questo Paese non si salverà, se non nascerà in Italia un nuovo senso del dovere»...
Quote:
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un giorno la lega sarà il primo partito anche in abruzzo
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Bravo Just, vedo che incominci a nutrir simpatia per Frentania Provincia...

appoggio in pieno dean.
ci sono modi e modi per manifestare la vicinanza ad un popolo.
A volte però una buona parte della sinistra estema, credendo di essere nel giusto a prescindere da quasiasi ragionevole dubbio e di rispetto verso gli altri, eccede in atti sconsiderati CONTRO qualcosa o qualcuno. Secondo me è sbagliato e controproducente comportarsi come una massa di barbari e devastatori....forse ci provano un gusto animalesco, ma ciò lo rende ancora più sbagliato.
Non chiudo gli occhi, vedo cosa succede e non mi piace.
Ho visto che per fortuna che non c'è solo quello, i piromani invasati e i violenti sono una parte, ci sono anche movimenti più civili e sicuramente più costruttivi.
Io condanno gli tutti gli estremismi e i fondamentalismi, gli atti sconsiderati che non fanno altro che aumentare la tensione e portano alla degenerazione della società.
Ma perchè è vietato dal nuovo "guvern" manifestare il proprio sentimento attraverso il copia-incolla?

One appunto è ovvia la libertà di criticare le politiche del governo di Israele, ma cercare di impedire la partecipazione di Israele alla fiera del libro è un attacco all'esistenza stessa dello stato ebraico, gli amici di libertad a Teheran, Damasco e GAza, preferiscono usare l'espressione Entità sionista e anche alla sicurezza di tutti gli ebrei d'Europa
Credi, veramente, che portiamo tutti l'anello al naso?
CON IL POPOLO PALESTINESE, CONTRO LA GUERRA
Nella nuova fase politica apertasi in seguito al responso elettorale di aprile, le realtà sociali, politiche, culturali e del movimento contro la guerra propongono una serie di scadenze in grado di dare alcune prime risposte ad un esecutivo che si preannuncia tra i più guerrafondai e reazionari della storia della Repubblica.
La manifestazione del prossimo 10 maggio a Torino è una di queste.
La critica serrata alla decisone della Fiera del libro di invitare come ospite “d’onore” lo Stato di Israele si unisce alla contestazione del famigerato accordo di cooperazione militare tra lo Stato italiano e Israele, siglato dal precedente governo Berlusconi, confermato dall’esecutivo Prodi ed ora in potenziale fase di espansione.
In solidarietà con la Resistenza del popolo palestinese, per la revoca immediata di un accordo militare che contraddice in maniera plateale tutti gli assunti costituzionali, ponendo il nostro paese in prima linea al fianco di uno Stato criminale come quello di Israele, saremo presenti alla manifestazione del prossimo 10 maggio a Torino, al fianco di tutto il movimento di solidarietà e contro la guerra.
x paprika 83
1-dato che hai letto gli interventi,chi ti dice che sono copia incolla...?
INTERNET LO DICE CHE SONO DEI COPIA E INCOLLA.
QUESTO LO DICE
E PURE QUESTO LO DICE
Libertad...vattà pesa lu cervell!
One appunto è ovvia la libertà di criticare le politiche del governo di Israele, ma cercare di impedire la partecipazione di Israele alla fiera del libro è un attacco all'esistenza stessa dello stato ebraico, gli amici di libertad a Teheran, Damasco e GAza, preferiscono usare l'espressione Entità sionista e anche alla sicurezza di tutti gli ebrei d'Europa
storicamente, i bruciatori di libri e di bandiere sono da ricercare dalla parte opposta di "libertad"
non chiudete gli occhi.
anche se oggi si usano fatti equiparabili a questo nelle censure
(e qualcuno vorrebbe bruciare carte processuali)

ripeto il mio concetto.. è OVVIO stare dalla parte della Palestina violentata e condannare la politica di israele e di chi israele lo appoggia... ma guai a passare all'antisemitismo.
questo lasciamolo alle vecchie merde.
Scusate, ma i valori antifascisti?
ma magari è anche autore del manifestone rosso.
ah beh,si spiegherebbero tante cose
potrebbe essere anche un infiltrato che si spaccia come "dissidente" e che in realtà vuole far fare una magra figura al "movimento"...se invece sei autentico e le cose che dici le pensi, il risutato a parere mio non cambia: ti tiri la zappa sui piedi.
no...ma magari è anche autore del manifestone rosso.
Posso anche essere ignorante, come dici tu, ma i copia incolla li so ancora riconoscere.
Oh, può anche essere che tutti i comunicati che "trascrivi"(tipoquesti )siano frutto tuo. Ma non so perchè, dubito...
le uniche volte che ripondi senza copia incollare lo fai solo per offendere. Coda di paglia? Boh...
ma vaccacà...
ma perche fatto dai comunisti sarebbe un atto da considerare degno?
manco sai forse chi erano i nazisti...(partito nazional-socialista di dice nulla?)
Cosa c'entra il rogo di berlino FATTO DAI NAZISTI ,vedo che sei davvero ignorante assomigli a Gianfranco Fini...
non solo a berlino....
La notte del 10 maggio, la biblioteca e gli archivi sequestrati vennero pubblicamente bruciati sulle strade della Opernplatz. Durante il rogo Joseph Goebbels tenne un violento discorso contro la cultura «degenerata» ad una folla di 40.000 uomini e i leader del Deutsche Studentenschaft proclamarono il loro Feuerspruche ("legge del fuoco contro lo spirito non germanico"). I libri di autori ebrei delle librerie vicine all'Istituto e dell'Università Humboldt vennero altresì distrutti.
Altri piccoli roghi di libri vennero organizzati in tutta la Germania la stessa notte. Entro il 22 maggio erano stati effettuati roghi a Heidelberg, Francoforte, Göttingen, Colonia, Amburgo, Dortmund, Halle, Norimberga, Würzburg, Hannover, Münster, Königsberg, Coblenza e Salisburgo - la Gestapo sequestrò inoltre biblioteche pubbliche e private e le inviò al macero.
mi stai prendendo in giro?....perchè se è così ci posso continuare a ridere altrimenti c'è da piangere
ma chi ha mai detto che si dovevano bruciare i libri?
dal bruciare una bandiera (o 2...anche quella americana) il passo potrebbe essere breve e tu saprai cosa porta la negazione di un popolo, di una cultura e di un paese...(rogo di berlino ti dice nulla? o non lo sai?).
x stilgar
ma non si dovevano bruciare i libri?....
faresti meglio a tacere,se hai un po dignita'....
ti assicuro, io proprio non sono servo di nessuno...
chi vai in giro ad urlare slogan e bruciare bandiere, secondo me è un servo (ti devo dire pure di chi?).
cause perse? non mi fare ridere
...ma sei convinto allora, causa persa ci sarai tu.
ma non rispondi? sei dell'ansa o no?
X STILGAR
SERVO SARAI TU
e non fare l'avvocato delle cause perse...
che sei ridicolo...
n.b.
o sei dell'ansa??
se non è un copia e incolla che cos'è? lo hai ricopiato a mano?
non prendertela con paprica sennò me te magno!!!
Libertad...vattà pesa lu cervell!
preferisco essere Ignorante che essere un "servo" bruciatore di bandiere!
x STILGAR
FIERA LIBRO: CORTEO TORINO, IN MIGLIAIA SENZA TENSIONI
TORINO
Si è concluso senza incidenti il corteo a favore della Palestina a Torino. Alla manifestazione hanno preso parte alcune migliaia di persone (2.000 per le forze dell'ordine, 8.000 per i promotori) che sono sfilate da Corso Marconi fino a Piazza Filzi, a ridosso di quella che gli organizzatori del boicottaggio a Israele alla Fiera del Libro hanno ribattezzato la "zona rossa", cioé l'area adiacente al Lingotto dove da giorni sono proibiti gli assembramenti. All'interno del Lingotto tutto è filato liscio: gli appuntamenti in programma si sono svolti normalmente. Forse solo un po' in calo l'affluenza, ma erano tanti i giovani e le famiglie con bambini che hanno affollato i padiglioni. Nessun particolare momento di tensione lungo il percorso compiuto dal serpentone, con in testa un furgone dal quale gli altoparlanti diffondevano musica e slogan e una bandiera della Palestina di quattro metri per quindici, insieme a uno striscione con la scritta "Boicotta Israele, sostieni la Palestina". Sullo stesso striscione le immagini di sofferenza di alcuni bambini palestinesi, dei quali sono riportati i nomi. Una gigantografia esposta nel corteo raffigurava invece la foto di quanto accaduto il primo maggio scorso in piazza San Carlo, quando bandiere di Israele e degli Usa sono state bruciate da un giovane con il volto coperto da una kefiah, la stessa sciarpa palestinese indossata oggi da molti manifestanti. In corteo anche un gruppo di dissidenti ebrei con lo striscione "Jewish against occupation (Ebrei contro l'occupazione)", secondo i quali quella di ospitare Israele a librolandia "non é un'operazione culturale, ma politica". Alcuni negozianti hanno, per precauzione, abbassato le serrande, ma la manifestazione si è svolta circondata più dalla curiosità che dalla paura: tante le persone che dai balconi hanno visto sfilare il corteo e scattato fotografie. Tra gli slogan, quelli a sostegno dell'Intifada e per il boicottaggio di Israele, ma anche contro il leader del Prc Fausto Bertinotti e contro polizia e carabinieri che presidiavano il percorso nelle strade laterali. Nessuna tensione vera neanche quando, alla fine del corteo, alcuni manifestanti hanno lanciato fumogeni colorati verso i cordoni di polizia e carabinieri, che li hanno rispediti al mittente. La manifestazione si è ufficialmente sciolta poco prima delle 18.30, ma la zona è ancora presidiata dalle forze dell'ordine, anche per vigilare su eventuali azioni dimostrative a sorpresa di gruppetti isolati.
ansa.it
x paprika
n.b. questo è un copia incolla...
x paprika 83
1-dato che hai letto gli interventi,chi ti dice che sono copia incolla...?
2-comunque...vorrei che ci fosse almeno una persona in grado di affrontare queste problematiche con serieta' e conoscenza,non con superficialita' e ignoranza.
n.b. =la cultura,la conoscenza e il sapere sono argomenti troppo difficili per chi guarda solo mediaset....
perche' non leggi un pochettino piuttosto,almeno impari qualcosa...
Perchè, ho scritto che non ho letto? Non mi pare! Quindi...mi sa che sei tu che devi imparare qualcosina, tipo a leggere bene gli interventi che vengono scritti.
x paprika
perche' non leggi un pochettino piuttosto,almeno impari qualcosa...
x stilgar
vedo che sei completamente ignorante...
il diritto di resistenza di un popolo contro la guerra e l'occupazione di uno stato ostile, e' un fondamento di ogni dignita' e civilta'...
poi la forma in cui cio' avviene puo' essere discutubile...
Libertad, ma hai intenzione di fare di questo post il continuo di quello del No dal Molin?
Ci dobbiamo vedere anche quì 300reply fatte esclusivamente di copia incolla? Mah...ogni tanto metticelo qualcosa di tuo
ma perchè tali soggetti al posto di manifestare in italia non vanno in palestina e collaborando alla "resistenza"?
Hamas ha tanto bisogno di shaid
*collaborano...
libertad...se quelle cose le pensi sul serio, è grave.
ma perchè tali soggetti al posto di manifestare in italia non vanno in palestina e collaborando alla "resistenza"?
Essere contro la guerra ha un significato preciso.
Se si condannano i raid israeliani e appoggiano le rappresaglie di hamas...c'è qualcosa che non va.
Salman rushdie manco lo considero è uno scrittore mediocre, Celine un genio
quindi dean anche salman rushdie è uno stronzo???
CON IL POPOLO PALESTINESE, CONTRO LA GUERRA
Nella nuova fase politica apertasi in seguito al responso elettorale di aprile, le realtà sociali, politiche, culturali e del movimento contro la guerra propongono una serie di scadenze in grado di dare alcune prime risposte ad un esecutivo che si preannuncia tra i più guerrafondai e reazionari della storia della Repubblica.
La manifestazione del prossimo 10 maggio a Torino è una di queste.
La critica serrata alla decisone della Fiera del libro di invitare come ospite “d’onore” lo Stato di Israele si unisce alla contestazione del famigerato accordo di cooperazione militare tra lo Stato italiano e Israele, siglato dal precedente governo Berlusconi, confermato dall’esecutivo Prodi ed ora in potenziale fase di espansione.
In solidarietà con la Resistenza del popolo palestinese, per la revoca immediata di un accordo militare che contraddice in maniera plateale tutti gli assunti costituzionali, ponendo il nostro paese in prima linea al fianco di uno Stato criminale come quello di Israele, saremo presenti alla manifestazione del prossimo 10 maggio a Torino, al fianco di tutto il movimento di solidarietà e contro la guerra.
appunto uno stronzo
les enfants...Monsieur Louis-ferdinand celine...

scrittore,dicono, di alcuni libelli antisemiti...
dà fastidio vero???
libertà di critica signori...sempre e comunque...
Che poi io sia la reincarnazione di Gengis Khan è un altro discorso
Davvero viggio al termine della notte è il romanzo più antimilitarista che abbia mai letto, ma intelligente e per nulla buonista.
Che poi celine fosse un emerito stronzo è un altro discorso
Tu pensa a conquinstare il mondo con il Risiko
Dodò
A leggerlo diventvo quasi quasi pacifista
Viaggio al termine della notte
Chissà perchè certi libri, ad esempio quelli di Celine o di Carl Schmitt, furono vietati in Italia fino alla metà degli anni 80...
Certamente non è così!
Lessi la prima volta "Viaggio al termine della notte" nel 1968.
Ho a casa "Bagatelles pour un massacre" e "Rigodon" in edizione del 1969.
Ricordo l'"Ausnahmezustand" di Schmitt come tema di un mio esame di Filosofia morale, all'università negli anni 70.
Sei sicuro di non confondere Louis-Ferdinand con Dion?
[Manifestazione Nazionale per la Palestina_TORINO, 10 MAGGIO 2008]
“Gaza collasserà – ha dichiarato il presidente del Comitato popolare contro l'assedio, Jamal al-Khoudari – e questo è colpa del mondo intero. Si devono intraprendere azioni immediate per esercitare pressioni sull'occupazione, affinché si ponga fine alla crisi”.
La situazione in cui versa la popolazione palestinese si aggrava di giorno in giorno: dall’assedio/embargo contro la striscia di Gaza alle incursioni aeree e di terra dell’esercito israeliano in tutti i territori occupati, dalla costruzione del Muro dell’Apartheid alle condizioni di vita dei profughi e dei palestinesi residenti in Israele, le autorità israeliane commettono continui crimini di guerra e contro i diritti civili, ignorando decine di risoluzioni dell’ONU e costringendo milioni di persone in condizioni di vita disastrose.
Ogni giorno i soldati ai Check-Point impongono umiliazioni ad anziani, donne e bambini, riducendo il tempo quotidiano a disposizione dei palestinesi per lavorare, studiare, fare politica, progettare il futuro. La penuria e in molti casi l’assenza di viveri e combustibile produce una situazione di povertà intollerabile, mentre le condizioni igieniche nei campi profughi continuano ad essere raccapriccianti.
Israele attua un vero e proprio politicidio – il tentativo di distruggere la soggettività sociale e politica stessa palestinese, anche con episodi di pulizia etnica – nei confronti di una popolazione smembrata, umiliata, oppressa, occupata. Ai palestinesi viene impedita ogni forma di organizzazione e di resistenza, di dissenso e di manifestazione. E’ sufficiente la protesta più pacifica perché l’esercito usi i lacrimogeni o spari sulla folla, mentre ogni azione militante viene punita con rappresaglie di massa. E’ la contabilità macabra e razzista delle guerre del XXI secolo: per un morto o un prigioniero israeliano dovranno morire o essere arrestati centinaia di palestinesi o libanesi.
In questo contesto di brutale prevaricazione, le istituzioni internazionali tacciono, la stampa dei paesi occidentali censura e minimizza, i governi europei e nordamericani stipulano e rinserrano alleanze economiche, diplomatiche e militari con i governi israeliani. Neanche le armi non convenzionali e le scandalose distruzioni causate dalla guerra contro il Libano del 2006 impedirono a tutti i governi del G8 di proclamare la loro fedeltà all’alleato di ferro in medioriente.
Secondo la stessa logica, le istituzioni italiane si schierano apertamente ad ogni livello: dal Presidente della Repubblica ai governi di questi anni, dalle istituzioni locali a quelle militari o commerciali, l’alleanza strategica con Israele non viene mai messa in discussione, nonostante il tributo di sangue della popolazione palestinese. Da Silvio Berlusconi a Walter Veltroni, da Sergio Chiamparino a Giuliano Ferrara, da Gianfranco Fini ai principali giornalisti televisivi e della carta stampata, nessuno si sottrae al rito della solidarietà incondizionata alle politiche del grande alleato, rinnovato anche dalla parte più conformista del ceto intellettuale; e un Berlusconi raggiante per la vittoria elettorale annuncia che il primo viaggio diplomatico del nuovo governo avrà come meta Israele.
Come se non bastasse, in quest’anno in cui i palestinesi vivono il lutto nel presente e nella memoria – il sessantesimo anniversario della guerra del 1948 – una delle più grandi iniziative culturali d’Europa, la Fiera internazionale del libro di Torino, sceglie di invitare Israele come “ospite d’onore”, come ha già fatto quella di Parigi. Nonostante gli appelli internazionali di scrittori e intellettuali di tutto il mondo, molti dei quali palestinesi ed anche israeliani, a revocare questo invito e a chiedere di sostituirlo con la dedica a una pace giusta, il Comune di Torino ha voluto confermarlo.
Una scelta precisa, una scelta politica, una scelta di parte: non solo per quello che succede oggi in Palestina, ma perché il ricordo degli eventi del 1948 si risolve in una “celebrazione” della Nakbah, la “catastrofe” per il popolo palestinese. 850.000 profughi in fuga, 531 villaggi distrutti, decine di migliaia di morti, e un immane lascito di sangue e violenza. In molti hanno chiesto, esterefatti, dalle società arabe e di tutto il mondo: che cosa c’è da celebrare, da “mettere in vetrina”, da festeggiare?
In questo mondo di guerra globale permanente anche la cultura è militarizzata, anche gli scrittori devono indossare l’elmetto: è il prezzo che chiedono le istituzioni politiche dei paesi in guerra in cambio di carriera, fama e denaro. Ma per i senza fama e i senza denaro, per i senza terra e i senza pace, quale ospitalità, quale onore? Per la memoria dei vinti, dei perseguitati e degli oppressi, in Palestina come in tutto il mondo, quale scranno è stato allestito?
Ancora una volta spetta ai movimenti sociali e internazionalisti, ai semplici cittadini, ai lavoratori e agli studenti, anche su sollecitazione degli appelli che giungono dalla Palestina, prendere parte per chi subisce la barbarie della guerra e le infamie del dominio globale capitalista. Per questo è ora di scendere in piazza a Torino e raggiungere con la nostra protesta il Lingotto, sede della Fiera del libro, per pretendere:
– La fine dell’embargo israeliano e delle sanzioni USA e UE contro la striscia di Gaza
– La fine dell’occupazione militare dei territori
– La distruzione del Muro dell’Apartheid
– Il rispetto della dignità e dei diritti dei palestinesi che vivono all’interno dei confini israeliani
– Il diritto al ritorno di tutti i profughi
– La liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi
Nel denunciare inoltre le politiche autoritarie e militariste di Israele, e le difficoltà che in quel paese incontrano coloro che fanno propria una cultura politica o una memoria storica differente da quella ufficiale, manifestiamo per:
– La fine dell’alleanza diplomatica, economica e militare tra Italia e Israele
– Politiche culturali che accolgano la memoria e le ragioni degli oppressi e la critica degli oppressori
– La piena agibilità politica, in Israele, per i movimenti contro la guerra e l’occupazione
– La piena ed effettiva libertà di ricerca storica nelle università israeliane
– La liberazione di tutti i renitenti israeliani alla leva militare
ISRAELE NON È UN OSPITE D’ONORE!
PALESTINA LIBERA!
CONCENTRAMENTO CORSO MARCONI
TORINO – H 14
10 MAGGIO 2008
ASSEMBLEA FREE PALESTINE – TORINO
Chissà perchè certi libri, ad esempio quelli di Celine o di Carl Schmitt, furono vietati in Italia fino alla metà degli anni 80...E adesso avete pure il cattivo gusto di parlare dell'Indice dei libri proibiti o dei libri bruciati...avete sempre osteggiato la verità storica, monopolizzando il dibattito culturale a fini ideologici...avete nascosto sui libri di scuola cose false e vergognose...e adesso piangete, piangete, piangete lacrime di coccodrillo!
comunque tu si sta facendo tranne che parlare di libri
un giorno la lega sarà il primo partito anche in abruzzo

tu che ne sei capace metti on line un sondaggio!
Qualcuno ti ha messo la carta che canta
sei tu che ti sei incantato
siete voi che siate intellettualmente disonesti
ma quale calata?

stò solo cercando di non scrivere le parolacce per adeguarmi ai nuovi crismi del forum

comunque una vacanzetta me la farei volentieri

perchè ti gratti?
volevo mettere questa

Just :gratgrat: si fatte na calate
7 gg di vacanza ti farebbero bene
è cosa notoria che la legge non ha spirito interpretativo e che in una frase ognuno legge quello che vuole.
Quanto odio l'ipocrisia e chi si arrampica sugli specchi....
appunto , finitela ed accettate il giudizio democratico degli italiani .
se lo hanno votato lo hanno fatto ben sapendo le cose che ha detto e che ha fatto.
A te ti manch la cavall

e tu nin ci fi parte
Per parlare con le "persone intelligenti" bisogna essere...intelligenti.
Cassazione: Vilipendio bandiera, conferma Condanna Bossi
15 giugno 2007 alle 16:48 — Fonte: repubblica.it
Condanna confermata per il leader della Lega Nord Umberto Bossi, accusato del reato di vilipendio alla bandiera.
Lo ha sancito la prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Giovanni Canzio, che così ha reso definitiva una sentenza della Corte d’appello di Milano che aveva condannato Bossi al pagamento di una multa di 3000 euro, in relazione ad un episodio avvenuto il 25 luglio del 1997, quando, durante un comizio nel Parco della Pace di Cabiate (in provincia di Como), il ‘senatur’ aveva espresso il ‘desiderio’ di usare la bandiera tricolore al posto della carta igienica. La Suprema Corte ha però revocato la sospensione condizionale della pena, prevista invece dai giudici d’appello.
Quanto odio l'ipocrisia e chi si arrampica sugli specchi....
bossi quando parla pensa di parlare con persone intelligenti , che possono capire le sue frasi allegoriche .
difatti non sono pensate per persone con la vostra ristrettezza mentale .
comunque non hai risposto
Ki - Just 3 a 0
Tu Just dovresti proprio tacere, con le bandiere (e non quelle di Israele) "vi ci
pulite il culo"

Ma la finite con 'sto chiacchiericcio di comari?
"solidarietà a Israele, ma anche a chi esprime il diritto di manifestare"
qual è la linea Veltroni a riguardo?
ma come si pone ki al riguardo?
ma non si vergognano?
bah...altro che figli della lupa: secondo me appena nascono li avvolgono in una bandiera rossa e gli mettono un sigaro in bocca!
"PALESTINA LIBERA
PALESTINA ROSSA"
io direi malato, magari fossero tutti cretini....il problema sarebbe molto ridimensionabile.
Il problema che quelle sono manifestazioni con una vasta partecipazione, anche magari di chi non ci crede ma si mette a livello di uno stesso modo di pensare (cosa abominevile ancora di più), c'è una forte matrice idiologica e politica, sono idottrinati, allineati...continuo, la storia insegna.
La rivoluzione?...nella storia rivoluzione si mischia con sangue e inutilità, modo diverso per dire guerra, conflitto, scontro, violenza.
chi brucia le bandiere è un cretino.
la bandiera rappresenta, nella società di oggi che volente o nolente c'è, uno stato e la sua gente, non la politica di quello stato.
point
Direi che è impossibile!
Da questo

si passa inevitabilmente a questo:

ma questa volta non sarà così facile
fanno pena per quello che hanno detto?
Comunque sia Bertolini che Pianetta fanno pena

non sono io a dovermi giudicare

sarebbe troppo facile

posso però avere un mio giudizio su di te
bruciare le bandiere...qualsiase esse siano, è l'atto più incivile che ci possa essere.
Complimenti ai centri anti-sociali.
Se continuamo di questo passo, verso l'imbarbarimento, si arriverà a negare l'esitenza dei paesi, degli intellettuali, dei libri, della cultura e di tutto ciò che è diverso.
Il mondo può cambiare con gesti del genere....sicuramente in peggio (la storia insegna).
La tua?
l'onestà intellettuale di mara non si discute!
Personalmente considero vergognoso questo comportamento, i libri non si toccano. Sarebbe come tornare ai tempi che si bruciavano i libri in piazza per affermare uno stato di dittatura...inconcepibile. E poi, boicottare la Cina no e questo si? Come al solito due pesi e due misure, a seconda di quello che conviene.......
vediamo che succede...
spero vivamente oltre le bandiere, non vogliano bruciare anche i libri (i precedenti storici sono inquetanti)....o che vada peggio.spero proprio di no
TORINO (5 maggio) - Continuano le polemiche sulla Fiera del Libro di Torino al Lingotto (8 -12 maggio) per la scelta di invitare Israele in qualità di Paese ospite d'onore. Oggi è stata presentata la settimana di controinformazione dell'Assemblea Free Palestine , parallela alla fiera. Nel pomeriggio il seminario "Pulizia etnica della Palestina", presente anche Tariq Ramadam, lo scrittore egiziano promotore del boicottaggio della Fiera.
La contro-Fiera. Gli organizzatori del seminario spiegano i motivi della contro-fiera affermando che i partecipanti vogliono «gridare al mondo» che sanno «da che parte stare, da quella dei palestinesi, vessati militarmente e impossibilitati a spiegare le loro ragioni nei salotti come la Fiera del Libro». Gli organizzatori parlano della «cultura critica, quella che in Fiera, supermercato dei libri e pizzette, non è più possibile fare». Sottolineano inoltre che il boicottaggio non è fallito «perché mai come quest'anno gli alberghi di Torino sono pieni, non ci sono mai stati duemila relatori, e notizie della Fiera sono finite in ogni angolo del mondo».
Forfait scrittori Venezuela e Cuba. Secondo gli organizzatori della contro-fiera le delegazioni degli scrittori venezuelani e cubani si sarebbero dichiarati avrebbero deciso di non partecipare alla Fiera del Libro. La settimana della contestazione prevede fino a domenica diverse iniziative. Mercoledì il reading del poeta israeliano di Aharon Shabtai, e un'iniziativa a sorpresa davanti all'Università, il 10 un corteo fino al Lingotto, una rassegna di film, incontri con i palestinesi della Striscia di Gaza e del Comitato per la liberazione dela Palestina, interventi con intellettuali da tutta Italia.
Ramadam: «Napolitano sbaglia a venire qui». Lo scrittore egiziano Tariq Ramadam, tra i promotori del boicottaggio di Israele alla Fiera ha criticato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, a suo dire, avrebbe compiuto il duplice errore di venire a Torino, certificando così «che si tratta di un fatto politico», di aver «tacciato di antisemitismo chi critica lo Stato di Israele».
La replica del Colle. Una nota è stata diffusa dal Quirinale per rispondere alle dichiarazioni di Ramadan: «In relazione a talune dichiarazioni infondate e insinuanti - si legge nella nota - si ricorda come la presenza del presidente della Repubblica all'inaugurazione della Fiera del Libro di Torino sia nella stessa linea della sua partecipazione a molteplici eventi culturali che hanno luogo in Italia. È del tutto falso, inoltre, attribuire al presidente Napolitano l'errore di aver tacciato di antisemitismo tutti coloro i quali criticano lo Stato di Israele. La critica delle politiche del governo di Israele è del tutto legittima, innanzitutto all'interno di Israele; quel che è inammissibile è qualsiasi posizione tendente a negare la legittimità dello Stato di Israele, quale nacque per volontà delle Nazioni Unite nel 1948, e il suo diritto all'esistenza nella pace e nella sicurezza».
«La zona rossa». I contestatori hanno denunciato che davanti al Lingotto è stata creata una «zona rossa». «Non vogliamo esacerbare gli animi - hanno detto gli organizzatori - nè cercheremo lo scontro, ma rileviamo con dispiacere che la Fiera è blindata, che il questore ha vietato volantinaggio e banchetti informativi davanti. Hanno creato una zona rossa davanti al Lingotto che stiamo valutando come trattare».
Preoccupazione per il corteo di sabato. La preoccupazione maggiore degli uomini incaricati di gestire l'ordine pubblico è per il corteo in programma sabato 10, al quale è prevista la partecipazione da diverse città italiane di gruppi che intendono contestare la decisione di dedicare l'edizione 2008 di librolandia a Israele. Il corteo, indipendentemente dalle decisioni degli organizzatori, non raggiungerà il Lingotto: è in corso da parte della Digos e della questura di Torino di una serie di prescrizioni che, una volta definite, saranno comunicate agli organizzatori, ma di certo c'è che sarà vietata la prosecuzione del corteo fino alla sede della Fiera dove sono proibite, del resto, tutte le manifestazioni e gli assembramenti annunciate da gruppi di estrema sinistra, così come le iniziative che ambienti vicini al mondo ebraico avrebbero voluto programmare.
Isabella Bertolini del Pdl considera «inquetanti »«i riferimenti alla zona rossa del G8 di Genova del 2001». «Bisogna assolutamente evitare che nel capoluogo piemontese si ripetano i gravissimi episodi di guerriglia urbana avvenuti 7 anni fa per mano di un orda di invasati vicini alla sinistra - spiega la Bertolini - Le minacce di questi pericolosi facinorosi devono essere attentamente vagliate dall'autorità competente e, se necessario, deve essere vietata qualunque manifestazione violenta e pericolosa». e poi l'appello alla sinistra italiana affinché «affermi compiutamente il diritto di Israele ad esistere isolando i contestatori di Torino e stigmatizzandone le subdole intimidazioni».
Pianetta: «L'84% degli italiani è con Israele». L'on. Enrico Pianetta del Pdl, già presidente della commissione Diritti Umani del Senato e attuale vicepresidente dell' interparlamentare Italia-Israele interviene sulla polemica e afferma che «l'84% degli italiani considera Israele uno stato democratico, non è concepibile che a 60 anni dalla sua fondazione si metta in discussione da parte di frange antidemocratiche l'esistenza dello stato ebraico». «C'è una volontà di annientare lo stato d'Israele moralmente e fisicamente - spiega Pianetta - ma noi non lo permetteremo».
Melandri: «Non accettabili boicottaggi». Il ministro per le Politiche giovanili e le Attività sportive, Giovanna Melandri, accompagnerà la Consulta giovanile per il pluralismo religioso e culturale alla Fiera per prendere parte a un dibattito sui giovani nella società italiana di oggi: ebrei, musulmani, protestanti. La Melandri ha deciso di partecipare per lanciare il segnale che «le istituzioni, alla Fiera, ci sono e che non sono accettabili nè boicottaggi nè azioni che tendano a impedire il libero svolgimento di uno degli eventi culturali più importanti del Paese». Prima di andare alla Fiera del libro, Giovanna Melandri accompagnerà la consulta anche presso la sede Unicri (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute), per i lavori inaugurali del Security Governance - Counter Terrorism laboratory delle Nazioni Unite.
Beppe Grillo: contro di me censura preventiva. Dal suo blog Beppe Grillo ha fatto sapere che non parteciperà alla Fiera. «Il direttore ha dettato termini e condizioni della mia partecipazione», spiega Grillo. tra queste, che il comico non lanci invettive e si limiti a parlare del valore della lettura. «Se mi tolgono i comizi, le invettive e, soprattutto, i concetti poco edificanti, cosa mi rimane da dire? - afferma Grillo - Ho deciso, non posso partecipare. Lunedì 14 maggio alle 14.30 parlerò in diretta streaming da casa mia».
Nuova reply all'argomento:
sperando che non brucino i libri
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