Cultura & Attualità
per la cronaca...
Messaggio del 13-07-2007 alle ore 21:58:00
è stato condannato ad un anno di lavori socialmente utili, il MINORENNE che ha rotto il crocefisso della scuola.
meditate gente, meditate....
forse le cose non stanno esattamente come ce le ha raccontate libero....
è stato condannato ad un anno di lavori socialmente utili, il MINORENNE che ha rotto il crocefisso della scuola.
meditate gente, meditate....
forse le cose non stanno esattamente come ce le ha raccontate libero....
Messaggio del 13-07-2007 alle ore 22:01:35
se rompeva la lavagna era la stessa cosa!
se rompeva la lavagna era la stessa cosa!
Messaggio del 13-07-2007 alle ore 22:02:17
si rumpè li palle abbuschè
si rumpè li palle abbuschè
Messaggio del 13-07-2007 alle ore 22:46:20
jena, la battuta è apprezzabile, ma la sostanza non cambia: per i reati contro la religione si viene inesorabilmente CONDANNATI!!
jena, la battuta è apprezzabile, ma la sostanza non cambia: per i reati contro la religione si viene inesorabilmente CONDANNATI!!
Messaggio del 13-07-2007 alle ore 22:46:52
mi correggo: per i reati contro LE religioni.
mi correggo: per i reati contro LE religioni.
Messaggio del 13-07-2007 alle ore 22:51:17
La legge Coranica
La legge Coranica

Messaggio del 13-07-2007 alle ore 22:54:11
semplicemente la legge dello stato italiano!!
semplicemente la legge dello stato italiano!!
Messaggio del 14-07-2007 alle ore 00:30:46
e chi mette in dubbio che esista una legge? Il problema è tuo che la applichi male.
e chi mette in dubbio che esista una legge? Il problema è tuo che la applichi male.
Messaggio del 14-07-2007 alle ore 00:38:21
chi è gentile, mo?
1) non ho mai detto il contrario
2) il diritto è qualcosa di più complesso di ciò che pensi tu, che fai l'anatomopatologo, otorino laringoiatra, odontotecnico, dentista, piedipiatti, terrorista, etc. etc.
chi è gentile, mo?
1) non ho mai detto il contrario
2) il diritto è qualcosa di più complesso di ciò che pensi tu, che fai l'anatomopatologo, otorino laringoiatra, odontotecnico, dentista, piedipiatti, terrorista, etc. etc.
Messaggio del 14-07-2007 alle ore 12:26:18
jena e libero, potete fare tutti i bla bla bla che volete, ma la condanna per il vilipendio del crocefisso, dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che il vilipendio alla religione viene perseguita. punto!
jena e libero, potete fare tutti i bla bla bla che volete, ma la condanna per il vilipendio del crocefisso, dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che il vilipendio alla religione viene perseguita. punto!
Messaggio del 14-07-2007 alle ore 12:31:43
Gentile nasce nel 1875 da Giovanni, farmacista, e Teresa Curti, figlia di un notaio. Vive la sua infanzia a Campobello di Mazara e frequenta il liceo Ximenes a Trapani. Nel 1895 vince il concorso per quattro posti di interno della Scuola Normale Superiore di Pisa, dove si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia. Ha come maestri, tra gli altri, Alessandro D'Ancona (prof. di letteratura, legato al metodo storico e al positivismo e di idee liberali), Amedeo Crivellucci (prof. di storia) e Donato Jaia (professore di filosofia, hegeliano seguace di Spaventa), che influirono molto sul suo pensiero filosofico da adulto.
Dopo la laurea nel 1897 ed un corso di perfezionamento a Firenze, Gentile ottiene una cattedra in Filosofia presso il liceo Mario Pagano a Campobasso. Nel 1900, si sposta al liceo Vittorio Emanuele di Napoli.
Nel 1901 sposa Erminia Nudi, conosciuta a Campobasso. Dal matrimonio nasceranno Teresa (1902), Federico (1904), i gemelli Gaetano e Giovanni (1906), Benedetto (1908) e Fortunato (1910).
Nel 1902 ottiene la libera docenza in filosofia teoretica e l'anno successivo quella in pedagogia. Ottiene poi la cattedra universitaria, prima a Palermo (1906-1914), dove frequenta il circolo Giuseppe Amato Pojero, poi a Pisa (fino al 1919) ed infine a Roma.
Durante gli studi a Pisa incontra Benedetto Croce con cui intratterrà un carteggio continuo dal 1896 al 1923: argomenti trattati dapprima la storia e la letteratura, poi la filosofia. Uniti dall'idealismo (su cui avevano comunque idee diverse), combattono insieme la loro battaglia intellettuale contro il positivismo e le degenerazioni dell'università italiana. Fondano nel 1903 la rivista La critica, per contribuire al rinnovamento della cultura italiana: Croce si occupa di letteratura e di storia, Gentile, invece, si dedica alla storia della filosofia. In quegli anni Gentile non ha ancora sviluppato il proprio sistema filosofico. L'attualismo avrà configurazione sistematica solo alle soglie della prima guerra mondiale. Nel 1920 fonda il Giornale critico della filosofia italiana.
All'inizio della prima guerra mondiale, tra i dubbi della non belligeranza, Gentile si schiera a favore della guerra come conclusione del Risorgimento italiano. Fino al 1922, Gentile non mostra alcun interesse nei confronti del fascismo. All'insediamento del regime fascista, viene nominato ministro della pubblica istruzione (1922-1924, per dimissioni volontarie). Come ministro attua nel 1923 una significativa riforma scolastica. L'istruzione era ferma sulla riforma delle legge Casati del 1859. Dopo la crisi Matteotti, date le dimissioni da ministro, Gentile viene chiamato a presiedere la Commissione dei Quindici (poi divenuta dei Diciotto), per la riforma della Costituzione Italiana.In realtà la Commissione non produrrà risultati significativi. Sarà Rocco l'architetto dell'ordinamento giuridico fascista.
Nel 1923 Gentile si iscrive al partito fascista con l'intento di fornire un programma ideologico e culturale. Nel 1925 pubblica il Manifesto degli intellettuali fascisti, in cui vede il fascismo come un possibile motore della rigenerazione morale e religiosa degli italiani e tenta di collegarlo direttamente al Risorgimento. Questo manifesto sancisce l'allontanamento definitivo da Benedetto Croce, che gli risponde con un contromanifesto.
Per le numerose cariche culturali e politiche, esercita durante tutto il ventennio fascista un forte influsso sulla cultura italiana e specialmente sul suo aspetto amministrativo e scolastico. È anche direttore scientifico dell'Enciclopedia Italiana dell'Istituto Giovanni Treccani dal 1925 al 1938 e vicepresidente dell'istituto dal 1933 al 1938. Nel 1925 promuove la nascita dell'Istituto Nazionale Fascista di Cultura, di cui è presidente fino al 1937. Nel 1928 diventa regio commissario della Scuola Normale Superiore di Pisa, nel 1932 direttore. Nel 1930 diventa vicepresidente dell'università Bocconi. Nel 1932 diventa Socio Nazionale della Reale Accademia Nazionale dei Lincei. Lo stesso anno inaugura l'Istituto Nazionale di Studi Germanici, di cui diviene presidente nel 1934. Nel 1933 inaugura e diviene presidente dell'Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente. Nel 1934 inaugura a Genova l'Istituto mazziniano. Nel 1937 diventa regio commissario e nel 1938 presidente del Centro Nazionale di Studi Manzoniani e nel 1941 è presidente della Domus Galileana a Pisa.
Non mancano comunque i dissensi col regime. In particolare il suo pensiero subisce un duro colpo nel 1929, alla firma dei Patti Lateranensi tra Chiesa cattolica e Stato Italiano: sebbene Gentile riconosca il cattolicesimo come forma storica della spiritualità italiana, non può accettare uno Stato non laico. Questo evento segna una svolta nel suo impegno politico militante. Inoltre Gentile non appoggerà mai le leggi razziali del 1938, come si evince da un carteggio con Benvenuto Donati durato per tutto il periodo tra il 1920 ed il 1943. Nel 1934 il Sant'Uffizio mette all'indice le opere di Gentile e di Croce. Nel 1936 comincia una lunga polemica contro il ministro dell'Educazione Nazionale Cesare Maria De Vecchi.
Gli ultimi interventi politici sono rappresentati da due conferenze nel 1943. Nella prima, tenuta il 9 febbraio a Firenze, dal titolo La mia religione, dichiara di essere cristiano e cattolico, sebbene creda nello Stato laico. Nella seconda, tenuta il 24 giugno al Campidoglio a Roma, dal titolo Discorso agli italiani, esorta all'unità nazionale, in un momento difficile della guerra che porterà alla fondazione della RSI. Dopo questi interventi si ritira a Troghi (FI), dove scrive la sua ultima opera, uscita postuma, Genesi e struttura della società, nella quale recupera l'antico interesse per la filosofia marxiana[citazione necessaria].
Nell'autunno del 1943, su invito di Benito Mussolini e dopo aver subito un duro e inatteso attacco da parte del ministro badogliano Leonardo Severi[citazione necessaria], Gentile aderisce alla Repubblica di Salò, auspicando tuttavia il ripristino dell'unità nazionale,e diventa presidente dell'Accademia d'Italia, con l'obbiettivo di riformare l'Accademia dei Lincei, e direttore della Nuova Antologia, con il proposito di accogliere "collaboratori non fascisti"[citazione necessaria].
Considerato, da alcune componenti politiche della resistenza, come uno dei principali responsabili del regime fascista, viene assassinato il 15 aprile 1944 sulla soglia della sua casa di Firenze, al Salviatino, da un gruppo partigiano fiorentino aderente ai GAP, come probabile conseguenza delle sue dichiarazioni pubbliche di alcune settimane prima in cui approvava ed esaltava la fucilazione di cinque giovani renitenti alla leva catturati durante un rastrellamento.
I due gappisti fiorentini, Bruno Fanciullacci (poi ucciso alcuni mesi dopo dalle forze italo-tedesche in un tentativo di fuga dopo essere stato catturato, al quale poco tempo fa nel comune di Pontassieve è stata dedicata una via) e Antonio Ignesti, si appostarono verso le 13,30 nei pressi della Villa del Salviatino e appena il filosofo giunse in auto, gli si avvicinarono tenendo sotto braccio dei libri per camuffarsi da studenti. Il filosofo abbassò il vetro per prestare ascolto ma fu subito colpito da una raffica. Fuggiti i due gappisti (che trovarono rifugio in casa del pittore Ottone Rosai, che stigmatizzò il fatto con dure parole), l'autista si diresse all'ospedale di Careggi per trasferirvi il filosofo morente, ma invano.
Gentile nasce nel 1875 da Giovanni, farmacista, e Teresa Curti, figlia di un notaio. Vive la sua infanzia a Campobello di Mazara e frequenta il liceo Ximenes a Trapani. Nel 1895 vince il concorso per quattro posti di interno della Scuola Normale Superiore di Pisa, dove si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia. Ha come maestri, tra gli altri, Alessandro D'Ancona (prof. di letteratura, legato al metodo storico e al positivismo e di idee liberali), Amedeo Crivellucci (prof. di storia) e Donato Jaia (professore di filosofia, hegeliano seguace di Spaventa), che influirono molto sul suo pensiero filosofico da adulto.
Dopo la laurea nel 1897 ed un corso di perfezionamento a Firenze, Gentile ottiene una cattedra in Filosofia presso il liceo Mario Pagano a Campobasso. Nel 1900, si sposta al liceo Vittorio Emanuele di Napoli.
Nel 1901 sposa Erminia Nudi, conosciuta a Campobasso. Dal matrimonio nasceranno Teresa (1902), Federico (1904), i gemelli Gaetano e Giovanni (1906), Benedetto (1908) e Fortunato (1910).
Nel 1902 ottiene la libera docenza in filosofia teoretica e l'anno successivo quella in pedagogia. Ottiene poi la cattedra universitaria, prima a Palermo (1906-1914), dove frequenta il circolo Giuseppe Amato Pojero, poi a Pisa (fino al 1919) ed infine a Roma.
Durante gli studi a Pisa incontra Benedetto Croce con cui intratterrà un carteggio continuo dal 1896 al 1923: argomenti trattati dapprima la storia e la letteratura, poi la filosofia. Uniti dall'idealismo (su cui avevano comunque idee diverse), combattono insieme la loro battaglia intellettuale contro il positivismo e le degenerazioni dell'università italiana. Fondano nel 1903 la rivista La critica, per contribuire al rinnovamento della cultura italiana: Croce si occupa di letteratura e di storia, Gentile, invece, si dedica alla storia della filosofia. In quegli anni Gentile non ha ancora sviluppato il proprio sistema filosofico. L'attualismo avrà configurazione sistematica solo alle soglie della prima guerra mondiale. Nel 1920 fonda il Giornale critico della filosofia italiana.
All'inizio della prima guerra mondiale, tra i dubbi della non belligeranza, Gentile si schiera a favore della guerra come conclusione del Risorgimento italiano. Fino al 1922, Gentile non mostra alcun interesse nei confronti del fascismo. All'insediamento del regime fascista, viene nominato ministro della pubblica istruzione (1922-1924, per dimissioni volontarie). Come ministro attua nel 1923 una significativa riforma scolastica. L'istruzione era ferma sulla riforma delle legge Casati del 1859. Dopo la crisi Matteotti, date le dimissioni da ministro, Gentile viene chiamato a presiedere la Commissione dei Quindici (poi divenuta dei Diciotto), per la riforma della Costituzione Italiana.In realtà la Commissione non produrrà risultati significativi. Sarà Rocco l'architetto dell'ordinamento giuridico fascista.
Nel 1923 Gentile si iscrive al partito fascista con l'intento di fornire un programma ideologico e culturale. Nel 1925 pubblica il Manifesto degli intellettuali fascisti, in cui vede il fascismo come un possibile motore della rigenerazione morale e religiosa degli italiani e tenta di collegarlo direttamente al Risorgimento. Questo manifesto sancisce l'allontanamento definitivo da Benedetto Croce, che gli risponde con un contromanifesto.
Per le numerose cariche culturali e politiche, esercita durante tutto il ventennio fascista un forte influsso sulla cultura italiana e specialmente sul suo aspetto amministrativo e scolastico. È anche direttore scientifico dell'Enciclopedia Italiana dell'Istituto Giovanni Treccani dal 1925 al 1938 e vicepresidente dell'istituto dal 1933 al 1938. Nel 1925 promuove la nascita dell'Istituto Nazionale Fascista di Cultura, di cui è presidente fino al 1937. Nel 1928 diventa regio commissario della Scuola Normale Superiore di Pisa, nel 1932 direttore. Nel 1930 diventa vicepresidente dell'università Bocconi. Nel 1932 diventa Socio Nazionale della Reale Accademia Nazionale dei Lincei. Lo stesso anno inaugura l'Istituto Nazionale di Studi Germanici, di cui diviene presidente nel 1934. Nel 1933 inaugura e diviene presidente dell'Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente. Nel 1934 inaugura a Genova l'Istituto mazziniano. Nel 1937 diventa regio commissario e nel 1938 presidente del Centro Nazionale di Studi Manzoniani e nel 1941 è presidente della Domus Galileana a Pisa.
Non mancano comunque i dissensi col regime. In particolare il suo pensiero subisce un duro colpo nel 1929, alla firma dei Patti Lateranensi tra Chiesa cattolica e Stato Italiano: sebbene Gentile riconosca il cattolicesimo come forma storica della spiritualità italiana, non può accettare uno Stato non laico. Questo evento segna una svolta nel suo impegno politico militante. Inoltre Gentile non appoggerà mai le leggi razziali del 1938, come si evince da un carteggio con Benvenuto Donati durato per tutto il periodo tra il 1920 ed il 1943. Nel 1934 il Sant'Uffizio mette all'indice le opere di Gentile e di Croce. Nel 1936 comincia una lunga polemica contro il ministro dell'Educazione Nazionale Cesare Maria De Vecchi.
Gli ultimi interventi politici sono rappresentati da due conferenze nel 1943. Nella prima, tenuta il 9 febbraio a Firenze, dal titolo La mia religione, dichiara di essere cristiano e cattolico, sebbene creda nello Stato laico. Nella seconda, tenuta il 24 giugno al Campidoglio a Roma, dal titolo Discorso agli italiani, esorta all'unità nazionale, in un momento difficile della guerra che porterà alla fondazione della RSI. Dopo questi interventi si ritira a Troghi (FI), dove scrive la sua ultima opera, uscita postuma, Genesi e struttura della società, nella quale recupera l'antico interesse per la filosofia marxiana[citazione necessaria].
Nell'autunno del 1943, su invito di Benito Mussolini e dopo aver subito un duro e inatteso attacco da parte del ministro badogliano Leonardo Severi[citazione necessaria], Gentile aderisce alla Repubblica di Salò, auspicando tuttavia il ripristino dell'unità nazionale,e diventa presidente dell'Accademia d'Italia, con l'obbiettivo di riformare l'Accademia dei Lincei, e direttore della Nuova Antologia, con il proposito di accogliere "collaboratori non fascisti"[citazione necessaria].
Considerato, da alcune componenti politiche della resistenza, come uno dei principali responsabili del regime fascista, viene assassinato il 15 aprile 1944 sulla soglia della sua casa di Firenze, al Salviatino, da un gruppo partigiano fiorentino aderente ai GAP, come probabile conseguenza delle sue dichiarazioni pubbliche di alcune settimane prima in cui approvava ed esaltava la fucilazione di cinque giovani renitenti alla leva catturati durante un rastrellamento.
I due gappisti fiorentini, Bruno Fanciullacci (poi ucciso alcuni mesi dopo dalle forze italo-tedesche in un tentativo di fuga dopo essere stato catturato, al quale poco tempo fa nel comune di Pontassieve è stata dedicata una via) e Antonio Ignesti, si appostarono verso le 13,30 nei pressi della Villa del Salviatino e appena il filosofo giunse in auto, gli si avvicinarono tenendo sotto braccio dei libri per camuffarsi da studenti. Il filosofo abbassò il vetro per prestare ascolto ma fu subito colpito da una raffica. Fuggiti i due gappisti (che trovarono rifugio in casa del pittore Ottone Rosai, che stigmatizzò il fatto con dure parole), l'autista si diresse all'ospedale di Careggi per trasferirvi il filosofo morente, ma invano.
Messaggio del 14-07-2007 alle ore 15:52:37
...per la kronaka, è stato kondannato ai lavori socialmente utili dal KONSIGLIO DI KLASSE, non da un tribunale...
...per la kronaka, è stato kondannato ai lavori socialmente utili dal KONSIGLIO DI KLASSE, non da un tribunale...
Messaggio del 14-07-2007 alle ore 16:09:05
poteva semplicemente rompere le corna di suo padre a casa sua invece del crocefisso in classe.
ben venga la condanna, se non per vilipendio alla religlione, almeno per la distruzione di una cosa che non gli apparteneva
poteva semplicemente rompere le corna di suo padre a casa sua invece del crocefisso in classe.
ben venga la condanna, se non per vilipendio alla religlione, almeno per la distruzione di una cosa che non gli apparteneva
Messaggio del 14-07-2007 alle ore 17:07:32
hafis, adel smith fu condannato dal "consiglio delle infermiere professionali", quando gettò il crocefisso all'ospedale dell'aquila???
certo che a volte siete eroici, sostenete l'insostenibile!!
hafis, adel smith fu condannato dal "consiglio delle infermiere professionali", quando gettò il crocefisso all'ospedale dell'aquila???
certo che a volte siete eroici, sostenete l'insostenibile!!
Messaggio del 14-07-2007 alle ore 17:52:53
Gentile, tu scrivi e scrivi ma non sai nemmeno cosa stai a dì.
Gentile, tu scrivi e scrivi ma non sai nemmeno cosa stai a dì.
Messaggio del 14-07-2007 alle ore 19:51:46
(da lastampa.it )
" Quindici giorni di sospensione dalle lezioni, ma commutati in un impegno sociale: per ogni giorno di scuola, da settembre a giugno del prossimo anno, dovrà dedicare due ore al volontariato presso enti accreditati.
[...] La decisione della sospensione, poi commutata in attività socialmente utile, è stata presa dal consiglio di classe..."
KLIKKA QUI
...Gentile, la mia era una semplice rettifika... non ho sostenuto niente... ma soprattutto, perké mi parli al plurale?!? ..."siete" ki?!?
Messaggio del 14-07-2007 alle ore 21:01:02
...ciò non toglie ke
"Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibili o imbratta cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto è punito con la reclusione fino a due anni." (art 404 C.P.)
...ciò non toglie ke
"Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibili o imbratta cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto è punito con la reclusione fino a due anni." (art 404 C.P.)
Messaggio del 14-07-2007 alle ore 23:14:01
hafis, quindi con il secondo post mi stai dando PERFETTAMENTE RAGIONE!! ti ringrazio.
hafis, quindi con il secondo post mi stai dando PERFETTAMENTE RAGIONE!! ti ringrazio.
Messaggio del 15-07-2007 alle ore 03:18:21
sci scusa, ma che cakkio stai a dì?
conosco i reati contro il sentimento religioso PERFETTAMENTE
c'ho fatto anche dei seminari...
stai dicendo cose senza senso... cosa avrei detto io?
ok, lasciami cullare sui miei accademici allori, confusionario!
sci scusa, ma che cakkio stai a dì?
conosco i reati contro il sentimento religioso PERFETTAMENTE
c'ho fatto anche dei seminari... stai dicendo cose senza senso... cosa avrei detto io?
ok, lasciami cullare sui miei accademici allori, confusionario!

Messaggio del 15-07-2007 alle ore 03:43:58
c'ho fatto anche dei seminari...
sei stato in seminario!!!!
c'ho fatto anche dei seminari...
sei stato in seminario!!!!
Nuova reply all'argomento:
per la cronaca...
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