Cultura & Attualità

olimpiadi in cina
Messaggio del 16-10-2007 alle ore 13:45:47
Olimpiadi, un'occasione persa per i diritti umani in Cina



di Don Vinicio Albanesi



La proibizione di importare in Cina materiale “propagandistico” (comprese i materiali religiosi) che il Comitato olimpico per le olimpiadi di Cina 2008 (BOCOG) aveva dapprima annunciato e poi corretto, fa parte dell’ambiguità caratteristica delle autorità di quel paese che affermano le libertà (di opinione, di informazione, di culto) che poi negano con atti polizieschi (persecuzione del dissenso, delle fedi e non solo).
Il problema non è la Cina che conosciamo bene per la sua politica di negazione dei diritti dell’uomo, ma della realpolitik che l’America, l’Europa e l’intero mondo applica nei suoi confronti.
Le Olimpiadi potevano essere un’ottima occasione di trattative per maggiori libertà. Non lo sarà perché la grande macchina dell’economia – perché di questo si tratta – si è messa in moto e sembra che nessun altro pensiero possa fermare investimenti, occasioni, kermesse.
Il mondo dell’informazione si dichiara soddisfatto perché nelle regole imposte non ci sarebbe restrizioni di sorta: vedremo.
Almeno gli addetti allo sport ci risparmiassero le “motivazioni” bavose che lo sport non si occupa di diritti umani, perché non si occuperebbe di politica. Non la pensava Pierre de Coubertin nel 1896, quando inventò le Olimpiadi, non lo pensa nessun individuo che dica la verità. Lo sport, ai livelli di preparazione e di spettacolo dei nostri giorni, si occupa di umanità abbondantemente. Basti pensare alle persone che coinvolge, agli interessi che attiva, all’attenzione che attrae. Non è mai lecito separare l’uomo in sfere autonome: farlo in Cina è grave. Lo sport non ne esce rafforzato. E chi si volge dall’altra parte per non vedere non è né sportivo, né coraggioso.



16/10/2007 10:48
MYANMAR
Boicottare le Olimpiadi di Pechino per liberare il Myanmar
di Piero Gheddo
Anche se ha scarse possibilità di successo, la proposta appare come l’unica strada per far muovere la Cina, la sola che può veramente costringere la giunta militar-socialista ad ascoltare il popolo. L’alternativa è il silenzio che entro breve tempo tornerà ad avvolgere il dramma dei birmani.


Roma (AsiaNews) - Alcuni amici dalla Birmania mi scrivono: “Aiutateci! Per noi è problema di vita o di morte!”. Da Yangon uno molto ben informato scrive: “Le sanzioni economiche alla Birmania contano nulla, poiché il regime può schiacciare il popolo come vuole e quanto vuole. Ha azzerato l’unica forza di opposizione, i monaci buddisti, e può importare ed esportare tutto quanto gli occorre della Cina: i capitali gli vengono soprattutto dal commercio di oppio e dalla vendita di gas e di petrolio. Se non succede qualcosa in campo internazionale che possa liberarci da questa schiavitù interminabile, fra alcuni mesi tutto ritornerà come prima! A noi, schiavi del nostro tempo, pare che l’unica cosa da fare sia di boicottare le Olimpiadi cinesi. Crediamo sia la sola minaccia che può portare la Cina e poi il regime birmano ad ascoltare il popolo e concedergli la libertà di cui ha diritto”.

Ancora oggi, dal Myanmar riferiscono della massiccia presenza di militari intorno alle due pagode più famose di Yangon, la Shwedagon e la Sule. Forte è anche la presenza dei soldati intorno alla pagoda Kyaikkasan a Thingangyun, nella quale numerosi monaci sono stati rastrellati e si dice che alcuni siano stati uccisi: 15 camionette sono vicine alla pagoda e l’hanno chiusa, lasciando aperto un solo ingresso.

Già si è parlato di boicottare le Olimpiadi dell’estate 2008 in Cina, ma finora la proposta non decolla. Anzi, due mesi dopo l’inizio della rivolta contro la dittatura militar-socialista della Birmania, la situazione è nettamente peggiorata e non si vedono segni di miglioramento. L’ONU è bloccata da Cina e Russia e sta tramontando l’interesse dell’Occidente per i monaci buddhisti e il popolo birmano, mentre la pesante repressione dei militari è giunta fin dove non erano arrivati né gli spietati imperatori di un tempo (nel 1878 il ventenne Thibaw fece strangolare 86 parenti: arrestato a Mandalay dagli inglesi nel 1886 e mandato in esilio in India) né i colonizzatori inglesi e nemmeno i giapponesi che avevano invaso la Birmania negli anni 1942-1945. Per millenaria tradizione, i luoghi sacri del buddismo erano sempre rispettati. Oggi si hanno notizie di assalti ai conventi e alle pagode, antichi Budda decapitati per ricuperare le pietre preziose incastonate, monaci uccisi, migliaia di loro arrestati: li vedremo nelle regioni remote (non le poche frequentate dai turisti) al lavoro lungo le strade, legati in coppia con una catena (come ho visto personalmente pochi anni fa). Questa la sorte dei monaci buddisti. Facile immaginare la fine delle decine di migliaia di laici che sono scesi in piazza a protestare, in maggioranza giovani!

Anche a noi di AsiaNews il boicottaggio delle Olimpiadi sarebbe l’unica proposta che potrebbe portare a qualche risultato concreto per la liberazione del popolo birmano. Non importa molto che poi possa avere più o meno successo. Da anni la Cina ha investito miliardi e miliardi di dollari nel preparare le Olimpiadi e ci gioca la sua “faccia” a livello mondiale. Vuole apparire un paese moderno, ricco, evoluto, organizzato, affidabile. La minaccia condivisa da molti popoli di un boicottaggio di quell’evento storico per i dirigenti cinesi è peggio di qualsiasi altro insuccesso o bancarotta. Fra due-tre mesi il popolo birmano sarà di nuovo stabilmente sotto il tallone di ferro delle armi birmane e cinesi, chissà per quanti decenni ancora. E noi saremo qui a consolarci facendo marce e fiaccolate e tentando il “dialogo” con i satrapi birmani e i loro protettori cinesi. Ma è possibile che la Cina continui ad opprimere (o aiuti chi opprime) i diritti umani in Tibet, in Birmania, in Darfur e altrove e sia considerata intoccabile per motivi economici? Sono autentici i nostri pacifismi e le nostre proteste per le violazioni dei diritti dell’uomo?



2007-10-16 13:25
Medaglia al Dalai Lama, la Cina minaccia gli Stati Uniti




PECHINO - Il conferimento al Dalai Lama di una medaglia da parte del Congresso degli Stati Uniti, portera' "un grave danno" alle relazioni tra Cina ed Usa. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli esteri Liu Jianchao in una conferenza stampa a Pechino. La cerimonia in onore del Dalai Lama, il leader tibetano che vive in esilio dal 1959, e' prevista per domani. Un portavoce della Casa Bianca ha detto che il presidente George W.Bush sara' presente. In precedenza erano stati i delegati della Regione Autonoma del Tibet al 17esimo Congresso del Partito Comunista Cinese, in corso a Pechino, a tuonare contro il conferimento della medaglia al leader tibetano. "Siamo furiosi - ha affermato il leader regionale del Partito Zhang Qingli - se il Dalai Lama riceve un premio del genere, vuole dire che nel mondo non c' e' giustizia, non ci sono buone persone". "Sara' un'iniezione di cardiotonico per le attivita' secessioniste", ha aggiunto il presidente della Regione Autonoma, Qiangba Puncog. Liu Jianchao, il portavoce del ministero degli esteri, ha precisato che secondo la Cina conferire un riconoscimento al Dalai Lama costituisce "una grave interferenza negli affari interni cinesi". Il leader tibetano chiede per il Tibet una "genuina autonomia" ma Pechino continua ad accusarlo di essere favorevole all'indipendenza del Tibet. La scorsa settimana Pechino ha cancellato una serie di incontri gia' in calendario con delegazioni tedesche in una rappresaglia contro il cancelliere Angela Merkel, colpevole di aver ricevuto il leader tibetano e premio Nobel per la pace. Nelle ultime settimane la stampa cinese ha pubblicato una lunga serie di violenti articoli contro il Dalai Lama, accusandolo tra l' altro di essere un assassino ed un sostenitore di sette di fanatici religiosi come quella giapponese dell' Aum Shirikyo, responsabile di attentati che hanno causato la morte di decine di persone. Non e' chiaro se gli articoli facciano parte di un tentativo di bloccare la cerimonia in onore del leader tibetano a Washington o abbiano altre motivazioni.(ANSA)

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mi fa schifo , hafis pensaci tu!

Messaggio del 16-10-2007 alle ore 17:52:30



...io non so quale mi fa più skifo...
...certo, komunque, è ridikolo ke l'Occidente, kulla dell'illuminismo, della Ragione e delle teorie di egualitarietà e giustizia sociale del 19° sec., oggi stia in queste kondizioni... il Resto del Mondo ha usato le NOSTRE lotte e konquiste per emanciparsi, mentre noi ci siamo ripiegati sotto le vesti di preti e monaci, ora anke di quelli buddisti, in un Medioevo del terzo millennio ke meriterebbe una sola kosa: un definitivo OLOKAUSTO nukleare.
Messaggio del 16-10-2007 alle ore 18:15:34
    
Quote:
un definitivo OLOKAUSTO nukleare.

Che brutte parole, mamma mia... Non so a chi converrebbe una cosa del genere
Messaggio del 16-10-2007 alle ore 18:36:58

...io non so quale mi fa più skifo...



a me piace invece il Dalai Lama..

Messaggio del 16-10-2007 alle ore 18:40:04
Io sono buddista una volta al mese.



Messaggio del 16-10-2007 alle ore 19:35:51



Messaggio del 17-10-2007 alle ore 00:44:20
Il Dalai Lama è una figura intoccabile per quello che rappresenta per l'umanità intera,non si può minimamente paragonare col Papa,prima di tutto perchè non rappresenta una religione ma una filosofia di vita alla quale chiunque si può avvicinare ,e perchè non usa nessun tipo di coercizione morale a differenza del Papa con tutto quello che predica. La persecuzione che deve subire il Dalai Lama è vergognosa. Personalmente non avrei permesso alla Cina di ospitare le Olimpiadi, il boicottaggio sarebbe stato un gesto doveroso da parte del mondo intero visto che quel paese si macchia giornalmente di azioni deprecabilissime contro la dignità umana.Penso seriamente che la Cina sia un esempio continuo di inciviltà.
Messaggio del 17-10-2007 alle ore 02:17:36

Personalmente non avrei permesso alla Cina di ospitare le Olimpiadi, il boicottaggio sarebbe stato un gesto doveroso da parte del mondo intero visto che quel paese si macchia giornalmente di azioni deprecabilissime contro la dignità umana.Penso seriamente che la Cina sia un esempio continuo di inciviltà.




ti quoto da pazzi!!
Messaggio del 17-10-2007 alle ore 04:40:19

un gesto doveroso da parte del mondo intero


noi non siamo il mondo intero... noi (Occidente) siamo skarsi mezzo miliardo di persone, e non abbiamo nessun diritto di stabilire qual'è il bene e qual'è il male per il restante 90% dell'umanità...
Messaggio del 17-10-2007 alle ore 04:43:06
p.s. Just, Asianews è quello delle braccia di bambino bollite allo zenzero trovate nella diskarika...
Messaggio del 17-10-2007 alle ore 10:23:00

il boicottaggio sarebbe stato un gesto doveroso da parte del mondo intero visto che quel paese si macchia giornalmente di azioni deprecabilissime contro la dignità umana


una frase applicabile a tanti, troppi paesi, no!? mica solo alla cina.

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