Messaggio del 24-09-2007 alle ore 19:27:06
Afghanistan - 27.7.2007
Stragi Nato
Ancora decine di civili uccisi dalle bombe Nato in Afghanistan
Nei giorni scorsi, il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, ha nuovamente criticato le stragi di civili provocate dai bombardamenti aerei condotti nell’ambito di Enduring Freedom, riproponendo la falsa idea che quella Usa sia la missione “cattiva” contrapposta alla missione “buona” della Nato, International Security Assistance Force (Isaf) – quella a cui l’Italia partecipa –, spacciata come esclusivamente dedita a compiti di polizia e assistenza umanitaria.
La realtà sul campo è ben diversa. Lo testimoniano, drammaticamente, le decine di civili afgani uccisi ogni giorno dai bombardamenti condotti dall’aviazione Nato nell’ambito dell’operazione Isaf. L’ultima strage la scorsa notte: almeno quaranta civili, tra cui molti donne e bambini, sono morti nel bombardamento Nato del villaggio di Kumbarak, nella provincia di Helmand. Lo hanno confermato le autorità governative locali e anche un parlamentare afgano originario della zona.
La notte precedente, altre decine di civili erano rimasti uccisi in un altro bombardamento Nato nella zona di Musa Qala, sempre in Helmand.
Aziz Ahmad Tassal, giornalista afgano collaboratore dell’Institute for War and Peace Reporting, ha visitato il villaggio di Hyderabad, teatro della più sanguinosa strage di civili compiuta dalla Nato: 135 civili uccisi la sera del 29 giugno, quando i caccia hanno bombardato prima il villaggio e poi la gente che fuggiva. Ecco un estratto del suo reportage.
Bombe sul trattore carico di civili in fuga. Arrivano altri anziani del villaggio.
Uno di loro, Mohammad Faroq, racconta: “Una quarantina di persone, in maggioranza donne, bambini e anziani, stipati sul rimorchio di un trattore, hanno cercato di fuggire dal villaggio mentre cadevano ancora le bombe. Ma un aereo li ha seguiti e ha bombardato anche loro, uccidendoli tutti”.
Era il rottame che avevo visto lungo la strada.
“Altre persone hanno tentato la fuga correndo via, a piedi”, continua Faroq. “Sono stati tutti uccisi dalle mitragliatrici degli aerei. La mattina dopo, c’erano cadaveri dappertutto. Il villaggio era pieno di morti, era diventato un cimitero”.
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 19:19:19
Per il blitz vero e proprio come dice dekkard il Sas è nettamente più preparato, probabilmente gli italiani hanno liberato l'area esterna
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 19:16:50
Il Giornale dice: quote:
. Sul terreno sono stati impegnati sia i paracadutisti del Col Moschin sia gli inglesi del Sas (Special air service) e dell’Sbs (Special boat service).
Ma chi ha sparato ai rapitori? «Probabilmente gli inglesi, che erano nelle postazioni avanzate - spiega la fonte -, ma tutti gli uomini impegnati avevano ovviamente licenza di sparare». Quanto alle condizioni dei due militari, uno ha riportato ferite lievi; quello più grave, invece, ha una ferita alla testa.
Panorama invece parla di Sas, incursori (comsubin) e Col Moschin...
GERESHK (Afghanistan) - Strage di civili nell'Afghanistan meridionale mentre a Roma si prepara la conferenza internazionale sullo stato della giustizia in Afghanistan che inizierà domani. I corpi senza vita di 45 persone sono stati finora recuperati dopo i bombardamenti della Nato e della coalizione a guida americana della notte tra venerdì e sabato. Inizialmente si era parlato di 65 civili uccisi, ma oggi il responsabile del distretto Dor Alishah ha ridimensionato il bilancio delle vittime basandosi sui cadaveri recuperati. Non ha però escluso che altri corpi possano venire trovati. "Dalle nostre indagini", ha detto Alishah, "vi sarebbero numerose donne e bambini tra le vittime". Il presidente afgano, Hamid
Karzai, ha istituito una commissione d'inchiesta governativa per indagare sulla strage.
La fonte ha aggiunto che secondo capi tribali locali nei bombardamenti sono stati uccisi anche 62 taliban. Sull'accaduto la Nato ha aperto un'inchiesta ed ha ammesso che vi sono state vittime civili, senza però fare numeri. Nella mattinata di oggi poi un terrorista suicida si è lanciato contro un convoglio della Nato nell'Afghanistan meridionale, nella provincia di Helmand, dove più intensi sono gli scontri tra truppe internazionali e taliban. Secondo quanto ha detto all'agenzia France Presse il capo del distretto, un veicolo della Nato è stato investito dall'esplosione ma non si sa al momento se tra i soldati vi siano vittime.
Fonti del comando britannico, da cui dipende la sicurezza nel distretto, hanno confermato l'attacco senza fornire altri elementi. E ieri c'erano stati altri attacchi degli insorti, con un soldato britannico rimasto ucciso. In bombardamenti aerei compiuti congiuntamente dalle forze Nato (Isaf) e da quelle a comando americano decine di civili erano rimasti uccisi rinfocolando le polemiche delle ultime settimane sui 'danni collaterali' della guerra ai taliban.
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 19:01:00
Provincia di Kapisa, 4 marzo 2007: ancora orrore. Due ordigni da 900 kg. sganciati da un bombardiere B.1 della "coalizione antiterrorismo" colpiscono una povera abitazione civile: nove i morti, tra i quali cinque donne, tre bambini e un anziano. Il maggiore William Mitchell, portavoce delle forze Isaf-Nato, ha cinicamente spiegato che non è stato possibile accertare quante persone siano realmente perite, per cui è stato accettato il bilancio fornito dalle autorità locali, ritenuto "in linea con le stime". Appena il giorno prima, un altro massacro era stato compiuto sulla strada di Jalalabad da soldati Usa che avevano sparato indiscriminatamente; le foto delle vittime - almeno una decina - sono state distrutte dagli stessi militari.
Fin dal gennaio 2002, considerato l'elevato numero di vittime civili, le pur asservite autorità governative afgane avevano ufficialmente richiesto ai comandi statunitensi di Enduring Freedom l'interruzione dei bombardamenti aerei. Da allora questi non solo sono continuati, ma nell'ultimo anno sono aumentati per numero e intensità, toccando la media giornaliera di circa 50 incursioni Usa e Nato, sia con cacciabombardieri che bombardieri pesanti, inclusi i micidiali B.1 e B.52.
Gruppi per i diritti umani e la Missione di assistenza dell'Onu in Afganistan hanno ripetutamente condannato gli eccidi di civili. Secondo alcune fonti mediche, soltanto nel 2006, sono stati seimila i morti civili in Afganistan (contro i duemila del 2005 e i 700 del 2004), di cui soltanto la metà sono stati considerati "presunti combattenti talebani": formula questa, come è stato da più parti denunciato, utilizzata sistematicamente per nascondere i civili vittime di rastrellamenti, rappresaglie, attacchi aerei.
Così, neanche l'ultima tanto propagandata operazione, denominata "Achille", potrà conseguire effetti risolutivi: la guerra non risolve la guerra.
Questa volta, il decreto copre un anno (circa 1 miliardo e 200 milioni di euro lo stanziamento, di cui 915 milioni per la parte militare ed il resto per discutibili progetti di ricostruzione) .
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 18:56:53
In sole 24 ore - il tempo del rapimento dei due militari italiani in Afghanistan e del successivo blitz - la maggioranza di governo è riuscita ad esprimere non meno di cinque linee diverse. Il segretaro del Pdci Oliviero Diliberto, quasi non aspettasse altro, ha chiesto il “ritiro immediato” del nostro contingente. Il suo collega di Rifondazione, Franco Giordano, si è sentito “un po’ distante da Diliberto”. Questa la sua ricetta: “Prima trattiamo, trattiamo, trattiamo. Poi parleremo di ritiro delle truppe”. Il suo capogruppo al Senato, Giovanni Russo Spena, esprime comunque “dubbi sull’azione di forza”.
Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, era ovviamente su tutte le furie: oltre alla liberazione dei suoi militari doveva pensare anche al fronte interno. Forse avrebbe fatto volentieri uno scambio, alleati di governo contro soldati. Nel frattempo a New York il ministro degli Esteri Massimo D’Alema diceva la sua (e fin qui nulla di male), magari però aggiungendo qualche particolare di troppo: non si trattava di semplici sottufficiali, ma di “funzionari”, cioè di agenti dei servizi segreti. Romano Prodi, anche lui a New York, ha precisato di seguire costantemente la situazione e di avere “tutti i canali aperti”.
Nessuno, né nel loquace governo né nella loquacissima maggioranza, è sembrato ricordarsi di concordare una versione comune dei fatti, magari una versione “ufficiale” ma, come si fa in questi casi, la più adatta a minimizzare gli eventuali danni. Erano giornalisti, no una pattuglia in perlustrazione, addetti agli aiuti umanitari, esperti delle “squadre speciali”, infine agenti dell’intelligence.
La malignità che circola tra gli addetti ai lavori è che il blitz è stato fatto assieme agli inglesi per poter addossare loro un’eventuale finale drammatico. Gli italiani sono feriti, uno seriamente, e c’è poco da scherzare. Certo è che se i talebani o chi per loro volevano approfittare della debolezza del governo italiano, ben istruiti dal precedente di Daniele Mastrogiacomo, anche stavolta hanno sfiorato il colpaccio. E qualcosa lascia prevedere che, anche in politica, la faccenda non finisca qui.
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 18:38:42
Si i comunisti da Varsavia, Berlino, Praga, Budapest, Bucarest, Belgrado (a furia di missili nel culo), Tirana, Sofia
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 18:31:59
Forse possono aver pesato considerazioni politiche visto che ogni mossa del nostro contingente ha ripercussioni in Parlamento.
chissà cosa prevedevano le regole di ingaggio in casi come questo!
i nostri militari per difendersi al massimo possono sputare al nemico ,
stando ben attenti però a non prenderlo in faccia , che potrebbe risultare offensivo!
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 18:25:40
WASHINGTON – «Chi osa vince» è il motto dei Sas (Special Air Service), i commandos delle forze speciali inglesi. Il reparto vanta una lunga tradizione militare, impiegato sia per azioni di antiterrorismo che in missioni dietro le linee nemiche. Formato nel 1941, durante il conflitto mondiale, è stato poi adattato alle nuove esigenze belliche. In Iraq hanno dato la caccia agli Scud di Saddam, in Afghanistan sono stati impegnati in operazioni ad alto rischio, compresa la ricerca dei capi di Al Qaeda.
IL REPARTO ITALIANO - La selezione per entrare nei Sas è severissima, così come l’addestramento. E anche una volta «arruolati», i commandos devono mantenere un livello di preparazione alto. E’ famosa l’ultima prova alla quale vengono sottoposte le reclute. E’ la «long drag», una marcia di 60 chilometri in un terreno aspro, con uno zaino da 25 chili sulle spalle. Il tempo massimo è di 20 ore. L’intervento per liberare i due militari italiani è una delle ipotesi operative per i quali i Sas sono addestrati. E inoltre si inquadra nella tattica sempre più aggressiva adottata dalla Nato in Afghanistan. Colpi di mano e raid aerei per neutralizzare le bande talebane colpendole alla testa. Ossia eliminando i mullah che coordinano i gruppi guerriglieri. Nella prima ricostruzione fornita dalla Difesa, sono statoi proprio i soldati inglesi a condurre la fase finale del blitz «in coordinamento» con le unità speciali italiane, i Comsubim della Marina e i parà.
SCAMBI DI FAVORI - Su uno scacchiere complesso come quello afghano, dove opera una forza multinazionale, gli «scambi di favori» sono possibili. Un contingente offre gli elicotteri, un altro gli aerei, un terzo gli uomini. Posizione geografica e logistica possono determinare la scelta. E’ però legittimo domandarsi perché la liberazione non sia stata affidata ai commandos della Marina, un reparto tra i migliori della Nato e che per può gareggiare per tradizione e coraggio con chiunque. Forse possono aver pesato considerazioni politiche visto che ogni mossa del nostro contingente ha ripercussioni in Parlamento.
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 18:01:46
Lo storming nell'edificio e' stato compiuto dalla SAS...il Col Moschin seppur un ottimo reparto e' specializzato in operazione dietro le linee nemiche,sabotaggi,illuminazioni bersagli et similia non e' adattissimo a compiere missioni che prevedono la liberazione di ostaggi...Da quello che si e' appreso non e' stata un operazione facilissima anche perche' gli 2 ostaggi erano rinchiusi in un luogo isolato e con la presenza di numerosi uomini armati....avvicinarsi senza essere individuati ad un simile bersaglio non e' affatto semplice....
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 17:53:43
Quoto Dean - branco di deficienti -
Questo, però, dimostra che, se si vuole fare, le cose si fanno. Tutto il resto è politica.
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 17:34:13
Non c'entrerà molto, ma io per il SAS e affini...Dean, tu che mi sembri un esperto, mi consiglieresti dei libri (romanzi vanno anche bene) in tema? Ti dico già che ho letto molti libri di F. Forsyth...
Scusate l'Off Topic
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 10:19:16
Sono stati commessi degli errori durante la liberazione da parte dei soldati britannici.
Meno male che c'erano i carabinieri!
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 10:10:40
2007-09-24 08:14
Afghanistan: liberati italiani
(ANSA) - ROMA, 24 SET - I due militari italiani sequestrati in Afghanistan sono stati liberati oggi in seguito ad un blitz delle forze della Nato a Farah.Durante l'operazione sono rimasti feriti, uno in modo serio. Lo si apprende dal Ministero della Difesa. I due militari, secondo quanto rende noto il Ministero della Difesa 'sono attualmente trattati presso una struttura ospedaliera di Isaf', la forza della Nato in Afghanistan. Le famiglie sono state informate della avvenuta liberazione dei loro congiunti.
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 10:03:28
Liberati con un blitz...Devono essere personaggi abbastanza importanti per essere stati liberati dopo neanche 2 giorni...
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 01:12:06
2007-09-23 22:12
Afghanistan, due militari italiani rapiti a Herat
A pochi mesi dalla vicenda del giornalista Daniele Mastrogiacomo, torna l'incubo sequestri per gli italiani in Afghanistan. Gli ostaggi questa volta sono due militari (ma qualcuno pensa siano uomini dell'intelligence), rapiti insieme all'autista ed all'interprete afgani nell'area di Shindand. Il premier Romano Prodi segue la situazione, il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha avuto il sostegno del presidente afgano Hamid Karzai e del segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice, il ministro della Difesa, Arturo Parisi, invita la stampa alla prudenza. CONTATTI PERSI IERI SERA - I militari, secondo la ricostruzione del ministero della Difesa, operavano nella regione Ovest, sede del Team di ricostruzione provinciale italiano di Herat. Si trovavano nel distretto di Shindand, nell'area meridionale della regione, piu' vicina al turbolento sud dell'Afghanistan, teatro della guerriglia talebana. I due svolgevano "attivita' di collegamento con le forze di polizia locali". In pratica, tenevano i contatti con le autorita' della regione, cercando di favorire la collaborazione ed i buoni rapporti con il contingente. L'allarme e' scattato ieri sera, quando i due italiani non hanno rispettato alcuni degli appuntamenti telefonici previsti in questi casi. Dopo una nottata spesa a cercare di ripristinare i contatti, nella mattinata ha preso sempre piu' corpo l'ipotesi del rapimento. Anche perché non si e' avuta notizia di scontri a fuoco nella zona, cosa che avrebbe fatto temere il peggio. NELLE MANI DEI TALEBAN? - Un'ipotesi avvalorata da una fonte della polizia locale citata dalla solitamente bene informata agenzia afgana Pajhwok. I due italiani, secondo la fonte, sarebbero stati rapiti dal mullah Akhtar Muhammad nei pressi del check point di Khoja Hesah, sulla strada tra Zer Koh e Azizabad. Akhtar Muhammad avrebbe poi consegnato gli ostaggi al comandante talebano Maulvi Abdul Hamid Ishaqzai, che li ha portati nel distretto di Andara della provincia di Farah, a sud di Shindand. L'agenzia scrive anche che i due italiani avrebbero visitato piu' volte in passato l'area di Azizabad. A smentire il coinvolgimento dei Taleban nel rapimento era stato in precedenza uno dei portavoce della formazione, Qari Mohammad Yussef Ahmadi. Una smentita citata dal ministro D'Alema, che ha sottolineato l'assenza di rivendicazioni per ora ed ha invitato ad evitare confusione. Chiunque siano i rapitori, e' certo che in Afghanistan sono aumentati i sequestri da parte di bande criminali, che hanno ottenuto ingenti somme di denaro per il rilascio di ostaggi. Qualche elemento in piu' sulla vicenda lo forniranno l'autista e l'interprete degli italiani, che in serata sono rientrati ad Herat. FORSE I RAPITI SONO 007 - Sull'identita' e sul ruolo dei due scomparsi, il riserbo e' massimo da parte delle autorita' italiane. Il ministero della Difesa si e' limitato a parlare di "militari", mentre il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, li ha definiti "funzionari". Un inviato della tv Al Jazira ha affermato nettamente che "i due non sono dei soldati, ma degli agenti che lavorano per i servizi segreti italiani". Questo spiegherebbe anche il fatto che i due viaggiavano da soli (in compagnia di autista ed interprete), mentre invece i militari si muovono di norma in pattuglie piu' numerose. PARISI, STAMPA SIA PRUDENTE - Ad invitare tuttavia alla prudenza la stampa e' stato il ministro Parisi. "Siamo di fronte - ha spiegato - ad una situazione non ancora chiara che richiede da parte di tutti il massimo dell'attenzione e del rispetto dei fatti e delle parole". Qualora ci fossero novita', ha aggiunto, "sara' cura del ministero informare con la sollecitudine e il rispetto necessari gli organi di stampa. Per ogni ulteriore informazione si rinvia ai comunicati, e solo ai comunicati, emanati dal ministero". D'ALEMA A COLLOQUIO CON KARZAI E RICE - A New York per partecipare all'assemblea dell'Onu, D'Alema ha parlato in serata con Karzai che lo ha rassicurato sull'impegno delle autorita' afgane. Il ministro degli Esteri ha ricevuto la solidarieta' e la promessa di un impegno attivo anche da parte degli alleati in Afghanistan per collaborare alla ricerca dei due italiani. In particolare, Condoleezza Rice ha promesso collaborazione. (ANSA)
vediamo che porcate combineranno ancora questi dilettanti allo sbaraglio ,
ricordiamoci che karzai ha detto che non avrebbe più acconsentito a liberare pericolosi talebani per il volere del governo italiano.
per il momento , ovviamente:
2007-09-23 18:10
Aghanistan: Diliberto chiede ritiro
(ANSA) - NEW YORK, 23 SET - La scomparsa dei militari italiani in Afghanistan, secondo il segretario del Pdci Diliberto, ripropone l'urgenza di un ritiro.'Quest'ultimo episodio conferma l'assurdita' della nostra presenza in Afghanistan', ha detto Diliberto. Fermamente contrario il centrodestra. Martone (Prc) chiede che il governo riferisca al piu' presto in Senato. Il ministro D'Alema invita invece ad evitare 'discussioni premature' mentre la Farnesina segue da vicino la vicenda.