Cultura & Attualità

nucleare si nucleare si...
Messaggio del 29-01-2005 alle ore 17:02:36
sauron, se per risparmi energetico ti riferisci al costo di produzione di 1 kwh elettrico di origine nucleare, allora non posso che darti ragione: rispetto a qualsiasi altra fonte, rinnovabile e non, la nucleare è quella dal miglior rendimento economico. Però in questi costi non sono contemplate le spese necessarie allo smaltimento delle scorie (che vanno calcolate su un periodo temporale dell'ordine del millennio) e tralascia inoltre i costi di un evento (seppur improbabile ma sempre possibile) catastrofico. Anima ha riportato un pò di dati post-Chernobyl, direi chiari.
Per quanto riguarda il fabbisogno odierno, come prima cosa secondo me c'è un problema (a mio avviso grave) di base che è quello di una mentalità consumistica. In primis sarebbe opportuno che ciascuno di noi limitassimo allo stretto necessario i reali bisogni energetici e di risorse (quanti sono per esempio quelli che, mentre si lavano i denti, chiudono il flusso dell'acqua?) Non sono comunque d'accordo sul fatto che le energie alternative non soddisfino il nostro fabbisogno. Morfologicamente il nosttro abruzzo ha un'enorme potenzialità eolica che deriva dal versante appenninico. Io credo che una politica del decentramento energetico (che permetta di sfruttare al meglio le caratterisctiche locali) possa condurre ad una copertura completa del fabbisogno.
Su una cosa sono d'accordo con te: quando si parla di nucleare spesso c'è pregiudizio. In parte giustificato, in parte derivante da cattiva informazione.
Messaggio del 28-01-2005 alle ore 22:44:49
risparmi in termini economici... supporto alla capacità produttiva del Paese... fine della dipendenza dal petrolio
NN parlate di energia alternativa xche' sebbene andrebbe sviluppata tale produzione è insufficiente al fabbisogno odierno

x Cati: è logico che se ne dovrebbero costruire di nuove (tempo stimato 10 anni)

in termini di inquinamento: riduzione delle emissioni...

mi fa sorridere che nessuno abbia pensato a ridurre i consumi...
Messaggio del 27-01-2005 alle ore 21:17:45
Sauron, ma puntare su altre fonti significa essere terzomondisti? Non credo che sia un problemno di "accettare" o no le opinioni altrui: su questo forum hai lòa possibilità di convincermi sul vantaggio del niucleare rispetto ad altre fonti: ebbene fallo allora, portami dati, MOTIVAZIONI che mi facciano dire: "però, forse ha ragione!. Ti sono stati posti due problemi: uno economico di realizzazione, gestione e manutenzione; l'altro morale, di salute, sulle scorie radiattive. Quali sono le proposte?
Tutti possiamo promettere grandi opere (ed in questo qualcuno è maestro) ma una grande opera deve essere giustificata da un grande vantaggio (per il cittadino, non per l'immagine del singolo).
Messaggio del 27-01-2005 alle ore 16:57:47
ragazzi bisogna puntare a nuove teconolgie...... su quelle pulite come l'enegia solare ed eolica, o anche l'energia delle maree.....

pensate che Campobasso ha un parco eolico che fa in modo che l'energia prodotta possa essere sufficiente a tutta la regione... e poi penso che la cosa ideale sarebbero i pannelli solari..... in tutte le case...
Messaggio del 27-01-2005 alle ore 16:42:35
.....non ho avuto il tempo di leggere tutto...... ma mi pareva fossi già intervenuta su questo post......non dev'essere andato a buon fine l'invio!!
assolutamente sono contraria alla reintroduzione del nucleare.......sbaglia cmq chi parla di poca o scarsa tecnologia forse non sapendo che ad aver portato a termine la fissione nucleare è stato proprio un italiano..

è vero che ci sono gli impianti nucleari francesi...a due passi!!!
non so chi di voi ha scritto che le Alpi potrebbero proteggere......come se non ci fosse una barriera??? è solo ridicolo pensarlo questo

cmq pensate ad una cosa...... pensate quale disastro potrebbe accadere se si volessero rimettere in funzione gli impianti nucleari a suo tempo chiusi, cioè in seguito al referendum?

secondo voi sarebbe configurabile un ipotesi simile?

Moreno
Messaggio del 27-01-2005 alle ore 15:42:13
Sauron, fà come l'indiano (nota minoranza...) dell'altra barzelletta molto famosa...

cmq hai ragione davvero su una cosa:
end of the story
Messaggio del 27-01-2005 alle ore 15:34:50
guarda che su sto forum siamo minoranza... ti stai sbagliando di grosso... poi che sappiamo fare la minoranza... è un dato di fatto

End of Briefing
Messaggio del 27-01-2005 alle ore 15:31:19
secondo me su questo forum c'è troppa voglia di servire il padrone.
Volete sentire solo ciò che vi piace sentire, altro che dibattito aperto e costruttivo.
"se ti ci piace" (riferito ad una famosissima barzelletta)
Messaggio del 27-01-2005 alle ore 15:26:05
secondo me su questo forum (e ci sono tanti esempi) nn si accettano opinioni "di un certo tipo"... io mi auguro che il nucleare torni in fretta... ma secondo il sistema democratico devo convincere il 50%+1 della popolazione italiana... confido che ce la faremo... visto che ho convinto anche te
Messaggio del 27-01-2005 alle ore 15:07:37
nessun pregiudizio sauron.
Piuttosto dai l'impressione che tu voglia aver ragione a tutti i costi.
Se ci tieni tanto...va bene: SAURON HA RAGIONE! Nuclearizziamoci tutti "per un nuovo miracolo italiano"!

Messaggio del 27-01-2005 alle ore 14:50:47
che se fosse possibile a costi accessibili lo farebbero tutti... purtroppo il bisogno energetico di un Paese è ben altra cosa... senza nucleare si va o verso altre fonti (anche piu' odiate... tipo le turbogas) o verso un indebitamento estero ed una dipendenza insostenibile per un Paese industrializzato...

noto troppa chiusura mentale sul dibattito energetico... troppi pregiudizi...
Messaggio del 27-01-2005 alle ore 14:30:41
ministro ombra suron? neanche: non sono così "di sinistra"...

comunque tanto per ribadire ecco una notizia interessante sulle fonti d'energia alternative (nucleare no, nucleare no!)


Pochi sanno che oltre a parlarne, Beppe Grillo si adopera personalmente per il miglioramento ambientale e ormai da un decennio usa sistemi solari per la produzione di energia pulita ad uso domestico. A casa sua un insieme di pannelli solari converte l'energia solare in elettricità.

Con il proverbiale senso dell'economia accreditato ai genovesi, Beppe Grillo è andato oltre. Un impianto allora innovativo, oggi proposto dalle aziende più serie, gli consente di cedere ai gestori nazionali dell'energia tutta la sua produzione in eccesso. Appositi contratti sono ormai disponibili e apposite normative sono state varate per incentivare tali operazioni.

In sostanza Beppe Grillo con un progetto mirato ha saputo:

produrre energia pulita per la sua casa con un risparmio sull'uso delle forniture usuali
dispensare la parte residua alla rete con ulteriore ricavo
proteggere l'ambiente e migliorarlo con il suo apporto personale



che ne dici sauron?
Messaggio del 27-01-2005 alle ore 14:23:50
ok Moreno restiamo terzomondisti a vita...
Messaggio del 26-01-2005 alle ore 22:45:23
La realizzazione di una nuova centrale nucleae comporta principalmente due problemi. Bisogna infatti partire da un presupposto imprescindibile che è quello secondo il quale è impossibile realizzare una centrale nucleare che garantisca il 100% di sicurezza contro eventi inattesi. La sicurezza ha un costo, una centrale nucleare ha un rischio pericolosità elevato: mi pare banale concludere che affinchè sia garantita un livello di sicurezza elevato (badate bene, non si parla di sicurezza totale) è necessario un investimento per la realizzazione di un nuovo impianto nucleare altissimo. E, non dimentichiamolo, nessuno riuscirà mai ad assicurarci che non potrà mai verificarsi una nuova Chernobyl. E' stato calcolato che il tempo di ammortamento della spesa di realizzazione di un nuovo impianto (che ha un periodo di vita pari a 25/30 anni) è di 15/20 anni.
Altro problema: quello dello smaltimento delle scorie. Al termine della sua vita una centrale nucleare dovrà essere smontata ed i rifiuti posti in sicurezza per 100.000 anni, il tempo necessario per il decadimento radioattivo. Trovare un luogo isolato in cui depositare le scorie intacca spesso il diritto delle popolazioni locali.
Credo quindi che più che condannare la decisione di circa 18 anni fa (quando, a seguiito del referendum, fu deciso di convertire la centrale in realizzazione di montalto di Castro a combustibile fossile e di chiudere quella di Caorso) ci sarebbe da discutere sulla totale assenza di interventi alternativi che non sono stati né avviati né, tantomeno, programmati. Ma siamo nel 2004 e sarebbe solo un mero esercizio dialettico discutere di quello che avrebbe dovuto essere ma non è stato.
Credo quindi che l'idea del nucleare debba essere accantonato (senza dimenticare però di fare sempre atenzione ai cugini francesi: ora che nella comunità europea non ci sono più frontiere mi pare u tamntino ridicolo immaginare un'eventuale nube tossica ferma alla dogana delle alpi... ).
Esistono altre fonti alternative sulle quali puntare. Anima ha parlato della tecnologia solare: ma l'italia è o non è il paese del sole? E' assurdo pensare che la percentuale di sistemi di produzione energetica solare in Germania sia spiccatamente più alta di quella in Italia!
Il sistema solare non è l'unica possibile fonte energetica: potrebbero realizzarsi cntrali eoliche, idroelettriche,geotermica, delle maree e delle onde. Queste tecnologie sostituiscono l'attuale modello basato sullo sfrutrtamento delle fonti fossili di energia e rientrano tra le categorie di energie rinnovabili.
Non dimentichiamo però una cosa: un’energia totalmente pulita, illimitata e senza costi non esiste!
Messaggio del 26-01-2005 alle ore 14:15:12
Nucleare si Nucleare siiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!
Messaggio del 25-01-2005 alle ore 09:56:13
ministro ombra
Messaggio del 24-01-2005 alle ore 00:16:33
Bruce ti ringrazio, anche se è tutto merito di google (basta saper cercare).
Ministro? Non credo, essendo troppo "comunista"...
Messaggio del 24-01-2005 alle ore 00:03:32
vostre? tu non paghi?
Messaggio del 23-01-2005 alle ore 22:42:37
appunto nn continuiamo a piegare il sistema produttivo ad una totale dipendenza energetica... (che finisce... se nn lo avete capito... sulle vostre tasche)

Bruce... voglio sperare che l'apostrofo sia UN'ECCEZIONE...


Messaggio del 23-01-2005 alle ore 18:50:41
ANIMAMUNDI MINISTRO!!




L’incidente si è prodotto durante una prova con cui si voleva studiare la possibilità di produrre ancora potenza elettrica dopo un eventuale distacco del reattore, sfruttando l’inerzia del turbogeneratore. Durante questa prova il livello di potenza del reattore venne abbassato troppo, fino a 200 Mwth, cioè ben al di sotto del limite di sicurezza per il funzionamento continuato, che era di circa 700 Mwth.

Messaggio del 23-01-2005 alle ore 17:05:01
inoltre bisognerebbe investire in ricerca anche sul MODO di TRASPORTARE l'energia prodotta. L'attuale sistema (via cavo) è vecchio concettualmente e disperde una considerevole parte dell'energia durante il tragitto dalla centrale ai vari utilizzatori finali. Un colabrodo insomma.
Perchè poi non parlare di tutte le altre fonti rinnovabili? E della cultura del risparmio energetico?
Il problema non è semplicemente nucleari si nucleare no. Ma Mooolto più complesso e profondo, fino ad arrivare ai "soliti" ineressi geo-politici legati ancora al petrolio e via dicendo.
Qui non si tratta solo di ambiente pulito, ma anche di opportunità economiche (tanto care al buon Sauron).
Messaggio del 23-01-2005 alle ore 16:54:26
e ancora:


"Come esperimento pilota i 20 megawatt aggiunti dalle tecnologie solari alla centrale di Priolo non sono da buttar via: bastano a una città di 20 mila abitanti, consentono di risparmiare 12.500 tonnellate equivalenti di petrolio l'anno ed evitano l'emissione di 40 mila tonnellate l'anno di anidride carbonica. E il bello è che questo tipo di energia è conveniente: ai prezzi attuali l'impianto si ripaga in 6 anni e ne dura 30. Oltretutto, una volta avviata la produzione di massa, i prezzi di costruzione tenderanno al dimezzamento".

Messaggio del 23-01-2005 alle ore 16:43:48
anzichè buttare montagne di soldi in un campo in cui IN OGNI CASO saremmo costretti a rincorrere gli altri paesi e comunque dovremo IMPORTARE TECNOLOGIA E MATERIALE dall'estero, non sarebbe meglio investire in tecnologia e personale italiano come nel nuovo esperimento pilota di Rubbia all'ENEA?


ROMA - "Il nuovo solare termodinamico ad alta temperatura, l'energia catturata dagli specchi parabolici e immagazzinata da un fluido salino, è la terza via delle rinnovabili. Una fonte pulita, perfettamente competitiva, abbondante e sicura. Basta un quadrato di tre chilometri di lato, la lunghezza di una pista di aeroporto, per ottenere la stessa energia di una centrale nucleare. E per giunta è tecnologia italiana: una ricchezza che possiamo utilizzare direttamente ed esportare". E' un Carlo Rubbia in grande forma quello che si accinge a battezzare la fase uno del suo sogno. A meno di quattro anni dall'ideazione del progetto Archimede, il premio Nobel che guida l'Enea festeggerà oggi l'inaugurazione della nuova centrale elettrica di Priolo, in provincia di Siracusa, l'impianto Enel ristrutturato per far posto al sole. Si tratta della prima dimostrazione della realizzabilità del programma solare dell'Enea, un primo passo concreto che potrebbe aprire la strada a una filiera energetica made in Italy.



Messaggio del 23-01-2005 alle ore 16:38:12
in caso di esplosione "tradizionale" di certo molto remoto in condizioni normali, ma comunque non escludibile al 100 %, ecco un'altro esempio:


Supponiamo che su Lecce, scelta anche perché si trova in pianura, scoppi una bomba termonucleare da 1 Megaton, circa 80 volte più potente di quella di Hiroshima, ma ancora un ordigno di media potenza.

Al momento dell'esplosione si realizzano le straordinarie temperature di cui si è parlato in precedenza. Tutto ciò che si trovi nel raggio di qualche centinaio di metri viene addirittura vaporizzato all'istante. Nel giro di pochi secondi si formerà una "palla di fuoco" di un diametro di circa 3 Km e ad una temperatura intorno ai 10.000 gradi. Entro questa distanza ogni cosa viene incendiata o fusa: uomini, animali, palazzi, vetro o cemento. L'enorme calore richiama vento a 1200 Km/h (la bora di Trieste è un vento di circa 100 Km/h, e ci si deve tenere ai passamani per non essere spazzati via) che fa divampare incendi ovunque, scoperchia case, ecc... Dopo 10 secondi l'onda d'urto ha raggiunto un diametro di 10 Km, con una potenza ancora in grado da distruggere la maggior parte delle costruzioni nell'area. L'aria, riscaldata a migliaia di gradi, incomincia a salire, spinta da una vorticosa corrente ascensionale di 600 Km/h, si raffredda salendo e forma, dopo circa un minuto, il ben noto "fungo atomico" sopra la città. Nel punto dell'esplosione, supposta al suolo, si forma un cratere di circa 300 metri di diametro e 75-80 metri di profondità. Tutto questo materiale, insieme con tutto quello raccolto dal "vento" sale con la nuvola, polverizzato. Esso darà origine in seguito al fall-out.


Messaggio del 23-01-2005 alle ore 16:26:25
non so cosa intenda scalia con quel "suo 16 miglia" ma io leggo cifre ben diverse...


Conseguenza dell’esplosione:
Proiezione all’esterno di 35 tonnellate di combustibile nucleare
La colonna degli elementi radioattivi dispersi si è alzata a due chilometri d’altezza e si è dispersa per un raggio di 1.200 Km
Livello di radiazioni pari a 20 milioni di curie equivalente ad un miliardo di Giga Beckerel (200 volte superiore a Hiroshima e Nagasaki

Area contaminata: 155.000 kmq (un’area grande due volte l’Irlanda fra Bielorussia, Russia, Ucraina).
Paese più coinvolto: Bielorussia (70% di ricaduta radioattiva; 23% del territorio contaminato, fra cui il 20% del territorio boschivo e 3.000 kmq di terreno agricolo; danno economico valutato in 200 miliardi di $ USA)
Persone coinvolte: 10.000.000
Persone evacuate definitivamente: 400.000 (l’area compresa in un raggio di 30 Km dalla centrale, grande come l’Olanda, è completamente evacuata ed inabitabile):
Liquidatori (addetti al controllo degli effetti dell’esplosione) impegnati: 800.000 (10.000 morti, 400.000 affetti da patologia tumorale)
Vittime (dirette ed indirette) dell’incidente: 3,2 milioni (di cui un terzo bambini)
Persone decedute a tutt’oggi a causa dell’incidente: 200.000
Durata degli effetti dell’esplosione: centinaia di anni a causa dell’azione del Cesio, dello Stronzio, del Plutonio (il Plutonio ha un’emivita di 14.000 anni; il ritorno all’originaria situazione dei terreni contaminati dal Cesio 137 è prevista fra 300 anni)
La situazione in Bielorussia(10.000.000 di abitanti)
SITUAZIONE SANITARIA:
11.000 casi di cancro tiroideo nei bambini
aumento esponenziale delle patologie da immunodeficienza
cancro ai polmoni passato da 6 a 7,5 casi su 100.000 persone
tumore alla vescica da 5,5 a 19,7 casi su 100.000 persone
tumore ai reni aumentato di 2,5 volte
in 7 anni passaggio delle leucemie da 9,34 a 11,52 casi su 100.000 bambini
mortalità prossima al 14 per mille
2.500 nascite annuali con anormalità genetiche (3% dei nati)
500 aborti non spontanei per presenza anomalie
picco delle conseguenze genetiche previsto, dagli esperti dell’ONU, fra il 2006 ed il 2010 quando coloro che erano bambini all’epoca dell’incidente cominceranno a procreare
SITUAZIONE SOCIALE:
tasso di povertà infantile aumentato del 150% rispetto ai tassi globali di povertà
stipendio medio mensile: 50/70 $ USA
aumento dell’alcolismo e dei casi di Aids (legati alla tossicodipendenza)
aumento delle patologie della povertà (tubercolosi e difterite)
LO STATO ATTUALE DELLE COSE:
15.12.00: chiusura definitiva dell’ultimo reattore funzionante
presenza di 1.000 mq di crepe sul sarcofago che ricopre il reattore esploso. Da esse fuoriescono costantemente polveri e materiale radioattivi
il sarcofago di contenimento è stato costruito utilizzando, oltre le parti rimanenti del reattore esploso, 300.000 tonnellate di cemento e 1.000 tonnellate di strutture metalliche
il peso sulle fondamenta del reattore esploso è aumentato di 10 volte (dalle 20 alle 200 ton/mq): il reattore è sprofondato di 4 metri
lo sprofondamento del reattore ha messo in contatto il materiale radioattivo con le falde acquifere tributarie dei fiumi Pripiat e Dniepr che convogliano le loro acque nel Mar Nero e che fungono da bacino idrico per 30 milioni di persone (ad aggravare la situazione vi è la presenza di 800 siti di smaltimento di scorie radioattive, allestiti in emergenza subito dopo l’esplosione)
all’interno del sarcofago sono presenti: 180 tonnellate di combustibile e pulviscolo radioattivi, 11.000 metri cubi e 740.000 metri cubi di macerie altamente contaminati. La radioattività totale supera i 20 milioni di curie
la centrale è costruita su terreno sismico
il rischio di esplosione è elevato


Messaggio del 23-01-2005 alle ore 16:21:11

In estrema sintesi: il reattore in questione (RBMK nella sigla originale russa, cioè “reattore di grande potenza a canali”) era un reattore moderato a grafite e raffreddato ad acqua, di potenza elettrica nominale pari a 1000 Mwe e potenza termica pari a 3200 Mwth . L’incidente si è prodotto durante una prova con cui si voleva studiare la possibilità di produrre ancora potenza elettrica dopo un eventuale distacco del reattore, sfruttando l’inerzia del turbogeneratore. Durante questa prova il livello di potenza del reattore venne abbassato troppo, fino a 200 Mwth, cioè ben al di sotto del limite di sicurezza per il funzionamento continuato, che era di circa 700 Mwth.

In queste condizioni una caratteristica progettuale che viene indicata in gergo tecnico come “coefficiente di vuoto positivo” ha portato, a causa di ulteriori manovre non corrette, a un aumento rapidissimo e incontrollato della potenza termica: secondo le stime del rapporto sovietico, nel giro di 4 secondi la potenza termica sviluppata nel reattore è arrivata a circa 100 volte il valore nominale.

Questo ha portato a una gigantesca esplosione di vapore con scoperchiamento del “pentolone” in cui era contenuto il reattore: a questo punto la grafite esposta all’aria si è incendiata, ed è venuto fuori il disastro ben noto, cioè la fuoriuscita e diffusione nell’ambiente di una parte molto rilevante del materiale radioattivo contenuto nel reattore.

È bene notare che a Chernobyl non c’è stata un’esplosione nucleare con gli associati effetti di onda d’urto e di intensa produzione di neutroni e di radiazioni da fissione. Ma l’esplosione da vapore e il successivo incendio della grafite hanno prodotto comunque l’immissione nell’ambiente di un’enorme quantità di isotopi radioattivi.

Una descrizione dell’evento non ufficiale ma molto interessante è contenuta nel libro Chernobyl insight from the inside scritto da V.M. Chernousenko (fisico nucleare ucraino coinvolto a livello direttivo nel lavoro di bonifica successivo all’incidente) ed edito da Springer-Verlag.
A cura di Francesco Giusiano
Dipartimento di Fisica
Università di Parma

Messaggio del 22-01-2005 alle ore 17:27:01
si mo hanno vietato il fumo dai locali pubblici perchè fa male,e adesso ci mettono una bella centrale nucleare!
al posto di toglierle quelle a noi confinanti,le mettiamo pure noi!
Messaggio del 22-01-2005 alle ore 16:56:05
Perchè non a Cerratina? Così il problema delle scorie è risolto!!! Dal produttore al consumatore. Ironia a parte non fu certo il referendum a determinare la chiusura delle centrali italiane, (sarebbe un eccezione nonda poco nella nostra storia politica) quanto la costtazione del fatto che già all'epoca l'Italia aveva un gap nei confronti delle altre nazioni difficilmente recuperabili. Non ho dati sottomano ma mi sembra di ricordar che all'epoca avevamo solo una centrale funzionante e altre 2 che dovevano essere attivate, per cui, conti alla mano almeno allora, era più conveniente conprarla dall'estero che spendere danara per costruire centrali... che sarebbero state attivate dopo molti anni... e sarebbe risultate obsolete al momento dell'entrata in funzione...
Riparlarne ora, mi sembra una mossa ben studiata.. per distogliere l'opinione pubblica da problemi più seri. Riguarda a Chernobil in Italia venne dato poco risalto alle cause tecniche della tragedia... infatti vediamo chi se le ricorda!
Messaggio del 22-01-2005 alle ore 16:20:46
una bella centrale nucleare a Santa Liberata, no?
Messaggio del 22-01-2005 alle ore 15:29:31
Sottoscrivo e rabbrividisco leggendo uno stralcio dell’editoriale del Sole
Le scelte politiche che portarono all’abrogazione del nucleare furono prese sulla base di un’ondata emotiva, in gran parte strumentalizzata dopo il disastro di Chernobyl. E andarono ben oltre la stessa espressione della volontà popolare: il referendum chiedeva solo una moratoria nella costruzione di nuove centrali, ma vennero chiusi impianti già funzionanti e venne buttata via per sempre la chiave di ogni nuova iniziativa.
La ricerca di un facile consenso porto’ infatti il dibattito che precedette e segui’ il referendum verso scelte segnate da uno spirito manicheo e antiscientifico che vedeva nell’energia nucleare una demoniaca espressione delle forze del male.
E così l’Italia aggiunse il danno all’errore. Vennero chiuse le centrali di Trino e Corso, venne bloccata e riconvertita a carissimo prezzo Montalto di Castro, venne tolto l’ossigeno a settori industriali che avevano conquistato posizioni d’avanguardia come l’Ansaldo Nucleare, venne soffocata l’esperienza del centro europeo di ricerca di Ispra, venne imboccata la strada di una quasi totale dipendenza dall’estero senza tenere in nessun conto gli insegnamenti delle due precedenti crisi petrolifere.
Il costo di questa politica è stato e continua ad essere non solo economico. Gli oneri aggiuntivi che tutto il sistema si è trovato, e si trova ancora a pagare sono stati certamente sensibili (fino a 50 miliardi di euro che continuiamo a pagare nelle bollette!!! NdS).
Ma incalcolabili, ma non meno pesanti, restano i riflessi negativi per le ricerche annullate, le risorse umane disperse, le energie intellettuali sprecate.
Messaggio del 22-01-2005 alle ore 15:29:02

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Editato il 15:30:34 22/01/2005 da sauron
Messaggio del 22-01-2005 alle ore 15:28:28

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Editato il 15:31:00 22/01/2005 da sauron
Messaggio del 22-01-2005 alle ore 15:26:35
Sottoscrivo e rabbrividisco leggendo uno stralcio dell’editoriale del Sole




-------------------------------------------------Editato il 15:28:18 22/01/2005 da sauron
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Editato il 15:30:01 22/01/2005 da sauron
Messaggio del 22-01-2005 alle ore 12:25:27
comunque la tecnologia (e la sicurezza) hanno fatto passi da gigante in questi anni. Si parla anche di Termo-nucleare, ma pare che per realizzare queste nuove centrali ci voglia ancora del tempo.
Messaggio del 21-01-2005 alle ore 22:17:26
Intervista a SCALIA: Comunque siamo soggetti al rischio di intossicazioni di importazione?
«Secondo la mappa del rischio, la zona critica in caso di incidente ha un diametro di 16 miglia». Ma la nube di Chernobyl non era arrivata quasi dalle nostre parti?
«Le Alpi l’hanno neutralizzata, possono proteggerci anche in caso di incidenti in Francia»
I nuclearisti dicono che Chernobyl era un ferrovecchio.
«A Chernobyl è successo quello che tutti i nuclearisti avevano escluso. Nel ’77 l’impianto ucraino venne glorificato dal Cnel. Dopo l’incidente fu giudicato un ferrovecchio». Ma se il governo volesse reintrodurre il nucleare in Italia potrebbe farlo?
«Mi chiedo quale regione accoglierebbe la centrale. L’Italia è stata paralizzata dagli abitanti di Acerra che non volevano un termovalorizzatore. E poi dove li prendono i soldi? Il nucleare ha costi mostruosi».

Sono perplesso sul non-rischio Chernobyl in Italia così come penso che un problema serio sia lo smaltimento delle scorie.
Messaggio del 21-01-2005 alle ore 21:40:36
ah si?

beh...ci levo l'"assolutamente"...e resto solo favorevole

Messaggio del 21-01-2005 alle ore 21:35:49
...in un intervista (Il Messaggero) al fisico Scalia, alla domanda se l'Italia fosse a rischio "di intossicazione di importazione", risponde che la "zona critica ha un diametro di 16 miglia"..."le Alpi possono proteggerci anche in caso di incidente in Francia"...
Messaggio del 21-01-2005 alle ore 21:08:25
assolutamente favorevole...se succede un'incidente in francia ce ne andremmo all'aceto comunque...
Messaggio del 21-01-2005 alle ore 20:50:10
Ammetto di non essere ferratissimo sull'argomento. Qualche giorno fa però, in un convegno a cui ho partecipato presso la Facoltà di Scienze Politiche a Perugia, sono intervenuti il Prof. Bollino della compagnia che gestisce l'energia in Italia e Carlo Ripa di Meana dei Verdi. Hanno dibattuto sulla prospettiva di un nuovo utilizzo dell'energia nucleare.
Non conosco bene i costi per realizzare nuovi impianti nucleari e penso ci siano comunque problemi notevoli per lo smaltimento delle scorie(non riusciamo a smaltire autonomamente i rifiuti normali pensa un pò materiale radioattivo) e per la costruzione di impianti idonei anche a questo. Una cosa però non mi convince della propaganda comune. Secondo me non tiene la motivazione degli ultras-ecologisti riguardo alla pericolosità del nucleare. O meglio. Ci sono impianti nucleari a pochi passi da noi,in Slovenia ed in Francia, a pochi km dai nostri confini e dunque se succedesse qualcosa non saremmo affatto al riparo. Sauron ha ragione, bisogna cercare di affrontare l'argomento senza paraocchi e attenti a valutare pro e contro.
Messaggio del 21-01-2005 alle ore 18:10:13
sono pienamente daccordo kn te!
Messaggio del 21-01-2005 alle ore 14:54:18
partendo dal presupposto che l'energia non ha colore politico e che sicuramente tutta l'umanità necessita di fonti rinnovabili (e di nuove tecnologie), non puo' non essere riproposta la necessità di un piano energetico nazionale.
Chiaramente in un'ottica di lungo periodo (ci vorrebbero teoricamente 7-8 anni per costruire una centrale moderna e sicura)... Non possiamo come Nazione dipendere da approvvigionamenti esteri (guarda caso ci vendono a caro prezzo energia nucleare prodotta a pochi metri dal confine italiano) e rischiare black-out per l'incredibile fabbisogno interno (causato in parte dal sistema produttivo... ed in parte dai vizi della società contemporanea - leggasi condizionatori in ogni angolo).
Quindi è un bene che se ne riparli, possibilmente senza luoghi comuni (le centrali sono pericolose e tremendamente inquinanti) e pregiudizi politici...

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