Cultura & Attualità

NOOOOOO...
Messaggio del 27-03-2006 alle ore 19:11:18
23 Marzo, 2006
L’Utopia di Berlusconi (esilarante!) 
  da La Repubblica



Il Cavaliere e il libro copiato allo storico: *Così mio marito Firpo
lo smascherò* - Una frase aggiunta a biro: *Per carità non mi
rovini!!!*.... -

TORINO - Un giorno d´estate di metà anni 80 Luigi Firpo se ne stava
in poltrona nella sua villa sulla collina torinese con la moglie Laura.
Faceva zapping in tv. Su Canale 5 una graziosa signorina intervistava
il padrone, Silvio Berlusconi. E ne magnificava l´enorme bagaglio
culturale: «Lei è anche un grande studioso dei classici...». Il
Cavaliere si schermiva: «Ma no, non dica così...». E lei: «Sì,
invece, non faccia il modesto. Lei, dottore, ha appena pubblicato
un´edizione pregiata dell´Utopia di Tommaso Moro, con una bellissima
prefazione e una perfetta traduzione dal latino...». E lui: «Beh, in
effetti il latino non lo conosciamo tutti, bisogna tradurlo...».

Firpo, grande intellettuale torinese, polemista della Stampa con i suoi
"Cattivi pensieri", ma soprattutto docente universitario di Storia
delle dottrine politiche e fra i massimi esperti di cultura
rinascimentale, drizzò le antenne. Anche perché aveva da poco
tradotto e commentato un´edizione dell´"Utopia" per l´editore Guida
di Napoli.

L´intervistatrice attaccò a leggere la prefazione del Cavaliere. Dopo
le prime due frasi, l´anziano studioso fece un salto sul divano: «Ma
quella prefazione è la mia! E´ tutta copiata! Ma chi è questo
signore? Ma come si permette?».

L´episodio è tornato in mente a Laura Salvetti, la vedova di Firpo,
qualche giorno fa, quando Silvio Berlusconi in una delle sue
tele-esternazioni elettorali si è così descritto in terza persona:
«Il presidente del Consiglio si è nutrito di ottime letture e ha un
curriculum di studi rilevantissimo...». E´ corsa in archivio, ha
estratto una cartella intitolata "Berlusconi", ne ha cavato uno strano
bigliettino autografo del Cavaliere e ha deciso di raccontarne il
retroscena. «Era subito dopo le vacanze estive, credo in settembre.
Firpo (lei lo chiama rispettosamente così, ndr), quando scoprì in tv
che Berlusconi aveva copiato la sua versione dell´Utopia, si attaccò
subito al telefono per avere quel libro. Gli risposero che era
un´edizione privata, in pochi esemplari, riservata all´entourage del
Cavaliere. Ma lui, tramite l´associazione milanese degli Amici di
Thomas More, riuscì a procurarsi una copia in visione. La sfogliò e
sbottò: "Non è un plagio, è peggio! Quello ha copiato interi brani
della mia prefazione e la mia traduzione integrale dal latino,
mettendoci la sua firma. Non ha cambiato nemmeno le virgole!". Prese
carta e penna e scrisse a Berlusconi, intimando di ritirare subito
tutte le copie e annunciando che avrebbe sporto denuncia. Qualche
giorno dopo squillò il telefono di casa: era Berlusconi».

A questo punto inizia un irresistibile balletto telefonico, con il
Cavaliere che cerca scuse puerili per placare l´ira dell´austero
cattedratico, e questi che, sbollita la furia, si diverte a giocare al
gatto col topo. Firpo minaccia di mettere in piazza tutto e trascinarlo
in tribunale. «Berlusconi - ricorda la moglie - incolpò subito una
collaboratrice, che a suo dire avrebbe copiato prefazione e traduzione
a sua insaputa. E implorò Firpo di soprassedere, pur precisando di non
poter ritirare le mille copie già stampate e regalate ad amici e
collaboratori. Firpo, capito il personaggio, cominciò a divertirsi
alle sue spalle. Lo teneva sulla corda con la causa giudiziaria. E
Berlusconi continuava a telefonare un giorno sì e un giorno no, con
una fifa nera. Pregava di risparmiarlo, piagnucolava che uno scandalo
l´avrebbe rovinato».

Pure Franzo Grande Stevens, famoso avvocato e consigliere di casa
Agnelli, che di Firpo era amico anche per via della comune candidatura
nel Pri, seguì la faccenda da vicino: «Firpo mi raccontò di quel
plagio. Era esterrefatto. Anche perché Berlusconi, anziché scusarsi,
dava la colpa a una segretaria. Poi cercò di rabbonirlo con regali
costosi, che il professore rispedì sdegnosamente al mittente».

«Passava - ricorda la moglie Laura - intere mezz´ore al telefono col
Cavaliere. E alla fine correva a raccontarmele, fra l´indignato e il
divertito: sapessi quante barzellette conosce quel Berlusconi. E´ un
mercante di tappeti, una faccia di bronzo da non credere, sembra di
essere in una televendita». Il tira e molla si trascinò per mesi.
Anche con uno scambio di lettere, ancora riservate (saranno pubbliche
solo nel 2009, vent´anni dopo la morte dello studioso). Per ora c´è
solo quel bigliettino rimasto nei cassetti della signora Laura, visto
che era indirizzato anche a lei: «Accompagnava un doppio regalo per
Natale, credo del 1986. Nel frattempo Berlusconi aveva pubblicato
un´edizione riveduta e corretta dell´Utopia, senza più la prefazione
copiata e con la traduzione di Firpo regolarmente citata. Ma Firpo
seguitava a fare l´offeso, ripeteva che la cosa era grave e la stava
ancora valutando con gli avvocati. Un giorno lo invitarono a Canale 5
per parlare del Papa e si ritrovò Berlusconi dietro le quinte che gli
porgeva una busta con del denaro, "per il suo disturbo e l´onore che
ci fa". Naturalmente la rifiutò. Poi a Natale arrivò un corriere da
Segrate con un bouquet di orchidee che non entrava neppure dalla porta
e un pacco: dentro c´era una valigetta ventiquattr´ore in coccodrillo
con le cifre LF in oro». Il biglietto d´accompagnamento è intestato
Silvio Berlusconi, datato "Natale 1986" (ma l´ultima cifra è uno
scarabocchio) e scritto a penna: "Molti cordiali auguri ed a presto...
Spero! Silvio Berlusconi". Poi una frase aggiunta a biro: "Per carità
non mi rovini!!!".

Ma Firpo continuò il suo gioco: «Rispedì la borsa a Berlusconi, con
un biglietto beffardo: "Gentile dottore, la ringrazio della sua
generosità, ma gli oggetti di lusso non mi si confanno: sono un
vecchio professore abituato a girare con una borsa sdrucita a cui sono
molto affezionato. Quanto ai fiori, la prego anche a nome di mia moglie
Laura di non inviarcene più: per noi, i fiori tagliati sono organi
sessuali recisi..." Non lo sentimmo mai più!"
Quote:
E´ un
mercante di tappeti, una faccia di bronzo da non credere, sembra di
essere in una televendita
 

            ...

          


           ...   ...
     
          



                                                ... !!!!!!!!!!!!!!!!!



Messaggio del 27-03-2006 alle ore 19:42:46
è sempre stato un emerito coglione!!!

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