Cultura & Attualità

Ma Santoro...
Messaggio del 17-04-2008 alle ore 21:39:30
E i suoi ospiti (escluso il Semi-Divino Facci) Pensano veramente che la gente, gli Italiani, il popolo reale che vive nel paese reale, debba dare il voto a chi cita meglio Cicerone o pronunci meglio Waterloo? Questa deve essere la discriminante?

Vedo Annozero e capisco la gente come Ki che pensa alle corna e al mausoleo, a sto punto rimpiango Studio aperto e la gente che si svaga il lunedì col Gf.

Andassero a cagare...
Messaggio del 17-04-2008 alle ore 21:43:03
Vado a cagare...il prodotto ve lo sbatto in faccia!



Messaggio del 17-04-2008 alle ore 21:44:56
Ki, redimiti, torna di sinistra, TORNA NEL PAESE REALE ed esci dal loft

Messaggio del 17-04-2008 alle ore 21:46:35
(escluso il Semi-Divino Facci)...


tu devi essere proprio cerebroleso.
Messaggio del 17-04-2008 alle ore 21:47:26
C.V.D.


Messaggio del 17-04-2008 alle ore 21:50:11
Facci? Quello col muso come il culo di una gallina?




Messaggio del 17-04-2008 alle ore 21:52:54
Vabbè Ki, se stiamo a guardare la morfologia facciale direi che se ne salvano proprio pochi
Messaggio del 17-04-2008 alle ore 21:53:02
L'unico che richiama ad un culo di gallina mi sembra lui




lui, il governante illuminato che senza Mastella ci avrebbe condotto ad una nuova età dell'oro
Messaggio del 17-04-2008 alle ore 21:53:07
white tra poco festeggerai la sua dipartita, quindi tranquillizzati...

w l'informazione libera e il "maitroppoosannato" paolo del bebbio!!!



Messaggio del 17-04-2008 alle ore 21:55:06
Vedo che l'unica cosa che rende Santoro un buon professionista è la sua tessera di partito. Sinistra buon giornalista, destra o altro: testa di cazzo.

Faziosi.
Messaggio del 17-04-2008 alle ore 21:56:32
fiero di non aver votato...e soprattutto di non essere uno spettatore imbambolato dalla defilippi e cazzi vari!

anarchia!
Messaggio del 17-04-2008 alle ore 21:59:58
faziosi? ma che dici? santoro manco lo guardo, così come non guardo fede...il fatto è che al berlusca gli rode il culo quando uno va troppo vicino alle magagne...e mò di ca ni jè lu vere!

quesse ni jè informazione....il berluska vuole far parlare solo i bidet umani come fede e soci, la controparte deve avere il bavaglio!
Messaggio del 17-04-2008 alle ore 22:00:49
clp, ma lo sai che sofri è pubblicato da mondadori?
Messaggio del 17-04-2008 alle ore 22:02:44

tu devi essere proprio cerebroleso.



ormai micolao si fa portavoce di tutti noi
Messaggio del 17-04-2008 alle ore 22:05:00
ah white, la merda non ha colore..sci, sofri è pubblicato dalla mondadori, il nano si pubblica addirittura da solo!
Messaggio del 17-04-2008 alle ore 22:32:28






Messaggio del 17-04-2008 alle ore 22:45:46
Che è successo... hanno ricordato che Europa7 aspetta ancora l'applicazione della sentenza europea?
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 01:04:57
Quoto Micolao...
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 01:56:23
white tranquillo , altri 5 anni di santoro ed alle prossime elezioni il berlusca prende il 94% dei voti
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 07:59:43
Ho seguito ieri sera per intero la trasmissione di santoro, ed ho capito perchè i sinistri non sono stati capaci di governare per più di 2 anni:

1°) sbagliano a considerare ignoranti e incapaci gli italiani che la pensano diversamente da loro.
2°) Parlano agli italiani senza mai far capire loro che cosa vogliono fare.
3°) In quest'ultima tornata elettorale di concreto in alternativa a berluscazzo
non hanno proprosto nulla e nessuno.
4°) Se berlusconi candida delinquentucci e mafiosi, veltroni ha candidato calearo ed il figlio di colaninno.............pensavano che molti avevano dimenticato gli inciuci checolaninno padre fece con telecom.............e poi si lamentano che la lega gli ha fregato i voti.
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 08:58:44
Quanti "piccoli maestri"...desiderosi di insegnare!!



Messaggio del 18-04-2008 alle ore 10:10:18
gli italiani sono tutti ignoranti, mica solo quelli di destra....questi ultimi si distinguono solo perchè invece di vergognarsene, ne vanno fieri
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 10:26:17

gli italiani sono tutti ignoranti



ecco perchè non hai più rappresentanza
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 10:32:59
io mi rappresento da solo
sei tu ke sei rappresentato da calderoli e borghezio

ki di noi due si deve imbarazzare?
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 10:36:47
non è che ti rappresenti benissimo


come minimo non ti sei fatto capire dalla gente....

oppure fai come quelli che dicono che è la gente che è scema e non li ha capiti?

(ovvio che non parlo di te personalmente , ma dall'area politica di cui fai parte)


e comunque la gente ha preferito farsi rappresentare da calderoli che dai tuoi paladini...
la cosa non ti fà pensare?
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 10:55:04
santoro a la cava della Vreccia

Pecoraro scambio è un bell'esempio di ignoranza, un nome una garanzia
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 10:56:45
nel 1933 la germania democraticamente decise di farsi rappresentare da hitler

la cosa non ti fa pensare?

ieri sera da santoro di fatto è stato detto che la sinistra se deve vincere deve dire quello che la gente vuole , ovvero cacciamo gli stranieri e i terroni e non paghiamo le tasse

se usciamo dagli slogan da campagna elettorale e analizziamo quello ke la gente vuole , di fatto è la fine dell'italia

innanzitutto cacciare gli stranieri equivale a quello ke fecero i re di spagna nel 400 cacciando gli ebrei: la fine dell'economia nazionale

in secundis, in italia vengono solo stranieri non qualificati grazie agli sbarramenti di legge , non vengono ingegneri e scenziati, ma in compenso è pieno di delinquenti...come è stao detto ieri, e io ne so qualcosa, il processo penale italiano è inapplicabile a causa delle leggi salva berlusconi, con il risultato ke abbiamo sotto gli okki

ecco ke fa l'ignoranza : si fanno scelte secondo la sensazione del momento, e non in base a una conoscenza dei fatti...tanto è vero che i comunisti adesso votano a destra...prima erano comunisti perkè il nemico era il padrone, adesso ke è il negro votano a destra...
ma cmq siamo campioni del mondo
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 10:59:42
Vogliamo le centrali neo-nucleari...il ponte sullo Stretto...le colline artificiali...e il gas esilarante



Messaggio del 18-04-2008 alle ore 11:07:05
naturalmente c'è un'alternativa...dire una cosa e farne un'altra...perkè poi i problemi veri dell'italia ovvero la corruzione, il nepotismo, la scuola inefficiente la'università dei baroni, le municipalizzate, le province, le mafie, la giustizia inefficiente, il capitalismo di rapina, il riciclaggio, il precariato in luogo della flessibilità, il conflitto di interessi, la laicità dello stato, i diritti civili, gli sprechi, di sicuro non saranno mai affrontati da questi esattamente come non sono stati affrontati dagli altri
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 11:07:43
vogliamo gente che se lo abbusca il pane, basta con i parassiti.
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 11:11:07
...basta con gli urbanisti-comunisti!



Messaggio del 18-04-2008 alle ore 11:13:40
chiaramente i sinistri, rossi o verdi che siano, sanno solo attaccare e dipingere l'avversario di bestemmie e insulti

guardatevi allo specchio e cercate di capire perché la gente ha deciso di non darvi fiducia, fatevi un esame di coscienza e magari un periodo di cura presso un analista.
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 11:15:04
a me non piace il progetto del ponte sullo stretto ma è innegabile che la TAV o il completamento delle autostrade italiane sia una necessità.
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 11:21:48
una curiosità, per inciso non lo guardo spesso santoro, nè tantomeno sono un suo fan:

ma lo guardate veramente annozero???

perchè io non me ne sono mica tanto accorto del modo criminoso con cui usa la televisione.
l'unico manifestamente anti-berlusconiano è travaglio, ma se in due tre anni di trasmissione con santoro non si è beccato ancora una querela, un motivo ci sarà: forse dice la verità.

e white rabbit, sceglieti qualche idolo migliore, perchè tra ferrara (che comunque ho visto per 4-5 anni ogni santa sera alla tv) e facci misà che stai messo maluccio, aggiungici pure socci e dell'utri e la tavolata è completa.
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 11:24:32

il processo penale italiano è inapplicabile a causa delle leggi salva berlusconi, con il risultato ke abbiamo sotto gli okki




Messaggio del 18-04-2008 alle ore 11:29:50
The Eraser, se Annozero parla di male di Berlusconi, è di parte. Se poi dice male al centrosx(come spesso e volentieri ha fatto... tra l'altro è stata la prima trasmissione ad occuparsi di Bassolino e Jervolino nel reportage sulla camorra a Napoli) figuriamoci cosa diventa... ma i giornalisti devono forse limitarsi a fare i presentatori alla Vespa/Mentana?
Poi per carità: Travaglio, Sartori, Di Pietro... tutti noti comunisti!
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 11:37:09
Mi piacerebbe vivere in un paese dove le persone più rispettate sono quelle che hanno studiato tanto e che campano grazie alla loro sapienza e quelle che hanno lavorato una vita e si sono fatti da soli...

...Ma, semplicemente, non è così...

...Mi dispiace, ma me ne farò una ragione...

...Resta il fatto che pensare che ad alcuni personaggi venga dato il permesso non tanto di governare il paese, ma proprio di circolare liberi per le strade...

...Mi fa accaponare la pelle... BRRRRR !!!!!!!!!

Per fortuna esiste l' univero interiore in cui rifugiarsi... :0)


Ribadisco...


Contenti voi...
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 11:43:13
io santoro non lo guardo da anni, ma mi riprometto di provare a guardarlo, mi farò del male, volgio vedere se è cambiato qualcosa da quando era fazioso, da quando toglieva la parola a chi diceva qualcosa che a lui non piaceva, da quando mostrava gli errorri dell'uno ma nascondeva quelli di altri, da quando era comunista e lo diceva continuamente dimostrandosi sempre di parte nei suoi dibattiti, ci proverò a guardarlo, mi sforzerò, come del resto ci ho provato con Emilio Fede.

Per me Emilio Fede è l'altra faccia della stessa medaglia di Santoro.
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 11:45:34
ma infatti santoro può dire male a chiunque, anche ieri avranno ripetuto mille volte che il pd ha sbagliato, ha "cannibalizzato" (termine inflazionatissomo dal 14aprile) la sinistra ecc ecc.

ieri, forse non lo hanno sentito tutti perchè lo ha detto in sottofondo, pure giovanni sartori, ripeto giovanni sartori, ha detto che berlusconi è entrato in politica per far fronte ai guai giudiziari e, soprattutto, economici. questo sartori, non di pietro.

personalmente non mi dispererei se un giorno il paese fosse governato da qualcuno di centro-destra, o da conservatori alla cameron, alla rajoy (uno che ha detto non avrebbe mai rimesso in discussione i matrimoni- gay in spagna per esempio) o da un mccain o da un sarkozy.
il problema è tutto italiano, berlusconi assomiglia più a putin che a quelli che ho citato sopra. i primi due anni del goiverno 2001-2006 li hanno passati a legiferare per risolvere i problemi di berlusconi, se avessero inasprito le pene per i delinquenti o liberalizzato non mi sarei arrabbiato, ma hanno fatto altro, questo è il punto, dal digitale terrestre alle altre leggi sulla giustizia
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 11:50:22
Infatti c'è gente che commenta senza mai guardare
Avere le tv serve soprattutto a convincere le persone
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 11:53:38
Nella monarchia televisiva tira più un pelo di porco che tutta la cultura repubblicana.



Messaggio del 18-04-2008 alle ore 13:28:51
ravaglio non viene querelato, e se lo querelano vince tutte le cause, perchè parla con verbali e sentenze alla mano...quello ke dice è vangelo puro, come direbbe tex willer

se poi dire le cose come stanno vuol dire insultare l'avversario politico, come dice l'eminente seguace di frak lloyd wright , allora non dirò che provenzano è mafioso, perkè sarà vero, ma perkè demonizzarlo così, poverino?

" il popolo più analfabeta, la borghesia più ignorante d'europa" però campioni del mondo
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 14:29:10
Mi chiedo come faccia Travaglio a essere ancora vivo
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 14:32:19
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 16:22:54
1-cercate su google il pezzo di Facci sulla perizia Giuffrida
2-sostenere che Sartori sia di centrodestra è equivalente a bestemmiare santi e madonne dentro san Pietro.
3-Noto che I sinistri il problema di fondo continuano ad ignorarlo e continuano a dibattere come se fossero divisi tra la sezione "gramsci" e il loft del PD.

Alla frutta...
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 16:46:29
Ma sso Sartori non aveva dichiarato PUBBLICAMENTE di essere anticomunista???

Il problema di fondo rimane sempre uno: quella merda mafiosa che sta là.

Messaggio del 18-04-2008 alle ore 17:44:52
white rabbit, a me non interessa per chi vota sartori, possibile che chiunque critichi il cavaliere debba essere per forza comunista o irriducibile antiberlusconiano?

più che di destra o di sinistra contava l'idea di giustizia che uno ha, e pur non essendo di pietro, pure sartori ha sempre visto l'inadeguatezza del cavaliere.

la perizia giuffrida è relativa alla provenienza di soldi giusto? questo non ha nulla a che fare con all iberian 1 e 2, con il legitimo sospetto, con il lodo maccanico, con la depenalizzazione del falso in bilancio che, inoltre, va in prescrizione a 4 anni mentre prima andava da sette a quindici, e il lodo mondadori e la sme???

ripeto, il centro sinistra potrà perdere le prossime dieci elezioni, questo non significa che dall'altro lato io non possa essere governato da qualcuno moralmente più pulito di berlusconi, che si chiami fini o formigoni o galan o chi per loro. come in tutti paesi d'europa voglio che sia qualcuno con la fedina penale limpida, non contesto le idee, i valori, cosa intendono per famiglia, per europa, medio oriente ecc
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 18:03:41
travaglio è tutto tranne che comunista...
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 18:08:51
disgustorama per Santoro e company, ieri veramente si è toccato il fondo e si raschiato per benino il fondo (della decenza)
...come plasmare l'opinione pubblica facendo vedere servizi teatrali, tragi-comici sulla sconfitta del PD.

Solitamente mi facevo delle grasse risate, ma ieri veramente sn rimasto disgustato dal "circo santoro" (finanziato tramite canone.....eh!!!piccolo piccolo dettaglio per chi prova a fare i paragoni cn fede).

capisco che per i pochi di sinistra o pseudo-sinistra è un periodo difficile, ma nella vita bisogna capire quando si prende una batosta, fare autocritica...capire dove si è sbagliato e nn dare la colpa al berlusca o agli italiani ignoranti, stupidi e creduloni....per la legge dei grandi numeri, qualche persona cn un pò di cervello avrà votato PDL che dite?


Messaggio del 18-04-2008 alle ore 18:31:07
White, ti prego, rimetti il papozzo di prima era moooolto piu' bello!
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 18:34:46
Sopprimetelo perfavore...
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 19:11:09
Mha..........non mi riferivo a santoro, ma agli ospiti sinistri di santoro tra cui anche un giovane della destra di santachè che mi sembrava lontano dal mondo di oggi anni luce.....
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 19:27:29
le scimmiette ammaestrate (al primo voto) del circo...uno di destra, l'altro di sinistra (ancora più infoiato), entrambi delusi, entrambi cazzoni!
....vanno ad una trasmissione del genere per fare le marionette ed essere derisi perfino dal prof. sartori, vecchio celebroleso, oppure dal sommo architetto.


Ma portare in televisione ragazzi normali al posto di sbarbatelli fondamentalisti e pieni di ideologie smarrite, confuse ed ambigue è chiedere troppo?

ah...poi, pulitevi la bocca quando parlate di Facci.(contento white?)
Messaggio del 18-04-2008 alle ore 20:33:32
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA
PRIMA SEZIONE CIVILE
in composizione monocratica ha pronunciato la seguente
SENTENZA

nella causa civile di primo grado recante il numero di ruolo 28984 dell'anno 2001, poste in decisione nella camera di consiglio del 14.1.2005 e vertente

tra

Berlusconi Silvio
elett.te dom.to in Roma, in via Muzio Clementi 48, presso lo studio dell'avv. Fabio Lepri che lo rappresenta e difende in forza di procura alle liti in calce alla comparsa di costituzione quale nuovo difensore

attore

e

Travaglio Marco
elett.te dom.to in Roma, in Piazza Dei Caprettari 70, presso lo studio degli avvocati Virginia Ripa di Meana, Domenico Luca Scordino e Valeria Vacchini che lo rappresentano e difendono in forza di procura alle liti a margine della comparsa di risposta

convenuto

e

Fabbri Daniele, in arte Daniele Luttazzi
elett.te dom.to in Roma, in Viale Mazzini 13, presso lo studio dell'avv. Andrea Parlatore che lo rappresenta e difende in forza di procure alle liti in calce alle copie notificate dell'atto di citazione del Berlusconi e della comparsa di chiamata in causa della Ballandi Entertainment Spa.,

convenuto e chiamato in causa

e

Freccero Carlo

convenuto contumace

e

Rai RadioTelevisione Italiana Spa.
elett.te dom.ta in Roma, in via Parma 22, presso lo studio dell'avv. Andrea Di Porto che la rappresenta e difende, unitamente all'avv. Stefano D'Ercole, in forza di procure alle liti in calce alla copia notificata dell'atto di citazione avversario,

convenuta

e

Ballandi Entertainmnent Spa
elett.te dom.ta in Roma, in Vicolo Orbitelli 31, presso lo studio dell'avv. Vincenzo Zeno-Zencovich che la rappresenta e difende, unitamente all'avv. Eugenio D'Andrea, in forza di procure alle liti a margine della comparsa di costituzione,

chiamata e chiamante in causa

avente ad oggetto: domanda di risarcimento danni.

Svoglimento del processo e conclusione delle parti

con atto di citazione notificato il 26.4.2001 l'on. SIlvio Berlusconi ha convneuto davanti a questo Tribunale Marco Travaglio, Daniele Fabbri (in arte Daniele Luttazzi), Carlo Freccero e la rai Radiotelevisione Italiana s.p.a. esponendo che nel corso del programma televisivo "Satyricon", trasmesso il 14.3.2001 dalla società convenuta sul canale Rai-2, il giornalista Travaglio e il conduttore Fabbri, in accordo con il direttore della rete Freccero, avevano gravemente leso il suo onore, la sua reputazione, la sua immagine di uomo politico e la sua stessa identità personale, avendolo presentato ai telespettatori come persona impegnatasi in politica per curare i propri interessi personali, e per salvaguardare le proprie fortune, accumulate con metodi non trasparenti e verosimilmente delittuosi, nonché come politico colluso con ambienti mafiosi, implicato in operazioni di riciclaggi oe per averlo additato come mancante a volto coperto di attentati contro magistrati e perfino contro propri collaboratori e amici. Sulla base di tali premesse la difesa dell'on. Berlusconi ha formulato le seguenti domande:

* condannarsi i convenuti in solido ovvero disgiuntamente al risarcimento dei danni morali e non patrimoniali subiti dall'attore da determinarsi in via equitativa in almeno lire 20.000.000.000;
* condannarsi i convenuti in solido ovvero disgiuntamente al versamento della sanzione prevista dall'art. 12 della legge numero 47/1948 da determinarsi in via equitativa in almeno lire 1.000.000.000;
* ordinarsi la divulgazione per estratto dell'emananda sentenza in aperture dei telegiornali della sera delle tre reti della Rai e la pubblicazione a caratteri doppi sui quotidiani La Repubblica, Corriere della Sera, Il GIornale, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero, il Secolo XIX, Il Resto del Carlino, La Stampa, La Nazione, Il Mattino e Il Giorno, a cura dell'attore e a spese delle parti convenute;
* condannarsi i convenuti alla rifusione delle spese processuali

Marco Travaglio, Daniele Fabbri e la Rai Radiotelevisione Italiana s.p.a. si sono costituiti in giudizio con distinte comparse di risposta chiedendo il rigetto delle domande attoree ricorrendo le esimenti dell'esercizio dei diritti di critica politica e di satira nonché, secondo la difesa del Fabbri, del diritto di cronaca, Daniele Fabbri ha altresì chiesto la condanna dell'attore a risarcimento dei danni per lite temeraria ex art. 96 c.p.c., la cancellazione di alcune espressioni dell'atto di citazione avversario ritenute offensive, e, in via subordinata, la condanna della Rai Radiotelevisione Italiana e del direttore della Rete-2 Carlo Freccero a manlevarlo da ogni pretesa risarcitoria avversaria; la Rai Radiotelevisione Italiana ha quindi chiamato in causa la Ballandi Entertainment spa, quale società che aveva prodotto il programma "Satyricon" in forza di contratto di appalto, chiedendo di essere manlevata da ogni pretesa risarcitoria formulata dall'on. Berlusconi; la Ballandi Entertainment spa si è costituita in giudizio assumendo in via principale sia l'infondatezza delle domande dell'attore sia l'infondatezza della domanda di manleva formulata dalla Rai Radiotelevisione Italiana e chiedendo, in via subordinata, di essere a sua volta manlevata dal Fabbri; a fronte di tale ultima domanda della Ballandi Entertainment il fabbri ha eccepito la carenza di giurisdizione del Tribunale adito, assumendo che il contratto stipulato con detta società prevedeva all'art. 11 una clausola di arbitrato; Carlo Freccero è rimasto contumace.
La causa è stata istruita con l'interrogatorio libero del Fabbri e con la produzione di varia documentazione e della videocassetta contenente la registrazione della trasmissione; i mezzi di prova orale prospettati dalle parti sono stati ritenuti irrilevanti ai fini della decisione. Le conclusioni sono state precisate dall'udienza del 30.9.2004; tutte le parti hanno ribadito quanto chiesto nei rispettivi atti di costituzione e ai sensi dell'art. 190 c.p.c. sono stati concessi i termini di giorni 60 e 20.

Motivi della decisione

L'oggetto del giudizio è rappresentato da un'intervista di Daniele Fabbri al giornalista Marco Travaglio trasmessa il 14.3.2001 dalla rai Radiotelevisione Italiana, sul canale Rai-2, diretto da Carlo Freccero, nel corso del programma "Satyricon", realizzato dalla Ballandi Entertainment spa, che l'on. Silvio Berlusconi ha ritenuto gravemente lesiva del suo onore, della sua reputazione, della sua immagine di uomo politico, e della sua stessa identità personale, e che, al contrario, i convenuti costituitisi in giudizio hanno ritenuto legittimo esercizio dei diritti di cronaca, di critica politica e di satira garantiti dall'art. 21 della Costituzione.
Il testo della suddetta intervista, non oggetto di contestazioni, è risultato essere il seguente:

D> Buonasera Marco e benvenuto.
M> Buonasera

D> Ho letto questo libro d'un fiato, è veramente molto interessante, l'hai scritto con Elio Veltri, che è membro della commissione antimafia e giustizia, Origine e misteri delle fortune di Silvio Berlusconi. Questa in effetti è una cosa che, non so gli altri italiani, non so i giornalisti italiani che non ne parlano mai evidentemente, ma io mi sono sempre interrogato su questo mistero. Innanzitutto vorrei fare una premessa, perché in genere poi mi accusano sempre di essere fazioso o cose di questo genere: tu scrivi per Repubblica, per l'Espresso, per MicroMega eccetera, sei di sinistra?
M> No.

D> Non sei di sinistra, oh, meno male, meno male, quindi possiamo parlare tranquillamente.
M> Diciamo che ho trovato asilo in questo gruppo, ma io ho lavorato con Montanelli finché Montanelli ha potuto lavorare in giornali liberi, quando glieli hanno chiusi o lo hanno messo in condizione di andarsene non ha potuto più dirigerli e quindi sono felice di aver trovato asilo in un giornale altrettanto libero.

D> Quindi il tuo maestro è Montanelli.
M> Sì.

D> Montanelli il quale ha dichiarato recentemente "Berlusconi è il macigno che paralizza la vita ploitica italiana"
M> Lo chiama "il piazzista di Arcore" quando è in pubblico, in privato...

D> Peggio? Ah, okay, va be', non vogliamo saperlo perché poi non vogliamo finire in tribunale. Ehm, tu hai anche uno stipendio pignorato, mi sembra di ricordare.
M> Si, dall'onorevole Previti.

D> Per quale motivo?
M> Ogni mese mi leva un quinto del mio stipendio. Ora, essere pignorati è già abbastanza seccante ma devo dire che essere pignorati da Previti è proprio il massimo della vita.

D> Tu lavori per Previti?
M> Anche.

D> (risata)
M> Per aver scritto una cosa vera e purtroppo non sono riuscito a convivcere il tribunale di Roma, e quindi spero nell`appello, spero di vincere in appello.

D> In bocca al lupo.
M> Così dovrà restituirmeli con gli interessi, sarà divertentissimo.

D> Sarà divertentissimo. Be', facci sapere. Io ho letto questo libro. Alle prime due pagine ho detto: ok, qui saltiamo per aria tutti quanti, perché ci sono delle cose veramente sconvolgenti. Io mi rifarei proprio dall'inizio: "Cavaliere da dove ha preso i soldi", no? Inanzitutto, in questo libro si parla di teoremi? Cioè, sono teoremi delle toghe rosse o sono fatti?
M> In questo libro si parla di documenti: ci sono dei documenti che andrebbero spiegati, se in Italia le interviste contemplassero delle domande: il problema è che in Italia abbiamo inventato questo genere letterario dell'intervista senza domanda, almeno quando il politico è l'ospite. E quindi nessuno lo chiede ma è una domanda legittima. Qui c'è un dirigente della Banca d'Italia che viene incaricato dalla Procura di Palermo di fare un perizia...

D> Giuffrida?
M> ... esatto, il dottor Giuffrida, tuttora al suo posto nonostante abbia subito alcune minacce pubbliche, il quale ha studiato i finanziamenti che negli anni 70 e 80 arrivavano alle 22 anzi 34 holding che compongono la Fininvest...

D> Erano 22 e ora sono 34, ho appreso da questo libro.
M> Ma perché inizialmente si pensava a 22, poi andando a cercare se ne sono scoperte anche 34 ...

D> Cosa sono queste "holding"
M> Be', diciamo, sono de contenitori di denaro, denaro che passa tra l'una e l'altra in un complicatissimo sistema di scatole cinesi e molto spesso non si capisce poi alla fine da dove è partito. Infatti, questo tecnico di Banca d'Italia che, diciamo, non è uno stalinista, è un'espressione del capitalismo, ha cercato di capire da dove arrivassero questi soldi, perché ci sono 115 miliardi in 7 anni che arrivano in contanti.

D> 115 miliardi dell'epoca, che sarebbero?
M> Sarebbero sui 500 di oggi. Arrivano in contanti: immagino in dei valigioni, in tir, non so come li si trasporti.

D> Da dove provenivano questi soldi?
M> Ehm, alla fine il dottor Giuffrida si arrende, alza le mani e dice "provenienza sconosciuta"; e quindi bisogna conoscerla, io credo che un uomo pubblico dovrebbe spiegarci che ci fossero dei benefattori che continuavano a donare questi soldi in contanti, ma bisognerebbe saperlo chi sono.

D> Ma i soldi che passano da una holding all'altra e eccetera non lasciano delle tracce, non è possibile risalire all'indietro come Pollcicno e arrivare fino all'origine?
M> No, il sistema francovaluta, si chiama così non sto a spiegarlo perché è complicatissimo, faceva in modo che il punto di partenza fosse inidentificabile. Tutto ciò poi era ancora complicato da alcune amenità: il dottor Giuffrida, assieme agli uomini della DIA, quando è andato a ritroso alla ricerca di questi finanziamenti, è andato a cercare la documentazione presso banche, e presso queste banche alcune società non risultavano nemmeno essere mai esistite, poi si è scoperto perché: erano state per errore classificate come negozi di parrucchiera e estetista. Ora, l'idea che Berlusconi tra tutto quello che ha abbia anche delle società di parrucchiere e estetista era veramente troppo, infatti lì è stato detto "oops, ci siamo sbagliati", non erano parrucchieri ed estetisti, erano società finanziarie.

D> Che banche erano queste banche?
M> Mah, una, la più famosa, è la Banca Rasini, quella dove lavorava il padre del Cavalier Silvio Berlusconi: credo che cominciò da impiegato e poi diventò, se non ricordo male, direttore generale. Ed era una delle banche che è indicata dai giudici di Palermo come quelle utilizzate per il riciclaggio del denaro della mafia.

D> Noi siamo morti in questo momento, vuoi dirmi?
M> Quante querele vuoi prenderti? Sennò smettiamo.

D> Mah, il libro è interessantissimo, è meraviglioso: tu hai avuto minacce dalla pubblicazione di questo libro?
M> Non ancora.

D> Ok, perfetto, poi fammi sapere.
M> Ho saputo alla libreria di Fiumicino, che un omino di bassa statura...

D> ... solerte ...
M> ... era passato a comprare tutte le copie che c'erano.

D> Stampatene di più, no? Così loro le prendono e voi guadagnate.
M> Infatti, noi ristampiamo, loro ricomprano e vediamo chi si stanca per primo.

D> E' stupendo. Una cosa su cui mi sono sempre interrogato è questa: c'erano alcune società che voi chiamate nel vostro libro "siringhe monouso", tipo la Palina eccetera, fanno una sola operazione. perché? Cioè, partono dei soldi dalla Palina, holding uno, due, tre, ta-ta-ta-ta e poi ritornano alla Palina: perché?
M> E poi ritornano all'origine: questa è una delle cose più incomprensibili che si sia trovato ad affromntare questo povero tecnico.

D> Erano dei giroconti fittizi?
M> Sono delle cose che nemmeno un tecnico di alto livello come questo riesce a spiegare, per cui alla fine si arrende: la procura di Palermo convocherà, anzi, credo che abbia già convocato ma la cosa slitterà a dopo le elezioni, il Cavalier Berlusconi perché può darsi che tutto ciò sia assolutamente lecito, l'importante è spiegarlo. Bisognerà spiegarlo...

D> Facciamo un appello, no? Bisognerà spiegarlo. Voi parlate di due fasi dell'impero Fininvest: una prima fase dagli anni 70 fino all'83, è la fase che abbiamo appena descritto, mi pare di capire, dove piovono miliardi non si sa da dove, e una seconda parte, invece, diciamo il CAF, tangentopoli, fino alla legge Mammì...
M> è la fase Craxi, quando Craxi era presidente del Consiglio.

D> Esatto. Qui però dite una cosa interessante e che io non sapevo, e cioè che Craxi ha partecipato alla fondazione di Forza Italia.
M> Ah, quello è un altro documento straordinario, secondo me: c'e un piccolo democristiano milanese che si chiama Ezio Cartotto, che viene ingaggiato da Marcello Dell'Utri...

D> Chi è Marcello Dell'Utri?
M> Marcello Dell'Utri è il braccio destro di Silvio Berlusconi, palermitano, l'uomo che nel 1974 quando Berlusconi ha bisogno di uno stalliere va a Palermo, prende un boss mafioso glielo porta a Milano e glielo mette in Villa per un anno e mezzo: si chiamava Mangano questo boss, è stato poi processato al maxiprocesso di Falcone e Borsellino e poi è stato condannato all'ergastolo per traffico di droga, mafia e omicidio, ed era in rapporto con Dell'Utri fino almeno al '93-'94. Chiusa la parentesi. Stavamo dicendo?

D> Hai fatto una parentesi da niente...ci bevo un attimo su? Non so voi ma io sto abbastanza tremando, ma ok. (si sente un tonfo da ditro le quinte) Un attentato, sventato per fortuna: state fermi e non saltate sulle sedie, nessuno si muova. (applauso)
M> Allora: Dell'Utri ingaggia questo democristiano lombardo perché dice" qui bisogna fare un partito, il Cavaliere dice che i nostri referenti politici stanno malmessi con Mani Pulite e quindi"...

D> Siamo nel 91-92?
M> Siamo nel '92, subito dopo l'arresto di Mario Chiesa e i primi indagati, i primissimi piccoli indagati milanesi, nemmeno Craxi: Craxi poi sarà a dicembre. Lo chiude in un ufficio di Publitalia, gli dice di non dire niente perché della cosa sa soltanto lui e il Cavaliere, nemmeno Confalonieri perché era contrario a questo progetto di entrare in politica.

D> Fedele è simpatico, eh?
M> Bè, si, diceva delle cose che dette oggi sembra Stalin, invece era Confalonieri: diceva "è impensabile che noi senza vendere le televisioni andiamo in politica"; cercava di convincere Berlusconi: infatti all'inizio lo tennero all'oscuro, così racconta Cartotto. Allora, questo ufficio di Publitalia comincia a lavorare alla fondazione del partito, che poi verrà reso noto agli Italiani un anno e mezzo dopo: nessuno lo sa. E questo Cartotto racconta delle cose secondo me strepitose: voglio citare perché qui bisogna essere esattissimi, le querele volano come... e noi non le vogliamo prendere le querele...

D> Non so tu, io no di certo. Credo che sia il male minore la querela a questo punto.
M> Allora, Cartotto racconta il movente della nascita di Forza Italia: "Berlusconi, in una convention di quadri della Fininvest tenuta a Montecarlo, tenne un discorso che posso definire di attacco, dicendo specificamente: i nostri amici che ci aiutavano, Craxi & c., contano sempre di meno, i nostri nemici contano sempre di più, dobbiamo prepararci aqualsiasi evenienza per combatterli" . Ma racconta un'altra cosa secondo me strepitosa, e cioè che nel 1992-93, quando Caselli non era nemmeno procuratore di Palermo, quando nessuno si sognava di ipotizzre alcunchè di rapporti tra mafia e Fininvest, Berlusconi, secondo Cartotto, si aggirava per le sue aziende dicendo "se non andiamo in politica ci accuseranno di essere mafiosi". Ora, a me francamente non è mai capitatodi temere di essere accusato di essere mafioso. A te non credo.

D> Non credo, no.
M> "Berlusconi, racconta Cartotto, temeva che entrando in politica potessero essergli rivolte accuse di contiguità con la associazione mafiosa. Per la verità Cartotto ad un'intervista al Corriere dirà poi che Berlusconi diceva queste testuali parole: mi faranno di tutto, andranno a frugare tutte le carte, diranno che sono un mafioso.

D> Ma perché? Strano, no?
M> Poi aggiunge Cartotto che nel 1994,quando vennero fuori le prime voci su queste liesons dangereuses, per usare un termine raffinato, dice: "ricordo che Berlusconi mise sotto accusa Dell'Utri specificando che nei sondaggi Forza Italia stava scendendo proprio per questo problema dei suoi rapporti con la mafia; ricordo che la reazione di Dell'Utri mi sorprese alquanto, quando mi disse testualmente: Silvio non capisce che dovrebbe ringraziarmi perché se dovessi aprire bocca io, puntini puntini.

D> Queste sono dichiarazioni di Cartotto. Rese dove?
M> Queste sono dichiarazioni di Cartotto alle procure di Caltanissetta e Palermo che indagano sui mandanti a volto coperto delle stragi del 1992 e 93.

D> Cosa c'entrano?
M> Eh, cosa c'entrano. Quante querele vuoi beccarti? Allora...

D> No, stiamo cercando di capire, stai tirando fuori delle cose che non stanno nè in cielo nè in terra, non è una logica normale, credo, no? Non essere così soddisfatto, è una cosa tremenda, oh, mamma mia.
M> No, sarà che le conosco e quindi do un po' meno peso. C'è un atto assolutamente pubblico, la requisitoria del pubblico ministero Luca Tescaroli al processo di appello per la strage di Capaci dove sono stati condannati tutti i boss di Cosa Nostra, da Riina in giù, per avere ordinato e realizzato la strage che ha visto la moste di Falcone, della moglie, degli uomini della scorta; in questo processo di appello Tescaroli fa un accenno ad un'altra indagine che è in corso alla procura di Caltanissetta, e che riguarda i mandanti avolto coperto, cioè coloro che avrebbero diciamo suggerito se non altro la tempistica per quelle due stagi in sequenza che erano Capaci e poi via D'Amelio: voi ricorderete che in quei 50 giorni saltarono in aria i due giudici più famosi d'Italia, a Palermo, cioè Falcone e Borsellino: intere autostrade sventrate, cioè una cosa mai vista; forse in Colombia. E questo pubblico ministero nella requisitoria ha sostenuto, ha ricordato, le parole di alcuni collaboratori di giustizia i quali sostengono che Totò Riina, prima di mettere a punto queste stragi, aveva incontrato alcune persone importanti, come le chiamava lui, e questi pentiti riferiscono che erano Berlusconi e dell'Utri. Naturalmente tutto ciò è una requisitoria, èun documento pubblico, è una cosa che è stata letta in udienza e noi l'abbiamo pubblicata, non è una sentenza, ci mancherebbe altro, è semplicemente uno spunto di indagine, indagine che mentre Tescaroli parlava era in corso: e altre indagini ci sono sulle stragi del 3, perché voi ricorderete che nel 93 ci fu quella replica, quando la mafia stranamente cominciò ad occuparsi del patrimonio artistico: cioè, la mafia uscì dal territorio siciliano e cominciò a mettre bombe agli Uffizi, a via Palestro a Milano e qui a Roma, a San giovanni in Laterano, per non parlare dell'attentato a Maurizio Costanzo, che è un altro caso clamoroso: è molto interessante, soltanto a livello cronologico, leggere quello che racconta Cartotto, e cioè che Maurizio Costanzo era uno, all'interno della Fininvest, ferocemente contrario alla nascita del partito della Finivest, cioè alla scesa in campo della Fininvest in politica. Insomma, è un bel quadretto.

D> Bè, direi, rivelazioni esplosive.
M> Sai qual è il brutto, o il bello? Che non sono rivelazioni, cioè non sono cose che io sono andato atrovare e che nessuno poteva trovare. Sono cose che sono state dette in un'aula di tribunale.

D> Be', nessuno le riferisce perché ancora devono essere dimostrate.
M> Si, ma quando un pubblico ministero dice una cosa se ne dovrebbe parlare.

D> Non se ne parla?
M> Non se ne parla molto.

D> C'è una specie di consegna del silenzio?
M> Un pochino, forse.

D> Forse stanno aspettando.
M> Forse stanno aspettando.

D> E Craxi cosa c'entra? perché tutto è partito da Craxi.
M> Si: Cartotto racconta che in queste riunioni ad Arcore nelle quali si decideva la nascita di Forza Italia, a un paio di queste riunioni partecipò Bettino Craxi, poco prima di volare ad Hamamet, cioè prima di perdere l'immunità parlamentare e di volare, un giorno prima, ad Hamamet per sottrarsi all'arresto.

D> Quindi quello che sostenete voi in questo libro è che, da certi riscontri, deposizioni, ecc. ecc., la nascita del partito è dovuta al fatto che mancavano i referenti politici ad un certo punto quindi han detto: ok, dobbiamo farci le cose da soli. Giusto?
M> Questo racconta l'unico testimone che ha parlato di quel periodo, cioè questo Cartotto, che non è un pentito di mafia, non è un delinquente...

D> E dove si trova adesso questo Cartotto?
M> Credo che stia appena fuori Milano. Viene chiamato spesso a testimoniare in vari processi, quelli di Dell'Utri, quelli di Berlusconi...

D> C'è un altro capitolo che secondo me è molto interessante, ed è quello sulla legge Tremonti: Tremonti è nella cronaca di questa settimana perché ha dato del gangster al ministro Visco ecc. ecc.: ho letto però una cosa interessantissima su questa legge Tremonti in realtà.
M> La legge Tremonti è una legge che, detta in soldoni, rilascia delle agevolazioni fiscali alle imprese che reinvestono gli utili. E quindi è una legge neutra. Senonchè un giorno una certa azienda, che si chiama Mediaset, compra dei film, e comprati quei film chiede al governo se può beneficiare dei vantaggi della legge Tremonti. Il governo le risponde si, puoi beneficiare di questi vantaggi. E questi vantaggi, quantificati, sono 243 mliardi. Il problema qual è: io non so se la Mediaset avesse o non avesse il diritto ad accedere a questi vantaggi: c'è chi sostiene di no perche i film acquistati non sono beni materiali e la legge Tremonti si occupava soltanto di beni materiali; ma diciamo che fosse tutto di loro diritto: il problema è che a beneficiare di questa legge è colui che l'ha fatta, e cioè il Cavalier Silvio Berlusconi con una mano è presidente del Consiglio e con l'altra è padrone della Mediaset e si interpella da solo chiedendo: "scusa, puoi tu usufruire di questa legge? Si che puoi." . E alla fine ci guadagna 250 miliardi.

D> Ma come. Ogni volta che gli rinfacciano il conflitto di interessi lui dice sempre: "No no no, perché poi io lo risolverò molto tranquillamente: quando parleremo di cose che mi riguardano io mi alzo e me ne esco". No?
M> Si, bè, non dovrebbe mai mettere piede, avremmo un governo vacante, in esilio.

D> Si, perché io ho elencato le cose di cui si occupa: editoria, telecomunicazioni, telefoni cellulari, assicurazioni, grandi distribuzioni, cinema, audiovisivi, affari immobiliari, sport. Tutto.
M> E negozi di parrucchieri ed estetisti.

D> I negozi di parrucchieri, hai ragione. Dunque: riassumiamo un pochettino il percorso di questo libro: c'è dentro un'intervista anche a Borsellino che è incredibile.
M> C'è un'intervista agghiacciante a Paolo Borsellino: è una rarità questa intervista, perché la Rai l'ha potuta trasmettere soltanto nottetempo...

D> Perché l'ha potuta trasmettere? In che senso?
M> La Rai ce l'aveva, ma Roberto Morione, direttore di Rai News 24, ha fatto il giro delle sette chiese per offrirla a tutti quelli che hanno i programmi in prima serata, ai telegiornali, e tutti gli hanno detto che non gli interessava perché era roba vecchia: in realtà questo è l'ultimo documento filmato di Paolo Borsellino prima che salti in aria. è stata fatta il 21 maggio del 92, due giorni dopo salta in aria Falcone, 50 giorni dopo salta in aria Borsellino.

D> Cosa c'era di così drammatico in questa intervista?
M> Bè, è un'intervista abbastanza agghiacciante, per chi la vede soprattutto col senno di poi, cioè la vede come il testamento spirituale. Borsellino dice alcune cose: a) che la procura di Palermo in quel momento sta indagando sui rapporti tra Berlusconi, Dell'Utri e Mangano; e poi dice un'altra cosa: dice che in una intercettazione del 1981 tra Mangano e Dell'Utri, Mangano sta contrattando con Dell'Utri a proposito di un cavallo. E Borsellino dice che "nel maxiprocesso noi abbiamo appurato che Mangano quando parla di cavalli intende partite di droga". Quando poi il giornalista, che è un francese, quindi fa domande, gli dice " se ricordo bene nell'inchiesta c'è un'intercettazone fra Mangano e Dell'Utri in cui si parla di cavalli". Borsellino, che evidentemente è un fine umorista, risponde "bè, nella conversazione nel maxiprocesso, se non piglio errore, si parla di cavalli che dovevano essere mandati in un albergo.Quindi non credo che potesse trattarsi effettivanente di cavalli: se qualcuno mi deve recapitare due cavalli me li recapita all'ippodromo oppure al maneggio, non certamente dentro a un albergo". Allora, voi immaginate un'intervista di questo genere rilasciata oggi da Borsellino vivo, che cosa si direbbe di Borsellino, che è una toga rossa, che è arrivata la cavalleria comunista, che non a caso è un complotto politico, la giustizia a orologeria. Il problema è che pare che Paolo Borsellino votasse Movimento Sociale; cioè appartenevaa quella tradizione della destra, la nobile tradizione della destra legalitaria, che in Sicilia faceva fronte contro la mafia. Per cui, andava perfettamente daccordo con suoi colleghi che erano di sinistra. Immaginatevi se un uomo come Borsellino fosse sopravvissuto e avesse rilasciato oggi questa intervista dove sarebbe già finito, come minimo davanti al CSM, come minimo. Il fatto che in questo paese un'intervista del genere non trovi un programma che la trasmetta in prima serata ma debba andare di notte è abbastanza significativo.

D> E che fine ha fatto questa bobina poi?
M> La bobina c'è, è stata acquisita agli atti della procura di Caltanissetta che indaga sulle stragi , perché è molto interessante sapere di che cosa si stava occupando la magistratura palermitana nel momento in cui saltavano in aria i suoi due maggiori esponenti. O no? E quindi èstata acquisita. è molto istruttiva, secondo me, andrebbe discussa, ci vorrebbero delle risposte.

D> Io ho invitato il Cavalier Berlusconi qua ma non viene. Più di così non so cosa posso fare.
M> Strano.

D> In realtà in un qualunque altro paese europeo o del mondo anche un ventesimo di queste piccole rivelazioni scatenerebbero il terremoto politico. Qua invece non capita nulla.
M> Oggi è venuto ad interessarsi di questo libro e a farmi una piccola intervista un giornalista del Financial Times, il quale mi raccontava dell'avventura di un dirigente molto promettente del partito conservatore britannico, mi ha lasciato anche un appunto con il nome e quindi voglio essere preciso: si chiama Jonathan Atkin, il quale un giorno, convocato ad un processo che riguardava chi avesse pagato il conto di albergo da 3 milioni di lire a sua figlia ha mentito, cioè ha detto una cosa invece di un'altra, ed è stato immediatamente impacchettato e portato in carcere, un ex ministro nonchè parlamentare conservatore, è rimasto in carcere 6 mesi ed è uscito l'altro giorno. Ha ovviamente la carriera politica finita, ma aveva mentito su un conto di 3 milioni della figlia. Io non oso immaginare quanta gente ci sarebbe nel Parlamento Italiano se vigessero le stesse leggi, probabilmente sarebbe semideserto.

D> Io mi chiedo, caro Marco, in che paese viviamo. Comunque volevo ringraziarti perché tu, facendo questo libro, dimostri di essere un uomo libero, e non è facile trovare uomini liberi in quest'Italia di merda.
M> Ti ringrazio molto. Mi veniva in mente una cosa: quel governatore della Pensylvania che un giorno si presentò in televisione e si infilò la canna di una pistola in bocca e si sparò: credo che tu stasera, più o meno...

D> No, no, non lo farei mai.
M> Avresti fatto molto prima.

Tanto premesso, occorrerà ulteriormente precisare che la difesa dell'on. Berlusconi, a fondamento delle proprie domande, nel proprio atto di citazione, e nelle memorie depositate ex art. 170 c.p.c., dopo aver integralmente riportato i dialoghi intercorsi tra il Fabbri e il travaglio, ha esposto:

* che risultava diffamatoria l'intera impostazione della trasmissione;
* che detta intervista, sebbene inserita in un programma umoristico e nonostante alcuni interventi grotteschi dell'intervistatore Fabbri, non poteva essere considerata in alcun modo uno spettacolo di satira, posto che il Travaglio, con il pretesto di presentare un suo libro, per altro anch'esso gravemente diffamatorio, con toni assolutamente seri, aveva attuato, in concorso con il Fabbri e con il direttore della rete Freccero, un vero e proprio linciaggio morale ai danni dell'on. Berlusconi, nell'imminenza delle elezioni politiche dell'anno 2001, avendolo presentato ai telespettatori come persona impegnatasi in politica per curare i propri interessi personali e per salvaguardare le proprie fortune, accumulate con metodi non trasparenti e verosimilmente delittuosi, nonché come politico colluso con ambienti mafiosi, implicato in operazioni di riciclaggio, e per averlo additato come mandante a volto coperto di attentati contro magistrati e perfino contro propri collaboratori e amici dotati di troppa autonomia di pensiero;
* che il Travaglio e il Fabbri avevano posto in essere una serie di espedienti grotteschi al fine di creare il clima propizio alla propalazione di accuse diffamatorie di sconvolgente gravità (la storia dell'omino di bassa statura che aveva fatto incetta delle copie del libro di Travaglio; i reiterati riferimenti al pericolo di ricevere minacce per quanto si andava dicendo; il rumore fuori scena che aveva indotto il Fabbri ad esultare per lo scampato attentato; la citazione del governatore della Pennsylvania suicidatosi in diretta televisiva);
* che erano state affermate grossolane falsità rese credibili da calcolate e dolose omissioni, posto che: a) erano state gravemente travisate le dichiarazioni rese dal giudice Paolo Borsellino ed alcuni giornalisti francesi poco prima di essere ucciso dalla mafia, documentate in una videocassetta trasmessa dall'emittente Rai-News 24, essendosi fatto credere ai telespettatori, contrariamente al vero, che detto magistrato stesse svolgendo indagini a carico dell'on. Berlusconi; b) che si erano ricordate le indagini attivate a carico dell'on. Berluscono della Procura della Repubblica di Caltanisetta nell'ambito dell'inchiesta volta ad individuare i cosidetti mandanti a volto coperto delle stragi di Capaci e di Via d'Amelio, senza informare il pubblico che detta Procura già aveva richiesto al GIP l'archiviazione; c) che si era fatto credere che il consulente contabile Giuffrida aveva svolto accertamenti sul conto delle società del gruppo Fininvest nell'ambito di una verifica imparziale disposta dalla Banca d'Italia, tacendo al pubblico che detto contabile era in realtà un consulente di parte, nominato dalla Procura della Repubblica di Milano per sostenere in giudizio le proprie accuse; d) che si era riferito che il citato Giuffrida aveva concluso la sua verifica evidenziando l'impossibilità di individuare gli originari finanziatori delle società del gruppo Fininvest, omettendo di informare i telespettatori che lo stesso Giuffrida, nella sua stessa relazione aveva precisato che le conclusioni esposte dovevano intendersi come provvisorie, dovendosi acquisire ulteriori documentazioni; e) che si era insinuato che il Ministro Giulio Tremonti e lo stesso Governo presieduto dall'on. Berlusconi, con la promulgazione della cosiddetta "legge Tremonti", avevano favorito fiscalmente la società Mediaset, omettendo di riferire che la competente Commissione Tributaria Provinciale aveva già accertato l'assoluta regolarità dell'operato di detta società e che lo stesso Governo espresso dai partiti dell'Ulivo, succeduto al primo Governo Berlusconi, aveva confermato la normativa fiscale introdotta dalla legge in questione; f) che infine si erano spacciate per indiscusse verità "i vaniloquenti teoremi di un P.M.".

Tanto premesso, ritiene il giudicante che nell'intervista in questione (nonostante i giudizi totalmente negativi espressi, con indubbio sarcasmo, sulla condotta dell'on. Berlusconi) non possano ravvisarsi gli estremi del delitto di diffamazione.
Al riguardo si dovrà infatti considerare:

* che l'intervista in questione andrà valutata con due distinti metri di giudizio: il metro previsto per la valutazione delle opinioni critiche (accertamento della verità effettiva o putativa dei fatti riferiti, dell'esistenza di un interesse per il pubblico alla conoscenza delle opinioni espresse e della continenza delle espressioni usate), dovendosi ritenere tali le opinioni espresse, con toni indubbiamente seri, dal Travaglio sull'operato e sulla condotta dell'on. Berlusconi, e il metro meno rigoroso da adottare per la valutazione delle battute sarcastiche e satiriche (che se non debbono necessariamente menzionare fatti veri debbono evitare di esporre alla pubblica riprovazione aspetti della vita altrui strettamente personali ed intimi ovvero operare accostamenti o allusioni pesantemente volgari o ripugnanti), in tal modo dovendosi considerare i commenti e le sottolineature comiche dell'intervistatore Fabbri;
* che le battute e i commenti del Fabbri, quali si evincono dalla lettura del testo dell'intervista, risultano privi di valenza offensiva nel senso sopra precisato, essendo perfettamente percepibili come notazioni comiche e risultando tutti attinenti alla sfera dell'attività pubblica e imprenditoriale dell'attore;
* che non può ritenersi che il giornalista Travaglio abbia inteso accusare in modo subdolo l'on. Berlusconi di biechi interessi privati, di illeciti societari e di collusione con la mafia, parendo evidente che detto giornalista intese invece stigmatizzare, sicuramente con toni forti, sarcastici e sdegnati, il comportamento dell'odierno attore laddove questi, candidatosi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, non aveva ritenuto necessario chiarire nelle opportune sedi - giudiziarie, politiche ovvero in pubblici dibattiti - alcune vicende della sua attività imprenditoriale oggetto di indagini penali, quali la provenienza dei finanziamenti che resero possibile la costituzione delle società del gruppo Fininvest da lui controllate ed i rapporti asseritamente trattenuti da lui e da alcuni suoi stretti collaboratori con esponenti di vertice della malavita mafiosa siciliana;
* che tale opinione critica per Travaglio è risultata ancorata a fatti veri di sicuro interesse per l'opinione pubblica (l'on. Berlusconi era notoriamente candidato alle imminenti elezioni politiche e notoriamente era stato designato dallo schieramento di centro-destra a ricoprire, in caso di vittoria, la carica di Presidente del Consiglio; notorio era il coinvolgimento del predetto in inchieste penali attivate dalla Procura presso il Tribunale di Milano per reati societari e della Procura presso il Tribunale di Caltanisetta che indagava sui mandanti delle stragi mafiose di Capaci e di Via D'Amelio; notoria era l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa rivolta dalla Procura presso il Tribunale di Palermo a carico di Marcello Dell'Utri, stretto collaboratore dell'attore) ed è stata espressa con modalità di per sé non offensive;
* che l'assunto attoreo secondo cui il Travaglio avrebbe accreditato i propri giudizi presso l'opinione pubblica esponendo anche fatti falsi e omettendo circostanze che avrebbero tolto valore a talune sue argomentazioni, non è risultato fondato, dovendosi considerare: che mai il Travaglio ebbe ad affermare né a far intendere che il giudice Paolo Borsellino stesse svolgendo indagini a carico dell'on. Berlusconi, essendosi limitato a sostenere che detto magistrato, nella suddetta intervista, aveva dichiarato che la Procura di Palermo stava indagando sui rapporti tra Berlusconi, Dell'Utri e il mafioso Mangano e aveva riferito l'esistenza di una intercettazione di una conversazione telefonica intercorsa tra il Mangano e il Dell'Utri, in cui i due parlavano di cavalli, che risultava sospetta, posto che nel cosiddetto maxiprocesso di Palermo era emerso che quando Mangano parlava al telefono di Cavalli intendeva riferirsi a partite di droga; che l'assunto riferito dal Travaglio circa l'intervista a Borsellino ha trovato riscontro nel testo della stessa intervista prodotto dalla difesa dell'attore (il testo pubblicato dal settimanale L'Espresso da cui si evince che Borsellino, ai giornalisti che gli chiedevano se i cavalli di cui discutevano il Mangano e il Dell'Utri fossero davvero dei cavalli, ebbe a dichiarare "Nella conversazione inserita nel maxiprocesso, se non piglio errori, si parla di cavalli che dovevano essere mandati in un albergo, quindi non credo potesse trattarsi effettivamente di cavalli, se qualcuno mi deve recapitare due cavalli me li recapita all'ippodromo o comunque al maneggio, non certamente dentro l'albergo" e che alla domanda "si è detto che Mangano ha lavorato per Berlusconi" ebbe a confermare l'esistenza di indagini volte ad accertare la natura di tali rapporti, avendo dichiarato "Non le saprei dire in proposito. Anche se, dico, debbo far presente che come magistrato ho una certa ritrosia a dire le cose di cui non sono certo poiché ci sono addirittura... so che ci sono addirittura ancora indagini in corso in proposito per le quali non conosco addirittura quali degli atti siano ormai conosciuti e ostensibili e quali debbano rimanere segreti"); che quando fu trasmessa l'intervista oggetto del presente giudizio le indagini attivate dalla Procura di Caltanisetta a carico dell'on. Berlusconi in relazione alle stragi di Capaci e di Via D'Amelio non si potevano ancora ritenere concluse, posto che il decreto di archiviazione, richiesto dal P.M. il 2.3.2001, era stato emesso solo il successivo 3.5.2002 e posto che la stessa Procura nella propria richiesta di archiviazione aveva precisato che il procedimento in questione non esauriva gli sforzi investigativi posti in essere dall'ufficio nel tentativo di individuare i mandanti esterni delle stragi del 1992, essendo emerso un "inquietante intreccio mafia-appalti" e posto che "l'importante informativa in atti della DIA, Il Reparto, del 30.7.1999 che riferisce sull'esistenza di elementi di correlazione fra le imprese societarie indicate nell'elenco predisposto dal ROS dei Carabinieri e le società (in numero di 401) del Gruppo Fininvest, conclude fissando lo sguardo alla Tecnofin Group spa (riconducibile a Salamone-Micciché), alla COGE spa (riconducibile a Paolo Berlusconi), alla Tunnedil spa, alla Cipedil spa (Rappa di Borghetto) , alla RTI spa"; che nella sua intervista il Travaglio ebbe espressamente a precisare che il contabile Giuffrida era un funzionario della Banca D'Italia incaricato dalla Procura di Palermo di redigere una relazione di consulenza; che la difesa dell'attore non ha negato che quanto riferito dal Travaglio circa i risultati delle indagini del Giuffrida rispondesse a verità; che il Travaglio nella sua intervista ebbe a precisare che dette indagini erano ancora in corso, posto che di li a poco la Procura di Palermo avrebbe proceduto all'interrogatorio del Berlusconi; che non risulta che il Travaglio abbia mai insinuato che il Ministro Giulio Tremonti e il primo Governo Berlusconi, con la promulgazione della cosiddetta "legge Tremonti", avessero inteso favorire fiscalmente la società Mediaset, parendo evidente che le dichiarazioni rese sul punto da detto giornalista intesero unicamente sottolineare e denunciare all'opinione pubblica il noto problema del conflitto di interessi che da più parti si assume esistente rispetto all'attività di governo dell'on. Berlusconi in considerazione dei suoi rilevantissimi interessi economici; che infine non risulta che il Travaglio abbia mai spacciato per indiscusse verità le affermazioni fate dal P.M. Pescaroli nella requisitoria resa al processo d'appello per la strage di Capaci (cui la difesa dell'attore ha inteso riferirsi allorquando ha parlato di "vaniloquenti teoremi di un P.M."), avendo egli espressamente precisato che si trattava di una requisitoria contenente "spunti di indagine" e non di sentenza ("naturalmente tutto ciò è una requisitoria, è un documento pubblico, è una cosa che è stata letta in udienza e noi l'abbiamo pubblicata, non è una sentenza, ci mancherebbe altro è semplicemente uno spunto di indagine...");
* che tutto quanto sopra esposto porta a ritenere scriminate tutte le riferite affermazioni del Travaglio, da ritenersi espressione di una legittima critica politica.

Esclusa, in forza di quanto sopra detto, la lamentata diffamazione ed esclusa altresì l'asserita ingiusta lesione del diritto dell'attore alla propria identità personale, s'imporranno il rigetto di tutte le domande formulate a carico dei convenuti; parimenti dovrà essere respinta la domanda di risarcimento formulata contro il Berlusconi dal Fabbri per lite temeraria, non avendo questi specificato quali pregiudizi abbia subito in conseguenza dell'iniziativa giudiziaria dell'attore; del pari dovrà essere respinta del Fabbri di cancellazione di talune frasi dall'atto di citazione avversario, trattandosi di espressioni funzionali all'esercizio del diritto di difesa.
Attesa la sua soccombenza assolutamente prevalente, l'on. SIlvio Berlusconi dovrà infine essere condannato alla rifusione delle spese processuali in favore dei convenuti e della società chiamata in causa, così come meglio specificato in dispositivo.

PQM
il Tribunale Ordinario di Roma
in composizione monocratica

definitivamente pronunciando ed ogni altra richiesta disattesa, così provvede:

* respinge le domande di risarcimento dei danni, di pagamento della sanzione prevista dall'art. 12 della legge n. 47/1948 e di pubblicazione della sentenza formulate, con citazione notificata il 26.4.2001, dall'on. Silvio Berlusconi nei confronti di Marco Travaglio, Daniele Fabbri (in arte Daniele Luttazzi), Carlo Freccero e della Rai Radiotelevisione Italiana s.p.a.;
* respinge la domanda di risarcimento dei danni per lite temeraria nonché la domanda di cancellazione di talune frasi dell'atto di citazione formulate dal Fabbri;
* condanna l'on, Silvio Berlusconi a rifondere in favore di Marco Travaglio, di Daniele Fabbri (in arte Daniele Luttazzi), della Rai Radiotelevisione Italiana s.p.a. e della Bellandi Entertainment s.p.a. le spese di giudizio che si liquidano, per ciascuna di dette parti, in complessivi euro 16.855,00 di cui euro 15.000,00 per onorari ed euro 1.705,00 per diritti, oltre a quanto dovuto per le spese generali, per l'Iva e per il contributo alla CPA.

Così deciso in Roma, il 14.1.2005

il Giudice Unico
dott. Massimo Corrias

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