Cultura & Attualità
IO HO VISTO LA DEA L'ATRA SERA. SI CHIAMA COPPA DEI CAMPIONI
uffa, devo cambiare proxy... 2 balls

ma Hafis e' tuo cugggino?

Quote:
l’Universo [...] cresce ed impara strada facendo, per cui il suo stesso evolversi impedisce di trovare un qualunque punto di riferimento che faccia da parametro nella ricerca di una verità oggettiva.
...questa dev'essere la risposta suggerita dalla Nasa a ki gli avesse kiesto se c'era stato davvero, sulla Luna... poveraccio... 
Ci sono uomini che hanno avuto esperienze assolutamente uniche, quali quella di camminare sul suolo lunare, o di orbitare nel vuoto infinito dello spazio a centinaia di km dalla superficie terrestre.
Cosa hanno provato in quei momenti? Cosa hanno pensato? Quali sono stati gli effetti di tale esperienza assolutamente unica?
Entro un anno dall’ultima missione lunare (1972) tutti i "moonwalkers" avevano lasciato la Nasa.
Una statistica certamente curiosa, visto che lo status di “eroi” che avevano acquisito gli avrebbe permesso di accomodarsi in posizioni di tutto rilievo, con un salario di certo soddisfacente. Invece solo due di loro sono rimasti nell’ambito dell’industria aerospaziale, ma comunque lontani dalla “famiglia” in cui erano cresciuti, mentre gli altri si sono dispersi come i componenti di una banda rock che si disintegri all’apice del successo.
Tre di loro sono morti entro pochi anni, e non tutti in circostanze cristalline.
Alan Bean si è messo a dipingere quadri, Neil Armstrong si è chiuso in un silenzio impenetrabile.
Buzz Aldrin ha avuto una profonda crisi personale, che lo ha portato all’alcolismo e sull’orlo del suicidio, Charlie Duke e Jim Irwin sono diventati predicatori evangelici.
Ma la vicenda più interessante di tutte, dal punto di vista “spirituale”, è sicuramente quella di Ed Mitchell, l’astronauta di Apollo 14 che al suo ritorno sulla terra ha fondato a Los Angeles l’Istituto per le Scienze Noetiche. Alla base di questa filosofia sta un netto rifiuto del razionalismo cartesiano (che vuole mentre e corpo come entità separate e indipendenti), al quale contrappone una visione organica e olistica dell’universo, molto vicina al panteismo einsteniano.
Per Mitchell non può esistere esperienza oggettiva, in quanto questa presume necessariamente uno stato di coscienza soggettivo, mentre il rapporto fra spirito e materia è visto in luce dualistica, come i due volti di una stessa medaglia: interconnessi e interdipendenti, secondo principi “quantistici” che sarebbero stati confermati da recenti esperimenti scientifici.
In altre parole l’Universo – e con esso noi al suo interno - è per Mitchell una entità intelligente che cresce ed impara strada facendo, per cui il suo stesso evolversi impedisce di trovare un qualunque punto di riferimento che faccia da parametro nella ricerca di una verità oggettiva.
EDMITCHELL
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L'uomo che ha visto dio
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