Cultura & Attualità

l'ennesima presa in giro...
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 21:32:55
I calmieri casomai servivano prima*, ora sono inutili (e a quanto pare anche inconsistenti) misure tampone di un fenomeno - quello della schifosa speculazione del commercio e dei servizi in genere - che, spero, il mercato (e purtroppo l'indigenza dei molti poveri) porterà ad attenuare.

* ovvero con un adeguato ed equo controllo dell'inflazione, non con l'offensiva misurazione statistica attuale che esclude ad esempio la frittura di pesce ma include gli yacht nel paniere...
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 11:45:46
Ma se la gente vuole i clamieri il governo da i calmieri dche tanto non servono ad uncazzo, il prezzo si forma dall'incontro di domanda ed offerta e solo queste due variabili possono davvero far variare i prezzi, gli interventio dall'alto sono sempre inutili, questi interventi da Gosplan Sovietico sono solo aria fritta
Messaggio del 22-09-2004 alle ore 11:27:05

Primi conteggi sull'accordo tra governo e grande distribuzione
"Lodevole, ma inutile: saranno 10 centesimi su 1000 euro".
L'Eurispes: "Una beffa
i risparmi nei supermarket"
Berlusconi: interverremo su tutti i prezzi di nostra competenza
di LUISA GRION


ROMA - Il patto sui prezzi è "un'illusione". Non può funzionare perché troppi sono i prodotti esclusi (tutti i grandi marchi), troppi gli operatori che non lo hanno firmato (dai piccoli commercianti agli ambulanti), troppe le voci di spesa che ne restano fuori (frutta, verdura, pane, salumeria, spesso carne e pesce fresco: in pratica tutto quello che non è confezionato). Se va bene dunque, l'impatto che l'accordo di Marzano avrà sulla spesa delle famiglie sarà ridotto a 10 centesimi di risparmio su mille euro di spesa. Pari ad un rallentamento dell'inflazione dello 0,01 per cento (dal 2,3 previsto al 2,29). Il desolante verdetto arriva da uno studio dell'Eurispes che considera il risultato finale dell'accordo un "bluff". "Non che l'iniziativa in sé non sia apprezzabile, anzi va nella direzione giusta - sottolinea Gian Maria Fara, presidente dell'istituto - ma non sarebbe onesto nascondere al consumatore che i vantaggi tratti sono praticamente nulli".

A tale quadro l'Eurispes arriva partendo da questi dati: la percentuale del fatturato sui prodotti venduti a marchio interno della grande distribuzione non supera, nella media nazionale, il 20 per cento dell'incasso complessivo del settore "grocery", (prodotti alimentari, per la cura del corpo e della casa). La grande distribuzione ha un giro d'affari complessivo di 65 miliardi di euro, pari al 22 per cento del mercato al dettaglio degli stessi "grocery" (che sono appunto quelli inseriti nel patto sul blocco dei prezzi). Questo vuol dire - deduce l'Eurispes - che alla fine lo stop si applicherà solo al 4,4 per cento di quei prodotti. Considerato che, in base ai dati Istat, le spese per alimenti, pulizia propria e della casa pesano solo per il 20 per cento sulla spesa complessiva della famiglia il risultato finale dell'accordo è appunto "minimo". Tanto più, fa notare l'istituto, che il blocco non copre l'intero anno, ma solo i tre mesi da qui a Natale: tenuto conto che l'inflazione del 2004 sia davvero del 2,3 per cento - spiega l'Eurispes - e che per i primi nove mesi questi prezzi abbiano continuato a marciare al rialzo, alla fine dell'anno , su questi prodotti, ci sarà pur sempre un aumento di prezzi dell'1,7 per cento. Tradotte nel carrello, tutte queste premesse e constatazioni, si trasformano appunto in un risparmio di "10 centesimi ogni mille euro di spesa".



Ancora una volta un bella operazione di marketing da questo governo di mercanti...

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