Messaggio del 06-02-2008 alle ore 15:05:33
tratto da "La gazzatta del mezzogiorno"
«Un mare di plastica grande
due volte gli Stati Uniti»
Annuncio shock – pubblicato dal quotidiano britannico “The Independent” - lanciato dall'oceanografo americano Charles Moore. «Nell'Oceano Pacifico galleggia un ammasso unico di circa 100 milioni di tonnellate: parte a circa 500 miglia nautiche al largo della California e termina quasi sulle coste del Giappone, passando dalle Hawaii. I satelliti non lo rilevano»
LONDRA – Un «minestrone di plastica» grande due volte gli Stati Uniti galleggia nell’Oceano Pacifico, tenuto insieme dalle correnti sottomarine. È questa la scioccante scoperta degli oceanografi che rivelano come la sterminata massa di rifiuti, di fatto la più grande discarica del mondo, abbia inizio a 500 miglia nautiche dalla costa della California, attraversi il Pacifico meridionale, oltrepassando le Hawaii per poi arrivare fin quasi al Giappone. Oceano Pacifico
A scoprirla – riporta oggi il quotidiano britannico “The Independent” – è stato l’oceanografo americano Charles Moore, secondo il quale questo «vortice di spazzatura» ammonterebbe a circa 100 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica gettati in mare e crescerebbe a ritmo vertiginoso come un “blob”. Lo studioso, un ex marinaio erede di una famiglia di petrolieri, si era imbattuto per la prima volta nell’inquietante formazione nel 1997 nel corso di una regata. «Ogni volta che salivo sul ponte vedevo spazzatura galleggiare. Come abbiamo fatto a inquinare un’area così grande?», ha detto Moore, la cui scoperta lo ha spinto a cedere la sua parte dell’impresa di famiglia, a darsi all’ambientalismo e allo studio degli oceani e a fondare la Algalita Marine Reseach Foundation, una fondazione per la ricerca sugli ecosistemi marini. La sterminata discarica – dove si può trovare un pò di tutto, dai palloni da calcio ai mattoncini del Lego, fino ai famigerati sacchetti di plastica – è in realtà formata da due parti: la massa orientale, a sud-ovest del Giappone e quella occidentale a nord-ovest delle Hawaii.
Curtis Ebbesmeyer, un oceanografo che da oltre 15 anni studia il problema della plastica dispersa in mare, ha paragonato il «minestrone» ad un gigantesco organismo vivente: «Si divincola come un grosso animale senza guinzaglio». E quando si avvicina alla terraferma, come succede all’arcipelago delle Hawaii, le conseguenza sono drammatiche: «È come se vomitasse e le spiagge si coprono di “confetti” di plastica».
David Karl, un oceanografo dell’università delle Hawaii ha dichiarato che ulteriori ricerche sono necessarie per stabilire l'estensione e la composizione del «minestrone di plastica», ma che non vi è alcuna ragione di dubitare la validità della tesi di Moore. «Da qualche parte la plastica deve pure finire», ha detto. Tony Andrady, un chimico dell’istituto di ricerca americano Triangle, è d’accordo: «Ogni piccolo pezzo di plastica finito in mare da 50 anni a questa parte è ancora li».
Moore ha aggiunto infine che la massa di rifiuti non è rilevabile attraverso le foto satellitari perché è traslucida e galleggia sotto la superficie del mare. «La vedi soltanto quando te la ritrovi davanti alla prua», ha detto.
Secondo il programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite la plastica galleggiante – che forma circa il 905 di tutti i rifiuti che inquinano i mari – provoca la morte di 100.000 mammiferi marini e di un milione di uccelli ogni anno. Per Marcus Eriksen, direttore della ricerca della Algalita Marine Reseach Foundation, tutti questi rifiuti rappresentano un rischio anche per la salute dell’uomo. Minuscoli pezzetti di plastica si trasformano in una sorta di spugna per agenti inquinanti come idrocarburi e DDT e poi entrano nella catena alimentare. «Ciò che cade nell’oceano finisce dentro agli animali e prima o poi nel nostro piatto», ha detto.
"L’ European Plastic Films (un consorzio che riunisce i produttori di buste di plastica) ha preso la parola per contrastare la campagna “diffamatoria” contro questi oggetti, presi ad emblema del consumismo usa e getta."
... questa era la risposta europea all' iniziativa cinese di bandire le buste di plastica, ma quanto appare ankor più MOSTRUOSA, oggi, in kalce a notizie kosì...