Cultura & Attualità

La laicità
Messaggio del 05-05-2006 alle ore 14:57:48
Uno degli incontri più seguiti alla Fiera del Libro al Lingotto
"Perché le radici europee non possono essere quelle greche?"
Laici al contrattacco a Torino
tra scienza, storia e attualità
di DARIO OLIVERO

Laici al contrattacco a Torino tra scienza, storia e attualità


TORINO - C'è bisogno di laicità e c'è bisogno di salvare la laicità dalla bolgia in cui i suoi detrattori l'hanno sprofondata. C'è bisogno di ripulire il campo dalle accuse che le piovono addosso, dagli attacchi di chi usa armi pesanti ed efficaci che prendono la forma di parole come "laicisti" o "relativisti" o "atei". Da chi propone come alternativa a un pensiero laico un paradigma rassicurante perché comodo, lineare, assoluto. Fatto di certezze private che diventano assolute, di consuetudini che diventano valori, di potere che si mostra bonario e rassicurante. Questa è l'esigenza che si avverte in uno degli incontri più sentiti dai visitatori della Fiera del libro di Torino. Un incontro organizzato da Einaudi per promuovere il volume Laicità, una geografia delle nostre radici (15,80 euro). Questo dicono i relatori, che sono anche gli autori del libro - da Walter Barberis a Giulio Giorello a Claudio Bartocci a Giovanni Boniolo - con un'ospite illustre come Margherita Hack. E questo vogliono sentirsi dire le persone venute ad assistere, tante e pronte al dibattito.

Ascoltando i ragionamenti dei relatori (che si ritrovano, insieme ad altri temi, più approfonditi e articolati nel libro) sorprendono alcune cose. La prima è che la ragione umana è semplice, molto più semplice di qualsiasi teologia perché si muove su un terreno comune e familiare. Esempio di Margherita Hack: "Se la vita è un dono di Dio, chi non crede in Dio ha il diritto di rinunciarvi se questa diventa insopportabile". Un altro: "Accusano i laici e gli atei di non avere un'etica, ma per me è così semplice pensare di non fare agli altri quello che non voglio sia fatto a me".

La seconda cosa è che queste idee semplici ci sono costate lacrime e sangue. Vengono i brividi a sentire parlare Barberis della nascita della storiografia ai tempi di Erodoto e Tucidide ("Chi l'ha detto - si chiede - che se proprio noi europei dobbiamo avere delle radici queste non possano essere quelle greche anziché quelle giudaico-cristiane?") quando cercarono di raccontare per la prima volta il grande scontro di civiltà che oppose greci e persiani e la grande guerra civile del Peloponneso. E raccontare la doppia intuizione che ebbero questi nostri lontani antenati: che la storia possa essere usata per scopi politici e di propaganda e che debba esistere un modo per raccontare gli eventi che sia razionale, oggettivo il più possibile e che non faccia risalire gli eventi degli uomini a cause tenute in mano da qualche divinità capricciosa. Così come vengono i brividi a notare quanto questioni millenarie siano ancora così attuali perché c'è bisogno di un'analisi profonda della storia ma nessuno è in grado di farla in modo laico e senza farsi sconti.

La terza è che queste idee semplici, proprio perché eternamente perfettibili e messe in discussione dall'interno e attaccate dall'esterno, sono fragili. I laici, stretti in un angolo - come segnalava in un libro recente Carlo Augusto Viano, Laici in ginocchio - sono costretti a definirsi, a chiedere tempo ai propri interlocutori per esercitare l'unica arma che hanno, la ragione. Ma nel fare questo arretrano, e i loro detrattori non vogliono o non sembrano avere tempo per starli a sentire. Un esempio ricordato all'incontro è la battaglia referendaria sulla fecondazione assitita e sulle cellule staminali che ha partorito, parola di Hack, una legge "antiscientifica, antidemocratica e classista". Una battaglia, dicono i relatori, che non ha mancato di far passare la figura dello scienziato come quella di un manipolatore genetico e fuori controllo perché laico e proprio per questo pericoloso.

Infine, l'ultima considerazione. I laici non hanno mai saputo pregare in pubblico e hanno sempre lasciato Dio fuori dalle questioni complicate degli uomini. Quello che cercano sono sempre state risposte. Qualcuna l'hanno trovata e continuano a tramandare il metodo attraverso i libri. E commuove questa fede così poco rassegnata che ancora si sente in un padiglione in mezzo a stand ricoperti di libri.
Messaggio del 05-05-2006 alle ore 21:10:12
dope quess vatt a cunvessà
Messaggio del 10-05-2006 alle ore 20:22:21
Perfettamente d'accordo.
Ma bisogna anche capire che la gente ha paura. Ha paura che la "propria" vita finisca, che tutto finisca nell'abbraccio del nulla e senza riscatto celeste per le sofferenze terrene. E la paura nasce dal non aver capito che l'eternità non appartiene all'esistenza del singolo essere umano o animale... ma alla specie intera. Solo in questo senso si può parlare di vita eterna, secondo me. Basta solo scrollarsi di dosso quell'egoismo naturale che ci portiamo addosso da sempre...
Messaggio del 10-05-2006 alle ore 21:05:32
nn sei più comunista? sei laico??
Messaggio del 10-05-2006 alle ore 21:06:57
laico liberale socialista radicale please
Messaggio del 11-05-2006 alle ore 00:20:04
cmq hai visto la slogan di tony il parrucchiere??
c'è il banner qui su lanciano.it..
"ci prendiAMO cura dei vostri capelli"
credo di averlo visto su qualche santino elettorale...
Messaggio del 11-05-2006 alle ore 00:20:51
riLanciano lanciamo
Messaggio del 11-05-2006 alle ore 00:27:34
sci ..pure ferrara ha scritto un libro ...sulla laicità... nn lotrovo in questo mometo...eppure è uno degli ultimi ke ho komprato ahh mi è venuto
NN dubitare..s'intitolaora nn miva di parlarne ho sonno...mi deve la vena poetika notte

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