Cultura & Attualità
Adonai non è mai stato in un posto dove c'erano più di 100 persone evidentemente, se parla così.
a parte il fatto che il circo massimo è un pezzo di terra polveroso dove non c'è assolutamente nulla da distruggere, sfido chiunque a mostrarmi un posto pulito dopo che ci sono passate 6/700.000 persone accalcate; come dice deleuze i papaboys ne erano molti di meno ed il risultato è stato identico a quello dell'altro giorno.
NOI AL CIRCO MASSIMO VOI MASSIMO AL CIRCO! Adonai per primo
(come bestia però)
veramente il circo massimo stava ridotto a pattumiera anche dopo la festa col papa...
Mi fanno ridere quelli che ieri hanno dichiarato di essere orgogliosi di essere italiani. Orgogliosi di che? Che sete fatte vu? I giocatori possono essere orgogliosi, mica vu che n'avete fatte nu cazze.
Poi, vedendo i servizi sui festeggiamenti, la gente che si spara, s'accide, sfascia monumenti e beni pubblici!!! Ah, come sono orgoglioso di essere italiano.
Agammenone
No, clone di Adonai no, per favore!
Bravo Adonai!
Basta vedere come hanno ridotto il Circo Massimo, un monumento millenario ridotto a pattumeria!
Quoto l'ennesimo clone di adonai...
per Adonai!Sono pienamente d'accordo!
Poi non comprendo la necessità di distruggere automobili, di rischiare la vita (ieri ci sono stati morti per i festeggiamenti), di bruciare bandiere estere e di sfoggiare tanta ma tanta xenofobia e razzismo.
Io voglio amare la mia Patria andando a votare e non urlando a squarciagola un inno di cui non si conosce nemmeno la storia.
Non è che io dico che gl'italiani ricordano la loro italianità, io dico proprio che non esiste italianità. I cosiddetti italiani sono una massa di persone, non un popolo. Non hanno concetto di Patria o Nazione, ma in compenso sono molto opportunisti.
festeggiare sopra le righe
adonai, succede da tutte le parti. al tuo posto la direi così: mi dà fastidio che gli italiani ricordano la loro italianità solo quando la nazionale vince una partita (o in questo caso i mondiali).
però non si può negare che sia stupendo
CAMPIONI DEL MONDO!!!
l'ombra di quella stanchezza che ci prenderà lunedì mattina quando, vinto o perso, sbatteremo contro la scoperta che anche questo Mondiale è finito. E sentiremo il macinino della quotidianità, gli esami, le bollette, gli acciacchi, il vicino di casa rompiballe, l'idraulico che non viene, il figlio che piange, la figlia che fa troppo tardi alla sera, ricominciare a girare. E nessun evento sportivo, neppure le nobili Olimpiadi, neppure la versione tascabile della Coppa Mondiale chiamata Europeo o tantomeno quella chiavica di campionato nazionale che ci attende, potrà surrogarlo fino al 2010 in Sudafrica.
Prima di essere trasformato in una macchina succhiasoldi, il calcio funziona da macchina succhiapensieri. Nella sua forma più intensa, quale appunto un Mondiale o una Coppa dei Campioni com'era quando era una cosa seria riservata ai Campioni, nulla aspira le preoccupazioni, la banalità, la fatica di vivere come il gioco del calcio
Siamo gente che vive una vita divisa a quadrienni, gente che si ricorda più gli anni pari di quelli dispari, gentaglia insomma che un momento così lo deve celebrare. Mi sono lasciato travolgere dall'onda sonora delle trombe e dei clacson, dalla brezza delle bandiera, da afrori di ascelle pezzate, da un sacco di sorrisi ebeti o alcolici. Vincere un Mondiale non è la rivincita di niente, e di sicuro ci sarà qualche Crepet che ci farà la lezioncina. Vincere un Mondiale è solamente guadagnarsi una notte di festa fuori ordinanza, giocando al gioco che ci piace di più, tutti assieme perchè per una volta eravamo tutti assieme, e capita di mezzo tra due capodanni ed è come trovarne gratis un altro, solo che fa caldo e puoi fare il carosello e puoi andare contromano e deflorare l'isola pedonale. E' una festa che scocca all'improvviso, e perciò più bella, come quando il bidello entrava in classe a mezzogiorno a dirti che la prof. dell'ultima ora aveva il mal di testa e tu potevi andare a giocare a flipper.
... la amano?
Prendo spunto dal titolo dell'ultimo libro del giornalista Magdi Allam per affermare senza ombra di dubbio che gl'italiani non amano l'Italia. Quello che gl'italiani chiamano amore è un sentimento morboso simile a quello di un marito che batte la moglie dicendo di amarla; è una forma di deviazione.
Paradossalmente, i festeggiamenti per la vittoria della coppa del mondo mi rendono più che mai palese che gl'Italiani non amano l'Italia.
Per quale motivo? Lo deduco dalla scompostezza in cui si svolgono; ciò che vedo è una massa di persone che festeggia in maniera esasperata una vittoria sportiva come se fosse l'unica gioia che l'essere italiani possa dare.
Ed è così! Gl'italiani fanno bene a festeggiare sopra le righe, con trasporto, con violenza, parossisticamente, perché questa vittoria è l'unica cosa di cui un italiano possa essere fiero.
Al di là di questo non c'è nient'altro per gl'italiani, non esiste nemmeno l'Italia...
Questa è l'unica soddisfazione che un italiano possa avere, perché per il resto non c'è nulla di cui ci si possa vantare.
E, come diceva Dante: Ahi serva Italia, di dolore ostello!/ Nave sanza nocchier in gran tempesta;/ non Donna di province, ma bordello!
Nuova reply all'argomento:
Io amo l'Italia, ma gli italiani...
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