Cultura & Attualità

INDULTO- Gioie e dolori
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 10:30:04
La cosa che non capisco dei nostri politici che per loro la sicurezza dei cittadini deva essere di destra o di sinistra, la sicurezza è sicurezza e basta!!!

ultimamente perso che questi del governo aprono bocca per fare prendere aria......
Messaggio del 10-09-2007 alle ore 08:32:28
certo, sono d'accordo sul fatto che non si può prendere a manganellate una persona solo perchè è straniero e sono il primo a sostenere questo, ma questi proteggono i delinquenti, nostrani o esteri che siano. la gente è stufa di pagare sulla propria pelle le belle parole di sti politici. un pò di anni fà sono andati a rubare a casa di mio zio il quale chiama la polizia che effettua i rilievi e mio zio dice (comprensibilmente, visto i danni che ha subito in casa) che se li beccava li ammazzava. beh, volevano arrestare mio zio...dico, siamo matti?
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 17:33:24
nn credo tu abbia capito il senso delle sue parole: bisogna intervenire affinchè la gente nn si faccia giustizia da sola, a.k.a. prima che la gente inizi a manganellare qualkuno solo per la sua nazionalità facciamo qualkosa
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 17:04:15
Ma è stato Amato a dire la parola "fascista", è stato lui a dare un'etichetta ad un sentimento popolare. Se diceva la sua senza dare etichette del genere ci faceva più bella figura, anche perchè, così parlando, ha ammesso, implicitamente, che la questione sicurezza non fa parte dei piani della sinistra. Una zappata sulle palle peggiore non poteva darsela
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 16:44:13
svolta fascista sottolinea la natura di un atto, bruciare un campo nomadi, che nn puo' essere tollerato. amato ha proposto quindi di irrigidire gli interventi al fine di evitare tali reazioni della gente, che a torto o ragione si sente meno al sicuro. nn vuol dire che sono fascisti ma il pericolo che questo tipo di reazioni diventi piu' comune è reale. comunque, meglio che lavino i vetri ai semafori che rubare o spacciare. perkè dovranno pur fare qualkosa per vivere. se fossero meno aggressivi, certo, il problema nn esisterebbe
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 16:27:57
Paz y amor
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 16:24:57
Caaaaro Amore (riferito a Maravera), come sempre ti ripeto da tempo, con la demagogia e le utopie non si risolvono i problemi. Parli di armi? Beh, il delinquente se ne frega se è legale o no portare un'arma, la porta e basta. Il cittadino onesto, invece, non porta l'arma se è vietato. Chi credi che vince?Vince il delinquente, è chiaro. Oppure dobbiamo mettere un poliziotto a guardia di ogni cittadino onesto? Non credo sia possibile...quindi?
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 16:18:54
Caro The Eraser, se denunciare non serve a niente, come si fà? Non è forse vero che, quando si va a fare una denuncia, si viene scoraggiati in tutti i modi? Non è forse vero che, quando fai una denuncia, rischi la controdenuncia? In una società come la nostra, dove sono tutelati solo i diritti e gli interessi dei delinquenti, fare una denuncia comporta solo dolori e delusioni. Ci scandalizziamo se un gruppo di persone va a bruciare un campo nomadi? Forse vi scandalizzereste di più scoprire che quelle persone non sono sporchi fascisti, ma padri di famiglia che sono solo stufi di non poter girare per strada perchè comandano i delinquenti, delle continue aggressioni e di uno stato che continua a tirare fuori delinquenti di ogni risma solo per accaparrarsi voti.
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 16:06:49
quando un delinquente commette un reato e giusto che ne paghi il fio,su questo punto non ci piove,questo vale per tutti.Ma, secondo una visione reazionaria fascista,questo vuol direena di morte,armi libere per tutti affinchè con l'idea di "occhio per occhio"ogni fanatico bastardo assuma il ruolo di giustizziere(l'America insegna),tutti gli stranieri fuori perchè gli altri sono sepre brutti, sporchi e cattivi(l'ignoranza è una brutta bestia!),mentre i nostri delinquenti sono i mejo! facciamo il peggio ma tra di noi.Chi,come me è di sinistra ma non comunista!(e mai possibile che per voi fanatici di destra esiste solo il comunismo?e poi siete uguali che c..volete!)auspica un mondo dove,semplicemente, ci sia vera giustizia uguale per tutti,al di la di razza,stato sociale,ideologia.La galera è una gran brutta bestia,non vi pare che basti?L'unica cosa è che in galera ci stia chi veramente se la merita,e che se la faccia tutta,su questo siamo tutti d'accordo.
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 15:06:41
la svolta fascista di cui parla amato sarebbe l'intervento dei singoli cittadini a farsi giustizia da soli se non ci fosse l'intervento del legislatore. cio' nn significa chi denuncia ma chi invece di denunciare brucia i campi nomadi
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 15:03:24

E' quello che vorrei spiegasse Prodi ai parenti delle vittime



veramento è quello che deve spiegare il parlamento italiano, che applaudì unanime all'intervento del papa
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 10:58:35
Ghino, ma che cavolo dici. con la sinistra "progressista" si è tornati indietro di 100 anni. quando mai la sinistra si è preoccupata di quello che vuole la gente...? hanno lavorato 60 anni per fare leggi garantiste a favore dei delinquenti e adesso vogliono appropriarsi di ciò che non gli appartiene.
Messaggio del 06-09-2007 alle ore 21:25:02
EVVIVA L'ITALIA.....MA VAFF...........................
Messaggio del 06-09-2007 alle ore 21:24:17
Scusami Anvedi,
ma fattelo spiegare da Maravera quello che intendeva dire Giuliano Amato. Il Ministro ha solo detto che non si può lasciare alla destra un tema così importante e sentito da tutti i cittadini come quello della sicurezza di tutti i giorni. La sinistra riformista si è tante volte rinnovata e continuerà a farlo anche in futuro. Le parole d'ordine di sicurezza e legalità non saranno, d'ora in poi, di appannaggio solo della destra.
Messaggio del 06-09-2007 alle ore 16:26:48
Mikemio, se uno non rispetta le leggi è un fuorilegge... mi sembra che su questo siamo d'accordo.
Messaggio del 06-09-2007 alle ore 16:03:26
se chiedi lavoro ti assumo, pago i contributi, ti do diritti e stipendio
in cambio dovresti lavorare, italiano o straniero per me non fa differenza
se sei un lavativo scansafatiche ti liquido prima o poi in barba a qualunque sindacato
se credi nel tuo dio mi va benissimo purchè non sputi sul mio credo in casa mia e mi abblighi a pensarla come te
rispetta le leggi dello stato che ti ospita, se non le gradisci non ti costringiamo a restare
se entri con la forza a casa mia e tenti di nuocermi venderò cara la pelle perchè difendo il mio diritto di vivere in pace con la mia famiglia nella mia terra

..mi sembra semplice...
Messaggio del 06-09-2007 alle ore 09:05:00
Giuliano Amato, alla festa della margherita, ha dichiarato: "Se fossimo così incoscienti da pensare che la sicurezza non è un nostro problema, creeremmo le condizioni per una svolta reazionaria e fascista"
NON HO PAROLE.
Tanto per cominciare ha affermato il principio che la sicurezza non è un problema della sinistra perchè loro sono i primi a difendere ladri e stupratori e delinquenti di ogni risma.
Seconda cosa "le condizioni per una svolta reazionaria e FASCISTA"? Ma siamo matti? Allora chiunque va a denunciare un furto o un'aggressione è un PORCO FASCISTA!
Cazzarola, ma se si può dare del fascista ad un politico, un politico può dare del fascista ad un cittadino "normale"?
Qui siamo al delirio più avanzato. Ci siamo da tempo, in effetti, ma questi hano proprio perso la bussola (o non l'hanno mai avuta, se non quella che indicava la ex URSS)
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 21:44:33
il razzismo ha ben poco a che vedere con 'ste munnezze
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 21:17:14
infatti, qualche volta parliamo anche di razzismo, così chiariamo un pò di cose...
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 20:01:15
hai completamente ragione!!
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 19:56:27
Un conto è la sicurezza


un conto il razzismo.
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 18:12:33
La sinistra(parte di essa) sta pensando a qualcosa che era completamente ignorata dal precedente governo o sbaglio?
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 16:28:17
infatti anvedi. anche se c'è qualcuno che preferisce far finta di nulla, ci troviamo al cospetto di un problema(la sicurezza dei cittadini), che va al di là di destra e sinistra. anche la sinistra ne sta prendendo atto, e le disposizioni ultime di alcune amministrazioni da loro amministrate, ne sono la prova più lampante.

purtoppo quanluno non riesce ancora a capire, che mentre gioca a fare il "brillante", il comprensivo, il civile, in italia c'è gente che viene vessata ad ogni angolo di strada, ammazzata barbaramente nella propria abitazione, scippata della già misera pensione, violentata mentre torna a casa da una giornata di lavoro. ma per qualcuno, fortunatamente sempre meno, l'importante è che si possa atteggiare in uno sciocco "volemosi bene"
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 15:43:25
"Basta inseguire le logiche della destra"?
Ma non sarà che queste logiche della destra siano, più che altro, logiche del vivere civile e in sicurezza, aldilà se di destra o di sinistra?

Questi comunisti dimostrano di non avere il benchè minimo SENSO CIVICO
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 15:36:15
Sicurezza, governo discute piano
Vertice tra Prodi, Amato e Mastella
Dal TGCOM 04/09/2007

Entro tre settimane sarà varato un provvedimento ad hoc per combattere la criminalità organizzata e l'illegalità. Lo assicura Palazzo Chigi tramite una nota diffusa durante l'incontro svoltosi tra il premier Romano Prodi ed i ministri Amato, Mastella, Parisi e Pollastrini, il viceministro Minniti e il sottosegretario Micheli. Il piano prevede lavori socialmente utili per chi viola le ordinanze dei sindaci.

In particolare, il piano sicurezza sarà articolato in più parti: contrasto alle mafie, alla microcriminalità, certezza della pena e azione delle forze dell'ordine

L'indiscrezione - peraltro poi smentita dal Viminale - di introdurre il reato di 'questua molesta' non è piaciuta per niente a Rifondazione che lo ha detto chiaramente a Prodi. Prima direttamente attraverso il segretario Franco Giordano. ''Basta inseguire le logiche della destra'', ha detto senza mezzi termini il segretario al termine dell'incontro. Poi è stata la volta del capogruppo al Senato Giovanni Russo Spena di chiarire ulteriormente. ''Spero che le indiscrezioni pubblicate siano prive di fondamento. Le misure di cui si parla e in particolare il reato di questua molesta sono assurde, ingiuste e a mio parere anche incostituzionali''.

Messaggio del 05-09-2007 alle ore 14:20:55
E finitela di parlare sempre di tribunali offese e avvocati!!!!!!!!!!!


Io per una causa in cui avevo torto per meta'...alla fine il giudice mi ha dato ragione....ed ora... a distanza di 4 ANNI () dal suo inizio, non solo non ho speso un soldo (solo 250 euri all'avv.) ma saro' risarcito profumatmente ......questa e' l'italia
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 13:59:35
libero, mi scuso per non aver compreso da quale post ti ritenevi offeso(era oggettivamente difficile, visto che non leggo offese), avevo ritenuto ti riferissi al mio ultimo intervento. comunque la sostranza non cambia. come ti ho detto, ho citato, non solo ciò che è sotto gli occhi di tutti, ma le cifre del TUO miistro degli interni!!

offendo e denigro migliai di essere umani?? forse tu consideri una offesa il non pensarla come te, ma non ritengo di aver mai offeso nessuno.

portarti in tribunale?? e perchè mai??!! non solo ricorrere ad un tribunale è qualcosa di lontano anni luce dalla mia visione della vita, ma nello specifico le ingiurie mi inorgogliscono. stanno a significare che non si riesce a rispondere razionalmente alle mie affermazioni!!

una utente straniera si è sentita toccata?? beh, se non vado errato questa utente è argentina, quindi si è sentita toccata ingiustificatamente. mi sembra di aver più volte detto che considero gli argentini un popolo fratello. così come considero fratelli gli europei che condividono la nostra storia, tradizione e fede.

ma detto questo, possiamo affermare che la realtà non cambia: i crimini commessi in italia dagli immigrati, sono, come ha giustamente affermato il TUO ministro, la maggioranza e più efferati!! di questo problema sta prendendo atto perfino la sinistra, almeno quella meno ottusa, e gli amminiostratori di sinistra lo stanno dimostrando con i provvedimenti che stanno prendendo proprio in questi giorni!!

c'è chi vuole continuare a negare una evidenza ormai sotto gli occhi di tutti?? è un loro diritto. siamo in paese libero....
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 13:12:04
grazie
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 13:10:15
Complimenti
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 13:08:21
Signori questa e' la razza che viene difesa......


"TREVISO (5 settembre) - Sarà presentata oggi la richiesta di convalida dei fermi per i tre stranieri - due albanesi e un romeno - accusati del duplice omicidio di Gorgo al Monticano (Treviso)...."


sara' ma a me fanno piu' effetto questi che i siciliani che si uccidono a colpi di lupara

continuiamo a difenderli



Messaggio del 05-09-2007 alle ore 12:37:25
    
Quote:
Ki scrive:
mi piacciono i musulmani, gli ortodossi, i cattolici e i protestanti...i croati, i serbi, gli albanesi, i rumeni, i bulgari, i francesi (un pò meno), i tedeschi, i polacchi, gli ucraini, i marocchini, i tunisini, gli algerini, i cileni, le argentine, i russi e i mongoli, i cinesi, i coreani...e non mi piacciono i razzisti.



Qui dimostri che non dovresti nemmeno poterti guardare allo specchio visto che hai dichiarato apertamente di essere tu stesso razzista...verso gli ebrei
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 12:35:40
Agli erranti

Abbiamo chiesto forza lavoro,

sono arrivati uomini.

Max Frisch



Nessuno emigra per piacere — ecco una verità fin troppo semplice che in molti vogliono occultare. Se una persona lascia di buon grado la sua terra e i suoi affetti non la si definisce migrante, ma semplicemente viaggiatore o turista. La migrazione è uno spostamento forzato, un errare alla ricerca di condizioni di vita migliori.

Ci sono attualmente 150 milioni di stranieri nel mondo, a causa di guerre, colpi di Stato, disastri ecologici, carestie o del semplice funzionamento della produzione industriale (distruzione delle campagne e delle foreste, licenziamenti di massa, eccetera). Tutti questi fattori compongono un mosaico d’oppressione e di miseria in cui gli effetti dello sfruttamento si fanno a loro volta cause immediate e remote di sofferenza e di sradicamento, in una spirale infinita che rende ipocrita ogni distinzione fra “sfollati”, “migranti”, “profughi”, “richiedenti asilo”, “rifugiati”, “sopravvissuti”. Basta pensare a quanto siano sociali le cosiddette emergenze ambientali (la carenza di acqua, la desertificazione crescente, la sterilità dei campi): l’esplosione di una raffineria di petrolio, unita alla distruzione di ogni autonomia locale su cui è stata edificata, può talvolta cambiare le sorti di un’intera popolazione.

Contrariamente a quanto vorrebbe far credere la propaganda razzista, l’immigrazione riguarda per il solo 17 per cento il Nord ricco, coinvolgendo di fatto tutti i continenti (in particolare quello asiatico e quello africano); il che significa che per ogni Paese povero ce n’è uno ancora più povero da cui fuggono dei migranti. La mobilitazione totale imposta dall’economia e dagli Stati è un fenomeno planetario, una guerra civile non dichiarata e senza confini: milioni di sfruttati errano attraverso l’inferno del paradiso mercantile, sballottati di frontiera in frontiera, costretti in campi profughi accerchiati dalla polizia e dall’esercito, gestiti dalle organizzazioni dette di carità — complici rispetto a tragedie di cui non denunciano le cause reali al solo scopo di sfruttarne le conseguenze —, affastellati nelle “zone di attesa” degli aeroporti o negli stadi (macabri circenses per chi non ha neanche il pane), rinchiusi in Lager definiti “centri di permanenza temporanea”, infine impacchettati ed espulsi nella più totale indifferenza. Per molti aspetti si può dire che i volti di questi indesiderabili siano il volto del nostro presente — e anche per questo ci spaventano. L’immigrato ci fa paura perché vediamo rispecchiata nella sua la nostra miseria, perché nella sua erranza riconosciamo la nostra condizione quotidiana: quella di individui sempre più stranieri in questo mondo e sempre più stranieri a se stessi.

Lo sradicamento è la condizione più diffusa nella presente società, si potrebbe dire il suo “centro”, e non una minaccia proveniente da un misterioso e terrifico Altrove. Solo affondando lo sguardo nella nostra vita quotidiana possiamo capire in cosa la condizione degli immigrati ci coinvolge tutti. Prima, però, dobbiamo definire un concetto cardine: quello di clandestino.



La creazione del clandestino, la creazione del nemico



[…] cos’è lei? […]

Lei non è del castello, lei non è del paese, lei non è nulla.

Eppure anche lei è qualcosa, sventuratamente, è un forestiero, uno che è sempre

di troppo e sempre fra i piedi, uno che vi procura un sacco di grattacapi, […]

che non si sa quali intenzioni abbia.

F. Kafka



Il “clandestino” è semplicemente un immigrato che non ha i documenti in regola. Questo non certo per puro piacere del rischio e dell’illegalità, bensì perché nella maggior parte dei casi, per avere tali documenti dovrebbe fornire garanzie il cui possesso non lo avrebbe reso migrante, ma turista o studente straniero. Se gli stessi criteri venissero applicati a tutti, saremmo buttati a mare a milioni. Quale disoccupato italiano, ad esempio, potrebbe fornire la garanzia di un reddito legale? Come farebbero tutti quei precari di qui che lavorano tramite le agenzie interinali, i cui contratti non sono riconosciuti agli immigrati per il permesso di soggiorno? Sono così numerosi, poi, gli italiani che vivono in un appartamento di 60 metri quadrati con altre due persone al massimo? Che li si legga, i vari decreti (di destra come di sinistra) sull’immigrazione, si capirà allora che la clandestinizzazione degli immigrati è un progetto preciso degli Stati. Perché?

Uno straniero irregolare è più ricattabile, portato ad accettare, sotto la minaccia dell’espulsione, condizioni di lavoro e di esistenza ancora più odiose (precarietà, continui spostamenti, alloggi di fortuna, eccetera). E questa minaccia vale anche per chi il permesso di soggiorno ce l’ha, ma sa benissimo quanto sia facile perderlo quando non si è accondiscendenti con il principale e con gli agenti della questura. Con lo spettro della polizia, i padroni si procurano dei salariati docili, anzi, dei veri e propri lavoratori forzati.

Anche i partiti della destra più reazionaria e xenofoba sanno benissimo che una chiusura ermetica delle frontiere è non solo tecnicamente impossibile, ma anche non vantaggiosa. Secondo le Nazioni Unite, l’Italia dovrebbe, per mantenere l’attuale “equilibrio fra popolazione attiva e inattiva”, “accogliere”, da qui al 2025, una quota cinque volte maggiore di quella attualmente stabilita per anno. La Confindustria, infatti, suggerisce continuamente di raddoppiare le quote fissate finora.

La concessione di permessi annuali e stagionali oppure il loro rifiuto determinano una precisa gerarchia sociale fra poveri. La stessa distinzione fra rimpatrio coatto immediato e espulsione (cioè l’obbligo, per l’immigrato irregolare, di presentarsi alle frontiere per essere rispedito a casa) permette di scegliere — sulla base di criteri etnici, di accordi economico-politici con i governi dei Paesi da cui l’immigrato proviene e delle necessità del mercato del lavoro — chi clandestinizzare e chi allontanare subito. Le autorità sanno benissimo, infatti, che nessuno si presenterà spontaneamente alle frontiere per farsi espellere; di certo non chi ha speso tutto quello che aveva — e talvolta anche di più — per pagarsi il viaggio di arrivo. Gli imprenditori definiscono le caratteristiche della merce che comprano (l’immigrato è una merce, come tutti del resto), lo Stato raccoglie i dati, la polizia esegue gli ordini.

Gli allarmi dei politici e dei mass media, i proclami anti-immigrazione creano Nemici immaginari, per spingere gli sfruttati di qui a scaricare su di un facile capro espiatorio le crescenti tensioni sociali e rassicurarli, facendo loro ammirare lo spettacolo di poveri ancora più precari e ricattati di loro; per farli sentire, infine, membri di un fantasma chiamato Nazione. Facendo dell’“irregolarità” — che essi stessi creano — un sinonimo di delinquenza e pericolosità, gli Stati giustificano un controllo poliziesco e una criminalizzazione sempre più striscianti dei conflitti di classe. È in questo contesto che si inserisce, ad esempio, la manipolazione del consenso dopo l’11 settembre, sintetizzata dall’ignobile slogan “clandestini=terroristi”, che unisce, se letto nei due sensi, la paranoia razzista alla richiesta di repressione nei confronti del nemico interno (il ribelle, il sovversivo).

Tuonano, a destra come a sinistra, contro il racket che organizza i viaggi dei clandestini (descritti dai mass media come un’invasione, un flagello, come l’avanzata di un esercito), quando sono le loro leggi a favorirlo. Tuonano contro la “criminalità organizzata” che sfrutta tanti immigrati (fatto vero ma parziale), quando sono loro a fornirle la materia prima disperata e pronta a tutto. Stato e mafia, nella loro simbiosi storica, sono uniti dallo stesso principio liberale: gli affari sono affari.

Il razzismo, strumento di esigenze economiche e politiche, trova spazio per dilagare in un contesto di massificazione e isolamento generalizzati, quando l’insicurezza crea paure opportunamente manipolabili. Serve a ben poco condannare moralmente o culturalmente il razzismo, poiché esso non è un’opinione o un “argomento”, ma una miseria psicologica, una “peste emozionale”. È nelle presenti condizioni sociali che occorre cercare la spiegazione del suo diffondersi e, al tempo stesso, le forze per combatterlo.



L’accoglienza di un lager



Definire Lager i Centri di Permanenza Temporanea per immigrati in attesa di espulsione — centri introdotti in Italia nel 1998 dal governo di sinistra con la legge Turco-Napolitano — non è un’enfasi retorica, come in fondo pensano anche molti di coloro che utilizzano tale formula. Si tratta di una definizione rigorosa. I Lager nazisti sono stati dei campi di concentramento in cui venivano rinchiusi individui che la polizia considerava, anche in assenza di condotte penalmente perseguibili, pericolosi per la sicurezza dello Stato. Questa misura preventiva — definita “detenzione protettiva”— consisteva nel togliere tutti i diritti civili e politici ad alcuni cittadini. Fossero profughi, ebrei, zingari, omosessuali o sovversivi, spettava alla polizia, dopo mesi o anni, decidere sul da farsi. I Lager, cioè, non erano prigioni nelle quali si scontava qualche reato, né un’estensione del diritto penale. Si trattava di campi in cui la Norma stabiliva la propria eccezione; in breve, una sospensione legale della legalità. Un Lager, dunque, non dipende dal numero degli internati né da quello degli assassinii (fra il 1935 e il 1937, prima dell’inizio della deportazione degli ebrei, gli internati in Germania erano 7500), bensì dalla sua natura politica e giuridica.

Gli immigrati finiscono oggi nei Centri indipendentemente da eventuali reati, senza alcun procedimento penale: il loro internamento, disposto dal questore, è una semplice misura di polizia. Esattamente come accadeva nel 1940 sotto il regime di Vichy, quando i prefetti potevano rinchiudere gli individui “pericolosi per la difesa nazionale o la sicurezza pubblica” oppure (si badi) “gli stranieri in soprannumero rispetto all’economia nazionale”. Si può rinviare alla detenzione amministrativa nell’Algeria francese, al Sudafrica dell’apartheid o agli attuali ghetti per i palestinesi creati dallo Stato di Israele.

Non è un caso se, rispetto alle condizioni infami dei centri per immigrati, i buoni democratici non si appellano al rispetto di una legge quale che sia, bensì a quello dei diritti umani — ultima maschera di fronte a donne e uomini cui non rimane altro che la pura appartenenza alla specie umana. Non li si può integrare come cittadini, si fa finta di integrarli come Uomini. L’uguaglianza astratta dei princìpi maschera ovunque le disuguaglianze reali.



Un nuovo sradicamento



Gli immigrati che sbarcavano per la/prima volta a Battery Park non tardavano/ad accorgersi che quel che gli era stato/raccontato della meravigliosa America/non era per niente esatto:/la terra forse apparteneva davvero a tutti,/ma quelli che erano arrivati per primi/si erano già ampiamente serviti,/e a loro non restava altro che/ammassarsi in dieci nei tuguri senza finestre/del Lower East Side e lavorare quindici ore al/giorno. I tacchini non cadevano già arrostiti/direttamente nei piatti e le strade di New York/non erano lastricate d’oro./Anzi, il più delle volte, non erano/lastricate affatto. E allora capivano che/era proprio per fargliele lastricare che li/avevano fatti venire. E per scavare gallerie/e canali, costruire strade, ponti, grandi/dighe, ferrovie, dissodare foreste, sfruttare/miniere e cave, fabbricare automobili e sigari,/carabine e vestiti, scarpe, chewing-gum,/corned-beef e saponette, e costruire/grattacieli ancora più alti/di quelli che avevano scoperto all’arrivo.

Georges Perec



Se facciamo qualche passo indietro, ci risulterà evidente che lo sradicamento è un momento essenziale dello sviluppo del dominio statale e capitalista. Ai suoi albori, la produzione industriale ha strappato gli sfruttati dalle campagne e dai villaggi per concentrarli nelle città. L’antico saper fare dei contadini e degli artigiani è stato sostituito così dall’attività coatta e ripetitiva della fabbrica — attività impossibile da controllare, nei suoi strumenti e nelle sue finalità, dai nuovi proletari. I figli primogeniti dell’industrializzazione, quindi, hanno perso contemporaneamente i loro antichi luoghi di vita e le proprie antiche conoscenze, quelle che permettevano loro di procacciarsi autonomamente una buona parte dei propri mezzi di sussistenza. D’altra parte, imponendo a milioni di uomini e donne condizioni di vita simili (stessi luoghi, stessi problemi, stesso sapere), il capitalismo ne ha unificato le lotte, ha fatto ritrovare loro fratelli nuovi per combattere contro quella stessa vita insopportabile. Il Novecento ha segnato l’apice di questo concentramento produttivo e statale — i cui emblemi sono stati la fabbrica-quartiere e il Lager — ed insieme l’apice delle lotte sociali più radicali per la sua demolizione.

Negli ultimi vent’anni, grazie alle innovazioni tecnologiche, il capitale ha sostituito alla vecchia fabbrica nuovi nuclei produttivi sempre più piccoli e dislocati sul territorio, disgregando anche il tessuto sociale all’interno del quale erano cresciute quelle lotte, e determinando così un nuovo sradicamento.

Non solo. La ristrutturazione tecnologica ha velocizzato e facilitato gli scambi, aprendo il mondo intero alla concorrenza più feroce, travolgendo le economie ed i modi di vita di interi Paesi. In Africa, in Asia, in America Latina, la chiusura di moltissime fabbriche, i licenziamenti di massa, in un contesto sociale distrutto dal colonialismo, dalla deportazione degli abitanti dai villaggi alle bidonville, dai campi alle catene di montaggio, ha prodotto uno stuolo di poveri divenuti inutili ai loro padroni, di figli non voluti del capitalismo. Si aggiungano il crollo dei Paesi sedicenti comunisti e il racket dei debiti organizzato dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale e si otterrà una cartografia piuttosto precisa delle migrazioni, delle guerre etniche e religiose.

Quello che oggi si chiama “flessibilità” e “precarietà” è la conseguenza di tutto ciò: un ulteriore progresso nella sottomissione alle macchine, una maggiore competizione, un peggioramento delle condizioni materiali (contratti, salute, eccetera). La ragione l’abbiamo vista: il capitalismo ha smantellato le “comunità” che aveva esso stesso creato. Sarebbe comunque parziale concepire la precarietà solo in senso economico, come assenza del posto fisso e del vecchio orgoglio per il proprio mestiere. Essa è un isolamento nella massificazione, cioè un conformismo fanatico senza spazi comuni. Nell’angoscioso vuoto di senso e di prospettive, ritorna mistificato il bisogno insoddisfatto di comunità, sotto forma di vecchie e nuove contrapposizioni nazionaliste, etniche o religiose, tragica riproposizione di identità collettive laddove è venuta meno ogni reciprocità reale tra gli individui. Ed è proprio in questo vuoto che trova spazio il discorso integralista, falsa promessa di una comunità redenta.



Guerra civile



Tutto ciò porta a uno scenario che è sempre più quello della guerra civile permanente, senza distinzione tra “tempi di pace” e “tempi di guerra”. Il conflitto non viene più dichiarato — come ha dimostrato l’intervento militare nei Balcani —, ma semplicemente amministrato a garanzia del mantenimento dell’Ordine Mondiale.

Questo scontro senza sosta attraversa l’intera società e gli stessi individui. Gli spazi comuni di dialogo e di lotta sono sostituiti dall’adesione agli stessi modelli mercantili: i poveri si fanno la guerra tra loro per la felpa o il cappellino alla moda. Gli individui si sentono sempre più irrilevanti, pronti allora a sacrificarsi per il primo trombone nazionalista o per uno straccio di bandiera. Maltrattati quotidianamente dallo Stato, eccoli a difendere con zelo una qualsiasi Padania (desolata e inquinata, con fabbriche e centri commerciali ovunque — sarebbe questa l’invidiabile “terra degli avi”?). Attaccati a quel miraggio di proprietà che è loro rimasto, hanno paura di scoprirsi per quello che sono: ingranaggi intercambiabili di una Megamacchina, bisognosi di psicofarmaci per arrivare a sera, sempre più invidiosi verso chiunque appaia anche solo più felice di loro. A una razionalità sempre più fredda, astratta e calcolatrice corrispondono delle pulsioni sempre più brutali e inconfessate. Cosa di meglio, allora, di qualcuno diverso per pelle o religione su cui scaricare il proprio rancore? Come diceva un mozambicano, la “gente ha preso la guerra dentro di sé”. Bastano alcune condizioni esterne perché tutto ciò esploda come in Bosnia. E queste condizioni, ce le stanno apparecchiando con cura. All’universalismo capitalista si oppone, in un tragico gioco di specchi, il particolarismo etnico. Sotto l’ordine istituzionale, con i suoi spazi sempre più anonimi e sorvegliati, cova l’implosione dei rapporti umani. Sembrano le stesse sabbie mobili da cui è emerso, negli anni Trenta, l’uomo totalitario.



Due uscite possibili



Perché abbiamo parlato così tanto, fin qui, di immigrazione e di razzismo, dal momento che non siamo direttamente coinvolti dal problema dell’erranza e dell’espulsione? Il capitalismo stesso accomuna sempre di più le nostre vite all’insegna della precarietà e dell’impossibilità di decidere del nostro presente e del nostro futuro: è per questo che ci sentiamo fratelli, nei fatti, degli sfruttati che sbarcano sulle coste di questo Paese.

Di fronte al sentimento di spoliazione che milioni di individui provano verso un imperialismo mercantile che costringe tutti a sognare lo stesso sogno senza vita, non è possibile alcun appello al dialogo e all’integrazione democratica. Checché ne dicano gli antirazzisti legalitari, è tardi per le ipocrite lezioni di educazione civica. Quando crescono ovunque — dalle bidonville di Caracas alle periferie di Parigi, dai territori palestinesi ai centri e agli stadi in cui vengono rinchiusi i clandestini — i campi in cui confinare la miseria; quando lo stato d’eccezione — cioè la sospensione giuridica di ogni diritto — diventa la norma; quando si lasciano letteralmente marcire milioni di esseri umani nelle riserve del paradiso capitalista; quando si militarizzano e si blindano interi quartieri (Genova, vi dice qualcosa?), parlare di integrazione è un’ignobile burla. Da queste condizioni di disperazione e di paura, da questa guerra civile planetaria, ci sono solo due uscite: o lo scontro fratricida (religioso e clanico, in tutte le sue varianti), oppure la tempesta sociale della guerra di classe.

Il razzismo è la tomba di ogni lotta degli sfruttati contro gli sfruttatori, è l’ultima carta — la più sporca — giocata da chi vorrebbe vederci massacrare tra di noi. Può evaporare solo nei momenti di rivolta comune, quando si riconoscono i propri nemici reali — gli sfruttatori e i loro tirapiedi — e ci si riconosce come sfruttati che non vogliono più esserlo. Lo scontro sociale degli anni Sessanta e Settanta in Italia — quando i giovani operai immigrati dal sud incontrarono quelli del nord sul terreno del sabotaggio, dello sciopero selvaggio e dell’assoluta slealtà verso il padrone — lo ha dimostrato. La scomparsa dopo gli anni Settanta delle lotte rivoluzionarie (dal Nicaragua all’Italia, dal Portogallo alla Germania, dalla Polonia all’Iran) ha sgretolato la base di una solidarietà concreta fra gli espropriati della Terra. Questa solidarietà potrà essere riconquistata solo nella rivolta, e non nelle parole impotenti dei nuovi terzomondisti e degli antirazzisti democratici.

O il massacro clanico e religioso, dunque, o la guerra di classe. E solo in fondo a quest’ultima possiamo intravedere un mondo libero dallo Stato e dal denaro, in cui per vivere e viaggiare non ci sarà bisogno di alcun permesso.



Una macchina che si può spezzare



Negli anni Ottanta c’era uno slogan che diceva: “Oggi non è tanto il rumore degli scarponi che dobbiamo temere, quanto il silenzio delle pantofole”. Ora stanno tornando entrambi. Con un linguaggio da guerra santa (le forze dell’ordine quale “esercito del bene” che protegge i cittadini dagli immigrati, l’“esercito del male”, come ha affermato di recente il presidente del Consiglio), lo Stato sta organizzando quotidianamente retate ai danni degli immigrati. Le loro case vengono devastate, i clandestini vengono rastrellati per strada e deportati, rinchiusi nei lager ed espulsi nella più totale indifferenza. In numerose città sono già in costruzione nuovi centri di detenzione. La legge Bossi-Fini, degna continuazione della Turco-Napolitano, vuole limitare i permessi di soggiorno in base alla durata esatta del contratto di lavoro, schedare tutti gli immigrati, trasformare la clandestinità in reato e rafforzare la macchina delle espulsioni.

Il meccanismo democratico della cittadinanza e dei diritti, per quanto allargati, presupporrà sempre l’esistenza di esclusi. Criticare e cercare di impedire le espulsioni degli immigrati significa al tempo stesso realizzare una critica in atto del razzismo e del nazionalismo; significa cercare uno spazio comune di rivolta contro lo sradicamento capitalista che ci coinvolge tutti; significa ostacolare un importante quanto odioso meccanismo repressivo; significa spezzare il silenzio e l’indifferenza dei civilizzati che rimangono a guardare; significa infine mettere in discussione il concetto stesso di legge, all’insegna del principio “siamo tutti clandestini”. Si tratta, insomma, di un attacco a uno dei pilastri della società statale e di classe: la competizione fra poveri, la sostituzione, oggi sempre più minacciosa, della guerra etnica o religiosa alla guerra sociale.

La macchina delle espulsioni ha bisogno, per funzionare, del concorso di molte strutture pubbliche e private (dalla Croce Rossa che cogestisce i lager alle ditte che forniscono servizi, dalle compagnie aeree che deportano i clandestini agli aeroporti che organizzano le zone d’attesa, passando per le associazioni dette di carità che collaborano con la polizia). Tutte queste responsabilità sono ben visibili e ben attaccabili. Dalle azioni contro i centri di detenzione (come è successo un paio di anni fa in Belgio e qualche mese fa in Australia, quando delle manifestazioni si sono concluse con la liberazione di alcuni clandestini), a quelle contro le “zone di attesa” (come in Francia, ai danni della catena di hotel Ibis, che fornisce le proprie stanze alla polizia) o per impedire i voli dell’infamia (a Francoforte, un sabotaggio dei cavi a fibre ottiche aveva messo fuori uso, qualche anno fa, tutti i computer di un aeroporto per un paio di giorni), mille sono le pratiche che un movimento contro le espulsioni può realizzare.

Oggi come non mai è nelle strade che si può ricostruire la solidarietà di classe. Nella complicità contro le retate della polizia; nella lotta contro l’occupazione militare dei quartieri; nell’ostinato rifiuto di ogni divisione che i padroni vorrebbero imporci (italiani e stranieri, immigrati regolari e clandestini); nella consapevolezza che ogni oltraggio subito da qualsiasi espropriato della Terra è un oltraggio a tutti - solo in questa maniera gli sfruttati di mille Paesi potranno finalmente riconoscersi
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 12:31:55
Nerther, quello di cui parli, riguardo a Bucarest, è solo il risultato di anni di comunismo. Tutta gente che non ha volgia di fare un benemerito c***o e che vuole tutto e subito. Non capiscono che, per avere quello che si vuole, si deve lavorare e fare sacrifici e solo in quel modo si apprezza ciò che si riesce ad ottenere. Brutta cosa l'invidia. Ho vissuto nella ex DDR (la ex Germania Comunista) e conosco bene cos'è il comunismo REALE, perciò sono tanto accanito contro questi beceri di siistra nostrani che parlano parlano e non sanno nemmeno lontanamente cosa dicono.
Rifandomi poi al discorso delle città-stato, i richiami ad Evola sono proprio per il rifiuto di questa società moderna dove l'uomo sembra soggetto al progresso e non viceversa ed è per questo che tante cose non vanno e c'è anche tanta delinquenza ed invidia verso coloro che hanno qualche capacità e riescono ad ottenere qualcosa dalla vita rispetto a quei parassiti che nulla vogliono fare, ma tutto vogliono avere.
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 12:30:08

mi piacciono i musulmani, gli ortodossi, i cattolici e i protestanti...

dopo di questo posso affermare con certezza che nulla può stupirmi
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 12:24:13
in quanto a te Libero , scrivi cio' che ti pare...ognuno per fortuna e' libero ()di pensare cio' che vuole.i tuoi esempi , le tue "prove"non sono migliori delle mie....io (ignorante quale potrei apparire) mi baso su cio' che vedo, sento in tv ,qualche esperienza personale,cio' che leggo sui giornali...a te consiglio pero' di indossare una tonaca e predicare la pace nel mondo...qualcuno sicuramente ti seguira'
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 12:23:51
Ti posso dire di essere stato a Napoli come a Genova e di aver trovato situazioni molto più simili a quella che descrivi tu. Aggressioni in metro a Barcellona come a Helsinki o a Parigi.

Di essere stato a Tallin ed aver trovato la pura miseria e le persone piangere per strada, regalarti un fiore, sedute sotto le panchine per ripararsi dalla pioggia poichè non avevano casa, tutto era ancora da ricostruire. Non se se sai come sono andate le cose lì!

Messaggio del 05-09-2007 alle ore 12:18:22
mistertillo....ti dico soltanto che a budapest -bucarest (la piu' "letama" di tutte") ci sono stato lo ammetto, anni addietro con la famiglia) spacciano soldi falsi per la strada in combricola con i poliziotti....bambini di 10 anni dormono sotto le panchine mentre piove....la delinquenza specie in centro sta ad un livello che manco si immagina chi non c'e' stato......c'e' una totale anarchia...questo si respira...e pure odio verso gli stranieri visti come ricchi e privilegiati......un amico (poveraccio) e' entrato in un autogrill lasciando il figlio e la moglie in auto...ed ha ristrovato la moglie morta quasi di paura e le 4 gomme della macchina NUOVA completamente squarciate.....

Tu che aria hai respirato invece Mistertillo ?Racconta racconta...mi piace sentire le esperienze altrui........
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 12:09:28
Ah, dimenticavo, per giustificare la generalizzazione, all'occorrenza, norther e gentile ricorrono alla puntuale e meticolosa illustrazione delle modalità di uccisione utlizzate dagli stranieri che delinquono...

Curiosa questa cosa!


Come se il pestaggio e l'uccisione a seguito di una rapina in villa, siano meno cruenti delle modalità omicidiarie conosciute alla cronaca DOC di questo Paese...

ma faciteme oh piaciere!

Vogliamo parlare delle stragi compiute da italianissimi mafiosi... dei bimbi sciolti nell'acido, dell'incaprettamento (modalità omicidiaria praticata da Cosa Nostra, che consiste nel legare in un modo inumano le vittime affinché soffochino da sole) delle mutilazioni, delle teste rotolanti, dei sequestri di uomini, DONNE e BAMBINI in catene commessi dall'anonima sequestri... degli omicidi cruenti, sanguinolenti, aberranti, direi quasi SPLATTER, commessi dall'italianissima banda della uno bianca..????

MA DI CHE COSA CAKKIO STIAMO PARLANDO????

OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOH???

ANCORA COI DISCORSI DELL'ELEMENTARI??? GLI UNICI CHE DEI RAZZISTI GENERALIZZATORI RIESCONO A SOSTENERE???

beh, io VORREI PARAFRASARE NORTHER... mi scuso per l'atteggiamento spocchioso, ma non posso reagire diversamente di fronte alla negazione delle ovvietà, compiuta, peraltro, con modalità e tecniche di persuasione ascrivibili alla puerilità di un undicenne!
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 11:55:52
Ok Norther, credo che con questa tua risposta il tuo atteggiamento pregiudiziale sia più che palesato.
Io ti invito a fare un bel giretto in quei posti. E poi ne riparliamo. Non ti preoccupà che non ti si arrobà nessuno
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 11:55:42

quante delle persone massacrate per rapine in villa sono state vittime di italiani e quanti di immigrati?? quante persone massacrate per pochi spicci sono state vittime di italiani e quanti di immigrati?? quante donne struprate sono state vittime di italiani e quante di immigrati??



Gentile, non essere confusionario e fuorviante.Questa è l'affermazione che ti ho contestato e che continuo a contestare.


Generalizzazione, calderone di concetti... atteggiamento tipicamente razzista.
Sulle violenze sessuali non dico una parola (), sulle altre, ripeto, fai un calcolo...

E, ti prego, non fare il risentito per le mie affermazioni.

Ogni giorno offendi e denigri migliaia e migliaia di esseri umani con le tue politiche nazifasciste e ti senti ingiuriato per "muttello per il piscio"? non farmi ridere!

Portami in Tribunale, coraggio... attendo da anni quel momento!

Eppoi, sia chiaro per tutti.
Fin da quando abbiamo iniziato a discutere di questi argomenti, ho sempre prospettato che, prima o poi, qualche vittima dei vostri pestaggi dialettici indiscriminati si sarebbe iscritta a questo forum.

E' successo con i gay, forse con qualche ebreo e, ora, certamente con un'utente straniera, alla quale va tutta la mia solidarietà.

Fin quando ci sarà un solo albanese onesto (ed io ne conosco a bizzeffe... adulti e bambini - se vuoi te li presento - ) un romeno onesto, un paraguaiano, un olandese, un arabo, un napoletano, un omosessuale, un turco etc. è aberrante che vi siano INGIUSTE categorizzazioni e STUPIDE generalizzazioni.

Quelle che ho elencato sono tutte condizioni di nascita, rimproverarle è FUORI DAL MONDO!

L'ovvietà delle mie stesse affermazioni mi offende, ma sono le vostre provocazioni che mi costringono a farle.

Noto con di spiacere che andate tutti a scuola da vittorio feltri, borghezio e calderoli...
Parlate di delinquenti....

L'immigrazione clandestina è anticamera dell'illegalità, del delitto, dell'omicidio... a volte è vero!
Parlate di questo, non fatene un discorso di RAZZA!
kakkio, ma stiamo davvero ridotti così male???

Messaggio del 05-09-2007 alle ore 11:51:30

Libero io chiudo qui.....dicendo solo l'ultima ...

che vengano dall'estero....ok
che l'italia importi manovalanza e cervelli...ok..
ma come cazzo vi spiegate che qui solo delinquenti arrivano?



In un paese governato da delinquenti cosa pretendi?
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 11:38:48
chiedo scusa per il mio atteggiamento che puo' parere arrogante...ma sinceramente non riesco a concepire l'ottusita' di taluni davanti a fatti che sono sotto gli occhi di tutti...
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 11:36:38
scusami Mistertillo.....
"DELInQUeNZA"..... no, forse di venire aggredito ed accoltellato per strada, come succede spesso agli stranieri.....poi le ambite mete dell'est le lascio a chi ha bisogno di andare ad acquistare una moglie o una ragazza....
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 11:31:59
Norther, vorrei che rispondessi alla mia domanda.
Messaggio del 05-09-2007 alle ore 10:26:44
gentile io mi chiedo solo una cosa.....come tu possa avere tutta questa pazienza e questa voglia nel tentare di inculcare il tuo pensiero (che poi non e' un pensiero, ma e' "carta scritta") verso persone che visggiano sui propri binai con i paraocchi.....
Stiamo parlando di delinquenza importata...e si va a parlare della mafia siciliana e di quella calabrese...(per favore evitare di parlare dei mafiosi italiani emigrati in America...non c'entra..loro sonostati partoriti in Italia da madri Italiane)


... ma è altrettanto evidente che se saltasse in aria la sicilia o il vesuvio ricoprisse la campania, ne sparirebbero altre migliaia.




attendo con ansia la notizia di qualche famiglia rapinata in villa torturata e uccisa da Italiani.....(aspetta, adesso ci mette l'esempio di qualche parente psicopatico.....)


Messaggio del 05-09-2007 alle ore 09:57:22
libero, premesso che se anche non sapessi fare i calcoli, non vedo perchè dovrei essere ingiuriato. ma tant'è, quindi prendiamone atto.
ma proviamo anche anche a farli i calcoli come tu mi hai esoratato, e partiamo dai dati che il TUO ministro degli interni ha diramato non più di due o tre settimane fa:
oltre il 50% della popolazione carceraria è composta da cittadini immigrati;
oltre il 50% dei reati comunemente chiamati di "micro criminalità" è compiuta da cittadini immigrati.
caro e simpatico libero, questi sono i dati diffusi non da un famigerato razzista, ma dal TUO ministro degli interni. e stando ai dati del TUO ministro, i conti mi sembrano abbastanza semplici: sottraendo i reati dei cittadini immigrati, in italia avremmo oltre il 50% in meno di reati!!
se ti senti offeso, offenditi con il TUO ministro degli interni che ha diffuso, pomposamente in conferenza stampa, questi dati, non con me che li ho semplicemente riportati!!

Messaggio del 05-09-2007 alle ore 00:01:50
mi piacciono i musulmani, gli ortodossi, i cattolici e i protestanti...i croati, i serbi, gli albanesi, i rumeni, i bulgari, i francesi (un pò meno), i tedeschi, i polacchi, gli ucraini, i marocchini, i tunisini, gli algerini, i cileni, le argentine, i russi e i mongoli, i cinesi, i coreani...e non mi piacciono i razzisti.

Messaggio del 04-09-2007 alle ore 23:49:00
LIBERO massimo rispetto per l'immigrato (e non) lavoratore, mi pare ovvio ma, credimi, quelli che raccolgono pomodori sono pochissimi rispetto alla grande massa di sfaticati nulla facenti perdigiorno, delinquenti e prostitute.
e ribadisco: se venissero per lavorare e produrre benessere per noi e per loro nulla in contrario, purtroppo le cose non stanno cosi'.
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 23:26:44

ho girato mezzo mondo caro libero...(l'est l'ho rifiutato per principio)




e come mai? Avevi paura di ammalarti di DELInQUeNZA?!
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 23:23:11
Si era partito dall'indulto di Berlusconi-Fini-Prodi-Casini e si è arrivati alla religione cattolica prete à porter per poi chiudere sul demenziale


Viva i Rumeni-Albanesi-Africani e viva anche un'Argentina...che portano tanta gioia in questo Paese di tetri Gentili.
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 23:15:49
Gentile, risparmiati la figuraccia e fatti due calcoli

Il turpiloquio è frutto della circostanza che la tua affermazione risulta essere offensiva per la più puerile intelligenza...

Riguardatela, ristudiatela e analizzala matematicamente, poi vedi se non ho ragione

Mikemio, non c'è dubbio che il delinquente è malvluto e che l'immigrazione crei ANCHE criminalità... specilmente quando è clandestina (poiché, evidentemente, non è semplice che un immigrato irregolare s'inserisca nel tessuto sociale lecito)... ma è altrettanto vero che i gesti di ribrezzo, la disapprovazione esasperante e i "non li vogliamo" sparati a raffica contro "gli immigrati", non preceduti da una doverosa distinzione, finisce col non sposarsi perfettamente con gli insegnamenti di quel Cristo al quale facevi cenno.
Se poi si segue Cristo a seconda delle convenienze, beh, è tutto un altro paio di maniche.

Non mi stancherò mai di dire che ho visto immigrati raccogliere i pomodori per poche migliaia di lire al giorn.. a volte solo in cambio di un pasto, altre solo in cambio di niente...

Credo che la tua encomiabile dignità di donna lavoratrice valga tal quale quella dell'immigrato lavoratore...
Per questo è necessario che si facciano delle premesse doverose, quando si affronta un discorso "pubblico"... con la precisazione che, una volta fatte tali premesse, ci si rende conto che è più SERIO parlare di delinquenti sic et simpliciter, piuttosto che di IMMIGRATI delinquenti.


Gentile, cosa dire di te... tu parli del colore della pelle e delle etnie come fossero timbri genetici del caratere... Tu sei uno di quelli che giosce per l'eventuale ritorno dell'antisemitismo...

Pensi che si possa parlare seriamente con te? ..non credo!

Messaggio del 04-09-2007 alle ore 23:10:01
Mikemio ,quando lanciano (langiane) san vito e fino alla fuggitella (oltre difficilmente ci si arriva) SARANNO ZEPPE DI BANDITI ED ASSASSINI, ANCHE LE MENTI PIU' DURE CAPIRANNO
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 23:06:24
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 23:05:58
NORTHER THIS IS PULCINELLA LAND
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 23:05:15
libertad, non posso dirti l'unica cosa che puoi farmi, perchè siamo su un forum accessibile a minori.
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 23:04:46
Libero io chiudo qui.....dicendo solo l'ultima ...

che vengano dall'estero....ok
che l'italia importi manovalanza e cervelli...ok..
ma come cazzo vi spiegate che qui solo delinquenti arrivano?
ho girato mezzo mondo caro libero...(l'est l'ho rifiutato per principio)e so soltanto che un rumeno in Italia e' un delinquente.....un rumeno in germania/irlanda/canada e usa/ ecc ecc.... (quando lo accolgono) va li solo per schiattare...e se guarda storto un onesto cittadino..lo prendono a calci in culo e (fuori dalla cee) lo timbrano sul passaporto come "OSPITE POCO GRADITO"


buone vacanze a voi tutti!!! e....LANCIANO CAPITALE DEL MONDO!!!!
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 23:03:37
immigrati da sfruttareeeee???!!! ma per favore.... ne ho assunti diversi, in regola, contributi tasse inps inail.....lasciamo perdere...il discorso è troppo lungo....
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 23:03:29
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 23:02:28
libero, ringraziandoti per le parole squisite che hai usato nei miei confronti, non posso che consigliarti, se non proprio di aprire un quotidiano che potrebbe esserti troppo faticoso, almeno sentire un telegiornale ogni tanto. forse ti accorgeresti che vivi in un mondo tutto tuo!!
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 23:01:36
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:59:57
eh sì, lavoro e incremento delle nascite sono decisamente discorsi a parte. senza immigrati da sfruttare gli imprenditori dovrebbero adeguare gli stipendi e creare ammortizzatori sociali. senza immigrati bisognerebbe investire sulle politiche demografiche. troppo faticoso....
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:59:38
LIBERO sono cattolica nel senso che credo in Dio e Gesù Cristo, pratico quando posso e quando non posso so che nostro Signore capisce i miei problemi, tutto ciò non ha nulla a che vedere con il fatto che non ritengo sia giusto dover patire e avere paura nella mia terra a casa mia dove mi ammazzo ogni giorno di lavoro per campare. punto.

se gli stranieri vengono per lavorare e rispettare le ns leggi e religione ben vengano, in tutti gli altri casi FUORI DALLE SCATOLE NON SE NE PUO' PIU' (e questo lo capisce anche nostro Signore)
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:59:01
Gentile, certo che ragioni proprio come il celeberrimo e pragmatico muttello per il piscio

Affinché si ottenga un risultato diverso da quello che tu prospetti, in italia il numero dei cittadini dovrebbe, per la maggiorparte, delinquere efferatamente e gli extracomunitari dovrebbero essere più numerosi dei cittadini... fatti due calcoli e capirai che è così


Norther, ma per amor del cielo...

Su cosa vuoi che ti dia ragione?

Sulla circostanza che se si fosse studiato di più, sui banchi di scuola, si sarebbe appreso che l'immigrazione dai paesi poveri a quelli più ricchi è un fenomeno fisiologico dei flussi degli esseri umani dalle varie parti parti del pianeta verso altre?
beh, sì, ti dò ragione... ora, per favore, smettiamola con la fiera delle ovvietà e passiamo a discorsi più seri
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:58:54
luzy, non so da quando sei in italia, ma ti dico soltanto che se esci la sera specie per quei vicoletti di lanciano vecchia..senti solo gente che mugola con quell'odioso accentaccio dell'est...sembra un lamento sempre rivolto verso l'alto....SIAMO INVASI, dobbiamo farcene una ragione
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:56:44
era meglio un tempo, quando accendevi la tv a pranzo e sentivi soltanto 2la mafia uccide..." "regolamento di conti...." "spanza la moglie perche' geloso..." "fa una strage sul posto di lavoro perche' in preda ad un raptus..."...oggi senti solo quel di cui si e' gia' parlato...RUMENI..ALBANESI.....E PER QUESTO ti do ragione libero....

"Poi il discorso della manodopera, del contributo dell'immigrazione alle nascite degli immigrati e quant'altro... beh, è un discorso a parte"
chi da lavoro ad un delinquente e' il primo che va condannato....e molto spesso ne paga le conseguenze direttamente.....poiche' vittima dei suoi stessi dipendenti.....
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:56:07
LIBERO
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:55:06
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:53:46
no luzy, non crediamo di essere il centro dell'universo, solo l'eldorado della criminalità extracomunitaria!!

che io faccia schifo o meno, la realtà non cambia: i crimini più efferati vengono commessi in italia da cittadini immigrati!!
dici di no?? quante delle persone massacrate per rapine in villa sono state vittime di italiani e quanti di immigrati?? quante persone massacrate per pochi spicci sono state vittime di italiani e quanti di immigrati?? quante donne struprate sono state vittime di italiani e quante di immigrati??

faccio schifo io che lo dico o loro che lo fanno??
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:53:13
Libero, in breve....hai condiviso il fatto che eliminando (non fisicamente) tutte le mele marce extraterrestri ( ..permettimi il termine) la delinquenza diminuirebbe drasticamente..


infatti solo un cieco non si accorgerebbe del fatto che la delinquenza aumenta in questi tempi a dismisura causa la massiccia presenza di rumeni ed albanesi (nota NON HO PARLATO DI VUCUMBRA' O LAVAVETRI)..... i rumeni e gli albanesi non si abbasserebbero mai a quel livello......e potrei portarti tanti esempi alla mano......

GRAZIE LIBERO, HAI CONDIVISO IL MIO PENSIERO.
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:47:41
non ho letto tutti gli interventi, me ne scuso

mi hanno appena detto che si era impazienti per una mia risposta

ebbene, sono fiero di darla

breve!

Caro Norther, la tua è una lapalissiana generalizzazione.

E' fin troppo evidente che togliendo di mezzo un numero di extracomunitari, tra i quali delinquenti, togli via anche dei delinquenti... ma è altrettanto evidente che se saltasse in aria la sicilia o il vesuvio ricoprisse la campania, ne sparirebbero altre migliaia.

La criminalità è un fenomeno insito alla società, di qualsiasi tipo.
Non credo sia troppo umano e attualmente accetabile un discorso generalizzatore come il tuo...

Ammesso che tu non creda che il togliere di mezzo ingiustamente una gran mole di esseri umani innocenti sia il giusto prezzo da pagare per liberarsi della malavita.

Poi il discorso della manodopera, del contributo dell'immigrazione alle nascite degli immigrati e quant'altro... beh, è un discorso a parte!



PS Mikemio, sono certo che tu sia cattolica praticante o, almeno, osservante
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:47:22
no luzy ti sbagli e di grosso..... al centro dell'universo ci si mette chi non ha mai visto altro.................
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:45:57
scusate non ho tempo per rispondere devo fare una rapina, devo trucidare una famiglia, devo fare la puttana, devo spacciare droga, non ho del tempo, sono troppo cose

Gentile le tue affermazioni sono disgustose, e mette una tua foto che quando ti trovo per la strada ti sputo la faccia!!!!

Quello che hanno fatto quei figli di puttana e disgustoso, per me meritano la pena di morte, anzi oggi parlava a casa di quanto poteva essere tremendo quello che avevano fatto però sempre cadete nel stesso errore, METTETTI TUTTI ALLO STESSO LIVELLO, siete disgustosi, razzisti e pezzi di merda.

Sapete il mondo va avanti, le persone si muovono, il mondo è pieno di altri paesi e voi pensate che siete il centro del universo!!!!!!!!!!!! Ma che pena mi fate
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:43:54
PER LIBERO


scusami Libero, ti faccio solo una domanda, a cui vorrei tu rispondessi in maniera secca e concisa, senza tergiversare....


se la matematica non e' un'opinione:
mettiamo che in italia ci sono 100 crimini commessi mensilmente in tutto il paese (cifra ridicola)
di questi 100 crimini 60 vengono commessi da Italiani (hai presente?)
40 da extracomunitari (sono cifre d'esempio..ripeto)

Tu che dici...se in Italia dall'oggi al domani tutti i 40 extracomunitari dovessero crepare... i delitti del mese successivo diverrebbero 60 o rimarrebbero 100?

In altre parole....il tasso di criminalita' diminuirebbe senza gli extracomunitari che vengono solo per delinquere o no?
GRAZIE, aspetto una risposta breve ed esauriente.
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:38:44
ho capito. libertad è lu pesant che si diverte a smerdare e mettere in ridicolo le zecche!!
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:35:48

In questa società la Legge svolge molteplici funzioni: regola e indirizza il rapporto di sfruttamento su cui si basa garantendone il mantenimento; ordina le relazioni sociali e assegna a ciascuno un ruolo in funzione dei propri interessi; costituisce la principale mediazione tra tutti gli individui isolandoli gli uni dagli altri nel mentre li riunisce in rapporti giuridici.
La Legge si esercita per il tramite della violenza, senza la quale è lettera morta. La reclusione è una parte importante di questa violenza.
Il carcere nasce con la Rivoluzione Industriale per formare dei lavoratori disciplinati e addomesticarli alle rigide esigenze spazio-temporali della macchina. Oggi è una delle tante strutture del controllo sociale e assolve diversi scopi: punire chi delinque per isolarlo dalla società; riabilitare, almeno formalmente, alcuni elementi e restituirli ad una regolata vita sociale; agitare lo spettro dell’esclusione per gli onesti cittadini, lavoratori e consumatori.
Il Diritto è fondato su un criterio di utilità economica e sociale, prodotto del dominio e strumento della sua difesa. La pena è, infatti, commisurata all’entità del danno economico e al grado di rifiuto dell’ordinamento sociale.

2

La prigione è in simbiosi con la società e si trasforma al passo con questa. Una delle tendenze di questi mutamenti è la dematerializzazione del carcere e la sua diffusione nel territorio. Evoluzione questa che consente un maggior controllo sociale a costi più bassi: le manette elettroniche utilizzano le abitazioni come succursali delle galere; l’urbanistica, il satellite e le telecamere rendono le città prigioni.
Al carcere si affiancano forme alternative di detenzione. Centri di accoglienza per clandestini, comunità terapeutiche per tossici, comunità di reinserimento per detenuti e ospedali in genere sono forme non-carcerarie di imprigionamento.
Il carcere si diluisce nel territorio attraverso la pianificazione dei luoghi dell’abitare, degli spostamenti e del senso di questi. Il controllo si insinua persino nel corpo tramite la medicalizzazione del rapporto con la salute e la malattia, attraverso la sofisticazione del cibo.
Alla struttura carceraria tradizionale si prospetta la funzione di parcheggio per una parte crescente della popolazione.

3

Lo Stato sociale, risultato di un periodo di lotte, ha costituito uno strumento efficace per la produzione di pace sociale. Lo smantellamento progressivo di questo apparato, che ha lo scopo di mettere in circolazione una maggiore quantità di capitali, e l’introduzione della flessibilità produttiva provocano come conseguenza l’estendersi della precarietà, creando una realtà in cui i più non sono garantiti e inducendo l’aumento della marginalità e dell’illegalità. Il potenziamento delle strutture repressive risponde a questo mutamento. Il numero dei detenuti è, infatti, in aumento in tutti i paesi occidentali.
Non potendo sopprimere tutti i criminali il potere dà loro una morte apparente, rinchiudendoli: la deprivazione sensoriale, la noia, la paura e il dolore mirano a far perdere all’individuo la sua identità e il controllo sul proprio corpo. Il carcere è un luogo altamente patogeno, in cui lo stress indebolisce le difese immunitarie, le cure sono insufficienti e imposte; i detenuti sono spesso le cavie di terapie sperimentali o oggetto di annichilimento farmacologico. In questa situazione il suicidio rappresenta spesso l’unica soluzione. In galera la negazione della vita è visibile al massimo grado.
Il carcere speciale, diffuso in tutta Europa, si rivolge ai detenuti irrecuperabili accrescendo, rispetto al carcere comune, le potenzialità di annientamento fisico, psicologico e sociale. Esso è un luogo di maltrattamenti, di torture e di omicidi sovente celati. Il carcere speciale sorge con lo scopo di separare una parte dei detenuti, creando un carcere all’interno del carcere.
La divisione tra detenuti politici e detenuti comuni è la prima forma di separazione. Essa nasceva con il duplice obiettivo di impedire, all’interno del carcere, la diffusione della critica rivoluzionaria e l’organizzazione della sua pratica e, all’esterno, di frantumare il fronte della lotta e di impedire che la questione carceraria fosse posta nella sua interezza.

4

Il Capitale non dichiara più di essere il migliore dei mondi possibili, esso è semplicemente l’unico. Ogni giustificazione ideale che lo sorreggeva è caduta: al principio formale della giustizia subentra la necessità pragmatica di sicurezza. Al carcere come luogo di rieducazione del reo, finalizzato al suo reinserimento sociale, è il potere stesso a non credere più. Solo pochi preti, tanto illusi quanto imbecilli, continuano a professare la pedagogia della reclusione. Da parte loro, i criminali sono sempre stati perlomeno scettici. Il crimine non è una malattia curabile di alcuni individui, è la malattia incurabile della società del Capitale.

5

Le disposizioni in merito alle strategie repressive vengono prese con criteri di natura tecnica da commissioni di esperti coordinate internazionalmente. Le campagne mediatiche, quanto la farsa del dibattito parlamentare, servono a far credere ai cittadini di essere partecipi di decisioni prese altrove. Le emergenze e i nemici – di volta in volta mafia, terrorismo, droga, microcriminalità – sono prodotti spettacolari funzionali a garantire le trasformazioni della repressione.
Il mostro è la figura che esemplifica la più grossolana delle mistificazioni associate alla presunta necessità della prigione. L’attenzione riservata al caso particolare e al fatto eccezionale viene utilizzata per mascherare la caratteristica sostanziale del carcere: essere una struttura creata per contenere e annullare il conflitto sociale.
Quelle lotte che contestano formalmente l’esistenza di alcuni reclusori e l’ingiusta detenzione che in essi si attuerebbe puntellano di fatto le ragioni del diritto avvallando l’idea di una detenzione giusta. Anche i politicanti di Via Corelli sostengono la necessità del carcere. Mediando il conflitto sociale, questi collaboratori di giustizia contribuiscono alla razionalizzazione del dominio.
Meno becera ma parimenti funzionale è la tesi di quanti sostengono la distinzione tra detenuti politici e detenuti comuni. Limitarsi a reclamare la liberazione dei compagni, o degli amici, significa non vedere nel carcere un luogo decisivo dello scontro sociale e il ruolo di recupero che queste divisioni svolgono in esso.
Le tesi di quegli accademici che propongono l’abolizione delle galere hanno il merito di mostrare la relatività del concetto di giustizia e di guardare in maniera disincantata alla condizione carceraria. Non ne hanno altri. Essi credono nella possibilità di una gestione dei conflitti diversa da quella punitiva e reclusoria connaturata al sistema di controllo. Incapaci di comprendere le ragioni materiali del conflitto astraggono il crimine dal contesto sociale sistemandolo su di un piano squisitamente sociologico. In questo modo il crimine non è più considerato elemento di rottura delle norme della società ma suo strumento di autoregolazione. L’ideologia abolizionista, come tutte le visioni utopistiche, immagina un punto finale dell’evoluzione della storia in cui ogni conflitto sarà neutralizzato nel quadro del raggiungimento di una società perfetta, il paradiso terrestre. Su questo punto tutte le ideologie abolizioniste e le critiche astratte al carcere concordano con l’Utopia del capitale che sogna una società costituita di cittadini che hanno introiettato le sue norme.
Chi vuole una società liberata dallo sfruttamento, del carcere non sa che cosa farsene. Viceversa chiunque parli di un mondo senza galere deve spiegare come ciò possa realizzarsi se non tramite lo scontro rivoluzionario.

6

Oggi il conflitto sociale è diffuso e sostenuto dagli esclusi anche se in forme non coscienti e non comprese. Il crimine è un’espressione del conflitto sociale; è un prodotto, anche ideologico, del processo di espropriazione materiale e di senso realizzato dal dominio ai danni del vivente; al contempo ne rappresenta la negazione. Le ragioni del crimine sono quindi storiche e sociali e non valutabili secondo i canoni del senso comune.
Oggi una parte importante delle lotte sociali si realizza all’interno dei luoghi di reclusione: carceri, centri di accoglienza, ghetti urbani. Queste sono di fatto lotte parziali, tuttavia nella volontà di farla finita con questi reclusori si intravede la possibilità di una critica complessiva al dominio. Mettere in luce la teoria critica insita nella pratica di tali lotte è il senso della critica rivoluzionaria. Diversamente esse non sfuggono alla mediazione politica e alla pratica recuperatrice che consente al sistema l’amministrazione del conflitto.
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:30:17
IO VOGLIO UNA RISPOSTA DALL lIBERO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! state zitti tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:29:14
VENGHINO VENGHINO A FROTTE ... DI PIU' SEMPRE DI PIU' VISTO CHE NON SIAMO CONTENTI DELLA DELINQEUNZA NOSTRANA... IL MADE IN ITALY E' IN RIBASSO SIORE E SIORI VENGHINO PURE DALLA ROMANIA A SCUCUZZARCI PER BENINO

CHE PAESE DI GRULLI
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:28:50
libero, io in fondo ho una certa stima di chi sostiene le sue teorie con....il cuore oltre l'ostacolo, ma credo altresì che tutto abbia un limite!! tu porti un esempio, e con ciò?? quì stiamo parlando della "normalità". e con tutta la tenacia che dimostri nel portare aventi la tua tesi, non puoi certo smentire la realtà che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni: la stragrande maggioranza dei crimini più feroci, viene commessa da una minoranza: immigrati sul territorio italiano!!! e quando non sono loro, è qualche tossico!! in questo tragico scenario ci sono anche le eccezioni.
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:24:38
Non mi risulta che il numero degli omicidi sia aumentato negli ultimi anni rispetto agli anni 70 ed 80 quando c'erano pochi immigrati.
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:24:19
il sindacalista in genere è già un delinquente

BETTI' quando la faccenda (qualunque essa sia) non ci tocca da vicino è facile....ma ci spieghi perchè siamo costretti a subire tutte le merdacce (scusate ma è necessario) che arrivano dalla romania e paesi limitrofi?
P E R C H E ' ???? forse perchè il mio trisavolo emigrò in alabama 3000 anni fa e si spaccò a lavorare?? ma per favore ...BASTA CON QUESTE FESSERIE
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:20:05
PER LIBERO


scusami Libero, ti faccio solo una domanda, a cui vorrei tu rispondessi in maniera secca e concisa, senza tergiversare....


se la matematica non e' un'opinione:
mettiamo che in italia ci sono 100 crimini commessi mensilmente in tutto il paese (cifra ridicola)
di questi 100 crimini 60 vengono commessi da Italiani (hai presente?)
40 da extracomunitari (sono cifre d'esempio..ripeto)

Tu che dici...se in Italia dall'oggi al domani tutti i 40 extracomunitari dovessero crepare... i delitti del mese successivo diverrebbero 60 o rimarrebbero 100?

In altre parole....il tasso di criminalita' diminuirebbe senza gli extracomunitari che vengono solo per delinquere o no?
GRAZIE, aspetto una risposta breve ed esauriente.
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:18:12
Se ci fossero meno criminali stranieri ci sarebbe sicuramente più lavoro per i criminali italiani. C'è qui per caso qualche siindacalista dei delinquenti italiani che reclama più opportunità per i nostri ladri, rapinatori, truffatori, spacciatori, assassini, etc?
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:15:49
rispondo io (che non amo la matematica) poichè trattasi di calcolo semplice: se non ci fossero gli immigrati ci sarebbe un numero decisamente inferiore di crimini.


venghino venghino c'è posto per tutti venghino venghino
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:13:17
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:13:00
abbiamo (io no) voluto queste schifezze a casa nostra? ora ce le teniamo

forever
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:10:01
PER LIBERO


scusami Libero, ti faccio solo una domanda, a cui vorrei tu rispondessi in maniera secca e concisa, senza tergiversare....


se la matematica non e' un'opinione:
mettiamo che in italia ci sono 100 crimini commessi mensilmente in tutto il paese (cifra ridicola)
di questi 100 crimini 60 vengono commessi da Italiani (hai presente?)
40 da extracomunitari (sono cifre d'esempio..ripeto)

Tu che dici...se in Italia dall'oggi al domani tutti i 40 extracomunitari dovessero crepare... i delitti del mese successivo diverrebbero 60 o rimarrebbero 100?

In altre parole....il tasso di criminalita' diminuirebbe senza gli extracomunitari che vengono solo per delinquere o no?
GRAZIE, aspetto una risposta breve ed esauriente.
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:06:49
Ma scherzi? Loro c'hanno pure Borghezio "Il giustiziere della notte"... a confronto Bronson, Stallone e Norris sono 3 mezze pippe
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 22:03:05
Jena,
il trucco della Casa della Legalità è quello di amplificare le notizie relative ai delitti durante i governi nemici e di abbassarle durante i governi amici. Se uno ha 3 televisioni di proprietà può anche scegliere di combattere la criminalità per via etere.
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 21:52:22

anvedi, vista la brutalità dell'episodio, avevi dubbi su chi potessero essere gli autori??






Giuseppe Di Matteo (1982-1996) figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo, ex-mafioso, divenne vittima di una vendetta trasversale nel tentativo di far tacere il padre. La sua morte è risaltata grandemente su tutti i giornali perché il cadavere del piccolo non fu mai trovato, essendo stato disciolto in una vasca di acido nitrico.

Egli fu rapito il 23 novembre 1993, a 11 anni, al maneggio di Altofonte (PA) da un gruppo di mafiosi che agivano su ordine di Giovanni Brusca, allora latitante e boss di San Giuseppe Jato.

La famiglia cercò presso tutti gli ospedali cittadini notizie del figlio, ma quando, l'1 dicembre 1993, un messaggio su un biglietto giunse alla famiglia con scritto "Tappaci la bocca" e due foto del bambino che teneva in mano un quotidiano del 29 novembre 1993, fu subito chiaro che il rapimento era finalizzato a spingere Santino Di Matteo a ritrattare le sue rivelazioni sulla strage di Capaci e sull' uccisione dell' esattore Ignazio Salvo.

Il 14 dicembre 1993 Francesca Castellese, moglie di Di Matteo, denunciò la scomparsa del figlio. In serata fu recapitato un nuovo messaggio arrivò a casa del suocero (Giuseppe Di Matteo, padre di Santino) con scritto "Il bambino lo abbiamo noi e tuo figlio non deve fare tragedie". Dopo un iniziale cedimento psicologico il pentito non si piegò al ricatto, sebbene fosse angosciato dalle sorti del figlio, e decise di proseguire la collaborazione con la giustizia.

Brusca decise così l'uccisione del bambino, ormai fortemente dimagrito e indebolito per la prolungata e dura prigionia, e che venne strangolato e successivamente discolto nell'acido l'11 gennaio 1996 dopo 779 giorni di prigionia.




aspè. mo arrivano le classiche risposte

- ne abbiamo già noi, di crudeli, non è il caso di prendersene altri...

- quella era una cosa diversa

- quello è un episodio sporadico

- e chi più ne ha, più ne metta...
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 21:46:07
Tra l'altro durante il quinquiennio del "governo per la legalità" i reati sono aumentati del 6,7% tra il 2001 e il 2003... successivamente del 3,7% rispetto al triennio precedente... davvero un gran risultato, senza considerare l'introduzione del poliziotto di quartiere
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 21:39:23


Messaggio del 04-09-2007 alle ore 21:33:54
per me sono tutti uguali questi politici.....una volta qualcuno li accoppava pure a loro......ora no....
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 21:32:47
Sena contare che la legge sull'immigrazione è opera di Bossi&Fini
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 21:30:16
Io sto aspettando il difensore d'ufficio degli zingari/rumeni/albanesi, il quale ha sempre da dire...dire... dire....manco gli fosse parente a sta monnezza.......
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 21:22:39
L'indulto essendo stata votata pure da Forza Italia e UDC non è ascrivibile solo al centrosinistra. Non solo, senza il soccorso di Berlusconi e Casini il provvedimento non sarebbe mai passato perchè la Costituzione prevede la maggioranza qualificata dei 2/3 dei Parlamentari per l'approvazione. Quindi tutti coloro che hanno votato per Forza Italia e UDC sono pregati di mettwersi la coda in mezzo alle gambe e di non parlare. Per dignità, almeno. Grazie!
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 21:18:05
adonai, se vuole anvedi ce lo spiegherà lui. ma potrebbe anche essere perchè le città stato, secondo evola, furono l'ultimo sistema autenticamente tradizionale. furono l'ultimo sistema "organico", e questo le accomunava, sempre secondo evola, ai Valori(società "normale") dell'impero romano.
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 21:07:07
L'avatar di Anvedi è il simbolo di una città stato: il senato e il popolo romano (o secondo altri: il senato, il popolo e i quiriti romani)
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 21:01:08
ahi ahi ki!! si vede che non sei un conoscitore di evola.......
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 20:59:49
Curioso Anvedi... è per la "città-stato"... ma il suo avatar è il simbolo di un impero!




Messaggio del 04-09-2007 alle ore 20:47:15
aggiungo (maledetto edit) che la stessa responsabilità va individuata nelle politiche "buoniste" nei confronti dei drogati!!
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 20:45:57
ki, è quel che ho detto prima. infatti è tutta la politica filo-immigratoria che non solo è sotto accusa, ma è criminalmente responsabile di questi fatti!!
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 20:42:05

E' quello che vorrei spiegasse Prodi ai parenti delle vittime



Ma perchè Berlusconi, Fini (lo sciocco), Casini e Rotondi non sono in grado di spiegare?

Messaggio del 04-09-2007 alle ore 18:36:18
gentile, ti dico solo che sono per le antiche CittàStato
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 18:31:48
anvedi, hai mai provato ad immaginare come sarebbe l'italia, almeno dal punto di vista della sicurezza dei suoi cittadini, senza extracomunitari e tossici??
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 18:30:05
scusami la battuta fuori luogo di fronte a simili tragedie, ma se prodi(e anche gli autori della sciagurata legge bossi-fini) dovesse dare spiegazioni ai famigliari delle vittime di criminali extracomunitari, non basterebbe piazza del popolo a contenerli tutti, e non basterebbe il tempo che gli è rimasto per governare per parlare con tutti!!
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 18:27:53
Ce n'è ancora

Padova, trovato cadavere di 20enne
Gola tagliata,si cerca spacciatore
Omicidio a Padova. Un giovane di 20 anni è stato trovato ucciso in un parco pubblico in zona Mortise. Il ragazzo, Giuseppe Cusin, è figlio di un professionista nel ramo informatico e due anni fa era stato arrestato per possesso di droga. I carabinieri stanno cercando uno spacciatore serbo
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 18:26:15
E' quello che vorrei spiegasse Prodi ai parenti delle vittime
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 18:24:46
anvedi, vista la brutalità dell'episodio, avevi dubbi su chi potessero essere gli autori??

uno era fuori per indulto?? e mi chiedo che caxxo ci stava a fare ancora sul suolo italiano???!!!
Messaggio del 04-09-2007 alle ore 18:20:47
Dal TGCOM - 04/09/2007
Coniugi uccisi: fermati 3 stranieri
Treviso,omicidio per bottino da 20 euro
Svolta nelle indagini sul duplice omicidio di Gorgo al Monticano (Treviso) del 21 agosto. I carabinieri hanno arrestato due albanesi e un romeno. I due albanesi sarebbero gli autori dell'efferato delitto dei coniugi Pelliciardi, seviziati con uno scalpello e poi uccisi. Avrebbero agito sotto l'effetto della cocaina. Venti euro il bottino della banda, ritirati dopo l'omicidio con la tessera rubata a Lucia Comin.

I tre arrestati sono Artur Lleshi, 32 anni, pregiudicato albanese irregolare; Naim Stafa, 32 anni, pregiudicato albanese residente a Marcianise (Caserta); B.A.G., 20 anni, rumeno, considerato complice nel delitto ma non l'esecutore materiale. Il giovane rumeno infatti, al momento dell'omicidio, era al lavoro in turno notturno alla Inipress, la fabbrica della famiglia Durante proprietaria della villa di Gorgo al Monticano. (avrebbe dato indicazioni utili per entrare nella villa)

UN COMPONENTE DELLA BANDA ERA FUORI PER L'INDULTO
Uno dei tre fermati dai carabinieri con l'accusa di omicidio per l'uccisione dei coniugi Pelliciardi era stato incarcerato per violenza sessuale, nel 2006 era uscito grazie all'indulto. Lo ha confermato il Procuratore della Repubblica di Treviso, Antonio Fojadelli.

Questa è l'Italia di Prodi, bertinotti e compagnia bella. GRAZIE, siamo commossi.

Nuova reply all'argomento:

INDULTO- Gioie e dolori

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