il nostro è un potere assoluto, invisibile, nascosto: è un dispotismo esercitato per mezzo di un'organizzazione segreta, non legale, nè dichiarato, pertanto chi potrebbe rovesciare una potenza segreta?
Questo è il nostro governo...
Questa è una delle tante affermazioni contenute nel libro " I Protocolli dei savi anziani di Sion", famigerato libello pubblicato per la prima volta in Russia in versione ridotta sul giornale Znamia nel 1903 e poi nel 1905 come opuscolo dalla limitatissima tiratura di 3500 esemplari.
In questo libro "segreto" si racconterebbe del piano diabolico della conquista del mondo da attuarsi tramite l'accumulazione del denaro nelle mani degli Ebrei, la conquista graduale del potere, dei mezzi d'informazione, della cultura, della finanza e, alla fine, della schiavizzazione dell'umanità intera. Tale governo globale sarebbe guidato da un unico principe di lunga tradizione nobile.
Le armi di questa congiura avrebbero dovuto essere la manipolazione dell'opinione pubblica, l'indottrinamento scolastico, la diffusione di idee liberali e repubblicane, la provocazione di crisi economiche, di disordini, di rivoluzioni...
Nonostante tutto però, tale libro resta comunque un FALSO.
Dietro la redazione di questo libro c'è un gruppo di agenti dell'Okhrana (polizia segreta dello Zar) che avrebbero ideato il testo dopo l'affaire Dreyfuss nel periodo 1897/98. Questo piano all'apparenza decisamente inquietante ma del tutto immaginifico, costituiva soltanto un mezzo di propaganda politica atto a giustificare i pogron antiebraici e confezionato ad uso della politica zarista che identificava lo zar come "il piccolo padre", garante dei diritti e dei doveri di ciascuno, eletto da Dio a protettore della "santa madre Russia" agricola ed ortodossa.
Purtroppo il libro ebbe una fortuna superiore alle attese anche degli stessi ideatori e superò ben presto i confini della Russia, anche grazie alla drammatica fine dei sovrani russi ed il terrore si sparse in tutto l'Occidente nei confronti degli eccessi dei bolscevichi.
Così il libro fu riscoperto e pubblicato in quasi tutte le lingue. Nel 1919 apparve la versione tedesca seguita immediatamente nel 1920 dalla versione inglese pubblicata addirittura dal Times, che tuttavia l'anno seguente fece autocritica ammettendo che si trattava di un falso. Ma oramai il sasso era stato lanciato.
Le leggende e le fandonie attorno ad esso si accumulavano e si infittivano...La stessa rivoluzione russa, con il suo strascico di crimini orribili, non sarebbe stata altro che una conferma del piano dei cosiddetti "superiori occulti".
Così, mentre l'occidente si inoltrava sempre di più in una reazione atterrita che sfociò nelle dittature nazi-fasciste, il libro era sempre più letto, ammirato e tradotto tanto che lo stesso Hitler lo definì " una vera rivelazione" e ne parlò nel tristemente famoso Main Kampf, ispirandose apertamente.
Messaggio del 08-01-2005 alle ore 10:19:15
I Protocolli anche in Italia.
Fu pubblicato la prima volta nel 1921, un'altra nel 1937 ed infine la più famosa, nel 1938 (anno delle leggi razziali) con la prefazione di J. Evola, scrittore di grande cultura e autore di profondi scritti su alchimia e tradizione sacra.
Purtroppo anche menti eccelse come il succitato Evola, credettero alla veridicità dei Protocolli sulla base di sconcertanti considerazioni del tipo "il problema della loro autenticità è secondario e da sostituirsi con quello, ben più serio ed essenziale, della loro veridicità"...
Insomma anche se non è vero, è vero lo stesso.
Evidentemente quando l'ideologia prende il sopravvento la ragione si ottenebra anche nelle menti più raffinate.
E' importante notare come nell'edizione italiana, tra l'altro molto ben curata, è incluso un elenco di 9800 cognomi di origine ebraica in italia!
Questo tanto perchè i lettori identificassero subito gli Ebrei anche nei propri vicini di casa.
L'adesione alla politica intrapresa dal fascismo non poteva essere, dunque, più nitida.
Ancora una volta I Protocolli si prestavano a sostenere il potere dominante, qualunque esso fosse, istillando la peura e con essa purtroppo, l'odio nei confronti di innocenti ma sempre consolatorii, capri espiatori su cui scaricare le miserie della nazione.