no. infatti, a fine guerra, le ss rappresentavano la categoria dei perseguitati. e sono davvero curioso di vedere come farai a sostenere il contrario!!
Pure Badalamenti si riteneva far parte di questa categoria dopo l'arresto per aver ucciso, direttamente o indirettamente, 1500 ommini.
Il suo motto: Io sono un perseguitato.
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 22:01:49
se la mettiamo così ho letto pure i ringraziamenti delle SS ke si sono nascoste dopo la guerra ...vuol dire ke x la chiesa perseguitati e persecutori erano sullo stesso piano
no. infatti, a fine guerra, le ss rappresentavano la categoria dei perseguitati. e sono davvero curioso di vedere come farai a sostenere il contrario!!
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 20:32:45
cmq è assurdo, nel XXI secolo ancora ignorare che quello ke noi pensiamo superiorità, non è altro ke il risultato dell'adattamento dell'uomo alle condizioni preistorike, il ke ci ha portato ad essere preminenti ...cioè se siamo capaci di fare certe cose è perkè una scimmia è scesa dall'albero e ha iniziato a usare le mani x fare oggetti
dal punto di vista della natura questo equivale alla capacità di qualunque animale di adattarsi all'ambiente x sopravvivere ... non è un merito, e non è niente di divino...è solo il frutto del caso e della necessità, come avrebbe detto jacques monod
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 19:53:07
mur
quando risponderai alle domande che ti faccio senza fare papiri privi di fondamento allora sarà un giorno di festa x l'umanità
non ti ho chiesto ke fa il dalai lama di cui non mi frega una cippa
ti kiedo 2 cose
1) se il papa scomunicò il nazifascismo come fece nel 48 con i comunisti e socialisti del fronte popolare
2) se per caso puoi dimostrarmi che quello ke tu pensi è assoluta e incontrovertibile verità...in tal caso io ho torto
ma se non puoi dimostrarlio allora tu hai torto e la relatività è dimostrata
a domande precise risposte precise , non papiri ke ci girano intorno
per il resto sei sempre tu ke dai giudizi di valore tra esseri viventi ... tu ti ritieni + in gamba dei cani perkè i cani non conoscono la medicina? ebbene un cane potrebbe dire ke tu sei un babbeo perkè non sapresti individuare con l'olfatto una labile traccia di odore e ritrovare una persona...un albero potrebbe pensare ke siamo stupidi a camminare e un aquila si potrebbe kiedere come facciamo a non avere la sua vista e a non volare
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 19:30:29
Gentile sig. Bakunin
questa cosa del più fregno e del meno fregno è una cosa che ti riesce proprio di eliminare anche quando nessuno lo dice. Che l'uomo abbia il potere di cambiare il ciclo naturale della Terra a proprio vantaggio e/o a proprio svantaggio è un dato di fatto.
Io ritengo l'uomo più responsabile di un cane proprio perchè sa inquinare ma lo ritengo più fregno perchè sa anche curare e guarire (anche il cane).
E dire che non credevo ci fosse nessuno più antroscettico della Chiesa, mah stupore.
Il giudizio di merito sull'alto e basso lo lascio a chi giudica. Tu dal momento che dici che la mia posizione sia sicuramente sbagliata che la tratti con la superficialità di cui ti sei responsabile commetti eventualmente lo stesso "mio" errore (ammesso che io lo commetta) quindi non hai da insegnarmi nulla.
Il fatto che nel creato ci siano creature che si distinguano anche per funzione io non l'ho negato basta leggere il mio tread precedente.
Tuttavia la funzione di dominatore e custode del creato non rende l'uomo autorizzato a far ciò che gli pare, la Chiesa è molto chiara su questo, da sempre. Ti ripeto se te ne sei accorto solo ora mi spiace per te, ti sei perso un pezzo importante di quella cultura che dileggi.
Credere che l'universo non sia creato rimane un atto di fede giacchè tu non puoi provare che sia sempre esistito allo stesso modo in cui io non posso provarti l'esistenza di Dio. Se puoi provarlo portami le prove sono qui in attesa. Credo quindi che sul sito in cui si discute di ufo e dischi volanti un giretto debba farcelo anche tu, anzi probabilmente te lo sei già fatto e da lì che infatti hai protato la teoria immaginifica che quando succede qualcosa di sbagliato sia dipendente sempre dalla Chiesa Cattolica. Si sa agli ufologi ed affini la tesi del complotto è sempre piaciuta :- ).
Ti fai forte nelle tesi del relativismo, beh lascia che ti aggiorni, oramai la tesi relativistica è ad un passo dall'essere superata e i dubbi che esso possa spiegare la natura dell'universo è in caduta libera. Non è un caso che si chiami ancora Tesi. Già Popper vi ha dato una bella lezione adesso la scienza di cui taluni si sono sempre fatti forti le darà il colpo di grazia.
PS Nel 1955, quando l’Italia celebrò il decimo anniversario della sua liberazione, l’Unione delle comunità ebraiche italiane proclamò il 17 aprile “Giornata di ringraziamento” per l’assistenza ricevuta dal Papa durante la guerra.
«Più di tutti gli altri», richiamò Elio Toaff, un ebreo italiano che poi divenne Rabbino capo di Roma, «noi abbiamo avuto l’opportunità di sperimentare la grande benevolenza compassionevole e la magnanimità del Papa durante gli anni infelici della persecuzione e del terrore, quando sembrava che per noi non ci fosse più una via d’uscita».
E' facile dire quello che era giusto o non giusto fare dopo che gli eventi si sono svolti. Giudicare il passato con l'occhio di oggi è uno dei più grandi errori che un storico possa fare.
Poteva Pacelli fare di più? Chi lo sa cosa sarebbe successo se avesse attaccato in modo netto il nazismo. Gli ebrei come dice il Talmud insegna che giusto è: "chiunque salvi una vita, gli sarà riconosciuto secondo le Scritture come se avesse salvato il mondo intero".
Il resto lo lascio al livore di chi non sa, non c'era, non è intervenuto.
E a proposito nessun monaco Zen e nemmeno il Dalai Lama mi risulta abbia mai espresso una condanna ferma contro le dittature del secolo scorso e l'attuala Dalai Lama si guarda bene dall'esprimere un giudizio duro nei confronti del governo cinese ma ovviamente è giusto, giustissimo che lui faccia così. Solo il Papa sbaglia (qualsiasi cosa faccia) :- ). Devo davvero commentare? :- )
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 17:20:29
l'accenno agli ebrei assassini nella messa non è stato tolto negli anni 60?
e però la scomunica del fronte popolare fu pronta e servita fresca fresca
perkè non furono scomunicati fascisti e nazisti?
che poi atti singoli di resistenza furono compiuti chi lo nega...ma la chiesa non fece niente di niente ... i motivi non li so...forse i comunisti stavano a 1000 km i nazisti e i fascisti a 1 cm
però anke dopo il 6 giugno 44 quando era kiaro ke l'asse avrebbe perso la guerra la chiesa continuò a tacere, anke sulle persecuzioni ke subivano i cattolici nella stessa germania
nessuno spese una parola sui testimoni di geova che venivano appesi ai ganci da macellaio perkè si rifiutavano di combattere
non una pèarola su nulla
e però nel 48 mobilitarono fino all'ultima suorina di campagna x far votare anke gli handicappati.ti dirò di +..nello skifo ke mi fa questa cosa, sono grato perkè almeno ci ha evitato la guerra civile ...
ora tu puoi rispondere in 2 modi..o confermi ql ke ho scritto, oppure mi daio prove concrete che il papa scomunicò i nazisti e i fascisti
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 17:12:09
Leggasi i testi degli ebrei del tempo e i ringraziamenti giunti ai cristiani per l'opera prestata durante la Seconda Guerra Mondiale mentre il resto del mondo che faceva per gli ebrei? Solo a Roma in pochi mesi ne sono stati salvati seimila (6.000). Leggasi l'enciclica "Mitt Brenner sorge".
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se la mettiamo così ho letto pure i ringraziamenti delle SS ke si sono nascoste dopo la guerra ...vuol dire ke x la chiesa perseguitati e persecutori erano sullo stesso piano
aledimat jamm su nin t'acrede ca ti a che ffà nche nu sceme
ci sono stati oppositori cattolici del nazismo, non lo si può negare senza essere ridicoli, ma la chiesa in quanto tale non si è schierata contro la barbarie nazifascista, anzi! ci ha fatto il concordato del 29..pecunia non olet
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 16:59:30
Io non parlo di cose così importanti in un post, puoi parlarne sulle tante riviste specializzate nel settore. Tanto che l'hai fatto qui, poi non lo legge nessuno. A che serve farlo? Solo per farci smettere di scrivere e leggere su questo post?
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 16:56:18
Scusa il copia-incolla, ma in due slogan non sarei riuscito a parlare di una ricerca storica che non si è fermta agli anni Cinquanta. Tu ci riesci a parlare di una cosa così grande in un slogan?
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 16:36:12
«Pio XI era un mezzo ebreo, poiché sua madre era una giudea olandese, ma il cardinale Pacelli è interamente ebreo». Così scriveva il giornale nazista "Das Reich" poco dopo il conclave del ’39. E a ragione: fu Guido Mendes, ebreo romano amico del futuro Pontefice, a raccontare della vicinanza di Pio XII alla sua famiglia – «il primo Papa che ha condiviso, negli anni della sua giovinezza, una cena dello Shabbat in una casa ebraica» – la quale riuscì a sfuggire alla persecuzione grazie al suo aiuto
C’è Pio XII nel suo tempo e c’è il tempo di Pio XII. C’è l’alba della vocazione di un sacerdote che non ha conosciuto il seminario (senza disdegnare le lezioni private di monsignor Duchesne) e l’opera d’un nunzio allarmato da bolscevismo e nazionalsocialismo (inutilmente pronto a lasciare la diplomazia vaticana per la cura d’anime). C’è, soprattutto, la parabola umana e spirituale di un uomo finito sulla cattedra di Pietro dopo un cammino costellato di intralci e tanto lavoro. Nella cornice della grande storia, ma con il riflettore puntato su dettagli rivelatori, c’è questo ed altro nella nuova biografia che Andrea Tornielli dedica al vescovo di Roma eletto nel conclave del 1939, il più rapido del secolo. Due almeno i dati che saltano all’occhio, scorse le seicentosessanta pagine di Pio XII. Eugenio Pacelli. Un uomo sul trono di Pietro, in uscita martedì 22 (Mondadori, 24 euro). Il primo sta nel fatto che per sbalzare il profilo del protagonista, l’autore ha dovuto scontornarlo dentro l’istituzione da lui rappresentata, e nella quale - scrive Tornielli - si è annientato con senso del dovere sino a scomparire. Il secondo è palesato dalle fonti valorizzate: quelle a stampa disponibili, ma anche carte inedite custodite dalla famiglia Pacelli, insieme a dispacci presenti nell’Archivio degli Affari Ecclesiastici Straordinari e alle testimonianze non pubbliche agli atti della causa di beatificazione introdotta da Paolo VI nel 1967 (da ricordare il recente voto favorevole dei membri della Congregazione delle cause dei santi sull’eroicità delle virtù). Si tratta di materiale che aiuta a cogliere le tappe di questa vita complessa sbocciata la sera del 2 marzo 1876 e spentasi la notte dell’8 ottobre 1958. Dall’infanzia all’adolescenza sullo sfondo della Roma patrizia di fine ’800. Dall’ordinazione sacerdotale al lavoro in Segreteria di Stato su invito del cardinal Gasparri. Dall’elevazione all’episcopato sino all’attività diplomatica a Monaco e a Berlino (i capitoli più orig inali del volume grazie alle lettere al fratello Francesco). Dal ruolo di segretario di Stato a quello di successore di Pietro. Interessanti i documenti sulla situazione in Germania o l’assalto alla nunziatura bavarese nel 1919 che vide Pacelli minacciato dalle pistole degli spartachisti. Ed ecco poi lettere del 1924 con giudizi sul nascente partito nazista: «Il Concordato bavarese fu solennemente firmato il 29 marzo scorso. Rimane però l’approvazione del Landtag o Parlamento, la quale - dopo le nuove elezioni e visto il furioso vento anticattolico, che spira in questo momento da parte dei partiti nazionalisti, con violenti attacchi contro la S. Sede, contro il Cardinale Arcivescovo, ecc. dà le più gravi preoccupazioni. Tutta la situazione è in generale ora difficilissima ed assai preoccupante in Germania, a causa appunto dei progressi dei partiti nazionalisti fanaticamente anticattolici...». E, ancora, missive più personali, come quella del 1925 a palesarci il suo disinteresse per la porpora legata a certi ruoli: «Certo, dacché ho cominciato le trattative per i vari Concordati, non mi dispiacerebbe, possibilmente, di portarli a fine», scrive al fratello Francesco; e aggiunge: «Il motivo vero e principale, per cui vorrei dopo ritirarmi, è di potere dedicare l’ultimo periodo della mia vita al ministero, mentre invece non sento alcuna inclinazione per la vita e il lavoro delle Congregazioni, cui debbono precisamente attendere i Cardinali». Documenti questi - e altri - che danno spessore a un canovaccio biografico alleggerito in diversi punti da aneddoti narrati in presa diretta o nel ricordo di testimoni e collaboratori. I nomi? Si va da suor Pasqualina (Josephine Lehnert, al suo servizio dalla Baviera alle stanze papali per quattro decenni) alla cuoca madre Maria Konrada Grabmair, ai fratelli Galeazzi (l’architetto Enrico e l’archiatra Riccardo), da ambasciatori stranieri (come Ernst von Weizsäcker) a politici di casa nostra (De Gasperi, Andreotti, Gedda, Togliatti… ), a noti gesuiti (quali padre Lombardi o padre Rotondi), eccetera. Ampio spazio prima è riservato al rapporto con gli ebrei (tema sul quale Tornielli ha già scritto tre libri). E qui si rammentano diversi episodi. Ad esempio un’udienza papale documentata nel ’44 da un pezzo sul Palestine Post, nel quale l’articolista confida che Pio XII dopo un incontro l’aveva congedato dicendogli: «E ora, mio amico ebreo, vai con la protezione di Dio, e non dimenticare mai, tu devi sentirti fiero di essere un ebreo». Oppure la vicenda dell’amicizia del giovane Pacelli con Guido Mendes, un compagno di studi ebreo. Fu lui a sottolineare sul Jerusalem Post che Pio XII era stato «il primo Papa» ad aver condiviso «negli anni della sua giovinezza, una cena dello Shabbat in una casa ebraica» e ad aver discusso «informalmente di teologia ebraica con eminenti membri della comunità di Roma». Rivisitando il pontificato, Tornielli tiene poi presenti i due binari della fede e della politica, presentandoci quella che qualcuno ha definito l’«ossessione rossa» di Pio XII che guardava al comunismo anche come problema dottrinale e avrebbe fatto di tutto per fermare l’avanzata delle sinistre (compresa l’attivazione di canali riservati affidati anche al nipote Carlo Pacelli, del quale si riportano qui appunti inediti sul suo ruolo di tramite segreto tra il capo del governo italiano e l’appartamento papale ). Ma il biografo non dimentica neppure gesti del pontefice caduti nell’oblìo: la visita nel Natale ’44 a duemila bambini profughi radunati alla Gregoriana o il radiomessaggio del Natale ’51 a tutti i carcerati del mondo. Per raccontarci infine il Pastor angelicus ormai malato, pronto a considerare - nel ’57 - le dimissioni. Come aveva già immaginato durante l’occupazione di Roma: quando la sua intenzione - in caso di arresto o deportazione - era quella di far estrarre subito dal cassetto una lettera di dimissioni già firmata. Così i nazisti avrebbero avuto prigioniero il cardinale Pacelli, non il Papa. L’uomo che si annientava nell’istituzione era anche questo.
«Il Vicario»
L’opera di Hochhuth e il piano diffamatorio dell’Unione Sovietica
L’anziano regista tedesco, in Italia in questi giorni per fare da testimonial alla replica del suo lavoro teatrale più tristemente noto, ripete le stesse accuse di 50 anni fa. Indifferente a decenni di studi che hanno dissolto certi stereotipi
Quarant’anni dopo si replica. E per fare pubblicità al ritorno sulle scene italiane del dramma Il vicario di Rolf Hochhuth - frutto della propaganda sovietica e comunista contro la Santa Sede - è venuto il suo autore, ormai anziano, che ha rilanciato le sue tesi denigratorie nei confronti di Pio XII e del suo "silenzio" davanti alla Shoah. Proprio mentre si sta consolidando, grazie a documenti e studi nuovi, un’immagine meno prevenuta e storicamente più attendibile di papa Pacelli e del suo atteggiamento durante la seconda guerra mondiale.
Il dramma fu rappresentato a Berlino il 20 febbraio 1963, a Londra il 25 settembre, a New York il 26 febbraio 1964 e a Roma il 13 febbraio 1965. Per denunciare che il "silenzio" di Pio XII di fronte allo sterminio degli ebrei era stato un comportamento complice e criminale. Come poi ha ribadito nel 2002 il film Amen di Constantin Costa-Gavras. Ripetendo i motivi di un’incessante propaganda avviata dai sovietici già nel 1944.
Ad accorgersi della vicinanza delle tesi di Hochhuth ai temi della propaganda comunista furono subito alcuni critici tedeschi, che notarono la stretta dipendenza del drammaturgo da un volume sul Vaticano nella seconda guerra mondiale di Mikhail Marcovich Scheinmann, pubblicato in russo dall’istituto storico dell’Accademia sovietica delle scienze e tradotto in tedesco (1954) e inglese (1955). E mentre la polemica divampava, prima ancora che il dramma arrivasse a Londra, l’11 maggio 1963 l’autorevole The Tablet pubblicava un articolo in difesa di Pio XII.
A sostegno della rivista e contro le tesi del drammaturgo si schierò uno dei più stretti collaboratori di papa Pacelli, Giovanni Battista Montini, cardinale arcivescovo di Milano, e la sua lettera arrivò in redazione il 21 giugno 1963, proprio il giorno in cui il porporato, eletto Papa, assumeva il nome di Paolo VI: «Un atteggiamento di condanna e di protesta, quale costui rimprovera al Papa di non avere adottato, sarebbe stato, oltre che inutile, dannoso; questo è tutto».
«Non si gioca - continuava - con questi argomenti e con i personaggi storici che conosciamo con la fantasia creatrice di artisti di teatro, non abbastanza dotati di discernimento storico». Altrimenti, concludeva Montini, «il dramma vero sarebbe un altro: quello di colui che tenta di scaricare sopra un Papa, estremamente coscienzioso del proprio dovere e della realtà storica, e per di più d’un Amico, imparziale, sì, ma fedelissimo del popolo germanico, gli orribili crimini del Nazismo tedesco. Pio XII avrà egualmente il merito d’essere stato un "Vicario" di Cristo, che ha cercato di compiere coraggiosamente e integralmente, come poteva, la sua missione; ma si potrà ascrivere a merito della cultura e dell’arte una simile ingiustizia teatrale?».
E all’esordio italiano del dramma di Hochhuth, su Il Resto del Carlino del 18 febbraio 1965, Giovanni Spadolini lo definiva un libello «di diffamazione anticlericale e di autodifesa nazionalista» e denunciava i «sistematici attacchi del mondo comunista», con «qualche complicità anche nei cuori cattolici». Bisogna proprio sperare che quarant’anni dopo non si replichi.
DOPO L’ELEZIONE A PONTEFICE
La stampa del Reich: «Da sempre ostile al nazismo»
(M.Ronc.)
Il conclave del ’39: visto dai nazisti. Come viene accolta, in Germania, l’elezione di Pio XII? La biografia di Tornielli non dimentica di rispondere a questo interrogativo ricorrendo ad articoli e documenti. Non senza sottolineare che subito dopo la morte di Papa Ratti, la stampa tedesca aveva imbastito una campagna anti-Pacelli, «il quale, evidentemente, non poteva essere considerato un "amico" dai maggiorenti del regime». Così se il giornale nazista Das Reich, pochi giorni prima del conclave, scrive: «Pio XI era un mezzo ebreo, poiché sua madre era una giudea olandese, ma il cardinale Pacelli è interamente ebreo», il 3 marzo1939 il Berliner Morgenpost osserva che «l’elezione di Pacelli non è accolta favorevolmente in Germania, perché egli è sempre stato ostile al nazionalsocialismo», mentre lo stesso giorno la Frankfurter Zeitung riporta che molti dei discorsi pacelliani «hanno mostrato chiaramente che egli non comprendeva appieno i motivi politici e ideologici che hanno iniziato la loro marcia vittoriosa in Germania».
Meno diplomatica la testata ufficiale delle SS Das Schwarze Korps («Il nunzio e cardinale Pacelli ci ha dimostrato scarsa comprensione, ed è la ragione per la quale noi gli accordiamo poca fiducia; Pio XII non seguirà certamente una strada diversa») o un altro foglio nazista, Danziger Vorposten, dove si legge: «Pio XII non è un Pastor Angelicus. [...] Pacelli non è mai stato un pastore d’anime, un sacerdote sul pulpito. Per quasi quarant’anni è stato un diplomatico, un ministro della politica temporale vaticana». Netto anche, in Austria, il giornale nazista Graz, che giudica il neopontefice «un servile perpetuatore della fallimentare politica di Pio XI». Sulla considerazione delle autorità tedesche verso il nuovo Papa rivelatorio è anche il rapporto riservato sull’elezione della Direzione generale della Sicurezza del Reich: «Pacelli si era già fatto notare per i suoi attacchi al nazionalsocialismo durante il periodo in cui ricopriva la carica di cardinale segretario di Stato», si legge, «che gli valsero la totale approvazione degli stati democratici durante le elezioni papali…». Quanto Pacelli fosse celebrato come alleato delle democrazie, è evidente nella stampa francese. Tornielli riporta brani da L’Humanité. In uno si legge: «Venti giorni dopo la morte di Pio XI, il nuovo Papa è eletto. È Pio XII. Adottandone il nome, non è possibile che egli non voglia riprendere anche l’opera dell’uomo di cui fu collaboratore come segretario di Stato in questi ultimi anni. Poiché sulle questioni della follia razziale, delle persecuzioni naziste e degli assalti del fascismo alla libertà di coscienza e alla dignità umana, nulla separava il Papa dal cardinale Pacelli. [...] Anche in Inghilterra si crede di vedere in Pacelli un alleato della politica democratica e si spera di ottenerne l’appoggio nella lotta ideologica contro le potenze fasciste».
la testimonianza
Il cameriere: così nascose gli ebrei nei conventi
(M.Ronc.)
Che Pio XII desiderasse l’impegno di tutti i cattolici per nascondere e salvare gli ebrei doveva essere chiaro soprattutto ai romani, ricorda Tornielli nella sua biografia. Pronto tuttavia a riconoscere posizioni diverse su questo tema anche dentro le mura vaticane. Lo conferma la testimonianza di Giovanni Stefanori, il cameriere di Pacelli, che Tornielli riporta nel libro attingendola al Summarium. Depositiones testium: «Durante la guerra, il Vaticano era pieno di ebrei e di antifascisti. Ricordo che una sera, alle ore ventidue, Mons. Beretti, parroco di S. Pietro, mi avvertì che era morto Mons. Ceccarelli, sagrista di S. Pietro, che il Card. Canali voleva mandar via quattro ebrei che detto reverendo aveva accolto in casa. Alle ore ventitré il Papa, da me informato, mi fece telefonare al Card. Canali per dirgli di soprassedere allo sfratto e che il giorno dopo gli avrebbe parlato Mons. Montini». Ecco - nel ricordo di un testimone - la volontà del Papa favorevole a ogni azione caritativa, ma anche un esempio di resistenze presenti persino in Vaticano. Tornielli rammenta che «lo stesso cardinale Canali farà temporaneamente prevalere le sue posizioni dopo le incursioni delle SS al Seminario Lombardo e nell’abbazia di San Paolo: i responsabili ricevono infatti la disposizione di non concedere l’uso dell’abito ecclesiastico ai non chierici (un espediente che aveva salvato non pochi ebrei in quelle tragiche settimane), e soprattutto viene impartito l’ordine al Lombardo e al Laterano di dimettere i non chierici. Il rettore del Laterano, però, resiste, e grazie al permesso del cardinale vicario Marchetti Selvaggiani (compagno di seminario e amico di Papa Pacelli) può continuare a ospitare gli ebrei». Altro caso di solidarietà, non impedita, bensì sostenuta dalle autorità superiori.
l’amico ebreo
«Primo Papa a condividere lo Shabbat»
(M.Ronc.)
Quasi tutte le biografie su Eugenio Pacelli ricordano spesso che, allievo del "Visconti", già alla fine della quinta ginnasio, nel 1890, dovette lasciare la scuola per un esaurimento, superando poi brillantemente gli esami come privatista. E di questo periodo si citano spesso anche i suoi insegnanti e i suoi compagni di studi. Ma è su un giovane poco conosciuto che si sofferma Tornielli nel suo libro: Guido Mendes, della comunità ebraica romana, discendente di una importante famiglia di studiosi di medicina. Il racconto di Mendes, uscito sul Jerusalem Post all’indomani della morte di Pio XII, narra la storia di un’antica amicizia. «Pacelli è stato il primo Papa che ha condiviso, negli anni della sua giovinezza, una cena dello Shabbat in una casa ebraica e che ha discusso informalmente di teologia ebraica con eminenti membri della comunità di Roma», scriveva l’amico, ricordando tante visite reciproche, scambi di idee, colloqui su interessi e ideali, e i prestiti dalla sua biblioteca (opere di rabbini). Terminato il liceo, le loro strade si divisero: Eugenio, avviato agli studi ecclesiastici, Guido a quelli di medicina. Si sarebbero reincontrati nel 1938: quando Pacelli, già Segretario di Stato, si prodigò per aiutare la famiglia Mendes colpita dalle leggi antisemite, favorendone l’espatrio in Svizzera (e da qui i Mendes raggiunsero la Palestina). Tornielli sottolinea poi i due ultimi incontri tra Mendes e Pacelli divenuto Pio XII. Incontri cordiali nei quali si parlò, tra l’altro, dello statuto della città di Gerusalemme. Scrive Tornielli: «Mendes ricorderà che Papa Pacelli, nel corso di un incontro con un gruppo di ebrei sopravvissuti dai campi di concentramento, aveva detto loro: "Fra breve tempo, voi avrete uno Stato d’Israele"».
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 16:34:20
Lo studioso ebreo americano David G. Dalin interviene nella querelle su Pacelli: «Macchè Papa di Hitler, andrebbe anzi collocato fra i Giusti che salvarono molti perseguitati dalla Shoah».
Nel febbraio del 2001 un noto accademico EBREO, il rabbino David Dalin, pubblicò sul Weekly Standard un articolo destinato a fare il giro del mondo. In questo articolo (pubblicato anche in Italia dalla Rivista di studi politici internazionali), Dalin affrontava i nodi storiografici riguardati Pio XII, esaminandoli sotto una luce nuova. Senza preoccuparsi di addentrarsi su un terreno minato per le relazioni tra ebrei e cattolici, Dalin prendeva nettamente le distanze dai tanti miti che avevano distorto, nel corso degli anni, l’immagine e la memoria di Eugenio Pacelli, che i più accesi accusatori consideravano, a seconda delle sfumature culturali, silenzioso e passivo testimone della Shoah o addirittura complice del nazifascismo.
Il mito del "Papa di Hitler", effetto del successo mediatico del Vicario di Hochhuth e di libri come quello di John Cornwell, andava quindi sfatato una volta per tutte. Il Rabbino non risparmiava critiche anche a quanti, sull’onda delle "citazioni in serie", avevano fatto un uso deliberatamente strumentale delle fonti, alterandole e quindi alterando la verità storica.
Che l’analisi del "caso Pio XII" risenta di questo problema era noto da tempo. Come abbiamo osservato in altra occasione, si dimentica troppo spesso che su Pio XII esiste non solo una letteratura apologetica, ma anche una letteratura "ipologetica", che trascura di considerare le fonti nel loro insieme prima di emettere un giudizio, che quasi sempre è di condanna senza appello di quel papa.
Pochi ad esempio hanno notato che gli accusatori di Pacelli sono deboli su punti storiografici non trascurabili. Si prenda ad esempio il caso della "razzia" degli ebrei romani del 16 ottobre 1943. Quasi tutti gli accusatori di Pio XII si sono basati su un telegramma del 28 ottobre 1943, in cui l’ambasciatore tedesco in Vaticano, von Weizsäcker, scriveva a Berlino che «nonostante le pressioni esercitate su di lui da diverse parti, il papa non si è la sciato indurre a nessuna dichiarazione di protesta contro la deportazione degli ebrei di Roma» e che «sebbene egli si renda conto che tale atteggiamento gli verrà rimproverato dai nostri nemici e dai circoli protestanti dei paesi anglosassoni con intenti di propaganda anticattolica, in questo delicato problema ha fatto di tutto per non peggiorare le relazioni con il Governo e le autorità a Roma»; pertanto si poteva «considerare liquidata questa spiacevole faccenda per le relazioni tedesco-vaticane». Nessuno di costoro ha notato che l’ambasciatore tedesco nascose al suo governo un evento assai importante. Egli fu infatti convocato in Vaticano proprio la mattina del 16 ottobre, per sentirsi dire che «è doloroso per il Santo Padre che proprio a Roma, sotto gli occhi del Padre comune, siano fatte soffrire tante persone unicamente perché appartengono ad una stirpe determinata». Sono queste le esatte parole che il Segretario di Stato pronunciò. Egli poi esortò l’interlocutore tedesco ad adoperarsi per far cessare le deportazioni, ammonendolo che la Santa Sede non doveva «essere messa nella necessità di protestare», perché in tal caso essa si sarebbe affidata «per le conseguenze, alla Divina Provvidenza».
Fu la pubblicazione dei documenti della Santa Sede a correggere il tiro e a informarci del colloquio tra l’ambasciatore tedesco e il Segretario di Stato. Avendo von Weizsäcker omesso d’informare Hitler di tale colloquio, era chiaro che dagli archivi tedeschi non si poteva conoscere l’esatta dinamica degli eventi. E per quanto oggi la verità sul 16 ottobre 1943 sia pienamente conosciuta, molti deliberatamente la ignorano, preferendo i dispacci tedeschi che potremmo definire come il "silenzio di von Weizsäcker" sulla razzia degli ebrei romani.
Contro questi esempi di letteratura "ipologetica" interviene Dalin anche nel suo ultimo libro, ora in uscita in Italia col titolo La leggenda nera del papa di Hitler (Piemme). La disamina di Dalin non parte con Pio XII, ma tocca i rapporti tra ebrei e cattolici nel corso dei secoli, dimostrando come essi non siano stati del tutto infruttuosi. Per l’eminente rabbino americano, il fecondo terreno dell’attuale dialogo ha radici antiche, di cui nel libro si troveranno molti esempi. E’ ovvio che il rapporto tra ebrei e cattolici non fu sempre lineare e sereno; ma è del pari chiaro per Dalin che il cristianesimo è stato uno dei migliori alleati dell’ebraismo, alla luce di eventi storici che non si limitano certo al quadrante europeo.
L’idea del rabbino è anzi che, forse oggi più che mai, sia necessario rafforzare quest’alleanza, alla luce delle minacce che provengono dal fondamentalismo islamico. Per questa ragione Dalin trova insensate, oltre che infondate, le ricorrenti accuse a Pio XII provenienti da alcuni settori culturali ebraici, vedendovi (ci si passi il termine) un plateale autogol. Perché per lo studioso ebreo un tale atteggiamento alimenta un dilagante anticattolicesimo, che altro non è che una nuova forma di antisemitismo.
Ci si scaglia contro Eugenio Pacelli. Ma egli dovrebbe per Dalin essere considerato un "Giusto tra le Nazioni", per il suo ruolo decisivo nel salvataggio degli ebrei dalla Shoah: non solo a Roma ma dovunque gli israeliti fossero minacciati. Del resto, quanti cattolici "Giusti" onorati da Yad Vashem non hanno fatto risalire a Pio XII la loro opera? Dimenticando tutto questo, si trascura di arginare i veri conati antisemiti di oggi: uno dei più plateali è la diffusione nel mondo islamico, a livello di bestseller, delle edizioni in arabo dei Protocolli dei Savi anziani di Sion e del Mein Kampf di Hitler. La via di uscita è quindi riprendere le fila di un sereno dialogo fra ebrei e cattolici, che non consideri la storia ancella di posizioni precostituite.
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 16:11:02
Ennesimo luogo comune che la storia ha smentito... ma siamo rimasti alla lettura de "Il Vicario" degli anni Cinquanta, il libello costruito ad arte per diffamare... Leggasi i testi degli ebrei del tempo e i ringraziamenti giunti ai cristiani per l'opera prestata durante la Seconda Guerra Mondiale mentre il resto del mondo che faceva per gli ebrei? Solo a Roma in pochi mesi ne sono stati salvati seimila (6.000). Leggasi l'enciclica "Mitt Brenner sorge".
Anche Mussolini disse: "Se entro due minuti Dio non mi appare non esiste"... Dio non s'è scomodato.
Negli anni Sessanta un astronuata russo tornato dallo spazio disse: "Non ho incontrato Dio...". Dio si stava riposand sulla Luna.
Scienziati-medici russi operarono dei pazienti e intorno al cuore volevano trovare l'anima, non trovatala affermarono: "L'anima non esiste".... S'era nascosta nei polmoni.
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 12:49:38
mur se tu ti credi + fregno di un cane perkè quest'ultimo non sa inquinare accomodati
dovresti sapere ma non sai dal basso della tua ipocrisia cristiana, ke non ti rende tollerante ma solo accondiscendente (perkè ti credi detentore della verità assoluta) ke le parti dell'universo non si distinguono per qualità ma per funzione...quindi tu sei diverso da una pera ma non sei migliore
ke poi credere a un universo non creato sia un atto di fede, è una tua opinione personale... portami le prove della creazione ..anzi facciamo prima....portami direttamente dio così la finiamo con questa storia...è incredibile e impensabile ke io debba discutere di qualcosa ke esiste solo nella fantasia di qualcuno...se me lo porti ti assicuro ke divento + cattolico di te ...se non me lo0m porti sei pregato di discutere nei forum ke si occupano di raeliani, dischi volanti e ke gli americani nn sono mai stati sulla luna...magari ti troverai a tuo agio anke con ki dice ke 6 miklioni di ebrei si sono suicidati ( senza ke la kiesa dicesse A, peraltro)
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 12:23:16
X Gentile sig. Bakunin
Io sono solo come me, così come tu sei solo come te. Il fatto che mistifico la storia è una tua "visione" a mio modo di vedere per esempio la mistifichi tu. Il fatto che invece lo faccia similmente a tizio o a caio rimane una tua presunzione peraltro sbagliata .
Detto questo è naturale e deducibile dal contesto che l'uso della Natura a cui io mi riferisco non è il semplice seguire dello stato naturale. Parliamo di ambiente e di inquinamento no? E quindi è naturale che l'uso della Natura a cui mi riferisco sia un uso tale da trasformare la Natura stessa.
Dunque io non ho mai visto un cane (e neppure ungatto o topo) essere in grado di trasformare l'ambiente attorno a se come l'uomo può e sa fare. Per usare il tuo esempio non ho mai visto un cane costruire una centrale nucleare oppure un gatto guidare una gattomobile o un topo costruire una mouseville con torri gemelle accluse.
Spero che il mio rifiuto ad usare droghe non mi abbia fatto perdere questa visione del mondo :- ).
Infine le dritte le accetto volentieri ma vedo che ci hai già pensato tu, in minima parte, ad elencare una parte dei perchè attribuire al cristianesimo una responsabilità oggettiva sia fuorviante .
Attenzione però a no confondere questo non significa che di fronte alle sfide che il progresso ci pone la Chiesa nel suo Alto Magistero non debba discutere e battersi per le irresponsabilità che tanti suoi figli hanno mostrato verso il fenomeno ambientale e/o definire ancora più precisamente le responsabilità dell'uomo nei confronti dell'ambiente.
Che la materia non sia stata creata rimane ovviamente un tuo rispettabile atto di fede come rimane rispettabile il mio ovvero quello di credere che sia stata creata.
E' proprio tanto difficile seguire un discorso compiuto Bak? L'uomo è stato creato ci mancherebbe ma, nonostante il tentativo di taluni di volere per forza mischiare e parificare orso e pere, ha una funzione, un ruolo ed una dignità (religiosamente parlando) diversa. Suvvia, può no essere condiviso come pensiero, ma non è così difficile da capire :- )
X Jena
Anche io lo sapevo, però come scontentarti? :- )
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 11:54:13
il concetto che il cristianesimo ha del creato. Usiamolo nel modo giusto, un cane non lo usa ne è parte, questa è la differenza con l'uomo.
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quindi l'uomo non è parte del creato? ( per usare le tue parole, la materia infatti non è stata creata da nessuno)
gli animali non usano la natura?
non hai mai visto un gatto divorare un topo?
per favore cerca di intervenire in maniera appropriata...sei come gentile, fai solo propaganda e mistifiki la storia
se poi vuoi una dritta x fare bella figura parla pure del proto ambientalismo di san francesco, e del fatto ke la chiesa ha esplicato la sua massima influenza in un'epoca di estrema povertà culturale , e che senza la sua presenza fattiva, il ricordo della cultura classica sarebbe stato disperso
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 11:21:12
Caro Sig. Bakunin,
proditorio da parte tua è l'insinuare che io mai espresso che le tue fonti sono i discorsi del Papa così come pure che le argomentazioni altrui siano solo frutti di tali discorsi. Se tuttavia apri un post commentando un discorso mi aspetto che tu l'abbia compreso perchè il tuo pensiero non risulti superficiale. Credo bene che le tue fonti siano altre spero solo che tu non l'abbia lette con la stessa attenzione riservato al discorso papalino.
Sono lieto che tu abbia usato l'esempio del meccanico. I mezzi che usa il meccanico infatti sono solitamente i propri e vengono usati per compiere il proprio lavoro ed ovviamente per migliorare la propria condizione di vita. La stessa cosa è il concetto che il cristianesimo ha del creato. Usiamolo nel modo giusto, un cane non lo usa ne è parte, questa è la differenza con l'uomo.
Che il rispetto verso la Natura sia stato parte di altre culture nessuno lo mette in dubbio, tuttavia il loro approccio culturale non lo reputo di certo superiore. Il Jainismo in particolare ripropone la stessa musica di aventiniana memoria, una visione organicistica, estesa a tutto il creato.
Tuttavia tornando al tanto vituperato pensiero cristiano distruttore del mondo e inquinatore universale vorrei ricordare per l'ennessima volta ai miei illustri interlocutori che una visione in cui l'uomo sia messo al centro del mondo non trasla in l'uomo può far quel che gli pare. Anche i monarchi devono fare i conti con i loro sudditi per usare un espressione eccessiva ma esplicativa.
Peraltro è da tempo che la Chiesa si esprime a favore di una visione etica della scienza e della tecnologia ed è sempre Lei che da tempo si esprime per una distrubuzione più equa ed etica delle risorse.
Chi ha trovato nell'ultimo discorso papale un monito rivoluzionario sappia che la Chiesa l'afferma da molto tempo, non certo da ieri.
Ed ora 3 precisazioni.
La prima dell'illuminismo quando era solo il Cristianesimo a dettar legge come dici tu, quali immensi disastri o violazioni ambientali si sarebbero consumati? Non era il periodo della civiltà occidentale più vicino secondo certuni studiosi allo stato di natura? Mah valli a capire non gli va mai bene nulla, l'importante è sfogare il proprio irrazionale risentimento
La seconda la preghiera non è certo l'unico strumento ne il preferito a disposizione del cristiano. Chi dice questo probabilmente è stato così assorto nelle letture di altre culture da aver dimenticato la propria o cmq da non aver approfondito il cristianesimo.
Infine la terza l'illuminismo, come molte culture cosidette "positive", hanno spesso preso la cultura antropocentrica del cristianesimo portandola all'estreme conseguenze spogliando l'uomo dalle responsabilità derivate. In particolare il diffondersi in ambito scientifico del pensiero Riduzionista (quello che portò ed elebarò il concetto del -rasoio di Occam-) ha completamente staccato il concetto di Uomo dalla Natura. E qui non proseguo ma a buon intenditor poche parole.
X Jena
Il cattointegralista chi sarebbe? Io sono solo un cattocritico :- )
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 01:01:39
Veramente perfino Schwarzenegger ha predisposto un programma ambientale per la California... cose che qui sono ancora fantascienza
Messaggio del 03-09-2007 alle ore 00:40:55
ki
ma ti pare ke la mentalità predatoria sia solo borghese? a me non risulta affatto...
il problema è che l'ambuientalismo viene snobbato perkè tanto i problemi se li bekkeranno i nostri figli, mica noi, vero?
il concetto di ambientalismo moderno deve essere quello di far capire alla gente ke le risorse vanno usate e non consumate , come un meccanico ke usa gli attrezzzi e poi li ripone ...
poi se vuoi dire ke rousseau era un ambientalista lasciami avere i miei fondati dubbi...veramente ambientalisti erano i gianisti e i buddisti, ma per ragioni troppo spirituali x essere citate qui
Messaggio del 02-09-2007 alle ore 23:36:55
Ti ricordo che già agli albori del liberalismo c'erano pensatori isolati come Jean-Jacques Rousseau che non erano affatto concordi con l'indirizzo predatorio della nuova società borghese
Messaggio del 02-09-2007 alle ore 23:32:12
Io penso, invece, che l'ambientalismo sia sempre stato un argomento di minoranze, associazioni che ben poco hanno a che fare con "società capitaliste a democrazie liberiste (questa è una contraddizione palese).
Ti ricordo che già agli albori del liberalismo c'erano pensatori isolati come Jean-Jacques Rousseau che non erano affatto concordi con l'indirizzo predatorio della nuova società borghese.
E che dire delle associazioni naturaliste, ambientaliste di oggi...ritieni che siano organiche al capitalismo il cui unico interesse (fino a far guerre) è lo sfruttamento indiscriminato delle ultime risorse del pianeta.
Hai saputo del tentativo di dare le acque della nostra regione alla società multinazionale Danone? Cosa pensi che ne avrebbero fatto? E chi pensi si sia opposto a questo ignobile tentativo?
Messaggio del 02-09-2007 alle ore 23:01:30
non sono una mente senza influenze culturali, caro ki ...
ma se cuba è ancora piuttosto pulita ringrazierei l'embargo americano
lo sviluppo industriale comunista ignorava di molto il problema ambientale
ribadisco
poi se vuoi affermare che l'imprenditore di tutti i luoghi e di tutti i tempi se può sfrutta l'ambiente x arrikkirsi, non stai dicendo nulla di nuovo
fatto sta ke l'esigenza ambientalista è un prodotto delle società capitaliste a democrazia liberale , e questo è incontrovertibile
Messaggio del 02-09-2007 alle ore 22:29:14
Carissimo, non mi riesce di capire perchè tu che ti ritieni una mente Libera da suggestioni e da qualsiasi ideologia
Messaggio del 02-09-2007 alle ore 21:33:11
Carissimo, non mi riesce di capire perchè tu che ti ritieni una mente Libera da suggestioni e da qualsiasi ideologia...ti ritrovi con la trave negli occhi quando parli di socialismo...lo sai o no che le risorse naturali (parlo sia del suolo che del sottosuolo) della Siberia non sono state intaccate per decenni fino all'arrivo in Russia del Liberismo e che Cuba ha conservato immacolato per anni il proprio ambiente naturale terrestre e marino(per questo motivo è una delle nazioni più frequentate dal turista serio e non dai puttanieri liberal)?
Non parlo della Cina dove il Liberismo trionfa da tempo e l'unico valore importante è il Dio danaro che se ne frega della natura e delle generazioni future.
Messaggio del 02-09-2007 alle ore 20:55:01
Caro Bakunin se c'è una cosa su cui la Chiesa ha sempre lottato è il concepire il dono che proviene da Dio, sia esso la vita, la natura, l'amore, i figli e molto molto altro sempre come una responsabilità. Non vado oltre perchè adesso più che una risposta tipo "è stato il fumo delle streghe uccise a scatenare i cambiamenti del clima" non mi aspetto. Ma come dice la Chiesa mai perdere le speranze....
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anke io sono ottimista e non voglio perdere le speranze nemmeno io...
visto ke sei eurocentrico lo sarò anke io
l'uomo occidentale per secoli ha bruciato distrutto e massacrato
e ki l'ha data l'ideologia di riferimento?
chi è ke benediva le spade di coloro che distruggevano il pianeta?
chi è che insegnava che tutto il creato era a disposizione dell'uomo per la maggiore gloria di dio?
l'unica cosa ke posso dire a discarico è ke se fino all'illuminismo è stato solo il cristianesimo nelle sue varie versioni a dare sostegno ideologico a questi misfatti, poi hanno dato una buona mano tutti gli ismi del XVIII XIX e XX secolo
se da qualke anno la chiesa parla di ambiente sono felice perkè ai miei figli nn vorrei ke il vaticano lasciasse solo le antenne famose, ma un mondo vivibile
peccato ke si parli di gestione responsabile..eh già perkè la terra è di nostra proprietà, vero?
l'unica cosa consolante è ke qs quattro rocce saranno quando noi nn saremo nemmeno + un ricordo
e adesso mi aspetto ke dici un'ave maria e un pater noster x la mia anima di peccatore..vedrai ke questo salverà almeno un ettaro di foresta pluviale
Messaggio del 02-09-2007 alle ore 20:35:05
le mie fonti non sono i discorsi del papa, ma libri attinenti alla storia della civilizzazione , all'antropologia, all'etnologia ... ke le culture non tecnologiche considerassero piante e animali con rispetto sacrale è un dato di fatto..alcune tribù uccidevano gli animali cacciati dopo una cerimonia ke nn è molto distante dalla messa, dove si beve sangue e si mangia carne ( in fondo certe cerimonie da qualke parte nella storia devono pure essere uscite) questo non vuol dire come adonai e mur superficialmente ritengono, ke tali culture sono migliori delle nostre ( se mur e adonai fossero un tantino accorti, saprebbero ke parlare di migliore in senso assoluto è un'astrazione ) ma che sono diverse e questa diversità, che è dovuta a motivi anke non chiaramente presenti a quelle popolazioni, dal punto di vista del rispetto e della conservazione della natura sono state efficaci
mi fa piacere ke il papa dica che non bisogna esagerare con l'inquinamento..se lo dice lui è sicuramente vero
se lo dico io sparo cazzate
Messaggio del 02-09-2007 alle ore 19:35:35
Dal cielo della notte
una stellina si stacco'
e sulla Terra dondolando
dolce si poso'
E salto' fuori un coso buffo
piccolo cosi'
simpatico dolcissimo
guardate eccolo li'
Chobin!
(boing boing boing)
Ma com'e' carino e dolce Chobin!
(boing boing boing)
Forte piccolino e buffo Chobin!
(boing)
Corre, saltella,
rimbalza, come una palla
con le molle
Chobin!
(boing boing boing)
Se e' triste, solo e si e' perduto
Chobin!
(boing boing boing)
Al talismano chiede aiuto
Chobin!
(boing)
Goccia di stella, la mamma mia dov'e'?
E' bello avere un orso, per amico
la rana, la libellula ed un coniglio fico
io che sono Brunga lo sai cosa ti dico
che se ti prendo a pezzi ti faro'
Chobin!
(boing boing boing)
Ma com'e' carino e dolce Chobin!
(boing boing boing)
Forte piccolino e buffo Chobin!
(boing)
Attento Chobin che non finisce qui...
Quel gran cattivo cosmico di Brunga
(AH!, AH!, AH!)
Con mostri e pipistrelli
pace a Chobin non dara'
tra filtri ed incantesimi e terribili robot
sballonzolando come un saltapicchio se ne va
Chobin!
(boing, boing, boing)
Ma com'e' carino e dolce Chobin!
(boing, boing, boing)
Forte piccolino e buffo Chobin!
(boing)
Corre saltella, rimbalza, come una palla con le molle
Chobin!
(boing, boing, boing)
Se e' triste, solo e si e' perduto
Chobin!
(boing, boing, boing)
Al talismano chiede aiuto
Chobin!
(boing)
Goccia di stella, la mamma mia dov'e'?
Io sono l'orso e ti faro' da mamma
la rana da sorella da papa'
ma io che sono Brunga ti faro' la pelle
(AH!, AH!, AH!, AH!, AH!, AH!, AH!)
Chobin!
(boing, boing, boing)
Ma com'e' carino e dolce Chobin!
(boing, boing, boing)
Forte piccolino e buffo Chobin!
(boing)
Corre saltella, rimbalza, come una palla con le molle
Chobin!
(boing, boing, boing)
Se e' triste, solo e si e' perduto
Chobin!
(boing, boing, boing)
Al talismano chiede aiuto
Chobin!
(boing)
Goccia di stella, la mamma mia dov'e'?
Boing, boing
Battute a parte mi piacerebbe che Bakunin leggesse "integralmente" il testo del discorso del Papa. Presumo non l'abbia fatto dal fatto che lui sostiene che la Chiesa abbia rivisto la posizione dell'uomo sovrano (ma anche custode) del creato. C'è un modo di governare il creato responsabile ed uno irresponsabile. La Chiesa non è la prima volta che si scaglia contro un uso ed un abuso della natura. Dire che la natura è al servizio dell'uomo non significa che l'uomo ne possa fare ciò gli pare ma solo che può usarla in modo responsabile.
Può essere che un giorno la Chiesa chieda scusa PER ALTRI come successo nel passato o come in questo caso per coloro che tra i cristiani si siano macchiati di delitti contro l'ambiente anche se fra 500 anni peccato che non abbia mai visto altri chiedere scusa per nulla neanche dopo 1000 anni ma dubito che ciò avverrà mai tanto è sempre la Chiesa causa di tutti i mali.
Caro Bakunin se c'è una cosa su cui la Chiesa ha sempre lottato è il concepire il dono che proviene da Dio, sia esso la vita, la natura, l'amore, i figli e molto molto altro sempre come una responsabilità. Non vado oltre perchè adesso più che una risposta tipo "è stato il fumo delle streghe uccise a scatenare i cambiamenti del clima" non mi aspetto. Ma come dice la Chiesa mai perdere le speranze....
Messaggio del 02-09-2007 alle ore 18:38:27
quello ke voglio dire che la cultura tecnologica occidentale , permeata di sciokkezze filosofike cristiane e non, ha consumato la terra, laddove culture tecnologicamente arretrate, ma molto + sagge sapevano da sempre ke la natura va rispettata perkè la nostra sopravvivenza deriva dalla sopravvivenza dell'ecosistema
spero ke davanti al rischio di una nostra estinzione qualcosa di concreto si faccia, a parte di parlare delle solite contrapposizioni inutili
Messaggio del 02-09-2007 alle ore 18:33:47
ki ...in urss e adesso in cina l'ambiente è stato devastato dall'industrializzazione forzata...o non lo sai e allora fattelo dire, o sei in malafede
con l'aggravante ke nei paesi dittatoriali è impensabile opporsi alle devastazioni...inquinava + una trabant ke 10 500 ke pure facevano skifo..in california la catalitica c'è dal 1970
e qs non vuol dire assolutamente che noi siamo innocenti delle devastazioni ambientali
il comunismo per l'ambiente è stato e continua ad essere ancora + devastante del cristianesimo
Fino agli anni 90...gruppi di pionieri comunisti venivano mandati ,da Cuba, Cina e URSS, a bruciare la foresta amazzonica e a creare artificialmente l'effetto serra facendo aprire i frigoriferi di 2 miliardi di famiglie comuniste....(tratto da il Libro mero del comunismo di Berlusconi Silvio)
Messaggio del 02-09-2007 alle ore 18:16:10
un comintern ante litteram ... a gli agit prop vanno in giro anke ora
a scanso di equivoci, per evitare le solite contestazioni acritiche, il comunismo per l'ambiente è stato e continua ad essere ancora + devastante del cristianesimo
Messaggio del 02-09-2007 alle ore 18:11:45
Gli Apostoli Pietro e Paolo, nel concilio di Gerusalemme, formularono la risoluzione scondo la quale era compito del cristiano "propagare" la santa fede in tutto l'Impero.
Messaggio del 02-09-2007 alle ore 17:59:17
Il Papa ha anche rivolto un appello per la salvaguardia del Creato, «uno dei campi nei quali appare urgente operare». Alle nuove generazioni «è affidato il futuro del pianeta - ha detto Ratzinger - in cui sono evidenti i segni di uno sviluppo che non sempre ha saputo tutelare i delicati equilibri della natura». Da qui l’invito ai giovani: «Prima che sia troppo tardi occorre adottare scelte coraggiose, che sappiano ricreare una forte alleanza tra l’uomo e la terra, per evitare situazioni di degrado irreversibile».
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una volta tanto come si fa a non essere d'accordo col pastore tedesco?
però aspettiamo le scuse perkè la chiesa cattolica ha sempre insegnato la superiorità dell'uomo , e che tutto il creato era al suo servizio
abbiamo visto dove questo ha portato
però meglio tardi ke mai ..tra 500 anni avremo anke le scuse, come x galileo