Messaggio del 13-09-2007 alle ore 15:56:42
Luzy...ma molti dei medici/primari/ecc la laurea l'hanno comprata eccome...solo in tempi diversi e pagandola in lire
Messaggio del 13-09-2007 alle ore 12:56:50
Mio figlio frequenta ,a Gorizia,scienze politiche internazionali diplomatiche.ha sostenuto un esame d'ammissioneche ha superato arrivando ventesimo sù 130.Ha lobbligo di frequenza,ha la borsa di studio con cui si mantiene e quindi esami regolari con voti a livello,sennò perde il diritto alla borsa(alloggio compreso),in facoltà dalle 9 di mattina alle 18.00,un'ora di pausa pranzo.Non voglio che nessuno gli faccia presente che il c...che si fà e suprfluo tanto c'è chi ottiene lo stesso pagando .Se vogliamo cambiare rotta è giustissimo perseguire i furbi con i soldi che ottengono tutto pagando,è ora di metterli in galera,prima di tutto i padri che "educano" sti figli.Se avessi fatto lo stesso con il mio,mi sarei sentita un vero fallimento come madre,gli ho insegnato che i risultati si ottengono com l'impegno e la fatica e,solo allora,puoi essere orgoglioso di te stesso.Tanto chi non vale ha vita breve,al primo intoppo si frega.Finiamola di giustificare il peggio "tanto è così",incoraggiamo,invece,chi nei propri meriti ci crede e noi genitori abbiamo lobbligo di educare in questo senso.Sempre.
Messaggio del 13-09-2007 alle ore 12:43:46
Continuo ad essere preoccupata, non vorrei passare per un ponte che fatto qualcuno che ha comprato la laurea.
Messaggio del 13-09-2007 alle ore 12:10:26
concordo a pieno con Mida, Luzy in un paese che vede come fumo negli occhi la concorrenza e la meritocrazia non può andare diversamente, tanto si fa carriera, qando va bene, per nzianità. Uno che ha appena vinto un concorso da magistrato può scrivere a ragione Presidente di CCassazione, perchè tanto prima o poi ci arriva
Messaggio del 13-09-2007 alle ore 12:08:20
Mida 29 ma io sono preoccupata perchè si se comprano gli esami, come escono preparati dall'università? questi erano studenti per medicina, e io sono preoccupata che il giorno di domani mi capite un dottore che ha comprato la laurea.
Messaggio del 13-09-2007 alle ore 11:56:37
questa è la logica che l'italia è riuscita a creare nei suoi giovani.
Il ragionamento di questo ragazzo, se ci pensate, non fa una piega.
Perchè dovrebbe vergognarsi di una cosa che avrebbe fatto chiunque avesse avuto l'opportunità (economica) di fare? Infatti, non neghiamolo, comprare esami, barare, intrufolarsi, corrompere è "lo stile" degli italiani. Non voglio fare la solita persona che inizia a dire male all'italia, dico solo che purtroppo la mentalità che abbiamo è quella descritta sopra; che poi siamo stati "costretti" ad adottarla, però, bisogna dirlo!
Non ci può essere indignazione vera nei confronti di un atto scorretto che avrebbe commesso la maggior parte delle persone; e lo avrebbe commesso perchè di solito non c'è alternativa, non c'è possibilità (non una davvero trasversale e di larga maggioranza) reale di affermarsi, di raggiungre un posto di lavoro decente senza il famoso "aiutino".
Messaggio del 13-09-2007 alle ore 11:45:22
Gentile ha paura che vengano qui persone che lavorano e che hanno una cultura superiore e sono preparati per fare qualunque lavoro, anche il politico
Messaggio del 13-09-2007 alle ore 11:32:12
Fiamma tu sai meglio di me, questo posto è il paradiso delle persone che pagano per un concorso o per un posto di lavoro, anche il più umile.
io mi domando, come mai sono genitori e figli nei posti pubblici? hanno vinto un concorso? ma guarda che culo!!!! centenarie di persone si presentano per quel posto e giusto li capita al figlio o parente di qualcuno.
Messaggio del 13-09-2007 alle ore 11:26:43
Sai che penso?
Che chi si fa raccomandare per un posto di lavoro non è meglio.
E' visto la vasta utenza del forum, immagino qui ce ne saranno molti.
Messaggio del 13-09-2007 alle ore 11:16:44
L'INTERVISTA. Parla uno dei giovani baresi
coinvolti nell'inchiesta: "Solo un aiutino"
"Ho pagato e non mi pento
questo è il paese dei furbi"
di GIULIANO FOSCHINI
BARI - Lui ha pagato. "Non so quanto, questo chiedetelo a mio padre. Ma vi assicuro che ho studiato. Quell'esame l'ho superato per merito soprattutto. Certo un aiutino...".
I messaggini sul telefono con le risposte giuste le sembrano un aiutino?
"Chi nella sua vita agli esami, ai compiti in classe, non ha copiato una volta o almeno ci ha provato? Avanti, provate a dirmelo. Rispetto a prima sono cambiati soltanto i metodi: prima c'erano le fisarmoniche, i libri piccolini, le fotocopie. E ora ci sono i telefonini. Non capisco perché la gente si scandalizza".
Antonio (non si chiama così) è uno dei cinquanta sospettati dalla procura di Bari nell'inchiesta sui test d'ingresso all'Università di Bari. L'esame lo ha superato. Ma la sua prova dovrebbe essere annullata.
"Non esiste".
Come, scusi?
"Io non ho fatto niente di male e quindi io mi sento a tutti gli effetti uno studente dell'Università di Bari".
Lei ha barato.
"Ho fatto quello che si è sempre fatto durante un esame. Niente di più, niente di meno".
Ma come: le centrali operative, gli auricolari bluetooth, le staffette...
"Quelle sono le esagerazioni dei giornali. Semplicemente i tempi avanzano e noi ci adeguiamo con le tecnologie. Ma ripeto, non mi va di passare come un analfabeta. Mi sono diplomato con un ottimo voto, ho studiato come un pazzo per cinque anni e quest'estate con il professor Pollice anche. Nessuno mi ha regalato nulla".
Perché se era così bravo ha pagato?
"Io ho pagato le lezioni private, non per superare l'esame. Nessuno mi ha garantito di essere promosso, se fossi stato bocciato nessuno avrebbe restituito a mio padre quel denaro: certo, le percentuali erano alte. Si sa che chi segue i corsi di Pollice ce la fa quasi sempre. Ma perché è preparato. Non per altro".
Quando ha cominciato a studiare per il test?
"A fine aprile, i primi di maggio. Dovevo preparare anche gli esami di maturità e la chimica, la fisica, servono sempre. Non erano lezioni individuali ma di gruppo. Ci vedevamo una, io anche due volte alla settimana".
Che facevate?
"Seguivamo le lezioni. Preparavamo i test con le simulazioni. Studiavamo molto anche a casa, non sono mai stato così tanto sui libri in vita mia. Sono bianco: se bastava pagare avrei passato l'estate a Corfù con i miei amici, e non in un villaggio a Polignano".
Un secchione.
"No, ma nemmeno un delinquente".
Lei ora potrebbe essere indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Cosa dirà agli investigatore quando sarà interrogato?
"Che non ho fatto niente. E se insistono mi avvarrò della facoltà di non rispondere, si dice così, no?".
Lei aveva il telefonino?
"Sì".
Non si può, è vietato.
"Non hanno le prove. Nessuno mi ha scoperto".
Potrebbe essere stato intercettato.
"Forse no".
Aveva cambiato la scheda e anche il telefonino?
"Questo non lo posso dire".
Ma non si sente in colpa nei confronti dei suoi colleghi? Avete giocato la stessa partita ad armi impari: che gusto c'è a vincere così?
"Ho vinto perché ero più preparato. E forse perché sono stato più furbo. Questo è il paese dei furbi".
(13 settembre 2007)
viviamo nel paese dei furbi, non è una novità, la novità sta nel pensare che tutto questo sia normale.......si paga per entrare all'università, per un esame, per un posto di lavoro, per vincere un concorso.... e le persone che voglio vivere nella legalità? certo quelli non sono furbi, quelli sono scemi...come si fa a cambiare un paese che dove uno guarda, tutto e fradicio?.... che pena, che disgustoso!!!!!!