Messaggio del 05-10-2006 alle ore 22:50:17
Ode all'ipocrisia,
è giunto il tempo in cui ogni albero cattivo ha prodotto buoni frutti e ogni albero buono ha prodotto cattivi frutti, sì! È giunto il tempo in cui l'uva è nata dalle spine e i fichi sono nati dai rovi, i lupi travestiti da pecore non esistono più, ma ogni pecora è travestita da lupo.
Oooh... Ode ai movimenti studenteschi! Oooh... Ode all'ipocrisia dell'ipocrisia! Oooh... Vedono la morale al rovescio e poi si lamentano che non funziona niente perché non c'è libertà! Oooh... Per loro «la» libertà non è una costante, ma è simile ad una forma di umore! Oooh... Beati coloro che conoscono «la» libertà e non scambiano la scostumatezza con il rispetto, poveri ipocriti!
Poveri ipocriti che ridono come pupazzi agli ordini di satana.
Poveri ipocriti che vivono male con se stessi e non si realizzano.
Poveri ipocriti con gli organi interni e le giunture ammuffite.
Poveri ipocriti che per sembrare intelligenti si mettono a fare i porci.
Poveri ipocriti con la testa bassa ripiegati su se stessi.
Poveri ipocriti tristi, schiacciati da una montagna di sensi di colpa.
Poveri ipocriti infelici... Anche dopo dieci litri di vino.
Poveri ipocriti infelici... Anche dopo venti canne al formaggio.
Che povera gente, quanto li compatisco...
Orsù lodiamoli pure, forse riprenderanno un po' di coraggio, ma tanto già lo so,
scambiano la tristezza con la felicità...
E preferiscono rimanere tristi e infelici per la loro gioia. Orsù lodiamo l'ipocrisia!
Messaggio del 28-09-2006 alle ore 18:20:15
Molto bella la citazione di Pasolini, sui figli della borghesia che si ribellano al mondo dei loro genitori, scagliandosi con i poveri poliziotti emigrati dal sud.
Pasolini si scagliava contro di loro, ma non contro gli operai?
A ragion veduta un piccolo contributo l'hanno dato anche quei figli di papà che volevano sentirsi rivoluzionari (che oggi ritroviamo a fare i lecch... ehm .. giornalisti, bracci destri e sinistri, a quant'altro al servizio di coloro che contestavano, non c'è bisono di citare alcuni casi eclatanti). Le conquiste fatte dagli operai e da altre classi di lavoratori ci sarebbero state lo stesso senza la mobilitazione studentesca? Chissà?
La questione meriterebbe un grande approfondimento.
Ieri erano loro, studenti, operai, intellettuali, il "nemico interno", coloro che minavano le basi della società "civile". (Leggesi: la distribuzione di ricchezza, ovvero il sistema economico).
Oggi... Oggi?
Bisogna che vi mettiate daccordo perchè se da un lato ci viene detto che i pacifisti hanno ammainato la bandiera dall'altro ci dicono che la nostra società occidentale è piena di fomentatori e spalleggiatori di islamici schizoidi suicidi.
Infine:
Di ipocrisia ne è così pienà l'umanità ad ogni era e latitudine che è difficile stabilire il punto di partenza. ------------ Editato da Mat3o3 il 28/09/2006 alle 18:25:29
Il nemico interno dell'occidente è lo stesso nemico di sempre. È l'unico nemico dell'umanità, un nemico che si trasforma, ma resta sempre uguale. È il partito unico internazionale con la percentuale più bulgara in assoluto, l'unico nemico combattuto da Gesù: è l'ipocrisia, il nemico interno di ogni popolo. È un nemico invisibile che si nasconde in ogni persona e si riconosce dalle sue azioni. L'ipocrita è un infelice che vuole essere infelice e combatte tanto per non raccogliere niente. E mi fanno pena...
IL PCI AI GIOVANI!!!
(Appunti in versi per una poesia in prosa seguiti da una « Apologia »)
di Pier Paolo Pasolini
É triste. La polemica contro
il PCI andava fatta nella prima metà
del decennio passato. Siete in ritardo, figli.
E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati...
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
delle Università) il culo, Io no, amici.
Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo!) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative picco/o-borghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non da autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera,
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli; la casupola tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
è/o stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete
I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono all’altra classe sociale.
A Valle Giulia, ieri, si è così avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla
parte del torto) erano i poveri. Bella vittoria,
dunque, la vostra! In questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici.
« Popolo » e « Corriere della Sera », « Newsweek » e « Monde »
vi leccano il culo. Siete i loro figli,
la loro speranza, il loro futuro: se vi rimproverano
non si preparano certo a una lotta di classe
contro di voi! Se mai,
alla vecchia lotta intestina.
Per chi, intellettuale o operaio,
è fuori da questa vostra lotta, è molto divertente l’idea
che un giovane borghese riempia di botte un vecchio
borghese, e che un vecchio borghese mandi in galera
un giovane borghese. Blandamente
i tempi di Hitler ritornano: la borghesia
ama punirsi con le sue proprie mani.
Chiedo perdono a quei mille o duemila giovani miei fratelli
che operano a Trento o a Torino,
a Pavia o a Pisa,
a Firenze e un po’ anche a Roma,
ma devo dire: il Movimento Studentesco
non frequenta i vangeli la cui lettura
i suoi adulatori di mera età gli attribuiscono,
per sentirsi giovani e crearsi verginità ricattatrici:
una sola cosa gli studenti realmente conoscono:
il moralismo de/padre magistrato o professionista,
la violenza conformista del fratello maggiore
(naturalmente avviato per la strada del padre)
l’odio per la cultura che ha la loro madre, di origini
contadine, anche se già lontane.
Questo, cari figli, sapete.
E lo applicate attraverso due inderogabili sentimenti:
la coscienza dei vostri diritti (si sa, la democrazia
prende in considerazione solo voi) e l’aspirazione
al potere.
Sì, i vostri slogans vertono sempre
la presa di potere.
Leggo nelle vostre barbe ambizioni impotenti
nei vostri pallori snobismi disperati,
nei vostri occhi sfuggenti dissociazioni sessuali,
nella troppa salute prepotenza, nella poca salute disprezzo
(solo per quei pochi di voi che vengono dalla borghesia infima,
o da qualche famiglia operaia, questi difetti hanno qualche nobiltà:
conosci te stesso e la scuola di Barbiana!)
Occupate le università
ma dite che la stessa idea venga
a dei giovani operai.
E allora:
« Corriere della Sera » e « Popolo », « Newsweek » e « Monde »
avranno tanta sollecitudine
nel cercar di comprendere i loro problemi?
La polizia si limiterà a prendere un po' di botte
dentro una fabbrica occupata?
È un’osservazione banale;
e ricattatoria. Ma soprattutto vana:
perché voi siete borghesi
e quindi anticomunisti.
Gli operai, loro, sono rimasti al 1950 e più indietro.
Un’idea antica come quella della Resistenza
(che andava contestata venti anni fa,
e peggio per voi se non eravate ancora nati)
alligna ancora nei petti popolari, in periferia.
Sarà che gli operai non parlano né il francese né l’inglese,
e solo qualcuno, poveretto, la sera, in cellula,
si è dato da fare per imparare un po' di russo.
Smettetela di pensare ai vostri diritti,
smettetela di chiedere il potere.
Un borghese redento deve rinunciare a tutti i suoi diritti,
e bandire dalla sua anima, una volta per sempre,
l’idea del potere. Tutto ciò è liberalismo: lasciatelo
a Bob Kennedy.
I Maestri si fanno occupando le fabbriche
non le università: i vostri adulatori (anche comunisti)
non vi dicono la banale verità: che siete una nuova
specie idealista di qualunquisti come i vostri padri,
come i vostri padri, ancora, figli.
Ecco,
gli Americani, vostri adorabili coetanei,
coi loro sciocchi fiori, si stanno inventando,
loro, un linguaggio rivoluzionario « nuovo » !
Se lo inventano giorno per giorno!
Ma voi non potete farlo perché in Europa ce n’è già uno:
potreste ignorarlo?
Sì, voi volete ignorarle (con grande soddisfazione
del « Times» e del « Tempo»).
Lo ignorate andando, coi moralismo delle profonde provincie,
« più a sinistra ». Strano,
abbandonando il linguaggio rivoluzionario
del povero, vecchio, togliattiano, ufficiale
Partito Comunista,
ne avete adottato una variante eretica
ma sulla base del più basso gergo
dei sociologi senza ideologia (o dei babbi burocrati).
Così parlando,
chiedete tutto a parole,
mentre, coi fatti, chiedete solo ciò
a cui avete diritto (da bravi figli borghesi):
una serie di improrogabili riforme,
l’applicazione di nuovi metodi pedagogici,
e il rinnovamento di un organismo statale.
Bravi! Santi sentimenti!
Che la buona stella della borghesia vi assista!
Inebriati dalla vittoria contro i giovanotti
della polizia costretti dalla povertà a essere servi,
(e ubriacati dall’interesse dell’opinione pubblica
borghese con cui voi vi comportate come donne
non innamorate, che ignorano e maltrattano
lo spasimante ricco)
mettete da parte l’unico strumento davvero pericoloso
per combattere contro i vostri padri :
ossia il comunismo.
Spero che l’abbiate capito
che fare del puritanesimo
è un modo per impedirsi
un’azione rivoluzionaria vera.
Ma andate, piuttosto, figli, ad assalire Federazioni!
Andate a invadere Cellule!
Andate ad occupare gli uffici
del Comitato Centrale! Andate, andate
ad accamparvi in Via delle Botteghe Oscure!
Se volete il potere, impadronitevi, almeno, del potere
di un Partito che è tuttavia all’opposizione
(anche se malconcio, per l’autorità di signori
in modesto doppiopetto, bocciofili, amanti della litote,
borghesi coetanei dei vostri stupidi padri)
ed ha come obiettivo teorico la distruzione del Potere.
Che esso si decido a distruggere, intanto,
ciò che di borghese ha in sé,
dubito molto, anche col vostro apporto,
se, come dicevo, buona rara non mente...
Ad ogni modo: il PCI ai giovani!!
..................................
Ma, ahi, cosa vi sto suggerendo? Cosa vi sto
consigliando? A cosa vi sto sospingendo?
Mi pento, mi pento!
Ho preso la strada che porta al minor male,
che Dio mi maledica. Non ascoltatemi.
Ahi, ahi, ahi,
ricattato ricattatore,
davo fiato alle trombe del buon senso!
Mi son fermato appena in tempo,
salvando insieme,
il dualismo fanatico e l’ambiguità...
Ma son giunto sull’orlo della vergogna...
(Oh Dio! che debba prendere in considerazione
l’eventualità di fare al vostro fianco la Guerra Civile
accantonando la mia vecchia idea di Rivoluzione?)
Messaggio del 28-09-2006 alle ore 13:15:43
Quadro vaticano non si può leggere, soprattutto dopo pranzo. Davvero, queste parabole sono peggio della pizzaiola, 44 righe che rasentano il no sense...
Per carità Quadro Vaticano non ce l'ho con te, i concetti che esprimi sono anche profondi ma la capacità di sintesi non è il tuo forte.
Come Dean sa, Giuliano è un mio grande idolo "al contrario". E' una persona sicuramente preparata, se parla di nemico interno ne sa una più del diavolo. Chissà se gli arriva ancora l'assegno dal DoD??? ------------ Editato da Mat3o3 il 28/09/2006 alle 13:23:08
Messaggio del 25-09-2006 alle ore 02:05:15
no no non me ne freche niend dei giornalioti...
mi sembra molto piu' succulento il dean "3P" corso pro-sterminio di massa ed il paladino di Santa Romana Chiesa che invoca le crociate contro gli infedeli.
aecch sci cha ci esce li macill no su Mentana & affini
Messaggio del 25-09-2006 alle ore 02:01:44
Anima, i veri propagandisti che non parlano di un emerito cazzo sono Mario Giordano di studio aperto e Minum, per non parlare di Rossella
Cmq, se vuoi apri un post a parte, mi fa sanghe ------------ Editato da Skin il 25/09/2006 alle 02:03:22
Messaggio del 25-09-2006 alle ore 01:44:22
Anima, non entro nel merito della questione, ma cosa c'entra Ferrara con Vespa e Minum?
Dirige un giornale di proprietà della moglie di Berlusconi, dovrebbe non schierarsi? Ma in ogni caso le notizie le da!
Ma 10000000000000000000000000 volte meglio Ferrara di Minum che prepara panini e pubblicizza i panettoni o Vespa che più che fare il giornalista è l'addetto alle pubbliche relazioni di governo e opposizione.
Ferrara, Fede, Feltri, Belpietro, Padellaro e Santoro(che addirittura fa incazzare più la stessa sinistra) il loro mestiere lo fanno. ------------ Editato da Skin il 25/09/2006 alle 01:53:59
bene "inforniamo" tutti i muhammad, i mohamed, gli ahmad e "i figli dei loro figli e i filgli dei loro figli per sette generazioni" (citazione dalla bibbia). E che ci vuole? d'altronde di esempi di infornamenti e deportazioni la storia dell'occidente (quello le cui radici sarebbero cristiane ricordo ) ne' pieno no? Basta non rifare gli stessi errori e, soprattutto fare presto. Sento' gia' i carri (con motori Ford) dei Nipoti di Mao rombare ai passi alpini
X quadro vaticano
Ferrara e' come Vespa, come Santoro, come Mimum LECCHINO e TRASFORMISTA come tutti i "giornalisti" soltanto un po' piu' verace e meno ipocrita. tutto qui.
Ma da qui a dire che quello che dice non e' pura propaganda (copiata dai neo teo cons americani tra l'altro quindi niente di originale ) c'e' ne passa e pure tanto!
Messaggio del 25-09-2006 alle ore 01:12:34
Vedi Anima,
per sapere come stanno le cose (la verità) occorre essere obbiettivi; gli egoisti fanno un ragionamento opposto: adattano la verità in base alle loro esigenze (egoistiche!).
È come discutere su un rigore dato al Palermo per un intervento dubbio di un difensore dell'Atalanta. Il gioco è quello, il campo è quello, i calciatori sono quelli, le regole sono quelle, i fatti sono quelli, le immagini sono quelle, ma i tifoso palermitani diranno che è rigore e quelli atalantini diranno che non lo è. In questo caso la verità non è mai importante, la cosa più importante è avere ragione sull'avversario (il tifo), può sembrare strano ma anche la politica è fatta così, anche i litigi di condominio, le discussioni tra amici o tra colleghi: è così! La verità è negata agli egoisti (i superbi!) ed è rivelata agli umili (i semplici... o i saggi!). Infatti, mentre le discussioni sono vinte da chi ha la voce grossa, a volte i dialoghi arrivano ad una conclusione comune (la verità) perché sono basati sull'ascolto (l'umiltà... La mitezza di cuore).
Per sapere come stanno le cose (la verità) occorre cercare sinceramente la verità senza fare uso di retorica (sinonimo di bugia, calunnia, menzogna, negazione, egoismo...). La «negazione» della verità è la premessa che porta ad abusare sul calunniato (il migliore!) e questo comportamento, irrazionale (= non richiesto!), è «negativo» (come da parola «negazione» di cui sopra...).
In altre parole l'egoista (= il cattivo) è la persona che si descrive con i suoi giudizi. Accusa una persona di essere «nazista», per far capire a tutti di essere «nazista»; accusa una persona di essere «stupido» per far capire a tutti di essere stupido, o quanto meno di sentirsi uno stupido di fronte a lui... In casi come questi una persona mite come me si fa un mucchio di risate, perché so attraverso il vangelo che se una signora ride di me è perché ho il potere di farla sentire ridicola; se un signore fa il superbo arrogante rispetto a me significa che ho il potere di farlo sente inferiore... La semplicità non è superiorità, ma «semplice normalità» alla quale la Verità (con la «V» maiuscola) si rivela spontaneamente.
È bene ricordare, Animamundi, che nei campi di sterminio arrivavano i treni carichi di gente che venivano chiamate bestie (ma erano uomini) dai loro assassini i quali erano gli unici a comportarsi come bestie; non è un'interpretazione ma un fatto realmente accaduto.
Questo per dire che Giuliano Ferrara ha parlato di nemico interno, sì, ma non mi pare che sia un generale dei servizi segreti, né un dittatore totalitarista, né un sanguinario o roba del genere, ma un giornalista molto criticato, ovverosia un giornalista che sa fare il suo mestiere!
Mio caro la critica risparmia tutto il gregge e colpisce la pecora nera, perché è l'unica che sa fare il mestiere. Mio caro, se fossi Giuliano Ferrara mi preoccuperei se non ricevessi nessuna critica: non sarei importante per coloro che non sanno fare i giornalisti! Non sarei il punto di riferimento di coloro che non sanno fare i giornalisti!
Infatti:
più grande è la superbia, più grande è l'invidia, più grande è la rabbia e la falsa indignazione, più importante è la persona che le riceve!
È sufficiente riflettere per due minuti su alcuni fatti a voi accaduti in relazione a quello che ho scritto per capire (sinceramente!) che tutto quello che ho riportato è vero!
In ogni caso è molto difficile mentire!
Una volta sono andato in edicola e ho preso due copie del Foglio pensando che quella interna fosse un inserto. L'edicolante (giustamente!) mi ha fatto notare che erano due copie del Foglio anziché una. Mi sono scusato dicendogli che pensavo fosse un inserto, ma lui ha commentato con ironia: «É così sottile...», appunto!
Messaggio del 25-09-2006 alle ore 00:47:43
Anima, al contrario della fantomatica V colonna che dissolse la cecoslovacchia nel 39 per fare gli interessi di Hitler gli infiltrati sostrani non fanno nulla per nascondersi, anzi mostrano con orgoglio la loro militanza, quindi non c'è bisogno di nessuna stella gialla.
Messaggio del 25-09-2006 alle ore 00:22:07
d'altronde si sa' "il lavoro rende liberi" no? lo dice pure coletti!!
anche il maccartismo era basato sulla teoria del nemico interno, però il discorso è un altro: se proprio vogliamo parlare di nemico interno, i paesi europei sono ormai pieni di musulmani... se scoppiasse un conflitto come si deve in medio oriente, prevedo che la banlieu parigina come anche molte zone di torino roma milano, diventerebbero delle bombe ad orologeria...
ve li immaginate i kamikaze a piazza di spagna?
la guerra ancora non inizia ma l'abbiamo già persa...
Messaggio del 24-09-2006 alle ore 22:45:49
Tutto giusto e sacrosanto dean, ma ti chiedo una cosa?
Come lo distingui il "nemico interno" da quello "esterno" ?
dimenticavo la soluzione e' semplicissima, come dice la coccia svojite di adonai, "basta ricordare il passato!
Non bisogna manco sforzarsi tanto visto che bisogna ricordare il secolo scorso, quando per riconoscere il "nemico interno" bastava il nome della sua famiglia oppure una opportuna e quanto mai patriottica "denuncia" da parte del vicinato! facile no?
Poi gli appiccichi addosso un "distintivo ben visibile" (che so' una bella stellina gialla per esempio ) e gli impedisci progressivamente di "nuocere" raggruppandoli e dandogli un posto di lavoro!
d'altronde si sa' "il lavoro rende liberi" no? E allora che problema c'e'!
Orsu' cominciamo:
SKIIIINN vieni un po' qua': c'ho un bel distintivo nuovo nuovo da consegnarti!
Messaggio del 24-09-2006 alle ore 22:35:23
Il fatto che ferrara utilizzi una nomenclatura vetero comunista non significa che questo nemico non ci sia, che non vada individuato e non vada liquidato, francamente non credo che ferrara pensi a rutelli quando parla della V colonna Jihadista e antioccidentale in italia: Rutelli è un politico che come tale fiuta dove tira il vento. Ma questo non significa che questa V colonna non ci sia e che non sia attiva, che non liberi i fratelli di lotta chje malauguratamente vengono arrestati, per sbaglio ovviamente; Che fornisca loro una copertarua ed un giustificazione mediatica e che infine fornisca basi logistiche e che metta sotto costante attacco con metodi questi si bolscevichi, i pochi che ormai sono rimasti a combattere la bestia fondamentalista
Messaggio del 24-09-2006 alle ore 22:19:00
Secondo Giuliano Ferrara & Co. c'è un «nemico interno» annidato nell'Occidente, alleato oggettivamente ai terroristi islamici che ci vogliono tutti morti o convertiti.
Fa anche alcuni nomi, Ferrara.
Francesco Rutelli, colpevole di aver detto che la guerra in Iraq ha accresciuto il terrorismo anziché liquidarlo, è un «nemico interno».
La Repubblica, colpevole di aver «smantellato la rete efficiente dei servizi segreti», e ancor più colpevole di chiamare «guerriglieri» i terroristi, è un nemico interno.
Sono nemici interni, denuncia Ferrara, i «numerosi commentatori» che hanno giudicato sproporzionato l'attacco di Israele.
Ma la lista è aperta, naturalmente.
Ferrara e' un nostalgico del tempo che fu quando anche lui era Rosso (e' normale per questa gente cambiare colore non appena cambia la marea
Perché «nemico interno» è un ben noto termine ideologico dei totalitarismi, e le parole «ideologiche» sono appunto quelle che i regimi totali riempiono di significati diversi quando fa loro comodo. La CEKA leninista, poi KGB, nacque per colpire «il nemico interno», e riempì il Gulag di milioni di «nemici interni» d'ogni stampo, credenti, dissidenti, coltivatori diretti (kulaki) ossia piccoli proprietari, e innocui cittadini che avevano osato lamentarsi delle carestie. Nei regimi totalitari, i cittadini vengono invitati a smascherare «il nemico interno» denunciando il vicino di casa, spiandone i discorsi: le campagne incessanti contro il «nemico interno» servono a instaurare il Terrore di stato.
I nemici interni, una volta smascherati, non hanno diritti, non possono difendersi, vengono giustiziati e torturati «in via amministrativa», ossia senza garanzie legali.
Meno male che noi c'abbiamo Mastella che ripristina la Legalita' e l'equnimita' della giustizia in Italia. :mbacc:
Isto come stiamo messi raga', staimo messi proprio male!