Cultura & Attualità
il gusto dell'orrido
Messaggio del 13-09-2004 alle ore 14:07:46
c'è stato un tempo in cui l'arte (ed in ogni campo del vivere umano) era considerata soltanto come opera "divina", che della sacra ed irraggiungibile bellezza tentavo disperatamente di carpirne un briciolo, una scintilla.
C'è stato poi un periodo in cui l'affinamento costante delle capacità artistiche ha portato alla creazione di opere dalla bellezza senza pari, esaltando l'uomo e le sue capacità: dio dopotutto non era più tanto lontano ed irraggiungibile...
C'è stato un periodo in cui non potendo umanamente superare per bellezza e talento l'opera dei padri si è dapprima cercato molto platealmente e banalmente di "imitare" i capolavori del passato. certo anche in questo caso si sono ottenuti risultati notevolissimi a conferma che il genio umano è pur sempre vivo ed attivo e che dio in fin dei conti non è altro che ciò che abbiamo dentro e che ispira le nostre gesta, ma pur sempre di imitazione si trattava...
Infine giungeva l'era della rivolta. Contro ogni regola, contro ogni canone, contro ogni tentativo di svelare la bellezza "occulta" dell'essere umano. I padri fondatori divennero così nemici da abbattere e disprezzare. Si inneggiava oramai soltanto all'opera di distruzione del passato. Solo l'avvenire poteva portare nuove e prolifiche messi all'umanità dolente ed abbandonata dal dio della penitenza e del dolore. La bellezza sveniva sventrata e le sue oscene interiora abbandonate al publico ludibrio e disprezzo. Bruciare ed abbattere, fare spazio a cose nuove. Il passato come un fantasma da scacciare.
Dalle ceneri di questo immenso incendio, stentatamente stanno crescendo nuove piante. Esse sono ancora orribili e distorti, oscene e per questo affascinanti nella loro orrida "bruttezza". La bellezza è ancora ben lontana dal rinascere. Ci sarà un nuovo futuro per la "bellezza"...
Io credo proprio di si, se essa non verrà travolta dalla mediocrità e dall'appiattimento di idee.
c'è stato un tempo in cui l'arte (ed in ogni campo del vivere umano) era considerata soltanto come opera "divina", che della sacra ed irraggiungibile bellezza tentavo disperatamente di carpirne un briciolo, una scintilla.
C'è stato poi un periodo in cui l'affinamento costante delle capacità artistiche ha portato alla creazione di opere dalla bellezza senza pari, esaltando l'uomo e le sue capacità: dio dopotutto non era più tanto lontano ed irraggiungibile...
C'è stato un periodo in cui non potendo umanamente superare per bellezza e talento l'opera dei padri si è dapprima cercato molto platealmente e banalmente di "imitare" i capolavori del passato. certo anche in questo caso si sono ottenuti risultati notevolissimi a conferma che il genio umano è pur sempre vivo ed attivo e che dio in fin dei conti non è altro che ciò che abbiamo dentro e che ispira le nostre gesta, ma pur sempre di imitazione si trattava...
Infine giungeva l'era della rivolta. Contro ogni regola, contro ogni canone, contro ogni tentativo di svelare la bellezza "occulta" dell'essere umano. I padri fondatori divennero così nemici da abbattere e disprezzare. Si inneggiava oramai soltanto all'opera di distruzione del passato. Solo l'avvenire poteva portare nuove e prolifiche messi all'umanità dolente ed abbandonata dal dio della penitenza e del dolore. La bellezza sveniva sventrata e le sue oscene interiora abbandonate al publico ludibrio e disprezzo. Bruciare ed abbattere, fare spazio a cose nuove. Il passato come un fantasma da scacciare.
Dalle ceneri di questo immenso incendio, stentatamente stanno crescendo nuove piante. Esse sono ancora orribili e distorti, oscene e per questo affascinanti nella loro orrida "bruttezza". La bellezza è ancora ben lontana dal rinascere. Ci sarà un nuovo futuro per la "bellezza"...
Io credo proprio di si, se essa non verrà travolta dalla mediocrità e dall'appiattimento di idee.
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