Cultura & Attualità

Il cecchino
Messaggio del 06-11-2007 alle ore 21:37:28
spareresti a salve.............
Messaggio del 06-11-2007 alle ore 21:28:26
Ma sparare col pisello no?
Messaggio del 06-11-2007 alle ore 16:49:15
TARZANELLO, MAMMA MIA POSTAL 2

pisciare sopra i vecchietti e poi mettergli fuoco non ha prezzo
Messaggio del 06-11-2007 alle ore 16:38:07

La cosa buffa è che i media saranno molto delusi... Perché se il cecchino fosse stato un 17enne, avrebbero potuto dire che la colpa era dei videogiochi e di Marylin Manson... :0)

Sarà per la prossima crociata...


W la moralizzazione


P.S.

A tutte le mamme


Care signore, capisco il vostro sconforto davanti a tutta la violenza e la nudità che oramai imperversa in ogniddove...

...ma credetemi: non sarà l'impedire a vostro figlio di giocare a un videogioco violento a fare di lui un futuro bancario diligente e buon marito... :0)

Potete solo amarlo e rispettarlo... Poi se deve diventare un drogato, ci diventerà comunque.... Ma almeno non potrà dare la colpa a voi... ;0)



bye bye




Messaggio del 06-11-2007 alle ore 10:12:53
Si in effetti la Beretta ha un certo potere lobbistico ma credo che il suo potere si vada a manifestare con maggior forza sul mercato USA o di paesi con una piu' elevata tradizione venatoria......Anni fa la Beretta e' stata in grado,oliando i migliori ingranaggi a Washington di assicurarsi una supercommessa da Army,Marines e USAF grazie alla insuperata 92 Fs,tutto cio' nonostante il potere della poderosa lobby della "45".....Lobby che tanto in tanto negli States sopratutto dopo il recente conflitto in Afganistan fa sentire la sua voce auspicando l'abbandono dei calibri da "frocetti",europei, con dei piu' adeguati calibri tipicamente Yankee....La diffusione delle armi e senza dubbio un male da combattere in maniera davvero energica,anche se il parallelismo armi diffuse uguale stragi non e' sempre corretto ma e' da inquadrare in un contesto di stress determinato da una competitivita' esasperata...infatti i Go to postal quasi sempre si verificano in ambienti molto competivi come appunto le scuole e i luoghi di lavoro.....
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 22:57:47
Ghino, mi sei anticipato!!! e ti quoto...

"Perchè in Italia c'è la Beretta..."

Messaggio del 05-11-2007 alle ore 21:33:26
Perchè in Italia c'è la Beretta. Credete che è potente solo quando c'è il referendum sulla caccia?
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 20:42:53
degno del miglior film americano,aveva un vero e proprio bunker,fatto di percorsi e trappole mortali...
adesso ci sara'un ulteriore processo su come e'possibile che avesse il porto d'armi....
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 15:56:56
tiratore scelto quest'uomo e' un topo da scrivania.... volevo semplicemente come sottolineare che i media,sopratutto di certo tipo tendono sempre a ricamare in maniera a dir poco grottesca...le ragazze vengono SGOZZATE e stuprate ma guarda caso poi si parla di rapporti consensuali e di una ferita di natura diversa alla gola forse sferrata con un punteruolo...ma sgozzare evoca scene splatter maggiormente vendibili.....Il tizio in questione era un tiratore scelto con attivo almeno 100 one shot one kill come nella migliore tradizione della Cecchignola dove prestava servizio....
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 15:43:33
America
Armi
Ciambelle
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 15:13:40
Cmq per la cronca il tizio in questione era del genio...
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 14:50:48
Appunto, proprio perche' e' piu' difficile, con le dovute proporzioni, dico che stiamo diventando quello schifo che e' la societa' americana
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 14:35:54
Gipsy mi riferisco che in america molti di questi cecchini sono persone che hanno degli armi in casa, ma questo è un ex militare...e io credo che i numeri sono diversi...
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 14:30:34
E' solo un ex ufficiale SCOPPIATO ke riesce a sparare altro ke "tiratore scelto".

In Italia per fortuna ci sono molte restrizioni sul porto e l'uso delle armi solo ke spesso la legge viene aggirata con la compiacenza di medici poco professionali;l'america è veramente il paradiso delle armi.....cirche e ddummanne!
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 14:28:41
Tu dici che non ha nulla a che vedere con i casi di cronaca americana... secondo me e' l'inizio della fine

Sempre di sparare si tratta, e sempre di squilibrati si tratta... non mi sembra che per i casi avvenuti in USA si possa parlare di persone a posto mentalmente, quindi non vedo assolutamente la differenza.
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 14:21:34
si ma questo non ha niente che vedere con quei casi di cronica americana, per me non è comparabile... e per fortuna non ha avuto una vera voglia di uccidere, questo non ha stato una questione di mira, anzi credo che quei morti sono stati un caso...se voleva poteva fare una strage!
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 14:13:39
io personalmente avevo incentrato il post su quanto mi colpiscano emotivamente, per fascino, per morbosità, ecc. queste tipologie di persone e ho chiesto un parere tecnico a chi si intende di armi per l'aspetto "fuoco". ai resoconti dettagliati della stampa non credo, sono preconfezionati studiati a tavolino per colpire l'immaginario della gente e creare una giustificazione intorno all'operato che sia mentale, privata e non sociale, generale.
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 14:09:50
Non esagerate con questi commenti ironici. Un morto e mezzo per mano di un malato con problemi mentali, che deteneva legalmente un arma, mi sembrano una bella responsabilità per il medico che ha rilasciato il certificato medico e per la legge che permette ancora a troppe persone di detenere un'arma da fuoco
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 14:01:03
Ancora non capisco il senso del post...stiamo commentando una notizia o commentiamo quanto era scadente a sparare? o che tipo di arma usava?... questa cosa non è comparabile con una situazione americana semplicemente perchè non siamo come loro culturalmente, questa persona aveva dei squilibri mentali che sono stati sottovalutati, ha presso delle arme di fuoco come poteva prendere dei coltelli!!!
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 13:49:50
è un gran bel modo tarzanello, certamente migliore del mio "cazzotti contro il muro".
i media non ci stanno sguazzando tanto, in effetti non trattandosi di minorenne, rumeno o altra categoria mediatica, non conviene amplificare la cosa, magari solo studio aperto ci fa un servizietto con psicologo a ruota.

chi ha parlato di problemi che può avere: perchè? non può semplicemente essere sbroccato dopo averne subite tante? c'è chi fa bondage, chi si fa cagare addosso, chi cerca la pedofilia, chi va 200 kmh in autostrada, chi si droga...e chi sbotta, esce di cervello e spara sulla folla. io lo vedo come una semplice esternalità della società occidentale, purtroppo in costante aumento per la nostra sempre più (sigh) americanizzazione. nelle prossime puntate, prevedo una scuola o un ateneo.
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 13:39:48
50 colpi un morto
One shot one kill
A call of duty faccio molto meglio con il fucile tedesco
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 13:16:49
Cmq come cecchino era una vera pippa, io ad half-life sono molto piu' efficiente

La cosa veramente preoccupante e' che questo e' il preludio ad una statiunitizzazione dell'Italia... una delle cose peggiori che potrebbe mai capitare.
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 13:07:40
della Repubblica
Dal congedo dall'esercito alle nozze durate una notte
Chiuso in casa trasformata in bunker di esplosivi e armi
Demoni, stress e microspie
quel killer ucciso dai suoi incubi
di CARLO BONINI
ROMA - Sabato notte, quando ha acceso il lanciafiamme e liberato l'otturatore della 357 magnum che stringeva nella mano destra, Angelo Spagnoli era morto da un pezzo, ma si ostinavano a pensarlo vivo. Angelo si alzava dal letto ogni mattino. Angelo si sedeva a tavola con mamma e sorella, all'ora del pranzo e della cena. Angelo aveva da fare e non andava disturbato quando si ritirava nello "studio". Angelo "lavorava" in garage. Angelo si coricava a notte alta, quando nessuno poteva più sentirlo. E questo bastava. Angelo era vivo, pensavano. E invece se ne era andato un po' alla volta.

Dicono che ogni uomo abbia una storia conosciuta ai suoi simili. Quella di Angelo si era fermata al 1991, quando dai suoi simili aveva deciso di separarsi per sempre. Nei mattinali di polizia, non si va oltre le cinque righe. Un anno di nascita, 1955, un luogo di residenza, Guidonia. Una carriera militare finita dopo neppure quindici anni. Cadetto a Modena nel '76, ufficiale del Genio prima a Torino, poi all'ottavo battaglione alla caserma della Cecchignola (Roma).

Nel 1991, un congedo volontario - dicono le carte - con il grado di capitano, arrivato prima ancora di mettere insieme una pensione decente e dopo lunghi periodi di malattia da stress. Un congedo - dice ora lui - che doveva aprirgli le porte dell'università per una laurea in ingegneria. Che doveva essere un'Epifania.

I suoi demoni, in realtà, avevano cominciato già a lavorarlo. E in un tempo lontano, quando ad accorgersene era stata una donna. Mariella, sua moglie, ma forse solo per qualche ora. Una giovane dottoressa che oggi lavora alla Asl di Guidonia e non vuole ricordare. Dicono le carte della Sacra Rota, che annullò il vincolo, che il matrimonio non superò i nove mesi. Raccontano in paese che non superò la notte. Il giorno dopo il "sì" - ricordano - Angelo era a casa dalla mamma. L'unica vera donna della sua vita. Quella che l'ha messo al mondo e che anche sabato notte - con un cadavere in terra e dei feriti rantolanti - ha ripetuto in Questura che "no, Angelo, non ha nulla che non va".
Certo, Angelo non lavorava da quando aveva smesso la divisa. Certo, da un po' di anni, non voleva che si parlasse a tavola. Mai, per nessun motivo. Perché, spiegava, la casa era piena di microspie e i suoi "nemici" erano in ascolto. E con questo?

Nell'indifferenza per bene del suo piccolo mondo (popolato da vicini che ora dicono "sono tanti anni che abito qui, e chi lo avrebbe immaginato? Angelo è sempre stato una persona tranquilla e riservata e tranquilla"), nell'amore cieco della mamma e nei silenzi della sorella, con cui divide l'appartamento al primo piano della palazzina dell'orrore, la bolla paranoica e solipsista di Angelo si gonfia. Non a caso, gli indizi di cui comincia a disseminare la sua esistenza sono tutti nel perimetro delle pareti domestiche, dove nessuno vuole vedere.

Angelo ha preso un appartamento all'ultimo piano e ne ha fatto uno "studio", dove le donne sono pregate di non mettere piede. Ne ha foderato le finestre con fogli di giornale e cartoni. Che - dice la fisica - tolgono luce e aria. Che - dice lui - privano della prospettiva di tiro i cecchini immaginari che assediano la sua esistenza. Sono sessanta metri quadri che lui trasforma in un laboratorio paranoide. Su un tavolo ingombro di matasse di filo, saldatori, transistor e cianfrusaglie da ferramenta, ha messo insieme due lanciafiamme artigianali con arnesi da idraulico. A suo modo semplici: due rubinetti, una bombola da campeggio, un cilindro in cui miscelare benzina e gas.

Non solo. Ha lavorato a un sistema di allarme sonoro "a calpestio" che lo avverte se altri che non lui ronzino nella palazzina. A un ingegnoso organo della morte che ha disposto lungo le scale: quindici canne in acciaio cariche di proiettili calibro 12, collegate ad altrettanti tiranti che ne consentono l'innesco simultaneo con un secco movimento del polso. Ha quindi murato la porta di accesso al terrazzo, sostituendola con una botola che dal suo bunker gli dà esclusivo accesso al tetto. Ma non una botola qualunque. Una botola tarata sul suo peso e la sua altezza.

Il materiale lo pesca nel garage. Anche quello è "suo". Anche lì ha sempre un gran da fare. Del resto, al piano di fortificazione della sua esistenza, manca il piccolo capolavoro che - dicono oggi gli uomini della scientifica - gli porterà via mesi, ma forse anche anni. L'"ultima ridotta". È una torretta in muratura, protetta da sacchetti di sabbia e cemento, che ha imbracato con dei cavi di acciaio, in cui si aprono sottili feritoie da cui rispondere al tiro dei cecchini. Capace di resistere all'esplosione di una granata.

Nella ridotta, Angelo passa buona parte delle notti della sua esistenza. La routine in cui si è tumulato, lo "obbliga" a una prima perlustrazione dopo il tramonto. Sale sulla Fiat "Stilo" della mamma e percorre ossessivamente il perimetro esterno della palazzina per una prima "bonifica". Quindi parcheggia l'auto. Attiva gli allarmi nella palazzina. Raggiunge la ridotta, dove bivacca in silenzio per ore, con saltuarie sortite sulla parte scoperta del terrazzo, protetto da due scudi in acciaio in cui ha inciso delle feritoie e su cui ha saldato delle rotelle. Arnesi che lo rendano per il mondo il moderno catafratto che ha deciso di essere.

Se ha ragione la polizia a pensare che la fortezza di Angelo sia lo specchio fedele e forse unico della sua esistenza, le armi che aveva in pugno al momento di arrendersi sono forse quello della sua immaginazione. Caricate con proiettili 357, la carabina "Marilin" e la pistola Magnum sono il simbolo di ciò che pensavamo non ci appartenesse. La morte che ti battezza per caso. Per mano di un uomo solo che nessuno sapeva già morto.

(5 novembre 2007)

Dopo leggere questo....il grave problema è la famiglia, e il potere della negazione...una persona che aveva bisogno di cure mediche!!!!!
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 13:05:31
La vita è dura... E’ ognuno reagisce a modo suo...

Anch’io ho molto spesso voglia di ammazzare qualcuno, ma grazie a boh sono riuscito a maturare un senso di responsabilità e rispetto verso il prossimo... Che si spera sia il sentimento maggiore...

...Quando sono incazzato io gioco a "Postal 2"... 

Entro nel minimarket e dò fuoco a tutto...



Poi prendo la pala, entro in un ufficio e decapito chi mi capita a tiro... Poi gioco a pallone con la sua testa...



Non c'è niente di più rilassante che tirare granate per la strada...




La cosa buffa è che i media saranno molto delusi... Perché se il cecchino fosse stato un 17enne, avrebbero potuto dire che la colpa era dei videogiochi e di Marylin Manson...    :0)

Sarà per la prossima crociata...  


W la moralizzazione


P.S.

A tutte le mamme


Care signore, capisco il vostro sconforto davanti a tutta la violenza e la nudità che oramai imperversa in ogniddove... 

...ma credetemi: non sarà l'impedire a vostro figlio di giocare a un videogioco violento a fare di lui un futuro bancario diligente e buon marito...    :0)

Potete solo amarlo e rispettarlo...  Poi se deve diventare un drogato, ci diventerà comunque.... Ma almeno non potrà dare la colpa a voi...   ;0)



bye bye
    
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 12:56:17
Condivido e sottoscrivo l'analisi...
"tiratore scelto"

cmq deve avere dei seri problemi, poveraccio...
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 12:29:12
esauritaaaaaaa come dice N'DUCCIO
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 10:58:30
sono d'accordo con te dekkard, sia sull'analisi che sul liquidare il tipo come poca cosa (forse), ma resta comunque il grande "fascino" (concedetemi il termine) che esercitano queste figure, non trovi?
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 09:50:47
Credevo fosse Anvedi, poi ho visto l'età...

Cmq la gente sta addavero mbazzita.
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 09:40:31
Fortuna che il "tiratore scelto" (ma qui credo abbia giocato un ruolo importante la naturale drammatizzazione dei media come ad esempio SKY che utilizza sempre il colorito termine SGOZZARE ogni qual volta si verifica un omicidio con simili modalita')....non aveva a disposizione armi di tipo automatico calibro 5.56 o peggio 7.62 molto diffuse previe eventuali modifiche in tutti gli States..Rimango dell'idea che il processo di americanizzazione interessera' anche quest'aspetto del Go to postal come dicono appunto oltreoceano,sono infatti sempre piu' convinto che non sia solo la grande diffusione delle armi a determinare l'esplodere di questi gravi episodi ma anche elementi come la grande competitivita' della societa' statunitense e il disfacimento dei rapporti umani piu' elementari fra gli individui disfacimento spesso determinato anche dalla profonda incertezza in cui l'americano medio versa quotidianamente....Cmq l'ufficiale italiano e' solo un povero sbroccato nessuna tensione ma solo un onestissimo e italianissimo prepensionamento dovuto a palesi difficolta' mentali....
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 09:35:31
come sempre le malattie mentali si sottovalutano, certo abbiamo soluzionato il problema chiudendo i manicomi....tutto quel arsenale che aveva era legale, aveva il porto d'arma...la mia domanda è come mai poteva avere armi a casa una persona che era congedato per depressione?...si ricade sempre nel stesso errore, si sottovalutano certe malattie e non è la prima volta che succede...
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 09:25:15
x essere un tiratore scelto fà ridere!
17 colpi , 1 morto.
Messaggio del 05-11-2007 alle ore 09:22:17
mi aspettavo almeno un post sul cecchino di guidonia...
a me questi fatti mi incutono sempre un incredibile curiosità e fascino, pensando ai perchè e ai sentimenti legati a quel gesto...sempre avendo come riferimento "un giorno di ordinaria follia" che da piccolo mi traumatizzò tantissimo, facendomi pensare già alla tenera età di 10 anni "ma finirò anche io come lui?!".
attendo con ansia il commento di esperti del settore armi come dekkard e jinx.

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