Cultura & Attualità
e' ufficiale
la prossima guerra atomica si combattera' tra uomini e donne
ma solo dopo che avranno inventato la topa artificiale
tutte chiacchiere.........W LO ZIO SAM!!!!!
Albertò mai sentito parlare di guerre asimmetriche?
bene affacciati alla finestra ne hai una sotto casa
Bravo Dean!!!

Che carattere...
justum bellum!
sò benissimo cosa sono le guere asimmetriche
e spakkerei il culo a quei cazzoni degli Americani,per colpa loro tutto il medioriente è nitroglicerina pura;
sono loro ke hanno armato ed addestrato Iran,Iraq,Pakistan,Mujaheddin e Jihadisti(come Bin Laden),stà gente doveva avere solo i cammelli non gli Stinger,ora stavamo tutti + tranquilli
Albertò mai sentito parlare di guerre asimmetriche?
bene affacciati alla finestra ne hai una sotto casa
cmq mi spiace per Dean cozzo ma non ci sarà nessuna terza guerra mondiale ancora per molto
Dean intanto gioca a Risiko,non si sà mai
A parole sono tutti buoni,vorrei proprio vedere
e cmq sarebbe una benedizione pure per noi,ne sono troppi.

Nessuna confusione Dekkard,non a caso ho parlato di proiettili,non di pezzi d'artiglieria
i 30mm sono usati negli aerei A10,dal potentissimo cannone mitragliatore GAU-8 composto da 7 canne rotanti da 30mm con una potenza di fuoco di 3900 colpi al minuto. 
bel post mi ha fatto sangue
Mao una volta disse che 80 milioni di morti erano per la Cina una vera benedizione.Hai fatto una certa confusione anche sul calibro dei proiettili utilizzabili dai carri,gli Abrams nella loro attuale ver M1A2 sep sono dotati del noto pezzo Rheinmetall da 120 mm montato fra l'altro dal tedesco Leopard II ,i pezzi sovietici da cui derivano i mezzi cinesi sono dotati di un pezzo da 125 mm in passato di un 115,i 30mm sono destinati agli AFV come il Warrion inglese o la famiglia sovietica dei BMP,il Bradley ad esempio e' dotato di un pezzo da 25 mm...
bene,ti rispondo 
allora:
1)L'India,te lo ripeto è una nazione di STRACCIONI perkè stanno morendo di fame e pensano agli armamenti
sul livello dei suoi scienziati niente da ridire;il suo arsenale non è malvagio,ma non bastano dei missili SAM e/o il semovente TUNGUSKA x fare una guerra,ma ci vogliono carri armati,aerei e navi con i controcazzi,da quel ke mi risulta i carri armati indiani(T 72) sono ben lontani dagli ABRAMS Americani,come pure i suoi aerei per lo più MIG 21(DEI PISCIATORI
),i TEJAS (ALTRI PISCIATORI
),MIG 29 e SU-27 Flanker,degli aerei discreti ma non a livello degli F 15,F 16,F 18,F 22Raptor e F 35 jsf;poi ci sarebbero anke i nuovi aerei del "progetto aurora" con velocità intorno a Mach 20 e completamente invisibili,ma questo è 1 altro discorso.
La marina Indiana ha una flotta(se così la si può definire) di poke unità,tipo l'Italia per intenderci 
2)Il termine PISCIATA si sposa divinamente

3)lo sò perfettamente,ma non mi sembrava il caso di approfondire 
4)credo ben poca cosa rispetto a tutti i progetti Americani 
5)si,ma i cinesi non hanno i proiettili da 30mm,molto + comodi da usare sui carri armati e sopratutto ti ricordo ke i carri Americani,in particolare gli ABRAMS hanno una corazzatura in uranio impoverito,non sò sè!
voglio proprio vedere fino a ke punto sono disposti a perdere uomini......folli!!!!
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Editato da Albertone il 21/09/2005 alle 00:14:01
1)Non credo sia corretto in primo luogo affermare che l'India e' una nazione di straccioni e un pigmeo militare,il livello tecnico delle sue menti e dei suoi scienziati e' elevatissimo,la collaborazione con Israele efficace il suo arsenale uno dei piu' moderni dell'area.2)Il termine "pisciata" non si sposa bene con analisi geopolitiche/militari 3)i missili tattici,IRBM/SRBM, sono ben diversi dagli ICBM,missili stratagici,utilizzabili nelle grandi guerre da te paventate verso la fine del tuo post 4)sull'ammodernamento delle forze strategiche USA ci sarebbe da scrivere un papirone per cio' che riguarda i russi stanno sviluppando un nuovo ICBM mobile derivato dall' SS25 "Silke" e sono all'avanguardia per cio' che riguarda gli ICBM mobili 5)mi spiace deluderti ma anche i cinesi hanno i loro bravi proietti APFDS con penetratore ad uranio impoverito,non una tecnologia particolarmente sofisticata,inoltre possono sostenere perdite spaventose traendone grande beneficio.
x Dekkard:
ma perkè la mia analisi è lacunosa?
parole sante!
Con l'avvento,secondo il mio parere salvifico,delle armi nucleari ed il relativo M.A.D.(acronimo di distruzione reciproca assicurata) non e' piu' concepibile un conflitto generalizzato fra nazioni dotate di armamento nucleare,a meno che una delle 2 nazioni non si sia dotata di un sistema ABM (capacita' anti missibli balistici) davvero efficace oppure abbia capacita' offensive e "decapitanti" molto piu'efficaci del possibile avversario,ogni altra ipotesi di conflitto e' da ritenersi eccessivamente costosa.Guarda caso gli USA portano avanti un programma ABM evoluto da circa 20 anni,finanziato dai tempi di Regan con l'altisonante nome di Guerre Stellari,ma le difficolta' tecniche incontrate sono davvero notevoli e per il momento le loro capacita' sono ancora limitate.Per cio' che riguarda il secondo aspetto attualmente gli Stati Uniti sono in grado di eliminare la leadership di un paese come la Cina in qualche minuto e hanno armi nucleari in grado di trasformare Cina Russia e qualsiasi altro antagonista in un enorme parcheggio una cinquantina di volte...Ergo seppur in grado gli Stati Uniti non hanno interesse ad eliminare preziosi parther commerciali ed inoltre il carattere "aperto" della loro posizione predominante,come del resto chiarisce Ikenberry,rende assai difficile la creazione di una coalizione in chiave anti-USA.Quindi un conflitto generalizzato convenzionale con possibile escalation nucleare e' da considerasi per una lunga serie di motivi ipotesi poco realistica.Una ipotetica coalizione cino-indiana per una lunga serie di motivi storico/culturali e' pura fantascienza.
una ipotetica alleanza russia-cina-india mi sembra l'inferno
bravo Joyhasgone

i vettori!
credo che la cina sia diventata un colosso commerciale proprio grazie a commercio ed apertura della struttura economica internazionale. in sostanza è un paese che vive di esportazioni (al contrario di USA) ed è un paese che pagherebbe un costo altissimo in caso di chiusura dei mercati(cosa abbastanza probabile nella vostra III g.m.). il senso? non ci sarà un conflitto paragonabile alla II g.m. per molto altro tempo. se poi vogliamo fare i realisti, allora basta contarci:il blocco occidentale è troppo ma troppo più grande di una ipotetica alleanza russia-cina-india.
tanto non ti aspettiamo

stò preparando il contrattacco,siete fortunati ke sono sommerso di lavoro e non ho tempo,ma tra poki giorni rispondo
Dekkard, nn ce la facevo più senza di te
Mi spiace di essermi perso sto post,sono tornato infatti solo ieri dall'impero del male statunitense sconvolto per l'aver consumato 4 aperitivi con nachos deliziosi al Rockfeller Center pagandoli in totale circa 19 DOLLARI,DICIANNOVE...cosi come in diversi locali di Soho con ingressi gratuiti e prezzi popolari,si vergognassero i titolari dei bar lancianesi ed italiani in generale la mia idea di gasarli tutti e tornata piu' forte di prima....Cmq mai lette una simile quantita'di idiozie come quelle riportate nell'articolo di Bocca:
1)Sono secoli che le navi della 6 flotta fanno regolarmente rotta e scalo nei porti Giordani,Israeliani ed Egiziani questi ultimi svolgono poi da anni esercitazioni congiunte con gli USA denominate Bright Star che vanno a coinvolgere decine di migliaia di uomini e unita' corazzate,in alcuni occasioni sono arrivati anche bombardieri strategici B1B quando esisteva ancora il mai troppo compianto SAC...
2)la USS Kearsarge e' una nave d'assalto anfibio non imbarca centinaia di aerei bensi solo elicotteri e Av8b Harrier II dei marines...e non e' assolutamente dotata di missili offensivi di alcun tipo...solo Sam Sea Sparrow per difesa aerea...i Cruise e altri giocattoli prettamente offensivi sono imbarcati su altri tipi di unita' della classe Ticonderoga o Burke ad esempio.
3)Per cio' che riguarda la futura conflittualita' globale:la Cina e' ancora una tigre di carta e lo sara' a lungo,non e' in grado si sostenere un confronto convenzionale con gli USA .Stanno facendo grossi investimenti nella difesa,ma il livello raggiunto dagli Statunitensi e' davvero superlativo.Sulla base dei teoremi del realismo,smentiti dalla attuale situazione internazionale,non ancora riesce a vedere la luce una coalizione internazionale in un ottica anti statunitense...a questo proposito torno a consigliare a tutti il libro America senza rivali? di Ikenberry.Illuminante...
4)analisi di Albertone e' a dir poco lacunosa:l'India e' attualmente militarmente assai piu' capace dei cinesi
ltre ad aver un discreta esperienza sul campo,considerate le scaramucce con i pakistani,hanno un aviazione moderna ed efficace e SAM sovietici di ultima generazione,compreso il temuto semovente AA "Apache killer" Tunguska.sono disponibili inoltre discreti vettori per armi nucleari a livello di teatro e una marina che fra poco si arricchira' di una portaerei ex sovietica ed il suo gruppo di volo.Inoltre come i cinesi del resto potrebbero accogliere i famosi 80 milioni di morti evocati in passato da Mao come una benedizione e non una tragedia.In Giappone le correnti di destra premono sul Premier Koizumi affinche' inizi un serio processo di riarmo finora ostacolato dalla grave crisi economica...il premier ha cmq dato un certo ascolto a queste voci,sopratutto in chiave anti-nord coreana e cinese...Inoltre il Giappone NON e' dotato di alcuna arma nucleare ci sono limiti culturali e costituzionali,potrebbe cmq svilupparne di moderne in qualche mese se necessario hanno sia il vettore che discrete quantita' plutonio.Concludendo questo semi papiro deancorsiano,grossolano considerato i "tempi" di sto forum,non credo ci sia un adeguato livello di "disperazione" diffusa affinche' si possa prefigurare un conflitto in tempi relativamente brevi,in pratica di solito non scoppiano guerre fra grandi partner commerciali.Forse solo le risorse energetiche costituiranno in un futuro non troppo lontano un motivo di conflittualita' piuttosto grave,considerando anche le ridotte risorse cinesi.
jammè su spara
ke devono fare nel 2015 stì equalimados
aspetta il 2015...
io parlo militarmente
in confronto all'America sono una ciofeca
L'INDIA poi e proprio ridicola,i più STRACCIONI E PEZZENTI del mondo
spero che tu stia solo scherzando...
Albertò ma perchè la vedi lontana una guerra su vasta scala?
I cinesi hanno già dimostrato di avere la determinazione necessaria per affrontare gli USA anche se tecnologicamente sono 25 anni indietro ed un asse con Mosca e, perchè no Berlino potrebbe convincerli che è il momento di agire
Oggi come oggi a nessuno "conviene" fare una guerra(una guerra seria con missili tattici non convenzionali);l'AMERICA è piena di debiti,ha molti uomini in Irak,l'uragano Katerina gli ha dato 1 altra mazzata,l'opinione pubblica e il congresso non approverebbero,Bush non è così folle da aprire un conflitto su vasta scala.
La RUSSIA è piena di debiti,è in grande crescita economica(anke se solo per poki,il resto del popolo campicchia),la gloriosa armata rossa a causa dei tagli alla difesa non se la passa bene ultimamente,molti missili nucleari con il protocollo START sono stati radiati(l'America invece alla faccia del disarmo non ha radiato nessun missile,anzi ne ha ammodernati alcuni) e Putin sa benissimo ke un attacco nucleare è pura follia.La CINA stà crescendo,le sue esportazioni crescono ad un ritmo incredibile,un grande mercato dove fare tanti bei soldoni,una guerra riporterebbe la Cina all'età della pietra;militarmente fanno ridere,i proiettili all'uranio impoverito degli Americani forerebbero i loro carri armati come niente,per non parlare dell'aviazione
.....ma dove si presentano?
solo con un attacco nucleare potrebbero attaccare qualsiasi paese,ma poi ke seccederebbe?....un contrattacco spaventoso,roba da trasformare in barzelletta l'apocalisse di Giovanni
e poi si,ke i Cinesi sono esaltati,ma secondo me non così folli da attaccare. 
L'INDIA poi e proprio ridicola,i più STRACCIONI E PEZZENTI del mondo
ma ke devono fare? con una pisciata dell'America o della Cina si annegano,militarmente neanche li calcolo
....l'Italia gli ha regalato un pò di Carri armati M15/42 del 1943
....ho detto tutto!
è vero ke hanno dei missili nucleari,ma li usano solo come deterrente per spaventare il vicino Pakistan(anke loro hanno missili nucleari ma tanto sono STRACCIONI pure questi
).Il GIAPPONE ha una grande tecnologia ed un esercito discreto,ma anke loro pensano a fare tanti soldoni,una guerra la vedo molto lontana come ipotesi,tuttal'più li vedo + sulla difensiva verso la Cina con la quale non hanno mai avuto buoni rapporti,ecco perkè forse anke loro si sono dotati di armi nucleari........deterrenza Dean.....deterrenza,ci possono essere piccoli conflitti(tipo Iraq,Vietnam,ecc...),ma grandi guerre a suon di missili tattici credo e spero ke non ci saranno mai;per assurdo la nostra natura è quella di preservare la specie;con una guerra nucleare non ci sarebbe nessun vincitore,ma solo perdenti e il caos più totale.
Meglio verde militare
l'auto blu non me la danno ancora
tornato con la thema?
è tornato il vecchio mat
Infatti è quello che ho espresso.
Un pò di fiducia mi rimane però... qualcuno avrà il buon senso di fare ancora uso di armi nucleari finalmente un giorno.
cmq...che allegria
Mat ma chi va a comandare è l'espressione di chi è comandato e non mi riferisco solo alle democrazie
visto chi mandano a comandare le nazioni più potenti come si fa ad avere fiducia...
be se nn avete fiducia nell'umanita'...
cioe' vi posso capire ma io ci credo
Anche
"quando le persone comuni saranno stufe, e si chiederanno chi odio?" SARANNO MORTE...
Quando le persone comuni vanno al potere smettono di essere persone comuni
sicuro che hiroshima e' meglio,
anche come numero di vittime, ci sono molte hiroshima oggi!
finira' credo quando le persone comuni saranno stufe, e si chiederanno chi odio?
Ah un'ultima notiza di cui so poco e sucui mi sto informando è un'asse tra IRAN, Venezuela e RUSSIA
Mat mi accusano sempre di non citare le fonti
esportiamo il modello Hiroshima
Tuttobe affinchè questo succeda dovremmo perdere tutti. Oddio con le guerre di solito perdono tutti.
Io sono fatalista, forse cinico e dico, in realtà lo dice uno scrittore americano, per di più pacifista, che la guerra viva per se stessa.
Questa che stiamo vivendo è una guerra diversa da quelle combattute fin'ora è una guerra generale senza linee del fronte, con i nemici che vivono mischiati tra loro e che difficilmente si riconoscono.
Il terrorismo è solo una tattica di guerra come ce ne sono 100 altre e che, temo, vedremo tutte in azione.
Quello che mi fa paura di questa guerra e che non è detto che abbia un termine, penso piuttosto ad una serie continua di attentati, tensioni locali ed interventi "Umanitari" che vadano avanti per decenni forse per secoli.
Persino Hiroshima è meglio di questo
che palle tutte ste citazioni
dean fai troppo paura!
e la guerra mondiale e' praticamente in atto,si combatte in tutte le parti del mondo,
diversamente dalla passata, oggi nn ci sono schieramenti contrapposti ben delineati, gli "eserciti" sono composti nn solo da militari,ma anche da donne, bambini...
e' una guerra oltre che militare,culturale due mondi diversi si stanno fronteggiando
senza esclusione di colpi! attentati ,terrorismo,ma nn solo arabo
c'e' anche quello americano,bombardamenti,sempre terrorismo e'!terrorismo economico,mediatico.
una guerra difficile, piu' violenta delle altre .che ti puo' colpireoltre che sui campi di battaglia, a casa tua, in metropolitana, bagdad nn c'e' piu' ,
gerusalemme e' colpita ogni giorno,ny e' stata colpita di brutto, madrid, a londra nn ne parliamo, e tutte le citta italiane ed europee a rischio
e un'integrazione razziale sempre piu' difficile.
ogni giorno in medio oriente villaggi rasi al suolo dalle ruspe.
senza considerare la corea!
e le guerre civili dell'africa, e il sud america
il pericolo della cina capitalista!
chi vincera'! ho pena per i vincitori
spero che perderemo! e che torneremo a vivere sugli alberi
No il sadomaso no
grande dean!
a te condoleeza rice ti fa una pippa!
il ritorno del papiro d'oro?
Il recente conflitto Iracheno pone un quesito padre di tutti i dubbi.
Esistono possibiltà con accettabili probabilità di resistenza alle potenzialità offensive di una superpotenza planetaria?
Analizziamo sommariamente gli elementi del problema: potenzialità della superpotenza e quelle di una potenza secondaria in rapporto a scenari modellizzati sulla combinazione d’ambienti naturali umanizzati caratterizzata da industrializzazione elevatissima, elevata, media, scarsa
Tali scenari sono configurabili rispettivamente con le seguenti aree geo-politiche:
- America del Nord, Giappone, Europa.Australia;
- Subcontinenti: Indo-Cino-Asiatico e parte dell’America Meridionale;
- Restanti regioni con enclave del tipo Israele, Taiwan, Corea del Sud,
Assumiamo , per logica, che la superpotenza si sostanzi in un territorio vasto a livello sub-continentale con elevatissima industrializzazione a contenuto super tecnologico.
Le possibilità Offensive dell’ iperpotenza sono pressoché assolute, sia in campo strategico, sia tattico.
In ambito strategico, sono assolutamente dominanti le capacità NucleareBiologicaChimica (NBC), spaziale, missilistica, navale di superficie e sottomarina, la terrestre, il comando, controllo e intelligence (C3I o C4I, diremo, per comodità CXI), tecnologica, mobilità.
In ambito Tattico sono ancora svrastanti gli ambiti: NBC, missilistica, aerea, navale e terrestre, CXI, mobilità, fuoco per target puntiformi, saturazione d’aree terrestri e sub-terrestri con il fuoco.
Richiamo l’attenzione sulle capacità di colpire obiettivi puntiformi, di saturare aree di superficie di sub-superficie, intesa, per quest’ultima la capacità di distruzione con fuoco convenzionale dei sistemi di bunker sotterranei.
A tal proposito giova ricordare che nel corso del conflitto vietnamita, tali sistemi cunicolari, resero inefficaci gli interventi di superficie. Tant’è che gli USA ricorreranno ai ripari con ricerche e sviluppo di bombe, testate e proietti ad elevata penetrazione terrestre.
I punti deboli (vds nota ) della superpotenza considerata sono quelli tipici delle società ad elevato grado di modernizzazione quali:
- complessi tecnologici avanzati;
- sistemi di comunicazione, di distribuzione dell’energia, telematici;
- centrali elettriche convenzionali e nucleari;
- raffinerie;
- concentrazioni direzionali;
- limitata resistenza dell’homo tecnologicus alle privazioni, alle sofferenze fisiche e, persino, intolleranza alla visione del sangue..
Si può affermare che le società arcaiche e scarsamente industrializzate sono meno vulnerabili alle offese condotte con sistemi super tecnologici.
Chi può negare che la sola privazione dell’energia elettrica paralizzerebbe la vita di potenze come il Giappone e l’Europa ?
Tralascio, quindi le possibilità difensive delle società iperindustrializzate e telematizzate.
Ipotizziamo, ai fini dello studio, un modello di potenza medio-bassa simile a quello vietnamita degli anni 60.
Questo modello è caratterizzato da ambienti paludosi, montagnosi, coperti da foreste, confinanti con "santuari" (aree confinanti in territorio di Paese amico)
Riifornito dall’esterno di: materie alimentari e medicinali, nonché, di armi convenzionali, specie del tipo antiuomo, controcarro, contraereo, di guerra elettronica e comunicazioni.
Un’Entità, in altre parole, favorita dall’ambiente ed appoggiata dall'esterno anche a mezzo di propaganda ideologica.
La strategia e la tattica difensive potrebbero emulare quelle di Giap al tempo della guerra vietnamita.
Guerriglia al Sud, sostenuta dal Vietnam del nord con di risorse umane e materiali e con di unità di impiego operative.
Da evidenziare che:
- il Vietnam del nord , poco industrializzato, era difficilmente neutralizzabile se non con l’occupazione.
- L’URSS e la Cina comunista, protagonisti indiretti, immensi per territorio e risorse umane, nonché potenze nucleari, impiegavano grandi risorse finanziarie e materiali per appoggiare lo sforzo difensivo del Vietnam del Nord e dei Vietcong.
Poniamoci il quesito subordinato: “quali principi della Guerra dovrebbe esaltare l’ipotetica micro potenza? In quale modo?
Giap, nella guerra contro gli USA, enfatizzò quelli della Sicurezza, della Sorpresa e della Concentrazione degli sforzi.
In sintesi, reductio ad unum: la dispersione controllata delle forze.
Rendiamo comprensibile il concetto di quest’espressione.
Lo stratega Vietnamita realizzò:
la Sicurezza. disperdendo le proprie forze su ampi spazi, nascondedndole e protetteggendole mediante una grande ragnatela di cunicoli sotterranei intercomunicanti. Costrinse, in tal modo, gli USA ad attuare forme di strategia del tipo “cerca e distruggi”, poco aderenti al principio della concentrazione degli sforzi e della sicurezza;
la Sorpresa e la concentrazione degli sforzi: riunendo, per il tempo strettamente necessario, anche ingenti forze (vedasi attacco alla Base USA di Da Nang) i cui movimenti furono coperti dall’osservazione aerea dalla fitta foresta e fitta e protetti, da attacchi aerei a bassa quota, con missili SAM di produzione sovietica.
Erano forze rustiche, leggere, sgravate da appesantimenti logistici, addestrate e motivate, resistenti agli sforzi fisici ed alle sofferenze psico-fisiche.
Le probabilità di successo dei nuovi Giap, con le attuali possibilita dell’iperpotenza sarebbero quasi nulle.
Il Mondo è, ora, unipolare con evidente decadimento delle possibilità d’appoggiare i Paesi in lotta con gli USA come fecero l' URSS, la CINA e CUBA durante la Guerra fredda
.
Le attuali possibilità della Superpotenza possono conentire di distruggere, i sistemi di bunker a cunicoli.
Le eccezionali capacità della medesima Superpotenza esaltano le possibilità di localizzare e di distruggere con il fuoco aereo e missilistico preciso ed efficace qualsiasi obiettivo, anche interrato.
La mobilità strategica e tattica della superpotenza, esaltata dai sistemi CXI, avrebbero probabilità elevate di successo anche contro concentrazioni di forze vietnamite rapide e sfuggenti.
Quale, allora la possibile e conveniente Strategia per affrontare la Superpotenza?
Potrebbe così essere delineata:
- tendere ad imbrigliare la sua potenza ed impedirle di vincere sconfitta,
ricorrendo alla estrema dispersione controllata delle forze nel tempo e nello spazio, impiegando sistemi di Comando, Controllo, Comunicazioni e, soprattutto, Intelligence conformi all’elevata dispersione controllata.
Per dispersione nel tempo, intendo il ricorso all’impiego di Unità operative “dormienti”, costituite da combattenti perfettamente integrati ed operanti nel loro ambito sociale e da attivare e concentrare nel per realizzare la superiorità atta ad infliggere all'aversario le maggiori perdite nel punto voluto.
Sarebbero, in tal modo, esaltati i principi di sicurezza, sorpresa e di concentrazione degli sforzi, accordando anteriorità alla sicurezza.
Per ora non mi è possibile immaginare altri tipi di Strategia se non quelli tesi a non lasciarsi sottomettere (ipotesi teorica, visto che la Superpotenza è una grande Democrazia e non un impero assolutistico ed illiberale).
La differenza tra gli Imperi che fino ad ora si sono affermati e, via via, dissolti, è proprio la Democrazia.
Gli Imperi dall' Egizio al Romano, dall'Inglese a quelli dell’ America pre-colombiana, non furono di certo né democratici né repubblicani.
Erano sistemi che tendevano a sottomettere i popoli conquistati mediante l’occupazione permanente dei loro territori.
Con gli USA non è avvenuto in Europa e nemmeno in Giappone.
L’ America, esportata la Democrazia, ha sempre lasciato i popoli ad essa educati, la libera scelta del loro governo.
Spesso gli stessi USA hanno dovuto opporsi a politiche di isolazionismo, le cui conseguenze catastrofiche per l’ Umanità sono state ipotizzate da Storici e Politici illuminati.
Nota
punto debole rimane tale se l’avversario non possiede possibilità di sfruttarlo ai propri fini, diventa vulnerabilità se il medesimo avversario può sfruttarlo. Esempio: una città senza protezione contraerea è un punto debole se il nemico non ha aerei per colpirla; diventa vulnerabilità se li ha.
Russi e cinesi giocano a fare la guerra
di Vladimir Sapozhnikov
su Il Sole 24 Ore del 19/08/2005
MOSCA. Un contingente militare di 10 mila effettivi russi e cinesi, appoggiato dall'aviazione militare e da 140 tra sommergibili e navi da guerra, partecipa alla prima esercitazione militare congiunta tra Mosca e Pechino dal 1958, anno in cui i rapporti bilaterali cominciarono a deteriorarsi. Il via alle manovre militari di sette giorni è stato dato ieri a Vladivostok, nell'Estremo Oriente russo, dove si sono incontrati i vertici delle due forze armate. «Le nostre manovre non minacciano alcun Paese del mondo», ha subito puntualizzato il capo di stato maggiore delle forze armate russe, Jurij Balujevskij, rispondendo alle preoccupazioni manifestate da Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud.
Molti osservatori russi e occidentali sostengono invece che la parte principale delle esercitazioni - da domani nella penisola cinese di Qingdao - assomiglia a un piano di occupazione di Taiwan. Si preoccupano gli Stati Uniti che, non invitati come osservatori ai "giochi senza frontiere", saranno costretti a osservarli grazie ai satelliti della Corea del Sud.
Di cosa si tratta in pratica? In base allo scenario delle manovre, battezzate "Missione di pace 2005", le forze armate russo-cinesi su richiesta dell'Onu devono ristabilire l'ordine costituzionale in uno Stato non meglio precisato, scosso da un conflitto etnico, che sta per sfuggire al controllo delle autorità locali e minaccia di trasformarsi in una guerra civile. Secondo un portavoce cinese «le manovre dovranno perfezionare la cooperazione militare tra i due Paesi nella lotta contro l'estremismo, il terrorismo e il separatismo». Parole che hanno messo in allarme le autorità di Taiwan, mentre l'esperto militare russo Aleksandr Goltz ha dichiarato di non capire «che legame possono avere sommergibili e bombardieri strategici con una "missione di pace"». Dopo la disintegrazione dell'Unione Sovietica, le forze armate russe hanno partecipato più volte a esercitazioni militari congiunte con la Nato: mentre le manovre con l'esercito cinese sono una novità assoluta. Il riavvicinamento tra Mosca e Pechino cominciò negli anni 80, ai tempi di Mikhail Gorbaciov. Ma solo lo scorso gennaio Mosca e Pechino hanno firmato un accordo sul tracciato della linea di frontiera comune, che negli anni 60 e 70 portò i due vicini sull'orlo di un conflitto.
Le manovre sarebbero comunque volte a contrastare la crescente egemonia militare degli Stati Uniti nel Pacifico e nell’Asia Centrale. Lo scorso luglio Mosca e Pechino avevano pubblicato una dichiarazione congiunta, contenente un' aspra critica della linea politica di Washington, che starebbe cercando di «monopolizzare la gestione di molte questioni globali». Nel momento in cui i programmi nucleari dell'Iran e della Corea del Nord suscitano molta preoccupazione nel mondo, le manovre militari russo-cinesi devono lanciare un chiaro segnale agli Stati Uniti: il partenariato strategico tra Mosca e Pechino, che si estende ora nel campo militare, dev'essere interpretato come una contrapposizione all' Alleanza nordatlantica.
Ma la Russia cercherà anche di utilizzare le manovre per aumentare ancora più l'export degli armamenti in Cina, principale cliente dell'industria per la difesa: anche quest'anno Mosca dovrebbe riuscire a esportare armamenti per oltre cinque miliardi di dollari. Nelle manovre di questi giorni saranno impiegati dei bombardieri strategici a lungo raggio, progettati per trasportare bombe e missili nucleari. Il Cremlino li vuole vendere alla Cina, puntando sul fatto che il possesso di questo componente integrante della triade nucleare (sottomarini, missili, bombardieri) permetterà al regime di Pechino di rafforzare il proprio potenziale bellico.
DI GIULIETTO CHIESA
Altro che “secolo americano”! Questo, di cui abbiamo assaggiato il 5% circa, si avvia ad essere - se corto o breve è altra questione – un secolo asiatico. Con parecchi corollari, non certo gradevoli per noi occidentali, che siamo nati e vissuti nell'idea, singolarmente stupida, di vivere nel centro del mondo, di essere il luogo della civiltà, distinti dai barbari di vario colore.
Piccoli e grandi segnali ci annunciano che grandi spicchi del pianeta sono decollati per conto proprio e cominciano a palesare le loro esigenze senza chiederci il permesso. E' chiaro che stiamo parlando della Cina. E perfino della Russia, che frettolosamente avevamo dato per defunta, assorbita, omogeneizzata, colonizzata e ridotta a appendice di second'ordine del mondo occidentale (per la stessa logica di cui sopra, cioè perché appartenente al mondo non civilizzato).
Come svegliandosi da un lungo sonno, i giornali di tutto il mondo “civile” hanno annunciato che Cina e Russia hanno cominciato in agosto le prime, grandi manovre militari congiunte della loro storia. Nemmeno ai tempi di Stalin e di Mao, di Chu Enlai e di Molotov, Russia (allora Unione Sovietica) e Cina si erano spinte a tanto. Certo erano – come si diceva allora – due paesi socialisti, avevano rapporti economici, l'URSS forniva armi alla Cina, ecc. Ma mai le loro truppe si erano messe insieme. C'erano stati momenti, al contrario, in cui le canne dei loro fucili si erano puntate reciprocamente le une contro le altre. Ma è acqua passata da molto tempo.
Altri segnali sono giunti da quel mondo che non conosciamo per niente. Tutti accumulatisi in questo scorcio di tempo, come se qualcosa arrivasse a maturazione in gran fretta, proprio adesso, dopo essere stato a lungo in incubazione, invisibile. All'inizio dell'estate il gruppo di Shanghai (cui partecipano, con Cina e Russia, le repubbliche ex sovietiche dell'Asia centrale ex sovietica, meno il Turkmenistan) aveva cortesemente pregato gli Stati Uniti di togliersi dai piedi con le loro truppe e basi militari, accortamente piazzate nell'area (in Tagikistan, Uzbekistan, Kirghizistan) sull'onda dell'offensiva contro l'Afghanistan seguita all'11 settembre 2001.
Evento singolare davvero, a ben pensarci, perché quelle capitali, fino al giorno prima, si può dire, pendevano dalle labbra di Washington e sognavano soltanto di essere ammesse al banchetto americano.
La Russia sembrava essrere stata emarginata dall'area su cui esercitava la propria influenza da quattro secoli. La Cina – stando agli imbambolati mezzi di comunicazione di massa occidentali (con rare eccezioni) – era ormai diventata capitalista e, quindi, per antonomasia, poteva essere considerata omologata al resto del mondo. Se non ancora colonizzata, di certo colonizzabile. Se non proprio colonizzabile, comunque riconducibile a un immenso mercato su cui far confluire le merci e le tecnologie dell'occidente civilizzato.
Con qualche dettaglio non trascurabile, tuttavia, di cui adesso occorre rendersi conto. E in fretta. Non è sfuggito ai variabili presidenti-despoti delle repubbliche dell'Asia Centrale che la Cina trabocca di dollari, e di yuan. E che Pechino ha nei suoi forzieri, circa mille miliardi di dollari USA, oltre ad avere comprato circa l'8% del debito americano, in buoni del tesoro della Federal Reserve. Come si fa a restare insensibili di fronte a questa cornucopia? Intendo dire che la forza di attrazione americana è stata bruscamente contrastata da nuovi fattori molto potenti.
Quali? Cina e Russia hanno cominciato a fare i loro calcoli, per meglio dire: a trarre le somme da calcoli che stavano fecendo, ciascuna per conto proprio, da diversi anni. Cominciamo dalla Russia.
Puntin non è un rivoluzionario bolshevico. Per niente. Ma si è accorto che non bastava essere condiscendente verso Washington; che non era nemmeno sufficiente farsi da parte, starsene buono fuori dal mirino americano. Dall'alto della collina del suo potere quinquennale non poteva non tirare le somme. In Asia centrale, appunto, basi americane una dietro l'altra. In Georgia una presenza statunitense ormai decisiva per orientare il governo locale. In Ucraina una “rivoluzione democratica” alimentata dall'esterno. Attorno alla Bielorussia segnali di un'offensiva analoga a breve scadenza. La Nato ormai stabilmente piazzata in tutto l'est Europa, e perfino in tre repubbliche che un tempo erano state parte dell'URSS. E, in Russia, il varo della corazzata Jukos sulla scena politica, con l'obiettivo di sostituire lui stesso, a tempo debito, con un nuovo leader pilotato dalla Exxon.
Gl'Imperi non si sono mai accontentati del tributo dei vassalli e non hanno inclinazione alla gratitudine. Se i tempi diventano duri, allora le loro esigenze si moltiplicano. E ai vassalli non resta che l'alternativa tra soddisfarle e ribellarsi.
I tempi duri per l'America sono ormai venuti e non pare se ne andranno presto. Il faro dell'occidente è indebitato fino agli occhi, proiettato lungo un asse di guerre che non sta vincendo, incapace di dominare gli effetti del vaso di Pandora delle globalizzazione, cavalcata per un ventennio con orgogliosa sicurezza e sbalorditiva irresponsabilità.
La Cina non è un vassallo e non intende diventarlo. Ma questo è solo l'antipasto. La Cina legge i giornali come li leggiamo noi "civilizzati” e, quando legge Condoleeza Rice dire, papale papale, che la Cina “piuttosto che un partner è un avversario”, perché – udite, udite! – “vuole cambiare i rapporti di forza a suo vantaggio”, conclude che è il momento di far sentire il suo peso, in tutte le direzioni.
Le manovre congiunte con i russi, del resto, sono solo la ciliegina sulla torta, quello che serve per svegliare i governi occidentali che dormono, mettendo la questione sotto i riflettori delle televisioni. Una specie di colpo di sirena, di quelli che le navi lanciano per segnalare la propria presenza o distogliere altri natanti dalla rotta di collisione. Attenti, siamo qui, proprio di fronte a voi, levatevi di mezzo!
Il fatto è che Condoleeza dice una cosa vera: non c'è posto per due Americhe su questo pianeta. Sempre che entrambe non siano disposte a rinunciare a niente. La Cina è entrata sul mercato mondiale applicando le regole che l'Occidente ha scritto per sé, immaginando che sarebbero state eternamente a suo vantaggio. Adesso sta accadendo il contrario: quelle regole sembrano fatte apposta per far diventare la Cina il più potente paese del mondo, quello in grado di dominare tutti i mercati. E la Cina è già l'unico paese al mondo che può permettersi di prendere decisioni senza chiedere il permesso di nessuno, neanche quello degli Stati Uniti, cioè dell'Impero. Il che significa che l'Impero è già in declino, e che – se non vuole che tutti se ne accorgano – deve dare una lezione sonora a chi ne minaccia i disegni.
Il fatto è, come dicono gli eventi, che parecchi cominciano ad accorgersene. La Russia, che da sola non può permettersi atti di insubordinazione, ha colto la palla al balzo. Insieme si può dire all'imperatore che l'Asia è degli asiatici. Tanto per cominciare. La seconda tappa sarà quella di comprarsi l'Asia. La Cina è già in marcia. E compra anche pezzi di Russia, a cominciare dall'energia russa.
La Russia, che fino all'altro ieri non aveva sponde, oltre che idee, si trova a poter cogliere adesso una insperata palla al balzo. E la sta cogliendo. Con fatica, perché la diffidenza russa verso l'immenso vicino asiatico non è stata mai superata del tutto. Ma il colosso vicino è oggi assai meno temibile dell'Impero lontano.
Le riserve energetiche russe sono le più vicine e comode, relativamente parlando. La Cina ha i capitali per ogni tipo di investimento, e li mette a disposizione. La Russia ha le tecnologie militari sufficienti per garantire a Pechino una progressione di armamento strategico sufficiente a fronteggiare il prossimo decennio.
Il Pentagono pubblica i dati dell'armamento cinese, e rivela un segreto di Pulcinella: la Cina spende in armamenti dieci volte di più di quello che dichiara. Probabilmente le cifre americane sono attendibili, ma che cosa dicono? Dicono che i cinesi si stanno preparando alla stessa, identica cosa cui si stanno preparando gli americani: il momento in cui le risorse non basteranno per tutti e solo la forza deciderà chi potrà accedervi.
Sarà un momento drammatico e non è molto lontano. Avverrà nel corso del prossimo decennio. Da qui la corsa cinese a comprare tutto il comprebile e anche il non comprabile. Perché quando la maggiore impresa petrolifera cinese, statale, si affaccia a Wall Street con la regolare offerta di comprarsi la Unocal americana, offrendo un miliardo di dollari in più della massima offerta di una multinazionale a stelle e strisce, ecco che scattano tutti gli allarmi.
E quando Hu Jintao decide di rivalutare lo yuan di un modestissmo 2%, facendosi beffe della richiesta USA di rivalutare fino al 15%, l'occidente dovrebbe capire che Pechino non accetta ordini da nessuno. E procedere – come Hu Jintao ha ribadito, sorriso sulle labbra e “denti d'acciaio” – secondo i suoi tempi, le sue esigenze, e non secondo le pressioni che vengono dall'esterno.
Le esercitazioni militari congiunte, Cina-Russia sono solo un segnale, prima della “tempesta perfetta” che si annuncia.
Giulietto Chiesa
Fonte:www.giuliettochiesa.it
da Galatea di settembre 2005
Persino cussù se n'è acocrto, traendo conclusioni del tutto sballate giusto per non smentirsi
ORDIGNO FINE DI MONDO!!!
skin
dean...mi stai a fa mette ansiosa
Skin guarda i miei post sono anni che mi preparo accumulando provviste ed armi in cantina
Nel frattempo Dean si sta già preparando...
Tuttobe quelli tornano dritti dritti all'età della pietra se non la smettono di fare gli stronzi, ah no quelli all'età della pietra ci sono già

Albertò ma perchè la vedi lontana una guerra su vasta scala?
I cinesi hanno già dimostrato di avere la determinazione necessaria per affrontare gli USA anche se tecnologicamente sono 25 anni indietro ed un asse con Mosca e, perchè no Berlino potrebbe convincerli che è il momento di agire
ma perchè devono x forza utlizzare le armi nucleari? Grande milius
tutto è possibile ma una guerra su scala globale la vedo molto lontana come ipotesi,difficilmente una nazione con potenza nucleare inizia una guerra;la guerra fredda ci ha insegnato ke la tensione tra gli stati si regge solo sulla deterrenza,perkè tutti sanno ke un attacco nucleare anke se ben fatto e per quanto possa cogliere di sorpresa l'avversario,da luogo inesorabilmente ad un contrattacco e quindi per assurdo alla sconfitta e alla distruzione di tutte le parti(anke se sono + stati).

In strategia moderna possiamo parlare di microguerre,ovvero piccoli conflitti ke si svolgono in paesi alleati o in paesi avversari,dove le super potenze aiutano le rispettive fazioni.....tipo il Vietnam,praticamente ci rimettono sempre gli straccioni;
e poi piccoli giochi alla TOP GUN,con aerei spia,aerei nemici armati fino ai denti ke serpeggiano a poke miglia dalle navi o dalle basi per provocare e far incazzare i comandanti,i quali a loro volta preparano postazioni missilistiche,fanno alzare una squadriglia di caccia per poi finire tutto a tarallucci e vino,tanto c'è il contribuente(il popolo) ke paga sempre tutto

aspetto il papiro di Mur.......

........dimenticavo!........IMHO!

gli unici che possono salvarci,ora come ora,sono
gli arabi
ma solo se ci fanno un culo cosi'
per abbassare la cresta e ricominciare
e soprattutto lass per lu STREGA
Mida....non so che risponderti
vatt a vidè l'altro quote ma mittet l'ucchial
hai finalmente imparato a citare le fonti dei tuoi papir-quote!!

oddì
mo sicuro mi risponde acido...


Giorgio Bocca
Dico Giorgio Bocca, mica Ferrara
Gli strateghi dicono che la Terza guerra mondiale è già iniziata: certo sono già iniziate le grandi manovre, le grandi mobilitazioni che noi europei ricchi e pacifici fingiamo di non vedere.
Noi siamo pacifisti neutrali e patetici nella nostra speranza di sfuggire a guerre e a terrore continuando a esporre la fragilissima ricchezza di milioni di auto sulle strade delle vacanze
Ma no? Davvero?
Ma tu non eri tra quelli che strepitava PACE PACE PACE?
Se l'hai capito tu c'è speranza per tutti
America, Russia, Cina, India e anche Giappone: tutti si stanno riarmando e schierando sul terreno. E non s'è mai visto che una grande corsa alle armi si sia conclusa con una pace generale
Gli strateghi dicono che la Terza guerra mondiale è già iniziata: certo sono già iniziate le grandi manovre, le grandi mobilitazioni che noi europei ricchi e pacifici fingiamo di non vedere.
Notizie che apprendiamo in modo disattento ci informano che due navi da guerra americane sono state attaccate con razzi dai militanti di Al Qaeda nel cuore del Medio Oriente, a Eilat e Aqaba, le città israeliane e giordane del mar Rosso. Le navi americane sono una potentissima portaerei di nome Kearsarge con centinaia di aerei e di missili a bordo di pronto impiego in Arabia, nell'Iraq e in tutta la cerniera fra Europa e Asia, e la nave anfibia Ashland per trasporto di truppe da sbarco e per attacchi di marines. Nel mar Rosso, cioè vicinissime ai luoghi dei più recenti attentati terroristici, vicino alle operazioni antiterroristiche lanciate dall'Arabia Saudita.
Non è introduzione alla guerra mondiale questa? Che ci fanno a Eilat e Aqaba le navi della Sesta flotta americana se non prepararsi a una guerra?
Nell'Estremo Oriente sono in corso le manovre militari russo-cinesi. Fino ai tempi di Stalin si pensava che i due colossi si fronteggiassero sospettosi e ostili per il dominio asiatico. I russi per contenere l'invasione dei contadini cinesi della Siberia. E oggi, fra la stupefazione e la paura, apprendiamo che le manovre dei due grandi paesi mirano a respingere un eventuale attacco da parte del blocco americano-giapponese sorretto dalle nazioni bianche della Oceania.
È un disegno strategico demenziale? Un'alleanza russo-cinese è assurda? Sì, ma nella fase attuale di previsioni o di mobilitazioni apocalittiche nulla può essere escluso. Non certo il dichiarato disegno militare americano di spostare eserciti, mezzi e alleanze a est, nell'Iraq, nell'Afghanistan, nelle ex Repubbliche sovietiche e nella ricerca di appoggio dell'India.
Sono elucubrazioni di fantapolitica? Eppure gran parte dei militari russi e dei nostalgici del potere sovietico considera l'Occidente filoamericano come un avversario da ricacciare dalle terre dell'impero russo e l'improvvisa ostilità dell'Uzbekistan alla presenza di basi americane è un segno di mobilitazione ostile crescente.
La corsa agli armamenti dei colossi mondiali, America, Russia, Cina, India, è un dato di fatto, il riarmo del Giappone, la sua uscita dalla neutralità del terrore atomico, è un fatto ufficiale e allora ci si può chiedere: si è mai visto che una generale preparazione a una nuova grande guerra si concluda con una pace generale? Si è mai visto che una superpotenza come quella americana governata da una destra che mira ostentatamente al mantenimento della superiorità militare non cerchi in qualche modo il confronto?
Nei giorni scorsi si è svolto a Colonia il super-raduno della gioventù cattolica presieduto da un papa antirazzista, pacifista predicatore della non violenza. Sembrerebbe dunque ingiusto e blasfemo vedere anche in questa manifestazione evangelica una mobilitazione di guerra. Ma non è da escludere che sia una mobilitazione di prevenzione e di resistenza ai venti di guerra che tornano a soffiare nei cinque continenti.
La Repubblica democratica russa spende in armi ultramoderne gran parte del denaro che ricava dalle esportazioni di materie prime energetiche, i cinesi tengono sotto le armi milioni di soldati, schierano i loro arsenali nell'Asia centrale e ai confini con l'India, il terrorismo islamico ha già dichiarato la sua guerra agli infedeli e agli arabi moderati e traditori.
Noi siamo pacifisti neutrali e patetici nella nostra speranza di sfuggire a guerre e a terrore continuando a esporre la fragilissima ricchezza di milioni di auto sulle strade delle vacanze
di Giorgio Bocca
Nuova reply all'argomento:
III GUERRA MONDIALE
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