Messaggio del 29-09-2004 alle ore 01:49:01
..io mi sono appassionato da unna circa a i misteri ke circondano qst sperduto paesino francese..e in primo luogo della sua Chiesetta in cui visse l'abate saunnier..
..se anke qualcun'altro è interessato mi faccia sapere..ne parliamo e postiamo documenti x i più curiosi!!
Messaggio del 29-09-2004 alle ore 02:14:32
io ho letto un inserto su focus...interessante
mo penso che mi compro un romanzo che parla di questo paesino ed altro(il cosice da vinci)
Messaggio del 29-09-2004 alle ore 09:56:32
ankio l'ho letto, ho letto anke svariati libri sui templari e sul sacro graal...il codice da vinci l'ho regalato allo sposo, so aspettando ke finisca di leggerlo per prenderlo
Messaggio del 29-09-2004 alle ore 13:20:26
clicca qui
Il Gran Maestro dell'Ordine da il benvenuto ai nuovi confratelli purtet le consorelle ------------------------------------------------- Editato il 13:22:30 29/09/2004 da dean corso
Messaggio del 29-09-2004 alle ore 13:48:36
..il libro di DAN BROWN "codice Da Vinci" è un romanzo..nn uno studio storico.. basato certo su tesi contrastanti..ma ampiamente smentite dalla storiografia ufficiale..è stata un impresa commerciale messa in opera dalla triade famosa x aver pubblicato anni addietro libri sul GRAAL..il prof. BROWN era un cosidetto sign.Nessuno..di colpo è stato prodotto dalle + grandi distribuzioni mondiali..ed il suo libro è diventato un caso voluto e proggettato a tavolino x cercare di contrastare la Chiesa ufficiale..resta cmq un bel romanzo..ma nulla +..in qnt all'interno nn ci sono verità..ma tesi fonadte su menzogne e falsi storici!!
..x qnt riguarda i misteri di qst Chiesetta della provenza..ieri è stata protagonista di 2 trasmissioni..TOP SEGRET su rete4..e VOYAGER su rai2..
..vi segnalo 2 siti www.renneslechateau.it e www.renneslechateau.com
Messaggio del 29-09-2004 alle ore 15:48:21
dimas, vedo che hai adottato la tesi del Prof. Bizzarri...
Non è che quest'ultimo stia facendo lo stesso cercando di "spingere" i suoi libri sull'argomento?
Cmq sia qui parecchia gente stà tentando di fare fortuna su una storia vecchia di secoli, molto affascinante certo, ma su cui si stà speculando un pò troppo.
Per quanto riguarda le trasmissioni di ieri sera, devo bocciare alla grande top secret (sensazionalismo, pressapochismo, filocattolico da fare ribrezzo, per non parlare del vice-direttore di libero, e degli "esperti" quasi sempre provenienti dall'area cattolica ortodossa e reazionaria).
Discorso diverso per Voyager. Seguo Giacobbo da quando era a La7 con Stargate (a proposito anche V.M. Manfredi non è da sottovalutare, anzi...) e ti diro che apprezzo sempre di più il suo indirizzo riguardo a "certe" cose, anche se in quest'ultima serie si è un pò troppo "commercializzato".
Io cmq una mia spiegazione me la sono fatta, vero DEAN ?
Messaggio del 29-09-2004 alle ore 16:10:15
dal sito:
Ultime notizie da Rennes-le-Château
"Voyager" e "Top Secret" su Rennes-le-Chateau
28 settembre 2004 - Questa sera i due programmi televisivi "Top Secret" e "Voyager" hanno trattato il tema di Rennes-le-Château. Se gli ospiti intervistati sono stati egregi (Farina, Polidoro, Barattolo e Bizzarri), i servizi andati in onda erano pieni di elementi scorretti e forzati. Ecco un elenco degli errori commessi dai due programmi:
-Non c'è alcuna prova del fatto che Saunière andò a Parigi
-Le pergamene più volte mostrate sono falsi del XX secolo
-Il pilastro in cui Saunière (non) trovò le pergamene non era cavo
-Billard non era il protettore di Saunière (lo ha recentemente dimostrato Laurent Octonovo)
Messaggio del 29-09-2004 alle ore 16:14:17
in realtà la spiegazione degli enigmi di le-chateau è, stando agli indizi presenti nella chiesetta, evidente.
Il tutto resta un "mistero" naturalmente se si vuole perseguire sulla solita interpretazione cristiano-ortodossa della faccenda.
Cito a proposito una frase di Platone:
quote:
Quelli , invece, che non sono filosofi e che si accontentano, come chi abbronza la pelle al sole, solo di una vernice di opinioni giudicheranno impossibile l’impresa quando vedranno quante cose occorrera’ imparare
Messaggio del 29-09-2004 alle ore 20:38:47
Notizie su Rennes-le-Chateau
compilate da Franco Malatesta
La storia della scoperta di Berenger Saunière credo sia nota a tutti, quindi non la sto a riportare. In più di un testo però si sottolinea come inspiegabile l'improvvisa ricchezza di cui il prelato si tovò a disporre (e che usò per la costruzione della sua Torre Maddalena).
Alcuni collegano questo afflusso di denaro all' "oggetto" ritrovato da Saunière, che sarebbe un antico tesoro Visigoto (da notare come questa versione possa essere letta in chiave metaforica, solo a tener presente l'origine visigota del sangue Merovingio).
Altri propongono la tesi secondo la quale Sauniere avrebbe trovato la Formula Alchemica per la trasformazione dei metalli in oro
Forse più interessante, e di certo più concordante con ciò che noi finora sappiamo, è la teoria che vuole che Saunière stesse ricattando la Chiesa con qualche innominabile segreto.
Questa teoria trova, forse, qualche conferma in una serie di eventi abbastanza misteriosi.
Saunière non comunicò mai la natura della sua scoperta, ma si dice che ne abbia reso edotta una certa Marie Dernaud, che promise di svelare il segreto prima di morire. Purtroppo la donna subì un infarto, che la paralizzò completamente, rendendole così impossibile mantenere la promessa fatta. La donna morì poi nel 1953. Qualcuno potrebbe vedere in questo "incidente" la mano dei nostri Nemici.
Inoltre, pare che a Saunière fu negata l'assoluzione in punto di morte, perché ciò che rivelò al proprio confessore era troppo grave e sconvolgente.
Un altro elemento di mistero sono alcune pergamene che Saunière avrebbe scoperto nella propria chiesa nel 1891. Il testo originale di tali pergamene ancora non sono riuscito a reperirlo, ma si dice che fossero state scritte da un predecessore del prelato, un certo Antoine Bigou, nel 1871. Bigou sarebbe stato il confessore di Maria d'Hautpoul, sulla cui lapide sarebbero riprodotte almeno alcune parti del testo delle pergamene.
Forse si tratta degli stessi frammenti trovati a Lucca sul luogo dell'evocazione.
Da notare che la chiesa di Sauniére in effeti possiede una statua in forma di demone (guardiano?), forse di Asmodeo (che aiutò Salomone a completare il Tempio di Gerusalemme).
Inoltre, si dice che uno strano gioco di luci attraverso i vetri della chiesa crei, a mezzogiorno, un effetto di "mele blu".
Ovviamente è impossibile al momento valutare la veridicità di tali affermazioni, ma forse non è peregrina l'idea che a Chateau-le-Rennès si trovi effettivamente un demone guardiano, evocato per custodire forse il segreto scoperto da Saunière.
Se questo è vero, il prelato avrebbe agito contro gli interessi della Chiesa nell'asportare il "segreto" dalla chiesa, e questo può forse spiegare le stranezze della sua ricchezza (nell'ottica del ricatto) e della sua mancata assoluzione.
Forse il demone che ha fatto la sua comparsa a Lucca era il guardiano del "segreto" tornato per rivendicare l'oggetto della sua custodia? Ricordate che anche Boldbrige, come Marie Dernaud, sembra essere stato vittima di un infarto.
Resta da vedere per quale motivo Saunière avrebbe dovuto agire contro gli interessi della Chiesa in tale circostanza.
Qui subentrano le teorie riguardo ai Merovingi, a Maddalena e al Priorato di Sion.
Lincoln, Baigent, and Leigh propongono la teoria del "Sangue Reale", secondo la quale il Cristo avrebbe avuto una discendenza attraverso Maddalena, e che tale discendenza si sarebbe incarnata nei Merovingi.
Se Saunière era un "agente" del Priorato (l'organizzazione che vuole consegnare il sangue Merovingio come erede del trono d'Europa) si potrebbe spiegare il suo comportamnto, dato che il Priorato sembra accusare di "tradimento" la Chiesa per aver incoronato Carlo Magno
Messaggio del 29-09-2004 alle ore 23:06:53
é un pò lungo ma molto interessante..lo consiglio agli appassionati veri di qst caso!!
Il Mistero
Il Mistero cominciò il 6 novembre 1644 quando François Pierre,marchese di Blacheford e signore di Rennes-le-Château, redisse testamento e lo fece registrare il 23 novembre dello stesso anno dal notaio Captier di Esperaza. Nel testamento si parla di un segreto di Stato.
Rennes-le Château è un paesino, posto su una collina, nel dipartimento dell'Aude, in Linguadoca. Anticamente la città si chiamava Rhaede ed era una grande città. Nella zona sono state trovate vestigie preistoriche, romane, ma tutti la ricordano come capitale Visigota del Razés nel V secolo. Contava più di 30.000 abitanti; oggi è un piccolissimo borgo.
Nel 1781 il curato di Rennes-Le-Château, Antoine Bigou, ricevette, in confessione ed in punto di morte, dalla marchesa d'Hautpoul, Marie de Negri D’Arlès un segreto di famiglia, che avrebbe dovuto essere tramandato. La marchesa morì il 17 gennaio 1781 ed il curato fece collocare sulla tomba della stessa, posta sotto il campanile, dieci anni dopo, nel 1791, una pietra tombale proveniente da un'altra tomba che si trovava nella zona conosciuta come Les Pontils ad Arques nella valle de la Sals. Una pietra tombale serviva per sigillare una tomba e, se viene rimossa, vengono fuori i resti del defunto lì sepolto. Bigou dove nascose quei resti?
Avrebbe nascosto anche, in uno dei pilastri vicino l'altare, alcuni documenti e fece posare capovolta, sempre vicino l'altare, una lastra, la cosiddetta "Dalle des Chevaliers", di cui parleremo in seguito.
Venne dichiarato, nel 1791, prete "non giurato" e, per questo, si rifugiò in Spagna, dove morì il 21 marzo del 1794.
Antoine Bigou aveva sostituito come curato di Rennes-le-Château lo zio Jean lo stesso giorno della morte. Di lui non si sa nulla, non si trovano documenti relativi alla sua esistenza. Il suo nome era veramente Antoine Bigou? Perchè fu dichiarato "prete non giurato"? Forse perchè non aderì alla Rivoluzione e per questo considerato un ribelle o forse perchè non era mai stato ordinato sacerdote?
Un altra domanda ci viene spontanea: perchè Bigou fece seppellire la Marchesa d'Hautpoul, nel cimitero, fuori della tomba di famiglia? Esiste il registro parrocchiale dal 1694 che attesta che, in quel tempo, esisteva la cripta della famiglia d'Hautpoul e che l'ingresso si trovava all'interno della Chiesa. Infatti, nel registro, ogni qualvolta decedeva qualcuno legato alla famiglia Blacheford, veniva annotato:"è inumato nella Chiesa nella tomba dei Signori che è vicino la balaustra". Troviamo annotata anche la morte della marchesa, ma la "dicitura" non è riportata.
E' impensabile che una Marchesa, nella cui famiglia vi erano stati dei Templari, una famiglia appartenente alla dinastia merovingia, che aveva rivelato un segreto di stato ad un prete (Bigou), che aveva voluto ricevere l'estrema unzione, non fosse stata tumulata nella tomba di famiglia. Tutto fa credere che fosse stata sepolta in quella cripta, mentre Bigou aveva tumulato i resti trovati nella Tomba di Les Pontils in quella della "falsa" marchesa.
Il segreto, comunque, doveva essere tramandato. Anche Antoine Bigou si attenne a questa "disposizione"; lo confidò all'abate Cauneille, il quale, a sua volta, lo affidò ad altri due abati, Jean Viè, curato di Rennes Le Bains, ed Emile François Cayron, curato di S.Laurent de la Cabreisse.
Dopo Jean Vié a Rennes Le Bains fu nominato curato Henri Boudet, che seppe dell'esistenza del segreto e che diventerà molto amico di François Bérenger Saunière, nominato curato di Rennes-le-Château dal vescovo di Carcassonne Monsignor Billard, il quale faceva parte di una confraternita che "risaliva nella notte dei tempi".
François Bérenger Saunière venne nominato curato di Rennes-Le-Château il 1° giugno 1885. La chiesa, a quel tempo, aveva bisogno di urgenti restauri. Ma egli non aveva fondi.
In quel periodo l'abate si interessava anche di politica. Infatti, per un certo discorso antirepubblicano, pronunciato nell'ottobre dello stesso anno, fu mandato in esilio dall'aprile a luglio 1986. Dopo di che ritornò a Rennes-Le-Château.
Andò alla ricerca di una governante fedele e sicura e la trovò in Marie Dènarnaud.
Avendo necessità di riparare la Chiesa, Saunière chiese dei contributi. La Marchesa di Chambord offrì 3000 franchi, il municipio gli riconobbe un contributo di 1400 franchi.
Potè, così, cominciare i lavori di restauro.
I primi lavori vennero eseguiti al pavimento. Gli operai raccontavano che, in una cavità, avevano recuperato un recipiente, esattamente un paiolo, all'interno del quale avevano notato dei pezzi d'oro che luccicavano. Saunière disse che si trattava di alcune medaglie raffiguranti la Madonna di Lourdes, senza alcun valore. Eppure nello stesso anno regalò all'abate Grassaud, curato d’Amélie les Bains, un calice in argento dorato, che ancora oggi si può ammirare in tutta la sua bellezza.
Il calice regalato a Grassaud era stato trovato nella Chiesa durante il restauro. Sullo stesso vi è inciso ECCE PANIS ANGELORUM FACTUS CIBUS VIATORUM (Ecco il pane degli Angeli divenuto cibo dei viandanti). Alla base troviamo i simboli dei quattro Evangelisti - Leone Alato (Marco), toro alato (Matteo), Angelo (Luca), Aquila (Giovanni) - e più sopra Gesù, S. Giuseppe ed un'altra persona non meglio identificata. Qualcuno si chiede: Si tratta di una santa? E' certo che la figura è quella di una donna.
Nel 1891 chiese ed ottenne dal comune di utilizzare un terreno di fronte la Chiesa dove fece realizzare una grotta nella quale costruì un calvario; vi fece scolpire una rosa, simbolo dei rosa-croce, e vi fece incidere la seguente iscrizione: Christus A.O.M.P.S. Defendit".
Su questa iscrizione sono state fatte tante ipotesi.
Cosa avrebbe voluto indicare Saunière con la sigla A.O.M.P.S.?
Alcuni leggono:
CHRISTUS ANTIQUUS ORDO MYSTICUSQUE PRIORATUS SIONUS DEFENDIT
"Che Cristo difenda l'antico ordine mistico del Priorato di Sion"
Altri invece sostengono che è una invocazione rivolta a Dio affinché protegga tutti gli uomini:
CHRISTUS AB OMNI MALO POPULUM SUAM DEFENDIT
"che Cristo difenda il suo popolo da tutti i mali".
Se è vero il primo caso, considerato che ancora non aveva scoperto nulla di importante, egli di sicuro faceva parte dell'Ordine del Priorato di Sion; se invece l'iscrizione si riferisce alla seconda ipotesi, il curato era un semplice prete che non faceva altro che rivolgere una invocazione a Gesù Cristo.
Ma io mi chiedo: se fosse stata intenzione di Saunière di rivolgere questo tipo di invocazione, che motivo aveva di indicarla con una sigla? Forse che, con tutte le pietre raccolte nella campagna circostante per la costruzione della grotta e del Calvario, non c'era spazio per incidere poche parole? E poi un curato non avrebbe lasciato a disposizione di tutto il popolo della Chiesa una tale invocazione? Se ha usato solo delle lettere, è perchè nessuno doveva sapere, solo lui e pochi altri.
I lavori, all'interno della chiesa, continuavano alacremente. L'altare era costituito da una lastra di marmo che poggiava su delle colonne. La lastra venne tolta ed in una colonna venne rinvenuta una boccetta, all'interno del quale furono scoperti alcuni manoscritti con il sigillo della regina Blanche de Castille. Era stato il campanaro Captier a fare la scoperta; avvisò subito Saunière, il quale sostenne che si trattava di reliquie.
Sulla colonna, capovolta, Saunière fece erigere una statua della Madonna di Lourdes e vi fece incidere "PENITENCE-PENITENCE" e MISSION 1891. Quale missione doveva egli compiere?
Sotto il pilastro vi è una base, a tre gradini, su cui è incisa la frase:" O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che siamo ricorsi a voi", però la parola MARIE è scritta in modo molto strano: MRIE. Cosa intendeva Saunière? Qui il "simbolo" lo troviamo al posto della A.
Nella cattedrale gotica di S. Gervaso e S. Proteso di Soisson lo ritroviamo da solo oppure al posto della H in
JS.
Nell'abbazia di Orval, vicino Stenay, costruita nel 1070 per ospitare dei monaci calabresi, che sparirono dopo circa 30 anni senza lasciare traccia, lo vediamo modificato , ma questo si associa di più alla M ed alla A intrecciati ed incisi sotto il pilastro visigoto. Nel Cercle di Dagobert II lo ammiriamo di nuovo, ma ancora modificato .
Gennaro D'Amato, partendo dalla leggenda che da un quadrato diviso da due diagonali, che era inciso sull'anello di Salomone, derivano tutti i numeri, disegnò il nostro simbolo, racchiuso in un rettangolo, e dimostrò che da esso si possono trovare le lettere dell'alfabeto usato in antichità. Questo simbolo diventa così un cifrario.
Proseguiamo nel nostro cammino.
Captier avrà modo di dire: "E' grazie a me se Saunière è diventato così ricco".
Il curato avrebbe trovato dei documenti e precisamente:
l'albero geneologico di Dagobert II dal 681 al 1244 e dal 1244 al 1644 e 2 testi codificati dei Vangeli (il vangelo di San Giovanni nella parte dove è indicato che Gesù si reca a Betania da Lazzaro e Maria gli unge i piedi con l'unguento e glieli asciuga con i capelli ed alcuni versetti nella parte in cui Gesù rispose ai Farisei, che gli avevano fatto presente che i suoi discepoli stavano cogliendo spighe di sabato perché avevano fame:"...il Figlio dell'uomo è signore del sabato".
Saunière, il giorno dopo del rinvenimento dei manoscritti, fece sollevare da due operai, Rousset e Babon, davanti la balaustra, una lastra di pietra, la fece rivoltare e si accorse che la stessa era composta da due pannelli scolpiti, su uno vi è un personaggio a cavallo che suona un corno, sull'altro un cavallo sul quale vi sono un cavaliere ed un bambino. Successivamente, sostiene Plantard, i Templari fecero diventare loro sigillo questa figura (due cavalieri su un solo cavallo). Si trattava della pietra tombale di Sigebert IV (figlio di Dagobert II) morto nel 758. Era la lapide che aveva fatto posare l'abate Antoine Bigou nel 1791. Sotto la lapide vi era l'ingresso della tomba di famiglia d'Hautpoul. Saunière trovò, probabilmente, in questa cripta la vera tomba della Marchesa Marie de Negri d'Hautpoul. Fu questo che gli fece capire che nella tomba che si trovava nel cimitero non si trovavano i resti della marchesa, ma qualcos'altro. Sotto la lastra dei cavalieri non c'era solo la tomba di Sigebert IV, ma anche quelle dei suoi successori, Sigibert V e Bera III, come sostiene Pierre Plantard de Saint-Clair. Se ci fosse stata solo la tomba di Sigibert IV, che motivo avrebbe avuto Bigou di farla posare all'incontrario? Nel libro "Le pietre incise della Linguadoca" di Eugene Stublein, pubblicato nel 1884, era già stata descritta, come si evince dalla lettera inviata all'archeologo Fatin, che esamineremo in seguito.
Ma come faceva Stublein, nel 1884, a conoscere la lapide dei Cavalieri, se Bigou, nel 1781, l'aveva fatta collocare con le figure scolpite rivolte verso il pavimento? Quale è la fonte da cui Stublein aveva tratto la notizia? E' una fonte certamente antecedente al 1781 e la persona che l'ha riportata avrà di sicuro visto la lapide, quindi la tomba di Sigebert IV.
A questo punto Saunière sospese i lavori.
L'abate era solito annotare, giorno per giorno, tutto ciò che di importane egli faceva.
Alla data del 21.9.1891 si legge "trovata una tomba. La sera, pioveva"
In corrispondenza del 29.9.1891, si legge :"Visto il curato di Névian - presso Gélis - presso Carrière - visto Cros e Secret"; non si hanno tracce di alcuna persona di nome Secret. Vuol dire, quindi: segreto? Saunière intendeva che aveva parlato delle sue scoperte con il curato Cros?
Alla data 6.10.1891 si legge che aveva ricevuto la visita di alcuni confratelli.
Chi erano questi confratelli?
Il 14.10.1891 Saunière aveva annotato: intesa con i nuovi muratori.
Perché nuovi muratori e quali accordi? Un fatto èc erto: nessuno parlò della scoperta della cripta.
Dal 12.4.1892 Saunière smise di prendere appunti.
Dopo la scoperta si recò da Mons. Felix Billard, vescovo di Carcassonne. Allo stesso riferì della scoperta. Glielo riferì non solo perchè era un suo superiore, ma soprattutto perchè Billard faceva parte di quel famoso Ordine che si perdeva nella notte dei tempi. Il vescovo lo autorizzò, allora, ad andare a Parigi per far decifrare i manoscritti.
Saunière rimase in quella città tre settimane, invece dei 5 giorni autorizzati. Egli si recò direttamente al S. Sulpice dove era direttore l'abate Bieil. Qui conobbe il giovane Emile Hoffet che lo introdusse in circoli culturali ed artistici, dove Saunière ebbe modo di conoscere la cantante Emma Calvé, appassionata di induismo e di occultismo. Hoffet, giovane erudito, in seguito si interesserà di massoneria e dirigerà assieme all'esoterista René Guénon la rivista REGNABIT.
Ebbe modo di conoscere anche Claude Debussy, Gran Maestro del Priorato di Sion dal 1885 al 1918 e Charles Plantard che andrà a trovarlo spesso a Rennes-le-Château.
Sauniére, quando partì per Parigi, sapeva già a chi rivolgersi. Se così non fosse stato, certamente non avrebbe affidato le pergamene o copie delle stesse a chicchessia; non si sarebbe fidato. Hoffet era una persona di fiducia, forse poteva far parte di quell'Ordine di cui faceva parte Billard.
I manoscritti, frattanto, vennero decifrati. Una copia degli stessi e dell'albero genealogico rimasero ad Hoffet. Perchè si giunge a questa conclusione? La biblioteca dell'abate Hoffet, alla sua morte, fu acquistata dalla "Lingue de la Librairie ancienne".
Il 2 luglio del 1966 l'Istituto inviava una lettera al sig. Fatin, proprietario del castello di Rennes e grande archeologo, che ho tradotto dal francese e che riporto integralmente.
Parigi, 2 luglio 1966
Al Signor Marius FATIN
Archeologo
Castello di Rennes
RENNES-LE-CHATEAU
Di COUIZA
(Aude)
Gentile Signore,
Dopo la nostra visita della settimana scorsa al vostro castello di RENNES, e prima di lasciare la Francia, abbiamo il piacere di potervi informare che il vostro castello è in effetti storicamente il più importante della Francia, perché questa dimora fu il rifugio nel 681 del Principe SIGEBERT IV figlio del RE DAGOBERT II, divenuto San Dagobert; tra i loro discendenti vi sono i Conti di Rhédae e i Duchi di Razès.
Fatti accertati per mezzo di due pergamene recanti il sigillo della Regina Blanche de Castille, con il testamento di Francois-Pierre d'Hautpoul registrato il 23 novembre 1644 da Captier, notaio in Esperaza (Aude), documenti acquistati dalla nostra Società con una parte della Biblioteca dell'Abate E.H. Hoffet, Via Blanche 7, a Parigi, che deteneva questi documenti dell'abate SAUNIERE, antico curato di RENNES-LE-CHATEAU.
La pietra tombale di SIGEBERT IV, figura nel libro di STUBLEIN, edizione di Limoux del 1884, e si trovava nella Chiesa Santa Maddalena di RENNES-LE-CHATEAU, oggi è al museo delle lapidi di CARCASSONNE.
Il Vostro Castello è dunque doppiamente storico!
Vi preghiamo Caro Signore di ricevere i nostri sentimenti più devoti.
Prova inconfutabile che Sauniére aveva trovato i manoscritti e che ne aveva fatto copia, lasciandone una a Parigi e che aveva trovato anche il testamento di François Pierre d'Hautpoul datato 6 novembre 1644.
Il curato, in questa città, acquistò delle riproduzioni di quadri: la tentazione di S.Antonio di Teniers, i pastori d'Arcadia di Nicola Poussin, 3 pastori che osservano una tomba con su inciso ET IN ARCADIA EGO ed una pastorella che osserva i tre pastori (ma è una pastorella?), ed un ritratto di Papa Celestino V.
Nel libro "Alla Ricerca del Graal" viene menzionato un monumento che si trova in Inghilterra, a Shugborough Hall, Staffordshire. Si tratta di una riproduzione del quadro di Poussin, visto come in uno specchio.
Era stato commissionato dall'Ammiraglio Lord Anson nel XVIII secolo.
Alla base vi è una iscrizione D O.U.O.S.V.A.V.V. M, mai decifrata.
Di ritorno a Rennes fece riprendere i lavori. Si incontrò con la famiglia di Marie Dènarnaud; il padre ed il fratello, dopo l'incontro con Saunière, andarono a lavorare come carpentieri ad Esperaza, paese del notaio che aveva ricevuto il testamento del barone d'Hautpoul.
Certamente, prima di rientrare a Rennes, il curato avrà informato il suo vescovo della evoluzione delle cose.
Saunière fece anche costruire davanti al cimitero una porta, sulla quale fece mettere un teschio con 22 denti ed ossa in metallo incrociate, simbolo templare, ed una struttura che gli abitanti chiamavano "biblioteca", che fu distrutta da un incendio il 14.7.1895. Per qualche tempò abitò in quella struttura. Di notte faceva scavi nel cimitero. Sparì quella di Marie de Negri D'Ables. La stessa Marie Dénarnaud ebbe a dichiarare che erano stati sorpresi mentre stavano aprendo una tomba.
Il Municipio protestò per quello che stava facendo Saunière. Esistono almeno due lettere del Comune indirizzate al Prefetto.
Una recita:
Signor Prefetto,
abbiamo l'onore di farvi pervenire l'accordo del Consiglio Municipale di Rennes-le-Château preso alla riunione che ha avuto luogo domenica 10 marzo all'una dopo mezzogiorno nella sala del Comune:
Noi elettori, protestiamo per la decisione sul detto lavoro, che dà diritto al curato di continuare; non è di alcuna utilità e noi aggiungiamo a sostegno della prima lamentela il nostro desiderio di essere liberi e padroni di curare ciascuno le tombe dei nostri antenati che vi riposano e che il signor Curato non ha il diritto, dopo che noi abbiamo fatto degli abbellimenti o piazzato delle Croci o corone, a rimuovere tutto, a spostarlo e metterlo in un angolo.
12 .3.1895
Firmato
Sauniére dovette sospendere i lavori notturni.
Ma ormai il più era fatto: aveva trovato la tomba della contessa d'Hautpoul-Blanchefort (e non solo quella secondo la lettera inviata al Prefetto), l'aveva aperta, aveva letto quello che c'era sulla lapide, lo aveva cancellato e l'aveva fatta sparire. Non sapeva che quella iscrizione qualcuno l'aveva già copiata. Nel 1905 fu pubblicato un articolo, a firma M. Elie Tisseyre, sul bollettino della Società di Studi Scientifici de l'Aude, in cui si parlava di una pietra tombale lunga m. 1.30 e larga m. 0.65 e ne riportava l'iscrizione: era la pietra tombale della marchesa, che era stata trascritta 15 anni prima, durante una visita al cimitero di Rennes-le-Château. Ma la pietra tombale era stata già disegnata da Stulbein nel 1884. Sulla pietra tombale figura l'anno di morte in lettere romane, ma al posto della seconda "C" viene incisa una "O" (MDC O LXXI invece di MDCCLXXI).
Marie Dénarnaud aveva dichiarato che avevano aperto una tomba. A quale scopo? Il Mistero si infittisce. Bisogna scoprire cosa effettivamente Sauniére facesse nel cimitero, oltre che leggere le iscrizioni di cui abbiamo detto. Saunière fece sparire anche le tombe che aveva trovato nella cripta. Infatti dal registro parrocchiale che va dal 1624 risulta che nella tomba della famiglia Blanchefort vi erano stati seppelliti Anne Delsal, vedova di Marc Antoine Dupoy, signore di Pauligne, ex tesoriere di Francia, morta il 30.3.1705 ed Henry du Vernet, luogotenente-colonnello di cavalleria del reggimento di Ruftège, deceduto il 24.10.1724.
Il 6 luglio del 1897 la Chiesa, sulla cui facciata aveva fatto incidere:"Questo è un luogo terribile", venne inaugurata e per due anni Saunière si assenterà spesso ed in modo sistematico da Rennes-Le-Château. Ricevette spesso la visita di Jean-Stephane d'Hasbourg, che gli abitanti di Rennes conoscevano come signor Guillame; sarebbe venuto per offrirgli delle somme di denaro per la ricerca dei documenti. Insieme avevano aperto dei conti in una banca svizzera. E se Jean-Stephane d'Hasburg conosceva l'esistenza dei documenti e di un "segreto", certamente anche lui faceva parte di quell'Ordine a cui apparteneva il vescovo Billard e lo stesso Sauniére. Dagli appunti di Saunière risulta che Jean-Stephane d'Hasburg si trovava a Rennes-le-Château nel settembre 1891. Infatti alla data del 9 settembre si legge: "Guillaume ammalato".
Nel 1900 il curato acquistò 6 terreni e li intestò a Marie Dènarnaud. Costruì la Villa Betania, che, dopo la morte di Saunière, sarebbe dovuta diventare casa di riposo per i preti della diocesi.
All'interno fece costruire una cappella personale, per avere la possibilità di dire messa.
Nel giardino furono piantati molti alberi esotici.
All'ingresso principale troneggia una statua del Cristo, al di sopra la scritta "Villa Bethanie".
Fece costruire un serbatoio a beneficio della popolazione.
Fece costruire una strada di collegamento per Rennes.
Ma soprattutto si dedicò all'edificazione della famosa Torre Magdala. Egli l'aveva ideata per ospitare il suo studio e la biblioteca che aveva curato nei minimi particolari e dove aveva raccolto una collezione di francobolli e cartoline. All'ingresso la scritta "Magdala", ma la M somiglia ad una Omega capovolta; nelle iscrizioni di Saunière si troveranno spesso lettere capovolte. E' un errore o è fatto a bella posta? Il nome Magdala deriva dall'ebraico MIGDAL che significa "Torre".
I lavori durarono 8 anni. Molte personalità andarono a trovare Saunière: fra questi anche un massone, Henri Charles Etienne Dujardin-Beaumetz, della loggia "La Clémente Amitié". Si pensa che Sauniére fosse stato iniziato in quella Loggia.
Nel 1906 il curato e Marie Dénarnaud redissero testamento, nominandosi reciprocamente eredi universali. Lo rifecero nel 1907. Marie aveva 38 anni. Quale motivo c'era perchè dovesse fare testamento? E Sauniére? Tutti i beni non erano intestati a lui ma alla Dénarnaud. Bérenger l'avrà fatto per indurre Marie a redigerlo perchè aveva paura per la sua vita e non voleva che i beni andassero ad altri.
Ci chiediamo a questo punto: dove ha preso i soldi per realizzare tutto quello che aveva fatto e che voleva ancora fare?
Ha trovato egli un tesoro, o piuttosto qualcuno aveva finanziato le sue opere allo scopo di ricercare il nascondiglio del "segreto"? Tutto porta a Boudet, abate di Rennes-les-Bains. Esiste un libro di conti dell'abate in cui vi è riportato che aveva versato a Saunière, tramite Marie Dénarnaud, 4.516.691 franchi di oggi. Questi finanziamenti furono sospesi nel 1903. Da allora Saunière versò in cattive condizioni economiche. Infatti i pagamenti delle fatture sono stati effettuati a più riprese, esiste una lettera da cui risulta che Saunière voleva vendere la sua biblioteca e proprio in quel periodo cominciò a commerciare in francobolli e cartoline e ad iniziare un traffico di messe. Dal 1915, dopo la morte di Boudet, avvenuta il 30 marzo, Saunière non avrà più difficoltà economiche. Boudet, sicuramente, gli aveva riferito dove era nascosto il tesoro.
Il successore di Monsignor Billard, monsignor De Beauséjour, convocò più volte Saunière perchè voleva sapere; il curato faceva rispondere che era molto ammalato e che non poteva andare; una volta fece sapere, ad esplicita domanda, che i soldi per le costruzioni erano stati dati da persone che volevano conservare l'anonimato. Il vescovo non gli credette e, nel 1909, lo sostituì con l'abate Marty, nominandolo curato di Coustouge.
Gli abitanti della cittadina non accettarono tale decisione; infatti, per protesta, non frequentarono più le messe del nuovo curato, preferendo andare ad ascoltare quelle di Saunière (che non prese mai possesso della nuova parrocchia) a Villa Betania.
Sauniére, considerato che il vescovo insisteva, inviò una lettera al Vicario Generale:
Rennes-le-Château, 14 luglio 1911
Signor Vicario Generale,
Desidero rispondere più esattamente possibile alle diverse questioni che voi mi ponete; mi sono preso qualche giorno di tempo al fine di poter stabilire le somme usate per i differenti lavori che ho fatto eseguire.
Acquisto dei terreni 1550 franchi. Io credo voi sappiate che non sono stati acquistati con il mio nome;
Restaurazione della Chiesa Calvario
16.200
Costruzione Calvario
11.200
Costruzione della Villa Betania
90.000
Torre Magdala
40.000
Terrazza e giardini
19.050
Sistemazione interni
5.000
Arredamenti
10.000
193.000
Mi auguro che queste informazioni permettono di chiarire un affare che mi ha procurato tanta sollecitudine e mi ha veramente afflitto durante questi ultimi mesi.
In questa confidenza ho l'onore di offrirvi, signor Vicario Generale, l'espressione dei miei sentimenti più rispettosi.
François Bérenger Sauniére, prete
Nel 1911, il vescovo, lo incriminò di traffico di messe e lo sospese. Fece appello a Roma e venne difeso dal canonico Huguet. Riabilitato, l'11 aprile 1915 venne definitivamente sospeso a divinis, in quanto non volle dare spiegazioni neanche a Roma.
Gli fecero sapere che sarebbero stati clementi con lui, se avesse fatto ammenda e spiegato tutto, ma Sauniére non lo fece mai.
Il 5 gennaio 1917 decise di iniziare un'altra costruzione: una torre di 60 metri. Un preventivo è datato 12 gennaio 1917.
Lo stesso giorno subì un attacco, ad opera di ignoti, nella Torre Magdala. Ebbe paura. Fece acquistare a Marie Dénarnaud una bara.
Il 17 gennaio si sentì male e fece chiamare l'abate Riviere per confessarsi. La confessione durò molto; però non ebbe l'assoluzione. Morirà, per una emorragia cerebrale, il 22.1.1917.
Questa morte, per gli avvenimenti accaduti, a me non sembra per nulla naturale.
Sulla sua tomba è riportata la scritta INRI (Gesù Nazzareno re dei Giudei); anche in questo caso vi è una lettera capovolta:la N.
Però c'è da dire che la M di Madgala era stata fatta scrivere da Saunière, mentre necessariamente era stato qualcun altro a dare ordine di incidere la N in quel modo. Si è voluto lasciare un messaggio? Oppure è stato un errore?
Uno scrivano catalano, Prudenci Reguanti Torres, spiega che la N che vuol dire Nazareth, al rovescio è da interpretare come Hterazan, che in ebraico significa HA TE RATZ AN "dove è la misteriosa camera?". Quindi il Gesù Nazareno re dei Giudei diventerebbe: Io so dove è la camera misteriosa del Re dei Giudei.
All'apertura del suo testamento, si scoprì che tutti i suoi beni erano a nome di Marie Dènarnaud. Marie cominciò a vivere isolata. Non volle mai vendere le proprietà alla Chiesa, ma decise di cedere i beni nel 1947 a Noël Corbu, il quale trasformerà Villa Betania in un hotel-ristorante "La Torre". Si dice che Corbu avesse acquistato per rivendere tutto alla Chiesa, ma non lo fece mai; una volta chiese delle assicurazioni a Roma che inviò a Carcassonne il nunzio pontificio; altri non era che Angelo Roncalli, il quale sarebbe divenuto Papa Giovanni XXIII. Di lui si racconta che, avendo dei parenti in un paesino vicino Rennes-le-Château, andava spesso a trovarli, all'inizio del secolo, e che conobbe Saunière.
Marie Dénarnaud soleva dire: " Con quello che ha lasciato Saunière si potrebbe nutrire tutta Rennes per un centinaio d'anni", e continuava "io non posso toccarlo". A Corbu disse: "Un giorno vi rivelerò un segreto che vi farà ricco, molto ricco"; ma non fece in tempo perchè ebbe un attacco cardiaco, rimase paralizzata e non riuscì più parlare. Corbu non conobbe mai il segreto, però raccontò la storia dell'abate, anzi registrò la storia su un nastro magnetico che faceva ascoltare ai suoi clienti.
Fra questi vi erano alcuni giornalisti, che scrissero tutto sui loro giornali. Ormai tutti sapevano di Saunière e di Rennes-Le-Château.
Sono state fatte molte ipotesi su come il curato avesse fatto fortuna: alcuni parlano di traffico di messe, secondo altri avrebbe trovato il tesoro dei Templari, altri ancora quello dei Visigoti, ed ancora quello dei Catari; c'è perfino chi sostiene che avesse trovato il Graal o l'Arca dell'Alleanza; certi sostengono che avesse trovato un luogo di culto segreto, considerato che nelle decorazioni della Chiesa vi sono molti simboli rosacruciani, altri ancora che ricattava Roma per non rivelare il segreto di cui era a conoscenza. Noi abbiamo visto che chi maneggiava "i soldi" era Boudet.
A questo punto vorrei aggiungere che:
- l'abate Gélis, amico e confidente di Saunière, verrà ucciso nella notte tra il 31 ottobre ed il 1° novembre 1897 e trovato, il successivo 2 novembre, con il cranio fracassato. La sua tomba è l’unica del cimitero ad essere orientata verso Rennes-le-Château e sulla stessa è impresso un simbolo dei Rosa-Croce;
- un'altra persona che ha avuto a che fare con Saunière verrà trovata uccisa, il 28 agosto 1974, con il cranio fracassato; è la nipote di Marie Dénarnaud, la quale le aveva regalato dei gioielli. Questi gioielli sembrano appartenere alla oreficeria visigota. L'assassino verrà scoperto. Era membro di una setta segreta.
- altre tre persone che hanno avuto a che fare con Rennes-le-Château sono state trovate morte, impiccate: , Louis Saint-Maxent e Gaston De Koker il 6 marzo 1967, Pierre Feugere, il giorno dopo, il 7 marzo. Avevano scritto e pubblicato, il 17 gennaio dello stesso anno, "Il Serpente Rosso", che analizzeremo in seguito ;
- Boudet non è stato sepolto a Rennes-les-Bains ma ad Axet e sulla sua tomba vi è scolpito un libro chiuso con su inciso in lettere greche I.C.O.I.S. Cosa vorrà significare? Il libro chiuso sta ad indicare non solo che Boudet era un iniziato, ma anche che nella sua opera "La vraie langue celtique e Le Cromleck de Rennes-les-Bains" vi sono indizi che solo gli iniziati possono comprendere. Infatti, si era soliti mettere, davanti le Chiese, un personaggio con un libro aperto o chiuso. Se il libro era chiuso voleva dire che quel luogo era ricco di significati accessibili solo agli iniziati. Se rivoltiamo la scritta, però, leggiamo 310XI; 310 sono le pagine dell'opera di Boudet. Cosa significa quell' XI in lettere romane? Qualcuno sostiene che nella pagina 11 del libro vi sia qualche indizio per la scoperta del segreto. Considerato che Boudet, secondo me, conosceva solo il nascondiglio del tesoro e non cosa fosse il "vero" segreto di Rennes-le-Château, avrà voluto lasciare una traccia per scoprire tale nascondiglio. Leggendo la pagina 11, non ho notato nulla di anormale nè qualche indizio. L'unico riferimento che mi ha colpito è il seguente:"I Celti sono venuti dall'Asia culla del genere umano". Quello che ho notato, invece, è la strana numerazione delle "osservazioni preliminari"; infatti comincia con la pag. 2 e continua poi con i numeri romani II, III, V. Manca il numero IV. Non è mancante la pagina perché non vi è alcuna interruzione nel discorso; è stato volutamente omesso. Se sommiamo i numeri, considerando che il 2 si riferisce alla pagina n. 1, otterremo 11. Ciò vuol dire che dobbiamo dare molta attenzione alle Osservazioni Preliminari. Boudet dice che i popoli dell'antichità ci hanno lasciato degli scritti mentre presso i Celti ciò non è avvenuto. Per scoprire qualcosa bisogna studiare i nomi propri di persona ed i luoghi. Continua dicendo che bisogna usare il linguaggio dei Tectosagi per spiegare i significati dei monumenti megalitici. Il linguaggio è applicato per l'interpretazione dei nomi; con questo lavoro si troveranno delle prove decisive. Testualmente dice: :"Come penetrare il segreto di una storia locale con l'interpretazione di un nome composto in una lingua sconosciuta, in quanto la storia della Gallia antica è ancora nascosta in una desolante oscurità ..."; e continua:" ... Due pietre traballanti, piazzate su una collina, ci invitano anche ad interrogare con perseveranza un passato molto tenebroso". Esistono infatti due pietre dette "traballanti", cioè che tremano e sono poste di fronte una località chiamata Cap de l'Homme, di cui parleremo dopo. Poi comincia il libro e la numerazione riprende con il numero 2a e continua ancora con il numero 2. Cosa avrà voluto indicare Boudet? Era un erudito, conosceva il greco ed il latino, ma nel suo libro ci sono molte inesattezze, affermazioni insensate ed in apparenza assurde. Perché Boudet ha fatto questo? Sembra quasi volerci invitare a cercare qualcosa e decifrarlo. Un'altra anomalia potrebbe essere quella che il libro risulta pubblicato nel 1886 dall'editore Pomiés; questo editore, però, aveva chiuso l'attività nel 1880. Boudet aveva consegnato il libro a François Pomiés proprio quell'anno; non venne pubblicato per 6 anni. Nel 1886 l’abate vi fece delle aggiunte e finalmente fu stampato da Louis Bonnafous, che aveva rilevato l'attività del Pomiés. Ma perché usare il nome del precedente editore? Il libro fu stampato a spese di Boudet e costò 5382 franchi per 500 copie. C'è da dire inoltre che il curato aveva modificato, sulla tomba del suo predecessore Jean Vié, la data del decesso. Sulla tomba si legge 1er 7bre 1872. Aveva voluto mettere in evidenza il n. 17;
- la data del 17 gennaio viene incontrata di frequente.Nella Chiesa si trova la statua di S.Antonio morto e festeggiato il 17 gennaio; e proprio in tale giorno un raggio di sole che attraversa la vetrata colpisce il Santo; è il 17 gennaio quando muore la Marchesa d'Hautpoul; è il 17 gennaio quando all'improvviso Saunière si sentirà male; il 17 gennaio è la festa di S. Sulpicio, e la Chiesa di S. Sulpicio è molto importante nella nostra storia; è il 17 gennaio quando Sigebert IV , figlio di Dagobert II giunse a Rennes; è la data del 17 gennaio che viene riportata sul "Serpente Rosso"; ed è il n. 17 che viene posto in evidenza sulla lapide di Jean Vié.
Per poter trarre alcune ipotesi e per giungere ad alcune conclusioni, bisogna andare ad analizzare tutte le opere che ha fatto eseguire Saunière e cercare eventuali tracce lasciate dallo stesso che ci possono aiutare nella nostra ricerca.
Ma prima di farlo, dobbiamo porci alcune domande.
Sappiamo che la famiglia d'Hautpoul e, successivamente, i curati Antoine Bigou, Cauneille, Jean Viè ed Emile François Cayron erano a conoscenza del segreto.
E' mai possibile che, se il "segreto" fosse stato solo la conoscenza dell'esistenza di un tesoro, gli Hautpoul-Blacheford lo avrebbero fatto conoscere a qualcuno? E se lo avessero fatto, gli altri non avrebbero tentato di impossessarsene, senza far sapere nulla? Anzi, il marchese d'Hautpoul scrisse sul testamento che la sua famiglia era depositaria di un segreto di stato ed il curato Antoine Bigou mise delle indicazioni come poterlo scoprire (la scritta ET IN ARCADIA EGO sulla tomba della marchesa, che fa pensare al quadro di Poussin, la lastra con i cavalieri capovolta nella Chiesa, l' albero geneologico di Dagobert II dal 1244 al 1644 e le famose pergamene).
Mi sono convinto che il vero segreto era tutt'altro. E la mia ricerca continuò verso tale direzione, non perdendo di vista neanche la possibilità della scoperta di un tesoro.
Messaggio del 29-09-2004 alle ore 23:28:12
qst sono alcune immagini:
..qst sn gli angeli sull'acquasantiera!
..qst è Asmodeo..il demone posto sotto l'acqua santiera..
..Maria Maddalena
..il quadro di Pussin
..l'ingresso della Chiesa..
..altro ingresso..
..interno della Chiesa..
..lapide della marchesa D'Hautpoul..
..lastra dei Cavalieri..
..la strana iscrizione su Cristo..
..quadro del Guercino in cui c'è l'iscrizione "et in arcadia ego"
..affresco di Monte Fiorito..
..vista panoramica del piccolo borgo di rennes Le Chateau..
Marie Dènardiau
..incisione all'ingresso della Chiesa "questo è un luogo terribile"
..tombe di Saunièr e Marie..
La torre Magdala
L'abate Saunièr
..spero sia stato esaustivo ed abbiate apprezzato il mio lavoro di ricerca..
..ki abbia altre informazioni..immagini..e notizie e pregato di postarle..!!
Messaggio del 30-09-2004 alle ore 00:06:33
Codice Arcadia": un nuovo capitolo della saga di Rennes-le-Château
di Massimo Introvigne
(Una versione ridotta è apparsa su "Avvenire" del 7 novembre 2001)
Chi ha paura di Rennes-le-Château? Si tratta di un paesino francese del dipartimento dell’Aude, ai piedi dei Pirenei orientali, nella zona detta del Razès. La popolazione si è ridotta a una quarantina di abitanti, ma ogni anno i turisti sono decine di migliaia. Dal 1960 a oggi a Rennes-le-Château sono state dedicate oltre cinquecento opere in lingua francese, almeno un paio di bestseller in inglese e un buon numero di titoli anche in italiano. Negli ultimi anni si nota peraltro una fase di stanca della relativa leggenda, meno popolare di un tempo nella stessa area anglofona e da cui alcuni dei primi propagatori si sono pubblicamente dissociati. Cerca di fare rivivere il mito in declino, da ultimo, The Arcadian Cipher di Peter Blake e Paul Blezard, che esce ora da Marco Tropea con il titolo Codice Arcadia.
Per chi ancora non conosce Rennes-le-Château, giova ricordare che il paese si trova all’interno di quel "paese cataro", segnato dalle vestigia dell’antica eresia medioevale, che una sapiente promozione ha reso in anni recenti una delle più ambite mete turistiche francesi. Rennes-le-Château rimarrebbe però una nota a pie’ di pagina nel ricco turismo "cataro" contemporaneo se del paese non fosse diventato parroco, nel 1885, don Berenger Saunière (1852-1917). Personaggio bizzarro, nel 1909 si rifiuta di trasferirsi in un’altra parrocchia e nel 1910, dopo avere perso un processo ecclesiastico, subisce una sospensione a divinis. Pure privato della parrocchia, rimane fino alla morte nel paese, che aveva arricchito con nuove costruzioni - fra cui una curiosa "torre di Magdala" - e scandalizzato con una serie di scavi nella cripta e nel cimitero, alla ricerca non si sa bene di che cosa. Diventato più ricco di quanto fosse consueto per un parroco di campagna, si favoleggia che abbia trovato un tesoro. Tutto poteva spiegarsi, peraltro - come sospettava il suo vescovo - con un meno romantico traffico di donazioni e di messe. In epoca recente si è sostenuto che Saunière avesse scoperto nella cripta importantissimi manoscritti antichi, ma quelli che sono emersi sono falsi evidenti del XIX se non del XX secolo. È possibile che - nel corso dei lavori per restaurare la chiesa parrocchiale (un’attività che va in ogni caso ascritta a merito dell’originale parroco) - don Saunière avesse scoperto qualche reperto di epoca medioevale, ma in ogni caso non in quantità sufficiente da arricchirsi. Si continua a ripetere anche che Saunière sarebbe stato in rapporti con ambienti esoterici di Parigi, ma le prove addotte non permettono di formulare alcuna conclusione sicura. La figura di Saunière non è priva di interesse, e le sue costruzioni mostrano che si trattava di un uomo singolarmente attento alle allegorie e ai simboli, forse con qualche reale interesse esoterico, sulla scia di una tradizione locale. Tuttavia la leggenda di Saunière non sarebbe continuata nel tempo se la sua perpetua, Marie Denarnaud (1868-1953) - cui il sacerdote aveva intestato le proprietà e le costruzioni di Rennes-le-Château, per sottrarle al vescovo con cui era in conflitto - non avesse continuato per anni, anche per incoraggiare eventuali acquirenti, a favoleggiare di tesori nascosti. E se un altro personaggio, Noel Corbu (1912-1968), dopo avere acquistato dalla Denarnaud le proprietà dell’ex-parroco per trasformarle in ristorante, non avesse cominciato, a partire dal 1956, a pubblicare articoli sulla stampa locale dove - animato certo anche dal legittimo desiderio di attirare turisti in un borgo remoto - metteva i presunti "miliardi" di don Saunière in relazione con il tesoro dei catari.
Negli anni 1960 le leggende diffuse da Corbu su scala locale acquistano fama nazionale dopo avere attirato l’attenzione di esoteristi - fra cui Pierre Plantard (1920-2000), che aveva animato in precedenza il gruppo Alpha Galates - e di giornalisti interessati ai misteri esoterici come Gérard de Sède, che pubblica nel 1967 L’or de Rennes. Tre autori inglesi di esoterismo popolare - Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln - si incaricheranno di elaborare ulteriormente le sue idee, trasformandole in una vera industria editoriale, avviata con la pubblicazione, nel 1982, de Il Santo Graal. Secondo de Sède e i suoi continuatori inglesi, il parroco aveva scoperto il segreto di Rennes-le-Château, dove sarebbe depositato non solo un tesoro favoloso - variamente attribuito al tempio di Gerusalemme, ai visigoti, ai catari, ai templari, alla monarchia francese, e cui il sacerdote avrebbe attinto solo per una piccola parte -, ma anche - rivelato dalle presunte pergamene ritrovate da don Saunière, dalle iscrizioni del cimitero, dalle forme stesse degli edifici e di quanto si trova nella chiesa parrocchiale - un tesoro di tipo non materiale, la verità stessa sulla storia del mondo. Nel paesino pirenaico esisterebbero documenti in grado di provare che Gesù Cristo - verità accuratamente nascosta dalla Chiesa cattolica - aveva avuto figli da Maria Maddalena, che questi figli portano in sé il sangue stesso di Dio e che pertanto hanno il diritto di regnare sulla Francia e sul mondo intero. Il Santo Graal sarebbe, più propriamente, il sang réal, il "sangue reale" dei discendenti fisici di Gesù Cristo. Discendenti di Gesù e della Maddalena sarebbero stati i re merovingi, il cui regno sarebbe stato usurpato dai carolingi e dai capetingi. Ma i catari, i templari, i grandi iniziati - dallo stesso Saunière al pittore Nicolas Poussin (1594-1655), il quale ne avrebbe lasciato una traccia nel suo famoso quadro del Louvre I pastori di Arcadia, che raffigurerebbe precisamente il panorama di Rennes-le-Château - hanno custodito il segreto come cosa preziosissima, lasciando trapelare di tanto in tanto qualche indizio.
Caduti i merovingi, una società segreta avrebbe tramandato nella storia il segreto del Graal, facendo delle varie massonerie soltanto un suo pallido strumento. La società emerge nel 1972 con la fondazione legale del Priorato di Sion da parte di Pierre Plantard, che lascia intendere di essere egli stesso un discendente dei merovingi e il custode del Graal. Il Priorato, afferma Plantard, esisterebbe da oltre mille anni, e avrebbe avuto come Gran Maestri diversi personaggi illustri della storia e della letteratura. Un ordine medievale chiamato Priorato di Sion è effettivamente esistito, ma non vi sono prove storiche della sua prosecuzione fino ai giorni nostri. È difficile non concludere che il collegamento fra Rennes-le-Château, i merovingi e il Priorato di Sion è puramente leggendario, e che il Priorato è un’organizzazione esoterica le cui origini non vanno al di là dell’esperienza di Plantard e dei suoi collaboratori. A questa tesi oggi nella sostanza dimostrata - che certo toglie al mito il suo fascino e al turismo in direzione di Rennes-le-Château molte delle sue ragioni - continuano a ribellarsi epigoni, che per la verità si trascinano un po’ stancamente sulla strada mitologica già percorsa dai primi autori esoterici. Abbiamo letto, per esempio, che una montagna vicina al villaggio francese chiamata Cardou deriva il suo nome da Corps Dieu, "Corpo (di) Dio", e che nelle sue viscere sarebbe sepolto Gesù Cristo. Che, a cercare bene, si troverebbe studiando la leggenda anche la tomba della Madonna. Che i reali d’Inghilterra sono a loro volta discendenti fisici di Gesù Cristo tramite i Merovingi. E chi più ne ha più ne metta: sembra veramente difficile aggiungere o inventare ancora qualcosa. Ci provano gli autori di Codice Arcadia, dopo una prima parte piuttosto lunga - e non necessariamente pertinente - sul significato esoterico delle opere d’arte dai Babilonesi ai giorni nostri, dove Peter Blake (figlio del noto restauratore di opere d’arte Henley Blake) dà prova almeno di un certo gusto artistico. Segue una seconda parte dove si ripetono pedissequamente, ignorando una letteratura critica ormai davvero abbondante, tutte le tesi che abbiamo esaminato su Rennes-le-Château: leggiamo così ancora una volta di visite del parroco Saunière a Parigi (mai provate), di un suo interesse per la pittura di Poussin (totalmente inventato), della sua scoperta di "qualcosa che poteva spaventare la Chiesa di Roma al punto da comprarne il silenzio o che gli permise di ricattarla minacciando di rivelare quanto sapeva" (p. 162): una tesi tanto cara ai fautori della leggenda quanto sfornita di qualsivoglia prova. Lungo il percorso, per provare che Gesù Cristo non è stato crocifisso ma è sopravvissuto, ha avuto moglie, figli e infine una tomba si mobilita l’apologetica anticristiana di Mirza Ghulam Ahmad (1835-1908), fondatore di uno scisma islamico, il Movimento Ahmadiyya, sul quale gli autori non appaiono peraltro troppo informati.
Finalmente - e per la verità abbastanza brevemente - Blake e Blezard aggiungono la loro tessera al mosaico di ipotesi su Rennes-le-Château, lasciandosi guidare, oltre che da altri quadri, da L’educazione di Pan di Luca Signorelli (1467?-1523), che beninteso conterrebbe allusioni al panorama dei monti vicini al paesino francese. Blake dichiara così di avere scoperto nella zona (ma non sotto il Cardou) una "tomba naturale" che avrebbe contenuto i corpi di Gesù Cristo e della Maddalena. Come non farebbe neppure il più pasticcione fra gli archeologi, Blake avrebbe messo a soqquadro il sito, così da rendere impossibile qualunque conferma indipendente della sua cervellotica ipotesi. Ma, rovesciando tutte le regole logiche sull’onere della prova, chiede alla Chiesa cattolica di confermarla o smentirla concludendo con un invito perentorio che è difficile non definire farneticante. "Le prove della validità della mia scoperta - scrive - non possono che trovarsi fra i confini neutrali dello Stato Vaticano in forma di due salme [di Gesù e della Maddalena]… Ha la Chiesa il potere di comprovare o confutare la mia teoria? Forse è giunta l’ora (…) che la Chiesa attenui la sua insistenza sulla resurrezione fisica e mostri al mondo le spoglie mortali di Cristo" (p. 246). Spiace dirlo: ma veramente non si sentiva il bisogno di una traduzione italiana dell’ennesimo polpettone fanta-archeologico e fanta-teologico su presunti misteri di Rennes-le-Château. I primi propagatori di questa leggenda anticristiana avevano almeno una certa allure; gli epigoni scoprono rozzamente le carte, e inducono qualunque lettore minimamente avvertito a chiudere con fastidio il volume prima di arrivare alla prevedibile conclusione.
Messaggio del 30-09-2004 alle ore 11:00:59
QUESTO è MOLTO CORTO E PIù SEMPLICE X KI VUOL CAPIRE IN BREVE LA VICENDA:
Rennes Le Chateau e il luogo terribile
Rennes le Chateau,un paesino della linguadoca con meno di un centinaio di abitanti, da diversi anni è entrato a far parte dell'immaginario collettivo di chi ne ha sentito parlare come di un luogo intriso di mistero,che racchiude uno degli enigmi più affascinanti del nostro secolo. I fatti sono qui di seguito brevemente riassunti: Un prete del paese , Bèrenger Saunière(1852-1917) , mentre ristrutturava la chiesa di Rennes trova all'interno di essa o più precisamente all' interno di una colonna delle pergamene scritte in codice. La scoperta si rivela subito importante ed egli decide di recarsi a Parigi per farle esaminare. Qui si incontra tra l'altro con alcuni illustri personaggi dell'epoca , tra cui un seminarista esperto di occultismo a cui probabilmente Saunière mostra le pergamene. A questo punto il suo comportamento comincia a diventare alquanto bizzarro: ritornato a Rennes fa scolpire all'ingresso della chiesa le seguenti parole:
In un angolo all'interno della chiesa un demonio(Asmodeus) , regge l'acquasantiera; dispone inoltre le stazioni della via crucis in senso antiorario e con alcune immagini che con quest'ultima hanno ben poco a che fare. Sul soffitto della Chiesa vi è dipinto un cielo stellato dai chiari riferimenti massonici e su una statua che mostra Giovanni Battista che battezza Gesù sono ben visibili le lettere greche Alfa e omega , quasi a dimostrare una successione che da Gesù passa a Giovanni Battista anzichè il contrario. Tutta la chiesa insomma è arredata in maniera alquanto strana e insolita,piena di simbolismi che rimandano più a un significato di carattere occulto che a un origine di natura cristiano-ortodossa . Saunière sembra inoltre diventato d'improvviso molto ricco,costruisce alcuni edifici (Torre di Magdala,villa Betania)e li dedica alla Maddalena. Personaggi influenti e famosi lo vanno a trovare a Rennes. Il suo stile di vita sembra insomma piuttosto inedito per un prete di un piccolo paesino francese. Un altro fattore che desta sospetto e inquietudine fra i cittadini del paese sono le sue ripetute visite notturne al cimitero,qui , insieme alla sua governante, che le rimarrà sempre fedele , effettua degli scavi e cerca freneticamente qualcosa che poi pare riesca a trovare (come suggerisce una pagina del suo diario). Il suo atteggiamento stravagante e sospetto non può che suscitare reazioni e polemiche tra i suoi concittadini , non tarda difatti ad arrivare un provvedimento con cui viene sospeso dalle funzioni sacerdotali. Il suo comportamento non sembra comunque cambiare , ed egli continuerà a portare avanti il suo compito , qualunque esso fosse , fino alla morte che lo coglierà quasi all'improvviso . Poche ore prima di morire lascierà la sua ultima confessione a un sacerdote , che sconvolto si rifiuterà di assolverlo. Che cosa aveva trovato di così sconcertante Berengèr Saunière? Le pergamene originali non sono mai state pubblicate , ma sono state stampate negli anni 60 in un libro di Gérarde de Sède delle presunte copie (che molti ritengono false). Queste,che conterrebbero due genealogie della dinastia Merovingia , più alcuni estratti dai Vangeli , non aiutano di certo a far luce sul mistero , anche e sopratutto per il loro carattere enigmatico . Una volta decifrate hanno rivelato le due seguenti frasi:
"A Dagobert II roi et a Sion est ce tresor et il est la mort"
"Bergere pas de tentation que poussin teniers gardent la clef pax 681 par la croix et ce cheval de Dieu j'acheve ce daemon de gardien a midi pommes bleue".
Diversi libri usciti in questi ultimi anni hanno proposto diverse soluzioni per decifrare questi testi, ma nessuno di essi è mai riuscito a provare che fossero quelle giuste. Nella storia furono coinvolti anche due preti di alcuni villaggi vicini , di cui uno violentemente ucciso senza un apparente motivo. Anche la Chiesa pare venne coinvolta in questa storia , cercò difatti di acquistare le proprietà di Rennes che appartenevano a Saunière e invio sul posto il nunzio pontificio che a quel tempo era nientepocodimeno che il Cardinale Roncalli , futuro Papa Giovanni XXIII. In molti libri si afferma che Saunière appartenesse alla Massoneria e più precisamente al Rito Scozzese Rettificato. Si sa inoltre che egli frequentava molte persone che facevano parte di Società Segrete e gruppi Occultistici. Gli stessi edifici da lui costruiti non fanno che richiamare simbologie occulte ed esoteriche appartenenti ai Templari , ai Rosacroce , alla Massoneria appunto e più specificatamente a un significato di natura eretica. Saunière si sarebbe inoltre procurato alcuni dipinti , tra cui il più intrigante sarebbe "I Pastori D'Arcadia"di Poussin , in cui sono visibili tre pastori e una donna che osservano una tomba su cui è visibile la scritta latina "Et in Arcadia Ego". Lo sfondo del quadro di Poussin sembra rappresentare una zona realmente esistente su cui vi è davvero una tomba e le montagne inoltre paiono uguali a quelle che circondano la zona di Rennes le Chateau.La tomba su cui vi è l'iscrizione "Et in Arcadia Ego" sembrerebbe quindi che custodisca un profondo segreto , forse i resti mortali della Maddalena di cui pare che Saunière avesse una profonda venerazione o addirittura di Gesù. Le teorie sostenute da diversi autori a riguardo di una presunta tomba che custodirebbe i resti mortali di Gesù nella Linguadoca e in particolare nella zona di Rennes le Chateau sono numerose , seppur alcune piuttosto fantasiose. L'idea che la Maddalena sia venuta in Francia e abbia portato con se i figli avuti con Gesù , o che lo stesso Gesù(o il suo corpo)gli avrebbe poi raggiunti è molto verosimile e lo testimoniano le numerose leggende e tradizioni a riguardo ancora oggi ben vive nella Francia meridionale. Il maggior rammarico di tutto ciò è il fatto che molto probabilmente nessuno mai potrà dirci con certezza cosa realmente trovò Berenger Saunière , e per il momento si potrà unicamente continuare a fare ipotesi.
Messaggio del 16-10-2004 alle ore 08:56:08
io e da parecchi anni che seguo la vicenda tuttavia riscontro dei problemi pe trovare le fonti visto che molti testi sono scritti in francese e leggerli e un casino,e poi perche non si trovano spesso librereie specializzate che reperiscano quasto genere di argomenti;chinque sapesse dove trovarli puo darmi una dritta pl?(testi del tipo"la rivelazione dei templari.i custodi segretidella vera identita di Cristo"prince/kennet oppure "il codice arcadia"blake e blezard "alla ricerca del sepolcro"andrews e schellenberger o anche numeri dell associazione di rhede(e il nome goto di rennes) grazie ciao
Messaggio del 16-10-2004 alle ore 09:09:04
vorrei aggiungere una cosa dopo avere letto tutti o in parte gli iinterventi,una riflessione diciamo.Aristotele nella sua logiac e i positivisti poi sostenevano che con la logica e quindi la ragione si potesse conoscere qualunque cosa,ogni "verita" era racchiusa nella nostra mente e con il linguaggio giusto (la logica appunto )la si potesse sviscerare attraverso dei passaggi(il sillogismo aristotelico);ora certamente non e corretto spingerer all eccesso questo postulato,ci sono cose che non conosceremo ami probabilmenet altre che dovremmo accettare per quello che sono e basta,pero la ragione ela logica ci possono toglierer di imbarazzo su certe piccole cose.!Riflettendo sui dati "storici" che abbiamo,anche solo su alcuni,si evidenzia subito che qualcosa di "anomale" ci sia:troppe persone sono "decedute" in modod alquanto strano nel momento in cui hanno incrociato le loro esistenze con questa vicenda;sauniere poco prima di morire si era spavenatto perche diceva che qualcuno aveva cercato di aggredirlo nella sua torre,l abate gelis trovato morto all eta di 79 anni dietro la sua sacrestia il giorno prima di andare in pensione,ritrovato torturato!e il suo cadavere disposto in mdodo piuttosto strano(un messaggio o pura coincidenza?);la filgia della perpetua dll abate suiniere uccisa da una persona identificata come iscritta a una societa segreta(p.s. le vennero trovati in casa di lei gioielli appartenuti all eta dei visigoti).
Messaggio del 16-10-2004 alle ore 09:09:10
vorrei aggiungere una cosa dopo avere letto tutti o in parte gli iinterventi,una riflessione diciamo.Aristotele nella sua logiac e i positivisti poi sostenevano che con la logica e quindi la ragione si potesse conoscere qualunque cosa,ogni "verita" era racchiusa nella nostra mente e con il linguaggio giusto (la logica appunto )la si potesse sviscerare attraverso dei passaggi(il sillogismo aristotelico);ora certamente non e corretto spingerer all eccesso questo postulato,ci sono cose che non conosceremo ami probabilmenet altre che dovremmo accettare per quello che sono e basta,pero la ragione ela logica ci possono toglierer di imbarazzo su certe piccole cose.!Riflettendo sui dati "storici" che abbiamo,anche solo su alcuni,si evidenzia subito che qualcosa di "anomale" ci sia:troppe persone sono "decedute" in modod alquanto strano nel momento in cui hanno incrociato le loro esistenze con questa vicenda;sauniere poco prima di morire si era spavenatto perche diceva che qualcuno aveva cercato di aggredirlo nella sua torre,l abate gelis trovato morto all eta di 79 anni dietro la sua sacrestia il giorno prima di andare in pensione,ritrovato torturato!e il suo cadavere disposto in mdodo piuttosto strano(un messaggio o pura coincidenza?);la filgia della perpetua dll abate suiniere uccisa da una persona identificata come iscritta a una societa segreta(p.s. le vennero trovati in casa di lei gioielli appartenuti all eta dei visigoti).
Messaggio del 16-10-2004 alle ore 09:09:34
vorrei aggiungere una cosa dopo avere letto tutti o in parte gli iinterventi,una riflessione diciamo.Aristotele nella sua logiac e i positivisti poi sostenevano che con la logica e quindi la ragione si potesse conoscere qualunque cosa,ogni "verita" era racchiusa nella nostra mente e con il linguaggio giusto (la logica appunto )la si potesse sviscerare attraverso dei passaggi(il sillogismo aristotelico);ora certamente non e corretto spingerer all eccesso questo postulato,ci sono cose che non conosceremo ami probabilmenet altre che dovremmo accettare per quello che sono e basta,pero la ragione ela logica ci possono toglierer di imbarazzo su certe piccole cose.!Riflettendo sui dati "storici" che abbiamo,anche solo su alcuni,si evidenzia subito che qualcosa di "anomale" ci sia:troppe persone sono "decedute" in modod alquanto strano nel momento in cui hanno incrociato le loro esistenze con questa vicenda;sauniere poco prima di morire si era spavenatto perche diceva che qualcuno aveva cercato di aggredirlo nella sua torre,l abate gelis trovato morto all eta di 79 anni dietro la sua sacrestia il giorno prima di andare in pensione,ritrovato torturato!e il suo cadavere disposto in mdodo piuttosto strano(un messaggio o pura coincidenza?);la filgia della perpetua dll abate suiniere uccisa da una persona identificata come iscritta a una societa segreta(p.s. le vennero trovati in casa di lei gioielli appartenuti all eta dei visigoti).
Messaggio del 16-10-2004 alle ore 09:09:47
vorrei aggiungere una cosa dopo avere letto tutti o in parte gli iinterventi,una riflessione diciamo.Aristotele nella sua logiac e i positivisti poi sostenevano che con la logica e quindi la ragione si potesse conoscere qualunque cosa,ogni "verita" era racchiusa nella nostra mente e con il linguaggio giusto (la logica appunto )la si potesse sviscerare attraverso dei passaggi(il sillogismo aristotelico);ora certamente non e corretto spingerer all eccesso questo postulato,ci sono cose che non conosceremo ami probabilmenet altre che dovremmo accettare per quello che sono e basta,pero la ragione ela logica ci possono toglierer di imbarazzo su certe piccole cose.!Riflettendo sui dati "storici" che abbiamo,anche solo su alcuni,si evidenzia subito che qualcosa di "anomale" ci sia:troppe persone sono "decedute" in modod alquanto strano nel momento in cui hanno incrociato le loro esistenze con questa vicenda;sauniere poco prima di morire si era spavenatto perche diceva che qualcuno aveva cercato di aggredirlo nella sua torre,l abate gelis trovato morto all eta di 79 anni dietro la sua sacrestia il giorno prima di andare in pensione,ritrovato torturato!e il suo cadavere disposto in mdodo piuttosto strano(un messaggio o pura coincidenza?);la filgia della perpetua dll abate suiniere uccisa da una persona identificata come iscritta a una societa segreta(p.s. le vennero trovati in casa di lei gioielli appartenuti all eta dei visigoti).
Messaggio del 16-10-2004 alle ore 09:09:57
vorrei aggiungere una cosa dopo avere letto tutti o in parte gli iinterventi,una riflessione diciamo.Aristotele nella sua logiac e i positivisti poi sostenevano che con la logica e quindi la ragione si potesse conoscere qualunque cosa,ogni "verita" era racchiusa nella nostra mente e con il linguaggio giusto (la logica appunto )la si potesse sviscerare attraverso dei passaggi(il sillogismo aristotelico);ora certamente non e corretto spingerer all eccesso questo postulato,ci sono cose che non conosceremo ami probabilmenet altre che dovremmo accettare per quello che sono e basta,pero la ragione ela logica ci possono toglierer di imbarazzo su certe piccole cose.!Riflettendo sui dati "storici" che abbiamo,anche solo su alcuni,si evidenzia subito che qualcosa di "anomale" ci sia:troppe persone sono "decedute" in modod alquanto strano nel momento in cui hanno incrociato le loro esistenze con questa vicenda;sauniere poco prima di morire si era spavenatto perche diceva che qualcuno aveva cercato di aggredirlo nella sua torre,l abate gelis trovato morto all eta di 79 anni dietro la sua sacrestia il giorno prima di andare in pensione,ritrovato torturato!e il suo cadavere disposto in mdodo piuttosto strano(un messaggio o pura coincidenza?);la filgia della perpetua dll abate suiniere uccisa da una persona identificata come iscritta a una societa segreta(p.s. le vennero trovati in casa di lei gioielli appartenuti all eta dei visigoti).
Messaggio del 16-10-2004 alle ore 09:10:04
vorrei aggiungere una cosa dopo avere letto tutti o in parte gli iinterventi,una riflessione diciamo.Aristotele nella sua logiac e i positivisti poi sostenevano che con la logica e quindi la ragione si potesse conoscere qualunque cosa,ogni "verita" era racchiusa nella nostra mente e con il linguaggio giusto (la logica appunto )la si potesse sviscerare attraverso dei passaggi(il sillogismo aristotelico);ora certamente non e corretto spingerer all eccesso questo postulato,ci sono cose che non conosceremo ami probabilmenet altre che dovremmo accettare per quello che sono e basta,pero la ragione ela logica ci possono toglierer di imbarazzo su certe piccole cose.!Riflettendo sui dati "storici" che abbiamo,anche solo su alcuni,si evidenzia subito che qualcosa di "anomale" ci sia:troppe persone sono "decedute" in modod alquanto strano nel momento in cui hanno incrociato le loro esistenze con questa vicenda;sauniere poco prima di morire si era spavenatto perche diceva che qualcuno aveva cercato di aggredirlo nella sua torre,l abate gelis trovato morto all eta di 79 anni dietro la sua sacrestia il giorno prima di andare in pensione,ritrovato torturato!e il suo cadavere disposto in mdodo piuttosto strano(un messaggio o pura coincidenza?);la filgia della perpetua dll abate suiniere uccisa da una persona identificata come iscritta a una societa segreta(p.s. le vennero trovati in casa di lei gioielli appartenuti all eta dei visigoti).
Messaggio del 16-10-2004 alle ore 09:16:50
Ognuno puo dare le interpretazioni che vuole a determinati fatti pero e innegabile che molti che hanno intrecciato la loro eistenza con quel posto sono andati incontro a "particolari" avvenimenti piuttosto infausti: sauniere temette per la propia vita pochi giorni prima di morire,gelis fu trovato torturato e cadaver (composto in mod strano)all eta di 70 anni il giorno prima di andare in pensione.la figlia della governanate di saurniere venne uccisa da un individuo appartenenete ad un asetta segreta e trovata in possesso di gioielli appartenuti al al tempo dei visigoti;le risposte a questi fatti possono essere molteplici semplici o complicate chiare o misteriose e onuno puo scegliere quale abbracciare,pero e innegabile che qualcosa che abbia portato certe persone ad agire in determinati modi ci debba essere;e non dimentichiamo la vicenda degli autori del seepente rosso tutti 3 morti "suicidi" nell arco di 2 giorni 6 7 gennaio !