Cultura & Attualità

Fine
Messaggio del 27-01-2008 alle ore 03:48:44
Mi interessa più essere positivo sulla strategia da seguire ADESSO.







limitare i danni e basta , che vuoi fare?
Messaggio del 26-01-2008 alle ore 20:49:49

Non per errori e motivazioni politiche.




che qualcuno abbia fatto le scarpe a Mastella forse ci credo...ma che Prodi é andato via solo per Mastella Show....no scuseme....ma in che pianeta vivi?



Messaggio del 26-01-2008 alle ore 20:38:41
Caro Cinghialo, la tua è una tesi singolare e litigiosa, sostenuta da pochi socialisti e dai giornali di Banana.
Non è il momento di stare a rompere con questi fantascientifici picci e ripicche da comari.

Mi interessa più essere positivo sulla strategia da seguire ADESSO.
A te invece piace sempre elevarti al di sopra degli altri, scaricare sugli altri colpe che non hanno, noi qui e noi qua e noi siamo e noi facciamo e noi diciamo ecc..

Il Governo Prodi è caduto perchè la moglie di un Ministro è stata arrestata e al marito è venuto il mal di pancia.
Non per errori e motivazioni politiche.
Mettitelo bene in testa e basta rompere con W.V.


Messaggio del 26-01-2008 alle ore 20:21:21
Chi lo sa quanto merito c'è di WV in questa fine...
ma la sua fine è segnata, perchè chi di spada ferisce di spada perisce
Messaggio del 26-01-2008 alle ore 12:34:00
Ki,per questo vuoi scappare in Grecia?


maracaibo
Messaggio del 26-01-2008 alle ore 12:33:02
Volevo chiedere ad Eufonico se sa che Panagulis in Grecia è considerato alla stregua del nostro Matteotti...ammazzato anche lui dai fascisti, o lo confondi con il satrapo fascista Papadopulos!

Hai letto cosa c'è scritto sul cippo a Glyfada?



Messaggio del 25-01-2008 alle ore 23:06:50
adonai è da un paio di anni che leggo quello che scrivi su lanciano.it, non ho mai risposto perchè da quello che scrivi mi fai proprio pena.
Messaggio del 25-01-2008 alle ore 23:06:37
Bisogna essere sottosviluppati per apprezzare prrrrrrrrrrrrrod
Messaggio del 25-01-2008 alle ore 23:05:10
eufonico, se per te questo è il miglio finale dopo quello di un uomo della fallaci, hai vissuto e stai vivendo proprio una vita di merda!!!!

spero proprio tu abbia qualche casa abusiva da condonare o qualche falso in bilancio da farti perdonare, altrimenti non avresti motivo di tifare per berlusconi, perchè l'ex CDL non ha alcun progetto per questo paese.

ma che fine hanno fatto le 10 milioni di firme raccolte per il partito del popolo delle libertà???
Messaggio del 25-01-2008 alle ore 23:03:28

ma se siamo in eurolandia è grazie a quel signore lì che nel disegno di libero è paragonato a saddam

Messaggio del 25-01-2008 alle ore 23:01:43
prima o pi sarebbe successo lo stasso, ma se siamo in eurolandia è grazie a quel signore lì che nel disegno di libero è paragonato a saddam.
non so' come si faccia a volere il ritorno di berlusconi, avete già rimosso le leggi vegogna?
l'ultima novità è una presunta legge anti-intercettazioni che vorrebbe varare: 5 anni di carcere a chi le pratica al di fuori dei reati di mafia e terrorismo. nel frattempo a condurre ballarò ci avrà messo il nuovo vincitore del grande fratello
Messaggio del 25-01-2008 alle ore 21:27:55
Gastone, prima dici di non sapere e poi arrivi a coclusioni? Orsù dai, se bisogna parlare tanto per dire abbiamo vinto o abbiamo perso, lasciamo proprio stare ogni sorta di discussione... Distinti Saluti!!!
Messaggio del 25-01-2008 alle ore 21:25:20

È lo strano - e ingiusto - destino di un uomo politico che per due volte ha battuto Berlusconi, per due volte ha risanato i conti pubblici e per due volte ha dovuto interrompere a metà la sua avventura di governo per lo sfascio della maggioranza che lo aveva scelto come leader.



Accadrà anche al nano malefico nel caso in cui sfortunatamente per gli italiani e gli italioti dovesse tornare al governo, con la sola differenza però che, come nella sua ultima legislatura, i conti pubblici li lascerà di nuovo nel profondo rosso.
Messaggio del 25-01-2008 alle ore 21:24:30
nn ho tempo di leggerlo tutto stasera,lo farò domani,mi soffermo solo su 2 cose ke ho letto al volo:


che tra alti e bassi ha attraversato gli anni più importanti del nostro Paese, segnando la storia repubblicana.



si il governo più instabile e ridicolo della storia.


per due volte ha risanato i conti pubblici



questo lo ignoro... siamo indebitati cm al solito, dalla caduta della dc ad oggi...
Messaggio del 25-01-2008 alle ore 21:20:18

ki,fatti i in in culo



Tu stai attento, con tutti quegli stalloni che bazzichi, chissà quanta concupiscenza






Messaggio del 25-01-2008 alle ore 21:16:39

A differenza tua, sono riuscito ad apprezzare ed ammirare Panagulis, anche se la pensava in modo antitetico al mio....come non si può ammirare un uomo tanto attaccato alla sua terra???




Ammappete che strano modo di ammirare una persona.


Messaggio del 25-01-2008 alle ore 12:45:29
ki,fatti i in in culo
Messaggio del 25-01-2008 alle ore 11:55:34
A differenza tua, sono riuscito ad apprezzare ed ammirare Panagulis, anche se la pensava in modo antitetico al mio....come non si può ammirare un uomo tanto attaccato alla sua terra???
Tu KI, non riusciresti mai a fare lo stesso, perchè non riesci a toglierti i paraocchi....
P.S. quando andai ad Atene, sono andato a visitare la tomba di Panagulis....tante persone magari con capelli rasta e la maglietta del Che, gli ho visti a farsi le canne sopra al Partenone...Dovresti incazzarti più con loro che con me.
Sono andato OFF-TOPIC, ma questa precisazione andata assolutamente fatta.
Messaggio del 25-01-2008 alle ore 11:48:20
questo è proprio un brutto giorno per chi come noi ci credeva!
Ki...credo ke la nostra Italia non sia ancora pronta a fare dei sacrifici affinchè la situazione possa cambiare.la verità è ke tutti sognano il meglio ma nessuno è disposto a partecipare attivamente al restauro!
Finchè gli italiani non capiranno questo...credo che qualsiasi governo non andrà più bene...perchè tante cose sono cambiate e ora l'unico modo ke abbiamo per ricominciare a vivere bene è "abbozzare"...
Messaggio del 25-01-2008 alle ore 11:45:55
Non hai letto l'articolo...si tratta della fine di qualcun altro

A proposito Panagulis è uno dei tanti che avete fatto fuori, come è vostro costume


Messaggio del 25-01-2008 alle ore 11:43:42
Messaggio del 25-01-2008 alle ore 11:40:09
Era da tempo che non mi godevo un finale così!....L'ultimo finale di cui ricordo un'emozione forte, fu quello del libro "Un uomo" della Fallaci....ma Prodi rispetto a Panagulis ha fatto proprio una fine ingloriosa.
Messaggio del 25-01-2008 alle ore 09:47:49

Così muore il centrosinistra
di EZIO MAURO

Nemmeno due anni dopo il voto che ha sconfitto Berlusconi e la sua destra, Romano Prodi deve lasciare Palazzo Chigi e uscire di scena, con il suo governo che si arrende infine al Senato dove Dini e Mastella gli votano contro, dopo una settimana d'agonia. È lo strano - e ingiusto - destino di un uomo politico che per due volte ha battuto Berlusconi, per due volte ha risanato i conti pubblici e per due volte ha dovuto interrompere a metà la sua avventura di governo per lo sfascio della maggioranza che lo aveva scelto come leader.

Con Prodi, però, oggi non finisce soltanto una leadership e un governo, ma una cultura politica - il centrosinistra - che tra alti e bassi ha attraversato gli anni più importanti del nostro Paese, segnando la storia repubblicana.

Ciò che è finito davvero, infatti, è l'idea di un'ampia coalizione che raggruppi insieme tutto ciò che è alternativo alla destra, comunque assemblato, e dovunque porti la risultante. Prodi è morto politicamente proprio di questo. È morto a destra, per la vendetta di Mastella e gli interessi di Dini, ma per due anni ha sofferto a sinistra, per gli scarti di Diliberto, Giordano e Pecoraro, soprattutto sulla politica estera. Mentre faceva firmare ai leader alleati un programma faraonico e velleitario di 281 pagine e un impegno di lealtà perfettamente inutile per l'intera legislatura, Prodi coltivava in realtà un'ambizione culturale, prima ancora che politica: quella di tenere insieme le due sinistre italiane (la riformista e la radicale), obbligandole a coniugare giustizia e solidarietà insieme con modernità e innovazione, in un patto con i moderati antiberlusconiani.

Quell'ambizione è saltata, o meglio si è tradotta talvolta in politica durante questi due anni, mai in una cultura di governo riconosciuta e riconoscibile.

I risultati positivi di un governo che ha rovesciato il proverbio, razzolando bene mentre continuava a predicare male, non sono riusciti a fare massa, a orientare un'opinione pubblica ostile per paura delle tasse, spaventata dalle risse interne alla maggioranza, disorientata dalla mancanza di un disegno comune capace di indicare una prospettiva, un paesaggio collettivo, una ragione pubblica per ritrovare il senso di comunità, muoversi insieme, condividere un percorso politico.

Anche le cose migliori che il governo ha fatto, sono state spezzettate, spolpate e azzannate dal famelico gioco d'interdizione dei partiti, incapaci di far coalizione, di sentirsi maggioranza, di indicare un'Italia diversa dopo i cinque anni berlusconiani: ai cittadini, le politiche di centrosinistra sono arrivate ogni volta svalutate, incerte, contraddittorie e soprattutto depotenziate, come se la rissa interna - che è il risultato di una mancanza di cultura comune - avesse succhiato ogni linfa. Ancor più, avesse succhiato via il senso, il significato delle cose.

Fuori dal recinto tortuoso del governo, la destra non ha fatto molto per riconquistarsi il diritto di governare. Le sue contraddizioni sono tutte aperte, e la crisi della sinistra regala a Berlusconi una leadership interna che i suoi alleati ancora ieri contestavano. Ma la destra, questo è il paradosso al ribasso del 2008, è in qualche modo sintonica e addirittura interprete del sentimento italiano dominante, che è insieme di protesta e di esclusione, forse di secessione individuale dallo Stato, probabilmente di delusione repubblicana, certamente di solitudine civica. Nella grande disconnessione da ogni discorso pubblico, che è la cifra nazionale di questa fase, il nuovo populismo berlusconiano può trovare terreno propizio, perché salta tutte le mediazioni, dà agli individui l'impressione di essere cercati dalla politica e non per una rappresentanza, ma per una sintonia separata con la leadership, una vibrazione, un'adesione, ad uno ad uno.

Intorno si è mossa e si muove la gerarchia cattolica, che ormai lascia un'impronta visibile non nel discorso pubblico dov'è la benvenuta, ma sul terreno politico, istituzionale e addirittura parlamentare, dove in una democrazia occidentale dovrebbe valere solo la legge dello Stato e la regola di maggioranza, che è la forma di decisione della democrazia. Un'impronta che sempre più, purtroppo, è quella di un Dio italiano fino ad oggi sconosciuto, che non si preoccupa di parlare all'intero Paese ma conta le sue pecore ad ogni occasione interpretando il confronto come prova di forza - dunque come atto politico - , le rinchiude nel recinto della precettistica e se deve marchiarle, lo fa sul fianco destro.

Un contesto nel quale poteva reggere soltanto una politica in grado di esprimere una cultura moderna, cosciente di sé, risolta, capace di nascere a sinistra e parlare all'intero Paese. Tutto questo è mancato, per ragioni evidenti. La vittoria mutilata del 2006 ha messo subito il governo sulla difensiva, preoccupato di munirsi all'interno, col risultato di una dilatazione abnorme di ministri e sottosegretari. Ma i partiti, mentre si munivano l'uno contro l'altro, si disconnettevano dal Paese. Nel loro mondo chiuso, hanno camminato a passo di veti, minacce e ricatti, indebolendo la figura dello stesso Presidente del Consiglio, costretto a mediare più che a indirizzare. Si sono sentite ogni giorno mille voci, a nome del governo. La voce del centrosinistra è mancata.

Oggi che Mastella ha firmato un contratto con il Cavaliere e Dini ha onorato la cambiale natalizia, risulta evidente che Prodi salta perché è saltato quell'equilibrio che univa i moderati alle due sinistre, e come tale poteva rappresentare la maggioranza dell'Italia contemporanea. Tuttavia, senza il trasformismo (non nuovo: sia Dini che Mastella sono ritornati infine a casa) Prodi non sarebbe caduto. Barcollando, il governo avrebbe ancora potuto andare avanti, e questa è la ragione che ha spinto il premier ad andare al Senato, per mettere in piena luce sia la doppia defezione da destra e verso destra, sia l'assurdità di una legge elettorale che dà allo stesso governo la vittoria alla Camera e la sconfitta al Senato.

Da qui partirà il presidente Napolitano con le consultazioni, nella sua ricerca di consolidare un equilibrio politico e istituzionale che ritrovi un baricentro al sistema e al Paese. Il Capo dello Stato dovrà dunque tentare, col suo buonsenso repubblicano, di correggere queste legge elettorale prima di riportare il Paese al voto. La strada è quella di un governo istituzionale guidato dal presidente del Senato Marini, formato da poche personalità scelte fuori dai partiti, sostenuto dalle forze di buona volontà per giungere al risultato che serve al Paese.

Riformare la legge elettorale, e se fosse possibile, riformare anche Camera e Senato, cambiando i regolamenti, riducendo il numero dei parlamentari, correggendo il bicameralismo perfetto. Un governo non a termine, ma di scopo.

Che può durare poco, se i partiti sono sinceri nell'impegno e responsabili nelle scelte, col Capo dello Stato garante del percorso e dell'approdo.
Berlusconi è contrario a questa soluzione perché vuole votare al più presto, con i rifiuti per strada a Napoli (altra prova tragica d'impotenza del centrosinistra, locale e nazionale), con piazza San Pietro ancora calda di bandiere papiste, con il volto di Prodi da esibire in campagna elettorale come un avversario già battuto, in più in grado di imbrigliare l'avversario vero, che è da oggi Walter Veltroni.

(25 gennaio 2008)


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