Cultura & Attualità

Chiusa al traffico la zona storica?
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 20:24:09
Sareste d'accordo a chiudere al traffico per i non residenti la zona storica, e a vietare il parcheggio? Eventualmente a che condizioni? io sono per qs soluzione ... il centro storico deve essere valorizzato, non soffocato
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 21:31:28
Lo penso anch'io!purtroppo Il nostro centro storico è fin troppo poco valorizzato...vantiamo una delle più belle aree storiche urbanistiche dell'abruzzo!
tuttavia quartieri come civitanova, sacca o anche lancianovecchia sono un pò trascurati per via del miracolo eucaristico....non perchè sia un male ci mancherebbe!solo che è l'unica meta che viene proposta ai turisti e che ha il monopolio di tutto il turismo storico culturale lancianese...gli autobus dei pellegrini vengono fermati o alla stazione o alla pietrosa:nel primo caso scendono semplicemente il corso, poi la piazza, salgono a corso roma, miracolo e poi tornano indietro e arrivederci lanciano!nel secondo caso addirittura solo piazza e miracolo e poi via!.....e tutto il resto???se ci fosse una più idonea manutenzione dei monumenti (chiese come la splendida s.maria maggiore o s.agostino sono piene di erbacce e cacche di piccioni) con relativa valorizzazione e fruizione allora sarebbe alla grande!....
comunque se si incominciasse col fare ciò che proponi potrebbe essere un buon inizio....
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 23:27:25
Bak, e chi ha una zia anziana che ci abita come avessa fa,visto che ci deve andare tutti i giorni?Addo parchegge?faceme un paio di euro al giorno per parcheggiare + una bella camminata
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 23:32:04
chiudete il centro storico!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! solo i residenti ci devono passare con l'auto!!!!!!!!!!!!!!!
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 23:47:37
   ...  kiùso! kiùso!! ed... ELETTRIFIKATO!!! skàle mobili, tappèti rotànti, x i residènti kon zie malàte, utilitàrie elèttrike...  
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 00:06:44
ovviamente si, ma a condizione di riaprire il corso (ovviamente decidendo le giuste modalità
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 00:39:43

Quartieri Civitanova-Sacca

il colle della Selva è lungo circa 530 metri e lungo via garibaldi e vicoletti sostano, ad occhio, non meno di 200 autoveicoli.

fare un parcheggio di un3-400 posti ai piedi della collina, dietro la fonte di Civitanova (occasione per valorizzarla?) potrebbe invogliare i residenti ad abbandonare il parcheggio sotto casa, a patto che si studi un modo per collegare lo stesso ai due quartieri (in 530 metri si accede dalle torri montanare e da san rocco, per il resto: fratte)
scale mobili? ascensori? e l'impatto architettonico?

Quartiere Lancianovecchia
il parcheggio a via per frisa da solo smaltirebbe tutta l'esigenza del quartiere. è spesso vuoto, poi di notte chiudono le scale...mi pare sfruttato veramente poco dato che molti preferiscono parcheggiare in via degli agorai.

Quartiere Borgo
Corso roma e salita dell'asilo sono oramai interdetti al transito pedonale...quando avevo il braccio ingessato non potevo nè salire nè scendere.
però, lì è il punto nevralgico...mentre via dei frentani e via garibaldi sono, rispettivamente, un vicolo cieco ed una parallela surrogabile di via sant'egidio, corso roma è un'arteria importante dai cappuccini al centro.

l'ideale sarebbe stato fare di via del Malvò una grande via di comunicazione, al posto di renderla ancor più angusta delle parallele via valera o via cavour...

corso trento e trieste
assolutamente riaperto di giorno, chiuso la sera e la domenica per permettere lo struscio

fa ridere il fatto che dal bdc alla piazza debba esserci l'esposizione delle automobili e la calca della gente e invece il deserto fino all'incrocio con via luigi de crecchio
smantelliamo anche quell'orrendo chioschetto del bdc...anzi pure il bdc: al suo posto una bella gradinata coperta per le future sistemazioni della pietrosa
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 00:41:34
Il sabato notte non c'è mai un parcheggio sotto casa!
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 01:00:43
   ... tapis roulant kopèrti, in stile liberty, ascensòri in altrettànto liberty o baròkko, magari in ferro battuto  , bisògna pùre OSARE, dopo tanti decènni di PARALISI kreativa...     
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 08:36:18
il turismo al miracolo eucaristico?

quello signori non é turismo...quello é escursionismo...ergo...turismo a lanciano non ve n'é!!!

Ma si potrebbe crearlo...
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 09:30:14
l'importante è che non mi toccate le fratte

mi servono


ehm...tornando al post...

penso che chiunque sarebbe d'accordo con il chiudere al traffico il centro storico ed al tempo stesso valorizzarlo, perchè chiudere al traffico non significa valorizzarlo.
E' altresì vero che ci vuole un valido progetto che possa sopperire ai successivi disagi. Chiudere semplicemente la strada non serve a niente.
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 12:26:56
per me sì, ma secondo me la cosa non è fattibile: i lancianesi hanno lo stramaledetto vizio di parheggiare esattamente di fronte dove intendono fare spese, quindi la cosa durerebbe, purtroppo, poco.
io, ripeto, sarei pienamente favorevole.
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 15:04:05
lo voglio chiuso completamente, neanche i residenti ci devono passare, a meno che non abbiamo qualcosa di grosso da scaricare... e lo sta dicendo un residente!
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 15:23:35
pure io sto al borgo..per me nn sarebbe un problema nn passare e non parcheggiare, in cambio di nn avere rumori molesti inquinamento e quant'altro

cmq in effetti va tutto sincronizzato: inutile kiudere se nn ci sono parcheggi alternativi, mezzi pubblici, e il tutto dovrebbe essere finalizzato a una valorizzazione commerciale, artigianali, sociale, turistica sennò nn ha senso, come qualcuno ha detto

sul corso nn sose va riaperto..certamente farne una zona pedonale e lasciarla così com'è fa ridere abbastanza
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 15:41:58
...premetto che non abito a Lanciano...
....limitare il traffico nel centro storico è giusto ma,come ho letto in precedenza,farlo in maniera "coscienziosa".....creare nuovi parcheggi,inserire bus navetta elettrici,ecc ecc......
.......si può prendere esempio da Teramo....chi è stato lì sa di cosa sto parlando....

Cmq,si faccia in modo di "riaprire" il Corso .....ma vi rendete conto che Lanciano sta "morendo"?!?! Fate riaprire il Corso!!!!!......è ridicolo,una città che "chiude" la sua via "principale" Si pensa solo ad aprire centri commerciali...
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 15:56:07
Liberate il...CORSO
chiamate Amnesty International!!!!!!
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 16:44:01
carpediem,
riaprirlo per cosa? per me diminuirebbe solo il flusso della gente per permettere ai negozianti di parcheggiare davanti la loro attività. non ne vedo i vantaggi sinceramente. tu perchè vorresti riaprirlo?
ovvio che il tutto dovrebbe poi essere contestualizzato a dovere, cioè mettendo tutto quello che si dovrebbe ( servizi navetta, parcheggi,... ).
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 16:54:31
ate, il corso è fatto a posta per il traffico (che spero nessuno si illuda di far sparire) e poi come dice giulio a monte del BDC sembra il deserto del Kalahari
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 17:03:07
il guaio è che c'è bisogno di una ristrutturazione ad ampio respiro.

manca la domanda, chi ha un bellissimo locale a pian terreno non esita ad edibirlo a garage, di continuo aprono attività commerciali e poco dopo chiudono.

ci serve una spinta energina, bisogna attirare risorse umane, culturali ed economiche...

visto che l'università non è proprio cosa accogliamo altri college: statunitensi, brasiliani, giamaicani, koreani, russi, cinesi, giapponesi, australiani...

facciamo venire gente a lanciano!
basterebbero solo 2-2500 studenti dimorati in città a creare un giro d'affari minimo, ad occhio, di 2 milioni di euro al mese...
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 19:17:58
Ma perchè non risolvere tutto come si fa nei paesi civili e avanzati?

Con un piano del traffico e un progetto di riqualificazione (e non di dequalificazione come si fa da noi) del centro storico, che vuol dire favorirne la conservazione e non la trasformazione!
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 20:56:32
visto che l'università non è proprio cosa accogliamo altri college: statunitensi, brasiliani, giamaicani, koreani, russi, cinesi, giapponesi, australiani...
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l'accademia delle belle arti vuole aprire DA SUBITO dei corsi a lanciano
sono venuti pure a vedere i locali

mi domando come mai nn si faccia subito, allora
Messaggio del 22-02-2006 alle ore 21:13:04
Bak, Sampei & Co... ma pecchè ni vi ni jete a 'bbità sotte a li Lucianitte, vicine a lu benzinare. Si sta tande belle e nin v'accemende nisciune! Cioè... stete n'città e vulete ca fusse gne 'n'campagne! Guardete ca dope vi diceme ca sete cafune!
Messaggio del 23-02-2006 alle ore 12:37:45
home io nn cambierei il posto dove abito mai e poi mai

il problema nn è ke io nn voglio casino, ma ke nn voglio ke il casino sia inutile

preferirei il casino fatto da centinaia di persona che sciamano per la zona storica,a visitare musei, palazzi e chiese ad acquistare artigianato, oppure cibi biologici, o anche libri e riviste a sedersi all'aperto a prendersi uno spriz o un caffè, a cenare sotto il cielo stellato, ad ascoltare complessini jazz piuttosto ke di elettronica

boh sarà un sogno, ma a me questo è ke mi fa sangue, nn la gente ke per comprare il filoncino mattutino parcheggia nel forno e lascia pure il motore diesel puzzolente acceso x un quarto d'ora giuro ke è vero ke lo fanno!!
Messaggio del 23-02-2006 alle ore 12:44:58
Chiuderei al traffico dall'inizio di Corso Roma (Magistrali) fino al Bar del Corso, comprendendo ovviamente tutto il quartiere di Lancianovecchia.
Ma anche il quartiere Sacca e Civitanova
Messaggio del 23-02-2006 alle ore 12:48:16
devo quotare diverse persone:

home io nn cambierei il posto dove abito mai e poi mai

il problema nn è ke io nn voglio casino, ma ke nn voglio ke il casino sia inutile

preferirei il casino fatto da centinaia di persona che sciamano per la zona storica,a visitare musei, palazzi e chiese ad acquistare artigianato, oppure cibi biologici, o anche libri e riviste a sedersi all'aperto a prendersi uno spriz o un caffè, a cenare sotto il cielo stellato, ad ascoltare complessini jazz piuttosto ke di elettronica

boh sarà un sogno, ma a me questo è ke mi fa sangue, nn la gente ke per comprare il filoncino mattutino parcheggia nel forno e lascia pure il motore diesel puzzolente acceso x un quarto d'ora


un sogno che condivido.


ate, il corso è fatto a posta per il traffico (che spero nessuno si illuda di far sparire) e poi come dice giulio a monte del BDC sembra il deserto del Kalahari


può anche essere fatto per il traffico, ma se si vuole eliminare la circolazione dei mezzi nel centro storico il primo passo è chiudere il corso, come adesso, aggiungendo tutto il PIANO DI QUALIFICAZIONE del centro che dice bruce, con ogni tipo di iniziativa: dai corsi universitari ai college stranieri ( su questo punto però non mi allargherei più di tanto ), con mostre e fiere, ecc. insomma iniziative per far tornare la gente al centro e non per far diventare tutta la zona il parcheggio dei commercianti.
bruce, cosa intendi per

Ma perchè non risolvere tutto come si fa nei paesi civili e avanzati?

Con un piano del traffico e un progetto di riqualificazione (e non di dequalificazione come si fa da noi) del centro storico, che vuol dire favorirne la conservazione e non la trasformazione


grazie.
Messaggio del 23-02-2006 alle ore 16:03:02
Intendo dire che sarebbe opportuno affrontare certe cose in maniera scientifica e non lasciarsi trasportare dalle chiacchiere da bar, dai sentito dire e dai desiderata di questo e di quello.

Attualmente nella gestione del centro storico di Lanciano c'è la massima confusione ( e se lo dico io....)

Lanciano è stata riconosciuta come città d'Arte dalla Regione Abruzzo ma l'unico effetto di questo riconoscimento è stato per l'orario degli esercizi pubblici che è diventato più elastico.

Per il resto non si naviga a vista, si procede in braille.

Si operano sventramenti, trasformazioni d'uso illeggittime, aumenti di cubature non giustificati, mentre la rete infrastrutturale che serve il centro strorico è rimasta più o meno quella di cent'anni fa.

Quando ci sono state delle innovazioni non si può dire che abbiano migliorato di molto la vivibilità del centro storico.

Nel 1979 vennero fatte delle nuove condutture fognarie a Salita dei gradoni... peccato che non ci collegarono tutte le abitazioni, molte delle quale continuano a scaricare in una fognatura del 1880.

E' solo un esempio ma potrei scrivere un libro.

Intanto altre regioni sono molto più avanti di noi, e valorizzano il loro territorio a discapito del nostro.

Faccio l'esempio del Piemonte che ha una legge efficacissima per la tutela del centro storico e dell'ambiente naturale.

L'Abruzzo non riesce nemmeno a copiarla!
Messaggio del 23-02-2006 alle ore 16:57:18
Noi restiamo.


Penne, 18 Settembre.

Uno dei posti più indicati per capire qualche cosa dell'Italia credo che sia la rocca di Penne. Penne, provincia di Teramo, Abruzzi.

Quando ci salii, c'erano delle donne che mettevano al sicuro un po' di grano disteso a asciugare. Il cielo era scuro.

- Che paese è quello là?

- Quello è Atri. Più in là c'è il mare.

Atri e Penne si tengono compagnia così, dalla vetta delle due montagne dove pochi ulivi li accompagnano, separati da una, due, tre, quattro, cinque catene di colli bruciati dal sole, spazzati dal vento, ròsi da lamiere di breccia che sembrano enormi ferite. La Chiesa, che conosce l'anima di una regione, li ha congiunti nella piccola gloria della diocesi: c'è un vescovo di Atri e Penne. È l'unico decoro di queste città in esilio sui monti: città complete, con le loro chiese capitolari, con il loro palazzo di Margherita d'Austria, col loro rimpianto dei Normanni che non torneranno più a conquistarle, perché i normanni di oggi sono gaglioffi, che vogliono pingui pianure. Ma se in Italia ci fossero delle principesse di ingegno, dovrebbero sentire il piccante orgoglio di abitare in questo tetro episcopio di Penne, di pregare nel duomo di Atri, solo in faccia al mare. Andare alle corse di San Siro e delle Capannelle, sarebbe buono anche un governatore inglese o americano, che amministrasse l'Italia e l'Abruzzo per conto del trust anglo-sassone... Ma l'Italia è qui. Essa respira fra questi colli senza alberi e quel mare senza porti, nel fremito cenerino degli ulivi, nel silenzio mortale della campagna su cui non una allodola si leva neppure quando dall'Adriatico sorge il sole. Chi non comprende la tragedia di un popolo confinato qui dove non si udrà mai la sirena di una fabbrica e dove non si vedrà mai il camino di una officina: chi non sente la superbia che c'è, nell'ostinarsi a sarchiare col sarchio del padre un miserabile campo, già difeso da cinquanta generazioni, contro la gramigna che sola vi prospera fra i ciottoli, mentre uomini di altre razze hanno bisogno, per vivere e far figli, di terra nera che si apra fumando al primo solco dell'aratro meccanico, nuovo fiammante: chi non comprende, queste cose, chiuda la bottega del suo patriottismo, e la vada a riaprire in America. Noi restiamo.



(continua) G. ANSALDO.
Messaggio del 23-02-2006 alle ore 17:08:48
si chiude per tutti e si mettono un paio di bus(ovviamente elettrici) navetta che però portano i passeggeri gratuitamente,e i parcheggi a pagamento(gratuiti per i residenti).con quello che si ricava dai parcheggi ci si pagano gli autisti e le spese per i bus!
Messaggio del 23-02-2006 alle ore 19:50:33
SCOPI E METODI
1.Il patrimonio architettonico, urbano e paesaggistico, così come i singoli manufatti di questo, è il risultato di una identificazione associata ai diversi momenti storici ed ai vari contesti socio-culturali. La conservazione di questo patrimonio è il nostro scopo.
La conservazione può essere attuata attraverso differenti modalità di intervento come il controllo ambientale, la manutenzione, la riparazione, il restauro, il rinnovamento e la ristrutturazione.
Ogni intervento implica decisioni, selezioni e responsabilità in relazione al patrimonio nella sua totalità, anche per quelle parti che attualmente non hanno un particolare significato, ma che potrebbero assumerne uno in futuro.
2. La manutenzione e riparazione sono una parte fondamentale del processo di conservazione del patrimonio. Queste operazioni devono essere organizzate tramite la ricerca sistematica, le ispezioni, il controllo, il monitoraggio e le prove. Il possibile degrado deve essere previsto e descritto nonché sottoposto ad appropriate misure di prevenzione.
3.La conservazione del patrimonio costruito si attua attraverso il progetto di restauro, che comprende le strategie nella sua conservazione nel tempo. Questo progetto di restauro deve essere basato su una serie di appropriate scelte tecniche e preparato all’interno di un processo conoscitivo che implichi la raccolta di informazioni e l’approfondita conoscenza dell’edificio o del sito. Questo processo comprende le indagini strutturali, le analisi grafiche e dimensionali e la identificazione del significato storico, artistico e socio-culturale; il progetto necessita del coinvolgimento di tutte le discipline pertinenti, ed è coordinato da una persona qualificata ed esperta nel campo della conservazione e restauro.
4. La ricostruzione di intere parti “in stile” deve essere evitata. La ricostruzione di parti limitate aventi un’importanza architettonica possono essere accettate a condizione che siano basate su una precisa ed indiscutibile documentazione... Se necessario per un corretto utilizzo dell’edificio, il completamento di parti più estese con rilevanza spaziale o funzionale dovrà essere realizzato con un linguaggio conforme all’architettura contemporanea. La ricostruzione di un intero edificio, distrutto per cause belliche o naturali, è ammissibile solo in presenza di eccezionali motivazioni di ordine sociale o culturale, attinenti l’identità di un’intera collettività.

DIFFERENTI TIPI DI PATRIMONIO COSTRUITO
5. A causa della particolare vulnerabilità del patrimonio archeologico, ogni intervento riguardante lo stesso deve essere strettamente relazionato al suo contesto, al territorio ed al paesaggio. La caratteristica distruttiva degli scavi deve essere limitata il più possibile. I manufatti archeologici devono essere compiutamente documentati ad ogni scavo.
Come per gli altri casi, l’intervento di conservazione di ritrovamenti archeologici deve seguire il principio del minimo intervento, e deve essere eseguito da specialisti con tecniche e metodologie strettamente controllate.
6. L’obiettivo della conservazione dei monumenti e degli edifici storici, in un contesto urbano o rurale, è il mantenimento della loro autenticità ed integrità anche nei loro spazi interni, negli arredamenti o nelle decorazioni, nelle finiture ed in ogni connotazione architettonica e documentale. Tale conservazione richiede un appropriato “progetto di restauro”che definisce i metodi e gli obiettivi; in molti casi, questo presuppone un uso appropriato compatibile con gli spazi ed i significati architettonici esistenti. Gli interventi sugli edifici devono prestare particolare attenzione a tutti i periodi del passato testimoniati in essi.
7. Le decorazioni architettoniche, le sculture ed i manufatti artistici strettamente connessi con il patrimonio costruito devono essere conservati attraverso uno specifico progetto connesso con quello generale. Questo presuppone che il restauratore possieda la competenza e la formazione appropriata oltre alla capacità culturale, tecnica ed operativa, che gli permetta l’interpretazione dei risultati delle indagini relative agli specifici campi artistici. Il progetto di restauro deve garantire un corretto approccio alla conservazione dell’intero assetto, delle decorazioni e delle sculture, nel rispetto delle tecniche artigianali tradizionali e della loro necessaria integrazione come parte sostanziale del patrimonio costruito.
8. La città ed i villaggi storici, nel loro contesto territoriale, rappresentano una parte essenziale del nostro patrimonio universale, e devono essere visti nell’insieme di strutture, spazi ed attività umane, normalmente in un processo di continua evoluzione e cambiamento. Questo coinvolge tutti i settori della popolazione e richiede un processo di pianificazione integrata all’interno del quale si colloca una grande varietà di interventi.
La conservazione nel contesto urbano ha per oggetto insiemi di edifici e spazi scoperti che costituiscono parti di aree urbane più vaste, o di interi piccoli nuclei insediativi urbani o rurali, comprensivi dei valori intangibili. In questo contesto, l’intervento consiste nel riferirsi sempre alla città nel suo insieme morfologico, funzionale e strutturale, come parte del suo territorio, del suo contesto e del paesaggio circostante. Gli edifici nelle aree storiche possono anche avere un elevato valore architettonico in se stessi, ma devono essere salvaguardati per la loro unità organica, per le loro connotazioni dimensionali, costruttive, spaziali, decorative e cromatiche che li caratterizzano come parti connettive, insostituibili nell’unità organica costituita dalla città.
Il progetto di restauro delle città e dei villaggi storici deve prevedere la gestione delle trasformazioni e una verifica di sostenibilità delle scelte, considerando gli aspetti patrimoniali insieme con gli aspetti sociali ed economici. In tal senso risulta ad esso preliminare lo studio dei corretti metodi per la conoscenza delle forze di cambiamento e degli strumenti di gestione del processo oltre che la conoscenza dei manufatti. Il progetto di restauro delle aree storiche assume gli edifici del tessuto connettivo nella loro duplice funzione: a) di elementi che definiscono gli spazi della città nell’insieme della loro forma, e b) di sistemi distributivi di spazi interni strettamente consustanziali all’edificio stesso.
9. Il paesaggio inteso come patrimonio culturale risulta dalla prolungata interazione nelle diverse società tra l’uomo, la natura e l’ambiente fisico. Esso testimonia del rapporto evolutivo della società e degli individui con il loro ambiente. La sua conservazione, preservazione e sviluppo fa riferimento alle caratteristiche umane e naturali, integrando valori mentali ed intangibili. È importante comprendere e rispettare le caratteristiche del paesaggio ed applicare leggi e norme appropriate per armonizzare le funzioni territoriali attinenti con i valori essenziali. In molte società il paesaggio è storicamente correlato ai territori urbani.
L’integrazione tra la conservazione del paesaggio culturale, lo sviluppo sostenibile nelle regioni e località contraddistinte da attività agricole e le caratteristiche naturali, richiede la comprensione e la consapevolezza delle relazioni nel tempo. Ciò comporta la formazione di legami con l’ambiente costruito delle metropoli e delle città.
La conservazione integrata del paesaggio archeologico e fossile e lo sviluppo di un paesaggio molto dinamico, coinvolge valori sociali, culturali ed estetici.
10. Il ruolo delle tecniche nell’ambito della conservazione e del restauro è strettamente legato alla ricerca scientifica interdisciplinare sugli specifici materiali e sulle specifiche tecnologie utilizzate nella costruzione, riparazione e restauro del patrimonio costruito. L’intervento scelto deve rispettare la funzione originale ed assicurare la compatibilità con i materiali, le strutture ed i valori architettonici esistenti. I nuovi materiali e le nuove tecnologie devono essere rigorosamente sperimentati, comparati e adeguati alle reali necessità conservative. Quando l’applicazione in situ di nuove tecniche assume particolare rilevanza per la conservazione della fabbrica originale, è necessario prevedere un continuo monitoraggio dei risultati ottenuti, prendendo in considerazione il loro comportamento nel tempo e la possibilità della eventuale reversibilità.
Dovrà essere stimolata la conoscenza dei materiali e delle tecniche tradizionali e per la loro conservazione nel contesto della moderna società, essendo di per se stesse una componente importante del patrimonio.

GESTIONE
11.La gestione del processo di cambiamento, trasformazione e sviluppo delle città storiche, così come del patrimonio culturale in generale, consiste nel costante controllo delle dinamiche del cambiamento stesso, delle scelte appropriate e dei risultati. Deve essere inoltre data particolare attenzione all’ottimizzazione dei costi di esercizio. Come parte essenziale del processo di conservazione, vanno identificati i rischi ai quali il patrimonio può essere soggetto anche in casi eccezionali, e devono essere previsti gli opportuni sistemi di prevenzione e i piani di intervento e di emergenza. Il turismo culturale, oltre che per il suo positivo influsso sull’economia locale, deve essere considerato come un fattore di rischio.
La conservazione del patrimonio culturale deve essere parte integrante della pianificazione e del processo di gestione di una comunità, e deve quindi contribuire allo sviluppo sostenibile, qualitativo, economico e sociale della comunità.
12. La pluralità di valori del patrimonio e la diversità degli interessi, necessita di una struttura di comunicazione che assicuri la reale partecipazione degli abitanti a tale processo oltre a quella degli specialisti e degli amministratori. È responsabilità della comunità lo stabilire appropriati metodi e strutture per assicurare la reale partecipazione degli individui e delle istituzioni a tale processo decisionale.

FORMAZIONE E EDUCAZIONE 13. La formazione e l’educazione nella conservazione del patrimonio costruito necessita di un processo di coinvolgimento sociale e deve essere integrata nei sistemi nazionali di educazione a tutti i livelli. La complessità del progetto di restauro o di ogni altro intervento di conservazione che coinvolge aspetti storici, tecnici, culturali ed economici, presuppone la nomina di un responsabile di adeguata formazione.
La formazione dei conservatori deve essere di tipo interdisciplinare e prevedere accurati studi di storia dell’architettura, di teoria e tecniche di conservazione. Essa deve assicurare l’appropriata preparazione necessaria a risolvere problemi di ricerca necessari per realizzare gli interventi di conservazione e restauro in modo professionale e responsabile.
I professionisti e tecnici nelle discipline della conservazione devono conoscere le metodologie adeguate, le tecniche opportune oltre che acquisire il dibattito corrente sulle teorie e sulle politiche conservative.
La qualità della manodopera specializzata tecnicamente ed artisticamente per la realizzazione del progetto di restauro deve anche essere accresciuta attraverso una migliore preparazione degli operatori nel campo dei mestieri professionali.

MISURE LEGALI
14. La protezione e la conservazione del patrimonio costruito può essere meglio realizzata se vengono prese opportune misure legali ed amministrative. Ciò può essere raggiunto assicurando che il lavoro di conservazione sia affidato, o posto sotto la supervisione, di professionisti della conservazione. Le norme legali possono anche prevedere periodi di esperienza pratica all’interno di programmi strutturali. Particolare considerazione deve essere data ai conservatori neo-formati che stiano per ottenere il permesso per lo svolgimento della libera professione, anche attraverso la supervisione di un libero professionista della conservazione.

ALLEGATI-DEFINIZIONI Il comitato redazione della “Carta di Cracovia” ha usato i seguenti concetti fondamentali nel modo come qui sotto espresso.
a. Patrimonio: Il patrimonio culturale è quel complesso di opere dell’uomo nelle quali una comunità riconosce i suoi particolari e specifici valori e nei quali si identifica. L’identificazione e la definizione delle opere come patrimonio è quindi un processo di scelta di valori.
b. Monumento: Il monumento è una singola opera del patrimonio culturale riconosciuto come un portatore di valori e costituente un supporto della memoria. Questa riconosce in esso i rilevanti aspetti attinenti il fare ed il pensare dell’uomo, rintracciabili nel corso della storia ed ancora acquisibili a noi.
c. Per Autenticità di un monumento si intende la somma dei suoi caratteri sostanziali, storicamente accertati, dall’impianto originario fino alla situazione attuale, come esito delle varie trasformazioni succedutesi nel corso del tempo.
d. Per Identità si intende il comune riferimento di valori presenti, generati nel contesto di una comunità e di valori passati reperiti nell’autenticità del monumento.
e. Conservazione: La conservazione è l’insieme delle attitudini della collettività volte a far durare nel tempo il patrimonio ed i suoi monumenti. Essa si esplica in relazione ai significati che assume la singola opera, con i valori ad essa collegati.
f. Restauro: Il restauro è l’intervento diretto sul singolo manufatto del patrimonio, tendente alla conservazione della sua autenticità ed alla acquisizione di esso da parte della collettività.
g. Progetto e restauro: Il progetto come consequenzialità di scelte conservative è lo specifico procedimento con il quale si attua la conservazione del patrimonio costruito e del paesaggio.

Messaggio del 23-02-2006 alle ore 21:54:36
Io credo che uno dei problemi fondamentali dell'abruzzo storico è che è ancora poco conosciuto...siamo noi stessi i primi ignoranti che quando decidiamo di farci un viaggetto non siamo contenti se non varchiamo il confine...da quando sono all'università mi è capitato di girare interamente l'abruzzo nelle sue minime parti e ho scoperto posti straordinari di cui mai in precedenza qualcuno me ne aveva parlato!
se ci fosse una maggiore coscienza, una maggiore sensibilizzazione da parte delle autorità locali verso il popolo (e sicuramente anche più denaro!!!) lanciano, e molti altri centri d'abruzzo un pò trascurati, verrebbero riconosciuti di più sotto ogni aspetto!e magari prima di industrializzarci, come fanno le regioni più ricche, cercheremo di puntare di più sul nostro passato
Messaggio del 24-02-2006 alle ore 11:04:08
La ricostruzione di un intero edificio, distrutto per cause belliche o naturali, è ammissibile solo in presenza di eccezionali motivazioni di ordine sociale o culturale, attinenti l’identità di un’intera collettività.
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e quando l'edificio è distrutto x la avidità mista a ignoranza ???
vedi il palazzo ex upim e il "grattacielo"

e le porte antiche rase al suolo per il traffico

lanciano fu distrutta 2 volte , una dai vandali e un'altra dalle giunte di centro destra del dopoguerra fino ad oggi ( vedesi palazzo ex atla, ma anke tanto tanto altro)
Messaggio del 24-02-2006 alle ore 11:36:40
grazie bruce, prezioso come sempre.
Messaggio del 24-02-2006 alle ore 11:48:33
Sarei il primo a chiudere il centro di lanciano, anche con la cortina di ferro
Messaggio del 24-02-2006 alle ore 21:19:10
Io chiuderei tutto fino al Themapolycenter

Così respiro vivo e mi nutro di bacche



Opiot khulmar akud
Messaggio del 25-02-2006 alle ore 02:13:11
per me è una cazzata già l'aver chiuso il corso...infatti i commercianti boccheggiano...soprattutto se si costruiscono centri commerciali a manetta.

e poi perchè? il corso di lanciano per il 90% del tempo è frequentato da 1 cane (jordan) e qualche passante...come si giustifica la chiusura per tutta la settimana??

altro scandalo è l'aver trasformato piazza plebiscito in un parcheggio (per chi dicono LORO)...perchè se ci parcheggio io mi fanno la multa...MERDACCE!
Messaggio del 25-02-2006 alle ore 13:08:09
i commercianti boccheggiano secondo me perchè hanno la maschera in faccia per coprire il loro volto, rosso di vergogna per i prezzi.

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