Cultura & Attualità

AZIENDE sanitarie...??!
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 13:13:47

   ...l'aziendalizzazione della Sanità, i tagli al personale... la Vita Umana NON PUò diventare una voce di bilancio... 

   Si indaga su tubi scambiati


  

Messaggio del 05-05-2007 alle ore 13:17:44
Il liberismo è il liberismo!

Messaggio del 05-05-2007 alle ore 13:18:58
Mi piace qundo fate comunella voi due
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 13:25:24
per me si amano
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 13:27:58
Mi piace tanto-tanto-tanto Ki!
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 13:29:59
Secondo me si preparano il copione sul cistitù

Perchè vorrei proprio sapere cosa c'è di liberistico in un sistema monopolistico e burocratizzato di stato, dove non esiste concorrenza, le nomine sono politiche, come le logiche e gli appalti, dove politica e malaffare la fanno da padroni, giusto per ricordare il caso Fortugno a Locri, preferisco tacere gli squallidi affari locali
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 13:30:22
Ma ci conosciamo?
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 13:31:40
Altro che liberismo il sistema sanitario nazionale sembra un kombinat sovietico gestito dalla mafia georgiana
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 13:41:01
   (da televideo.it )

   SALA OPERATORIA CHIUSA UOMO IN COMA A BARI
Un uomo di 78 anni si trova in coma al Policlinico di Bari, dopo un arresto cardiaco che l’ha colpito mentre attendeva che si sbloccasse la porta della sala operatoria. L’anziano doveva essere sottoposto a tracheotomia, per alcune difficoltà respiratorie: era pronto per l’intervento ma la porta della sala operatoria, con la serratura cambiata da pochi giorni, non si è aperta con la chiave consegnata al medico e risultata poi difettosa. L’uomo è andato in arresto cardiaco mentre gli addetti sfondavano la porta. E’ stato poi sottoposto all’intervento programmato. 

   ...perké le UNITà LOKALI SANITARIE sono divenute AZIENDE...!?? ke kosa si deve produrre in un'AZIENDA sanitaria?!? ...se il prodotto sono i KADAVERI, l'operazione è riuscita alla grande...


  
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 13:43:56
Eh già perchè prima vivevamo nel paradiso della corsia.
Il sistema crolla perchè c'è troppocontrollo politico, non perchè sono delle aziende.
E poi lo sanno anche i bambini che i monopoli sono la peggior jattura per il consumatore, se poi sono monopoli pubblici, con problemi di bilancio la festa è completa
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 13:45:02
   ...e poi, Lord Dean, nei paesi kome la Gran Bretagna, ke immagino sia il Suo paradiso liberista d'elezione, le liberalizzazioni e le privatizzazioni non hanno sortito effetti migliori... se il principio guida è il PROFITTO, è proprio difficile ke si rieska a rendere al cittadino un qualsivoglia SERVIZIO... 


Messaggio del 05-05-2007 alle ore 13:48:06
Hafis ti rivelerò un segreto, prima di conoscere te io la Gran Bretagna non me la filavo neanche di striscio, anzi ti ringrazio di avermela fatta conoscere

A parte il fatto che in GB la sanità non è completmanete privata, ma io dico semplicemente che bisogna scegliere, o lasciamo che il mercato imponga le sue regole o lasciamo che lo faccia il satrapo di turno
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 13:48:32
Tu preferisci il Satrapo io il mercato
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 13:55:58
   ...io preferirei la Pubblika Utilità, kome principio guida... e se la Sanità dev'essere una voce in rosso, nel bilancio dello Stato, ebbene ke lo sìa... la Vita Umana è più importante di TUTTO... e poi, non è detto ke kosì kosti di meno... Livia Turko ha annunciato l'istituzione di kommissioni, di authority per la sikurezza, tutte spese ke kacciate dalla porta rientreranno dalla finestra... e in più ci teniamo i morti... 


Messaggio del 05-05-2007 alle ore 14:15:24
In realtà il mercato riconosce anche le società non profit, che diventano profit proprio nel momento in cui finiscono politicizzate.
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 15:31:14
E' chiaro che il Socialismo non può e non deve essere liberticida, perchè la libertà è un bene così essenziale a cui il cittadino non può assolutamente rinunciare.
Quindi occorrerebbe un partito Liberalsocialista di cui non c'è traccia in Italia. Non parliamo, per favore, dei radicali.
Eppure ritengo la prospettiva liberalsocialista molto attuale dopo la nascita del Partito Democratico. Io penso che ci si possa pensare!

Se guardiamo alla storia dell'Italia questa consapevolezza ha prodotto alleanze, mediazione politica e anche convergenze (si pensi al divorzio e all'aborto, due temi in cui il P.C.I., le altre forze di sinistra e certe liberali hanno trovato unità d'intenti).
Il più chiaro esempio di partito liberalsocialista ritengo sia stato il Partito D'Azione (Parri, Lussu e prima ancora i fratelli Rosselli e il comune "sentire" di Gramsci e Gobetti).

Quindi Socialismo e Liberalismo non sono assolutamente antitetici ed io non SONO ANTI-LIBERALE!!

Penso, però che il liberismo non possa affermarsi schiacciando il "BENE COMUNE", se ai cittadini non è data la sicurezza economica e la possibilità di una vita dignitosa.

Che vita sarebbe senza uguaglianza!

Uguaglianza non come imposizione totalitaria e quindi liberticida, ma come equità nelle opportunità.
Concretamente, tradotto in politiche pubbliche, significa garantire equo accesso alla scuola di qualità, alla sanità e in generale ai beni e servizi essenziali.
Equità significa anche eguaglianza rispetto alla distribuzione della ricchezza. Il che non vuol dire che tutti devono essere poveri o ricchi allo stesso modo, ma che lo Stato ha la responsabilità di non lasciare indietro nessuno, di promuovere politiche che non accentuino ulteriormente le disparità economiche.




Messaggio del 05-05-2007 alle ore 15:37:30
Ki!
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 16:19:19
    
Quote:
Concretamente, tradotto in politiche pubbliche, significa garantire equo accesso alla scuola di qualità, alla sanità e in generale ai beni e servizi essenziali.

   ...Ki, è tutto giusto e tutto ben detto, ma tutto questo noi non lo dobbiamo IMPARARE, lo dobbiamo semplicemente RIKORDARE... era kosì, l'Italia, PRIMA... era stata PENSATA kosì, perké quei princìpi ke tu hai kosì ben elenkato erano il BINARIO del kammino dello Stato (noi... siamo lo Stato ); l'Italia aveva, PRIMA, le Ferrovie e la Sanità tra le migliori del Mondo... POI, piovve sulla società italiana un bombardamento psikomediatiko senza precedenti ke kominciò a recitare kosì: "lo Stato è un inutile orpello", "le società privatizzate funzionano meglio", lo "Stato è NEMIKO dei cittadini" ( quel "LO SANNO ANKE I BAMBINI" ke Lord Dean Corso non ha mankato di ribadire... ) e la proprietà del Popolo italiano, lo Stato appunto, PASSò DI MANO... tutto ciò ke il Popolo Italiano aveva kostruito seguendo quei principi di uguali diritti per tutti, era stato rivenduto a pezzi a quegli stessi signori da kui i "progressisti" italiani sono andati a lezione di destatalizzazione e deregulation... (la finanza anglo-olandese ed amerikana) ...
   le vicende sudamerikane ci dikono ke la nazionalizzazione è un procedimento molto più semplice da adottare ke da teorizzare, quindi non sono preokkupato per quello, inglesi e olandesi si possono kacciare a kalci in kulo in qualsiasi momento... è il torpore delle menti, quest'istupidimento kollettivo di infatuati del merkato e del privato, ke mi turba assai di più... la perdita di senso di appartenenza, l'ODIO per il bene PUBBLIKO, un individualismo liberista ke somiglia sempre più ad isolazionismo e paura...

Messaggio del 05-05-2007 alle ore 16:58:19
Hafis mettiamoci daccordo pubblico non significa statale.
Secondo lo stato non è un inutile orpello e neanche un male necessario, ma lo stato che sogni tu è quello che fa i panettoni ed è quello che crea mostri come l'ILVA di Taranto.

Ki in questi giorni cade l'anniversario della morte di Giorgiana Masi, della "compagna" Giorgiana Masi, quella ai cui funerali c'era un mare di bandiere rosse, peccato che Giorrgiana Masi comunista non lo è mai stata, era radicale e come radicale stava raccogliendo le firme per il referendum sull'aborto.
Parlare di liberalsocialismo senza i radicali è parlre di aria fritta.
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 17:35:29
    
Quote:
lo stato che sogni tu
   ...io lo Stato non lo sogno... lo RIKORDO... era quello italiano prima dello yuppismo e del berluskonismo... uno stato ke SERVIVA i cittadini, bene, male, nel kaso delle Ferrovie e della Sanità bene, nel kaso della Scuola anke sekondo me, nel kaso delle Poste male, ma era comunque proprietà del Popolo Italiano... nel SENTIRE COMUNE, prima ke sulla karta... e l'attakko è stato infatti kondotto PRIMA kontro il sentire komune, e solo DOPO kontro il Patrimonio dello Stato... solo quando il Popolo Italiano era ormai INTORPIDITO dalla propaganda e sfiduciato, quando quintuplikargli il kosto della benzina e del telefono e kiamarlo "vantaggi della privatizzazione" non kausava più nessuna ribellione, anzi, un torpido e suicida konsenso sociale, solo allora si provvide alla SPARTIZIONE del Patrimonio di Stato Italiano... (la prima TRANCHE fu svenduta kon una serie di trattative private a bordo del Panfilo Reale di Sua Maestà Britannica, il Britannia, al largo di Civitavecchia, in acque internazionali, dall'allora sottosegretario al tesoro Mario Draghi, ad una skiera di bankeri e finanzieri inglesi, olandesi e amerikani kapitanati da George Soros, il 2 giugno 1992... )

  
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 22:01:11

Hafis, sono d'accordo con te!

Ma torno all’attualità della prospettiva liberalsocialista.

In questi ultimi anni sembra essere stata particolarmente disattesa.

A destra direi che a partire dalla fine degli anni Settanta, il liberalismo è stato messo in secondo piano dal liberismo economico.
J. S. Mill difficilmente si sarebbe riconosciuto in questo liberismo!

Se penso ad una certa destra che ha tenuto banco negli anni Ottanta e Novanta mi sembra che la virulenza nell’affermare – e cito -"CHE NONESISTE QUELLA COSA CHIAMATA SOCIETA'! " non possa essere ricondotta a J. S. Mill !

La destra di questi anni ha usato il linguaggio della libertà per giustificare, legittimare l’ingiustizia. In nome della libertà economica, della globalizzazione e della libera concorrenza, il liberismo è riuscito a rimettere in discussione e contestare diritti sociali acquisiti.

Per qualche tempo la sinistra è stata a guardare. Ma le ricette del liberismo economico hanno prodotto troppe ingiustizie, troppa disparità e povertà per non indignare chi crede nella libertà e nell’uguaglianza.

In questo senso gli anni che abbiamo alle spalle non sono stati anni di sintesi, di incontro di due alti ideali: giustizia e libertà.

Le strade si sono divise proprio sul modo di intendere il concetto di libertà.
Per la sinistra la libertà del cittadino è garantita dal ruolo regolatore dello Stato, dall’accesso equo all’istruzione, alla salute, alla previdenza.

Per i puristi della dottrina di destra lo Stato può essere invece ridotto fino ad essere sciacquato giù nella vasca da bagno per riprendere una celebre espressione dell’americano Barry Goldwater (Washing governement down the bathroom drain).

Come reagire all’avvilimento del liberalismo economico? Come raddrizzare la pericolosa piega presa dal mondo capitalista industrializzato ?
Io credo che qui sia proprio l’Europa con la sua civiltà e la sua tradizione, con la sua capacità di tradurre il suo senso della vita in realtà istituzionale, che abbia da dire la sua.
La tradizione europea così come ha sempre puntato l’accento sull’individuo piuttosto che sulla totalità, a differenza di altre culture,per es."L'AMERIKANA", ha sempre concepito da Aristotele in poi l’individuo nel suo rapporto con la società che lo circonda.

Questo significa che il liberalismo( non parlo più di LIBERISMO, è una bestemmia per l'essere umano) non è soltanto l’esercizio della propria libertà senza limiti, ma limitato dove comincia la libertà dell’altro.

Questo significa che nel perseguire legittimamente il proprio
benessere, l’individuo deve sentire che la qualità della sua vita non riguarda soltanto lui stesso ma anche il mondo che lo circonda.
Per concludere, credo che per parlare concretamente di liberalsocialismo occorra riconoscere che la coniugazione tra socialismo e liberalismo è anche un modo di governare, un modo pragmatico che tiene conto della necessità di creare compromessi.
Compromessi costruttivi, frutto della solidarietà e della giustizia sociale, dell’ascolto serio delle ragioni dell’altro.


Ma garantire alle cittadine e ai cittadini giustizia e libertà è molto di più che il risultato di un compromesso contingente perché non si può avere libertà senza giustizia.
Messaggio del 05-05-2007 alle ore 22:46:06

non si può avere libertà senza giustizia.

Messaggio del 05-05-2007 alle ore 23:22:18
Come sempre Ki ! BRAVO!

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