Messaggio del 16-07-2008 alle ore 13:41:51
Questa e' la trascrizione della dichiarazione di voto di Di Pietro alla fiducia richiesta dai servi di Berlusconi sul decreto sicurezza.
"Sig. Presidente del Consiglio, anche oggi Lei non c’è!
Lei continua a chiedere al Parlamento la fiducia alla sua persona e nel suo operato e però continua a non farsi vedere.
E non venga a dirci che è impegnato altrove perché Le posso assicurare che noi possiamo pure aspettare qualche ora o qualche giorno pur di vederLa in aula.
Ma forse Lei semplicemente non ritiene di presentarsi perché considera il Parlamento così alle sue dipendenze da non avere nemmeno bisogno di venire di persona per chiedere la fiducia.
Nell’uno o nell’altro caso, noi dell’Italia dei Valori, non siamo affatto disponibili a dargliela la fiducia perché si comporta come uno che ha due facce: una davanti ed una di dietro.
Con quella davanti, dice agli italiani che questo decreto serve per meglio combattere la criminalità ma con l’altra faccia – quella di dietro - spunta le armi e toglie i mezzi finanziari e gli strumenti operativi alla Magistratura ed alle forze dell’ordine che la criminalità, poi, devono realmente combatterla e contrastare tutti i giorni.
Ecco allora alcune perle del suo operato di cui è bene che i cittadini italiani prendano coscienza e conoscenza.
Lei dice che vuole dare sicurezza ai cittadini ma contestualmente ha appena emanato un decreto con cui sono stati previsti per il prossimo triennio tagli per oltre 700 milioni di euro dai capitoli del Ministero dell’Interno e di oltre un miliardo di euro dal Ministero della Difesa impedendo così l’acquisto di autovetture, carburante, munizioni, divise e ogni strumento utile per garantire la sicurezza dei cittadini.
Lei dice che vuole utilizzare l’esercito in pattuglie miste con le forze dell’ordine ma poi con l’altro decreto dispone una riduzione netta nel triennio dell’organico sia della Polizia di Stato (circa 7000 unità in meno), che delle altre forze dell’ordine, militari compresi, per un totale di quasi 40.000 unità.
Lei dice che vuole la carcerazione per i clandestini e poi non solo nulla ha disposto per l’edilizia penitenziaria ma addirittura ha tagliato i fondi attualmente stanziati per la manutenzione delle carceri. A meno che non pensi di mettere i delinquenti che dice di voler combattere a Villa Certosa!
Peggio ancora ha fatto e sta facendo con l’Amministrazione della Giustizia.
Lei dice che vuole una Giustizia più efficiente ma poi si limita solo a caricare i magistrati di altro lavoro senza assegnare loro le dovute risorse ed i necessari strumenti.
Anzi toglie loro anche quel poco che hanno.
Infatti, per far fronte ai mancati introiti conseguenti alla eliminazione indiscriminata dell’ICI, ha tolto con il recente decreto legge n. 93 quasi 60 milioni di euro dai fondi già assegnati dal precedente Governo al Ministero della Giustizia ed oltre 100 milioni di euro da quelli già assegnati al Ministero dell’Interno.
Beh, no: qualcosa per la Giustizia Lei ha fatto anche con questo decreto legge.
Per la Giustizia che serve a lei ed agli amici suoi ovviamente non per il bene del paese.
Sì perché ha fatto inserire nel pacchetto sicurezza una norma che con la sicurezza non c’azzecca nulla ma che serve ancora una volta a Lei ed a tale David Mills - coimputato con lei nel processo di Milano - per corruzione in atti giudiziari.
Mi riferisco alla possibilità prevista nell’odierno decreto legge di richiedere il patteggiamento anche per i processi già in dibattimento e dopo che tale procedura era già stata respinta o comunque non richiesta nella fase precedente al dibattimento stesso.
La ratio della norma originaria sul patteggiamento è nota: ridurre di un terzo la pena a coloro che non fanno perdere tempo alla giustizia patteggiando la pena subito e prima del processo. In tal modo si risparmia tempo ed il giudice non deve – anzi non può - nemmeno motivare sulla colpevolezza o meno dell’imputato che ha patteggiato.
Lei si è attaccato a questa giusta norma per inserirvi oggi il solito “emendamento salvapremier” anzi, nel caso di specie, “salva amici del premier”.
Con l’odierno escamotage - inventato dai suoi consiglieri e difensori che una ne fanno e cento ne pensano – oggi lei dà la possibilità anche al suo complice Mills di patteggiare la pena, nonostante il processo sia praticamente finito e quindi senza alcun risparmio per i tempi processuali.
Si dirà: e con ciò? Eh no: così il giudice non potrà più pronunciarsi sulla sua colpevolezza e quindi neanche pronunciarsi sul concorrente del reato e cioè Lei.
La questione non è di poco conto giacchè - in caso di condanna di David Mills – si sarebbe posto un grosso problema di permanenza da parte sua al Governo, sig. Presidente, perché ciò avrebbe comportato anche una sua condanna politica e morale!
Non c’è che dire, davvero una bella trovata, sig. Presidente del Consiglio che non c’è!
E non importa se – per ottenere ciò – lei sta facendo emanare una norma che di fatto si traduce in un ulteriore indulto mascherato ed addirittura nella impossibilità di mandare in galera coloro che in questi anni hanno commesso reati gravissimi per i quali dovrebbero essere condannati addirittura ad una pena effettiva fino a 7 anni e mezzo.
Sì è così, basta fare un po’ di calcoli!
A chi risulta essere condannato fino a 7 anni e mezzo – e quindi anche per i rapinatori, ladri, estorsori, spacciatori di droga e stupratori – con il patteggiamento, dovendosi applicare la riduzione di un terzo, la pena scenderebbe a 5 anni.
Poi – siccome nel frattempo è stato emanato l’indulto devono essere scontati ulteriori tre anni.
Ne rimangono due, per i quali è previsto dalla legge l’affidamento ai servizi sociali.
Ecco, ancora una volta dimostrata la sua doppia faccia: a parole dice di voler combattere la criminalità, nei fatti non esita ad allargare le maglie della giustizia e mandare per strada fior fiore di delinquenti pur di ottenerne qualche vantaggio personale.
Noi dell’Italia dei Valori ribadiamo il nostro dissenso su questo decreto legge non solo perché lei ancora una volta l’ha travisato e rigirato a suo uso e consumo ma anche per alcune perle di ingiustizia sociale ivi contenute, fra cui, soprattutto: l’aggravante razziale, che prevede un aumento di pena nel caso che a commettere un delitto sia un extracomunitario. Noi riteniamo che i delinquenti siano tutti uguali e che – per una giovane violentata o una vecchietta rapinata – non faccia alcuna differenza se subisce la violenza o la rapina da un italiano o da un extracomunitario. Sempre lo stesso dolore e la stessa umiliazione prova e noi vogliamo punire i colpevoli allo stesso modo e non con lo “sconto” se è un ariano italiano.
Non ha senso poi neppure la norma blocca processi nella sua attuale configurazione giacchè è solo un rinvio di una emergenza che c’e’ e che lascia i tribunali ingolfati allo stesso modo in cui si trovano oggi.
Anzi li ingolfano ancora di più perché comunque dovranno farsi centinaia di migliaia di notifiche sia agli imputati per permettere loro di non usufruirne sia alle parti lese che vogliono azionare le cause civili. E fra un anno saremo sempre allo stesso punto di partenza.
Ancora più assurda consideriamo la schedatura con le impronte digitali ai bambini extracomunitari. Anzi la consideriamo un vero e proprio comportamento xenofobo che non fa onore al nostro paese e che ci riporta ai tempi bui dell’olio di ricino, di cui lei ogni giorno di più si pone e propone come degno prosecutore.
Per tutte queste ragioni l’Italia dei Valori Le nega convintamene – con il cuore e con la mente – la fiducia."
Noto che anche su questo forum di lanciano.it i denigratori di Di Pietro non mancano.
E' proprio vero che quando il Padreterno distribuiva l'intelligenza voi eravate nella fila sbagliata!!!
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 13:53:32
Thompson,
la politica è il luogo della parte, non del tutto. Puoi avere il consenso e la stima di alcuni, non è mai possibile averla da parte di tutti. Una persona intelligente sa che se entri in politica sei soggetto a critiche politiche di chi non condivide le tue opinioni e le tue scelte. E più ti esponi con delle posizioni radicali e più aumentano coloro che non le condividono. Mi sembra la scoperta dell'acqua calda, ma al mondo d'oggi evidentemente c'è ancora qualcuno che usa solo l'acqua fredda.
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 13:55:03
Thompson e' del tutto inutile : le SCIMMIETTE AMMAESTRATE reagiscono istintivamente agli ordini del padrone e questo e' quanto.
Mi riferisco alla possibilità prevista nell’odierno decreto legge di richiedere il patteggiamento anche per i processi già in dibattimento e dopo che tale procedura era già stata respinta o comunque non richiesta nella fase precedente al dibattimento stesso.
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 14:45:02
per tutti tranne alcuni delitti, i recidivi e quelle persone dichiarate soggette a delinquere in maniere abituale...
"Niente tagli agli organici delle forze di polizia, dei militari e pompieri. Lo prevede un emendamento del Governo al decreto della manovra.Deroga dunque all'obbligo previsto per tutte le pubbliche amministrazione di ridimensionare gli assetti organizzativi e anche le dotazioni organiche in favore 'delle strutture del comparto sicurezza, Forze Armate e Vigili del Fuoco'. "
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 14:55:34
white, aspè, quello che ha detto di pietro sul patteggiamento è giuridicamente ineccepibile
la norma è totalmente irragionevole
secondo me se s'impugna davanti alla Consulta potrebbe risultare incostituzionale proprio per violazione dell'art.3
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 15:11:41
Libero, scrivi in modo troppo complicato, alcuni potrebbero non capirti... Usa figure, vignette, gesti... Mi raccomando, abbonda con esempi semplificati...
Scusate, non lo faccio più...
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 15:18:18
Tarza, come giustamente ha detto di pietro non si può patteggiare a dibbattimento in corso.. a che serve sennò?
perché la diminuente fino a un terzo se non c'è alcun risparmio in tempi e spese di giustizia...
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 15:19:25
...insomma, Di Pietro parla di tagli che non ci sono (o almeno non così drastici), di nuovo testo sul patteggiamento che non c'è...
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 15:22:03
Libero, il patteggiamento con dibattimento in corso c'è dal 2003!!! NON ESISTE ALCUNA MODIFICA DI QUEL TESTO, VI STA A PRENDERE PER IL CULO
LEGGE 12 giugno 2003, n.134
Modifiche al codice di procedura penale in materia di applicazione della pena su richiesta delle parti.
(G.U. n. 136 del 14-6-2003)
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Art. 1.
1. Il comma 1 dell'articolo 444 del codice di procedura penale e' sostituito dai seguenti:
«1. L'imputato e il pubblico ministero possono chiedere al giudice l'applicazione, nella specie e nella misura indicata, di una sanzione sostitutiva o di una pena pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero di una pena detentiva quando questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non supera cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria.
1-bis. Sono esclusi dall'applicazione del comma 1 i procedimenti per i delitti di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, nonche' quelli contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali e per tendenza, o recidivi ai sensi dell'articolo 99, quarto comma, del codice penale, qualora la pena superi due anni soli o congiunti a pena pecuniaria».
Art. 2.
1. All'articolo 445 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 e' sostituito dai seguenti:
«1. La sentenza prevista dall'articolo 444, comma 2, quando la pena irrogata non superi i due anni di pena detentiva soli o congiunti a pena pecuniaria, non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento ne' l'applicazione di pene accessorie e di misure di sicurezza, fatta eccezione della confisca nei casi previsti dall'articolo 240 del codice penale.
1-bis. Salvo quanto previsto dall'articolo 653, la sentenza prevista dall'articolo 444, comma 2, anche quando e' pronunciata dopo la chiusura del dibattimento, non ha efficacia nei giudizi civili o amministrativi. Salve diverse disposizioni di legge, la sentenza e' equiparata a una pronuncia di condanna»;
b) al comma 2, dopo le parole: «Il reato e' estinto» sono inserite le seguenti: «, ove sia stata irrogata una pena detentiva non superiore a due anni soli o congiunti a pena pecuniaria,».
Art. 3.
1. Al comma 1 dell'articolo 629 del codice di procedura penale, dopo le parole: «delle sentenze di condanna» sono inserite le seguenti: «o delle sentenze emesse ai sensi dell'articolo 444, comma 2,».
Art. 4.
1. Alla legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) il primo e il secondo comma dell'articolo 53 sono sostituiti dai seguenti:
«Il giudice, nel pronunciare la sentenza di condanna, quando ritiene di dovere determinare la durata della pena detentiva entro il limite di due anni, puo' sostituire tale pena con quella della semidetenzione; quando ritiene di doverla determinare entro il limite di un anno, puo' sostituirla anche con la liberta' controllata;
quando ritiene di doverla determinare entro il limite di sei mesi, puo' sostituirla altresi' con la pena pecuniaria della specie corrispondente.
La sostituzione della pena detentiva ha luogo secondo i criteri indicati dall'articolo 57. Per determinare l'ammontare della pena pecuniaria il giudice individua il valore giornaliero al quale puo' essere assoggettato l'imputato e lo moltiplica per i giorni di pena detentiva. Nella determinazione dell'ammontare di cui al precedente periodo il giudice tiene conto della condi-zione economica complessiva dell'imputato e del suo nucleo familiare. Il valore giornaliero non puo' essere inferiore alla somma indicata dall'articolo 135 del codice penale e non puo' superare di dieci volte tale ammontare. Alla sostituzione della pena detentiva con la pena pecuniaria si applica l'articolo 133-ter del codice penale»;
b) al primo comma dell'articolo 59 le parole: «due anni» sono sostituite dalle seguenti parole: «tre anni»;
c) l'articolo 60 e' abrogato.
Art. 5.
1. L'imputato, o il suo difensore munito di procura speciale, e il pubblico ministero, nella prima udienza utile successiva alla data di entrata in vigore della presente legge, in cui sia prevista la loro partecipazione, possono formulare la richiesta di cui all'articolo 444 del codice di procedura penale, come modificato dalla presente legge, anche nei processi penali in corso di dibattimento nei quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, risulti decorso il termine previsto dall'articolo 446, comma 1, del codice di procedura penale, e cio' anche quando sia gia' stata presentata tale richiesta, ma vi sia stato il dissenso da parte del pubblico ministero o la richiesta sia stata rigettata da parte del giudice, e sempre che la nuova richiesta non costituisca mera riproposizione della precedente.
2. Su richiesta dell'imputato il dibattimento e' sospeso per un periodo non inferiore a quarantacinque giorni per valutare l'opportunita' della richiesta e durante tale periodo sono sospesi i termini di prescrizione e di custodia cautelare.
3. Le disposizioni dell'articolo 4 si applicano anche ai procedimenti in corso. Per tali procedimenti la Corte di cassazione puo' applicare direttamente le sanzioni sostitutive.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 15:25:30
"anche nei processi penali in corso di dibattimento nei quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, risulti decorso il termine previsto dall'articolo 446, comma 1, del codice di procedura penale, e cio' anche quando sia gia' stata presentata tale richiesta, ma vi sia stato il dissenso da parte del pubblico ministero o la richiesta sia stata rigettata da parte del giudice"
è il testo letto da Di Pietro in aula... datato 2003!!!
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 15:27:32
Non intervengo sul patteggiamento... visto che non sono un esperto. Ma sui tagli, se è vero che il governo ha inserito un emendamento al decreto, allora hanno avuto ragione le opposizioni, che hanno solo fatto il loro dovere In ogni caso i tagli sono previsti nella prossima finanziaria... quindi rabbit, di cosa parli?
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 15:32:59
i tagli sono derogati agli enti locali, l'opposizione sui tagli non ha fiatato per due mesi a pensare alle fregnacce
jena, non è un fatto di essere esperti, sovrapponi i due testi, praticamente ha letto il testo della legge 2003 come se fosse un emendamento 2008 costruendo un "TEOREMA" (come direbbe il cav) del tutto pindarico
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 15:37:34
CHIARIAMO: AD OGGI NON ESISTE PER NIENTE IL PATTEGGIAMENTO A DIBATTIMENTO GIA' IN CORSO.. ASSOLUTAMENTISSIMAMENTEEEEEE!!
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 15:42:48
" Il patteggiamento allargato è costituzionale. Non è irragionevole l’estensione del tetto di pena, da due a cinque anni; non è irragionevole la disciplina transitoria, sia rispetto alla sospensione di 45 giorni che pure è stata giudicata di «inusitata ampiezza», sia rispetto alla possibilità di patteggiare quando il dibattimento è ormai in fase avanzata. Infine, la nuova disciplina è applicabile anche al giudizio abbreviato e al procedimento a citazione diretta.
È quanto ha deciso la Corte costituzionale con la sentenza 219/04, relatore Neppi Modona, depositata ieri (leggibile tra i correlati). "
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 15:45:51
Sci, ho capito... io parlo di oggi.
Apparte il fatto, riflettevo, che tutto quello che stanno ficcando dentro alla legge di conversione potrebbe essere tutto tutto tutto incostituzionale (quanto tempo sprecato )
E' del 2008 una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità per vizio in procedendo della legge di conversione di un decreto legge che conteneva discipline non strettamente attinenti a quelle regolate col DL
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 15:54:29
Non ho letto ancora la norma "partorita" dalla camera.. bisogna andarsela a vedé sul sito, è inutile sennò...
Non so neppure se il testo di di pietro sia di oggi o no, però potrebbe essergli compatibile... il risultato potrebbe cioè essere lo stesso...
Da quello che sapevo io, infatti (voci di corridoio della camera ), volevano estendere il patteggiamento sic et simpliciter a tutti i reati indultabili... cioè a tutti quelli commessi prima della presentazione del disegno di legge per l'indulto, indipendentemente dai limiti di pena edittale...
se così è, il cavaliere avrebbe fatto proprio un bello scherzetto dei suoi
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 16:01:32
il punto è: se io prevedo la possibilità di patteggiare tutti i reati indultabili, così, semplicemente, aggiro il disposto per cui si possono pattewggiare massimo i reati fino a 5 anni compresi di diminuente di un terzo
Cioè a dire, ho commesso il delitto di concussione e mi vogliono dare 10 anni (dico per dire), non posso patteggiare... ma se questo delitto l'ho commesso prima della data di presentazione del ddl sull'indulto, e cioè si tratta di un reato indultabile, io patteggio uguale
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 16:39:30
c'è un altro errore se controlli bene, se proprio vuoi fare il pignolo.
a me risulta che al di là della tipologìa di reati per cui non si può chiedere il patteggiamento, si eroga la pena e poi si calcola eventualmente l'indulto se c'è stato un provvedimento di clemenza dopo il fatto incriminato. Ma appunto, essendo generale, si applica a TUTTE le pene
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 16:41:54
a meno che non toccano:
"1-bis. Sono esclusi dall'applicazione del comma 1 i procedimenti per i delitti di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, nonché quelli contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali e per tendenza, o recidivi ai sensi dell'articolo 99, quarto comma, del codice penale, qualora la pena superi due anni soli o congiunti a pena pecuniaria."
per il resto tutte le condanne sono "indultate", per cui non vedo la magagna
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 16:46:09
non si applica a tutte le pene, perché non si applica a tutti i reati.
Apparte l'esclusione di quelli commessi dopo una certa data, è escluso anche per certi tipi di reato previsti dalla legge d'indulto (esempio, chessò: sequestro di persona).
Per ciò il ragionamento è esattamente opposto. Il patteggiamento, diciamo così, favorito e speciale (ammesso che sia nel testo varato dalla camera), si applicherebbe SOLO e proprio ai reati indultabili.. non agli altri...
Si parla solo di quelli, per schermare la legge da censure d'incostituzionalità sul versante della ragionevolezza.
Poi, è solo un caso se i reati indultabili sono proprio quelli che interessano al presidente del consiglio, mi pare
Messaggio del 16-07-2008 alle ore 17:04:10
no, se fosse vero quello che pensiamo, potresti chiedere il patteggiamento anche per reati superiori ai 5 anni di reclusione (diminueunte, attenuanti e aggravanti comprese e tric e trac) solo per i reati indultabili