Quote:
Camerata Anvedi, buon sangue, non mente!...
Ramblert, ci puoi giurare. Tu hai conosciuto i Generali argentini, io il comunismo della ex DDR. Non lo potrò dimenticare mai. Un senso di povertà e desolazione, le strade vuote con il cemento al posto dell'asfalto...i semafori apparivano surreali...
Messaggio del 05-10-2007 alle ore 15:31:08
Leggo oggi su un settimanale femminile un'intervista del nipote di Che Guevara, Canek Sànchez Guevara, che dice:
"Nella Cuba di oggi, un giovane ribelle come lo è stato Castro ai suoi tempi, verrebbe FUCILATO".
Se non fosse stato assassinato 40 anni fa, il Che rimarrebbe sbalordito non solo dal rock del suo nipote, ma anche dal suo anticastrismo. E quanto a suo nonno, nessuna ammirazione. A 12 anni cominciò a sperimentare la forza del mito del nonno a scuola dove, prima delle lezioni, tutti i ragazzi ERANO COSTRETTI a ripetere "Saremo come il Che".
Canek reagì marinando la scuola e diventando anarchico, ispido e provocatore, invece di studiare leggeva Shakespeare e Kafka. Mentre a Cuba imperava la teoria de "L'Uomo Nuovo", lui 17enne, fondava la rivista rock Mentalizery e scopriva sesso e droghe. Voleva essere un uomo LIBERO.
Oggi ha 33 anni, vive in Messico, l'età del nonno quando divenne quell'ICONA RIVOLUZONARIA DI MAGGIOR CONSUMO DELL'ECONOMIA DI MERCATO, è disegnatore, critico d'arte, editore, cantante rock e fumatore d'erba.
Ma soprattutto è stato e continuerà ad essere un ribelle. Almeno fino a che Cuba non si libererà di Fidel Castro, della sua "RIVOLUZIONE ANTIDEMOCRATICA" e della . Ancora per quanto? "Poco" scommette lui, "perchè il fidelismo dei cubani morirà con Castro. E chiunque lo rimpiazzerà non potrà che realizzare un'apretura per rispondere ai bisogni politici ed economici DELLA GENTE".
Messaggio del 26-09-2007 alle ore 13:03:13
L'economia cubana venne colpita duramente nei primi anni '90 a seguito del collasso dell'Unione Sovietica e del blocco economico del Comecon, con il quale commerciava di preferenza. L'embargo statunitense (chiamato Bloqueo dai cubani), in vigore dai primi anni '60, impedisce all'economia cubana di svilupparsi bloccando l'import-export da e verso gli USA. Nel Novembre 2006 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato per la 15esima volta una mozione (183 voti favorevoli, 4 assenti, 4 contrari Isole Marshall, ISRAELE, Palau, Stati Uniti, e un'astensione) per chiedere agli Stati Uniti la cessazione dell'embargO.
Ma com'è...non ho capito... Cuba chiede la cessazione dell'embargo proprio per commerciare con gli Stati Uniti d'America, il grande nemico?
Messaggio del 26-09-2007 alle ore 12:48:44
Il Partito Comunista Cubano, "martiano e marxista-leninista, avanguardia organizzata della nazione cubana", la più alta forza dirigente della società e dello Stato (art. 5), non propone candidati, né tanto meno partecipa alle elezioni non essendoci competizione con altri partiti.
L'Assemblea Nazionale del Poder Popular elegge a sua volta il Consiglio di Stato, il Consiglio dei Ministri e il Presidente del Consiglio di Stato, che è capo dello Stato e capo del Governo (art. 74). (Nella realtà Castro è anche Primo segretario del Partito Comunista). Infine l'Assemblea Nazionale elegge i componenti del Tribunale Popolare Supremo, massima istanza del potere giudiziario.
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 14:37:03
Forse sono un pò di parte, lo ammetto, ma traggo le mie conclusioni dalle esperienze che ho fatto.
Dici che ti accontenteresti di mangiare il minimo che passa lo stato e dell'assistenza medica dello stato? Accomodati, poi vediamo se potrai raccontarlo (detto senza cattiveria).
L'america manda di tutto e non si deve pensare che sia quel diavolo così cattivo come lo dipingono. Se è vero che vogliono rovesciare Castro, è anche vero che, se volevano davvero, l'avrebbero fatto da un pezzo e non certo per mezzo di un container di medicinali o altro.
Che poi il Che abbia fatto volontariato prima, non lo autorizza a fare il sanguinario poi. Come si dice, "fatti il nome e vai a rubare"?
Insomma, posso anche spingermi a dire che sia giusto affermare che la verità sta nel mezzo, ma farebbe a pugni con ciò che ho visto in altri paesi comunisti. Se avrò tempo e pazienza, aprirò un post per raccontare quali sono le esperienze che ho vissuto, tutto provato e confermato, poi ne riparliamo.
Messaggio del 24-09-2007 alle ore 13:06:06
Anvedi, non le hai scritte (errore mio) però cmq mi pare che tu le condivida...
Ce ne sarebbe di roba da discutere...
Non che voglia fare il paladino di Fidel, non me ne può fregare di meno, ma credo che nel giudicare le cose ci voglia un po' di onestà intellettuale e di cognizione di causa. Ripeto, ognuno è libero di avere la sua opinione, però spesso si giudica quel che non si conosce, o che si conosce solo in parte. Perché avere dubbi sul rispetto della moratoria della pena di morte è lecito e giusto (fra l'altro quando ha infranto questa moratoria, non ha avuto problemi a farlo sapere a tutto il mondo, nonostante le prevedibili ipocrite reazioni) quando non solo non ci si preoccupa per la costante applicazione della pena di morte in altri Paesi, ma non ci si pone nemmeno gli stessi interrogativi su tutte le altre notizie denigratorie nei confronti di Cuba?
Tralasciando l'obiezione sul diritto alla casa (la prendo come una battuta...) e premettendo che sono pienamente d'accordo sull'uso strumentale e commerciale che hanno fatto dell'immagine di Che Guevara (e purtroppo c'è tanta gente che si riempie la bocca proclamandosi comunista o socialista e ostentandone i simboli, senza capire neanche di che parla), voglio rispondere solo su un paio di cose:
- Mi si chiama in causa: devo dirti che probabilmente vivendo a Cuba sarei anch'io abbagliato, come tanti, dai lussi della società occidentale, ma che sinceramente preferisco un mondo dove se sto male sono sicuro che sarò curato indipendetemente dal lavoro che faccio e da quanto guadagno, piuttosto che uno dove per ogni persona che gira in porsche e ha una villa con un plasma 42" in ogni stanza, ce ne sono 1000 o più che non arrivano alla fine del mese e rischiano di dormire per strada o restare senza cibo per giorni. E questo anche se fossi io quell'uno su mille. Per cui sì, mi accontenterei che a tutti fosse garantito il minimo.
Mi accontenterei che per ogni impresa che sfrutti le risorse naturali (petrolio, gas, giacimenti, campi di frutta) lo Stato avesse una partecipazione del 51% e i soldi ricavati li usasse per garantire il diritto all'assistenza sanitaria ed allo studio, piuttosto che permettere agli azionisti di multinazionali straniere di depredare queste risorse ed arricchirsi alle spalle dei poveracci che ci lavorano.
Poi il fatto che lì ci siano anche restrizioni irragionevoli e spesso superflue, è un'altro discorso. Come già detto, nessuno qui si azzarda ad affermare che ci sia un sistema politico perfetto. Ma fai conto che una parte di queste restrizioni è anche conseguenza dell'embargo quarantennale e dei relativi sabotaggi e attacchi a cui l'isola è stata sottoposta. Non puoi considerare una cosa e non l'altra (in tutte e due le direzioni).
- Non so cosa arrivi a Cuba, ma di certo gli Stati Uniti non mandano un bel niente se non soldi e materiale a loro uso e consumo per cercare di rovesciare il governo (vedi dossier - a stelle e strisce - Cuba Libre).
Quanto ai rapporti tra le multinazionali e Cuba, visto che hai dubbi, ti spiego come funziona l'embargo: negli anni novanta il Congresso ha approvato la cosidetta legge Torricelli per cui nessuno scambio è permesso alle aziende americane con Cuba, pena sanzioni pecuniarie e penali.
Sotto Clinton questa è stata ulteriormente inasprita dalla legge Helms-Burton, che prevede sanzioni e ritorsioni anche contro imprese di Paesi terzi (sovrani, sottolinerei) che abbiano rapporti commerciali con Cuba. Il che significa che se una ditta italiana, per esempio, vuole vendere i suoi prodotti negli USA, non può fare affari con Cuba.
Quindi, proprio siccome gli affari sono affari, per non perdere il mercato americano, non incorrere in sanzioni o non dover chiudere, le imprese se ne fregano di Cuba e rinunciano a quei rapporti commerciali, proficui magari sì, ma non tanto da rischiare le conseguenze di cui sopra.
- Ti do, per ultimo, anche la definizione di sanguinario (dizionario De Mauro):
1a che è incline alla violenza, tanto da non avere ritegno a ferire e uccidere; che gode nel compiere stragi: un pazzo s.; anche s.m.: è un assassino incallito, un vero s.
1b che esercita e mantiene il potere ricorrendo a pene capitali e torture efferate: un tiranno s.
2 estens., di comportamento, che denota o manifesta crudeltà, ferocia: furore, istinto
Ora, Che Guevara indubbiamente si è dovuto sporcare le mani di sangue, perché ha combattuto in una rivoluzione, anzi in due (e in quella in Bolivia ci è pure morto, ucciso a sangue freddo dopo essere stato catturato e poi sepolto in una fossa comune). D'altronde non è che i militari di Batista gli andassero incontro con i fiori...
Però, per dirti, Che Guevara era quello che ancora ventenne, durante il suo viaggio per tutta l'America Latina, è rimasto mesi a lavorare in un lebbrosario nel mezzo dell'Amazzonia, avendo il coraggio di trattare con i lebbrosi senza guanti (a differenza dei dottori) visto che il contagio si era dimostrato non avvenire per contatto. Insomma, sicuramente i suoi errori li avrà fatti anche lui, come tutti, ma era uno che il prossimo cercava di aiutarlo, non di ammazzarlo senza ragione.
Qual è allora la tesi??? Che perché ha combattuto contro la dittatura di un torturatore che curava gli interessi di un'altra nazione, affiancato da mafiosi come Lucky Luciano e Vito Genovese, che opprimeva e terrorizzava il popolo cubano, e per farlo ha dovuto imbracciare un fucile, allora era un efferato killer senza scrupoli? Non scherziamo...
Messaggio del 21-09-2007 alle ore 13:49:42
Che non partano insulti mi fa solo piacere, magari sia l'inizio di una nuova era
Pallì, non voglio fare un minestrone, già lo è.
Wojtyla...beh, c'ha provato...
Messaggio del 21-09-2007 alle ore 13:36:30
Quello di giovanni paolo II è stato un tentativo di forzare la mano a fidel, che vedo ormai schlerotizzato da 40 anni di assedio, tentativo drammaticamente fallito.
Il fatto che poi il vaticano utlizzi anche cuba in funzione anti usa, dopo lo schiaffo riservato da Clinton allo stesso Giovanni Paolo II durante il suo viaggio in america del 95, credo e l'esclusione del Vaticano stesso dalle trattative e consultazioni post 11 settembre, mi sembra del tutto plausibile.
Ripeto non ho nessuna simpatia per la cuba castrista, ma non ne ho allo stesso modo per i fanatici anticastristi, ma oggi come oggi Cuba mi puzza di geriatria
Messaggio del 21-09-2007 alle ore 13:34:50
Atd07, non ho scritto niente, tranne il rigo all'inizio e quello alla fine.
Ti rispondo: Dici che tutti hanno il minimo indispensabile, ma tu ti accontenteresti del MINIMO indispensabile? Sai in cosa consiste? Penso di no.
Non mi fa certo ridere la situazione del popolo cubano, ma mi sembra strano che una multinazionale interrompa rapposri commerciali profiqui (gli affari sono affari) e gli Stati Uniti mandano di tutto. E' colui che pensa alle necessità di tutti che controlla tutto.
La casa, in un paese dove stanno costantemente a 40° all'ombra, non mi sembra un problema determinante, anzi...
La pena di morte...e pensi che lo direbbero ai quattro venti se ammazzano qualcuno, dopo la moratoria? Che ne sappiamo? Visti i precedenti, permetti che abbia qualche dubbio?
La parola "mercenario non è mia, ma dell'autore della mail. Io sono solo per il "sanguinario" perchè è quello che era.
Quanto a sapere di cosa parlo, ti garantisco che ho una voce contraria alla mia costantemente nell'orecchio e ho conosciuto il comunismo reale in prima persona e ci sono moltissime similitudini e non uso parlare solo per partito preso.
Sai cosa mi piacerebbe? Che fossero i veri estimatori di Castro a strappare di dosso le magliette del Che a tutte quei figli di papà (e non solo) che girano con macchine costose, vestiti firmati, che vivono comodamente in case e ville costose, che hanno la barchetta e che così offendono solamente ciò che quella maglietta vorrebbe rappresentare. Ma fa moda (e fa comodo), quindi ci si guarda bene dal fare una cosa del genere, giusto?
Avevo scritto tutto un altro papiro, più pacato, ma si è cancellato tutto e ho dovuto riscrivere sintetizzando...
Messaggio del 21-09-2007 alle ore 13:30:38
Anvé avaste...a mischiare tutto in una pentola...se hai parlato con i cubani ti diranno pure che al posto di Fidel vorrebbero Ernesto...e poi la gente pesca...pesca eccome
Messaggio del 21-09-2007 alle ore 13:29:05
Vedi il punto è proprio questo: Cuba non è perfetta (sicuramente la persecuzione degli omosessuali o il divieto di culto non erano e non sono cose tollerabili) ma bisogna considerare la situazione nel suo insieme e rapportata alle condizioni precedenti la revoluciòn e alla situazione politica dell'area (che di certo non è più allegra), e non semplicemente sputare contro qualcosa che ideologicamente non si condivide...
Non so quello che accadrà alla morte di Castro, nessuno lo sa. Spero che Cuba non ripiombi nella situazione drammatica che ancora c'è in centramerica: dopotutto in America latina, dal Brasile al Cile, dalla Bolivia al Venezuela, qualche ventata di novità sembra esserci.
Ad ogni modo un ultima nota: prima dicevo del divieto di culto. Negli anni novanta la costituzione è stata modificata sostituendo l'ateismo con la laicità dello Stato. Da allora, oltre alla visita di Giovanni Paolo II, è interessante notare come lo stesso pontefice abbia più volte ribadito, oltre alla sua condanna al neoliberismo, al capitalismo senza freni, il suo supporto a Fidel capace, secondo il papa, "di portare Cuba ad una compiuta democrazia" (l'ha detto lui, eh, non io...), tesi ribadita anche dopo la sua scomparsa dalle alte sfere vaticane...
Ma allora non sono solo i "comunisti" come Bertinotti a sostenere Cuba!
Messaggio del 21-09-2007 alle ore 12:44:02
Fino alla morta di Fidel e forse oltre si continuerà a discutere se Cuba è un inferno o un paradiso. Si contrapporranno gli squadroni della morte e il reparto di oftalmologia, la persecuzione spietata di artisti e omosessuali e le percentuali sulla mortalità infantile. Ci si dividerà tra chi ritiene il Che un assassino e un mercenario e chi un'apostolo di un nuovo mondo possibile.
Personalmente non so chi mi stia più sulle palle tra castristi e anticastristi di Miami (letto come si si scrive), considero il Che un avventuriero romantico convertito al leninismo più duro e puro e considero il ruolo di Kennedy nella svolta "sovietica" di Fidel.
Il punto però è un altro: Cuba è ferma all'89, il regime si dibatte da ormai 20 anni in un crepuscolo senza speranza, a cui il geniale Fidel, indebolito dal cancro al pancreas, non riesce a rispondere se non con la propria autoimbalsamazione, come un Tito qualsiasi.
Cuba è una polveriera e se il carisma del lider maximo riesce ancora a scatenare l'enfasi di buona parte della popolazione, nulla è stato fatto, perchè nulla può essere fatto, per preparare la successione.
Raul non ha lo stesso carisma di fidel e poi neanche lui è un giovanotto, scomparse queste due figure l'anomalia cubana sarà risolta, cuba tornerà agli standard del centroamerica, magari con una bella dittatura militare che fa tanto anni 80
Messaggio del 21-09-2007 alle ore 12:15:47
Però dai conclusioni politiche che ti saresti potuto risparmiare.
Non consideri, infatti, che - pur con tutte le contraddizioni che Cuba presenta - lì tutti i cittadini hanno il minimo indispensabile, hanno una copertura sanitaria totale, cosa straordianria considerando che l'embargo degli USA priva ad esempio gli ospedali delle attrezzature indispensabili (IN QUESTO - tra le altre cose - consiste l'embargo, non nella mancanza delle sigarette! All'ospedale di L'Avana fanno fatica a mandare avanti il reparto pediatrico da quando una multinazionale americana ha acquistato la ditta che lo riforniva, rifiutando ulteriori rapporti. Anche questo ti fa ridere?!?).
E nonostante tutto, Cuba ha anche un programma per cui forma medici di tutte le nazioni (compresi studenti indigenti di ghetti a stelle e strisce) che poi manda anche in altri paesi del centro e sud America per fornire assistenza sanitaria dove manca.
In quanti (e quali!) altri paesi se non hai un'assicurazione sanitaria (che ha un costo non indifferente) devi solo sperare di avere una salute di ferro?
Per non parlare della casa: non mi risulta che a Cuba se salti una rata del mutuo ti ritrovi ad essere un senzatetto!
Certo, poi, prima della rivoluzione i cubani stavano molto meglio, godevano a fare la fame ed essere schiavizzati e torturati da Batista e dai mafiosi americani...
Per non parlare della situazione nel resto del centroamerica e dell'america latina! (vedi Cile di Pinochet, Argentina, Nicaragua, Guatemala, dove governi che per compiancenze varie non sono stati mai avversati da quelle che si definiscono "Nazioni civili" hanno perpetrato ogni sorta di crimine, incluso il genocidio...)
Ah, tra parentesi, è vero che a Cuba è in vigore la pena di morte, ma è anche vero che dal 2003 (e da quattro anni prima, escludendo l'episiodio dell'esecuzione dei dirottatori del traghetto dell'Avana di quell'anno) Cuba rispetta la moratoria internazionale della pena di morte, mentre altri paesi (vedi, tanto per fare un esempio, Cina e USA) no.
Non si chi ti abbia detto o dove tu abbia letto dei desaparecidos... E' vero che nelle carceri cubane ci sono circa seicento detenuti per reati di opinione (nessuno nega che Cuba abbia delle contraddizioni o sostiene che sia un Paese perfetto con una forma di governo ideale), ma gli unici desaparecidos che ci sono nell'isola stanno a Guantanamo, e non ce li ha mandati certo Fidel...
Ad ogni modo, è il tuo definire Che Guevara un "mercenario sanguinario" (sempre perché non stai parlando di politica!) che da l'ennesima conferma della tua ignoranza (nel senso di "non conoscenza") in materia.
Prima di tutto un mercenario è uno che combatte per soldi, per uno "stipendio".
Che Guevara, Castro e gli altri non erano certo pagati da nessuno per fare la guerriglia nascosti nei boschi di Cuba. C'è una piccola differenza tra moti rivoluzionari ed essere mercenari. Secondo il tuo ragionamento, anche Mazzini e Garibaldi sarebbero stati mercenari!
Si può essere in disaccordo con le idee della rivoluzione o con il concetto di rivoluzione stessa - io personalmente non condivido nessuna idea di soluzione o insurrezione violenta, ma purtroppo è anche vero che i dittatori e gli occupanti non si convincono ad andarsene con le belle parole, anzi se solo ci provi a dialogare ti sparano pure addosso.
Prima di parlare però bisognerebbe almeno sapere di cosa si parla, e certo un viaggio turistico non ti da il diritto di denigrare uno che per le sue idee di eguaglianza sociale ha avuto il coraggio di combattere.
Di sicuro conosci le opinioni di chi a Cuba è avverso, forse dovresti leggere o vedere anche qualcosa che racconti la revolciòn dall'altro punto di vista... poi resti libero di pensarla come vuoi...
Messaggio del 21-09-2007 alle ore 11:08:05
Materiale di risulta...
...che anche senza entrare nel merito nulla aggiunge e forse qualcosa leva alla comprensione della Cuba attuale e del perché a 18 anni dalla caduta del muro di Berlino la stampa mainstream non abbia scritto una riga per provare a capire perché Cuba è sempre lì.
Neanche una riga per spiegare come Cuba sia uscita dall’isolamento e come a Cuba nel 2007 si siano recati rappresentanti dei governi di tutto il mondo.
Messaggio del 21-09-2007 alle ore 10:34:29
Ho fatto una domanda su Yahoo-answers su Cuba. Ecco cosa mi hanno risposto:
Quella di Castro è una dittatura molto dura e la cosa vergognosa è che, nonostante sia la negazione della libertà, viene sostenuta da molti paesi "democratici", Italia compresa. Provo vergogna a pensare che Bertinotti, presidente della Camera dei Deputati, è amico personale di Castro.
Castro, uno degli uomini più ricchi del mondo, tiene il suo popolo nella povertà più assoluta e nell'impossibilità di poter fare qualcosa per stare meglio.
Sono stata a Cuba più di un mese ed ho vissuto insieme alla gente..... e non in un lussuoso albergo di Varadero (come la maggior parte dei turisti italiani che vanno in vacanza là).
Ho visitato l'interno dell'isola e sono rimasta choccata. Ho parlato con la gente, ho fatto amicizia con molte persone. Odiano Castro. Lo odiano con tutte le loro forze ma sono troppo stanchi ed affamati per poterlo combattere.
Ho scoperto molte cose durante quel soggiorno (che non riesco a chiamare vacanza).... Ho scoperto, per esempio, che l'embargo americano (che molti sostengono essere la rovina di Cuba) in realtà è una barzelletta. Dagli USA arriva di tutto: sigarette, medicine, cibo.... solo che finisce tutto nelle mani dei governativi che rivendono la merce ai turisti a caro prezzo. Anche tutto ciò che viene mandato dai vari Paesi come sostegno per la popolazione viene venduto ai turisti. Nelle farmacie, per esempio, vendono, a 10 dollari alla confezione, le medicine per la dissenteria e sulla confezione ho visto scritto: "Dono del governo spagnolo al popolo cubano - Vietata la vendita"..... visto con i miei occhi! E considerate che lo stipendio di un cubano è di 10 dollari al mese.
Un Cubano non può fare nulla per migliorare la sua condizione di vita. Non può nemmeno pescare un'aragosta perchè tutto, a Cuba, è "de Fidel", come dicono loro.
E, per finire, a Cuba è ancora in vigore la pena di morte, senza contare tutte quelle "morti" invisibili di cui sono vittime i dissidenti. Gente che sparisce nel giro di una notte e che nessuno saprà mai che fine ha fatto.
Ma, nonostante tutto ciò, c'è ancora chi indossa le magliette del Che con orgoglio.... solo che non le indossano certo i Cubani ma le indossano gli italiani che non hanno la minima idea di come questo mercenario sanguinario sia odiato proprio dal suo popolo.
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Naturalmente ho omesso alcuni particolari personali, ma c'era anche dell'altro...