Cultura & Attualità

A Napoli si muore
Messaggio del 08-04-2008 alle ore 12:26:35
e poi mi viene voglia di fare il nazista e fare piazza pulita di tutti questi delinquenti che sono protetti dalle leggi che fanno su misura per loro.
Messaggio del 07-04-2008 alle ore 23:07:21
up up
Messaggio del 13-01-2008 alle ore 23:39:57
E sì...
Messaggio del 12-01-2008 alle ore 14:20:41
CHE SCHIFO. L'Italia, il Paese più bello del mondo in mano ai delinquenti.
Messaggio del 11-01-2008 alle ore 14:28:21
che beffa
Messaggio del 11-01-2008 alle ore 13:57:59
UP...

e spero che non ci faremo comprare la salute per qualche euro (che nemmeno vedremo!)
Messaggio del 11-01-2008 alle ore 11:23:18
....vedi Napoli e poi muori
Messaggio del 11-01-2008 alle ore 11:22:43
senza parole,le buonissime mozzarelle campane che caxx ci teneme a magna'
e povera gente che per colpa di esseri spregievoli,avidi,muoiono di tumore.
Altro che paura,con un tumore mi farei saltare in aria a casa degli Schiavone,dei Di lauro e merda varia...........
Messaggio del 11-01-2008 alle ore 10:28:30
Credo che sia il caso di upparlo un po' eh??

Mi chiedo come mai non ci ho fatto caso a suo tempo....

Forse era un periodo che non ero molto collegato....

Semplicemente spaventoso. Che numeri allucinanti.
Messaggio del 13-03-2006 alle ore 12:08:19
LANCIANO. I carabinieri del reparto tutela ambientale e la polizia stradale stanno eseguendo diverse decine di ordinanze di custodia cautelare disposte dal giudice per le indagini preliminari di Lanciano, Ciro Riviezzo.
L'operazione, denominata "Mare chiaro", è in corso in dieci regioni. Oltre all'Abruzzo sono interessate Basilicata, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto.

I reati contestati alle persone coinvolte sono associazione per delinquere, attività organizzata per traffico illecito di rifiuti, disastro ambientale, falso, gestione illecita di rifiuti e una serie di altri reati tutti correlati con l'inquinamento e la gestione dei rifiuti.
Il tribunale di Lanciano

I dettagli dell'operazione verranno resi noti in mattinata durante una conferenza stampa.
lanciano.it
Messaggio del 02-03-2006 alle ore 13:38:51
...più sicurezza per tutti...
Messaggio del 02-03-2006 alle ore 08:36:20
quando leggo queste cose mi viene una gran voglia di bestemmiare!
chissà che tipo di rifiuti buttano nelle "varie" discariche di lanciano!!!
Messaggio del 02-03-2006 alle ore 04:45:17
    ...e a Caserta nn si sta molto mèglio... 





   "Le zone dove sono state effettuate le indagini sono quelle dove si concentrano grandi allevamenti di bestiame: Castelvolturno, Villa Literno, Valle di Maddaloni. Molte delle aziende conferiscono il prodotto a industrie casearie, quelle della rinomata mozzarella, o industrie per la commercializzazione del latte pastorizzato.

Latte alla diossina. Sequestrate 12 aziende zootecniche, 6000 capi di bestiame e 40 tonnellate di latte

Caserta – Il corpo forestale dello Stato, su ordine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha provveduto al sequestro di 12 aziende zootecniche nel comune di Marcianise, e di oltre 5700 capi di bestiame della specie bufalina, bovina ed ovicaprina il cui latte risulterebbe contaminato dalla diossina. Si parla di almeno 40 tonnellate di latte contaminato prodotto da animali sotto osservazione. Latte che ora sarebbe stoccato nelle stesse aziende dove i veterinari delle ASL hanno riscontrato la presenza di diossina. Secondo fonti attendibili sarebbero almeno 7mila gli animali interessati alla maxi operazione. Gli allevamenti coinvolti si trovano tutti in Campania. Sono impegnati oltre 150 uomini, tra Corpo Forestale e Carabinieri. Il pericolo dunque è nel latte: centinaia di analisi sul prodotto sono state predisposte dalla magistratura, altissimo sarebbe l’indice rilevato, 27, dieci volte superiore a quello consentito.

Le zone dove sono state effettuate le indagini sono quelle dove si concentrano grandi allevamenti di bestiame: Castelvolturno, Villa Literno, Valle di Maddaloni. Molte delle aziende conferiscono il prodotto a industrie casearie, quelle della rinomata mozzarella, o industrie per la commercializzazione del latte pastorizzato. L’indagine è in corso da qualche mese e ha portato a clamorose conclusioni. Per ora il latte dei bovini alla diossina sequestrato in Campania viene stoccato nelle aziende agricole colpite dal grave inquinamento. La Regione, in mancanza di una normativa nazionale e comunitaria in materia, aspetta precise indicazioni dal ministero per poter procedere alla distruzione. Lo ha confermato l’assessore regionale all’Agricoltura, Vincenzo Aita, a margine di un vertice in Consiglio regionale con tutti i capigruppo. All’incontro, ancora in corso, partecipano anche gli assessori alla Sanita’ e all’Ambiente, Rosalba Tufano e Ugo De Flaviis. Conversando con i giornalisti Aita ha ammesso che ancora non si sa come fronteggiare l’emergenza diossina nel latte dei bovini.’’Per ora abbiamo disposto il sequestro del latte. Ora stiamo discutendo le forme per la distruzione del latte inquinato.

E’ responsabilita’ del ministero della Sanita’ dare indicazioni precise al riguardo, anche perche’ sul fronte dell’emergenza diossina non esiste una normativa, ne’ nazionale, ne’ europea. Sulla Bse c’e’, sul latte alla diossina no. La verita’ e’ che ci troviamo ad affrontare un problema completamente nuovo. Per questo, ripeto, aspettiamo indicazioni dal ministero. Vogliamo sapere come va maneggiato questo latte, quali provvedimenti preventivi vanno adottati, dove e come va stoccato, come e da chi dovra’ essere distrutto. Tant’e’ che finora e’ stato distrutto solo il latte di ovini e caprini’’. Come? ’’La distruzione e’ stata fatta da una delle due ditte che ci era stata indicata dal ministero e che ha vinto la gara’’. E per latte dei bovini? ’’Siamo di fronte ad una situazione completamente diversa, per quantita’’’. E allora? ’’Per ora stiamo effettuando i sequestri’’. Dove viene stoccato il latte contaminato dalla diossina? ’’Viene stoccato nelle stesse aziende, viene sigillato, in attesa di indicazioni da parte del ministero’’. Quanto latte e’ stato sequestrato? ’’Allo stato non si puo’ dire con precisione. Siamo gia’ sui 2mila capi, quindi gia’ 40 tonnellate di latte’’. C’e’ il rischio che torni in commercio comunque? ’’No, non c’e’ questo rischio. Il latte e’ sequestrato’’. C’e’ anche il pericolo che continui la macellazione clandestina... ’’Non accavalliamo le due cose. In Campania la macellazione clandestina c’e’ sempre stata. Qui tocca ai Nas fare il proprio mestiere ed individuare i macelli clandestini. Comunque i capi inquinati sono stati tutti registrati e sono gli stessi allevatori i custodi giudiziari’’. C’e’ o non c’e’ pericolo per i consumatori? ’’Al momento no. Stiamo facendo tutto quanto e’ nei nostri poteri per garantire la sicurezza alimentare e tutelare la salute dei consumatori’’. Assessore Aita, qual e’ la causa di tutto cio’? ’’Non lo so. Aspettiamo di avere dati piu’ precisi, di conoscere i risultati di un piu’ vasto monitoraggio, solo cosi’ potremo comprendere meglio la natura e la dimensione del fenomeno. Allo stato attuale, comunque, e’ escluso che l’inquinamento sia dovuto ai mangimi. Le analisi finora effettuate sono risultate tutte negative’’. E allora qual e’ la vera origine dell’inquinamento? ’’Per me e’ da ricercare negli incendi di rifiuti, nelle discariche abusive, specie quelli dove sono state depositati pneumatici. Poi c’e’ da definire un possibile inquinamento da industrie’’."

Michele Docimo


Messaggio del 01-03-2006 alle ore 20:42:40
e si muore di tumore

il 31 agosto 2004 il dott. Alfredo Mazza, ricercatore in Fisiologia Clinica del CNR, riuscì a pubblicare sulla prestigiosa rivista "The Lancet Oncology" il suo studio, considerato agghiacciante da tutti gli oncologi anglosassoni.

In Italia, invece, non ha avuto effetti agghiaccianti, soprattutto non ha avuto conseguenze a livello politico. Già, perchè in quel lavoro si parla di Italia, ed in particolare si dimostra, statistiche alla mano, come in un pezzo di provincia di Napoli, da Acerra a Nola e Marigliano, passando per Pomigliano d'Arco, si muore di cancro molto di più che nel resto d'Italia, anzi molto più che nel resto d'Europa.
L'elevata densità di popolazione, porta a quasi un milione di persone il conteggio di chi vive nell'area, di questo milione di persone, l'indice di mortalità per neoplasie al fegato si attesta al 35% per gli uomini ed al 20.5% per le donne, contro una media nazionale del 14%.

Attenzione: 35% significa mortalità maggiore dell'infarto

Ovviamente nessun mainstream ne parla...

Le cause? Nonostante la presenza nell'area di altri complessi industriali molto grandi, primo tra tutti quello della Fiat Auto di Pomigliano d'Arco, non si è mai rilevato un aumento di certi tipi di malattie. Solo con l'apertura del Polo Conciario della Montefibre ad Acerra si rileva, e tra l'altro nel giro di pochi anni, una prima impennata dei casi di tumore e dei morti di cancro nella zona.

Poi, nell'ultimo decennio del XX secolo, i morti di cancro sono improvvisamente raddoppiati (seconda impennata), con la mano della camorra 5.000 discariche illegali, senza alcun controllo, dove viene scaricato di tutto, dal chimico al radioattivo.

Pochi giorni fa, la punta d'iceberg con il caso Pellini: dal Veneto, ed in particolar modo da Porto Marghera arrivavano ad Acerra fanghi tossici e rifiuti di ogni tipo soprattutto chimici, la ditta Pellini li stoccava e li rivendeva come fertilizzanti, il tutto con la complicità dei Carabinieri di Acerra.

Nel frattempo continua lo stoccaggio abusivo di rifiuti chimici, sepolti nel terreno, in tutta l'area, ma anche le vere e proprie discariche a cielo aperto, sotto gli occhi di tutti.



Recenti analisi chimiche dei terreni hanno evidenziato alte concentrazioni di diossina, mercurio, arsenico, amianto.

Come lo stesso dott. Mazza ha dichiarato, "migliaia di persone sono state esposte a sostanze tossiche per decenni. Tutto è contaminato: gli agenti inquinanti nell'aria, nell'acqua e nei prodotti della terra sono ben al di sopra dei livelli consentiti.

Rifiuti tossici gestiti dalla criminalità, e le Amministrazioni locali lo sanno. Di conseguenza, presumibilmente, lo sa anche lo Stato.

Il problema viene poi trattato come emergenza sanitaria, viene negato ogni problema a monte di quello sanitario. Come se questa incidenza di morti fosse una casualità statistica.

Sabato 15 gennaio 2005

Passeggio per un corridoio al sesto piano dell'Istituto Nazionale per la lotta ai tumori "G. Pascale" di Napoli, mi guardo attorno. Non c'è un solo letto libero.

Dopo un po', volendo capire qualcosa, riesco ad attaccare discorso con un giovane ricercatore, più o meno mio coetaneo, fermatosi con me su un balcone a fumare.
Io: "Ma... sempre così tanta gente?"
Lui: "E' poca."
Io: "Come poca? Non ci sono letti liberi. Ho girato tutte le stanze."
Lui: "Appunto. Se avessimo più stanze e più letti, allora sì vedresti quanta gente ha bisogno di noi."
Io: "Quindi vivete in emergenza sanitaria continua..."
Lui: "Ma quale emergenza sanitaria! Dai! Mica è un'epidemia! Il cancro non è un virus. Se la percentuale di cancro sale troppo non è emergenza sanitaria, è emergenza sociale."
Io: "Ma... scusa... emergenza sociale lo sarebbe, se tutta questa gente venisse dallo stesso posto..."
Lui: "Acerra, Pomigliano, Sant'Anastasia, Marigliano, Nola, Brusciano, Mariglianella. l'80% dei ricorverati viene da questi Comuni, che sono tutti vicini tra loro. Il rimanente 20%.... è quella percentuale normale, nella media nazionale."
Io: "Ok. E' emergenza sociale."
Lui: "E sai quanti siamo? La metà di quanti dovremmo essere, come personale medico".
Io: "E... perchè?"
Lui: "Perchè questo Istituto è una Fondazione, il Ministero sgancia sempre meno soldi, visto che si preferisce finanziare le cliniche private, e ci dobbiamo reggere sulle donazioni".
Io: "Beh... magari qualcuno che qui da voi guarisce... magari qualche donazione ve la fa..."
Lui: "Col cazzo. La gente che guarisce mica capisce che è guarita grazie alla terapia. Buttano i soldi in viaggio e alberghi e vanno a Lourdes o a Piazza San Pietro. Se li dessero alla ricerca, quei soldi, staremmo molto più avanti."
Io: "La ricerca va piano, vero?"


Intanto la gente continua a morire, giorno dopo giorno, la malavita continua a lucrare, lo Stato non si sa se c'è e da che parte sta, visto che l'unico intervento ad Acerra è stato il tentativo di metterci un inceneritore, e infine, dulcis in fundo, i carabinieri sono stati arrestati dalla polizia giudiziaria perchè collusi con la camorra.

Bel quadretto, direi.


Sabato 18 febbraio 2006. Sera, dopo cena

Sfruttando certe conoscenze fatte in gioventù, e trascinate nel tempo, sono andato di persona a premere il pulsante del citofono di casa dell'Assessore all'Ambiente di uno dei piccoli Comuni del "triangolo della morte", di sabato sera.

Io: "Ciao T. come va?"
T.: "Alex!! Come va? Non eri a Roma?"
Io: "Già... a Roma. Per questo sono tra i sopravvissuti, solo perchè, per ironia della sorte, sono emigrato."
T. (vena sarcastica): "Ti riferisci per caso ai dati oncologici?"
Io: "Come hai fatto a indovinare?"
T.: "Perchè ho saputo di Robby e poi perchè in quanto sfigatissimo assessore all'ambiente di questo sfigato paesone di 25.000 anime, sto studiando il problema da due anni!"
Io: "E...??"
T.: "E.. nulla. Un cazzo."
Io: "In che senso?"
T.: "Ho detto 'un cazzo', mica pubblicherai questa intervista sulla testata dove scrivi?"
Io: "No sulla testata no, ma magari sul blog...."
T.: "Ok, sul blog sì. Ma non fare nè il mio nome nè quello del Comune!"
Io: "Affare fatto, ma ora spiegami questo fatto. Qui siamo a 10 Km e rotti da Acerra... non è che ci stiamo proprio addosso..."
T.: "Ma tu stai a Roma! Non hai idea, quando alla Montefibre è il turno di pulizia e lavaggio degli impianti.. non puoi sapere se si alza il vento qui cosa arriva! Ma non ricordi? Scusa, abitavi qui!"
Io: "E... non si può fare niente?"
T.: "Come fai? Vorrai mica chiudere Montefibre... mandi 20.000 famiglie, tra fabbrica ed indotto, sul lastrico..."
Io: "Ok, chiudere no.. ma non so, bonificare gli impianti... ed i terreni, convertire le produzioni più inquinanti..."
T.: "Lo abbiamo chiesto. Tutti gli assessori e i sindaci di 12 Comuni"
Io: "Risposta?"
T.: "Non c'è stata alcuna risposta. Siamo stati ignorati."
Io: "E delle discariche che mi dici?"
T.: "Qui nel nostro comune ce ne sono circa 8... tutte abusive."
Io: "E che ne sai? Scusa, sono abusive..."
T.: "Sono andato di persona a cercarle, con la macchina fotografica, e la planimetria dei terreni del Comune".
Io: "E le hai trovate..."
T.: "E sono anche stato invitato gentilmente ad andarmene."
Io: "Che ti hanno detto?"
T.: "Mi hanno detto 'sappiamo chi sei, dove abiti e soprattutto ricorda che sappiamo dove vanno a scuola i tuoi figli'..."
Io: "Ottimo! Quindi immagino che non hai avvisato i carabinieri?"
T.: "Certo che li ho avvisati! Ho parlato con due sottoufficiali!"
Io: "Risultato?"
T.: "Sono due di quelli arrestati per il caso Pellini. Collusi."
Io: "Amen. Possibili soluzioni?"
T.: "Beh, tu per te l'hai trovata... te ne sei andato. Fai andare via anche la tua famiglia, i tuoi conoscenti, tutti via di qui!"

negli ultimi 10 anni: 100.000 morti in 12 Comuni, gli ospedali oncologici con la lista chilometrica di chemioterapizzati!

Ecco come muore la mia terra

Ale_Incazzato_Nero

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A Napoli si muore

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