Musica
RISING MOON: altra recensione
Messaggio del 10-01-2006 alle ore 21:57:11
Dopo il controverso "...For The Remained Time", un nuovo nato in casa Rising Moon. Il nome di battesimo e' "They are as us", costruito e compilato con la stessa minuziosa cura e maniacale devozione con cui si alleva e si nutre un poppante. Ma nonostante l'aspetto esterno sia colorato e divertente (mostruosamente originale e ricca di particolari la copertina), in questo disco si cela un'anima cattiva e travolgente, la stessa che si nascondeva tra le note di "Area 51" e che lo aveva reso cosi' aggressivo e degno di competere con capolavori di provato prestigio.
Il riffing di un ispirato De Innocentiis puo' essere facilmente accostato allo stile death metal svedese, cosi' lontano dal 'taglio' italiano che spesso si perde in raffinate minuzie tecniche che mal si addicono ad un genere cosi' immediato e d'impatto. E in "They are as us" ancora una volta e' la durezza di un sound roccioso e senza fronzoli, cosi' scarsamente arzigogolato, che si avvicina molto alle sonorita' degli At The Gates, a farla da padrone. Brani immediati, ben strutturati e di sicuro impatto compongono un disco dal sapore marcatamente scandinavo. Notevole ed evidente e' stato l'impegno della band nello studiare raffinati e nerboruti riff, capaci di entrare e permanere ossessivamente nella mente di chi fruisce del disco. Questa peculiarità dei brani e' facilmente riscontrabile in pezzi quali "Death's Colors", "Escape & Operate" e "Irrilevant Senses", un terzetto di sicura resa, anche se pure gli altri episodi non menzionati non sono da meno, tutti uniti dal comune denominatore della tecnica ridotta all'osso e della ricerca dello stupore dell'ascoltatore attraverso geniali soluzioni stilistiche. Da segnalare, inoltre, il simpatico testo di "Swedish Metal", un articolato collage costruito esclusivamente con nomi di gruppi svedesi, tutto da scoprire. Dei nove pezzi complessivi, uno in particolare, "Digression", cattura l'attenzione dell'ascoltatore: e' il brano piu' orecchiabile, non propriamente easy listening, ma quello piu' accessibile, sul quale la band ha deciso di girare un videoclip, interamente scaricabile dal sito www.risingmoon.it.
Bene anche la sessione ritmica basso-batteria, col duo Paolucci-D'Annibale sugli scudi. Difficile, se non impossibile, trovare punti deboli in un'opera di questa caratura. Ancora una volta pero', una durata appena superiore alla mezz'ora lascia un po' di rimpianti a chi si chiede cosa avrebbe potuto fare con la band se avesse aggiunto qualche altro brano cosi' ispirato. L'universo concettuale da cui i Rising Moon attingono a piene mani e' la materia aliena, extraterrestri e oggetti volanti non identificati. Ben identificabile e dai contorni ben definiti e' invece questo nuovo lavoro, nuovo solido anello nella catena di grandi album cui il gruppo abruzzese ha saputo dar vita.
fonte: www.sensorium.it
Dopo il controverso "...For The Remained Time", un nuovo nato in casa Rising Moon. Il nome di battesimo e' "They are as us", costruito e compilato con la stessa minuziosa cura e maniacale devozione con cui si alleva e si nutre un poppante. Ma nonostante l'aspetto esterno sia colorato e divertente (mostruosamente originale e ricca di particolari la copertina), in questo disco si cela un'anima cattiva e travolgente, la stessa che si nascondeva tra le note di "Area 51" e che lo aveva reso cosi' aggressivo e degno di competere con capolavori di provato prestigio.
Il riffing di un ispirato De Innocentiis puo' essere facilmente accostato allo stile death metal svedese, cosi' lontano dal 'taglio' italiano che spesso si perde in raffinate minuzie tecniche che mal si addicono ad un genere cosi' immediato e d'impatto. E in "They are as us" ancora una volta e' la durezza di un sound roccioso e senza fronzoli, cosi' scarsamente arzigogolato, che si avvicina molto alle sonorita' degli At The Gates, a farla da padrone. Brani immediati, ben strutturati e di sicuro impatto compongono un disco dal sapore marcatamente scandinavo. Notevole ed evidente e' stato l'impegno della band nello studiare raffinati e nerboruti riff, capaci di entrare e permanere ossessivamente nella mente di chi fruisce del disco. Questa peculiarità dei brani e' facilmente riscontrabile in pezzi quali "Death's Colors", "Escape & Operate" e "Irrilevant Senses", un terzetto di sicura resa, anche se pure gli altri episodi non menzionati non sono da meno, tutti uniti dal comune denominatore della tecnica ridotta all'osso e della ricerca dello stupore dell'ascoltatore attraverso geniali soluzioni stilistiche. Da segnalare, inoltre, il simpatico testo di "Swedish Metal", un articolato collage costruito esclusivamente con nomi di gruppi svedesi, tutto da scoprire. Dei nove pezzi complessivi, uno in particolare, "Digression", cattura l'attenzione dell'ascoltatore: e' il brano piu' orecchiabile, non propriamente easy listening, ma quello piu' accessibile, sul quale la band ha deciso di girare un videoclip, interamente scaricabile dal sito www.risingmoon.it.
Bene anche la sessione ritmica basso-batteria, col duo Paolucci-D'Annibale sugli scudi. Difficile, se non impossibile, trovare punti deboli in un'opera di questa caratura. Ancora una volta pero', una durata appena superiore alla mezz'ora lascia un po' di rimpianti a chi si chiede cosa avrebbe potuto fare con la band se avesse aggiunto qualche altro brano cosi' ispirato. L'universo concettuale da cui i Rising Moon attingono a piene mani e' la materia aliena, extraterrestri e oggetti volanti non identificati. Ben identificabile e dai contorni ben definiti e' invece questo nuovo lavoro, nuovo solido anello nella catena di grandi album cui il gruppo abruzzese ha saputo dar vita.
fonte: www.sensorium.it
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