Musica
LimpBizkit:the unquestionable truth
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 13:49:24
me scine scine!!!
ascultet lu death metal! Atr ch sti' papucchjar!!
p.s. batteria antitecnica?!
frecht!! allora so' proprio bravi!
me scine scine!!!
ascultet lu death metal! Atr ch sti' papucchjar!!
p.s. batteria antitecnica?!
frecht!! allora so' proprio bravi!
Messaggio del 19-11-2005 alle ore 16:32:16
wes borland è un bravo chitarrista
wes borland è un bravo chitarrista
Messaggio del 19-11-2005 alle ore 14:57:55
infatti...dei veri cessi
infatti...dei veri cessi
Messaggio del 19-11-2005 alle ore 14:39:52
Che cesso di gruppo...
si salva solo Wes Borlan...non per niente se n'era andato...
ma pure lui si vede che non faceva soldi ed è tornato...
Che cesso di gruppo...
si salva solo Wes Borlan...non per niente se n'era andato...
ma pure lui si vede che non faceva soldi ed è tornato...
Messaggio del 19-11-2005 alle ore 14:07:05
Doveva tornare Wes Borland per riconcimare il campo di una band che una volta pubblicato il loro penultimo album (results may vary) aveva sancito il proprio precoce pensionamento (fare un singolo e video sdolcinati massacrando una vecchia hit dei "the who")...fatta eccezione per qualche brano, i soldi del disco potevano rimanere nel portafogli di molti fan, anche se il disco ha avuto un'ottima promozione...purtroppo.
Stavolta però le cose sono andate molto diversamente. "The Unquestionable Truth" (part 1), è uscito a maggio ma poco o nulla si è sentito di quest'album, un lavoro concepito in due parti diverse e vendute separatamente (la seconda dovrà uscire prossimamente). 7 brani che evidenziano una mossa anticommerciale da parte della band di Jacksonville (non mi pare di aver visto neanche singoli e/o video), che recupera sicuramente molti punti perduti, riacquista quella forza grezza e la voglia di un prodotto "sincero" lontano dai soliti concetti dello "yo bro' !!" anche se i vari "fuck" e& co. restano sempre (ma è anche giusto che sia così),lontano dalle super corvette dai pick up con rollbar pieni di luci che sembrano un aeroporto, lontano dalle tope che sculettano e dalle manie di grandezza che troppo spesso hanno avvolto le band della scena new metal (o rap metal, crossover o chiamatela come vi pare a seconda di come la intendete) d'oltreoceano, trascinandole lontano dai concetti di base con cui sono nate (disadattamento, emarginazione, protesta, storie dure di tutti i giorni appartenenti alla gente comune, la vita di strada e i ceti bassi, le periferie).Tendenzialmente sia a livello di produzione che di suono, oltre che di concetto assomiglia più a (three dollar bill, ya'all) del 1997, il loro primo lavoro,che a "Significant Other" (1999) e "chocolate starfish and the hotdog flavoured water"(2000). Questo disco viene sicuramente più riaccostato alle origini, puzza quasi di hardcore...hehehehehe....più scuro, grezzo, arrabbiato, truce e rumoroso, polemico oltretutto...un sound vero, non finto come quelli delle mega produzioni...diretto, che ti entra dritto nel cervello, composto di rabbia allo stato puro, e di delusione e polemica nei confronti nel successo sfrontato, della politica interna ed estera condotta dal loro paese ( gli U.S.A. ma che alla fine si vive anche in Italia e in molti altri), nei confronti del sistema mediatico (malato e corrotto, oltre ad essere opportunista e falso) e di una società controllata e succube della droga, espressamente detto in "the Channel", il quinto pezzo...tutti elementi che si sentono man mano che le tracce scorrono.
I Limp Bizkit che giocano a fare i Rage Against the Machine....
Rubare i mezzi e le idee forse non è un fattore così benefico come magari alcuni pensano
Un suono molto minimale quindi, senza quelle finezze tecniche fatte finora da parte di tutti i componenti ma comunque un disco studiato nei dettagli. addirittura il suono di basso che dal classico pulito è stato trasformato in un simil new wave che ricorda quello dei Tool. Batteria portante, antitecnica, potente e secca, molto naturale e punk di concetto, un vero e proprio calcio nel culo tirato a tutta potenza....per non parlare di Borland, che pare abbia deciso di improntare ancora più noise e claustrofobia nelle melodie...sporco, cattivo e acido, suono permeato da riff metallari di chitarra cruda e sporca, vere e proprie raffiche degne di un mitra, la voce di Fred Durst che dall'incazzatura ai deliri..Solo nell'ultima traccia "the Surrender" torna a prendere strade meno caotiche e più pacate.Il deejay è impercettibile, forse è stato usato meno che in passato.O comunque nn sembra ricoprire il ruolo che aveva in passato gli scratch (per esempio).L'unica cosa che non mi ha convinto è quell'accostamento troppo troppo troppo vicino a cose già fatte dai mai troppo rimpianti Rage Against The Machine, e forse potrebbe essere il motivo per cui pure quest'album è stato abbastanza criticato. Una cosa però la dico: I Limp Bizkit saranno pure bravi, ma non sono ne gli Helmet, ne i R.A.T.M.
Di recente è uscito anche un greatest hits "greatest hitz"....mah
la tracklist di "the unquestionable truth"
1) the propaganda
2) the truth
3) the priest
4) the key
5) the channel
6) the story
7) the surrender
Doveva tornare Wes Borland per riconcimare il campo di una band che una volta pubblicato il loro penultimo album (results may vary) aveva sancito il proprio precoce pensionamento (fare un singolo e video sdolcinati massacrando una vecchia hit dei "the who")...fatta eccezione per qualche brano, i soldi del disco potevano rimanere nel portafogli di molti fan, anche se il disco ha avuto un'ottima promozione...purtroppo.
Stavolta però le cose sono andate molto diversamente. "The Unquestionable Truth" (part 1), è uscito a maggio ma poco o nulla si è sentito di quest'album, un lavoro concepito in due parti diverse e vendute separatamente (la seconda dovrà uscire prossimamente). 7 brani che evidenziano una mossa anticommerciale da parte della band di Jacksonville (non mi pare di aver visto neanche singoli e/o video), che recupera sicuramente molti punti perduti, riacquista quella forza grezza e la voglia di un prodotto "sincero" lontano dai soliti concetti dello "yo bro' !!" anche se i vari "fuck" e& co. restano sempre (ma è anche giusto che sia così),lontano dalle super corvette dai pick up con rollbar pieni di luci che sembrano un aeroporto, lontano dalle tope che sculettano e dalle manie di grandezza che troppo spesso hanno avvolto le band della scena new metal (o rap metal, crossover o chiamatela come vi pare a seconda di come la intendete) d'oltreoceano, trascinandole lontano dai concetti di base con cui sono nate (disadattamento, emarginazione, protesta, storie dure di tutti i giorni appartenenti alla gente comune, la vita di strada e i ceti bassi, le periferie).Tendenzialmente sia a livello di produzione che di suono, oltre che di concetto assomiglia più a (three dollar bill, ya'all) del 1997, il loro primo lavoro,che a "Significant Other" (1999) e "chocolate starfish and the hotdog flavoured water"(2000). Questo disco viene sicuramente più riaccostato alle origini, puzza quasi di hardcore...hehehehehe....più scuro, grezzo, arrabbiato, truce e rumoroso, polemico oltretutto...un sound vero, non finto come quelli delle mega produzioni...diretto, che ti entra dritto nel cervello, composto di rabbia allo stato puro, e di delusione e polemica nei confronti nel successo sfrontato, della politica interna ed estera condotta dal loro paese ( gli U.S.A. ma che alla fine si vive anche in Italia e in molti altri), nei confronti del sistema mediatico (malato e corrotto, oltre ad essere opportunista e falso) e di una società controllata e succube della droga, espressamente detto in "the Channel", il quinto pezzo...tutti elementi che si sentono man mano che le tracce scorrono.
I Limp Bizkit che giocano a fare i Rage Against the Machine....
Rubare i mezzi e le idee forse non è un fattore così benefico come magari alcuni pensano

Un suono molto minimale quindi, senza quelle finezze tecniche fatte finora da parte di tutti i componenti ma comunque un disco studiato nei dettagli. addirittura il suono di basso che dal classico pulito è stato trasformato in un simil new wave che ricorda quello dei Tool. Batteria portante, antitecnica, potente e secca, molto naturale e punk di concetto, un vero e proprio calcio nel culo tirato a tutta potenza....per non parlare di Borland, che pare abbia deciso di improntare ancora più noise e claustrofobia nelle melodie...sporco, cattivo e acido, suono permeato da riff metallari di chitarra cruda e sporca, vere e proprie raffiche degne di un mitra, la voce di Fred Durst che dall'incazzatura ai deliri..Solo nell'ultima traccia "the Surrender" torna a prendere strade meno caotiche e più pacate.Il deejay è impercettibile, forse è stato usato meno che in passato.O comunque nn sembra ricoprire il ruolo che aveva in passato gli scratch (per esempio).L'unica cosa che non mi ha convinto è quell'accostamento troppo troppo troppo vicino a cose già fatte dai mai troppo rimpianti Rage Against The Machine, e forse potrebbe essere il motivo per cui pure quest'album è stato abbastanza criticato. Una cosa però la dico: I Limp Bizkit saranno pure bravi, ma non sono ne gli Helmet, ne i R.A.T.M.
Di recente è uscito anche un greatest hits "greatest hitz"....mah

la tracklist di "the unquestionable truth"
1) the propaganda
2) the truth
3) the priest
4) the key
5) the channel
6) the story
7) the surrender
Nuova reply all'argomento:
LimpBizkit:the unquestionable truth
Registrati
Mi so scurdate la password
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui




