Musica

Interpol
Messaggio del 09-10-2004 alle ore 16:11:03


Etichetta Discografica

Matador



Distribuzione

Universal



Anno di pubblicazione

2004



Genere

rock



Durata

41:37



Track List

1. No Exit
2. Evil
3. Narc
4. Take You On A Cruise
5. Slow Hands
6. Not Even Jail
7. Public Pervert
8. C'mere
9. Length Of Love
10. A Time To Be So Small


Eleganti e minimalisti fin dalla copertina, i quattro oscuri cavalieri di NYC ritornano con un album che irradia un opaco lucore dentro stanze desolate e cuori in pena. La loro seconda opera non ha l’immediatezza e l’urgenza tipica del capolavoro che aveva caratterizzato “Turn on the bright Lights” ma è, senza dubbio, più compatto e corale. “Antics” è esattamente quello che ci si aspettava dagli Interpol. Ma è tutto, fuorché un disco prevedibile. Ed è destinato ad essere annoverato tra i dischi più interessanti ed influenti dell’anno in corso. La band chiarisce subito i suoi intenti e, dopo avere indovinato al debutto il più bell’inizio di disco del secolo in corso (cfr.
qui ) , riesce a ripetersi con “Next Exit”, un opener geniale sin dal bizzarro titolo. Il brano prende le mosse come un algido spiritual che avanza sospinto sugli accordi di un Rhodes e dà forma e sostanza a un crescendo che si anima di un tenue ottimismo. La carica vitale non si esaurisce nella successiva “Evil”, dal retrogusto new wave, forse il brano più vicino alle atmosfere del lavoro precedente. La successiva “Narc” è caratterizzata da un riff di chitarra martellante nella strofa e da una variazione armonica che stravolge, nel finale, la melodia della strofa, rivelando un’altra peculiarità di “Antics”, molto più ricco e atipico nella composizione. Ne è conferma la successiva “Take You On A Cruise”, che della struttura-canzone pop/rock non ha praticamente nulla: il presunto chorus arriva a due minuti e otto, quando ormai non te l’aspetti più, dopo strofe che si sovrappongono e si spezzano, bridge che portano ad altri bridge e pause improvvise segnate da una chitarra che sibila come una sirena lontana. E, ovviamente, il ritornello non si ripete più, nei due minuti successivi, lasciando, volutamente, il senso di incompiutezza al brano. Il primo singolo estratto dal disco, “Slow Hands” è, pur nella sua melodia asciutta, il pezzo più radio friendly, e pare scritto apposta per sbrigare la pratica della necessaria promozione: paradossalmente risulta il più debole della tracklist. Se il lavoro di Kessler e Banks è frutto di un intreccio di chitarre scintillanti e affilate come spade di due duellanti, in tutto il disco il battito scandito dalla sezione ritmica somiglia a una violenta brachicardia. La batteria di Fogarino colpisce esattamente sulle note profonde di Carlos D. per arrestarsi all’improvviso lasciando nudo il suono delle corde infime: le sospensioni di tempo vengono dilatate di quell’istante giusto per toccare il limite dell’umana sopportazione. L’apice emotivo viene raggiunto in “Public Pervert”, il cui collasso finale, dopo l’accelerazione impressa dai polsi del buon Sam sui piatti, rappresenta il momento magico dell’opera. “Lenght Of Love”, il prefinale del disco, riserva inaspettatamente un brano solare, con un basso funkeggiante, un chorus aperto e un solo di chitarra essenziale (quasi monocorde) e vibrante, simile a quello di “Hands Away” ma suonato su degli ariosi accordi maggiori. La chiusura è invece contrassegnata dalla lenta e spettrale “A Time To Be So Small” che abbassa le luci sulla seconda prova degli Interpol lasciando nell’ascoltatore sensazioni frammentarie:
- una notte trascorsa in una galleria della metropolitana senza aspettare che passi il treno
- vino rosso fermo con un forte retrogusto di rose appassite
- immagini di un film in bianco e nero che hai cominciato a vedere dalla metà
- pioggia fitta sul sagrato di una chiesa
- pezzi di marciapiede di New York e odore di gas di scarico, spazzatura, biancheria pulita
- fumo denso mescolato a parole soffiate appena fuori dalle labbra
- dita bianche che ti scivolano sotto la camicia e ti stringono dolcemente la gola
- un paesaggio che scorre veloce su un finestrino
- notte, tanta notte, una quantità indeterminabile di notte
- il lettore completi a piacere...



Messaggio del 09-10-2004 alle ore 16:41:42
new new wave
Messaggio del 09-10-2004 alle ore 16:42:25
..il primo,...moooooolto bello!!!
Messaggio del 11-10-2004 alle ore 13:31:10

"antics"..acquistato ora....
lo sto ascoltando...
SPETTACOLO!!!!!!!!!

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