Musica

DOVERE DI CRONACA
Messaggio del 24-11-2005 alle ore 17:26:29
Messaggio del 24-11-2005 alle ore 17:25:17

la classe non e' acqua


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Editato da Ubriacone il 24/11/2005 alle 17:28:12
Messaggio del 22-11-2005 alle ore 13:34:47
No comment!!!
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 14:48:48
electronic brain
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 12:14:59
Briskio ma chi l'ha fatta l'intervista?
Messaggio del 20-11-2005 alle ore 17:03:41
Parlateci un po’ di voi, chi siete, quanti anni avete, dove vivete…

La Star Sounds Orchestra è formata Steve Schroyder, che vive da 30 anni con la moglie a Friburgo, e Jens Zygar (cioè il sottoscritto) che vive a Colonia con la sua amatissima e meravigliosa ragazza. Steve è uno dei veterani della musica elettronica, in quanto ha iniziato a suonare con uno dei primissimi moog; anzi, in effetti suonava con la band dei Tangerine Dream, famosa a quei tempi (e con questo puoi indovinare la sua età….), ma decise di restare nel sottofondo della musica cosmica. Quanto a me, invece – è Jens che parla - sono nato proprio sotto il segno dell’acquario; la mia infanzia l’ho passata in Africa Occidentale, e mi sono sentito musicista fin da quando sono tornato in Germania. Ho iniziato come chitarrista nel punkrock e più tardi sono passato alla meditation music, solo puri suoni acustici di gong.


Come vi siete conosciuti?

E’ stato a quel leggendario meeting in Svizzera del 1989, il Vibrating worlds, che Steve e io ci incontrammo di persona la prima volta; avevamo preparato una composizione per quell’incontro e dopo la performance era evidente che si erano create grandi prospettive per altre attività!


Quando e perché avete deciso di creare il progetto StarSound?

A dire il vero, si tratta di due cose diverse: c’è la Star Sounds Orchestra, cioè Steve e il sottoscritto quando presentiamo live-shows, a volte insieme ad amici, come la cantante Irina Mikhailova, e quando facciamo delle registrazioni; poi c’è lo Starsound Project, che si occupa del trasferimento di dati astronomici in musica. Gli oroscopi possono essere tradotti in suoni; anche alcune composizione della SSO sono ‘musica da oroscopi’, specialmente le tracce più vecchie come “Lago di luna”, uscita nell’album “Cosmophonon” all’inizio degli anni ’90. Più tardi ci siamo concentrati sulle tracce trance di ispirazione planetaria, e così abbiamo dato il nostro contributo allo stile della psytrance .


Star Sound è sempre stato così, o in origine era diverso, con altre persone?

Dal suo inizio ad oggi, SSO è sempre stata Steve Schroyder e Jens Zygar, ma naturalmente c’è stata qualche influenza, specialmente quando si è iniziato con la trance, come ad es. Ramamurti dei Fungus of light, e soprattutto il producer Volker Koenig degli Ololiuqui, che abbiamo adorato per la sua eccezionale abilità nel creare un grande sound design. In termini di musica cosmica dei pianeti esistono pochissimi altri che possono fare altrettanto, e siamo veramente contenti di poter collaborare, per esempio, con quel fantastico musicista dell’Akasha Project. Ma diciamo pure che è un universo a sé. E, naturalmente, dobbiamo citare Hans Costo, che è uno degli iniziatori della “ottava cosmica”: i suoi suggerimenti sono stati il contributo più importante riguardo alla nostra musica planetaria.


Quali risorse usate per produrre la vostra musica?

Per quanto riguarda la parte tecnica, partiamo dai suoni analogici del moog; col Virus riusciamo a produrre ottime sequenze di bassi. Naturalmente nelle nostre produzioni utilizziamo diverse attrezzature, come ad es. Wave Station; Korg – Karma, Waldorf; ovviamente anche qualche Roland; Tutto il materiale di tipo informatico è quello della LogicPro per la fase di composizione e gli arrangiamenti, mentre per il mixing finale ci serviamo del Protools.
E infine, altre grandi risorse sono le stelle e il silenzio delle notti profonde, poca erba, niente alcool e l’amore delle nostre famiglie.


Come vi è venuta l’idea di usare i Mega Gong durante i live?

E’ una lunga storia. In effetti era solo un sogno all’inizio del 1987; in quel periodo ero già un esecutore di pezzi con i gong, suonavo hardcore meditation music solo con i gong quando cominciai a conoscere l’ottava cosmica. Dopo aver usato per un certo periodo le tonalità planetarie, legate al movimento degli astri, dei pianeti, ho pensato che sarebbe stato bello rendere queste sonorità in forma di suoni di gong. Così sono andato dalla ditta che produceva i gong e ho parlato loro dell’idea di gong ispirati alle tonalità dei pianeti; il risultato si è avuto due anni dopo, con la produzione dei gong planetari sinfonici. Così, uso questi gong fin dal 1989. Lo stesso anno ho conosciuto Steve Schroyder e così è iniziata questa bella collaborazione, che dura ancora oggi. Trovo ancora splendido ed eccitante il suono particolare della SSO, che combina altissimi potenziali digitali con puri suoni analogici archetipici.


Geniale anche l’idea di aggiungere il violino di Irina: da dove nasce questa vostra collaborazione?

Oh, certo, assolutamente un’idea geniale! Incontrammo Irina un paio di volte a festival tipo il Morocco 2001, quando lei suonava ancora con i Medicine Drum; per caso la incontrammo di nuovo ad un festival in Grecia. E’ stato là che abbiamo deciso di eseguire qualcosa insieme e di fare delle registrazioni e pensiamo che sia riuscito proprio bene! Per noi, tracce come Sultanas Delight, o Sunrise of the third millennium sono qualcosa di grande, e il bello è che prevediamo di far uscire un numero maggiore di tracce fatte con lei. Integrare la trance music con l’inserimento di una voce conduce in una nuova dimensione della musica psichedelica!


Da quanti anni siete al top, tra quelli che dominano la scena trance mondiale?

....sto sorridendo… siete molto carini a parlare di “dominare”, ma in realtà noi non la vediamo così. C’erano già numerose band di ottima musica trance (come gli X-Dream; Electric Universe e molte altre) prima che noi ci affacciassimo sulla scena trance – in quanto fino alla metà degli anni ’90 siamo stati attivi solo nei circoli tipo new age, suonando solo planetary ambience senza aggiungere assolutamente nessun ritmo.. Ma dopo qualche anno, ci siamo proprio stancati di questo mortorio e abbiamo implorato il cielo di farci vedere una nuova dimensione. Siamo stati subito invitati a Londra a suonare agli eventi Megatripolis e, anche se suonavamo ancora musica ambient cosmica, l’idea di “beat” ci divenne familiare – anche in seguito a qualche incidente, come per es. quando, per un booking errato, fummo invitati a suonare in un posto dove tutti si aspettavano solo musica beat, e così finimmo per suonare trancefloor.- A dire il vero, però, ci piaceva parecchio – intendo il fatto di stare in mezzo a gente che balla – e così questo è stato l’inizio. Tracce come Spacetribe, o Heela sono di quel periodo; in seguito, con la traccia ICP abbiamo cominciato ad essere riconosciuti anche all’estero e in qualche modo abbiamo cercato di restare in questo ambito fino ad oggi. Anche se ci vediamo piuttosto in secondo piano rispetto alla scena trance globale, ci teniamo ad esprimerci con il nostro sound particolare e non ci piace aderire ai cambiamenti delle mode e dei gusti. Ci piace comunque restare con i nostri suoni planetari!


Parlateci un po’ del Solipse…

Il SOLIPSE del 1999 ci ha veramente inserito nella famiglia globale degli appassionati di trance; in quell’occasione abbiamo avviato tante amicizie che durano ancora oggi. Naturalmente è stato un evento eccezionale suonare al Solipse: non ci sono parole! E anche il successivo Solipse nello Zambia nel 2001 è stato uno dei più bei momenti della vita. Soprattutto, vale la pena ricordare la storia della traccia di Burundi, ma guardatevi liberamente il videoclip che racconta questa storia! Se, alla fine dei nostri giorni, passeremo in rassegna i nostri ricordi, sicuramente ci saranno anche questi!


Che sensazioni avete provato al Sunexplosion?

Siamo stati contentissimi quando ci è giunto l’invito, specialmente perché in Italia non avevamo mai suonato. E abbiamo sperimentato l’amicizia e l’apertura del popolo trance. Naturalmente la location proprio sulla spiaggia è stata una cosa grande! In Germania, poi, non sarebbe stato assolutamente possibile organizzare un evento così ‘ingombrante’ in una zona di città, per cui abbiamo anche visto che gli Italiani sono molto tolleranti. Ma quello che più ci ha impressionato è stato l’altissimo livello tecnico che ci è stato messo a disposizione. Perfino in Germania, dove esistono tantissimi e capaci service di sound systems e stages che sanno bene come organizzare il proprio lavoro, è difficile trovare dei ragazzi così in gamba! Grazie di tutto questo!


Come vi è sembrata la gente italiana?

FULL ON TRANCE e molto, molto contenti (felici)! Così ci è piaciuto, naturalmente, vedere che non c’era gente che dorme, o aggressiva, non c’erano troppi ‘fuori di testa’…. Tutto andava proprio bene!


Quali sono le vostre impressioni durante un live-act?

Diviene possibile la magia di una comunione tra musica e pubblico, l’ambiente, la natura. La vera qualità di ogni live-act viene dall’amore e dall’apertura (e ovviamente anche da un buon allestimento) da entrambe le parti: gli artisti, e tutti i presenti. Non riesco a immaginare niente di più intenso che trovarsi in vibrazione con gente che sta dando il massimo, che sta cercando di raggiungere l’estasi adesso!


E i vostri progetti futuri? Quali sono?

Continuare a creare musica, ovviamente. Poi, in Aprile 2006 saremo di nuovo in Italia dove parteciperemo ad una Electronic Conference chiamata Ricochet Dream Gathering. Sarà più che altro una retrospettiva di musica elettronica; ne usciranno incredibili tracce ambient. Speriamo poi di avere altre possibilità di esibirci in qualche altro evento psytrance. Potete dare un’occhiata al nostro website: www.starsounds.de


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