Musica
BALLADS FOR LITTLE HYENAS...
Messaggio del 14-02-2006 alle ore 14:00:25
ma che acordi...Agnelli E' la mescal(a parte)...cmq il disco ha un'altra etichetta(a parte)....
se tu vuoi fare promozione al disco X la fai e basta...altrimenti non l'avresti neanche fatto uscire
ma che acordi...Agnelli E' la mescal(a parte)...cmq il disco ha un'altra etichetta(a parte)....
se tu vuoi fare promozione al disco X la fai e basta...altrimenti non l'avresti neanche fatto uscire
Messaggio del 14-02-2006 alle ore 13:58:11

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Editato da Sonostatoio il 14/02/2006 alle 14:02:01

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Editato da Sonostatoio il 14/02/2006 alle 14:02:01
Messaggio del 14-02-2006 alle ore 13:57:56
non ti preoccupare che l'italiano all'estero lo riconoscono anche senza fare così...Lo sanno tutti di sto disco in inglese, da un anno ce la menano finalmente è uscito, lo presenta e non va bene...siamo proprio insaziabili...sul mucchio selvaggio di questo mese, c'è la sua intervista dove parla della tourneè europea e dice appunto che canteranno solo alcuni pezzi in italiano...in fondo è giusto così..
non ti preoccupare che l'italiano all'estero lo riconoscono anche senza fare così...Lo sanno tutti di sto disco in inglese, da un anno ce la menano finalmente è uscito, lo presenta e non va bene...siamo proprio insaziabili...sul mucchio selvaggio di questo mese, c'è la sua intervista dove parla della tourneè europea e dice appunto che canteranno solo alcuni pezzi in italiano...in fondo è giusto così..
Messaggio del 14-02-2006 alle ore 13:44:54
bonfo...a me gli afterhours fanno impazzire e tra l'altro ballate x piccole iene è secondo me il loro miglior album!!!
xò comprendo la delusione d ki, stando in spagna, si va a vedere un concerto d un gruppo italiano e si trova davanti un concerto in inglese!!!
dubito ke ki stava lì sapesse ke il concerto era x promozione al nuovo album!!!
cmq io nn lo so se nn lo potevano fare x accordi cn la casa discografica, ma dato ke erano praticamente tutti italiani, anke xkè gli afterhours in spagna ki se li caga, nn dico tutti, ma qualke pezzo lo potevano fa in italiano, hanno fatto solo maledimiele in italiano!!!
e poi l'italiano all'estero si deve fa riconosce no???
bonfo...a me gli afterhours fanno impazzire e tra l'altro ballate x piccole iene è secondo me il loro miglior album!!!
xò comprendo la delusione d ki, stando in spagna, si va a vedere un concerto d un gruppo italiano e si trova davanti un concerto in inglese!!!
dubito ke ki stava lì sapesse ke il concerto era x promozione al nuovo album!!!
cmq io nn lo so se nn lo potevano fare x accordi cn la casa discografica, ma dato ke erano praticamente tutti italiani, anke xkè gli afterhours in spagna ki se li caga, nn dico tutti, ma qualke pezzo lo potevano fa in italiano, hanno fatto solo maledimiele in italiano!!!
e poi l'italiano all'estero si deve fa riconosce no???
Messaggio del 14-02-2006 alle ore 13:33:30
"soliti cafoni italiani"
cmq
1987 Afterhours rappresentati del rock emergente italiano a BERLINO!
(i nirvana non ancora esistevao)
"soliti cafoni italiani"
cmq
1987 Afterhours rappresentati del rock emergente italiano a BERLINO!
(i nirvana non ancora esistevao)
Messaggio del 14-02-2006 alle ore 13:23:49
Se viene a presentare il disco in inglese, magari le canta anche???
Mi sa che l'insulto a Agnelli ormai fa parte dello stereotipo, come quelli che sputavano a Pelù nel 92 (Pirata)..Agnelli nel 91 fu ospite a New York di un seminario sul rock, come rappresentante del rock italiano, in virtù del fatto che cantava in inglese...Manuel è un genio, a me sta sulle palle e Marigold lo sa bene, ma bisogna dare atto che ci sa fare, sopratutto da un punto di vista di Marketing/Management...Il disco in questione è stato riregistrato nuovamente i testi non sono traduzioni letterali, ma hanno senso compiuto, anche perchè gli ha dato una mano proprio Ray Moor insomma è un bel prodotto per il mercato europeo o americano, gli Afterhours sono un bel gruppo, sono dei professionisti veri, non dei cialtroni come tanti ce ne sono in giro, anche se stanno perdendo i pezzi (andrea Viti se n'è andato). E poi se non ti piace un gruppo perchè li vai a vedere, per insultarlo? io userei quei pochi euro che ci rimangono per qualcos'altro che per andare a insultare qualcuno, quello lo fai gratis, pagare mi sembra un pò stupido, senza offesa.
Se viene a presentare il disco in inglese, magari le canta anche???
Mi sa che l'insulto a Agnelli ormai fa parte dello stereotipo, come quelli che sputavano a Pelù nel 92 (Pirata)..Agnelli nel 91 fu ospite a New York di un seminario sul rock, come rappresentante del rock italiano, in virtù del fatto che cantava in inglese...Manuel è un genio, a me sta sulle palle e Marigold lo sa bene, ma bisogna dare atto che ci sa fare, sopratutto da un punto di vista di Marketing/Management...Il disco in questione è stato riregistrato nuovamente i testi non sono traduzioni letterali, ma hanno senso compiuto, anche perchè gli ha dato una mano proprio Ray Moor insomma è un bel prodotto per il mercato europeo o americano, gli Afterhours sono un bel gruppo, sono dei professionisti veri, non dei cialtroni come tanti ce ne sono in giro, anche se stanno perdendo i pezzi (andrea Viti se n'è andato). E poi se non ti piace un gruppo perchè li vai a vedere, per insultarlo? io userei quei pochi euro che ci rimangono per qualcos'altro che per andare a insultare qualcuno, quello lo fai gratis, pagare mi sembra un pò stupido, senza offesa.
Messaggio del 14-02-2006 alle ore 11:08:04
Messaggio del 14-02-2006 alle ore 11:05:45
hanno suonato quì a madrid, io nn c sn andato ma c'è andato filippo. erano in pratica tutti italiani e hanno insultato agnelli dall'inizio alla fine del concerto xkè le ha cantate tutte in inglese!!!
hanno suonato quì a madrid, io nn c sn andato ma c'è andato filippo. erano in pratica tutti italiani e hanno insultato agnelli dall'inizio alla fine del concerto xkè le ha cantate tutte in inglese!!!
Messaggio del 14-02-2006 alle ore 10:31:04
Poteva essere un’arma a doppio taglio, questo disco. Non è andata così, per fortuna e per merito degli Afterhours. “Ballads for litlle hyenas” è la versione inglese di “Ballate per piccole iene”, uscito nella primavera dello scorso anno, già di per sé un gran bel disco, e già di per sé “internazionale” grazie alla co-produzione di Greg Dulli (ex-Afghan Whigs, Twilight Singers). Il disco, in questa nuova versione ricantata, rimixata e rimasterizzata, viene pubblicato in Europa da One Little Indian (casa discografica dei Twilight Singers, per l’appunto) e ora anche in Italia da Mescal; a marzo uscirà pure negli Stati Uniti.
“Ballads” è un gran bel disco di per sé, e rispetto al suo originale. Certo, se uno legge i titoli in inglese, spesso traduzioni letterali di quelli italiani come la title-track, si può essere fuorviati: ecco un altro gruppo che prova la carta dell’inglese, senza averne padronanza.
Ma no, con gli Afterhours questa cosa non era possibile: hanno iniziato cantando in inglese, e anche con le cover “straniere” che spesso cantano dal vivo se la cavano egregiamente. E ascoltando le tracce di questo CD (le stesse di “Ballate”, con l’aggiunta di una cover di “The bed” di Lou Reed in duetto con Dulli) bisogna fare i complimenti a Manuel Agnelli: la sua interpretazione è davvero convincente. Non sembra italiano, ed è il miglior complimento che gli si possa fare per un disco come questo.
Agnelli, reinterpretando questi brani in un’altra lingua, conserva tutta la sua rabbia ed espressività. Merito, dicono le note, del team che lo ha affiancato nella reincisioni delle voci, a partire da Davey Ray Moor (ex-Costeau, sempre più di casa in Italia) e John Parish. Forse qualcosa si perde nelle traduzioni, che sono fedeli almeno nel senso, senza essere letterali (cosa ovviamente impossibile in qualsiasi traduzione, men che meno in quella di una canzone, dove va rispettata anche la metrica imposta dalla base musicale).
Ha raccontato recentemente lo stesso Agnelli, diverse canzoni del disco erano nate originariamente in inglese; l’importante è che il l’interpretazione sia convincente, e in questo caso lo è.
Insomma, onore agli Afterhours, che con questo disco dimostrano che, ogni tanto, in Italia riusciamo a non essere provincia dell’impero musicale. Rimane da vedere l’accoglienza che avrà nei paesi in cui verrà pubblicato, ma questa è un’altra storia: per raccontarla ci vuole tempo, e pazienza.

naturalmente non è una band che si è improvvisata "internazionale"...ma ha alle spalle (prima di GERMI) diversi dischi ed E.P in Inglese...la svolta avvenne nel 1994 con il tributo ad Ivano Fossati con " la canzone popolare"
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Editato da The Marigold il 14/02/2006 alle 10:35:54
Poteva essere un’arma a doppio taglio, questo disco. Non è andata così, per fortuna e per merito degli Afterhours. “Ballads for litlle hyenas” è la versione inglese di “Ballate per piccole iene”, uscito nella primavera dello scorso anno, già di per sé un gran bel disco, e già di per sé “internazionale” grazie alla co-produzione di Greg Dulli (ex-Afghan Whigs, Twilight Singers). Il disco, in questa nuova versione ricantata, rimixata e rimasterizzata, viene pubblicato in Europa da One Little Indian (casa discografica dei Twilight Singers, per l’appunto) e ora anche in Italia da Mescal; a marzo uscirà pure negli Stati Uniti.
“Ballads” è un gran bel disco di per sé, e rispetto al suo originale. Certo, se uno legge i titoli in inglese, spesso traduzioni letterali di quelli italiani come la title-track, si può essere fuorviati: ecco un altro gruppo che prova la carta dell’inglese, senza averne padronanza.
Ma no, con gli Afterhours questa cosa non era possibile: hanno iniziato cantando in inglese, e anche con le cover “straniere” che spesso cantano dal vivo se la cavano egregiamente. E ascoltando le tracce di questo CD (le stesse di “Ballate”, con l’aggiunta di una cover di “The bed” di Lou Reed in duetto con Dulli) bisogna fare i complimenti a Manuel Agnelli: la sua interpretazione è davvero convincente. Non sembra italiano, ed è il miglior complimento che gli si possa fare per un disco come questo.
Agnelli, reinterpretando questi brani in un’altra lingua, conserva tutta la sua rabbia ed espressività. Merito, dicono le note, del team che lo ha affiancato nella reincisioni delle voci, a partire da Davey Ray Moor (ex-Costeau, sempre più di casa in Italia) e John Parish. Forse qualcosa si perde nelle traduzioni, che sono fedeli almeno nel senso, senza essere letterali (cosa ovviamente impossibile in qualsiasi traduzione, men che meno in quella di una canzone, dove va rispettata anche la metrica imposta dalla base musicale).
Ha raccontato recentemente lo stesso Agnelli, diverse canzoni del disco erano nate originariamente in inglese; l’importante è che il l’interpretazione sia convincente, e in questo caso lo è.
Insomma, onore agli Afterhours, che con questo disco dimostrano che, ogni tanto, in Italia riusciamo a non essere provincia dell’impero musicale. Rimane da vedere l’accoglienza che avrà nei paesi in cui verrà pubblicato, ma questa è un’altra storia: per raccontarla ci vuole tempo, e pazienza.

naturalmente non è una band che si è improvvisata "internazionale"...ma ha alle spalle (prima di GERMI) diversi dischi ed E.P in Inglese...la svolta avvenne nel 1994 con il tributo ad Ivano Fossati con " la canzone popolare"
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Editato da The Marigold il 14/02/2006 alle 10:35:54
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