Musica

AMICO FRAGILE...
Messaggio del 04-04-2005 alle ore 22:11:20
Pare che Faber volesse discutere su una faccenda di esorcismi tirata fuori da Paolo VI... ma che questi amici alto-borghesi l'abbiano liquidato dicendogli: prendi la chitarra e suona...
Messaggio del 02-04-2005 alle ore 17:14:59
de andrè scrisse questa canzone nel 73....(l'album è del 75)

era stato invitato insieme alla prima moglie a cena di amici alto-borghesi....

mentre a fine cena lui voleva chiacchierare su come andava l'italia ed il mondo gli amici volevano solo che lui cantasse....

allora prese una sbronza colossale, insultò tutti e scappò nel garage di casa sua, dove la moglie lo trovò, la mattina successiva alle 8, mentre stava finendo di scrivere "Amico fragile"...
Messaggio del 02-04-2005 alle ore 16:58:28
AMICO FRAGILE

Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d'attenzione e d'amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi "
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo "Mi ricordo":
per osservarvi affittare un chilo d'era
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.

E poi sorpreso dai vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta."
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.


f. de andrè, volume 8, 1975.

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