Musica
Addio al Genio del Soul
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 21:16:03
Ray on my mind. Un grandissimo, signori
Ray on my mind. Un grandissimo, signori
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 14:45:48
bye, mister Charles; a Natale c'eri tu sulla piastra
bye, mister Charles; a Natale c'eri tu sulla piastra
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 11:56:38
Ciao Ray, saluto un grande della musica, uno che si è fatto da solo.
Oggi mi ascolterò (vorrei farlo ascoltare anche a voi)un 45giri del '68, su etichetta Coca Cola Company, un gingle pubblicitario per la Coca Cola cantato da Ray in modo impeccabile.
Ciao Ray, saluto un grande della musica, uno che si è fatto da solo.
Oggi mi ascolterò (vorrei farlo ascoltare anche a voi)un 45giri del '68, su etichetta Coca Cola Company, un gingle pubblicitario per la Coca Cola cantato da Ray in modo impeccabile.
Messaggio del 11-06-2004 alle ore 10:13:34
NEW YORK - Ray Charles, una leggenda della musica, e' morto oggi nella sua casa di Beverly Hills in California. Lo ha annunciato il portavoce Jerry Digney. Il cantante di 'Georgia on My Mind' aveva 73 anni ed e' morto circondato dalla famiglia e da amici per complicazioni da una malattia di fegato.
La storia di Ray Charles, il 'genio del soul' e' ricca di paradossi, un simbolo del sogno americano. Nato povero a Albany in Georgia, nel Sud ancora segregato, era rimasto orfano a 15 anni ma da adulto era diventato miliardario. Aveva raggiunto il successo superando la tragedia della cecita' e l'industria del disco ne aveva decretato il trionfo premiandolo con 12 Grammy, nove dei quali tra 1960 e 1966.
''Sono nato con la musica dentro di me. E' la sola cosa che conosco'', aveva scritto l'autore di 'Hit the Road Jack' e 'I can't stop loving you' nella autobiografia 'Brother Ray' del 1978. Charles aveva perso la vista gradualmente da bambino per una malattia, forse un glaucoma, e a sette anni era rimasto completamente cieco. Studiando all'istituto per ciechi di St. Augustine in Florida aveva imparato il braille, scoperto la matematica, intuito la correlazione tra matematica e musica. La sua ultima apparizione in pubblico risale al 30 aprile accanto a Clint Eastwood : la citta' di Los Angeles aveva decretato monumento nazionale gli studi del cantante costruiti 40 anni fa nel centro della metropoli.
'The genius', come era soprannominatioo fin da piccolo, crea il suo primo gruppo nel 1947, il 'Maxim Trio', che si ispira a Nat King Cole. Ray suona il piano, l'organo e il sax, ha diretto orchestre e ha saputo sfruttare la musica anche per affari, ma e' stato soprattutto un cantante eccezionale interpretando tuti i generi possibili, dal jazz al country al pop al blues e al soul. La sua voce profonda e roca era inconfondibile. Sono famose le sue canzoni ma anche le sue versioni di canzoni altrui come quella di 'America The Beautiful'. 'Georgia on My Mind' era stata scritta nel 1931 da Hoagy Carmichael e Stuart Gorrell ma non e' stato che nel 1979, dopo l'interpretazione di Charles, che divenne l'inno dello stato dove era nato il cantante.
Charles considerava Martin Luther King un amico e una volta si rifiuto' di suonare in Sud Africa dove era in atto il regime dell'apartheid. Ma la politica non era parte della sua vita. La sua vita era la musica: ''E' come il sangue. Una necessita' vitale, come il cibo, o l'acqua'', aveva scritto in 'Brother Ray'. Il suo charme ha catturato generazioni: con lui hanno suonato talenti diversi come Willie Nelson, Chaka Khan e Eric Clapton. Era apparso in film come i 'Blues Brothers' e nelle pubblicita' della Pepsi.
Charles non era uno stinco di santo. I suoi scatti d'ira erano leggendari e cosi' la sua passione per le donne. Per vent'anni combatte' per liberarsi dalla morsa dell'eroina prima di smettere di punto in bianco nel 1965 dopo esser stato arrestato all'aeropprto di Boston. L'ultimo Grammy della sua carriera era arrivato nel 1993 per 'A Song for You'. Ma non era stata la fine di una lunga carriera. 'Brother Ray' aveva continuato a suonare in tournee' e a dedicare tempo alla sua altra passione, gli scacchi. ''La musica esiste da sempre e continuera' a esistere anche dopo che saro' morto'', aveva detto in un'intervista di vent'anni fa: ''Voglio solo lasciare il mio segno - aveva aggiunto il 'genio del soul' - lasciare qualcosa di musicalmente valido alle mie spalle''.
NEW YORK - Ray Charles, una leggenda della musica, e' morto oggi nella sua casa di Beverly Hills in California. Lo ha annunciato il portavoce Jerry Digney. Il cantante di 'Georgia on My Mind' aveva 73 anni ed e' morto circondato dalla famiglia e da amici per complicazioni da una malattia di fegato.
La storia di Ray Charles, il 'genio del soul' e' ricca di paradossi, un simbolo del sogno americano. Nato povero a Albany in Georgia, nel Sud ancora segregato, era rimasto orfano a 15 anni ma da adulto era diventato miliardario. Aveva raggiunto il successo superando la tragedia della cecita' e l'industria del disco ne aveva decretato il trionfo premiandolo con 12 Grammy, nove dei quali tra 1960 e 1966.
''Sono nato con la musica dentro di me. E' la sola cosa che conosco'', aveva scritto l'autore di 'Hit the Road Jack' e 'I can't stop loving you' nella autobiografia 'Brother Ray' del 1978. Charles aveva perso la vista gradualmente da bambino per una malattia, forse un glaucoma, e a sette anni era rimasto completamente cieco. Studiando all'istituto per ciechi di St. Augustine in Florida aveva imparato il braille, scoperto la matematica, intuito la correlazione tra matematica e musica. La sua ultima apparizione in pubblico risale al 30 aprile accanto a Clint Eastwood : la citta' di Los Angeles aveva decretato monumento nazionale gli studi del cantante costruiti 40 anni fa nel centro della metropoli.
'The genius', come era soprannominatioo fin da piccolo, crea il suo primo gruppo nel 1947, il 'Maxim Trio', che si ispira a Nat King Cole. Ray suona il piano, l'organo e il sax, ha diretto orchestre e ha saputo sfruttare la musica anche per affari, ma e' stato soprattutto un cantante eccezionale interpretando tuti i generi possibili, dal jazz al country al pop al blues e al soul. La sua voce profonda e roca era inconfondibile. Sono famose le sue canzoni ma anche le sue versioni di canzoni altrui come quella di 'America The Beautiful'. 'Georgia on My Mind' era stata scritta nel 1931 da Hoagy Carmichael e Stuart Gorrell ma non e' stato che nel 1979, dopo l'interpretazione di Charles, che divenne l'inno dello stato dove era nato il cantante.
Charles considerava Martin Luther King un amico e una volta si rifiuto' di suonare in Sud Africa dove era in atto il regime dell'apartheid. Ma la politica non era parte della sua vita. La sua vita era la musica: ''E' come il sangue. Una necessita' vitale, come il cibo, o l'acqua'', aveva scritto in 'Brother Ray'. Il suo charme ha catturato generazioni: con lui hanno suonato talenti diversi come Willie Nelson, Chaka Khan e Eric Clapton. Era apparso in film come i 'Blues Brothers' e nelle pubblicita' della Pepsi.
Charles non era uno stinco di santo. I suoi scatti d'ira erano leggendari e cosi' la sua passione per le donne. Per vent'anni combatte' per liberarsi dalla morsa dell'eroina prima di smettere di punto in bianco nel 1965 dopo esser stato arrestato all'aeropprto di Boston. L'ultimo Grammy della sua carriera era arrivato nel 1993 per 'A Song for You'. Ma non era stata la fine di una lunga carriera. 'Brother Ray' aveva continuato a suonare in tournee' e a dedicare tempo alla sua altra passione, gli scacchi. ''La musica esiste da sempre e continuera' a esistere anche dopo che saro' morto'', aveva detto in un'intervista di vent'anni fa: ''Voglio solo lasciare il mio segno - aveva aggiunto il 'genio del soul' - lasciare qualcosa di musicalmente valido alle mie spalle''.
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