Musica

31 KNOTS
Messaggio del 22-11-2004 alle ore 22:18:03
Gli americani 31 KNOTS di spalla a Q and not U a Bologna
sono disponibili per una data in Abruzzo, Venerdì 13 Dicembre 2004

da Portland - Oregon USA i 31 KNOTS
propongono un indie rock tra math rock, progressive e pop ,ricordando i Cardiacs.
http://www.31knots.com


Discografia:

• A word is also a picture of a word (54-40 or fight, 2002)
• It was high time to escape (54-40 or fight, 2003)
• The curse of the longest day (Own records, 2004)

Recensioni:

Esce in Europa per la Own Records il nuovo Ep dei 31 Knots, già apprezzati in passato con “The Rehearsal Dinner” e “A Word Is Also Picture Of A Word”.
Intatta la grezza immediatezza delle origini, risulta evidente, soprattutto rispetto al primo Ep, una maggiore attenzione per la parte melodica delle composizioni. Amanti delle divagazioni, i tre di Portland confermano, nei cinque episodi in questione, una personalità deviata che permette di ricreare al suo interno ogni singolo brano, sfuggendo a scontate catalogazioni grazie a scelte strumentali mai eccessivamente ardite. Paranoici e cerebrali nella conclusiva “Coward With Claws”, in altre occasioni scorrono fra il Tim Kasher versione Cursive , i Fugazi più accessibili ed un math rock dall’impatto accattivante, generato da impostazioni angolari con una tastiera lontana parente dei Paper Chase.

Meno ossessivi solo in apparenza, i 31 Knots riescono a mantenere un’intensità incessante e ricercata. Migliori di molti altri gruppi pompati dalla stampa.Consigliamo caldamente la ricerca dei primi lavori.

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"31 Knots stands alone in a sea of clones". L'attacco/arpeggio strumentale in A Half Life In Two Movements è perfetto, degno dei migliori Fugazi. La band è cresciuta e ora fa paura: complessità, impatto e senso della melodia. Non ce n'è più per nessuno. O quasi. Chiamiamolo math rock, chiamiamolo prog, emo o arty indie rock, fatto sta che il nervosismo e la maniacale intensità che trapelavano nelle produzioni precedenti qui vengono canalizzati con più sapienza e trasporto. Le canzoni sono finalmente canzoni con tanto di refrain: iperstrutturate fin che si vuole, ma più compiute delle precedenti trame intricate che rischiavano alla lunga di smorzare i toni e il coinvolgimento dell'ascoltatore. Alle capacità tecniche fuori dall'ordinario si aggiuge ora un talento compositivo maturo che non vuole mai strafare. Complessi senza essere pretenziosi, i brani diventano addirittura scorrevoli nella loro frenesia (Darling, I, We Still Have Legs), Played Out For Punchlines ha un andamento ciclico che rimanda agli Helms. In un paio di punti i toni si smorzano e i risultati sono eccellenti (Without Me e la clamorosa Matters From Ashes, con passaggi a dir poco epici). Gli strumenti lavorano incessantemente, il basso cerca di superare la chitarra e la batteria è sempre agile e pronta ad adattarsi alle tessiture. Una menzione è d'obbligo pure per i testi, ermetici e sofisticati, e per la splendida voce di Joe Haege, una sorta di quarto strumento che accompagna questo bellissimo album.

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Messaggio del 23-11-2004 alle ore 09:55:49
IN ABRUZZO DOVE???
INTENDO Q AND NOT U!!
VOGLIA DI CONCERTI!!!!!!!!!!!!

Nuova reply all'argomento:

31 KNOTS

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