La Piazza
Zelig, o dell'infelicit�
Messaggio del 13-09-2004 alle ore 09:13:38
E' possibile che un essere umano sia ridotto in uno stato tale che gli sia negata anche l'infelicità ?
Da persona mediamente intelligente risponderei sicuramente di no.
Risponderei, appunto.
Perchè esattamente questa è la mia condizione, desiderare l'infelicità .
Ormai non ragiono più in termini di felicità da molti anni, non concepisco più nemmeno la possibilità di costruirmi una vita mia.
La categoria della possibilità mi è stata eradicata, come il nervo vivo eradicato dal grottesco medico di un quadro di Hieronymus Bosh, per eliminare il dolore. Questo da chi ritiene che l'unica giustificazione della mia esistenza, quindi della mia felicità , risiede nella realizzazione dei "suoi sogni".
Questo processo si è composto di particolari quotidiani infinitesimali, apparentamente insignificanti, ma i giorni si sono succeduti e sono diventate settimane, le settimane mesi, i mesi anni e gli anni decadi.
Alla fine il mio sangue si è ritrovato marcio, come quello di un minatore affetto da silicosi.
Nonostante questo prograssivo annientamento della personalità , il mio carnefice si è dimostrato sempre più insoddisfatto, visto che il transfert della sua volontà non è riuscito al 100% e sfoga questo rancore in vessazioni continue e crescenti.
Una sola volta mi si è offerta una pertugio di scelta, ma da "non morto" non ho scelto ed in quel momentoil discorso felicità si è chiuso per sempre.
Ho detto "non morto", perchè è così che mi sento, perchè pun non essendo indiscutibilmente vivo non sono neanche morto, perchè neanche l'INFELICITA' mi è possibile, in quanto anch'essa è considerata inaccettabile affronto personalòe passibile di dura rappresaglia.
Ma il mio stato di "Non morto" non ha nulla a che farecon la figura tragica e romantica di un Nosferatu, ma piuttosto con quello ridicolo e grottesco di uno Zelig, l'uomo camaleonte, creato dal geniale W. Allen.
L'uomo camaleonte per paura di non essere accettato si trasforma in chiunque incontri; io con la certezza di non essere accettato mi sono trasformato nell'essere più neutro che si possa concepire, per poter continuare la mia Non Vita e la mia Non Morte.
L'unico punto di fuga concessomi è quello del vivere la vita per interposta persona, vivendo quello che vivono gli altri e provando quello che essi provano, naturalmente chi mi sta vicino non sa niente di tanta mostruosità , altrimenti ne fuggirebbero inorriditi, per farla breve sono diventato
UN GUARDONE DELLA VITA.
Non so perchè ho postato tale oscenità . probabilmente perchè qui sopra nessuno mi conosce e quello che mi è successo negli ultimi 2 giorni mi ha confermato una volta per tutte tale mio convincimento
E' possibile che un essere umano sia ridotto in uno stato tale che gli sia negata anche l'infelicità ?
Da persona mediamente intelligente risponderei sicuramente di no.
Risponderei, appunto.
Perchè esattamente questa è la mia condizione, desiderare l'infelicità .
Ormai non ragiono più in termini di felicità da molti anni, non concepisco più nemmeno la possibilità di costruirmi una vita mia.
La categoria della possibilità mi è stata eradicata, come il nervo vivo eradicato dal grottesco medico di un quadro di Hieronymus Bosh, per eliminare il dolore. Questo da chi ritiene che l'unica giustificazione della mia esistenza, quindi della mia felicità , risiede nella realizzazione dei "suoi sogni".
Questo processo si è composto di particolari quotidiani infinitesimali, apparentamente insignificanti, ma i giorni si sono succeduti e sono diventate settimane, le settimane mesi, i mesi anni e gli anni decadi.
Alla fine il mio sangue si è ritrovato marcio, come quello di un minatore affetto da silicosi.
Nonostante questo prograssivo annientamento della personalità , il mio carnefice si è dimostrato sempre più insoddisfatto, visto che il transfert della sua volontà non è riuscito al 100% e sfoga questo rancore in vessazioni continue e crescenti.
Una sola volta mi si è offerta una pertugio di scelta, ma da "non morto" non ho scelto ed in quel momentoil discorso felicità si è chiuso per sempre.
Ho detto "non morto", perchè è così che mi sento, perchè pun non essendo indiscutibilmente vivo non sono neanche morto, perchè neanche l'INFELICITA' mi è possibile, in quanto anch'essa è considerata inaccettabile affronto personalòe passibile di dura rappresaglia.
Ma il mio stato di "Non morto" non ha nulla a che farecon la figura tragica e romantica di un Nosferatu, ma piuttosto con quello ridicolo e grottesco di uno Zelig, l'uomo camaleonte, creato dal geniale W. Allen.
L'uomo camaleonte per paura di non essere accettato si trasforma in chiunque incontri; io con la certezza di non essere accettato mi sono trasformato nell'essere più neutro che si possa concepire, per poter continuare la mia Non Vita e la mia Non Morte.
L'unico punto di fuga concessomi è quello del vivere la vita per interposta persona, vivendo quello che vivono gli altri e provando quello che essi provano, naturalmente chi mi sta vicino non sa niente di tanta mostruosità , altrimenti ne fuggirebbero inorriditi, per farla breve sono diventato
UN GUARDONE DELLA VITA.
Non so perchè ho postato tale oscenità . probabilmente perchè qui sopra nessuno mi conosce e quello che mi è successo negli ultimi 2 giorni mi ha confermato una volta per tutte tale mio convincimento
Messaggio del 13-09-2004 alle ore 09:26:40
l'unico padrone della tua vita sei tu
l'unico ke può modificare questa tua dichiarata e ostentata condizione sei tu
molto + facile lasciarsi vivere o morire nel tuo caso
piuttosto ke analizzare ciò ke non va prendere in mano le redini e sforzarsi di pensare da ke parte andare...
tempo fa mi sarebbe dispiaciuto per te...ora no
guardo e passo
l'unico padrone della tua vita sei tu
l'unico ke può modificare questa tua dichiarata e ostentata condizione sei tu
molto + facile lasciarsi vivere o morire nel tuo caso
piuttosto ke analizzare ciò ke non va prendere in mano le redini e sforzarsi di pensare da ke parte andare...
tempo fa mi sarebbe dispiaciuto per te...ora no
guardo e passo
Messaggio del 13-09-2004 alle ore 13:44:25
Vedi ariel quando dico che gli altri non sanno e proprio per questa tua rezione, grazie è stata una conferma
Vedi ariel quando dico che gli altri non sanno e proprio per questa tua rezione, grazie è stata una conferma
Messaggio del 13-09-2004 alle ore 14:01:01
cosa vuoi ke ne sappia una ke legge semplicemente quello ke tu scrivi?
perchè ti aspetti sempre qlcs dagli altri
impara a pretendere da te stesso e non aspettarti nulla dagli altri
così migliori, e quello ke gli altri faranno sarà sempre una bella scoperta...
cosa vuoi ke ne sappia una ke legge semplicemente quello ke tu scrivi?
perchè ti aspetti sempre qlcs dagli altri
impara a pretendere da te stesso e non aspettarti nulla dagli altri
così migliori, e quello ke gli altri faranno sarà sempre una bella scoperta...
Messaggio del 25-05-2005 alle ore 17:34:14
Messaggio del 25-05-2005 alle ore 18:19:33
"sei carceriere di te stesso con le chavi in tasca"
"sei il tuo nemico, il più acerrimo" (la frase è di Frankie H Energy non ricordo il titolo)
forse so come ti senti, capita anche a me, ma fortunatamente cerco sempre di uscirne, convincendomi che IL PROBLEMA NON SONO IO MA GLI ALTRI
in ogni caso se ti fai un cannone forse ti passa
ogni uno ha la sua personalità e prima o poi viene fuori, anche a 50 anni ma viene.
il fatto che tu non riesci ad essere te stesso e ti senti "guardone" mi fa pensare che ci vai pesante con le droghe e quindi sei completamente "spersonalizzato".
Se non è così ti consiglio uno psicanalista, ce ne sono di bravi, che sicuramente ti fanno un rateo per la loro parcella.
Va meglio così?
"sei carceriere di te stesso con le chavi in tasca"
"sei il tuo nemico, il più acerrimo" (la frase è di Frankie H Energy non ricordo il titolo)
forse so come ti senti, capita anche a me, ma fortunatamente cerco sempre di uscirne, convincendomi che IL PROBLEMA NON SONO IO MA GLI ALTRI
in ogni caso se ti fai un cannone forse ti passa
ogni uno ha la sua personalità e prima o poi viene fuori, anche a 50 anni ma viene.
il fatto che tu non riesci ad essere te stesso e ti senti "guardone" mi fa pensare che ci vai pesante con le droghe e quindi sei completamente "spersonalizzato".
Se non è così ti consiglio uno psicanalista, ce ne sono di bravi, che sicuramente ti fanno un rateo per la loro parcella.
Va meglio così?
Messaggio del 25-05-2005 alle ore 18:29:12
devo essermi perso qualcosa
devo essermi perso qualcosa
Messaggio del 26-05-2005 alle ore 10:53:22
no m dispiace..il problema nn sono mai gli altri..il problema siamo noi stessi, che pretendiamo che gli altri siano come noi desideriamo..invece il mondo è come è, e non accettarlo è malattia mentale allo stato puro, con l'aggravante di non essere ritenuta tale
cosìcchè la presuna infelicità non è altro che il disappunto rispetto all'invitabile verità che il mondo non si conforma ai ns desideri
no m dispiace..il problema nn sono mai gli altri..il problema siamo noi stessi, che pretendiamo che gli altri siano come noi desideriamo..invece il mondo è come è, e non accettarlo è malattia mentale allo stato puro, con l'aggravante di non essere ritenuta tale
cosìcchè la presuna infelicità non è altro che il disappunto rispetto all'invitabile verità che il mondo non si conforma ai ns desideri
Messaggio del 26-05-2005 alle ore 11:13:31
vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare
vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare
Messaggio del 27-05-2005 alle ore 15:10:25


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