La Piazza

voluttuosità...
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 20:07:59
scì il giorno del tuo compleanno



cmq la prima foto è del 1826 ..era una eliografia

cmq poi ti aiuto per sa rubrica, mi piace sa cosa
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 20:06:27
cmq, per rispondere a ulysses...la presenza dell'uomo è cmq inevitabile oggigiorno, almeno nella fotografia paesaggistica
..
mi sto riferendo a questa perchè ora il signor imperatore mi ha messo in testa adams che faceva praticamente quello...

lui era paesaggista ... le sue foto sono spettacolarmente narurali...nel senso che in esse non vi è la minima impronta umana...

cosa che, dai nuovi topografi prima citati, nn è accettato...per loro...l'uomo c'è e si deve vedere nelle loro opere...loro definirono le foto di adams come "foto di stile ma senza stile"...

cmq sta foto di weston è spettacolare...a me dà l'impressione di una schiena maschile...
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 20:02:31
sei la principale relatrice...ovviamente il primo articolo dovrà essere la nascita ufficiale della fotografia
19 AGOSTO 1839
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 20:00:53
ok, dai se mi fai partecipare alla tua rubrica fai una samu contenta
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 19:55:45
alle topografe non ancora ci arrivo
per ora finisco di leggermi Adams, poi vi aspetto ogni martedì sul mio blog per la storia della fotografia da Aristotele a Samucciolo
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 19:53:14
sì ma adams è un paesaggista...(come te del resto)
weston nn lo era...lui come hai gia detto tu, guardava al mondo nella sua interezza..anche ai minimi dettagli alle cose che all'occhio dell'uomo comune possono essere insignificanti come...un peperone appunto (ujn pomodoro anche)
adams ha studiato attentamente la natura e i suoi spazi incontaminati e non...
con il gruppo dei nuovi toppografi diciamo che si è dato il via a una nuova visiione dello spazio e del paesaggio che ci circonda...
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 19:52:58
infatti nella fotografia non ci vedo nulla di così disumano. anzi. è proprio il relazionarsi dell'uomo con il circostante a cogliere lo scatto perfetto, l'inquadratura migliore. è il silenzio che si crea nel cervello dell'osservatore che indirizza le sue mani a focalizzare quella porzione di materia lambita dalla luce...

non a caso weston e adams erano maestri nell'arte della Visualizzazione
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 19:48:26
weston affermava che il fotografo prima di far scattare l'obiettivo deve vedere dentro di sè l'img finale...
lo spazio non è uno schema astratto, una sorta di ‘idea di spazio’, ma qualcosa di estremamente complesso, “carico di qualità e differenze”, intimamente contraddittorio e dialettico, che costringe chi, attraverso un allentamento delle proprie resistenze e dei propri pre-concetti, vi entra in sintonia, a ripensare in continuazione le categorie attraverso le quali conosce la realtà (e vi agisce).
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 19:46:48

potevi metterla benissimo su Cultura questa opera d'arte.

cmq ho letto che Weston, due anni dopo, ha fondato assieme al caro Adams e a Cunningham l'f/64, un club che andava alla continua ricerca della massima profondità di campo possibile.... prediligevano soggetti monumentali, erano attenti al dettaglio, curavano la resa dei contrasti di luce. inoltre rifiutavano ogni intervento di ritocco fotografico in fase di sviluppo o di stampa...
Mentre Adams si concentrava prevalentemente sugli abitanti delle zone rurali e sugli effetti di luce nei paesaggi, Weston e Cunningham si dedicarono invece a ritrarre soggetti cercando di evidenziare la naturale armonia delle loro forme...

e visto cosa cappero c'hanno cacciato
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 19:37:33
Scusa...ovviamente "qualche anno dopo"
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 19:36:25
...eppure leggi cosa scriveva Bazin qualche anno prima:

Per Bazin, uno dei fondatori dei "Cahiers du Cinéma" e padre riconosciuto della "nouvelle vague", i caratteri forti della fotografia sono proprio gli stessi che costituivano un impaccio ai teorici di impostazione crociana. Ovvero l'oggettività riproduttiva e l'assenza dell'uomo, dell'uomo come autore e interprete del reale, che di una tale oggettività è conseguenza diretta. "Tutte le arti - scrive appunto Bazin - sono fondate sulla presenza dell'uomo; solo nella fotografia ne godiamo l'assenza". Egli parla a questo proposito di "complesso della mummia": "una psicoanalisi delle arti plastiche - dice - potrebbe considerare la pratica dell'imbalsamazione come fatto fondamentale della loro genesi; all'origine della pittura e della scultura si troverebbe il complesso della mummia".

DELLA SERIE (IL MONDO E' BELLO XKE' E' VARIO!)



Messaggio del 20-01-2006 alle ore 19:19:55
sta foto è stata scattata nel 1930 da Weston, fotografo che operava in quegli anni e affermava che la fotografia ha cambiato la visione del mondo...la visione tende ad adattarsi alla fotografia...
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 19:17:17
...in un peperone





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