La Piazza
Volontari italiani da Nablus
Messaggio del 18-05-2004 alle ore 08:51:01
Ricevo dai volontari italiani in Palestina - Nablus.
>>aggiornamento nablus
>Date: Mon, 17 May 2004 12:57:33 +0200
>
>
>Domenica 9 maggio:
>
>Dalle 23,30 alle 1,30 (di lunedi') dal campo militare sui rilievi
>occidentali di Nablus gli israeliani aprono un fuoco continuo con
>mitragliatrici pesanti. Sparano a casaccio.
>Non ce lo racconta nessuno, lo sentiamo noi: per due ore e mezza da
>trecento metri da dove abitiamo le armi dell'esercito di Tel Aviv
>crepitano senza sosta. Ripetiamo sparano a casaccio sulla citta'.
>
>
>Lunedi' 10 maggio:
>
>Yanun e' un villaggio dove vivono sedici famiglie, un'ottantina di
>persone. Due insediamenti israeliani, costruiti illegalmente come tutti
>gli insediamenti, lo assediano. Da sempre e' soggetto alle angherie
>brutali dei coloni che da oltre un anno hanno aumentato la loro
>aggressivita'. Sparano sulle persone, uccidono le pecore, tagliano gli
>olivi. Qualche famiglia si e' rifugiata nel villaggio piu' vicino. ma i
>piu' resistono. E' da questo periodo che data una presenza
>internazionale a Yanun. Ora ci sono due europee dell'Ecumenical
>Accompaniment Programme in Palestine end Israel, una svedese e l'altra
>svizzera. La loro presenza e' importante per le testimonianze che
>possono fornire.
>Seduti sotto un gelso aspettiamo che il dott. Saber ed il personale
>della clinica mobile che ci ha portati quassu' finiscano le visite in
>programma. Il bel panorama offre un quasi impossibile senso di quiete e
>di tranquillita'.
>Galeb Mahmoud Shpeh ha settant'anni, e' piccolo e magro, ma sembra avere
>intatta la tempra di contadino "La mia famiglia ha visto la dominazione
>turca; poi c'e' stata l'Inghilterra Mandataria; poi sono venuti i
>giordani e addesso gli israeliani. Io sto qui con la mia famiglia."
>
>Lunedi' 17 maggio:
>
>Un Clinica di emergenza nella Citta' Vecchia. E' probabile un attacco
>nella notte, ieri gli israeliani hanno distrutto l'illuminazione
>pubblica e cio' prelude al peggio. E' il dr. Ghassam, responsabile a
>Nablus del Medical Relief, a condurci per viuzze buie, nella bella
>dimora messa a dispozione dal proprietario, dove l'equipe medica ha
>allestito la clinica d'emergenza. La sala operatoria di primo intervento
>e' indispensabile poiche' sotto il fuoco i feriti non potrebbero venir
>trasportati in nessun ospedale opsedale della citta'.
>La grande sala dove sediamo ha i vetri rotti. Un missile sparato
>recentemente da un elicottero
>ha mandato in frantumi tutte le finestre in vasto raggio. La clinica
>d'emergenza non riveste solo valenza medica. Il medical Relief e' nella
>citta' Vecchia per sostenere con una presenza organizzata la popolazione
>costantemente soggetta agli attacchi israeliani. Abbiamo visto case
>abbattute, negozi distrutti. La gente ha molta paura e se lasciata sola,
>poco alla volta, cercherebbe scampo altrove. Scomparirebbe il tessuto
>sociale umano che costituisce la continuita' storica di questa
>antichissima vivente testimonianza: la Citta' Vecchia di Nablus ed il
>suo Mercato.
>La dimora in cui siamo e' vecchia di trecento anni ma ce ne sono di
>molto piu' antiche.
>Due paramedici escono per assistere un anziano infermo. Andiamo con loro
>seguendo la luce della lampada tascabile. Nel buio percepiamo i commenti
>di chi ci sente passare, poi una porta si apre buttando un fascio di
>luce sulla via ed entriamo. Dopo il breve intervento si ritorna verso la
>casa che ospita la clinica.
>Non si sa quando avvera' l'attacco. Di solito si scatenano a notte fonda.
>Poco prima di mezzanotte ci riportano a casa. Verso le due sentiamo i
>primi colpi. poi per due ore i colpi di mitra e delle mitragliatrici
>israeliani ci impedisce di dormire.
Ricevo dai volontari italiani in Palestina - Nablus.
>>aggiornamento nablus
>Date: Mon, 17 May 2004 12:57:33 +0200
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>Domenica 9 maggio:
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>Dalle 23,30 alle 1,30 (di lunedi') dal campo militare sui rilievi
>occidentali di Nablus gli israeliani aprono un fuoco continuo con
>mitragliatrici pesanti. Sparano a casaccio.
>Non ce lo racconta nessuno, lo sentiamo noi: per due ore e mezza da
>trecento metri da dove abitiamo le armi dell'esercito di Tel Aviv
>crepitano senza sosta. Ripetiamo sparano a casaccio sulla citta'.
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>Lunedi' 10 maggio:
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>Yanun e' un villaggio dove vivono sedici famiglie, un'ottantina di
>persone. Due insediamenti israeliani, costruiti illegalmente come tutti
>gli insediamenti, lo assediano. Da sempre e' soggetto alle angherie
>brutali dei coloni che da oltre un anno hanno aumentato la loro
>aggressivita'. Sparano sulle persone, uccidono le pecore, tagliano gli
>olivi. Qualche famiglia si e' rifugiata nel villaggio piu' vicino. ma i
>piu' resistono. E' da questo periodo che data una presenza
>internazionale a Yanun. Ora ci sono due europee dell'Ecumenical
>Accompaniment Programme in Palestine end Israel, una svedese e l'altra
>svizzera. La loro presenza e' importante per le testimonianze che
>possono fornire.
>Seduti sotto un gelso aspettiamo che il dott. Saber ed il personale
>della clinica mobile che ci ha portati quassu' finiscano le visite in
>programma. Il bel panorama offre un quasi impossibile senso di quiete e
>di tranquillita'.
>Galeb Mahmoud Shpeh ha settant'anni, e' piccolo e magro, ma sembra avere
>intatta la tempra di contadino "La mia famiglia ha visto la dominazione
>turca; poi c'e' stata l'Inghilterra Mandataria; poi sono venuti i
>giordani e addesso gli israeliani. Io sto qui con la mia famiglia."
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>Lunedi' 17 maggio:
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>Un Clinica di emergenza nella Citta' Vecchia. E' probabile un attacco
>nella notte, ieri gli israeliani hanno distrutto l'illuminazione
>pubblica e cio' prelude al peggio. E' il dr. Ghassam, responsabile a
>Nablus del Medical Relief, a condurci per viuzze buie, nella bella
>dimora messa a dispozione dal proprietario, dove l'equipe medica ha
>allestito la clinica d'emergenza. La sala operatoria di primo intervento
>e' indispensabile poiche' sotto il fuoco i feriti non potrebbero venir
>trasportati in nessun ospedale opsedale della citta'.
>La grande sala dove sediamo ha i vetri rotti. Un missile sparato
>recentemente da un elicottero
>ha mandato in frantumi tutte le finestre in vasto raggio. La clinica
>d'emergenza non riveste solo valenza medica. Il medical Relief e' nella
>citta' Vecchia per sostenere con una presenza organizzata la popolazione
>costantemente soggetta agli attacchi israeliani. Abbiamo visto case
>abbattute, negozi distrutti. La gente ha molta paura e se lasciata sola,
>poco alla volta, cercherebbe scampo altrove. Scomparirebbe il tessuto
>sociale umano che costituisce la continuita' storica di questa
>antichissima vivente testimonianza: la Citta' Vecchia di Nablus ed il
>suo Mercato.
>La dimora in cui siamo e' vecchia di trecento anni ma ce ne sono di
>molto piu' antiche.
>Due paramedici escono per assistere un anziano infermo. Andiamo con loro
>seguendo la luce della lampada tascabile. Nel buio percepiamo i commenti
>di chi ci sente passare, poi una porta si apre buttando un fascio di
>luce sulla via ed entriamo. Dopo il breve intervento si ritorna verso la
>casa che ospita la clinica.
>Non si sa quando avvera' l'attacco. Di solito si scatenano a notte fonda.
>Poco prima di mezzanotte ci riportano a casa. Verso le due sentiamo i
>primi colpi. poi per due ore i colpi di mitra e delle mitragliatrici
>israeliani ci impedisce di dormire.
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