Messaggio del 12-12-2004 alle ore 19:00:20
..il volevo dire è una bacheca costruita su messaggi,emozioni e pareri, e in alcuni casi vengono utilizzati codici(appunto x la privacy)in altri no..quindi da ciò si deduce che nn è propriamnete un mettere in piazza i nostri fatti personali,nn è un diario che viene aperto e letto ad alta voce dinanzi ad "ignoti"...è proprio la dicitura di diario,che è già stata utilizzata,ad essere errata.
detto ciò ritengo che nn ci sia nulla di sbagliato,che ognuno può scrivere di sè come e dove vuole,nel momento in cui lo si fa spontaneamente,quindi le critiche sono ben accette,ma in qsto caso,nn tanto da poter ostacolare qsto tipo di post che ciclicamente ricompare in prima pagina
in ultimo,il virtuale nn danneggia.è un modo di comunicare e ricordiamolo,l'uomo è nato x comunicare
Messaggio del 12-12-2004 alle ore 17:25:39
sì vero papà, parlo per mamma, lei soffre di manie di protagonismo e in effetti scrivere su un volevo dire dove si sa che tutti poi andranno a leggere...è sintomo di voler essere al centro dell'attenzione...la mamma ama essere al centro dell'attenzione (perciò spamma sempre) ma non credo sia solo questo il motivo dell'esistenza del volevo dire
anche io il 21 sarò alla serata geke con mamma ed è verissimo...in quelle cene "deccriptano" i loro msg in codice...
mamma da comunicatrice afferma che il voler comunicare via internet sia semplicemente un nuovo modo di comunicare...un comunicare che riesce sempre più a raggiungere i 360°....
Messaggio del 12-12-2004 alle ore 16:16:07
il potere di un forum del genere va ben oltre il poter "semplicisticamente" raggiungere quante più persone su scala territoriale globale
la potenza del forum, infatti, viaggia soprattutto su scala temporale e lo fa conservando inalterato, a distanza di anni, quello che noi saremmo tentati di annotare nel segreto di un nostro piccolo diario con il vantaggio/svantaggio dei filtri che ci poniamo in virtù della sua pubblica esposizione....
nello specifico del post "volevo dire", al di là delle manie di protagonismo della madre di mio figlio si crea un effetto corale che armonizza ogni soggettività che altrimenti, nel diario segreto, resterebbe despota di ricordi e padrona iniqua di tutte le emozioni: è proprio l'inter-relazione tra i "volevo dire" di ogni partecipante che rende il ricordo immortale...che fa del fenomeno l'evento.
chi critica questo genere di post, oltre al fatto di essere comprensibilmente seccato dall'uso che spesso se ne fa anche in chiave banalizzante del "volevo dire", in realtà è solo quel genere di persona che preferisce un approccio monografico con le proprie emozioni e i propri ricordi, preferendo esserne l'autore più che l'attore...
punto di vista legittimo, per carità...
ma io, ad esempio, sono quasi 5 anni, ormai, che ho sposato il punto di vista opposto: scrivo una specie di romanzo della mia vita dove io, che dovrei esserne l'autore, non scrivo proprio alcunchè...resto un'attore che viene diretto dalle parole di tutti i miei amici:
sono quasi 5 anni che mi scarico su pc tutti (e dico tutti) gli sms che ricevo (ed oggi ne sono quasi 8000), solo perchè la mia esistenza narrata da occhi che non sono i miei la giudico più interessante di qualsiasi diario dove annotare,tramite schemi mentali rigidamente faziosi, tutti i pensieri e le emozioni....
Messaggio del 12-12-2004 alle ore 16:11:59
Sono convinto che l’uso di internet non si fermi alla virtualità ma possa riflettersi nel mondo reale,cambiando il nostro modo di relazionarsi e ampliando le sfere di conoscenza e di espressione oltre il proprio ambiente quotidiano
Messaggio del 12-12-2004 alle ore 15:57:04
la manifestazione REALE della virtualità del volevo dire per quanto riguarda le geche sono le CENE DA ARIEL!
là tutta la cripticità viene gettata alle ortiche e si spettila per ore (specifico: su di noi stesse non su persone al di fuori) parlando di ognuno dei + scabrosi dei fatti nostri
nei volevo dire prendiamo appunti per la cene venture
Messaggio del 12-12-2004 alle ore 15:50:56
resta il fatto ke la comunicazione via internet integra, o è un semplice spunto, di quella ke sarà la VERA conversazione verbale face to face...almeno per me è così
Messaggio del 12-12-2004 alle ore 15:46:54
sì in effetti lo uso anke come una sorta di diario personale (anke se i msg SERI sono criptati e poi il vero diario...quello cartaceo, lo leggo solo io )
quel volevo dire a me serve, e a molti altri anke, come una sorta di bottiglia in cui si mette un foglietto dentro e la si lancia nell'oceano...
quando scrivo dei msg diretti a qcn di specifico...spero ke questa persona legga...e capisca...a volte sì vengono scritte cose ke forse si ha anche paura di ammettere a se stessi...e boh...scriverle qui a volte può servire per ammetterle...o magari è il modo di dire alle amike:"avevate ragione voi"
è una sorta di confessionale alla fine
sì il volevo dire, in effetti, è come il confessionale del GF dove tutti si vanno a confidare...nella consapevolezza ke tutti andranno a leggerlo....
la virtualità che influenza i rapporti sociali , almeno nel caso di lanciano.it, secondo me è positiva....aiuta a conoscere le persone...anke se in realtà nn le si conosce affatto...
nn credo ci sia nulla di male in questo
La virtualità che influenza i rapporti sociali è un bene o un male?
Un bene. Un di più.
L'abbiamo detto tante volte, grazie al virtuale abbiamo la possibilità di comunicare con persone che per varie riserve e pregiudizi o semplici distanze (come differenza di età, di posti frequentati, di esperienze, distanze geografiche) normalmente non avremmo considerato.
Per quanto riguarda i post come il "volevo dire", diventano una sorta di blog, più o meno tra gruppi di persone che si conoscono e tra cui esiste già un'amicizia abbastanza profonda. Non vengono dette cose troppo personali se non in modo criptico quindi non sono paragonabili a un diario privato. E' - ripeto - solo una variante di un blog, i diari sul web, una sorta di newsletter con cui si lascia a disposizione di quelli che ti conoscono una bacheca di aggiornamenti su come stai e come la tua vita procede.
Non mi sembrano così invadenti da giustificare tutte le polemiche che suscitano.
Sarà che il volevo dire l'ho inventato io, aprendo il primo non so più quanto tempo fa, ma io lo difendo a spada tratta.
Messaggio del 12-12-2004 alle ore 15:42:34
Poi, sanza tralasciare chi invece di condividere sensazioni critica quelle degli altri, penso che siano solamente persone frustrate con poca apertura mentale....voglio dire, a loro cosa importa se gli altri si sentono di esplicare i propri pensieri??? Ognuno può farlo come, dove, quando e con chi vuole...senza stare sempre a criticare gli altri.
Messaggio del 12-12-2004 alle ore 15:38:40
E' proprio un bel post, interessante!
Cmq i motivi possono essere di varia natura:
1) si sente il bisogno che qualcuno sappia, non importa chi, e spesso scriverlo è più facile che dirlo
2) consapevole che la persona interessata alla frese legge, si vuole inviare un messaggio indiretto a questa stessa persona
3) come ricerca di aiuto, comprensione, semplicemente perchè piace condividere le proprio sensazioni con gli altri e questo è un ottimo mezzo per riuscirci
Ve ne posso essere tanti altri, però penso l'importante è non esagerare, ovvero non scrivere proprio tutto ciò che si scriverebbe nel classico diario cartaceo di una volta...non dimentichiamo che internet è alla portata di tutti!
Messaggio del 12-12-2004 alle ore 15:30:48
Spesso mi ritrovo ad aprire post di meta-forum (il forum che si interroga su se stesso) sui “fenomeni” del momento. Uno di questi ora è il “volevo dire” di Samu che in varie incarnazioni e titoli ciclicamente ritorna.
Ho notato che sono le stesse persone a parteciparvi ed altre stesse persone che lo criticano. Non voglio entrare nel merito della questione di chi ha ragione e chi no (se esiste una ragione in questo caso), ma su un altro aspetto.
Cosa spinge una persona ad aprire o intervenire su un post del genere, che principalmente funziona da diario personale? È l’attualizzazione del diario cartaceo che però una volta rimaneva strettamente personale o riservato alla lettura di pochi? Ora invece questa sorta di diario viene consegnato alla lettura di tutti, si affida alla memoria virtuale di un server. Anche i sentimenti diventano bit, si potrebbe dire.
Siccome la stessa Samu studia comunicazione, le lancio questa proposta di ricerca: oggi è più facile comunicare con gli altri scrivendo su internet che parlando con la persona accanto. La virtualità che influenza i rapporti sociali è un bene o un male?