Messaggio del 08-02-2007 alle ore 20:42:04
Può sembrare una domanda stupida, ma chi non se l'è mai posta?
Tutti noi sappiamo che dalla nascita, siamo destinati a morire. Credenze religiose messe da parte, si vive da 1 secondo a 100 o più anni e poi bum, buio totale, il nulla.
Il caro Bruce Wayne mi fece notare quanto sia inutile preoccuparsi della morte, dato che quando arriva... non te ne puoi preoccupare.
A questo punto, non posso non chiedermi come mai ci affanniamo, soffriamo, ci divertiamo, lavoriamo, amiamo, odiamo, dormiamo, mangiamo.
Quale differenza farà alla fine? In una visione globale della vita, dovrebbe valere la pena passare attraverso molteplici esperienze per farne bagaglio, un bagaglio che tuttavia andrà perso.
Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannoiser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia...è tempo di morire..."
In questa citazione di Blade Runner, Roy Batty, l'androide la cui vita dura tre anni, esprime efficacemente questo concetto.
L'uomo è destinato alla scomparsa: lui stesso, come questo pianeta, vive perennemente in una fase di declino.
It's a shame we have to die my dear
No-one's getting out of here alive
This time
You're away to go but have no fear
No-one's getting out of here alive
This time
I Foo Fighters, in DOA, prendono questo concetto dell'inevitabilità della morte.
Personalmente, essendo un amante di telefilm , posso tranquillamente dire "per vedere cosa succede nella prossima puntata", ovvero la curiosità di sapere cosa mi succederà nel futuro è per me la molla più forte che mi spinge a non arrendermi.
A questo punto, la domanda che vi faccio è, perchè vivete? Qual'è la vostra molla?
(sono stati omesse citazioni di autori letterari importanti non perchè ritenute inutili, ma perchè non ho la più pallida idea di dove prenderne essendo fondamentalmente un ignorante.)
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 20:55:33
Bender Bender, quello vero Tuttavia Almond, nemmeno la specie sopravviverà. Allargando lo "zoom" sul pianeta, anch'esso è destinato alla fine quando il sole collasserà in una supernova, anche se non ha da preoccuparsene per un bel pò, ma credo che la razza umana sarà andata da un bel pezzo per allora. Quindi, di quali tracce parliamo? Quale specie destinata all'estinzione (così come le altre, indubbio) cerchiamo di far sopravvivere? Quella della sopravvivenza è una battaglia persa in partenza, sicuro che non ci sia altro? ------------ Editato da Bender il 08/02/2007 alle 20:56:08
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 21:06:08
Credo che per ogni periodo della propria vita il significato e il motivo della vita cambi, non credo che ce ne sia uno in particolare ma dato sì che è così flebile, credo che bisogna cercare di lasciare qualcosa di sè agli altri che ti circondano o che ti ricorderanno quando non ci sarai più.
La cosa per cui proprio vivere e proprio farsene una ragione di vita credo sia amare le donne.
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 21:06:54
Si vive pensando che comunque ci sara' un altro giorno e altre cose da fare. Il senso di inutilità potrebbe essere l'inizio della fine.
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 22:24:28
Ci stavo pensando giusto questo pomeriggio
Non lo so, a volte ho l'impressione che si tira avanti perchè si deve e basta. Ci si affanna per comprare cose, per i soldi, ma non per gli ideali, per essere e fare quello che si è. Un inutile girotondo verso cosa? Non lo so, al momento non ho una risposta adeguata. Le cose potrebbero essere diverse con una famiglia, come giustamente dice Almond. Ecco, forse è quello il senso della vita: rendere migliori chi verrà dopo di noi, tramandare valori.
Ma già avere l'ottimismo e la determinazione di metter su famiglia di questi tempi è un'impresa. Ci vuole più fede che per credere in Dio.
Spero un giorno di uppare il post e di poter scrivere qualcosa di più concreto
Messaggio del 08-02-2007 alle ore 22:29:01
Me lo chiedo tutti i giorni caro Bender, e la risposta non la so dare e forse non posso, perchè è più grande di me....
Comunque ci affanniamo come i disperati senza avere nemmeno un secondo per riflettere, per goderci una cosa bella, come il sorriso di un bambino o un gesto significativo.
Troppo tardi, troppi bianconigli, troppa ossessione da lavoro, ci rendono ciechi rispetto al mondo che ci circonda.
Ha senso tutto ciò?
Messaggio del 09-02-2007 alle ore 10:29:17
Mi tocca quotare Idolo con una piccola variante:i figli.Naturali o adottati per me fa lo stesso,rappresentano la continuità al vivere,non ancora li ho ma sono nel progetto 2007(immagino che cacacazz di piccoli POF POF) .
Potrei avere gnocca all'infinito ma senza figli non potrei mai vivere.
Messaggio del 09-02-2007 alle ore 11:26:30
Mi pongo questa domanda tante volte nell'arco della giornata...
Io, la molla ce l'ho, sono i miei cari, vengono prima di me e vorrei vederli per sempre felici, ma purtroppo non ci riesco ed allora mi sento un pò un fallimento...
Osservo cosa c'è intorno a me e vedo che cmq la gente non si rende conto di cosa è importante e cosa no...Non è una stupidaggine, ma veramente potrei essere privata di tutto e vivere con il minimo indispensabile insieme ai miei cari e basta.
Messaggio del 09-02-2007 alle ore 11:31:05
ho sempre pensato che miliardi di anni di storia dell'universo sono serviti a preparare la mia venuta sulla terra
poi penso che dopo i medesimi miliardi di storia è venuto sulla terra pure adonai ed allora rimango perplesso
Messaggio del 09-02-2007 alle ore 12:20:04
Ottima domanda!
Vivo perchè mi hanno detto di fare alcune cose prima di morire; studiare,laurearmi,lavorare,fare figli..etc..etc...e finora ho adempiuto al mio dovere...
E' tristissimo ma è la verità!
Poi ogni tanto decido di non vivere...e allora penso che vorrei tante cose che da viva non posso fare. Passare ore seduta accanto alle persone che amo..senza dover parlare per forza, guardare le persone negli occhi, cercare la bellezza, vivere non per fare qualcosa ma vivere per godere di se e degli altri.
Dato che però la vita è lontano da questo e quindi non mi fa nemmeno paura la morte. Sarà la cessazione di una serie di attività...niente di più!
Messaggio del 09-02-2007 alle ore 15:33:13
oh,il caro Bender meno male ke ogni tanto si fà vivo
Bel post ma ardua risposta.Cmq ho 2 risposte alla tua domanda:
1)Se vediamo la cosa esclusivamente dal punto di vista meccanicistico,viviamo solo per continuare la specie tutto il resto è solo una contornazione......insomma per la serie "SO' MAGNATE,SO' VEVETE E SO' PURE FRECATE"
2)Se invece analizziamo la cosa dal punto di vista empirico-religiosa(non solo con la religione cattolica ma anche con altri culti),tutte le religioni ci dicono ke dopo la morte c'è qualcosa,stà a noi crederci o meno.Per quanto mi riguarda nel dubbio cerco di vivere al massimo la mia vita,poi si vedrà....."IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO"
Messaggio del 09-02-2007 alle ore 19:23:33
produci...consuma...crepa!!!
crepaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
scherzi a parte, si vive per imparare e trasmettere ciò che si ha appreso, credenze religiose a parte (io ho le mie), non mi preoccupo proprio di crepare, anzi non me ne frega proprio una mazza
fanculo, ho tante cose da fare, da realizzare e da voler vedere ancora che non ci penso proprio...è proprio inutile preoccuparsene
forse a ste cose ci pensiamo più noi che stiamo bene che non nei paesi del terzo mondo, stiamo troppo attaccati alle cose come dei parassiti...
spettacolo cmq le citazioni di Blade Runner e i Foo Fighters (tra film e band preferite)
Messaggio del 09-02-2007 alle ore 20:51:35
Si potrebbe anche interpretare la domanda nel senso: "Per merito di chi o cosa vivete? Per quale suo progetto, scopo o gioco, vivete?"
Ma restando nel tema di "Qual'è la molla che vi fa vivere?" pensavo a sta cosa qua: per i riconoscimenti. Altrui e propri.
Fintanto che si hanno riconoscimenti ci si sente apprezzati e "utili" e si e' certi di aver raggiunto un obbiettivo e ci se ne pone un altro più impegnativo.
A volte si sa di aver raggiunto uno scopo e ci si riesce a gratificare anche da se stessi, anche se gli altri non te ne danno il merito. Come quando agli occhi degli altri non hai fatto nulla o (peggio) hai sbagliato, ma sai dentro di te che la strada e' quella giusta.
Qualora non ci fossero più i riconoscimenti, ne dall'esterno, ne personali, e cominci a dubitare del tuo stesso operato, della tua "utilità", ..... allora sarebbe davvero dura "sopravviversi".
Morale: dovremmo sforzarci di dare riconoscimenti a chi ci sta intorno, quando e' il caso. Pensare che potremmo far parte del 50% di motivazione potrebbe addirittura gratificare noi stessi
Messaggio del 09-02-2007 alle ore 22:34:18
.....post molto interessante....e di grande rilievo...complimenti......Bender...
....perchè vivo?....io personalmente vivo x un sacco di buoni motivi.....vivo xchè mi hanno donato qs. avventura bellissima, che mi regala un sacco di emozioni, ...vivo x la mia famiglia.....vivo xchè spero di lasciare il segno nell'animo di ogni persona che incontrero' durante il mio cammino...vivo x poter avere la possibilità di osservare il mondo che mi circonda....vivo x conoscere cio' che ancora nn so....xchè è vero che quel bagaglio di conoscenza nn verrà con noi....ma è anche vero che lo lasceremo a qualcuno che saprà farne buon uso......vivo x amare , x sorridere, x piangere, x ridere......vivo perchè spero di poter dare inizio, un giorno, ad un altra vita.....
....io semplicemente vivo.....
la vita va vissuta a pieno....con i suoi pregi e con i suoi difetti.....
Messaggio del 09-02-2007 alle ore 23:22:06
credo che se si vuole rispondere usando il pensiero,la logica,la coccia,chiamatela come vi pare o arriviamo al muro con su scritte le domande di bender oppure ci rimpiamo la fantasia e la coscienza di giustificazioni filosofiche teologiche e tutte stronzate di questo tipo..
a me il pensiero mi porta davanti al muro,ma nn sono abbastana cinico da spararmi,anche se la fine è la stessa e,davanti all'eternita e al silenzio,manca davvero poco alla scomparsa dei miei ricordi...e come se gia fosse tutto finito,se veramente vuoi pensarci tanto sarà lunga la morte..
non mi preoccupa perchè non la vivro.
perchè vivo...sono un fan dell'istinto animale e se una formica si fa un culo tanto perchè è il sole e la fame a dirglielo non vedo perchè non dovrei farlo io che ho coscienza della fame e intendo il sole.
Messaggio del 20-03-2007 alle ore 17:51:40
Eh... vivo perchè mi ci hanno messo sopra sto pianeta e che devo fare, me lo prendo e cerco di starci nel migliore dei modi.
Io sono convinto che qualcosa oltre la morte c'è e vivo rispettanto delle semplici regole, e se ci riesco, il famoso Dio, come si chiama si chiama, non potrà un giorno volermi male...
--Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.
--Fatti i cazzi tuoi.
--Aiuta chi ha bisogno di aiuto se se lo merita
--Guadagna soldi lavorando il più onestamente possibile (sempre nei limiti!!
--Vivi e lascia vivere.
Messaggio del 20-03-2007 alle ore 18:14:30
anche i miei tre cuccioli, mi scuso con loro...e la mamma anche...ma anche tutta l'umanità...e gli animali...e gli alberi...e il mare...
Messaggio del 20-03-2007 alle ore 18:58:29
POF POF mi associo totalmente: mio figlio è la risposta alla domanda perchè vivo, il resto ruota intorno a questo mio magico amore che non avrà mai fine
Messaggio del 20-03-2007 alle ore 20:39:44
io personalmente non lo faccio apposta a vivere...vivo...
anzi mio malgrado so di fare molte cose che la vita me l'accorciano...forse
Messaggio del 20-03-2007 alle ore 22:01:14
Grazie alla vita
Grazie alla vita, che mi ha dato tanto:
m'ha dato due stelle che, quando le apro,
io vedo e distinguo il nero dal bianco
e nell'alto cielo il fondo stellato
e in mezzo la folla di Cristo che amo.
Grazie alla vita, che m'ha dato tanto:
m'ha dato il suono e l'abecedario,
come le parole che penso e proclamo:
figlio, madre, amico e cammino chiaro,
e la dolce voce di Colui che amo.
Grazie alla vita, che m'ha dato tanto:
m'ha dato la marcia dei miei piedi stanchi;
con essi ho varcato pozzanghere e spiagge,
città e deserti, montagne e pianure
e la strada tua, la casa, il cortile.
Grazie alla vita che m'ha dato tanto:
m'ha dato il cuore che vuole fuggire
quando guardo il frutto della mente umana,
quando guardo il bene lontano dal male,
quando vedo dentro il tuo sguardo chiaro.
Grazie alla vita che m'ha dato tanto:
m'ha dato il riso e m'ha dato il pianto;
così io distinguo la pena e la gioia,
i due elementi che fanno il mio canto,
e il canto di tutti, il mio stesso canto.
Violeta Parra-Poetessa cilena-fatta morire nel 1967 dal porco-nazista pinochet